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venerdì 23 gennaio 2015

FEMA camps: I campi di concentramento degli USA

FEMA ovvero Federal Emergency Management Agency, l’Agenzia Federale degli Stati Uniti per la Gestione delle Emergenze,ha più di 800 campi di concentramento negli Stati Uniti. Alcuni campi sono stati recentemente costruiti e / o rinnovati e sono pienamente equipaggiati. L’esistenza dei campi, accanto agli ordini esecutivi presidenziali che danno al presidente e al Dipartimento di Sicurezza Nazionale (del quale la FEMA è ora parte) il controllo sulle ‘essenziali funzioni nazionali’ nel caso di ‘emergenza catastrofica’ hanno portato alla preoccupazione che i campi possano essere usati per detenere con  forza i cittadini americani per scopi incostituzionali.
Leggi tutto:
http://www.informarexresistere.fr/2012/01/29/fema-camps-i-campi-di-concentramento-degli-usa-2/

venerdì 23 maggio 2014

Trovata una Bibbia di 1500 anni in cui c’è scritto che Gesù non è stato crocifisso

ETNOGRAFYA MUZESI'NE TESLIM EDILEN EL YAZMASI INCIL
Con grande costernazione del Vaticano, è stata trovata in Turchia, una Bibbia avente circa 1500-2000 anni, attualmente esposta nel Museo Etnografico di Ankara

Scoperto nel 2000 e, successivamente tenuto segreto, il libro contiene il Vangelo di Barnaba – un discepolo di Cristo – il quale rivela che Gesù, né è stato crocifisso, né è il figlio di Dio, ma è solo un profeta. Il libro, inoltre, giudica l’apostolo Paolo come un impostore. Il libro sostiene anche che Gesù ascese al cielo vivo, e che Giuda Iscariota fu crocifisso al suo posto. Un articolo del National Turk (clicca QUI), dice che la Bibbia è stata sequestrata ad una banda di contrabbandieri durante un’operazione nella zona del Mediterraneo. L’articolo afferma che la banda è stata accusata di contrabbando di antichità, scavi illegali e possesso di esplosivi. Il libro è valutato 40 milioni di lire turche, circa 30.000 euro.
Autenticità - Secondo i rapporti, le autorità religiose di Tehram insistono sul fatto che il libro sia originale. È scritto con lettere d’oro in aramaico, la lingua di Gesù Cristo. Il testo mantiene una visione simile a quella dell’Islam, contraddicendo gli insegnamenti del Nuovo Testamento del cristianesimo. Gesù prevede anche la venuta del Profeta Maometto, che avrebbe fondato l’Islam 700 anni dopo. Si ritiene che, durante il Concilio di Nicea (clicca QUI), la chiesa cattolica raccolse a mano i vangeli che formano la Bibbia come la conosciamo oggi, omettendo il Vangelo di Barnaba (tra molti altri) a favore dei quattro vangeli canonici: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Molti testi biblici hanno cominciato ad affiorare nel corso del tempo, compresi quelli del Mar Morto e iVangeli Gnostici; ma questo libro in particolare, sembra preoccupare il Vaticano.
Cosa significherebbe per la religione cristiana e i propri seguaci? Il Vaticano ha chiesto alle autorità turche di farli esaminare il contenuto del libro all’interno della Chiesa. Ora che il libro è stato trovato, accetteranno le prove contenute in esso? O negheranno tutto?
http://gazzettinoweb.altervista.org/trovata-bibbia-1500-anni-in-ce-scritto-gesu-non-crocifisso/

Questo sito è a prevalente carattere goliardico-satirico, quindi, alcune notizie in esso contenute sono frutto della fantasia dell'autore. Nel caso che taluni articoli urtino la sensibilità di qualcuno, si può inviare un reclamo alla email: gazzettinoweb@libero.it

Misteri ...

lunedì 7 aprile 2014

Negli USA spariscono persone a grappoli - Che cosa sta succedendo?

Spariscono persone a grappoli - Che cosa sta succedendo? 
Grappoli di persone sono semplicemente scomparsi, a volte 2 o 3, ma fino a 20 e 30 persone stanno scomparendo dalle stesse sedi negli Stati Uniti nei parchi nazionali, a volte proprio da sotto il naso le persone che sono con loro.
 
Giovani, vecchi e in mezzo, alcuni di loro si trovano in luoghi che sono definiti come “inaccessibili”, o in aree dove erano già stati cercati.



Strana è ancora la reazione delle agenzie federali competenti per i documenti pubblici in cui la risposta non è solo “No, per l’INFERNO, no”!

L’abbigliamento viene trovato riverso al momento della scomparsa, a volte ben piegato, altre volte no. Dopo aver compilato l’evidenza di queste sparizioni, si dimostra che ci sono circa 30 diversi luoghi in cui la sparizione di questi gruppi di persone si è verificata.
 

