Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
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venerdì 23 gennaio 2015
mercoledì 6 agosto 2014
martedì 5 agosto 2014
venerdì 23 maggio 2014
martedì 28 gennaio 2014
domenica 22 dicembre 2013
domenica 24 novembre 2013
domenica 12 febbraio 2012
Whitney Houston trovata morta in un hotel di Beverly Hills
Aveva 48 anni. Da tempo soffriva di depressione. E' stata l'anima del pop-soul degli anni '80.
MILANO - Il corpo della cantante e attrice Whitney Houston, morta all'età di 48 anni, è stato trovato sabato pomeriggio al Beverly Hilton di Beverly Hills, a Los Angeles. Lo ha reso noto il suo agente Kristen Foster. «Alle 15:55 ora locale (00:55 di oggi in Italia) Whitney Houston è tata dichiarata morta nel «Beverly Hilton hotel», afferma il portavoce della polizia Mark Rosen. Il corpo è stato trovato nella sua camera di hotel al quarto piano . I paramedici che si trovavano sul posto in vista della notte dei Grammy sono subito intervenuti, ma senza successo, e Whitney Houston è stata dichiarata morta alle 15.55.
LA SUA SERATA PREFERITA - «Non ci sono segni di violenza», ha spiegato ancora Rosen. Per il momento le cause della morte rimangono ancora ignote, ma va ricordato che da tempo la cantante soffriva di una forte depressione ed era dipendente da farmaci e droghe. Di recente era stata divulgata inoltre la notizia che Whitney fosse finita sul lastrico e avesse dilapidato tutto il suo patrimonio. La Houston si trovava a Beverly Hills per partecipare al party dei Grammy Awards. «Era la sua serata preferita», ha spiegato alla stampa il suo mentore Clive Davis.
LA SUA SERATA PREFERITA - «Non ci sono segni di violenza», ha spiegato ancora Rosen. Per il momento le cause della morte rimangono ancora ignote, ma va ricordato che da tempo la cantante soffriva di una forte depressione ed era dipendente da farmaci e droghe. Di recente era stata divulgata inoltre la notizia che Whitney fosse finita sul lastrico e avesse dilapidato tutto il suo patrimonio. La Houston si trovava a Beverly Hills per partecipare al party dei Grammy Awards. «Era la sua serata preferita», ha spiegato alla stampa il suo mentore Clive Davis.
LA CARRIERA DI THE VOICE - La Houston ha dominato la scena canora dal 1980 al 1990 e ha venduto circa 55 milioni di dischi. Venne soprannominata da Oprah Winfrey The Voice per la potenza della sua voce. Deteneva anche il primo posto nella classifica degli artisti di colore di maggior successo, insieme a Michael Jackson.Celebre la sua partecipazione a fianco di Kevin Costner nel film Bodyguard del 1992 che la consacrò definitivamente. Tra i successi della cosiddetta ragazza d'oro dell'industria discografica ci sono I will always love you, How will I know e Saving all my love for you. Negli ultimi anni della carriera la tossicodipendenza aveva portato la sua voce meravigliosa a diventare rauca e fioca, con un conseguente calo delle vendite. In un'intervista con Oprah Winfrey nel 2009, riferendosi agli anni dell'altro film da lei interpretato, 'Uno sguardo dal cielo, disse che «usare droghe era una cosa di ogni giorno.». Poi aggiunse: «Non ne ero contenta, stavo perdendo me stessa». Nella stessa intervista la Houston attribuì la responsabilità dei suoi problemi al difficile matrimonio con il cantante Bobby Brown, durato dal 1992 al 2007. Nel 1993 Brown fu anche accusato di maltrattamenti ai danni della moglie. Si era convertita all'Islam agli inizi di febbraio, pochi giorni prima di morire. L'ultimo brano è I look to you.
venerdì 10 febbraio 2012
sabato 4 febbraio 2012
Il cinema dice addio a Ben Gazzara il duro più dolce di Hollywood
L'attore italo-americano si è spento all'età di 81 anni.
