La crisi picchia anche sulle cure. Meno attenzione agli alimenti, boom di antidepressivi e droga E i camici bianchi ora temono di sparire: "Soffriamo troppo "
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http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/392319/
Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
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Cosa Nostra non è stata debellata con la cattura di Riina e Provenzano, braccati per anni e arrestati all’improvviso quando hanno dimostrato di essere antiquati. Quella che è definitivamente morta e sepolta in Sicilia è la mafia rurale e primitiva che è stata processata e condannata dalle inchieste di Falcone e Borsellino, uccisi dai sicari della cosca più sanguinaria, i Corleonesi. Oggi la mafia è più viva e potente che mai, non si è volatilizzata solo perché non terrorizza e non compie stragi per eliminare i suoi nemici.
La mafia evita di ammazzare perché ha scelto di non esporsi ad eventuali ritorsioni dello Stato, non vuole essere visibile per dare l’impressione di non esistere più, ma in realtà preferisce ripararsi dietro una facciata apparentemente più rispettabile e borghese. Ciò vuol dire che Cosa Nostra non esiste più? No. La mafia ha solo imparato a dissimularsi ma continua ad agire indisturbata. L’assetto mafioso si è riciclato in una veste nuova. La mafia arcaica ha subito una rivoluzione che ha prodotto una profonda mutazione antropologica, la stessa che Pasolini ha descritto a proposito della società consumistica.
Dunque, la mafia si è adeguata alla globalizzazione, trasformandosi in una holding company, un’impresa multinazionale che comanda un impero economico mondiale ed è oggi la prima azienda del capitalismo italiano, una compagnia imprenditoriale che vanta il più ricco volume d’affari del Paese. La mafia è una potente società finanziaria che potremmo chiamare Mafia S.p.A.: una Società per Azioni. Ma si tratta di azioni criminali, come criminale è l’apparato capitalistico nel suo insieme, le cui ricchezze sono di origine dubbia: “Dietro ogni grande fortuna economica si annida un crimine”, scriveva Honoré de Balzac. Questa dotta citazione serve a chiarire come la matrice originaria della proprietà privata, del grande capitale insito nelle rendite finanziarie, sia sempre illecita, sospetta e delittuosa, in quanto scaturisce da un misfatto precedente che è sempre iniquo e violento, un atto di espropriazione violenta del prodotto sociale, cioè del valore creato dal lavoro collettivo. La sostanza del capitalismo è di per sé criminale.
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http://informarexresistere.fr/il-potere-occulto-della-mafia-e-della-massoneria.html
Serve il voto della deputata sudtirolese nella Bicamerale per il federalismo: così il premier offre anche la tv. Poi arriva Sgarbi a Bolzano e tira una bomba sulla convivenza: "Durnwalder come Hitler"
Ma il partito del controllo e del rigore nei conti, quanti soldi sperpera nella Tv di Stato?
L’importante è avere i riferimenti chiari e precisi. C’è il partito del rigore nei conti e il partito della spesa pubblica. Almeno, così Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, dice sempre: “Noi non siamo il partito della spesa pubblica, noi non metteremo le mani in tasca agli italiani per finanziare nuove spese”. Già. Dignitosissimo: meno Stato, settore pubblico al minimo, meno tasse. E’ un modo di gestire la politica economica del paese, ce ne sono vari. Eppure, per far sì che questo approccio sia davvero globale, e coerente, e dunque difendibile, bisognerebbe che chi lo porta avanti fosse davvero convinto di ciò che dice e fa, e seguisse questo tipo di linea guida in ogni momento del suo agire pubblico.
MULTONI MILIONARI – In effetti non sono solo le spese dirette a contare, gli stanziamenti cioè, i fondi attribuiti ad un certo capitolo di spesa. Ci sono anche le fuoriuscite di denaro dalla finestra, i costi per ripianare ai danni che si fanno. Che qualcuno, appunto, dovrà rifondere. Come i livelli dirigenziali della Rai che oggi sono stati condannati dalla Corte dei Conti ad un risarcimento monstre per danno erariale.
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Gli uomini di chiesa che si sono macchiati di crimini sessuali contro ibambini non vengono monitorati? Gli avvocati delle vittime fanno una lista di nomi e indirizzi.
Carl Suthfin una decina di anni fa è stato accusato di aver molestato sei bambini. Ora vive in una casamobile in un quartiere residenziale e nessun reato gli è stato contestato, per decorrenza dei termini. Suthfin, che è stato accusato da 18 persone, non nega. “La chiesa potere agire prima. Invece non ha fatto niente.” Lui è solo uno dei tanti preti accusati di violenza sui minori nell’Arcidiocesi di Los Angelesnegli ultimi vent’anni e che ora vanno in giro per il paese senza alcun controllo da parte delle autorità. Le parti civili coinvolte in questi casi hanno stilato un database con gli indirizzi dei sacerdoti e degli uomini di chiesa che si sono resi colpevoli di violenze sui minori. Dei 233 preti presenti nella lista, 50 vivono senza controllo in California, mentre altri 15 stanno in Maryland, Texas e Montana. 80 sono sfuggiti ai controlli e circa 80 sono morti.