Ogni anno in Messico ci sono migliaia di desaparecidos. E neppure i quartieri ricchi della capitale sembrano al sicuro

‘Affrontare un incubo. La sparizione forzata di persone in Messico’ questo è il titolo del nuovo rapporto di Amnesty International diffuso ai mezzi di comunicazione internazionali, che fa il punto e denuncia la gravissima situazione della sparizione di persone nel paese. Sono oltre 26mila le persone scomparse o delle quali non si sa più nulla, secondo il registro della Procura della Repubblica. Sebbene già questo sia di per sé un numero impressionante - oltre 4mila persone l’anno - si teme che sia molto più alto, per l’approssimazione e per la mancanza di metodologia e procedure chiare e trasparenti nella raccolta dei dati da parte delle istituzioni pubbliche.

Si tratta sia di vere e proprie sparizioni forzate (il nome, con cui si indicano le sparizioni di persone avvenute ad opera e con la complicità di agenti dello Stato) ma si tratta anche di sparizioni di persone dovute al crimine organizzato o al narcotraffico e in una piccola percentuale sono anche casi di persone che si sono allontanate spontaneamente dalle loro famiglie.

In ognuno di questi casi la responsabilità dello Stato è gravissima, la Convenzione Internazionale contro la sparizione di persone firmata e ratificata dal Messico, vuole infatti che lo Stato si adoperi immediatamente per far luce su ogni caso di sparizione, forzata o meno che sia.
 

Difficilmente la polizia indaga su di loro e, quando questo avviene, quasi mai riesce a concludere qualcosa. [Fonte & Fonte] 

Persone scomparse: 27 mila, due al giorno. Il 70% sparisce di sua volontà 

Dagli anni ’70 ad oggi sono 27 mila le persone inghiottite da un buco nero in Italia, di cui 2 mila solo negli ultimi due anni. Due al giorno e a contarli così fa più impressione, la giusta impressione. Persone che sono scomparse e di cui non si è più ritrovata alcuna traccia. Di queste 15 mila sono maggiorenni e 12 mila minorenni. La stragrande maggioranza, il 70 per cento, scompare “volontariamente”, cioè decide autonomamente di lasciare la vecchia vita per fuggire altrove. Tra questi persone “frustrate” dalla vita, persone che si sentono incapaci, non all’altezza. E poi storie di figli contesi e matrimoni falliti. Ma tra i molti scomparsi una fetta significativa è fatta dagli anziani malati di Alzheimer che più che scomparire si perdono.

Ma dove vanno a finire quelli che spariscono? E perché lo fanno, almeno quelli che scelgono di farlo? Il punto è proprio questo: quelli che scelgono di farlo sono la stragrande maggioranza, quasi il 70% del totale, contro un 20% che “si perde” a causa di disturbi psicologici gravi, e con la rimanenza divisa tra incidenti, omicidi occultati, accadimenti non spiegati o spiegabili.
Leggi tutto:
http://informatitalia.blogspot.it/2014/04/negli-usa-spariscono-persone-grappoli.html

Scoperto traffico segreto di virus. "In atto un business delle epidemie"

Accordi segreti tra scienziati e aziende, con ceppi di virus di aviaria spediti in Italia per posta in un traffico illegale. E' l'ipotesi dell'inchiesta dei Nas e della Procura di Roma. Indagata anche la scienziata Ilaria Capua, in parlamento con Scelta Civica, che si difende: "Solo diffamazioni".

Accordi segreti tra scienziati e aziende, con ceppi di virus di aviaria spediti in Italia per posta in un traffico illegale. E' l'ipotesi dell'inchiesta dei Nas e della Procura di Roma. Indagata anche la scienziata Ilaria Capua, in parlamento con Scelta Civica, che si difende: "Solo diffamazioni".
Ilaria Capua si difende e nega alcun illecito in merito all'inchiesta della Procura di Roma su un traffico di virus che, secondo 'L'Espresso', la vedrebbe indagata. "Mi ritengo gravemente offesa dalle notizie palesemente diffamatorie divulgate sull'ultimo numero dell'Espresso sui trafficanti di virus" replica la scienziata e deputata di Sc. "La mia storia professionale - prosegue - dimostra che ho costantemente combattuto le epidemie con grandissima dedizione ed innegabile impegno morale".
L'articolo pubblicato dall'Espresso ipotizza un traffico internazionale di virus, con ceppi dell'aviaria spediti dall'estero in Italia in plichi anonimi, senza nessuna autorizzazione e violando tutte le norme di sicurezza, per produrre vaccini. E con il rischio di diffondere l'epidemia. Il sospetto degli inquirenti, secondo l'Espresso, è l'esistenza di un business delle epidemie che, correndo il rischio di gravi conseguenze sanitaria, segue una strategia commerciale. Gli inquirenti ipotizzano perfino che la diffusione dell'influenza tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager.
Nell'indagine, secondo il settimanale, sono finiti anche nomi illustri, primo fra tutti quello di Ilaria Capua, oggi deputata in forza a Scelta Civica. La Capua e alcuni funzionari dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Padova sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso di ufficio e inoltre per il traffico illecito di virus. Ilaria Capua respinge tutte le accuse: conferma di conoscere il manager della filiale italiana di Merial coinvolto nella vicenda ma spiega "di non aver mai venduto ceppi virali. Sono dipendente di un ente pubblico e non vendo nulla personalmente".
http://www.affaritaliani.it/cronache/traffico-virus070414.html

domenica 6 aprile 2014

John F. Kennedy fu ucciso da ISRAELE ?

zapruderSI... ISRAELE HA UCCISO JOHN F. KENNEDY
 
Di Said Alami - rebelion.org

Recentemente si è commemorato il cinquantesimo anniversario dell’assassinio del presidente degli USA John F. Kennedy, il 22 Novembre 1963 nella cittadina texana di Dallas. 