LOS ANGELES
E' morto ieri sera a Manhattan l'attore americano Ben Gazzara, stella di Broadway e di Hollywood, aveva 81 anni.
Lo sguardo liquido e limpido reso possibile dagli occhi azzurri che sapevano diventare di ghiaccio per recitare la parte del "bad guy", il sorriso amaro con un retrogusto costante di malinconia, i movimenti lenti con mani sensibili e dalla gestualità tipicamente mediterranea: tutto questo e molto di più disegnava il personaggio che Gazzara (al secolo Biagio Anthony) si era lentamente disegnato addosso nel corso di una carriera di oltre 60 anni.
Figlio di emigrante siciliano di Canicattì e cresciuto nella violenza urbana di East side di New York, Gazzara viene iscritto di forza dai genitori a scuola e poi all’università di ingegneria nella speranza, tutta da immigrati, che il ragazzo della nuova generazione riscatti il sudore dei padri. Ma Ben è irrequieto, sente il vento di rivolta del dopoguerra (era nato il 28 agosto del 1930) e lascia gli studi per il teatro alla prima occasione utile. Ha fortuna perchè viene ammesso alla compagnia teatrale di Erwin Piscator, due anni dopo all’Actors’ Studio e infine alla grande scuola di Broadway sulle cui assi debutta con una trionfale «Gatta sul tetto che scotta» diretto da Elia Kazan. Imparerà presto la dura legge dello spettacolo, perchè dopo una candidatura ai Tony Awards, si vedrà sostituito dal più celebre Paul Newman nella versione cinematografica. Gazzara punta allora le sue carte sulla tv, debutta nel 1957 nel teleplay di qualità «Un uomo sbagliato», si fa una fama da caratterista al fianco di James Stewart in «Anatomia di un rapimento» di Otto Preminger (1959), comincia a vedere i primi soldi. E butta via tutto per la voglia di ritrovare le sue radici: viaggia a Roma e dopo aver rifiutato per purezza ideologica un ruolo nel «Guerra e pace» di King Vidor che gli sembrava un’operazione troppo commerciale, appare al fianco di Totò e Anna Magnani in «Risate di Gioia» di Mario Monicelli.
Lo sguardo liquido e limpido reso possibile dagli occhi azzurri che sapevano diventare di ghiaccio per recitare la parte del "bad guy", il sorriso amaro con un retrogusto costante di malinconia, i movimenti lenti con mani sensibili e dalla gestualità tipicamente mediterranea: tutto questo e molto di più disegnava il personaggio che Gazzara (al secolo Biagio Anthony) si era lentamente disegnato addosso nel corso di una carriera di oltre 60 anni.
Figlio di emigrante siciliano di Canicattì e cresciuto nella violenza urbana di East side di New York, Gazzara viene iscritto di forza dai genitori a scuola e poi all’università di ingegneria nella speranza, tutta da immigrati, che il ragazzo della nuova generazione riscatti il sudore dei padri. Ma Ben è irrequieto, sente il vento di rivolta del dopoguerra (era nato il 28 agosto del 1930) e lascia gli studi per il teatro alla prima occasione utile. Ha fortuna perchè viene ammesso alla compagnia teatrale di Erwin Piscator, due anni dopo all’Actors’ Studio e infine alla grande scuola di Broadway sulle cui assi debutta con una trionfale «Gatta sul tetto che scotta» diretto da Elia Kazan. Imparerà presto la dura legge dello spettacolo, perchè dopo una candidatura ai Tony Awards, si vedrà sostituito dal più celebre Paul Newman nella versione cinematografica. Gazzara punta allora le sue carte sulla tv, debutta nel 1957 nel teleplay di qualità «Un uomo sbagliato», si fa una fama da caratterista al fianco di James Stewart in «Anatomia di un rapimento» di Otto Preminger (1959), comincia a vedere i primi soldi. E butta via tutto per la voglia di ritrovare le sue radici: viaggia a Roma e dopo aver rifiutato per purezza ideologica un ruolo nel «Guerra e pace» di King Vidor che gli sembrava un’operazione troppo commerciale, appare al fianco di Totò e Anna Magnani in «Risate di Gioia» di Mario Monicelli.
