martedì 6 settembre 2011

Tbc, il Codacons accusa il Gemelli: contagio nato nell'ospedale nel 2005

La procura indaga per epidemia colposa e omissione di atti di ufficio. Renata Polverini: i magistrati faranno chiarezza.

Il Policlinico Gemelli

ROMA - Mentre la procura di Roma indaga per i reati di epidemia colposa e omissione di atti d'ufficio nei confronti dei vertici del Policlinico Gemelli, il Codacons annuncia che è stato lo stesso ospedale, nel 2005, all'origine del contagio. Secondo il Codacons un bambino nato il 2 gennaio scorso sarebbe risultato positivo ai test sulla tubercolosi. Circostanza che secondo l'associazione impone di ampliare i controlli anche ai bimbi nati nel mese di dicembre 2010. Se la contagiosità, infatti, rientra nelle 48 ore, al 31 dicembre 2010 il reparto neonatale poteva risultare già contaminato. La Regione Lazio deve assolutamente estendere i test, al fine di escludere con certezza matematica la possibilità di contagi in periodi antecedenti il mese di gennaio - dice il Codacons. Secondo l'associazione non sarebbe stato il marito dell'infermiera in servizio al reparto neonatale del Gemelli a scatenare l'emergenza Tbc e i successivi contagi, ma lo stesso ospedale nel 2005. Già decine di famiglie hanno dato incarico al Codacons di agire legalmente, mentre l'associazione attende ancora una risposta ufficiale dal Pontefice, cui ha inviato sabato una lettera. Epidemia colposa e omissione di atti d'ufficio sono le ipotesi di reato per le quali la Procura procede. L'omissione di atti d'ufficio è riferita alla possibilità che nel reparto di neonatologia non siano stati svolti i periodici controlli sanitari obbligatori al fine di scongiurare ogni possibile insorgere di infezioni. Oggi il procuratore aggiunto Leonardo Frisani ha disposto una maxi consulenza che dovrà chiarire in primo luogo se c'è un nesso tra la malattia della donna e l'unico bambino nato nel reparto ammalatosi di tbc, dimesso oggi dal Bambino Gesù. I periti dovranno accertare, inoltre, se «la positività alla tbc equivalga alla malattia» e «se c'è un nesso di causalità tra la malattia della donna e quella dell'unica bambina risultata ammalata». Gli esperti dovranno, inoltre, chiarire se sono «state adottate idonee terapie a scongiurare il contagio», «se sono stati effettuati controlli idonei» e «se la signora si è ammalata per il contatto con il marito (anche egli affetto da tbc) o con altri soggetti». Per la perizia gli inquirenti hanno dato un margine di sessanta giorni ma in tempi brevi dovrebbe giungere a piazzale Clodio una relazione preliminare dei periti. Al momento sono 122 i bambini risultati positivi ai test effettuati.

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Expo, Pisapia: «Un muro contro la mafia»

Il sindaco rilancia la commissione: «Misure speciali»

Giuliano Pisapia alla festa del Pd di Milano (Fotogramma)
Giuliano Pisapia alla festa del Pd di Milano (Fotogramma)
MILANO - Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia rilancia sulla commissione Antimafia. Suo cavallo di battaglia in campagna elettorale, è stato poi momentaneamente accantonata per far fronte ad altre emergenze. Ora però ritorna d'attualità, tanto che il primo cittadino ne ha parlato ai microfoni di Rai News in un'intervista andata in onda lunedì sera: «Per evitare che la mafia possa mettere le mani sull'Expo 2015 - ha spiegato il sindaco - la giunta milanese sta prendendo una serie di misure preventive».

LE MISURE - «Abbiamo preso misure - ha detto il sindaco - in previsione dell'assalto che tenterà la mafia sull'Expo 2015. Avremo una commissione antimafia in consiglio comunale, abbiamo definito accordi con la direzione distrettuale antimafia, abbiamo una task force contro l'evasione fiscale e predisporremo una serie di controlli sui cantieri contro il lavoro nero e il riciclaggio». Il primo cittadino ha parlato chiaramente di una cortina di protezione: «Entro l'anno - ha concluso - avremo realizzato una cortina che potrà garantire che infiltrazioni mafiose e di corruzione sull'Expo 2015 non ci saranno».