Non spiegheremo come si sono svolti i fatti, ma faremo luce sul ruolo, più che ipotetico, che hanno avuto nell’assassinio i servizi segreti israeliani, il Mossad, tanto che nel mondo nessuno ha beneficiato di questo avvenimento come Israele. Tuttavia la stampa americana dell’epoca ignorò questo fatto e di conseguenza i media europei fecero lo stesso. 

E’ incredibile come dopo mezzo secolo continui ad essere ancora poco chiaro alle autorità statunitensi il più importante assassinio della sua storia. A quanto pare non interessò neppure all’FBI e alla CIA, ampiamente infiltrate dal Mossad, risolvere questo caso.

Il fatto delle infiltrazioni del Mossad nell’FBI e nella CIA è stato frequentemente dimostrato dai ripetuti casi di spionaggio israeliano contro gli Stati Uniti, scoperti negli ultimi decenni e archiviati misteriosamente, senza conseguenze, lo stesso fu per il famoso caso di spionaggio a favore di Israele da parte del cittadino statunitense-israeliano Jonathan Jay Pollard, alto funzionario dell’amministrazione americana. Numerosi ufficiali e funzionari di entrambi gli organi  di Sicurezza e Intelligence sono anche cittadini americani, ebrei naturalizzati con nazionalità israeliana e a volte con molti anni di residenza in Israele.

Le teorie sull’assassinio 

Sono numerose le teorie sull’assassinio di Kennedy diffuse ampliamente dai media americani. Una delle più importanti è quella sulla cospirazione della CIA per uccidere il presidente.  Tuttavia questa teoria conduce in realtà ad accusare Israele, visto che l’Agenzia è da sempre fortemente infiltrata dal Mossad. 

Questa teoria si basa sulla profonda inimicizia che regnava tra Kennedy e la CIA, a causa del rifiuto di JFK di sostenere militarmente l’agenzia durante l’invasione della Baia dei Porci nel 1963, fallita poi miseramente, che ha portato a rafforzare la rivoluzione di Castro a Cuba. Kennedy era stanco degli eccessi della CIA e disse al suo collaboratore Clark Clifford, poco tempo dopo il disastro della Baia dei Porci, di voler smantellare in mille pezzi la CIA. Israele, attraverso i suoi uomini nella CIA, era a conoscenza di questi rapporti di tensione tra Kennedy e la CIA.

Altra teoria è quella che implica il crimine organizzato come responsabile dell’omicidio di Kennedy perché aveva dichiarato guerra alla mafia. Vedremo più avanti come molti dei principali capi della malavita statunitense erano ebrei fortemente legati a Israele e al sionismo. 

Perché Israele ha assassinato Kennedy 

Documenti declassificati negli ultimi anni tanto da Israele come dagli USA rivelano con dati concreti quello che già era noto in quel fatidico giorno del 22 novembre del 1963: la forte tensione tra l’allora presidente Kennedy e il primo ministro israeliano David Ben Guriòn riguardo l’insistenza del presidente americano sulla necessità che Israele permetta agli scienziati americani di ispezionare periodicamente l’impianto nucleare di nuova costruzione a Dimona, nel deserto di Nèguev, opera realizzata dalla Francia.  
CONTINUA ...
http://informatitalia.blogspot.it/2014/04/john-f-kennedy-fu-ucciso-da-israele.html

venerdì 4 aprile 2014

Ebola spaventa la Francia, bloccato volo Air France

Ebola spaventa la Francia  bloccato volo Air France
(AGI) - Parigi, 4 apr. - Un volo della Air France, rpoveniente dalla Guinea, e' stato bloccato per due ore stamane all'aeroporto parigino Roissy Charles-de-Gaulle, nel timore che a bordo ci fosse un passeggero con il virus dell'ebola. Il volo proveniva da Conakry, capitale della Guinea, dove il virus, che causa una febbre emorragica incurabil e letale, ha finora causato quasi 90 morti. Lo ha confermato la compagna aerea ai media francesi. L'equipaggio si e' allarmato quando ha constatato lo stato dei servizi igienici (sulle condizioni dei quali non sono stati forniti dettagli). I 187 passeggeri e gli 11 membri dell'equipaggio del 727 sono stati dunque sottoposti a controlli sanitari, "con la verifica della temperatura", e i test si sono rivelati negativi. Dopo due ore di quarantena, intorno alle 07:30, i passeggeri hanno potuto riprendere il viaggio. La Francia giovedi' ha rafforzato le misure di sicurezza per l'accoglienza dei passeggeri in arrivo a Roissy dai Paesi dell'Africa occidentale, dove e' scoppiata un'inquietante epidemia di ebola. (AGI) .
http://www.agi.it/estero/notizie/201404041141-est-rt10061-ebola_paura_in_francia_volo_air_france_bloccato_2_ore_a_parigi

