domenica 6 giugno 2010

Idv/ Dipietristi nella bufera, scontro con Pdl e Udc

Roma, 6 giu. (Apcom) - L'Italia dei Valori epicentro di una giornata di polemiche, sulla manovra economica e lo sciopero dei magistrati ma anche sul suo leader Antonio Di Pietro, uno "sciacallo" secondo il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. A dare il via alle polemiche è il presidente dell'Idv che risponde in una lunga lettera al Corriere della sera ad un articolo su sue presunte "ambiguità e silenzi" a proposito della sua storia personale. Casini commenta: "Di Pietro è uno sciacallo che costruisce la sua fortuna politica sulle disgrazie del Paese". Il botta e risposta dura una giornata intera: il presidente dei senatori Idv Felice Belisario accusa Casini di "doppiopesismo," e replica: "Se essere unica forza di opposizione in questo paese significa fare opera di sciacallaggio allora ne siamo fieri". L'eurodeputato Luigi de Magistris ricorda a Casini che "senza Cuffaro non siederebbe in Parlamento" e lo accusa di coltivare la "strategia dei due forni", che a suo guidizio "consiste nella viltà di non scegliere da che parte stare".
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http://www.apcom.net/newspolitica/20100606_203701_3ede439_90076.shtml

Domenicate

compiaciamoci

Emergency 'spara' sulle crocerossine La Cri: "Rispetti chi si dona al volontariato

Cecilia Strada su Facebook ironizza sulla sfilata dell'intermiera che piace tanto a Berlusconi, attirandosi la risposta indignata del presidente Rocca e del ministro La Russa.
ROMA, 6 giugno 2010 - Altre polemiche dopo la sfilata del 2 giugno, con la crocerossina che è tanto piaciuta al premier. Nel profilo Facebook di Cecilia Strada, la figlia del fondatore di Emergency, è apparso un post avvelenato nei confronti della crocerossina dal leggiadro portamento. "Ieri ho provato ad immaginare le meravigliose infermiere di Emergency che marciano alla parata militare - scrive la Strada - Niente da fare, non ho abbastanza fantasia". Apriti cielo: contro il post è insorto il presidente della Cri, Francesco Rocca: "Che squallida ironia! Dovrebbe ricordarsi (la Strada) e ricordare il lavoro quotidiano di chi allevia le sofferenze dei più vulnerabili e dovrebbe rispettare chi dona la propria vita al volontariato e al prossimo, in silenzio, fuori dalle polemiche e dal clamore politico, senza distinzioni di colore, razza o bandiera". E il ministro della Difesa La Russa s’è associato, rincarando la dose. Il polverone ha indotto Cecilia Strada a precisare che si è trattato solo di "un terribile equivoco". Insomma, lei non ce l'aveva con le crocerossine ma con un articolo "imbarazzante e offensivo della dignità del lavoro delle crocerossine" in quanto "parla delle infermiere solo per via dell'entusiasmo di Berlusconi".
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2010/06/06/341717-emergency_spara.shtml

Il centrodestra: tagli alla gente e doppie poltrone

Per carità, la manovra è indispensabile. Sacrifici per tutti. Quasi tutti: statali, pensionati, la scuola, la sanità, i servizi pubblici locali. Però, grazie al governo di centrodestra, al PdL e alla Lega nord, finalmente pagano anche i papaveri, i tromboni, la casta. Certo, poi si scopre che i tagli per i costi della politica, le indennità per ministri e parlamentari, nella manovra valgono poche migliaia di euro. Ma che importa? Basta il pensiero. Poi scopri anche che Roberto Cota, neo governatore leghista del Piemonte e il suo vice Roberto Rosso, PdL, non hanno ancora presentato le dimissioni da parlamentare. Pazienza, pensi: su di loro pende un ricorso al Tar e vogliono aspettare di vedere che succede. Poi però ti ricordi che gli resterebbe sempre lo stipendio da consigliere regionale. Poi pensi che ci sono anche Sandro Biasotti (deputato Pdl e consigliere in Liguria), Gianluca Buonanno (deputato-consigliere leghista in Piemonte), Edoardo Rixi (Lega, Veneto), Marino Zorzato (vicepresidente Pdl della Regione Veneto), e Marcello Taglialatela (assessore Pdl all’urbanistica in Campania). Anche loro senza alcuna fretta di scegliere tra l’incarico di parlamentare e quello di consigliere regionale. Mara Carfagna poi di incarichi (e stipendi) ne ha 3: ministro, parlamentare e consigliere regionale. Finora non ha scelto per “motivi tecnici”, dice il suo portavoce. Alessandra Mussolini, invece, parlamentare e neo consigliere in Campania, è attanagliata dal dubbio: “Che faccio? Se mi dimetto subito non prendo l’indennità e non posso darla alle case famiglia a cui la sto devolvendo. Le maestre mi dicono che proprio adesso che arriva l’estate i bambini ne hanno più bisogno, se mi dimetto subito, non ce l’avranno”. Resisti, Alessandra, non puoi mica morire di fame: siamo tutti con te.
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http://www.giornalettismo.com/archives/66131/centrodestra-sacrifici-scuola/

Il Pd e il Gratta e Vinci pericoloso come le sigarette

Colomba Mongiello, senatrice del Partito Democratico, presenta un disegno di legge che renda obbligatori sui cartoncini delle lotterie messaggi che avvertano i consumatori dei pericoli che si corrono giocando. Il tagliando del gratta e vinci come il pacchetto di sigarette? Sì, i pericoli sono di differente natura, ma di eguale gravità; ecco perchè si rende necessario rendere evidenti le avvertenze sui rischi della dipendenza dal gioco d’azzardo, per le tasche soprattutto, ma anche per la salute. E’ questo quello che chiede il Pd che a palazzo Madama ha presentato un disegno di legge, prima firmataria la senatrice Colomba Mongiello, per l’etichettatura dei biglietti delle lotterie istantanee sulla falsariga di quanto già avviene da qualche tempo con i pacchetti di sigarette. Così, sui biglietti plastificati che alimentano i sogni milionari di moltissimi italiani, comparirebbero messaggi un pò minacciosi ma salutari per evitare che ci si possa rovinare nella speranza di grattare il numero giusto, ecco alcuni esempi: ‘”il gioco provoca dipendenza“, “‘il gioco eccessivo può ridurti in povertà“, “questo gioco può nuocere alla tua salute“, “proteggi la tua famiglia, non giocare in modo eccessivo“, per arrivare a “‘il tuo medico può aiutarti a smettere di giocare” ‘il gioco crea un’elevata dipendenza, non eccedere“.
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http://www.giornalettismo.com/archives/66151/gratta-vinci-pericoloso-sigarette/

Gb: Cameron, "Di fronte a noi anni di sacrifici"

LONDRA - La Gran Bretagna va incontro ad "anni di sacrifici". A dirlo, il neo premier conservatore David Cameron in un'intervista al Sunday Times. Sacrifici necessari, secondo Cameron, per "permettere di ridurre il deficit pubblico e il peso 'enorme' del debito". (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Cameron-fronte-anni-sacrifici/06-06-2010/1-A_000109844.shtml

Camminare sull'acqua in un pallone? In India si può

Scuola/Da domani primi scrutini con insidia sciopero contro tagli

Roma, 6 giu. (Apcom) - Prende il via domani lo sciopero degli scrutini indetto dai sindacati di base e dalle associazioni dei docenti precari per protestare contro i tagli agli organic e alle risorse, oltre che per dire no alla manovra finanziaria che prevede il blocco del rinnovo contrattuale e degli scatti stipendiali legati all'anzianità di servizio: Cobas, Unicobas, Cub, Usi-Ait (con modalità limitate) e Coordinamento precari scuola hanno messo in piedi un calendario che prevede l'astensione dei lavoratori, comunque al massimo per due giorni, sulla base delle diverse date di fine anno scolastico stabilite dalle regioni. Domani e dopodomani si comincia con gli scrutini di fine anno previsti in Emilia-Romagna, Calabria e la Provincia di Trento. Si prosegue il 10 ed 11 giugno nelle Marche, Puglia e Veneto; l'11 e 12 toccherà ai docenti della Sardegna e dell'Umbria; il 14 e 15 giugno nella provincia di Bolzano ed in tutte le altre regioni. Lo sciopero si presenta ricco di incognite, soprattutto per i limiti imposti dalla normativa scolastica vigente, sottoscritta dai sindacati più rappresentativi nel 1990: ogni docente non può prima di tutto astenersi dai consigli di classe di fine anno per oltre due giorni.
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M.O./ Gaza, Iran: pronti a scortare flottiglia umanitaria

Teheran, 6 giu. (Apcom) - I Guardiani della rivoluzione, la forza d'elite del regime iraniano, sono pronti a scortare le navi umanitarie dirette verso la Striscia di Gaza, se l'ayatollah Ali Khamenei darà l'ordine. Lo ha detto oggi una fonte vicina alla guida suprema dell'Iran. (fonte Afp) http://www.apcom.net/newsesteri/20100606_164404_38a167d_90061.shtml

La Merkel taglia 15 mila statali

Drastico colpo di scure del governo di Angela Merkel per risanare le finanze, con il taglio di 15mila posti nel pubblico impiego fino al 2014, per un risparmio di almeno 800 milioni di euro all’anno. Lo anticipa il settimanale Der Spiegel a poche ore dalla riunione governativa alla Cancelleria alle 14, in cui oggi e domani verranno messe a punto le misure della manovra per far risparmiare ai conti pubblici 10 miliardi di euro all’anno fino al 2014. Addio anche alla ricostruzione del Castello del Kaiser, sull’area in cui sorgeva il «Palast der Republik», costruito nel 1976 da Erich Honecker e finito di abbattere nel 2008. Per risparmiare i 400 milioni destinati al «Berliner Stadtschloss», il progetto dell’architetto italiano Franco Stella rimarrà nel cassetto fino a quando le finanze dello Stato non ne permetteranno la realizzazione.
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http://lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201006articoli/55691girata.asp