Continua ...
La Scala, la danza, le anoressiche Ballerina cacciata dopo la denuncia
Mariafrancesca Garritano, in arte Marygarret, 33 anni, ha aperto il caso con un libro e con un'intervista al britannico Observer. La Scala: «Ha leso l'immagine del Teatro»
SU FACEBOOK - Per esprimerle solidarietà è stata creata una pagina su Facebook: «Ci appare strano, assurdo e illogico questo provvedimento». E continuano sul social network: «È stata licenziata in pieno tempo di crisi e si ritrova a dover ripensare al proprio futuro etichettata in diversi modi». Quali? «Sicuramente ho ricevuto molti attacchi - risponde Garritano -, come se io volessi farmi pubblicità. Invece, ho rivelato episodi che hanno fatto parte della mia vita e avrei voluto servissero ad altre ragazze, per non farle cadere nell'incubo dell'anoressia o della bulimia».
LA SCALA - Il laconico comunicato della direzione della Scala dice che «il Teatro si è visto costretto a risolvere il rapporto di lavoro con la signorina Maria Francesca Garritano in seguito alle interviste e dichiarazioni pubbliche da lei rilasciate ripetutamente in un ampio arco di tempo; dichiarazioni nelle quali si è concretizzata una lesione dell'immagine del Teatro e della sua Scuola di Ballo, nonché la violazione dei doveri fondamentali che legano un dipendente al suo datore di lavoro, facendo venir meno il necessario rapporto fiduciario che è alla base di tale legame». «Sono amareggiata - si sfoga la ballerina -. Mi ha toccato molto non essere volutamente capita, il mio scopo non era denunciare ma raccontare un'esperienza personale per sensibilizzare il pubblico». E dopo aver ricevuto la lettera che poneva fine al contratto «non ho avuto modo di parlare con la dirigenza del teatro», continua Mariafrancesca. Anche molte colleghe non hanno gradito il quadro «patologico» in cui veniva inserito il corpo di ballo e ben nove di loro (comunica la Scala) sono andate in maternità nel periodo dell'appello.
LA STORIA - Un caffè e due fette biscottate per colazione, per pranzo uno yogurt (magro) e una mela o una banana a cena: sono fiera di me. Spesso sono discorsi da ballerine. Che risuonano con durezza e follia dietro le quinte. La ballerina aveva già scritto cose simili in un libro, «La verità, vi prego, sulla danza» (Italia Press edizioni). Dipingeva uno scenario che ricorda molto quello del film «Black Swan» («Il cigno nero»), con Natalie Portman nei panni della protagonista, problematica e competitiva. Ed è proprio la competizione la loro forza. Non gareggiano soltanto per risultare le migliori sul palco. Spesso fanno a gara anche sul quantitativo di cibo ingerito. Vince chi mangia meno. Le conseguenze? «Quando ero a scuola di danza - rivela - molte ragazze, me compresa, non avevano più le mestruazioni per via delle diete punitive alle quali si sottoponevano. Andavano avanti con un frutto e uno yogurt al giorno, affidandosi all'adrenalina per arrivare alla fine delle prove. Io mi sono abituata a questo disagio come se fosse una condizione normale, ma non lo è». Mariafrancesca mangiava il giusto per ottenere il miglior rendimento possibile dal suo fisico. Ma conviveva anche con tutte le rinunce che la danza pretende: «Mia madre è morta quando avevo 11 anni. A 16 anni sono partita per Milano per inseguire il mio sogno: sono entrata subito nella scuola del Teatro alla Scala e poi nel corpo di ballo». La sua carriera è piena di successi, di premi internazionali ricevuti e di tanti ruoli da protagonista interpretati nel corso degli anni. Come quello di Odette/Odile ne «Il Lago dei cigni», coreografia di Rudolf Nureyev. Progetti futuri? «Per ora seguirò meglio l'associazione «Mi nutro di vita» di cui sono socia onoraria assieme a Michela Marzano, docente di Filosofia all'Università di Parigi. Il nostro scopo è informare e istituire la giornata nazionale del disturbo alimentare».