Il governo taglia 4 ambasciate Stop ai permessi sindacali Pa

(AGI) - Roma, 4 apr. - Via libera del Cdm alla soppressione delle Ambasciate in Tegucigalpa (Honduras), Reykjavik (Islanda), Santo Domingo (Repubblica Dominicana), Nouakchott (Mauritania), e della Rappresentanza permanente presso l'Unesco le cui funzioni passeranno alla Rappresentanza presso l'Ocse, che si chiamera' "Rappresentanza d'Italia presso le Organizzazioni Internazionali". Inoltre, su proposta del Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Battipaglia, in provincia di Salerno. L'adozione del provvedimento, in base alla normativa antimafia, si e' resa necessaria dopo l'esito di approfonditi accertamenti che hanno constatato gravi forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata. Parere favorevole del Cdm anche al ministro per la P.a Maria Anna Madia per il taglio dei "distacchi e dei permessi sindacali dei dirigenti, parametrando il numero agli organici attuali, fortemente ridotti nel corso degli anni rispetto al contratto collettivo nazionale 2004-2005". Disco verde del Consiglio dei ministri a un decreto legislativo per la promozione "dell'efficienza energetica nella pubblica amministrazione, nelle imprese e nelle famiglie secondo gli obiettivi posti dall'Ue di una riduzione dei consumi di energia primaria del 20% entro il 2020". Su proposta del ministro per la semplificazione e la Pubblica amministrazione, Maria Anna Madia e del ministro dell'Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, il Consiglio dei ministri - si legge nella nota di palazzo Chigi al termine del Cdm - ha autorizzato il ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, per la copertura di posti effettivamente vacanti e disponibili, le seguenti assunzioni a tempo indeterminato: 5.336 e 3.730 unita' di personale ATA, rispettivamente, per gli anni scolastici 2012/2013 e 2013/2014; 4.447 unita' di personale docente da destinare al sostegno di alunni con disabilita' per l'anno scolastico 2013/2014; 43 assistenti amministrativi, 19 coadiutori, 2 direttori ed 1 collaboratore per le esigenze delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il Consiglio dei Ministri, a seguito dei pareri favorevoli espressi dalle competenti Commissioni parlamentari, ha approvato - si legge nella nota di palazzo Chigi al termine deL Cdm -, su proposta del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Maria Anna Madia, la nomina di Raffaele Cantone a Presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche. (AGI) .
http://www.agi.it/politica/notizie/201404041442-pol-rt10144-il_governo_taglia_4_ambasciate_e_la_rappresentanza_all_unesco

martedì 1 aprile 2014

La Cina si sta sbarazzando del debito pubblico americano: si avvicina sempre più l’implosione del Dollaro e ne farà le spese l’Europa

Sicuramente uno degli argomenti di discussione fra Matteo Renzi eil Presidente degli Stati Uniti Barak Obama, durante la recentecontestatissima visita di quest’ultimo nella Capitale, a parte laquestione degli F35 e la probabile richiesta di non far trapelaresulla stampa altre imbarazzanti ‘indiscrezioni’ sul caso Moro, deveessere stato il tema del debito pubblico americano. Un argomento chenon ha trovato spazio in questi giorni sulle pagine dei principaliquotidiani di regime, ma che fonti vicine a Renzi assicurano che èstato ampiamente trattato.
Ma perché Obama sarebbe venuto oltreoceano per discutere, fra lealtre cose, anche del debito pubblico americano? La risposta èsemplice: già da alcuni mesi la Cina, il principale detentore almondo dei titoli USA, si sta disfacendo del debito americano, e losta facendo sempre più in fretta, trascinando in questa operazione,senz’altro pianificata, anche altri paesi asiatici come ad esempio ilGiappone. E gli Stati Uniti, temendo gravi ripercussioni economicheche potrebbero portare ad un’implosione del Dollaro, stannodisperatamente tentando di arginare la situazione imponendo agli’alleati’ europei, già provati da una pluriennale crisi economicache proprio dagli Stati Uniti ebbe origine nel 2008, di acquistarebuona parte di ciò di cui la Cina si sta sbarazzando.
Analizziamo alcuni dati: nel mese di Dicembre 2013 la Cina ha venduto treasuries per la non certo indifferente cifra di 48 miliardidi Dollari, il dato più alto dal Dicembre 2011, scendendo del 3,6% a1.268,9 miliardi di titoli di stato USA detenuti dai 1.316,7 miliardidi Novembre, tornando così ai livelli di Marzo del 2013. IlGiappone, dal canto suo, ha ceduto titoli USA per quattro miliardi di Dollari. Mail volume complessivo di titoli americani in mani straniere non èdiminuito, perché a compensare la situazione ci sta pensandol’Europa, l’Eurozona (e quindi anche l’Italia).
Ufficialmente, per la Cina si è trattato di una operazione di’differenziazione’ delle proprie riserve, ma si tratta in realtà diun chiaro segnale: i pragmatici Cinesi devono aver compreso che ilDollaro si sta avviando verso un punto critico di non ritorno e hannofatto ben capire che per loro non è più conveniente detenere unqualcosa che in un prossimo futuro potrebbe rivelarsi per quello chein realtà è: carta straccia. Il fatto che anche il Giappone,secondo detentore mondiale del debito americano, stia seguendol’esempio di Pechino, tenderebbe a confermare questa ipotesi.
Continua ...
http://www.signoraggio.it/la-cina-si-sta-sbarazzando-del-debito-pubblico-americano-si-avvicina-sempre-piu-limplosione-del-dollaro-e-ne-fara-le-spese-leuropa/