Berlusconi sarà sentito a Palazzo Chigi

Nuove intercettazioni, Nicla a Lavitola: «Con questa storia delle escort succederà un altro putiferio»

Silvio Berlusconi (Epa)
Silvio Berlusconi (Epa)
MILANO - Berlusconi sarà sentito dai pm di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta estorsione subita da parte di Gianpaolo Tarantini, della moglie dell'imprenditore Angela Devenuto (detta Nicla) e del direttore dell'Avanti Valter Lavitola. Il premier sarà sentito come parte offesa a Palazzo Chigi. Berlusconi si avvarrà infatti della prerogativa concessa al presidente del Consiglio e alle altre alte cariche dello Stato di stabilire essi stessi la sede dove incontrare i magistrati. Non è stata invece ancora fissata la data in cui il premier sarà ascoltato.

L'INCHIESTA - Secondo i magistrati napoletani - il procuratore aggiunto Francesco Greco e i pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock - Tarantini, Devenuto e Lavitola hanno estorto ingenti somme di denaro al premier, ricattandolo per la vicenda delle escort che l'imprenditore avrebbe procurato per le serate a Villa Certosa e Palazzo Grazioli. Berlusconi, però, smentisce, sostenendo che il denaro dato a Tarantini (e finito invece in massima parte nella disponibilità di Lavitola) era solo il segno della sua generosità, in quanto aveva deciso di aiutare un amico in difficoltà. L'inchiesta è ancora in corso. I pm intendono ascoltare di nuovo Tarantini. Lavitola, invece, che si trova da alcuni mesi in Centro America, dichiara sul quotidiano Libero: «Presto rientrerò a casa e mi farò arrestare». Il direttore dell'Avanti aggiunge che le accuse nei suoi confronti sono «infondate». E sul motivo per cui non sia ancora rientrato in Italia, spiega: «Avevo lavori da sbrigare in Brasile. Dovevo vendere due barche». Quindi aggiunge di trovarsi ora «a Panama».

GHEDINI - Sulla vicenda interviene, inoltre, in prima persona Niccolò Ghedini, dichiarando in una nota la sua assoluta estraneità a «pagamenti, movimentazione di denaro o incontri». La comunicazione arriva in risposta a un articolo apparso martedì sul quotidiano La Repubblica in cui si sostiene che il parlamentare e avvocato del premier «sapeva dei pagamenti illeciti».

IL CASO ESCORT - Dagli atti dell'inchiesta emergono nuovi retroscena sulle modalità con cui fu portato avanti, secondo gli inquirenti, il progetto di estorcere denaro al premier. «Stammi a sentire a me, tu devi andare là solo ed esclusivamente se ti chiama lui, punto; e se loro vogliono fare il patteggiamento ti deve chiamare lui, se lui vuole che dici qualcosa in particolare, ti deve chiamare lui, stop!». Così Lavitola suggerisce a Tarantini di comportarsi con il premier a proposito del processo di Bari sulle escort e sulla scelta dell'imprenditore di patteggiare, in modo da non diffondere altre intercettazioni ritenute «catastrofiche» per Berlusconi. La telefonata è del 5 luglio scorso. Sempre secondo i pm, Tarantini avrebbe fatto pesare il suo consenso in modo da ottenere denaro e in questo si configurerebbe il reato di estorsione. «Il criterio è - consiglia Lavitola - : tu a lui non gli vuoi rompere i coglioni, punto. Ora "sono una persona leale, perbene, onesta, punto...Non voglio fare il patteggiamento, tant'è che non lo mettiamo proprio in discussione a questo punto il patteggiamento, punto...". Non lo devi neanche dire "se lo devo fare me lo deve dire lui" tu non devi menzionare. Se quelli ti dicono, tu dici no, se quelli ti dicono, tu dici no, se insistono tu dici no, poi dici: "vabbè, insistete proprio tanto tanto?"».

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http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_06/tarantini-berlusconi-pm-palazzo-chigi_5a92914e-d850-11e0-b038-3e67ea432e86.shtml

Bocchino,Lavitola vuole colpire Fini

(ANSA) - ROMA - ''Sul caso Lavitola sarebbe opportuno che la magistratura approfondisse le ragioni della sua latitanza a Panama e del ruolo di collegamento che lo stesso ha tra il presidente panamense e il premier italiano''. Lo dice Italo Bocchino. ''Potrebbe scoprire - aggiunge - interessanti risvolti relativi al tentativo, avvenuto attraverso Panama, di costringere alle dimissioni Fini con la produzione e la propalazione di documenti anomali gestiti dallo stesso Lavitola e negoziati attraverso Panama''.