Costruiscono castelli con la sabbia asciutta - di EUGENIO SCALFARI

I MERCATI giocano al rimpiattino con i debiti sovrani, con l'euro e con le Borse; l'Europa e gli Stati dell'Unione rispondono come possono. Ma è un rimpiattino o un gioco a moscacieca? Romano Prodi, nel suo articolo di ieri sul "Messaggero" pone una domanda analoga e propende per la moscacieca per quanto riguarda l'Europa. Temo che abbia ragione. Fino a quando l'Unione, e soprattutto i Quindici dell'euro-zona, non si saranno dati un governo unitario dell'economia e della fiscalità, la moscacieca continuerà con effetti inefficaci. Le Borse e l'euro resteranno sotto il tiro dei mercati, i risparmiatori sposteranno i loro capitali verso i titoli sovrani degli Stati più forti, in particolare verso i "bund" della Bundesbank, che danno ormai rendimenti vicini allo zero, e verso i titoli del Tesoro americano. Le manovre dei singoli Stati europei per stabilizzare i rispettivi debiti erano necessarie ma il loro effetto complessivo non può che essere depressivo: i tagli alla spesa decurtano il potere d'acquisto, le aspettative tendono al ribasso, le obbligazioni emesse dalle imprese e dalle banche soffrono la concorrenza con le emissioni degli Stati più solidi, la modesta ripresa produttiva non produce nuova occupazione né nuovi investimenti. La crescita sarà lenta e contrastata. Obama stanzia altri cento miliardi di dollari per combattere il trend negativo ma in Europa non avviene niente di simile.
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http://www.repubblica.it/economia/2010/06/06/news/costruiscono_castelli_con_la_sabbia_asciutta-4610442/

Intercettazioni, i nuovi dubbi del Colle - Nel mirino il comma-Ghedini sugli ascolti

ROMA - Ghedini lo inventa. Ghedini lo lancia. Via Arenula dice di sì. E il Quirinale già storce il naso. Annusa aria di irragionevolezza. Vede i presupposti per mettere in crisi le indagini. Giusto a partire da quelle sui colletti bianchi dove assai spesso ci sono molte utenze sotto controllo. Come una maledizione, quella della blocca processi e del processo breve, la storia delle leggi sbagliate si ripete. L'avvocato del premier Niccolò Ghedini le pensa, le impone, ma il loro destino s'infrange sullo scoglio di Napolitano. Sotto la lente d'ingrandimento del Colle finisce stavolta l'ultima invenzione di casa Pdl, la regola di prorogare di 48 ore in 48 ore le intercettazioni finite sotto la tagliola dei 75 giorni scaduti. Regola che, si badi bene, riguarderà anche le inchieste in corso, in quanto la norma transitoria continua a prevedere che la legge in toto non si applica alle indagini già avviate, ma la questione dei 75 giorni sì. All'Anm, riunita per decidere lo sciopero contro il taglio degli stipendi, i magistrati dicevano: previsione normativa "defatigante"; destinata a provocare conseguenze "paradossali"; studiata apposta "per bloccare le indagini"; "irragionevole perché impedisce d'esercitare appieno l'azione penale".
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http://www.repubblica.it/politica/2010/06/06/news/intercettazioni_i_nuovi_dubbi_del_colle_nel_mirino_il_comma-ghedini_sugli_ascolti-4610444/

Quelle cene tra Anemone e il generale

Poletti sarà sentito dai pm: a lui fu chiesto aiuto dopo le prime perquisizioni. Il nome dell'alto ufficiale della Guardia di Finanza già apparso nella lista del costruttore.
PERUGIA - Sono le 10.53 del 14 ottobre 2008, la perquisizione della Guardia di finanza negli uffici di Diego Anemone e suo fratello Daniele è in corso dall'inizio della mattinata. L'imprenditore, avvertito alla Maddalena dove è volato per seguire i lavori del G8, parla in codice al telefono con il suo amico imprenditore, Piero Murino. In maniera concitata gli chiede di fare intervenire un alto ufficiale delle Fiamme gialle per bloccare gli uomini della tributaria che hanno appena sequestrato l'ormai noto libro mastro, la lista con 412 nomi finiti agli atti dell'inchiesta di Perugia. E in quella richiesta d'intervento urgente, Anemone dice al suo interlocutore di attivare subito "il commensale", l'uomo in divisa con cui lui e Murino hanno cenato la sera prima.Per mesi gli inquirenti hanno cercato di dare una risposta ad alcuni interrogativi: chi era il terzo uomo di quella cena? Perché quell'incontro nella saletta riservata di un ristorante romano? E cosa successe effettivamente: furono stretti accordi di rilievo per le indagini? E se sì, quali? Ora, almeno alla prima di queste domande è stata trovata una risposta. Il terzo uomo sarebbe stato individuato. Il nome che circola è quello del generale Paolo Poletti, ex capo di stato maggiore delle Fiamme gialle, attualmente vicedirettore dell'Aisi, il servizio segreto civile, ex Sisde.
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http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/06/news/quelle_cene_tra_anemone_e_il_generale-4610814/

Sulla Rachel Corrie ferito un giornalista

Indonesiano, ventottenne, è stato raggiunto da un colpo d'arma da fuoco al torace. Le sue condizioni non sono gravi. Espulsi sette dei 19 attivisti della nave irlandese.
GAZA - Le autorità israeliane hanno espulso attraverso il valico di Allenby in Cisgiordania sette delle 19 persone a bordo della nave iralndese Rachel Corrie. Si tratta di un cubano e di sei attivisti malesi, incluso il parlamentare Mohd Nizar Zakaria, due reporter della rete TV3, e tre membri dello staff dell'organizzazione Perdana Global Peace. Tra gli espulsi anche il giornalista indonesiano,Surya Fachrizal, 28 anni, l'unico rimasto ferito nell'abbordaggio da "un colpo di pistola nella parte destra superiore del torace". Gli altri 11, tra cui 5 iralndesi, dovrebbero prendere un volo dall'aeroport Ben Gurion di Tel Aviv.Intanto ieri sera alcune migliaia di pacifisti israeliani hanno manifestato a Tel Aviv contro il governo per gli attacchi lanciati in acque internazionali contro la "Rachel Corrie" e le altre navi della "Freedom flotilla". Il corteo, guidato due deputati comunisti, Muhammad Barakeh e Dov Khenin, è partito da Rabin Square e si è concluso davanti al museo, riporta l'agenzia stampa Nena news.Momenti di tensione si sono vissuti quando una granata fumogena è stata lanciata da militanti dell'estrema destra contro il corteo nei pressi del museo, senza causare vittime.
http://www.repubblica.it/esteri/2010/06/06/news/sulla_rachel_corrie_ferito_un_giornalista-4613603/

Cicchitto, la Boniver, Sacconi, Scajola: la Lega fa i nomi degli impresentabili PdL

Sarà pure un “troglodita”, ma i nomi li conosce benissimo. Francesco Speroni, europarlamentare leghista della prima ora e vicinissimo al caro Bossi, elenca in un’intervista al Fatto Quotidiano una serie di personalità che, a suo dire, fanno del Popolo della Libertà “un bordello”. Ovvero, tutti gli ex-socialisti responsabili, con Craxi, della situazione di difficoltà economica in cui ci troviamo ora. “Mi mette un po’ a disagio collaborare con chi era nostro avversario”, dice Speroni citando poi Margherita Boniver, il ministro Sacconi, l’ormai ex Scajola e l’onnipresente Cicchitto, e ricordandone il passato socialista in quel partito poi spazzato via da Tangentopoli con la Lega prontissima a cavalcarne la protesta. E infine da Speroni arriva anche la chiusura a qualsiasi allargamento della coalizione: “Oggi è peggio. Non mi piace l’invito di Berlusconi a esperti di giravolte politiche a entrare nella coalizione. Penso a Rutelli, che ha cambiato almeno 5 partiti. E poi a Casini, che è il peggiore di tutti”.
http://www.giornalettismo.com/archives/66147/cicchitto-boniver-sacconi-scajola/

Tremonti, una manovra da riscrivere

Il decreto legge sulla correzione dei conti pubblici è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e si può finalmente valutare se è quello che serve all’Italia, dal punto di vista del rigore e dello sviluppo. Purtroppo, le perplessità iniziali, si confermano. Anzi, si rafforzano Le prime impressioni sulla manovra di Giulio Tremonti sono state espresse qui. Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, nelle sue Considerazioni finali ha parlato di manovra “inevitabile”. Tremonti, vestendo i panni del rigorista, ha invocato le lacrime e sangue, parlando di una “manovra dura ma necessaria”. La manovra vale 24,965 miliardi di euro per il biennio 2011-2012: quantitativamente abbiamo visto di peggio. Ma è dall’analisi di dettaglio, grazie ai documenti presentati in Senato, che le carte si scoprono, e i dubbi crescono.
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http://www.giornalettismo.com/archives/65655/tremonti-manovra-riscrivere/

«Dalla laurea agli appartamenti In queste carte la mia verità»

Di Pietro: mai fatto uso privato dei soldi del partito.
Caro Direttore, il Corriere della Sera di ieri, con un articolo in prima pagina a firma Marco Imarisio, ha adombrato il sospetto di miei «silenzi ed ambiguità» riguardo la mia storia personale. Vorrei rispondere ai rilievi mossi, documentando punto per punto. Mi scuso, innanzitutto e preliminarmente, per la pignoleria e per la montagna di carte processuali a cui faccio riferimento e che le invio.
Ma — mi creda — ad un persona come me — invisa a molti e con pochi strumenti di informazione a disposizione — non rimaneva e non rimane altra scelta che ricorrere alla Giustizia per vedere riaffermata, nero su bianco, la verità rispetto alle mille menzogne che sono state scritte sul mio conto in tutti questi anni. E veniamo al merito dell’articolo:
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http://www.corriere.it/politica/10_giugno_06/imarisio-lettera-di-pietro_955878d8-713c-11df-82e2-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano

Caso Marrazzo: Natali', "Non ho paura"

ROMA - Natali', trans coinvolto nello scandalo Marrazzo, racconta alcuni particolari dell'aggressione della scorsa notte. Ricoverato all'ospedale Villa San Pietro ha raccontato al suo avvocato che il suo aggressore ha cercato di colpirlo prima con una barra di ferro e poi con un bastone. Ha dichiarato: ''Non ho paura, ma adesso voglio capire cosa e' successo''. (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Caso-Marrazzo-Natali-Non-paura/05-06-2010/1-A_000109707.shtml

La crocerossina che ha «colpito» il premier

ROMA — Alta, elegante, viso luminoso. L'infermiera statuaria che ha strappato l’apprezzamento del premier e delle alte cariche sul palco durante la parata del 2 giugno è un’ufficiale della Croce Rossa. Diplomata infermiera volontaria del Corpo fondato nel 1908 e «selezionata dopo dieci giorni di addestramento» in caserma, così come solitamente accade con le crocerossine che partecipano alla Festa della Repubblica. E che si esercitano lungamente per la prestigiosa occasione. In questo caso, però, la consorella è stata scelta per guidare la compagnia di volontarie di scorta alla bandiera della Repubblica italiana. Su di lei, riserbo assoluto da parte della Croce Rossa. Restano le immagini che fotografano il suo passaggio davanti al palco delle autorità e il visibile apprezzamento del premier, Silvio Berlusconi (guarda). Apprezzamento accompagnato, racconta chi c’era, da un’entusiastica valutazione espressa anche verbalmente: sebbene non abbia ancora delicate missioni al suo attivo, i vertici della Croce Rossa l’hanno scelta per il portamento «che esprime dignità, decoro e senso di appartenenza». Il corso di crocerossina, va ricordato, equivale a due anni di accademia militare. Piccola nota di conforto per il pubblico femminile che l’abbia notata in una delle foto simbolo della parata: la signora ha già compiuto quarantasei anni.