venerdì 28 marzo 2014

Il FEMA americano e la mega emergenza: tra campi, bare, scorte, mezzi ed altre stranezze

Ormai sono anni che sentiamo parlare di campi di concentramento e detenzione del FEMA (Federal Emergency Management Agency) americano, dell’acquisto di bare a sei posti, di intere aree di cimiteri, di razioni liofilizzate a milioni, mezzi speciali, ecc.. ma di cosa stiamo parlando realmente? Cosa c’è in moto, e a cosa servono tutti questi preparativi ed accantonamenti di materiale, a cosa servono tutti questi campi e l’approvvigionamento di scorte alimentari e di beni di prima necessità, soccorso, sopravvivenza e via discorrendo?
Iniziamo a vedere cosa sono i campi FEMA ed a cosa potrebbero servire. Osservando il panorama visibile in rete, tra siti governativi, di protesta contro i campi, e notizie che arrivano da tutti i fronti (compreso video che ci mostrano queste zone con riprese aeree), si può capire che essenzialmente essi sono di tre tipi e con differente strutturazione. Il primo tipo in effetti, come dicono le voci complottistiche, sembra un campo di prigionia classico, il secondo sembra un campo di protezione e il terzo sembra addirittura un agglomerato urbano indipendente. Scendiamo più in dettaglio e vediamoli da vicino.
I campi del FEMA
Il dislocamento dei campi FEMA sul territorio U.S.A.

Un campo di concentramento o detenzione è composto da alcune linee di recinzione che mostrano sempre la sua parte più alta rivolta verso l’interno del campo, formando di fatto (se vista di lato) una Y a cui manca l’asta rivolta verso l’esterno; questo accorgimento del reticolo di recinzione rivolto verso l’interno, viene fatto per diminuire le possibilità di fuga dei prigionieri, e più raramente questo è rivolto anche verso l’esterno a formare invece una Y completa (sempre se guardata di profilo). La parte superiore delle recinzioni è coperta da filo spinato, questo è già di per sé un ostacolo che aumenta le difficoltà di oltrepassare la recinzione; il filo spinato degli USA è famoso ed acquistato in tutto il mondo per le sue proprietà uniche; infatti, al posto dei classici fili intrecciati ci sono delle vere e proprie lamette che nulla hanno da invidiare a quelle dei più affilati rasoi. Di questo tipo di recinzione ve ne sono solitamente almeno due, posizionate l’una dall’altra ad una distanza di alcuni metri per evitare che chi riuscisse a superare la prima barriera, non possa riuscire a farlo con la seconda. Inoltre intorno al perimetro del campo, sono presenti torrette di controllo con alcune sentinelle il cui ingresso è spesso rivolto all’esterno della prima recinzione (in modo da non essere accessibile ai detenuti) ma allo stesso tempo è protetta anche da intrusioni dall’esterno. Tutto il campo è composto da anelli concentrici indipendentemente dalla forma e l’estensione dell’area, ed all’interno di essi sono presenti baracche tipiche prefabbricate in legno alternate a spiazzi (una scena che abbiamo purtroppo già visto nei “lager”e “gulag” rispettivamente tedeschi e sovietici).
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http://www.seven-network.it/2013/10/25/il-fema-americano-la-mega-emergenza-campi-bare-scorte-mezzi-ed-altre-stranezze/