Rossella Burattino
giovedì 2 febbraio 2012
Morta a 90 anni Margaret, moglie dello scrittore Carlos Castaneda
GLENDALE, STATI UNITI – Margaret Runyan Castaneda, la poco conosciuta moglie americana dello scrittore dei misteri sciamanici, Carlos Castaneda, e’ morta a 90 anni passati di infarto: a renderlo noto e’ l’unico sopravvissuto della famiglia, C.J. Castaneda, figlio biologico di Margaret, adottato successivamente da Carlos.
Bella e anch’ella appassionata di misteri tra il misticismo e la metafisica, Margaret visse brevemente accanto al marito e di lei si sa poco.
Incontratisi a meta’ degli anni Cinquanta a Los Angeles, Margaret e Carlos formarono una coppia a prima vista improbabile – peruviano lui, ragazza del West Virginia lei – ma unita da una gran passione per il misticismo e la metafisica. Ma il matrimonio tra i due, celabrato nel 1960, duro’ solo 6 mesi, perche’ Carlos spariva nei fine settimana dicendo che andava a trovare lo sciamano.
A detta di Margaret, il famoso Don Juan, il mitico stregone messicano che avrebbe iniziato l’autore ai misteriosi poteri della mente attraverso viaggi allucinogeni alla mescalina, il protagonista di tutti i libri di Castaneda a partire dal famosissimo “A scuola dello stregone”, era in realta’ pura invenzione di fantasia.
In un volume pubblicato dopo il divorzio dal titolo “Un Viaggio magico con Carlos”, Margaret ha scritto che gran parte del fascino esercitato da Castaneda “e’ dovuto al semplice fatto che nemmeno le persone piu’ vicine a lui sanno chi sia veramente Carlos”. Della morte dell’ex marito avvenuta nel 1997, Margaret venne a conoscenza solo nel 1998, a funerali avvenuti. Quasi a coronare una vita di misteri e di realta’ parallele, il certificato di morte dichiarava infatti che Castaneda non era mai stato sposato.
martedì 31 gennaio 2012
Assalti frontali e 99 Posse in concerto davanti a carcere per i No Tav
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Assalti frontali e 99 Posse in concerto davanti a carcere per i No Tav
Torino, 31 gen. (LaPresse) - Un concerto davanti al carcere delleVallette di Torino in solidarietà con i No Tav arrestati. Lo terranno i due leader dei 99 Posse e degli Assalti frontali, Luca Persico noto come 'o zulù e Militant A. I due allestirenno un dj set martedì 7 febbraio alle 17.30, insieme ai torinesi di 'Madò che Crew' e a Dj Sakko davanti al penitenziario "per far sentire - si legge in una nota del movimento - il ritmo e la voce della solidarietà ai No Tav incarcerati e per chiederne l'immediata liberazione". "La musica non si arresta - si legge nel comunicato - e oltrepassa i muri del carcere giungendo oltre le sbarre per far sentire la voce inconfondibile di due gruppi che hanno fatto la storia delle posse, la colonna sonora delle lotte sociali".