Cosa c'è dietro quelle porte? "Tutti i guai del rientro in classe"

I tagli moltiplicano le emergenze: presidenze vuote, vicepresidi in classe, bidelli ridotti all'osso, classi sovraffollate, "spezzatino" al posto del tempo-pieno all'elementare, disabili alla ricerca di un docente di sostegno, caro-libri. E ancora: scuole pericolose, rischio di un megavalzer di insegnanti, sempre meno ore di lezione per gli alunni, mense e servizi scolastici in forse e tredicesime a rischiodi SALVO INTRAVAIA

L'anno scolastico inizia tra proteste e scioperi della fame. In Sicilia hanno digiunato per giorni i precari di Ragusa e Palermo, mentre la Flc Cgil e i sindacati di base sono scesi in piazza contro la manovra. E le emergenze aumentano: a quelle determinate dai tagli degli anni precedenti se ne aggiungono altre: presidenze vuote, vicepresidi in classe, bidelli ridotti all'osso, classi sovraffollate, "spezzatino" al posto del Tempo-pieno all'elementare, disabili alla ricerca di un docente di sostegno, caro-libri. E ancora, edifici scolastici sempre più "sgarrupati", rischio di un megavalzer di insegnanti, sempre meno ore di lezione per gli alunni, mense e servizi scolastici in forse e tredicesime a rischio. Ecco lo scenario che si apre ad insegnanti, dirigenti scolastici e personale Ata, alunni e genitori per il prossimo anno scolastico. Bastano 12 mesi per fare allungare l'elenco delle emergenze nella scuola italiana. Alle difficoltà della mai accolta riforma Gelmini quest'anno si aggiungono le ricadute delle due manovre economiche varate nel giro di appena due mesi: la prima a luglio e la seconda ad agosto. Per una miscela che rischia di diventare esplosiva e potrebbe trascinare la scuola ancora più in basso. Non si verificava da decenni, ma a settembre metà delle scuole italiane non avranno un preside fisso. Più di duemila e 500 dirigenti scolastici, oltre quella in cui sono titolari, avranno in reggenza altrettante scuole. E saranno costretti a fare i pendolari tra tutti plessi delle due scuole. Per genitori ed alunni sarà da settembre difficile incrociare il capo d'istituto nei corridoi o potere rappresentare loro problemi e proposte. Una situazione aggravata dalla recente norma che non considera più sede di presidenza le scuole con meno di 500 alunni, 300 nelle piccole isole e nelle scuole di montagna. E sarà difficile conferire anche con i vicari, perché la stessa norma ha ridotto le possibilità per gli stessi di accedere all'esonero e al semiesonero per gestire la scuola. Ma, stando alle proteste dei dirigenti scolastici, il numero sempre minore di bidelli non consentirà adeguate condizioni di sorveglianza degli alunni, che potranno liberamente fare ciò che vogliono. L'Asal, l'Associazione delle scuole autonome del Lazio - in un comunicato di qualche settimana fa spiega la situazione in cui si verranno a trovare migliaia di plessi. "Facciamo un solo esempio: prendiamo il caso concreto di una scuola con 280 alunni di scuola dell'infanzia più 570 alunni di scuola primaria. Totale, 850 alunni, 700 dei quali a tempo pieno (40 ore a settimana) distribuiti in due edifici scolastici e in 8 corridoi diversi con due ingressi verso la strada. La scuola avrà a disposizione 9 bidelli che dovranno lavorare 36 ore a settimana ciascuno". Un caso per niente raro. Il preside per garantire la sorveglianza e la sicurezza dei piccoli dovrà piantonare i due ingressi con 2 bidelli, ma con un buco temporale di 4 ore. E posizionare 7 bidelli in otto corridoi, sempre con un buco temporale di quattro ore in ogni corridoio e un corridoio completamente scoperto.
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Scuola, la campanella della protesta L'anno parte all'insegna della mobilitazione