In Italia ci sono 70 bombe atomiche ma nessuno lo sa


«Nessun governo italiano di centrodestra o di centrosinistra, non negando e non dicendo, ha mai ammesso la presenza di arsenali atomici sul nostro territorio nazionale, anche se all'estero tutti sanno quante sono e dove sono», spiega lo storico e docente universitario Maurizio Simoncelli. E dice: «la Nato mostra difficoltà ad abbandonare la vecchia mentalità di difesa e deterrenza, di cui le armi nucleari tattiche sono un pilastro».
La guerra fredda è finita da più d vent’anni, la Seconda guerra mondiale da più di mezzo secolo, eppure le bombe nucleari tattiche statunitensi sono ancora in Europa. Armi con una potenza distruttiva pari a 900 volte quella delle bombe di Hiroshima o Nagasaki. Bombe dislocate anche in Italia, a Ghedi Torre, vicino Brescia e Aviano, in provincia di Pordenone.
«Le armi nucleari tattiche erano state schierate in Europa al fine di prevenire un possibile attacco militare sovietico di tipo convenzionale o nucleare su scala limitata. Tutto questo appare ormai superato sia militarmente, sia politicamente» spiega il professor spiega lo storico e docente universitario Maurizio Simoncelli, vice presidente dell’Archivio Disarmo, tra i massimi esperti della questione. Ma nel nostro Paese, a differenza degli altri, «nessun governo ha mai ammesso la presenza di tali arsenali», nessuno conosce i costi di manutenzione e gestione perché «sui nostri bilanci della Difesa non vi è alcuna indicazione. E' tutto segreto. Gli italiani sono trattati come minori che non devono sapere» ammette Simoncelli. Inoltre «secondo un rapporto riservato dell'Air Force alcune basi risultano a rischio, a causa della mancanza di misure di sicurezza». Tra queste anche la base italiana di Ghedi di Torre.
Bombe nucleari che «dovrebbero essere trasportate dai nuovicacciabombardieri monoposto F35». Già. Quelli di cui l’Italia vorrebbe dotarsi per un costo complessivo di 15 miliardi. Anche se con qualche ripensamento del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola. Tutto questo benché l’articolo 11 della nostra Costituzione sancisca il ripudio della guerra come strumento di offesa e l’Italia abbia firmato e ratificato il Trattato di non proliferazione nucleare.
Professor Simoncelli, perché nonostante il discorso di Praga del presidente Barack Obama e il clima di distensione maturato in questi ultimi anni, volto al ritiro della armi nucleari, non si è arrivati ancora ad una revisione strategica della posizione dell’Alleanza Atlantica che consenta il ritiro delle armi nucleari tattiche dal territorio europeo?
La Nato con la nuova Dottrina Strategica adottata a Lisbona nel 2010 ha attribuito un ruolo minore alle armi nucleari tattiche statunitensi in Europa, ipotizzandone anche un possibile ritiro. Questa nuova Dottrina Strategica della Nato, però, ipotizza tali ulteriori riduzioni su una base di reciprocità con la Russia, condizione che non si richiedeva negli anni immediatamente successivi alla guerra fredda e che presuppone pertanto Mosca come un nemico. Va notato che la Nato mostra difficoltà ad abbandonare la vecchia mentalità di difesa e deterrenza, di cui le armi nucleari tattiche sono un pilastro. In Europa, ancor più che in America, vi sono alcune forti resistenze ad un cambiamento significativo. D'altro canto, Washington ha compiuto atti significativi, sia ritirando le armi nucleari B-61 da Ramstein (Germania) e da Lakenheath (Gran Bretagna), sia riducendone più della metà (dalle 480 dell’amministrazione Bush alle 200 stimate dell’amministrazione Obama). Il nuovo presidente statunitense ha poi dichiarato nel 2010 con la Nuova Dottrina Nucleare l'intenzione di voler ritirare i circa 320 missili nucleari Cruise mare/terra Tomahawk.
Continua a leggere:
http://www.linkiesta.it/bombe-atomiche-italia

giovedì 27 marzo 2014

Obama al Colosseo: "È più grande di uno stadio da baseball"

Entusiamo del presidente degli Stati Uniti per l'Anfiteatro Flavio: "eccezionale, incredibile". Dura poco più di un'ora la visita nel monumento, poi il ritorno a Villa Taverna, sede dell'ambasciatore americano.
Roma "Eccezionale, incredibile... è più grande di alcuni degli attuali stadi di baseball!". Obama trascorre poco più di un'ora al Colosseo, per la sua prima visita nell'Anfiteatro Flavio. Intorno, la zona è stata isolata per alcune ore, chiusa la stazione della metro e il traffico bloccato come misura di sicurezza.

La guida di Obama
A guidarlo, la direttrice tecnica Barbara Nazzaro che risponde alle domande del presidente. La scelta della Sovrintendenza è caduta così su un architetto e non su un archeologo: il compito di Nazzaro è stato illustrare a Obama la storia e la struttura del Colosseo. Laurea e specializzazione all'Università La Sapienza di Roma, Nazzaro ha guidato il capo della Casa Bianca tra le rovine dell'Anfiteatro. Nel 2009, durante la precedente visita a Roma da presidente, furono la moglie di Obama, Michelle, e le due figlie a visitare il monumento simbolo della città.