Tangenti: arrestato dipendente della Regione Lombardia

BERGAMO - Arrestato per concussione un dipendente della Sezione territoriale di Bergamo della Regione Lombardia. E' sospettato di aver intascato una mazzetta da tremila euro da un imprenditore. L'uomo e' stato sorpreso dai finanzieri mentre riceveva una busta con i soldi in un bar del centro di Bergamo. (RCD) http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Tangenti-arrestato-dipendente-della-Regione-Lombardia/06-06-2010/1-A_000109744.shtml

Afghanistan: kamikaze contro Nato, nove civili feriti

KABUL - Almeno nove civili sono rimasti feriti in un attentato suicida contro un convoglio Nato a Jalalabad, nella provincia di Nangahar, nell'Afghanistan orientale. Lo riferisce l'agenzia cinese Xinhua. (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Afghanistan-kamikaze-Nato-nove-civili-feriti/06-06-2010/1-A_000109804.shtml

I silenzi e le ambiguità dell’onorevole Di Pietro

Dalla laurea agli immobili: le voci (a volte senza risposta) sul leader Idv.
Non è vero che la stampa sia sempre cattiva con lui. Lo scorso 17 maggio Antonio Di Pietro era uscito dalla procura di Firenze dirigendosi con piglio sicuro verso piazza della Repubblica, dove troneggiava e fumava un finto reattore nucleare di cartapesta, propedeutico alla raccolta di firme dell’Italia dei valori per un referendum sul tema. Tra applausi, cori e foto ricordo con i suoi sostenitori, l’ex pubblico ministero si era definito un «teste d’accusa». Di Pietro disse che aveva spontaneamente scelto di mettere a disposizione degli ex colleghi la sua esperienza di investigatore. I magistrati che seguono l’inchiesta sugli appalti per le Grandi Opere l’avevano convocato come persona informata sui fatti, invece, con tanto di apposito decreto di notifica. C’è differenza. Quel giorno il dettaglio era diventato una nota a margine, le cose che contano in fondo sono altre. Un peccato veniale. Giocare con le parole, dire e non dire, abbellire la realtà, è tutto lecito. Solo che spesso Antonio Di Pietro trasforma le sue piccole furbizie in metodo. Non risponde, non del tutto almeno, oppure parla d’altro, evocando complotti e mandanti occulti. Altre volte, semplicemente, tace. E non si accorge che così facendo fa il gioco dei suoi detrattori, una legione sempre più numerosa. Vecchia storia, questa delle sparate che si mischiano a silenzi e a repliche invece puntuali. Ancora attuale, però. L’approccio mediatico rimane invariato nel corso del tempo, e non accenna a migliorare, dando così un indubbio contributo alla genesi di leggende metropolitane che riguardano anche su dettagli non proprio fondamentali nella complessa biografia dell’onorevole. Ad anni alterni torna fuori, tra dubbi e ironie, il suo personale tour de force per laurearsi in Legge alla Statale di Milano. La tesi venne discussa nel 1978, il giovane Di Pietro ci arrivò sostenendo 22 esami in 32 mesi, compresi «mattoni» quali diritto privato, pubblico, amministrativo. L’istituto di presidenza della facoltà confermò a suo tempo che tutto era in regola. Ma le illazioni, falsità di vario genere, sono proseguite, nel silenzio del diretto interessato, al quale basterebbe poco per mettere a cuccia i detrattori.
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http://www.corriere.it/politica/10_giugno_05/imarisio-silenzi-ambiguita-onorevole-dipietro_7b708f94-7080-11df-aae4-00144f02aabe.shtml

Euro/ Previsione in GB: Moneta unica "morta entro cinque anni"

Roma, 6 giu. (Apcom) - D'Oltremanica, è noto, non si perde occasione per sparare a zero sull'Euro. Così oggi il Sunday Telegraph annuncia: "Fra cinque anni l'euro sarà morto". E' il risultato di un'inchiesta condotta dal quotidiano britannico tra i 25 più autorevoli economisti della City. Dodici di loro si dicono convinti che a moneta unica europea non sopravviverà nella sua attuale composizione ai prossimi cinque anni, vale a dire alla fine della legislatura appena avviata in Gran Bretagna. Otto credono il contrario, cinque sono incerti. Un anno fa, rammenta il Telegraph, solo una manciata di pezzi grossi della City avrebbe predetto la morte dell'Euro. Ma la crisi in Grecia, Spagna e Portogallo e la stessa ammissione del cancelliere tedesco Angela Merkel che la moneta unica stia attraversando "una crisi esistenziale" hanno fatto spostare radicalmente la bilancia. Le possibilità che l'euro sopravviva con l'attuale numero di mebri "sono prossime allo zero" secondo Andrew Lilico, presidente del think--thank Policy Exchange; e secondo Douglas McWilliams la moneta unica potrebbe addirittura "non arrivare alla prossima settimana".
http://www.apcom.net/newsesteri/20100606_123102_4a9c1d5_90044.shtml

USA - Cannabis terapeutica, a novembre referendum per legalizzarla

Gli uffici elettorali dell'Arizona hanno certificato e accolto un quesito referendario sulla legalizzazione del possesso e la distribuzione tramite centri autorizzati di marijuana a scopi terapeutici. Gli elettori dell'Arizona saranno chiamati ad esprimersi il prossimo novembre.Il referendum propositivo, se approvato, permetterà ai pazienti con un particolare permesso di ottenere cannabis legalmente in centri di distribuzione autorizzati dallo Stato. I pazienti che vivono a oltre 40 chilometri di distanza dal più vicino centro di distribuzione saranno autorizzati a coltivare la cannabis in casa propria.Qui il sito del comitato promotore.
http://www.aduc.it/notizia/cannabis+terapeutica+novembre+referendum_118280.php

INTERCETTATI SOLO COL PERMESSO DEL VESCOVO.

ROMA-ADISTA. Se un pubblico ministero intercetta un prete o un religioso deve avvisare immediatamente l’autorità ecclesiastica. Così stabilisce una norma presente nel cosiddetto disegno di legge intercettazioni, in discussione al Parlamento in queste settimane, sfuggita all’attenzione di quasi tutti i grandi mezzi di informazione, che amplia un privilegio di cui gli ecclesiastici già godevano. In precedenza, infatti, il superiore diocesano o religioso doveva essere informato dal pubblico ministero solo nel caso in cui fosse stata avviata “l’azione penale”, mentre ora il pm deve segnalare preventivamente alle autorità ecclesiastiche anche le eventuali intercettazioni nei confronti di un prete. Se si intercetta un prete diocesano o un religioso, quindi, il pubblico ministero deve subito informare il vescovo della diocesi di appartenenza; e se ad essere intercettato è un vescovo – “coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un ordinario di luogo equiparato a un vescovo diocesano, abate di un’abbazia territoriale” – “il pubblico ministero invia l’informazione al cardinale Segretario di Stato”, ovvero al card. Tarcisio Bertone. Bocciati tutti gli emendamenti dell’opposizione che puntavano a sopprimere questa norma. “Perché un privilegio del genere deve essere previsto solo per i cattolici?”, ha chiesto il senatore del Pd Vincenzo Vita. In questo modo “si crea una discriminazione importante sulla quale non siamo d’accordo”. Possibili effetti della norma. A Como, nel 2004, viene messo sotto inchiesta per pedofilia, don Mauro Stefanoni, parroco di Laglio. Il pm, secondo la legge, avvisa l’allora vescovo, mons. Alessandro Maggiolini, che poi tramite due suoi stretti collaboratori – mons. Enrico Bedetti, oggi presidente dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Como, e mons. Oscar Cantoni, attuale vescovo di Crema – a sua volta informa don Stefanoni di stare attento perché la Procura della Repubblica sta indagando su di lui. Il pm se ne accorge e incrimina per favoreggiamento Maggiolini che nel settembre 2008 viene chiamato in tribunale a rispondere delle accuse. A novembre dello stesso anno il vescovo muore e il suo procedimento viene archiviato. Per Bedetti e Cantoni viene chiesta l’archiviazione perché avrebbero solo obbedito alle istruzioni ricevute dal vescovo. Don Stefanoni invece viene condannato a 8 anni per abusi sessuali nei confronti di un minore disabile proprio grazie alle numerose intercettazioni telefoniche – effettuate prima di aver informato Maggiolini – che lo inchiodavano. Con la nuova legge, probabilmente, l’avrebbe fatta franca dal momento che il vescovo lo avrebbe messo in guardia prima ancora che le intercettazioni telefoniche fossero avviate.
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http://www.adistaonline.it/?op=articolo&id=47329&PHPSESSID=1c1b7a19b97c4e0e0100e0d89f625940

sabato 5 giugno 2010

Correttore di bozze.

Il vaff ...