http://it.notizie.yahoo.com/assalti-frontali-e-99-posse-concerto-davanti-carcere-174218199.html;_ylt=AsCvtceFh7dIbK.lD0Tc36f.fsl_;_ylu=X3oDMTQ2cnFwZHU2BG1pdANTZWN0aW9uTGlzdCBGUCBJdGFsaWEEcGtnA2EzNDQ1ODFkLTkxNmYtM2MxMS1hYjM5LTJjYzQxZmE1MDM5NwRwb3MDMQRzZWMDTWVkaWFTZWN0aW9uTGlzdAR2ZXIDOTlkODU0NDctNGMzMy0xMWUxLWJmZmYtMzQ3NDgyOTgxNzA3;_ylg=X3oDMTFvdGM2bDBkBGludGwDaXQEbGFuZwNpdC1pdARwc3RhaWQDBHBzdGNhdANob21lBHB0A3NlY3Rpb25zBHRlc3QD;_ylv=3
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A Berlino la violenza del G8 di Genova
(ANSA) - ROMA - Alla 62/ma edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino (9-19 febbraio) la Genova del G8 2001 arrivera' in forze. Ovvero con il film di Daniele Vicari 'Diaz - Don't Clean Up This Blood' e con 'The Summit', film documentario che ricostruisce ancora le vicende del G8 diretto da Franco Fracassi e Massimo Lauria, selezionato nella sezione Panorama e che si annuncia con scene di violenza sconvolgenti.
"Compenso di Adriano Celentano in beneficenza fino all'ultimo euro"
Prima di Mazza ha preso la parola il vicensindaco di Sanremo, Claudia Lolli, che rinnovando la sua fiducia al conduttore Gianni Morandi e al direttore artistico Gianmarco Mazzi ha usato un'altra metafora calcistica: "Squadra che vince non si cambia". Mazzi ha poi sottolienato che Celentano "sta ancora valutando in quale o in quali serate essere presente".
Continua ...
http://www.adnkronos.com/IGN/Speciali/Sanremo/Compenso-di-Adriano-Celentano-in-beneficenza-fino-allultimo-euro_312922136199.html
lunedì 30 gennaio 2012
Senegal, Youssou N’Dour: “E’ in corso un colpo di Stato”
Il cantante senegalese Youssou N’Dour ha fatto appello alla comunità internazionale affinchè si prenda carico di ciò che sta avvenendo in Senegal, dopo che il Consiglio costituzionale ha approvato la lista dei candidati alle elezioni presidenziali di febbraio in Senegal.
“Il processo di colpo di Stato costituzionale è stato messo in atto, 52 anni di costruzione della democrazia sono stati spazzati via. Siamo stati traditi da questa decisione vergognosa”, ha detto N’Dour a Radio France Internationale. “Faccio appello quindi a tutte le forze del paese, ai fratelli africani e alla comunità internazionale di esprimere il loro disaccordo contro questo colpo di Stato istituzionale e costituzionale”, ha affermato il cantante.
L’appello di N’Dour arriva dopo che il Consiglio costituzionale del Senegal ha confermato il presidente uscente Abdoulaye Wade tra i candidati alle prossime elezioni e rigettato il ricorso contro l’esclusione di N’Dour per insufficienza di firme raccolte a suo sostegno.
Wade ha 85 anni e competerà per il suo terzo mandato alle elezioni previste per il 26 febbraio prossimo. La decisione del Consiglio ha provocato violente proteste in uno degli Stati più stabili dell’Africa dell’est.
domenica 29 gennaio 2012
Senegal: Youssou Ndour, mi minacciano
(ANSA) - DAKAR - Il cantante senegalese Youssou Ndour ha detto che ci sono "minacce" contro di lui, dopo che, secondo un suo portavoce, è stato "malmenato" dalla polizia mentre si stava adoperando per la liberazione di un rappresentante della società civile, Alioune Tine, che era stato arrestato. Il musicista ha parlato con la stampa dopo la presentazione del ricorso contro la bocciatura della sua candidatura alle presidenziali."Ci sono delle minacce contro la mia persona fisica", ha Detto.
