
Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
giovedì 9 giugno 2011
La guerra segreta degli Stati Uniti in Yemen
WASHINGTON – Secondo il New York Times gli Stati Uniti avrebbero intensificato i loro attacchi con i droni in Yemen contro le cellule di Al Qaida, temendo che l’improvviso vuoto di potere seguito al ferimento di Saleh possa rafforzare i gruppi estremisti. Le operazioni sono riprese venerdì scorso con l’uccisione di Abu Ali al-Harithi, un militante di Al Qaida che si nascondeva nel sud del paese. Un funzionario del Pentagono ha spiegato al New York Times che gli attacchi sono diventati più difficili in seguito all’alleanza di alcuni gruppi estremisti con le forze antigovernative, che ha reso la situazione molto più confusa e complicato la possibilità degli Stati Uniti di attaccare senza dare l’impressione di avere scelto una parte politica. In questi giorni l’ambasciatore degli Stati Uniti in Yemen si è incontrato con alcuni leader dell’opposizione per rassicurarli sulle intenzioni del governo americano, e cercare di trovare un accordo per continuare la collaborazione anche dopo l’eventuale caduta del governo di Saleh. Il presidente dello Yemen è stato un alleato prezioso per gli Stati Uniti nella lotta contro le cellule yemenite di Al Qaida, e ora il governo americano teme che senza una transizione guidata il potere possa finire nelle mani di leader meno disposti a collaborare. La guerra dei droni condotta dagli Stati Uniti in Yemen è stata tenuta a lungo segreta per evitare il rischio che la notizia di operazioni militari condotte unilateralmente nel territorio dello Yemen potesse minare la leadership di Saleh. Il presidente yemenita aveva autorizzato i primi attacchi nel 2009, ma ha sempre detto pubblicamente che tutte le operazioni militari sono state condotte dalle sue truppe.
Italia: un quarto della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale
La protesta dei malati di Sla a Tremonti "Più risorse per le terapie e la ricerca"
di FRANCESCO FRUNZIO
Santoro, la sera dell'addio "Chi è artefice del destino della Rai?"
"Pronto a riprendere il programma, la prossima stagione, a un euro a puntata"
Tremonti a Silvio: “Mi hai fatto spiare dai servizi segreti”

Libero parla di un litigio tra il premier e il ministro dell’Economia. Con frasi incredibili
Qualche giorno fa Giulio Tremonti aveva smentito l’articolo di Franco Bechis su Libero nel quale si parlava di un generale accordo sul taglio delle tasse tra lui e Silvio Berlusconi. E oggi, probabilmente, arriverà la seconda smentita. Perché su Libero, sempre a firma dell’ex MF, viene fornito il resoconto dell’ennesimo litigio tra il ministro dell’Economia e il presidente del Consiglio, stavolta condito da una frase davvero incredibile:
Lo scontro è avvenuto in un faccia a faccia, lunedì all’ora di pranzo ad Arcore. In quel momento nella residenza del premier c’era anche Umberto Bossi, ma non era nella stanza in cui solo Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti per pochi minuti si sono guardati negli occhi. È stato il ministro dell’Economia ad avere uno scatto di nervi come mai è avvenuto in 17 anni di rapporto fra i due. È stato uno scatto violento, che ha scosso Berlusconi e che ancora 24 ore dopo faceva sentire i suoi effetti. Martedì il Cavaliere lo ha raccontato ad almeno tre interlocutori incontrati in giornata. Da loro abbiamo raccolto la versione che collima in ogni particolare su quel che sarebbe accaduto in quella stanza. «Tu mi hai fatto spiare!», ha sibilato il ministro dell’Econo – mia davanti a un Berlusconi esterrefatto. «Hai messo i servizi segreti alle mie calcagna! », ha proseguito Tremonti.
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http://www.giornalettismo.com/archives/128846/tremonti-a-silvio-mi-fai-spiare-dai-servizi-segreti/
Il papa parla di Fukushima ma dimentica i morti di Radio Vaticana
“No alle tecnologie che non rispettano l’ambiente”: giusto. E le antenne di Cesano, a nord di Roma, che causano tumori e leucemie?
Tornando dalle regioni a nord della capitale, dal viterbese, con la macchina che corre sulla Cassia, magari di notte, è impossibile non notare sulla destra, in località La Storta, la grande antenna a forma di croce che di notte, illuminata, domina il panorama circostante: è la trasmittente di Radio Vaticana che proprio da quell’appezzamento trasmette fuori da ogni lunghezza di banda accettabile il segnale della principale radio di informazione cattolica in tutto il mondo. E’ l’origine delle trasmissioni, è la fonte del segnale: e un tale irradiamento ha, più volte nel passato, causato malattie incurabili come leucemie e tumori. Le testimonianze degli abitanti di Cesano, che quando accendono la radio o suonano il citofono sentono Radio Vaticana, sono tantissime.
VATICANO AMBIENTALISTA – E’ di oggi l’uscita di Papa Ratzinger che si schiera con decisione a favore delle fonti rinnovabili e per il rispetto dell’ambiente.
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Santoro sfida la Rai: “Torno con Annozero a un euro a puntata”

“Caro presidente Garimberti, se fossi in lei non mi preoccuperei di quello che sto per dire, ma di quello che sta per fare lei, vero artefice del destino della Rai”
Michele Santoro si affida all’apertura di Annozero questa sera per rispondere alle polemiche sul rinnovo del suo contratto, e sfida l’azienza: “Se mi confermano, prenderò un euro a puntata”. “Io sono un giornalista della Rai, ho iniziato a Napoli – racconta Santoro – lavoravo con un vecchio tecnico con il camice bianco, perfezionista, uno di quelli che guarda dentro l’obiettivo. Noi siamo quelli della Rai. E spiega cosa vuol dire sentirsi “uno della Rai”.
DELLA RAI - “Io sono della Rai, ma all’annuncio del nostro passaggio a T media, il titolo ha guadagnato in borsa in un giorno. Chi siede nelle poltrone dell’Amministrazione Rai… è della Rai? Io guadagno molto, e ne sono orgoglioso: è il frutto del mio lavoro, e di quello di mio padre che ha fatto sacrifici per farci studiare. Si tratta di dignità del lavoro, di libertà. Le polemiche sono assist per la macchina del fango. Voi attaccando chi come me era figlio di ferroviere ed è arrivato qui, attaccate il sogno di quelli come mio padre. E dicevate che ero in onda solo per il giudice, mentre incassavamo milioni in pubblicità. Milioni spesi per trascinarmi nei tribunali. E se la prende con l’Agcom: “Napolitano, si rende conto che l’arbitro della comunicazione qui è lottizzato dai partiti? E’ uno scandalo mondiale”.
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L'Economist: "Berlusconi ha fottuto l'Italia"
Gruppo figlia Sting debutta a Firenze
Piercing, complicanze per 1 ragazzo su 3
Calderoli a Cdm: riduzione missioni
Onu, in Libia gia' 15 mila morti
(ANSA) - GINEVRA - Tra le dieci e le quindicimila persone in entrambi gli schieramenti sono già morte nella guerra in Libia: lo ha detto oggi Sherif Bassiouni, che in aprile ha guidato la missione del Consiglio per i diritti umani dell'Onu a Tripoli e nelle roccaforti dei ribelli. La commissione ha trovato prove di crimini di guerra commessi dalle forze di Gheddafi, fra cui attacchi a civili, operatori umanitari e unità mediche. Sono state anche trovate prove di crimini commessi dalle forze dell'opposizione.