Il siparietto con Franceschini
Scambio di battute poi tra Dario Franceschini e Obama. Il ministro dei Beni Culturali e Turismo era al Colosseo ad accogliere il presidente americano. Che ha esclamato: ''Minister of culture? Great Job'!''. Stretta di mano tra i due, poi la replica di Franceschini, sorridente: ''In Italy is the best job''. Su twitter il ministro ha poi scritto: ''Ho accolto il presidente Obama al Colosseo. Un orgoglio per il nostro Paese vedere lo stupore e l'ammirazione nei suoi occhi''. 

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/obama-al-colosseo-grande-stadio-baseball-0fc78760-7555-4e25-b0e7-7924bf434f43.html

SIAMO ALL'INIZIO DI UNA NUOVA GUERRA FREDDA (INTERVISTA A GIULIETTO CHIESA)

paradeDI FABIO FRANCHINI
Il Sussidiario
Sta alla Russia agire in modo responsabile dimostrandosi disponibile a rispettare le norme internazionali: se non lo farà dovrà aspettarsi costi ulteriori". Le parole sono di Barack Obama, intervenuto in conferenza stampa a margine del summit internazionale sulla sicurezza nucleare circa gli sviluppi della crisi in Ucraina. Dopo l’esclusione dal G8, il presidente americano ha annunciato che se Mosca continuerà a mostrare i muscoli verrà colpita da sanzioni energetiche, finanziarie e commerciali. Ma per Giulietto Chiesa – ex inviato a Mosca per l'Unità e La Stampa, oltre che per diversi tg nazionali, fondatore nel 2010 del movimento politico-culturale Alternativa – è l’Occidente a tirare la corda: è andata a calpestare l’erba del giardino altrui, facendo saltare gli assetti geopolitici europei (e non solo) e mettendo a rischio la sicurezza del Vecchio Continente.


Obama a muso duro: "Se la Russia va avanti, ci saranno conseguenze", come la possibile adozione di sanzioni energetiche, finanziarie e commerciali.

È una minaccia reale: gli Stati Uniti hanno modo di influire, anche pesantemente, sulla situazione economica-finanziaria russa. Tuttavia, credo che abbia ragione Putin quando dice che, poi, ci sarà un prezzo da pagare. La Russia può reggere, ha alternative e ha un forte credito nei confronti dell’Ucraina (2 miliardi di dollari): agirà con le leve a disposizione. Non so chi ne uscirà "vincitore", ma il fatto chiarissimo è che l’Occidente, dalla caduta del muro di Berlino e dalla fine dell’Unione Sovietica, si trova per la prima volta di fronte un interlocutore non più disposto ad accettare le sue regole. E questo è uno smacco.

Continua a leggere su:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13143&mode=thread&order=0&thold=0

Barack Obama a Roma protetto da un esercito: incontra il Papa, Renzi ed il 'comunista preferito di Kissinger'

Barack Obama a Roma  protetto da un esercito: incontra il Papa, Renzi ed il 'comunista preferito di Kissinger'
ROMA (IRIB) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è arrivato a Roma nel bel mezzo di colossali misure di sicurezza che rievocano uno scenario di guerra.
Protetto da mille agenti italiani, 200 militari statunitensi, 26 veicoli anti-pallottola, decine di cecchini ed alcuni elicotteri, il premio Nobel per la Pace si recherà di mattina in Vaticano per incontrare il Papa. Poi, alle 12:30 sarà ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e infine vedrà il premier, Matteo Renzi, a Villa Madama, alle 14:30.  Proprio l'ambasciatore Phillips, poco prima dell'arrivo del presidente, aveva sottolineato che Obama "sarà lieto di rivedere il suo vecchio amico, il presidente Giorgio Napolitano". Anche altre autorità americane in passato hanno dimostrato ammirazione per l'attuale presidente italiano citando anche cooperazioni con il suddetto in passato; e' celebra la frase di Kissinger che lo definì il suo "comunista preferito". Ad ogni modo Obama, prima della visita, in un'intervista al Corriere della Sera, ha parlato del suo incontro con il Papa: "Il Papa ci sfida. Ci implora di ricordarci dei poveri". Venerdì Obama ed il suo esercito di guardie lascierà l'Italia per recarsi in Arabia Saudita.