Euro e borse giù, allarme Ungheria Tonfo a Wall Street: DJ -3,13%

DESAPARECIDOS

Dossier illegali, parla Tavaroli Io e Tronchetti, ecco la verità"

L'ex capo della security: "Il presidente Telecom sapeva tutto. Su suo ordine ho protetto Montezemolo e indagato su Afef, Moggi e De Benedetti. E' un codardo, non si è assunto le responsabilità per ciò che chiedeva" .
MILANO - Un Giuliano Tavaroli un po' appesantito, ma muscoloso, con l'occhio limpido e la voce ferma, rompe il silenzio dopo il patteggiamento a quattro anni e due mesi: "Sì, ho letto ovviamente i nuovi verbali di Tronchetti Provera". Scuote la testa: "E l'ho anche visto in tv in un'intervista sdraiata di Fabio Fazio, a prendere le distanze da me, a dire che quasi manco mi conosceva".
Ma, scusi, Tavaroli, si è sentito offeso?"A livello personale non m'importa, qua c'è un'offesa professionale. E posso consentire ai giornalisti e ai magistrati di scherzare, al mio datore di lavoro no. Tronchetti sa bene che mentre lavoravo per lui ho fatto conferenze alla Nato, e anche in decine di università, perché la nostra Security aziendale era un modello. Adesso, tentano di farci passare, attraverso i loro avvocati, come un'accozzaglia di manigoldi. E lui? Fa finta di niente".
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Ddl intercettazioni, dubbi sui correttivi I poliziotti protesteranno al Senato

ROMA - Non era mai accaduto, se non per rivendicazioni salariali. Ma ora i poliziotti del Silp-Cgil decidono di scendere in piazza e manifestare davanti al Senato martedì quando, alle 16 e 30, comincerà il dibattito sulle intercettazioni. Il segretario Claudio Giardullo legge le anticipazioni sugli emendamenti al ddl e, tra delusione e stupore, prende una decisione destinata a pesare. Affida a una nota la sorpresa: "La proroga di 48 ore in 48 ore degli ascolti, dopo i primi 75 giorni, rende estremamente difficoltosa l'attività investigativa". La protesta non resta isolata. Felice Romano del Siulp parla di "legge mannaia" per le forze dell'ordine. L'associazione dei funzionari di Enzo Marco Letizia definisce "una corsa a ostacoli" la proroga delle 48 ore. Si arena sulla protesta dei poliziotti l'entusiasmo della maggioranza per le ultime modifiche. Ha appena finito di sponsorizzarle il vice capogruppo al Senato Gaetano Quagliariello che invita l'opposizione "a cambiare atteggiamento". Hanno appena finito di scambiarsi giudizi positivi il sottosegretario Gianni Letta e Massimo D'Alema, il presidente del Copasir, per l'avvenuto rinvio della norma sugli 007 e sul segreto di Stato. Ne parla proprio Letta, che giudica questa "la soluzione migliore" in vista di un futuro accordo sulla materia. Il Guardasigilli Angelino Alfano conferma che sul segreto "si deciderà con il Copasir". E D'Alema definisce il tutto "una scelta ragionevole". È soddisfatto anche il finiano Carmelo Briguglio, componente del Copasir, che alle prime notizie sull'emendamento aveva espresso un giudizio severissimo e chiesto ad Alfano di correre a palazzo San Macuto. Dietro la fine della querelle c'è il Quirinale che mal vedeva nella legge sulle intercettazioni l'inserimento di norme così impegnative come quelle sul segreto di Stato.
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http://www.repubblica.it/politica/2010/06/05/news/ddl_intercettazioni_dubbi_sui_correttivi_i_poliziotti_protesteranno_al_senato-4589215/

Proroga dei 75 giorni, pm in allarme "E' un marchingegno diabolico"

ROMA - E il procuratore Grasso rovina la strategia rivendicativa del Pd. Gela gli entusiasmi di chi vuole attribuirsi il merito dei cambiamenti. E soprattutto di chi, in aula, vorrebbe mutare tattica, lasciare da parte le barricate e lo scontro a tutti i costi in stile dipietresco. Per parlare di una legge che, partita malissimo, è progressivamente migliorata grazie alla battaglia dell'opposizione. Per attenersi a questa linea sarebbe andato bene il Piero Grasso della mattina, quello cui le agenzie di stampa fanno dire che "se cade il tetto dei 75 giorni allora la legge va bene". Invece il procuratore nazionale antimafia parla una lingua tutt'affatto diversa. E a metà pomeriggio raffredda ogni entusiasmo. Ufficialmente, in giuridichese, sostiene che il tempo delle intercettazioni andrà bene "se coiciderà con il termine delle indagini preliminari". Chiede che non ci sia alcun limite. Come oggi. E ribadisce che "tutti i problemi rimangono". Li elenca puntigliosamente: ambientali, tabulati, tribunali collegiali, soldi disponibili. Ma poi, con chi glielo chiede informalmente, boccia la soluzione dei 75 giorni via via prorogati di 48 ore in 48 ore.
Continua ... http://www.repubblica.it/politica/2010/06/05/news/proroga_dei_75_giorni_pm_in_allarme_e_un_marchingegno_diabolico-4589358/

G8: chiesti in appello due anni per De Gennaro

GENOVA – Il procuratore generale Pio Machiavello ha chiesto oggi, al processo d’appello, una condanna a due anni di reclusione per Gianni De Gennaro e a un anno e quattro mesi per Spartaco Mortola, ex dirigente Digos per le violenze alla scuola Diaz nei giorni del G8 del 2001. De Gennaro, allora a capo della polizia ed ora dei Dis (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza), è accusato di induzione alla falsa testimonianza nell'ambito dei fatti alla Diaz. Stessa accusa per Mortola. I due imputati erano stati assolti in primo grado. La prossima udienza è prevista per il 9 giugno, la sentenza è attesa per il 17 giugno. Nell’ambito della stessa indagine, altri venticinque esponenti della polizia erano stati condannati il mese scorso in secondo grado per falso ideologico e lesioni gravi. I 21 agenti e i quattro dirigenti erano stati anche interdetti dai pubblici uffici per cinque anni. Prescritti, invece, i reati di calunnia, arresto illegale e lesioni lievi a loro carico.
http://www.julienews.it/notizia/cronaca/g8-chiesti-in-appello-due-anni-per-de-gennaro/48559_cronaca_2.html

Manovra, cresce la protesta: scioperano

ROMA - Cresce la protesta contro i tagli della manovra varata dal govenro. Dopo lo sciopero annunciato ieri dai magistrati, e le proteste nel mondo della cultura e della scuola e l'allarme dei farmacisti, oggi sono stati i medici ad annunciare due giorni di astensione dal lavoro a luglio.Tremonti annuncia misure per la libertà d'impresa. Il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sono intanto d'accordo su una misura straordinaria «per la libertà di impresa» che, attraverso la modifica dell'articolo 41 della Costituzione, porti a «sospensione di 2-3 anni» delle autorizzazioni per le pmi, la ricerca e le attività artigiane. È quanto ha affermato lo stesso Tremonti a margine del vertice G20 di Busan aggiungendo che «presenterà questa proposta domani al vertice e all'Ecofin di lunedi». Scontro sullo sciopero delle toghe. «Lo sciopero dei magistrati è uno sciopero politico, il governo chiede ai magistrati un sacrificio così come lo chiede alle altre componenti del Paese, però mi batterò e mi impegnerò a fianco dei giovani magistrati perché su questo aspetto si chiede un costo individuale troppo alto», ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, a proposito dei tagli previsti dalla manovra per le retribuzioni nella magistratura. «Nessuno sciopero politico, ma la risposta a tagli che riteniamo punitivi», ha replicato l'Associazione nazionale magistrati, per bocca del suo presidente Luca Palamara.
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Anche al Pd piace la censura: rifiutata tessera a vecchio militante

“I reati di opinione sono stati eliminati dal codice penale 50 anni fa. Riproporli oggi sarebbe una assurdità”. Un vecchio militante del Partito Democratico denuncia il trattamento ricevuto dal partito: negata la tessera per critiche a mezzo stampa “Sei il direttore di un giornale che non parla bene del Pd di Conversano“. Sentirsi riferire queste parole ed essere espulso dal partito nel quale si milita da sempre, magari per aver mosso delle critiche costruttive, non deve sicuramente generare una bella sensazione. E’ esattamente quanto successo ad Vitantonio Renna, uno dei soci fondatori del circolo del Pd di Conversano, una cittadina in provincia di Bari. Il partito gli ha rifiutato la tessera perchè sul giornale locale che dirige, Carta canta, ha in più occasioni criticato a gestione del partito. “Non ho mai offeso nessuno - ha spiegato – ma ho solo sollevato la questione di una mancanza di democrazia all’interno della mia forza politica“.
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Ma Tremonti lo sa come funziona la Costituzione?

Il superministro pronuncia frasi sconnesse su ipotetiche riforme della Legge fondamentale, del tutto impossibili se si hanno un minimo presente quali sono le basi del nostro sistema giuridico. I lacci e i lacciuoli. Mai che questa espressione così rodata ed efficace ci venisse a noia: perchè il problema, pare, è sempre li. Oggi Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia, a margine del G20 celebratosi in Corea del Sud, pensa di aver trovato la soluzione ai problemi dei tanti piccoli imprenditori, alla grande Italia produttiva soffocata nei rivoli della tentacolare burocrazia: serve una riforma costituzionale, per le libertà. “Il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti” scrive in proposito il Corriere della Sera “sono d’accordo su una misura straordinaria «per la libertà di impresa»: attraverso la modifica dell’articolo 41 della Costituzione, il provvedimento dovrebbe portare a una «sospensione di due-tre anni» delle autorizzazioni per le piccole e medie imprese, la ricerca e le attività artigiane.” Un provvedimento, nelle intenzioni del titolare dell’Economia, che sarà “limitato all’economia reale e non alla finanza e con l’urbanistica che abbia un regime a parte. Pensiamo a una radicale e totale autocertificazione per le pmi, l’artigianato e la ricerca con i controlli e verifica dei requisiti che va fatta ex post”.
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http://www.giornalettismo.com/archives/66075/tremonti-funziona-costituzione/

Medio Oriente: autopsia, attivisti uccisi da colpi sparati a bruciapelo

LONDRA - I pacifisti uccisi sulla Freedom Flotilla sono stati crivellati da 30 proiettili da 9 millimetri sparati a distanza ravvicinata. Lo rivelano i risultati dell'autopsia pubblicati in anteprima dal Guardian. Secondo il medico legale, cinque attivisti sono rimasti uccisi da colpi sparati alla testa. Questi risultati minano la ricostruzione dei fatti fornita da Israele, secondo cui i soldati spararono per legittima difesa. (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Medio-Oriente-autopsia-attivisti-uccisi-colpi-sparati-bruciapelo/05-06-2010/1-A_000109532.shtml

Usa - Cina: rapporti tesi dopo il rinnovo della vendita di armi a Taiwan

SINGAPORE - Il governo americano sta studiando nuove "opzioni" per punire la Corea del Nord, ma Washington continuera' a vendere armi a Taiwan, per quanto sia stata espressa disapprovazione dalla Cina. E' quanto ha ribadito il segretario alla Difesa Usa, Robert Gates. La decisione di proseguire questa politica ha spinto Pechino a sospendere le relazioni militari con gli Usa, e questa presa di posizione, secondo Gates "non contribuisce a rafforzare la stabilita' dell'Asia". (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Usa-Cina-rapporti-tesi-rinnovo-della-vendita-armi-Taiwan/05-06-2010/1-A_000109543.shtml