Dallo sciopero generale di oggi alla manifestazione nazionale del 7 ottobre contro la riforma. Dai dibattiti sui dieci anni dal G8 di Genova ai mercatini contro il caro libri. Alla ripresa delle lezioni, il mondo degli studenti è in fermento

di CARMINE SAVIANOI loro striscioni sui monumenti delle città italiane rappresentano uno dei simboli dello scorso anno. La Mole a Torino, il Colosseo a Roma. Poi le manifestazioni in piazza, l'occupazione delle aule e dei tetti delle università. Sono andati avanti per settimane, mesi, in una lunga e diffusa protesta contro la riforma Gelmini. E le associazioni studentesche, dopo un'estate passata a riflettere sul decennale del G8 di Genova, sono pronte a riprendere la lotta per le loro rivendicazioni. A partire dalla partecipazione allo sciopero generale di oggi 6 settembre alla battaglia sul caro libri. E confidando sempre più nello strumento principe della loro attività: la rete, il web, come veicolo di conoscenza di scambio di informazioni. Genova 2011. Una ferita. Le radici di un movimento. Un passato prossimo cui è necessario riferirsi. Il G8 del 2001, la zona rossa, gli scontri e la morte di Carlo Giuliani. A dieci anni da quei due giorni che cambiarono la percezione dei movimenti italiani, le organizzazioni studentesche hanno trascorso l'estate a interrogarsi e riflettere sulla portata di quegli avvenimenti. Le iniziative sono state tante, e tante ancora sono in cantiere. Tra le altre, quella organizzata dalla Rete Universitaria Nazionale a Torino, il 4 settembre. Un dibattito per "ridefinire i principi per cui stare assieme, su cui fondare la comunità". E "inventare una dimensione del tutto nuova della politica e dello Stato". Tutto per sottolineare l'attualità dei temi sollevati da Genova 2001 e messi in ombra dalla tragicità di quei giorni. "Genova irrompe nella nostra storia: i beni comuni, il capitale sociale, le persone e non gli individui, l'individualismo rampante, la solidarietà contro l'egoismo". Sciopero generale. Si annuncia come l'inizio di una lunga fase di proteste. Tutte le associazioni più rappresentative hanno aderito alla giornata di mobilitazione contro la manovra del governo Berlusconi indetta dal sindacato guidato da Susanna Camusso. Al centro, il disinteresse del governo nei confronti della situazione dei giovani italiani. Per la Rete della Conoscenza e l'Unione degli Universitari, "il governo sembra ignorare completamente le drammatiche condizioni in cui versano diritto allo studio e occupazione giovanile nel nostro Paese". Per Link, lo sciopero sarà l'avvio dell'autunno caldo del 2011. "Gli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile in Italia - che sfiora il 30% per chi ha meno di 24 anni - sono solo una sfaccettatura della drammatica condizione che vive un paese in generale e una generazione particolare". Poi le rivendicazioni: "in primis una radicale inversione di rotta nelle politiche economiche, welfare e diritto allo studio e poi per avviare una grande mobilitazione europea e internazionale che durerà a lungo".
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MANOVRA BIS: TERMINATO VERTICE DI MAGGIORANZA DA BERLUSCONI

(ASCA) - Roma, 6 set - E' terminato intorno alle 16 il vertice di maggioranza con Silvio Berlusconi, tenutosi a Palazzo Grazioli, sulle modifiche da apportare alla manovra correttiva. All'incontro, durato circa due ore, hanno partecipato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, il presidente dei senatori Pdl e il suo vice, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, e il capogruppo del Carroccio al Senato, Federico Bricolo. Presenti anche i sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, e il vicepresidente del Senato e responsabile del sindacato padano, Rosi Mauro. Alle 18 si riunira' il Consiglio dei ministri per porre la fiducia.

Il prigioniero torturato da Gheddafi che farà causa all’Inghilterra

Il caso “rendition to torture” scuote il Regno Unito

La prima pagina del Daily Mail di oggi è abbastanza riassuntiva del clima che si respira, in questi giorni, nel Regno Unito: “La vittima della tortura porterà l’Inghilterra in tribunale”. Il che è ovviamente non poco: si tratta del caso che sta scuotendo l’opinione pubblica inglese fin da ieri, quando la prima pagina del Guardian ha lanciato la notizia. Un documento segreto firmato dalla CIA e rinvenuto “in uno stabile abbandonato” a Tripoli dimostrerebbe come il servizio segreto inglese, il famigerato MI6, abbia aiutato i servizi segreti libici a prelevare un ricercato da Hong Kong e a riportarlo a Tripoli dove sarebbe poi stato torturato.

IL DOCUMENTO – Ecco le parole del documento, vergate dall’agenzia americana del servizio segreto civile.