Lo «scudo» per la nuova guerra fredda

Lo «scudo» per la nuova guerra fredda
Visita  lampo del vicepresidente Usa Joe Biden in Polonia ed Estonia, per  assicurare che, di fronte alla «sfrontata incursione militare russa» in  Ucraina – paese deciso a costruire «un governo al servizio del popolo»  (garantito dai neonazisti  andati al potere con il golpe della nuova Gladio)– gli Stati uniti ribadiscono il loro incrollabile impegno ad attenersi  all'art. 5 del Trattato nord-atlantico per la «difesa collettiva».
  Poiché l'Ucraina è oggi di fatto ma non ufficialmente membro della Nato,  c'è sempre il «non-articolo 5», che impegna i paesi membri a «condurre  operazioni di risposta alle crisi non pre-viste dall'art. 5». Varato con  il contributo del governo D'Alema durante la guerra Nato contro la  Iugoslavia nel 1999, e applicato anche alle guerre in Afghanistan, Libia  e Siria.Perché  «la Nato emerga da questa crisi più forte e unita che mai», gli Stati  uniti ribadiscono il loro impegno per la «difesa missilistica»  dell'Europa. Collegando la «difesa missilistica» alla crisi ucraina, Joe  Biden scopre però le carte. A Washington avevano sempre insistito che  lo «scudo» Usa in Europa non è diretto contro la Russia, ma contro la  minaccia dei missili iraniani. A Mosca lo hanno sempre considerato,  invece, un tentativo di acquisire un decisivo vantaggio strategico sulla  Russia: gli Usa potrebbero tenerla sotto la minaccia di un first strike  nucleare, fidando sulla capacità dello «scudo» di neutralizzare gli  effetti della rappresaglia .Il nuovo piano varato dal presidente Obama prevede, rispetto al  precedente, un numero maggiore di missili dislocati a ridosso del  territorio russo. Poiché sono gli Usa a controllarli, nessuno può sapere  se sono intercettori o missili nucleari.
Rifiutata  la proposta di cogestire insieme alla Russia il radar di Qabala  nell'Azerbaigian, gli Stati uniti hanno iniziato la costruzione in  Polonia del sito in cui saranno installati 24 missili SM-3 del sistema  Aegis. Per di più il governo polacco si è impegnato a spendere oltre 30  miliardi di euro per realizzare (con tecnologie statunitensi) un proprio  «scudo» da integrare in quello Usa/Nato. Per questo Joe Biden loda la  Polonia per essersi assunta «una parte dell'onere finanziario, cosa che  tutti gli alleati Nato dovrebbero fare» (l'Italia è avvisata). Un altro  sito per 24 missili SM-3, in costruzione nella base aerea Deveselu in  Romania, diverrà operativo nel 2015 e sarà gestito da 500 militari Usa.  Tali installazioni missilistiche sono integrate da un radar superpotente  installato in Turchia e da radar mobili che possono essere rapidamente  dislocati in «posizione avanzata».
Lo  «scudo» comprende anche lo schieramento nel Mediterraneo di navi da  guerra dotate di radar Aegis e missili SM-3. La prima, il  cacciatorpediniere lanciamissili USS Donald Cook, è giunta agli inizi di  febbraio nella base navale di Rota in Spagna, dove stanno per essere  trasferiti 1200 marinai e 1600 familiari. Sarà seguita da altre tre  unità (USS Ross, USS Porter e USS Carney). È probabile che il loro  numero sarà aumentato, dato che la US Navy ha già circa 30 navi di  questo tipo. Esse pattuglieranno in continuazione il Mediterraneo,  pronte in ogni momento a entrare in azione, conducendo allo stesso tempo  – informa la Nato – «tutta la gamma di operazioni di sicurezza  marittima e di esercitazioni bilaterali e multilaterali con le marine  alleate».
Quella  spagnola dispone già di quattro fregate dotate del sistema integrato di  combattimento Aegis, che le rende interoperative con le navi Usa. Lo  stesso dovrà essere fatto con le fregate Fremm della marina militare  italiana. Un ruolo di crescente importanza nello «scudo» sarà svolto dai  comandi e dalle basi Usa/Nato in Italia: a Napoli ci sono i quartieri  generali delle forze navali statunitensi e alleate, in Sicilia la base  aeronavale di Sigonella (che assisterà le unità Aegis nel Mediterraneo) e  il Muos di Niscemi   per le comunicazioni satellitari ad alta frequenza. Tutte le unità  navali Aegis nel Mediterrano, informa sempre la Nato, saranno «sotto  comando e controllo Usa». Ciò significa che la decisione di lanciare i  missili intercettori, o presunti tali, sarà di esclusiva pertinenza del  Pentagono.
Gli  Usa, mentre preparano lo «scudo», affilano la spada. Per la crisi  ucraina, hanno schierato altri 12 cacciabombardieri F-16 in Polonia e 10  F-15 in Estonia, Lettonia e Lituania. Potranno tra non molto  trasportare le nuove bombe nucleari B61-12 stoccate in Europa (Italia  compresa), utilizzabili come bombe anti-bunker. Mosca sta prendendo  delle contromisure, ma Washington incassa un primo risultato: la  maggiore tensione in Europa permette agli Usa di accrescere la loro  influenza nei confronti degli alleati europei.
In forza dell'articolo 5 oppure del non-articolo 5.
http://italian.irib.ir/analisi/commenti/item/156783

Merkel: Pyongyang rinunci a nucleare

Merkel: Pyongyang rinunci a nucleare
BERLINO - Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il presidente Sudcoreano, Park Geun-hye, hanno rivolto un appello alla Corea del Nord, perché rinunci al programma nucleare.
Le due leader lo hanno detto in conferenza stampa a Berlino, dopo un bilaterale in cancelleria. La minaccia atomica di Pyongyang, hanno sostenuto, deve essere superata.
http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/156782-merkel-pyongyang-rinunci-a-nucleare