Iraq: incursione di Iran in Kurdistan

SULAIMANYAH - Incursione nel Kurdistan iracheno da parte delle truppe iraniane.Lo affermano fonti dei peshmerga curdi iracheni secondo il cui portavoce, Jabbar Yawar, ''da due giorni le forze iraniane sono presenti nel settore di Hajji Horman, a due-tre km in territorio iracheno''. Da alcuni giorni le forze di Teheran bombardano le zone al confine con il Kurdistan iracheno, dove si nascondono i combattenti del Pjak, movimento separatista curdo iraniano che opera a partire da basi situate nel Kurdistan iracheno. (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Iraq-incursione-Iran-Kurdistan/05-06-2010/1-A_000109573.shtml

MANOVRA: DL FA SALTARE 4,6 MLD INVESTIMENTI IN ENERGIE RINNOVABILI

(ASCA) - Roma - Con la manovra economica rischiano di saltare 4,6 miliardi di investimenti in fonti rinnovabili gia' attivati in project financing e almeno altrettanti per i quali sono in corso le istruttorie di finanziamento con le banche.E' quanto emerge da uno studio congiunto dell'Anev (la associazione che riunisce i produttori di energia eolica tra i quali Ansaldo, Alstom, E.On, Erg Renew, Gamesa, GE Energy, Iberdrola, Abb, Acea, Egl, Repower, Siemens, Sorgenia, Vestas) e dall'Associazione Bancaria Italiana che sara' pubblicato lunedi' prossimo e di cui l'ASCA ha avuto alcune anticipazioni.Lo studio, spiega uno degli estensori, ''contiene due dati fondamentali: il primo dato e' che con la sola pubblicazione del decreto rischiano di saltare 4,6 miliardi di euro di progetti gia' tutti finanziati. Per questi progetti si rischia semplicemente il default. Non solo, ma ci sono altri investimenti, per un ammontare almeno altrettanto importante, per i quali si e' in questo momento in fase di closing con le banche e che sono anche questi destinati a saltare''.Il secondo dato, prosegue, e' ''l'assurdita' concettuale del provvedimento che non fa risparmiare una lira allo Stato e, anzi, fa un danno in termini di gettito per i mancati investimenti'' oltre a ''mettere a rischio 25.000 posti di lavoro nel settore come abbiamo gia' denunciato nei giorni scorsi''.
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Gaza, Israele intercetta la 'Rachel Corrie': minacciato l'abbordaggio

Larnaca, 5 giu. - (Adnkronos/Ign) - La marina israeliana ha intercettato la nave irlandese Rachel Corrie al largo delle coste di Gaza, ma non l'hanno abbordata. "Non sono stati abbordati, sono seguiti", ha detto una portavoce del Free Gaza Movement, Greta Berlin, che è in contatto con la nave, citata sul sito di Haaretz. Il comitato d'accoglienza palestinese che aspetta la nave sulla costa di Gaza, afferma che il cargo è stato affiancato da tre unità navali israeliane a 34 miglia dalla costa, quindi in acque internazionali.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Gaza-Israele-intercetta-la-Rachel-Corrie-minacciato-labbordaggio_496493557.html

Roma: trans trovata impiccata in casa a Tor di Quinto, e' giallo

Roma, 5 giu. - (Adnkronos) - E' giallo sulla morte di una transessuale brasiliana di 26 anni, Andre' Magalhaes in arte Roberta, che ieri e' stata trovata impiccata con un filo elettrico nella sua abitazione di viale Tor di Quinto, a Roma. Fino a non molto tempo fa Roberta abitava in via Due Ponti, nello stesso comprensorio di Brenda, la trans trovata morta per asfissia nel suo appartamento lo scorso 20 novembre e coinvolta nel caso Marrazzo. Un particolare che ha spinto gli investigatori della Squadra Mobile di Roma, diretti da Vittorio Rizzi, ad approfondire la vicenda. Ora si attendono gli esiti dell'autopsia.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Roma-trans-trovata-impiccata-in-casa-a-Tor-di-Quinto-e-giallo_496910854.html

venerdì 4 giugno 2010

L’Italia s’è cinta la testa dell’Elmo di Scipio o della Kippah di Israele?

Viste le circostanze proponiamo questo piccolo cambiamento all’inno di Mameli, almeno fino a quando le politiche del governo italiano sono quelle che sono. L’attacco di Israele contro Freedom Flotilla, che probabilmente rimarrà nella storia del secolo per la sua ferocia inaudita, ha messo in evidenza ancora una volta la particolare debolezza del governo di Roma nei confronti dell’arrogante regime israeliano. Le cose sono andate così. Poche ore dopo l’attacco al convoglio e quando il mondo sta condannando Israele e persino in Europa paesi come Spagna, Francia e Svezia stanno convocando gli ambasciatori israeliani per esprimere la propria protesta, il sottosegretario Mantica tentenna dicendo che non ci sono gli elementi necessari per giudicare la questione(19 morti più il video dell’aggressione israeliana non sono elementi necessari), e il suo commento il giorno dopo viene definito “vergognoso” dalla sezione italiana di Freedom Flotilla. Frattini dice che in ogni caso l’uccisione di civili è inacettabile e già è qualcosa ma la diplomazia italiana torna sul binario di Israele quando si augura che i sei attivisti italiani arrestati da Israele decidano di essere espulsi subito e cioè sottoscrivano un documento in cui riconoscono di essere stati colpevoli di aver voluto entrare in Israele in maniera illegale. In altre parole Frattini auspica che gli italiani facciano il comodo di Israele per essere liberati ma poi si apprende che nessuno dei sei italiani è disposto a sottoscrivere tale dichiarazione preferendo la detenzione.
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Inchiesta G8: Anemone non risponde a pm

PERUGIA - Si e' avvalso della facolta' di non rispondere l'imprenditore Diego Anemone, arrivato questa mattina in Procura a Perugia. Anemone e' al centro dell'inchiesta sui Grandi eventi. (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Inchiesta-Anemone-non-risponde-pm/04-06-2010/1-A_000109348.shtml

Donne e pensioni, dall‘800 al 2000

La Commissione Europea ci manda un nuovo ultimatum: sono inammissibili le misure adottate da Sacconi e Brunetta, per adeguare entro il 2018 l’età della pensione delle donne alla stessa età prevista per gli uomini, cioè a 65 anni. Perché si tratta di una norma discriminatoria. Detta così, molte donne italiane sorrideranno amaro. Discriminatorio il fatto di andare in pensione prima degli uomini? Sì. Intanto perché così, dopo retribuzioni più basse, lo sono anche le pensioni. E poi perché queste norme sono un retaggio antico, un “regalo” per le donne che lavorano che – come molte sanno bene – lavorano due volte, anzi tre o quattro: sul posto di lavoro, ma anche come mamme che accudiscono figli troppo spesso “dimenticati” da padri indaffarati. Mogli che accudiscono casa e marito. Figlie che si prendono cura di genitori quando non dei suoceri. Un regalo leggermente avvelenato: perché così le giovani nonne hanno anche più tempo per seguire gli adorati nipotini. Una vecchia storia, questo welfare in salsa italiana che – nel solco di una tradizione politica bipartisan – tanto piace al ministro Sacconi, che ci ha scritto un pomposo libro bianco che in due parole dice: il welfare pubblico costa troppo, il lavoro di cura lo facciano le famiglie. Cioè le donne. Una trappola in cui purtroppo molte cadono: il “privilegio” di essere l’angelo della casa, della famiglia, la custode del desco, del nido piace. Forse perché fanno finta di non vederne il paternalismo, l’implicito “stai al posto tuo, carina”.
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Effetti collaterali

Il blocco degli stipendi costa 1.700 euro a testa

ROMA - Da qui a tre anni gli stipendi degli statali perderanno, in media 1.700 euro. Soldi che sarebbero dovuti arrivare nelle buste paga dei dipendenti pubblici entro il 2012 grazie ai rinnovi contrattuali e alle normali progressioni di carriera, ma che il vento della manovra correttiva ha spinto via lontano. I redditi degli statali resteranno fermi, insensibili al costo della vita: così ha deciso la Finanziaria che dovrà mettere in sesto i conti dello Stato. Pochi tagli veri e propri, ma tanti pesanti freni: dalla sanità alla scuola, dai ministeri agli enti locali, alla magistratura.Meno soldi, ma in diversi casi anche meno lavoro: uno studio della Flc-Cgil stima, per esempio, che alla fine di questo buio periodo, l'Università si sveglierà con 26.500 precari in meno, occupati mandati a casa alla scadenza del tempo determinato. Di questi 20 mila sono docenti a contratto.Meno soldi, ma anche meno formazione: la manovra prevede che a partire dal gennaio 2011 le risorse destinate a tale voce siano tagliate del 50 per cento. Per la scuola, ciò vuol dire che i milioni a disposizione dagli attuali 8 diventino 4. E che - considerati tutti i lavoratori dalle elementari alle superiori - l'investimento pro capite sarà di 5 euro a lavoratore.
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http://www.repubblica.it/economia/2010/06/04/news/costp_blocco_stipendi-4560058/

Scoppia un caso su Saviano - La Rai taglia la trasmissione

ROMA - Come il sarto di Gomorra, anche la Rai si prepara a usare le forbici. Contro Roberto Saviano. La trasmissione che lo scrittore condurrà su Raitre con Fabio Fazio rischia di essere ridimensionata, passando da 4 serate a due. Taglio netto. Che non si giustifica soltanto con la pubblica idiosincrasia manifestata dalla maggioranza e da Berlusconi per l'autore del best seller sulla criminalità organizzata. A Viale Mazzini infatti sono arrivate indiscrezioni sugli argomenti che Saviano vuole trattare in "Vieni via con me", il nome del programma. Una puntata sarà dedicata a Piergiorgio Welby, il malato che chiese e ottenne la sospensione dell'alimentazione forzata per morire. Un'altra alla 'ndrangheta. Ma sono i titoli delle altre serate ad attivare le antenne dei dirigenti al settimo piano. Saviano sta scrivendo due puntate che possono gettare un'ombra sui fiori all'occhiello del governo Berlusconi, peraltro già appassiti dopo l'inchiesta sulla cricca e Guido Bertolaso: una sulla ricostruzione post terremoto in Abruzzo, la seconda sulla vicenda dei rifiuti in Campania. Nella squadra di Fazio e Saviano l'allarme è già scattato. E la reazione a caldo è da arma finale. "Se ci tolgono due puntate non vanno in onda neanche le altre. Il programma non si fa", tuonano. O tutto il pacchetto o niente. Anche perché la scelta della Rai sarebbe inspiegabile dal punto di vista aziendale. Gli special di Saviano a "Che tempo che fa" hanno avuto enorme successo e la pubblicità per "Vieni via con me" si vende come il pane. Cancellare o ridimensionare la trasmissione è un autogol economico. CONTINUA ...
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/04/news/scoppia_un_caso_su_saviano_la_rai_taglia_la_trasmissione-4560133/