venerdì 27 gennaio 2012
Università: i professori dovranno insegnare, basta ricercatori colf
Brutte notizie per la Cepu e per i professori universitari nella bozza del decreto semplificazioni a cui il governo sta lavorando. L’articolo 56, lettera E, stabilisce infatti che vengano escluse “tutte le università telematiche dalla ripartizione di una quota dei contributi di cui alla legge sulle università non statali legalmente riconosciute”. In particolare si tratta dei fondi per il merito, soldi che alle telematiche potevano arrivare grazie ad una norma introdotta dalla riforma Gelmini, e ribattezzata appunto “emendamento Cepu”. Un’altra importante novità riguarderà poi i ricercatori di tutte le università: ai ricercatori a tempo indeterminato infatti, non potranno più essere affidati “compiti di tutorato e didattica integrativa”. Dovranno fare ricerca punto e basta, e i professori dovranno tornare a fare i professori. Cioè dovranno lavorare molto più di quanto non facciano oggi.
Che i ricercatori debbano fare i ricercatori e i professori i professori, appare come un’ovvietà. Ma nelle nostre università tale non è. I ricercatori svolgono infatti spesso, quando non sempre, compiti di “didattica integrativa”. Fanno in altre parole quello che dovrebbero fare i professori, cioè tengono lezioni ed esaminano gli studenti. In questo modo di tempo per la ricerca a loro ne rimane ben poco ovviamente, mentre ai professori di tempo ne rimane, e molto.
Tempo per scrivere libri o concedere munifiche consulenze. O ancora per tenere corsi in università private o magari anche solo tempo per andare al cinema o, visto che di problemi all’interno delle nostre università ne esistono, e che i prof non sono tutti degli scansafatiche, anche tempo da dedicare all’università stessa. Ma che sia per una buona o per una cattiva causa, con i ricercatori che svolgono il compito dei professori, questi fanno per forza di cose altro. Ora, se questo paragrafo del decreto passerà, i professori dovranno tornare a fare i professori. E gli studenti, spesso costretti ad inseguire i loro insegnanti per un colloquio, non saranno più costretti a parlare con un giovane ricercatore, ma potranno sedersi, incredibile ma vero, di fronte al loro professore.
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giovedì 26 gennaio 2012
La scure di Equitalia su Luca Laurenti pignorati sei appartamenti da 5 milioni
Nel mirino le proprietà della storica spalla di Paolo Bonolis in corso Buenos Aires a Milano
L'Agenzia delle entrate contesta il mancato pagamento di imposte Irap per 2 milioni di euro
di DAVIDE CARLUCCIProprio ora che sta per decadere da “angelo” del paradiso — gli spot con Paolo Bonolis andranno in onda fino a fine mese perché il contratto con la Lavazza è stato rescisso — Luca Laurenti rischia di perdere anche le sue case terrene. Sei appartamenti in zona corso Buenos Aires, a Milano, per un valore totale di cinque milioni di euro, presto potrebbero non essere più suoi. Il pignoramento lo ha disposto Equitalia: l’Agenzia delle entrate contesta al comico il mancato pagamento di imposte Irap per 2 milioni di euro fra il 2000 e il 2005. Si tratta di tasse dichiarate, ma non versate dal popolare protagonista di trasmissioni e pubblicità televisive. Non versate per un contenzioso avviato da lui e dalla moglie, Raffaella Ferrari, fin dal 2007, che trascinandosi fino a oggi ha fatto lievitare in modo iperbolico la somma.
Entrambi sul caso preferiscono tacere. La tesi sostenuta dai legali della coppia, risultata perdente nel primo grado di giudizio, è che l’imposta regionale per le attività produttive prevista per i liberi professionisti non riguardi la sua attività perché non dispone di un’organizzazione professionale — composta da segretarie, uffici e tutto il resto — come quelle su cui si reggono gli studi degli avvocati o dei commercialisti.
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http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/01/26/news/la_scure_di_equitalia_su_luca_laurenti_pignorati_sei_appartamenti_da_5_milioni-28773487/
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