DIRITTO A RIFARSI UNA VITA – L’avvocato di parte civile Raymond Boucher spiega come questa sia la prima volta che si cerca di stilare una lista di preti pedofili “Molti di loro insegnano a scuola, stanno nei centri diurni e costituiscono una bomba che può scoppiare da un momento all’altro. L’unico modo che la comunità ha per proteggersi è avere una lista completa dei loro nomi e cognomi.” L’Arcidiocesi, che per mettere a tacere tutto a suo tempo ha sborsato 660 milioni di dollari, per bocca dei suoi legali fa ora sapere di avere intenzione rendere noti alcuni documenti riguardanti 200 casi di molestia, che hanno coinvolto altrettanti sacerdoti. I quali non ci stanno, appellandosi al fatto che non si possono mettere sotto controllo i cittadini, perché ciò minerebbe i loro diritti costituzionali. E i diritti dei bambini che sono stati violentati?
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http://www.giornalettismo.com/archives/116696/il-primo-database-dei-preti-pedofili/
L’azzeramento del Dipartimento di Sicurezza dello Stato era una delle richieste chiave dell’opposizione che ha costretto lo storico presidente Ben Ali a fuggire dal paese
I leader provvisori della Tunisia sciolgono i servizi segreti. L’agenzia segreta di polizia è accusata di aver commesso violazioni dei diritti umani durante i 23 anni di governo diZine el-Abidine Ben Ali, lo storico presidente in sella dal novembre 1987 fino al 14 gennaio scorso, costretto ad abbandonare il paese dopo la pesante rivolta contro il suo regime scoppiata in tutto il paese.
VIA I SERVIZI SEGRETI – Il primo ministro ad interim Caid Essebsi ha appena annunciato un nuovo governo, il terzo da quando la Tunisia non è più guidata da Ben Ali, fuggito in esilio aJedda, Arabia Saudita. Dell’esecutivo non fa parte nessuno dei rappresentanti del vecchio regime. La compagine governativa, che avrà il compito di accompagnare il paese alle elezioni previste per il 24 luglio, dice addio al Dipartimento di Sicurezza dello Stato. La decisione è stata definita come una “rottura definitiva con ogni forma di organizzazione simile alla polizia politica, sia a livello di struttura, che di missione o pratica”. “Queste misure sono in sintonia con i valori della rivoluzione, del rispetto della legge e dell’instaurazione di un clima di fiducia e trasparenza nel rapporto tra i servizi di sicurezza e i cittadini”, ha fatto sapere il ministro. La polizia segreta avrebbe avuto un ruolo chiave nel tentativo di sopprimere l’opposizione.
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http://www.giornalettismo.com/archives/116723/tunisia-governo-scioglie-servizi-segreti/
Secondo la stampa israeliana i servizi segreti di questo regime lavorano per il Colonnello libico ai danni dei rivoluzionari. La rivelazione: Mercenari reclutati da Global Cst - Il via libera dallo stesso Netanyahu per evitare la vittoria degli islamici
Secondo il quotidiano Maariv quei mercenari, africani ma non soltanto, che stanno combattendo in Libia per cercare di salvare Gheddafi sarebbero stati reclutati da una famosa organizzazione di Tel Aviv. Su richiesta del leader libico. E con il beneplacito delle più alte sfere del regime Netanyahu. Negli anni Ottanta, quando la Giamahiria figurava tra gli stati del cosiddetto «Asse del male», Yehezkel Dror, professore emerito dell'Università ebraica di Gerusalemme e consulente del Ministero della Guerra israeliano, disse che «se non fosse esistito, il leader libico andava inventato».
La spiegazione: essendo molto meno pericoloso di quello che appariva, consentiva all'Occidente di flettere i muscoli quando con altri paesi nemici di Usa e Israele sarebbe stato, dal punto di vista strategico, molto rischioso. Con il tempo, il nome della Libia fu tolto dalla lavagna nera dei paesi nemici, anche perché, si diceva, costituiva un baluardo contro l'avanzata dell'Islam in Africa del Nord. E sarebbe proprio per questo motivo che Israele avrebbe voluto mantenerlo sul trono della Giamahiria. Giorni fa la tv araba Al Jazeera raccontò di aver saputo da un non meglio identificato giornalista del quotidiano Yediot Aharonot una storia che ha dell'incredibile. I118 febbraio il premier israeliano avrebbe riunito attorno a sé i suoi colleghi della Guerra Ehud Barak, degli Esteri Avigdor Lieberman e il capo dell'intelligence militare, generale Aviv Cochavi.
Dovevano decidere su una richiesta arrivata da uno dei capi dei servizi segreti di Tripoli. La Libia non riconosce Israele ma sono sempre esistiti rapporti indiretti tra i due Paesi. Tanto che, anni fa, il Mossad salvò la vita di Gheddafi facendogli arrivare notizia di un complotto ordito ai suoi danni. Ora, secondo il racconto, Gheddafi chiedeva aiuto e faceva leva sulla paura degli israeliani di veder nascere in Libia uno stato islamico Voleva mercenari e la Global Cst, diretta da un ex capo di stato maggiore, il generale Ziv, è famosa per queste cose: è sufficiente ricordare la liberazione di Ingrid Betancourt in Colombia.
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http://italian.irib.ir/analisi/commenti/item/89847-israele-aiuta-gheddafi-gli-manda-i-mercenari