Il pomodorino nelle mani delle mafie alla fine il prezzo finsice triplicato

FONDI (LATINA) - Il pomodorino non si ferma mai. Si sposta sempre, da sud a nord e da nord a sud, scavalca l'Appennino, attraversa lo Stretto. Percorre le strade d'Italia e chilometro dopo chilometro il suo prezzo sale, s'impenna. Più viaggia e più costa. È uno dei tanti miracoli della mafia. Parte e ritorna nello stesso posto, gira e rigira per finire sempre a un passo da dove è nato.Noi abbiamo seguito il cammino di un "ciliegino", quello cresciuto nelle terre del signor Antonio di Fondi, tre ettari in mezzo alla magnifica valle di contrada San Raffaele. Campagna buona, zolle profumate, in fondo c'è il mare che entra fra le dune di sabbia. Il signor Antonio ha venduto i suoi pomodorini a 85 centesimi il chilo al grande circo dell'orto e della frutta e, tre giorni dopo, li ha ricomprati a 2,58 euro "da Enzo" che ha una piccola bottega sulla provinciale per Sperlonga. Tre volte di più a neanche due chilometri dalle sue serre. È l'incredibile andata e ritorno del "ciliegino" dei boss, è la tassa che fa diventare carissima la nostra tavola. Lasciando i campi di Antonio ci siamo addentrati nel labirinto di un grande affare criminale e ci siamo persi in una giungla di prezzi e di camion, di balzelli e di ricatti. Tutto sembra in ordine, tutto è avvolto dal silenzio, tutto è sotto gli occhi di tutti. Ma è davvero così?
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http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/04/news/il_pomodorino_nelle_mani_delle_mafie_alla_fine_il_prezzo_finsice_triplicato-4560777/

Altro che manovra: al ministero aumentano i dirigenti!

Al dicastero guidato da Matteoli si fanno spazio manager freschi di nomina che scavalcano tutti gli altri. Con l’avallo del ministro Brunetta.
Assomiglia un po’ al gioco delle tre carte: diminuire gli stipendi per i manager pubblici, ma aumentarne il numero. E’ questo il sospetto che qualcuno comincia ad alimentare. Il rischio è che ciò si verifichi proprio in sede ministeriale. Al ministero dell’Ambiente il delitto ai danni del rigore finanziario evocato dalla recente manovra economica potrebbe già essere stato commesso.
NUOVI DIRIGENTI – A lanciare l’allarme sono i parlamentari dell’opposizione. “Ai cittadini, specie agli impiegati della pubblica amministrazione, si impone una manovra lacrime e sangue - denunciano i senatori del Pd, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, preannunciando un’interrogazione parlamentare al premier Silvio Berlusconi - ma ai piani alti del ministero dell’Ambiente è tutta un’altra musica, con la nomina di nuovi direttori generali che declassano altri già presenti assumendone le funzioni e duplicando gli stipendi. Ci si domanda con che coraggio si possa in un periodo come questo dare un simile spettacolo, sperperando centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici“.
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http://www.giornalettismo.com/archives/65771/altro-manovra-ministero-aumentano/

D’Addario e il sex gate, nell’indagine anche le notizie passate a Libero

Cade a Bari l’accusa di stalking nei confronti del tenente colonnello Paglino. E crolla anche l’ipotesi di complotto internazionale avallata da Panorama e Libero nel caso D’Addario. Il quotidiano di Belpietro interessato alle indagini su Vendola.
Nei confronti del tenente colonnello della Guardia di Finanza, Salvatore Paglino, la Procura di Bari non ha raccolto indizi gravi tali da poter contestare il reato di stalking: lo scrive – a quanto si è saputo – il gip Sergio Di Paola nel provvedimento di arresti domiciliari notificato la sera dell’1 giugno scorso all’ufficiale.
RESTA L’ACCUSA DI PECULATO – Paglino è stato arrestato per peculato (per l’utilizzo di telefono e auto di servizio), mentre è indagato a piede libero per episodi di stalking ai danni della escort barese Terry De Nicolò – che ha rivelato in alcune interviste di essere stata perseguitata dall’ufficiale – e di una giornalista, e per rivelazioni di segreto d’ufficio in favore di tre croniste, una delle quali – secondo la Procura - è anche la vittima di stalking. Il giudice non ha accolto la richiesta di arresto per lo stalking per difetto dell’elemento psicologico, esprimendo dubbi sul fatto che la giornalista sia stata realmente vittima della persecuzione compiuta dall’ufficiale anche perchè la donna, subito dopo le presunte molestie ricevute, cercava l’ufficiale per avere notizie; per la contestazione di stalking, di cui è vittima la escort, il giudice ha ritenuto mancanti le minacce e il cambiamento dello stile di vita da parte della donna a causa del presunto stalking. Paglino sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia domani mattina nel Palazzo di giustizia di Bari.
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Cronacadi Redazione Nastri di Fassino: dopo Paolo Berlusconi spunta anche Ghedini

Nel caso delle telefonate pubblicate sul Giornale che riguardavano l’ex segretario dei Ds fa capolino anche l’avvocato del Premier. Intanto il fratello ammette alcuni incontri con Favata.
Paolo Berlusconi ammette: è stato il tramite tra la Rcs e Palazzo Chigi in una trattativa d’affari per portare un appalto che riguardava la Romania alla società milanese che si occupava delle intercettazioni della Procura di Milano. Ma nega l’incontro ad Arcore in cui sarebbe arrivato il passaggio di telefonate con i Berlusconi. E intanto nella storia spunta anche un ruolo per l’avvocato del premier, Niccolò Ghedini. Che non si è ancora presentato a testimoniare adducendo motivi personali.
PAOLO NON RICORDA – In una deposizione scritta rilasciata ai magistrati, Paolo Berlusconi dice di ricordare di aver svolto un ruolo nella questione degli appalti della Rcs, tanto da aver aiutato l’azienda a incontrare a Palazzo Grazioli Valentino Valentini, il sottosegretario alla presidenza del consiglio. Ma nega, ovviamente, le circostanze che portarono alla pubblicazione, da parte del Giornale, della telefonata tra Fassino e Consorte nel quale il segretario dei DS si vantava di “avere una banca”. L’appalto, comunque, non si sbloccò, e per questo Paolo è indagato dalla procura per aver preso dei soldi promettendo un’intermediazione svolta poi senza alcun successo. Poi c’è l’accusa di ricettazione, per quanto riguarda i nastri, per la quale i magistrati cercano ulteriori prove.
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Spunta la seconda lista della cricca: nomi eccellenti e cifre a sei zeri

E’ di nuovo mistero intorno ai documenti ritrovati nell’indagine sul G8. Gli inquirenti cercano di accertare casi di corruzione. E intanto continuano a indagare su Propaganda Fide.
Decine e decine di lavori della lista Anemone non sono mai stati pagati, oppure sono stati versati molti meno denari in pagamento rispetto ai valori di mercato dell’esecuzione delle opere. L’inchiesta sul costruttore che, servendosi di Angelo Zampolini, si era creato una fitta rete di relazioni a Roma tra governo e Vaticano continua a rimbalazare attorno agli elenchi di nomi: gli inquirenti stanno cercando di capire cosa significhino e che ci sia dietro.
LA NUOVA LISTA – Ma gli inquirenti lavorano anche ad un altro aspetto della faccenda. Ovvero, a una “nuova” lista ritrovata negli uffici di un geometra della ditta di Anemone: una trentina di nomi con cifre corrispondenti accanto, che adesso dovrà essere decifrata e compresa. I nomi stavolta sono tutti “eccellenti”, ovvero al loro interno non ci sono molti perfetti sconosciuti come nel primo listone, ma i “clienti” stavolta sarebbero tutti vip. Si cerca di capire se questi abbiano avuto incarichi di consulenza o se abbiano dato qualcosa in cambio al costruttore, abusando del loro potere.E’ stato nel frattempo ascoltato il fratello di Diego, Daniele, che ha detto che nelle liste erano presenti soltanto sopralluoghi e preventivi effettuati per conto di clienti che poi non hanno voluto dare seguito ai lavori.
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http://www.giornalettismo.com/archives/65915/anemone-spunta-seconda-lista/

giovedì 3 giugno 2010

Tanto vale lassà perde'

COMMISSIONE D'INCHIESTA ...

LA CASTA POLITICA ...

Allarme famacie: con la manovra 1 su 4 potrebbe chiudere

ROMA - Anche il settore delle farmacie è in fibrillazione, con la manovra finanziaria presentata dal governo. Infatti c'è il rischio che la forte riduzione di spesa imposta alle Regioni abbia effetti negativi anche sui rimborsi per le farmacie, che già non sono puntuali. E questo, dice Federfarma, potrebbe causare la chiusura di circa il 25% delle farmacie private italiane. In questa maniera, i più colpiti sarebbero gli anziani, per i quali si ridurrebbe la possibilità di avere una vicina farmacia a portata di mano; una necessità importante per chi è facilmente soggetto a malanni e ha problemi a spostarsi. Uguale allarme viene lanciato da Assogenerici, l'associazione che raduna tutti i produttori di farmaci generici, cioè quei farmaci che, pur avendo la stessa composizione e la stessa posologia di farmaci di marca, costano un terzo e anche meno. Tutt'ora il 90% delle prescrizioni mediche riguardano farmaci che si trovano anche come generici (per non parlare di tutti i farmaci da banco che non richiedono prescrizione) - si lamenta Assogenerici - eppurre l'Italia è ultima in Europa come vendita di questa tipologia di farmaci.
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Manovra economica, i magistrati proclamano lo sciopero

ROMA – Magistrati italiani in sciopero. La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati, assieme alle altre magistrature, ha deciso di proclamare uno sciopero “contro gli effetti della manovra economica da circa 25 miliardi di euro varata dal Governo”. I vertici dell'Anm, durante una riunione che si è tenuta oggi, hanno deliberato “l'organizzazione di giornate di mobilitazione e di protesta con la sospensione delle attività di supplenza, con le modalità e i tempi” che verranno proposti al Comitato direttivo centrale convocato per sabato prossimo. In una nota stilata dalla Giunta del sindacato delle toghe, i magistrati fanno sapere che “sono consapevoli della crisi economica in cui versa il Paese e non intendono sottrarsi al loro dovere di cittadini e di contribuenti, ma devono denunciare che le misure approvate dal Governo sono ingiustamente punitive nei loro confronti e di tutto il settore pubblico”.La manovra varata dal Governo, infatti, secondo l'Associazione magistrati, “incide unicamente sul pubblico impiego, senza colpire gli evasori fiscali (già beneficiati da numerosi condoni), i patrimoni illeciti, le grandi rendite e le ricchezze del settore privato; paralizza l'intero sistema giudiziario e scredita e mortifica il personale amministrativo, svilisce la dignità della funzione giudiziaria e mina l'indipendenza e l'autonomia della magistratura”.
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Rai, nuove regole per le docufiction: Berlusconi salterà sulla sedia

Diramati i criteri per giudicare se una “drammatizzazione di vicenda giudiziaria” possa essere giudicata illegittima. C’è di che far gongolare Santoro, e dannare i suoi avversari. Era successo tutto in una settimana. Il 12 dicembre del 2009 il CDA Rai, con voto unanime, aveva bloccato l’utilizzo delle famigerate “docufiction” nei programmi del servizio pubblico. Pochi giorni prima, ad Annozero Michele Santoro aveva mandato in diretta una ricostruzione del processo Mills, spingendosi fino a mettere in scena la deposizione di Gaspare Spatuzza. Una produzione di grande impatto: via, bloccare tutto, dunque. “Non ci risulta che vi siano leggi, sentenze o regolamenti di qualsivoglia autorità che impediscano di fare cronaca giudiziaria con l’ uso di attori”, faceva però notare Michele Santoro. Era vero solo in parte: nel maggio dell’anno precedente era entrato in vigore il “Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive”: mancava però il Comitato per l’Applicazione del Codice, da istituirsi presso l’AgCom; comitato che viene inaugurato esattamente cinque giorni dopo, il 17 dicembre, col “compito di verificare eventuali violazioni del Codice di Autoregolamentazione”.
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Mancato allarme a L'Aquila: indagata la "Grandi Rischi"

L'AQUILA - Omicidio colposo: è l'accusa rivolta dalla procura dell'Aquila ai membri della Commissione Grandi Rischi che il 31 marzo scorso, 6 giorni prima del terremoto che sconvolse L'Aquila, parteciparono alla riunione che si tenne nel capoluogo abruzzese. Tra gli indagati, sette persone in tutto, ci sarebbero alcuni funzionari ai vertici del Dipartimento della Protezione Civile e dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Gli ufficiali di polizia giudiziaria stanno notificando in queste ore gli avvisi di garanzia. «Io in quella sera del 31 marzo ero il vaso di coccio che faceva domande, ma ricordo molto bene le parole di Enzo Boschi dell'Ingv: "ma che volete, all'Aquila prima o poi un terremoto arriva.."» ha raccontato il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente.
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http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_03/terremoto-abruzzo-indagati_66046824-6f04-11df-bfef-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano

Il vescovo e il palazzo «svenduto» a Lunardi

ROMA — C’è un monsignore che gestiva le case in affitto per conto della congregazione Propaganda Fide ed era in contatto con Angelo Balducci e Diego Anemone. A parlare di lui davanti ai magistrati di Perugia è stato l’architetto Angelo Zampolini, al quale i due avevano affidato il compito di curare le operazioni immobiliari. «Si occupava delle assegnazioni, mentre i contratti di vendita erano firmati dal cardinale Crescenzio Sepe. Nel 2004 fu proprio lui a cedere all’allora ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi il palazzo di via dei Prefetti», ha raccontato. Uno stabile che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato acquistato a un quarto del suo valore effettivo. Un «favore» che l’alto prelato—attualmente arcivescovo di Napoli — avrebbe fatto anche su pressione dello stesso Balducci, da lui stesso inserito nel comitato dei saggi dell’istituto religioso. Lunardi ha sempre smentito di aver ottenuto sconti o trattamenti privilegiati, ma su quell’acquisto si continua a indagare visto che fu proprio Zampolini a curare la trattativa.
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http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_03/Il-vescovo-e-il-palazzo-svenduto-a-Lunardi-fiorenza-sarzanini_9172ec7c-6ecf-11df-bfef-00144f02aabe.shtml

Tv: autorita' sul digitale, via libera piano frequenze

ROMA - Approvato il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive (PNAF) per il digitale terrestre. Lo ha deciso il Consiglio dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabro'. Il Piano - spiega l'Agcom - si conforma ai principi di uso pluralistico ed efficiente delle frequenze su tutto il territorio, fornendo i criteri tecnici e metodologici per la pianificazione, nazionale e locale. (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Politica/autorita-digitale-via-libera-piano-frequenze/03-06-2010/1-A_000109182.shtml

Terremoto L'Aquila: Protezione Civile, "Incomprensibile azione magistrati"

ROMA - La magistratura non puo' seguire nel suo lavoro gli umori e i desideri di una parte della popolazione. Lo scrive il Dipartimento della Protezione Civile commentando l'inchiesta che ha portato alla notifica della chiusura indagini per i membri della Commissione Grandi Rischi che il 31 marzo dell'anno scorso si riunirono a L'Aquila. ''Davvero non si comprende quale sia l'obiettivo della magistratura aquilana'', si legge. (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Terremoto-Aquila-Protezione-Civile-Incomprensibile-azione-magistrati/03-06-2010/1-A_000109215.shtml

Sì a inchiesta e stop embargo Gaza La Santa Sede 'condanna' Israele

Istanbul, 3 giu. (Adnkronos/Ign) - Il rappresentante alle Nazioni Unite di Ginevra, mons. Silvano Tomasi, ha espresso il proprio appoggio a un'inchiesta imparziale e trasparente sull'assalto dei militari israeliani alla nave delle ong che si stava dirigendo a Gaza con l'obiettivo di rompere l'embargo. Tomasi e' intervenuto alla riunione urgente che si e' tenuta sull'accaduto al Consiglio dei Diritti Umani in corso a Ginevra.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Si-a-inchiesta-e-stop-embargo-Gaza-La-Santa-Sede-condanna-Israele_486221967.html

Abusi su minori "di lieve entità": un problema?

ROMA - Nel ddl sulle intercettazioni telefoniche ci è finito un po' di tutto, ultimamente. Ma tra le norme che fanno discutere, ce n'è una che sta colpendo molto gli internauti: un emendamento che esclude dall'obbligo di arresto coloro che compiono abusi su minori definiti "di minore gravità". La discussione è sul fatto che non si può considerare uno stupro "di minore gravità"; men che meno se è fatto su un minore. O no?Se noi leggiamo l'articolo 609 bis e l'articolo 609 quater del Codice Penale, cioè quello che parla del reato di violenza sessuale e quello del rapporto sessuale consenziente con minori, al penultimo capoverso c'è scritto: "Nei casi di minore gravita’ le pena e’ diminuita fino a due terzi". Quindi è qualcosa che è già previsto dal Codice Penale. Ma non riguarda lo stupro bensì quegli atti che sono considerati violenza sessuale dal punto di vista penale, ma non nella mentalità comune. Mi spiego: se uno pensa alla violenza sessuale, pensa allo stupro, tentato o compiuto. Ma se io allungo la mano sul sedere di una donna, già questo è violenza sessuale, per il nostro Codice Penale. Ma è una violenza non paragonabile allo stupro vero e proprio. Ed allora ecco prevista l'ipotesi attenuata: se io commetto una vera violenza sessuale su un minore, vengo condannato - salvo riduzioni o aggravi - ad una pena che va dai 6 ai 12 anni; se allungo la mano sulle parti intime e mi fermo lì, vengo condannato ad una pena che va dai 2 ai 4 anni. Se si mette l'obbligo di arresto immediato in tutti i casi di violenza sessuale su minori, anche in questo caso ci dovrebbe essere l'arresto; che tuttavia non è ammesso come obbligatorio per tutti i reati con pena massima pari a 4 anni. La cosa potrebbe generare ricorsi in Cassazione e davanti la Corte Costituzionale.
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Il Pd litiga anche per la sua festa "Torniamo a chiamarla dell'Unità"

BOLOGNA, 3 giugno 2010 - L’UNITÀ vorrebbe che le feste del Pd tornassero al marchio d’origine. Da tempo, ormai, hanno altri nomi: a Modena e Reggio Emilia, dove si mettono assieme kermesse gigantesche e la capacità di organizzazione è più forte che altrove, da tempo il nome è FestaModena, o FestaReggio. Perchè allora tornare alla «denominazione d’origine»? Lo spiega sull’Unità Onide Donati, in un editoriale sull’edizione dell’Emilia Romagna. «In questi giorni — scrive — si svolgono tante feste organizzate dal Pd che, nell’immaginario collettivo, restano ‘le feste dell’Unità’. Chissà perché, un bel giorno, si è deciso che si dovesse dismettere il marchio l’Unità per sostituirlo con denominazioni anonime e scialbe, senza storia e memoria. Lo sappiamo - sostiene l’Unità - che il Pd è, ancora, un’incompiuta... ma questo nuovismo politicamente corretto non piace a nessuno; ed è illusorio pensare che accantonando simboli e padri nobili, le sorti del Pd potranno d’un tratto diventare magnifiche e progressive».
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Manovra, i tagli alla politica? Sono l’uno per mille del totale

I conti li fa il quotidiano Europa, che pubblica anche un interessante grafico, riferendosi alla parata del 2 giugno e ricordando in che misura i tagli colpiranno la politica e, ad esempio, i dipendenti delle Forze Armate. “Dunque, 421 milioni di tagli per i militari che sfilavano, 11 milioni per la politica che li applaudiva. E zero tagli per l’uomo che ieri mattina appariva il più felice di tutti, cioè l’intoccato e intoccabile presidente del consiglio. Raccomandiamo la semplice visione della tabella a fianco a tutti coloro che pensano e scrivono che questa è una manovra «contro la casta». Una scemenza che potete leggere sul Giornale, con qualche dubbio in più su Libero, e che vi verrà riproposta nel prossimo fine settimana se incrocerete i gazebo dei circoli della Brambilla. A lei, oltre che a Minzolini, Berlusconi ha ordinato di diffondere il messaggio: il governo colpisce i privilegiati“, dice Europa.
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“La legge-bavaglio ostacola le indagini su Falcone e Borsellino”

Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo, si scaglia contro l’emendamento che stabilisce il segreto di Stato per le comunicazioni degli agenti segreti. E sulle stragi confessa: “Un problema trovare le prove”. «Se viene approvato l’emendamento, avremo una opportunità investigativa in meno. Tutti chiedono la verità su quella stagione. Ci vorrebbe una maggiore attenzione per favorire le indagini anzichè ostacolarle». Lo dice in un’intervista alla Stampa il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, che indaga sulla «trattativa» tra Cosa Nostra e pezzi dello Stato tra ‘92 e ‘93 a proposito dell’emendamento sulle intercettazioni che stabilisce di opporre il segreto di Stato per le comunicazioni degli 007.
CIANCIMINO PADRE NON CREDIBILE – Sulle dichiarazioni che Vito Ciancimino, l’ex sindaco mafioso di Palermo, rese nell’interrogatorio del 17 marzo del 1993, in cui svelò l’esistenza della trattativa con il Ros dei carabinieri e parlò dell’identità del mediatore-ambasciatore dei Corleonesi, Antonino Cinà, Ingroia spiega che «era venuto meno il presupposto di credibilità». «Non volle mai riconoscere i suoi rapporti con Cosa nostra. Per quasi un anno lo interrogammo – spiega - e si riteneva già un collaboratore per i suoi rapporti con i carabinieri. Erano già diverse settimane che lo andavamo a sentire a Rebibbia, e avremmo continuato a farlo fino al 1994. Per mesi e mesi, Ciancimino provò a dimostrare la sua volontà a collaborare. Certo – prosegue -, ci raccontò dei contatti con i carabinieri del Ros ma li rappresentò in funzione di un piano per infiltrarsi dentro Cosa nostra. Che credibilità poteva avere quando denigrava Falcone, accusandolo di essere manovrato da Andreotti?».
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Pensioni: Sgarbi prende 8mila euro al mese, il Giornale se ne dimentica

Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri pubblica i nomi degli ex parlamentari che ricevono un cospicuo assegno mensile “a vita”. Stando attento a tutelare gli amici.
Ricordate il regista Pasquale Squitieri? E il giornalista del Tg1 Demetrio Volcic? Beh, molti di voi sicuramente sì. E’ a loro che fa riferimento il giornale della famiglia Berlusconi nel titolare oggi, a pagina 11, l’articolo che riguarda i “pensionati vip” del parlamento italiano. Eppure ci sarebbero molti personaggi ben più noti da citare e che vengono omessi.Scorrendo l’elenco pubblicato oggi dal Giornale, la sesta ed ultima tranche di nomi (complessivamente 2.238) di ex deputati e senatori che godono degli assegni mensili, si scopre che uomini molto più in vista avrebbero dato maggior risalto alla notizia.
PIU’ NOTI – Tra i destinatari di quelle pensioni che, come sottolinea il giornale diretto da Vittorio Feltri, sono costate alle casse dello stato ben 219 milioni di euro solo nell’ultimo anno non ci sono solo illustri sconosciuti. Nella lista pubblicata (che contiene i dati relativi all’anno 2007) spicca Vittorio Sgarbi, che porta a casa 8.455 euro lordi mensili, c’è l’avvocato Carlo Taormina, che riceve un assegno di 3.108 euro, l’ex ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani (6.590 euro), Walter Veltroni (tre anni fa non era parlamentare, oltre 9.000 euro lordi), l’ex ministro dell’Università e della Ricerca Ortensio Zecchino (circa 8.500 euro). Perchè non vengono citati nel pezzo? La domanda nasce spontanea.
RAI E FINIANI – Sicuramente tra amici e amici degli amici meglio citare – avranno pensato – l’ex giornalista Rai, militante nel Pds, e l’esponente di Alleanza Nazionale che incassa denaro pubblico pur essendo stato seduto in parlamento solo per mezza legislatura. L’elettore del Giornale, si sa, è molto esigente.
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Evasione, processi e condoni la "favola" fiscale del premier

NELLA sua breve e "inappellabile" telefonata a Ballarò 1 dell'altro ieri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fornito agli italiani due importanti "notizie". La prima in risposta ad una osservazione effettivamente sollevata in studio da chi scrive. "È una menzogna che io abbia fornito qualunque forma di giustificazione morale ai fenomeni di evasione fiscale". La seconda replicando ad un'accusa che invece nessuno gli aveva mosso: "Non ho mai evaso le tasse, né io né le mie aziende". GUARDA IL VIDEO 2Rispetto a queste affermazioni, e affidandosi esclusivamente ai fatti oggettivi della cronaca di questi anni, è utile ripercorrere tutto ciò che è realmente accaduto. Senza giudizi. Senza commenti. Ma attingendo semplicemente alle parole pronunciate dal premier, ai processi nei quali è stato ed è tuttora coinvolto, e ai condoni varati dai governi che ha presieduto.
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"Sulle tasse non mi hai difeso" tra Silvio e Giulio è nuova crisi

ROMA - "È inaccettabile: qualunque cosa accada al mondo, per la Rai è sempre colpa del sottoscritto!". Martedì sera, salotto di palazzo Grazioli. Il grande televisore al plasma è sintonizzato su Ballarò, seduto in poltrona Silvio Berlusconi segue la trasmissione di Floris in compagnia del cuoco Michele. È sempre più impaziente, si agita. A dar fede alla versione di alcuni uomini vicini al premier, a causare tanto nervosismo sarebbe l'atteggiamento "compiaciuto" del ministro dell'Economia, restio a rintuzzare con la dovuta durezza le accuse di Massimo Giannini sull'evasione fiscale e i dati di Nando Pagnoncelli. A scatenare la reazione indignata del premier, tanto da indurlo a telefonare in diretta al programma, dicono sia stata proprio la tabella sulla fiducia degli elettori nel leader. "Ma come? Mi fanno finire in fondo insieme a Montezemolo?". Per il premier si tratta di dati "fasulli", troppo distanti da quelli rilevati il 31 maggio dalla fidata Alessandra Ghisleri, dati montati ad arte per dar corpo ad "un'operazione politica di sputtanamento del governo e del suo leader". Un'operazione alla quale, secondo il Cavaliere, Tremonti non avrebbe opposto una resistenza convinta. Il giorno dopo né Floris né Pagnoncelli intendono tornare sulla polemica. "Non voglio entrare nell'agone politico - si schermisce il presidente di Ipsos - chiedo solo rispetto per me e per tutti i miei colleghi".
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Consensi a Pdl e Berlusconi ai minimi dal 2008 - democratici restano inchiodati al 27%

Esecutivo e premier poco sopra il 40% nel gradimento degli elettori; Pdl al 33% nelle intenzioni di voto: gli indicatori sullo stato di salute di governo e maggioranza sono al minimo della legislatura. Però il principale competitor di Berlusconi - il Pd di Bersani (27%) - non sembra trarne vantaggio. Questo quadro emerge da opinioni e intenzioni di voto espresse lontano da scadenze elettorali. Tuttavia, nell'Atlante Politico di Demos si rintracciano importanti segnali di cambiamento.
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http://www.repubblica.it/politica/2010/06/03/news/demos_3_giugno-4531495/

Tra manovra e intercettazioni il Cavaliere adesso è solo

In passato i nemici erano i pessimisti. Ma oggi tocca a lui predicare sacrifici: difficile farsi credere. La "svolta emotiva" colpisce soprattutto il premier, ritenuto colpevole di aver negato la crisi.
IL PREMIER è uno specialista di sondaggi. Ne conosce l'importanza, in quest'epoca senza ideologie, senza maestri e senza profeti. I sondaggi: servono a supplire a questo deficit di senso. A costruire consenso.Per questo non tollera "rappresentazioni della realtà" in contrasto con la sua narrazione. Soprattutto in tempi difficili. Quando incombe la crisi: sulle imprese e sui cittadini. A cui si chiedono sacrifici. Lacrime e sangue. Mentre governo e parlamento sono impegnati - un giorno sì e l'altro anche - a discutere una legge sulle intercettazioni, che interessa soprattutto a lui. Personalmente. Per questo gli saltano i nervi quando in tivù, a Ballarò, uno specialista serio, come Nando Pagnoncelli, attraverso i sondaggi di Ipsos, propone un'Italia delusa. Dal premier. Il fatto è che la nostra democrazia è fondata sull'Opinione Pubblica assai più che sul voto. E l'Opinione Pubblica si esprime attraverso i sondaggi e i media. Soprattutto la tivù. Ogni giorno. Per questo Berlusconi reagisce quando i sondaggi, attraverso i media, danno una rappresentazione dell'Opinione Pubblica - e della realtà - diversa da quella che lui vorrebbe. In contrasto con i suoi sondaggi, secondo i quali egli sarebbe amato da 2 italiani su 3. Anche se il suo partito personale, alle recenti elezioni regionali, si è fermato al 30% dei voti validi. Cioè: meno di un terzo dei due terzi degli elettori. Insomma, intorno al 20%. Da parte nostra, ci limitiamo - come sempre - a proporre i risultati di un sondaggio condotto nei giorni scorsi. Su un campione rappresentativo della popolazione (poco più di 1000 persone). Attenti a rispettare criteri di rigore, nella rilevazione e nell'elaborazione. Indifferenti ai risultati. Non ci riguardano. Da molto tempo, d'altronde, forniscono indicazioni penose sul centrosinistra e sul Pd, in particolare. Questa volta, però, anche i dati sul premier e il governo appaiono negativi. Peggiori di quelli forniti da Ipsos. Secondo il sondaggio di Demos, infatti, la fiducia verso Berlusconi e il governo non è mai stata così bassa, dalla primavera del 2008. Dunque, da quando è in carica. Negli ultimi due anni, il premier aveva attraversato altri momenti difficili. Ma questo appare diverso. Perché non investe il "privato" di Berlusconi, ma il suo ruolo "pubblico" e di governo. Fino a ieri, gli elettori li tenevano distinti. Magari, non apprezzavano i comportamenti personali del premier, ma approvavano l'operato del governo. Oggi molto meno. L'azione del governo è valutata con un voto "sufficiente" (6 o più) da poco più 4 elettori su 10. Il dato più basso da due anni. Un orientamento analogo a quello verso Berlusconi, giudicato in modo "positivo" o "sufficiente" dal 43% degli elettori: 6 punti in meno rispetto a 4 mesi fa e quasi 10 rispetto a un anno fa. Ma, soprattutto, 7 meno di un mese fa. Quando superava, comunque, il 50%. Continua ...
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