I nostri servizi sono stati informati del fatto che lo scorso weekend il leader in seconda del Libyan Islamic Fighting Group, l’emiro Abu Munthir, sua moglie e i suoi bambini sono stati trattenuti ad Hong Kong per violazioni della normativa sull’immigrazione e i passaporti. Siamo inoltre stati informati che i vostri servizi hanno cooperato con gli inglesi per rendere effettiva la rimozione di Abu Munthir verso Tripoli, e che avevate un aereo pronto per questa esigenza alle Maldive.
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Il peggior paese dove essere un bambino malato

La classifica di Save The Children elenca gli stati in base alla disponibilità di medici, cure e vaccini

Il Ciad e la Somalia sono i paesi più rischiosi al mondo per un bambino ammalato. Svizzera e Finlandia i posti più sicuri. A stabilirlo è la classifica diSave The Children che elenca 161 diversi stati in base alla disponibilità di operatori sanitari. L’analisi mostra che nei paesi classificatisi agli ultimi venti posti, quelli in cui mediamente lavorano solo 2 operatori ogni mille abitanti, i bambini hanno una probabilità cinque volte superiore di morire rispetto ai nati negli stati con gli indici più alti. Si perde la vita per la malnutrizione, la diarrea, la malaria, la polmonite, e molte altre patologie tipiche delle popolazioni più povere del pianeta. C’è bisogno di cure, soprattutto. Ma in molti casi si muore per la semplice mancanza di un farmaco o di un integratore alimentare.

MANCANO FARMACI E VACCINI - Il ranking di Save The Children, rete di associazioni umanitarie nazionali che presta aiuti immediati alle comunità colpite da catastrofi naturali o da conflitti armati, è stata pubblicata martedì scorso in vista di una riunione delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili. Gli attivisti sperano di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni affinchè venga aumentato il numero di medici e infermieri impiegati nelle zone maggiormente compite da disastri e guerre. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima ne manchino almeno 3,5 milioni. La classifica è stata stilata tenendo in considerazione non solo il numero di operatori impegnati in ogni paese, ma anche della loro capacità di intervento. Save The Children ha considerato la percentuale di bambini che hanno ricevuto dosi di vaccino per difterite, pertosse, tetano, e il tasso di donne che partoriscono assistite da un operatore qualificato.

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Il donatore di sperma con 150 figli

I fratellastri sono riusciti ad incontrarsi grazie al codice identificativo del misterioso padre

Negli Stati Uniti c’è una famiglia composta da 150 fratelli e sorelle nati grazie alla generosità dello stesso donatore di sperma. Molti di loro si conoscono, si incontrano, ed hanno tratti somatici in comune.

CENTINAIA DI FRATELLASTRI - “E’ incredibile quando li vediamo tutti insieme, si somigliano tutti”, racconta la signora Daily, 48 anni, assistente sociale di Washington, una delle mamme dei ragazzi nati grazie alla donazione di liquido seminale. Quando è nato il suo bambino, insieme al suo partner sperava che un giorno il piccolo avrebbe potuto incontrare di persona anche i suoi fratellastri. Così si è messa alla ricerca sul web di informazioni per rintracciarli. Riuscendoci. Se sempre più donne decidono di avere figli da sole, il numero di inseminazioni artificiali aumenta, scrive il New York Times. Ed è quasi naturale comincino a comparire gruppi di fratelli nati dallo stesso donatore. Quello della signora Daily è il più numeroso. Tanti altri annoverano una cinquantina di ragazzi. Spuntano su siti web e forum. Si incontrano seguendo le tracce del numero di identificazione che contraddistingue il donatore, che comunque resta anonimo.

LE CRITICHE - Insieme alla curiosità e alla meraviglia per la scoperta dei fratellastri, crescono però anche le perplessità di genitori, medici ed esperti preoccupati per le potenziali conseguenze negative delle donazioni di sperma. A preoccupare più di tutto è il rischio di una più rapida diffusione tra la popolazione di malattie rare alle quali il donatore potrebbe essere geneticamente predisposto. Altri richiamano l’attenzione sulle maggiori probabilità di incesto accidentale tra fratellastri, che spesso vivono vicino. “Ha avuto cotte per ragazzi figli di donatori”, dice la mamma di una adolescente nata grazie ad una donazione, in California. I critici continuano a parlare di necessità di fornire maggiori informazioni ai genitori sulla salute dei donatori e dei figli concepiti con inseminazione artificiale.

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Il farmaco antifame che ha ucciso cento persone

Un’inchiesta francese sul Mediator

L’Associazione in difesa delle vittime del farmaco Mediator (Avim) intende depositare “entro la fine di settembre” circa 300 denunce per truffa aggravata contro la casa farmaceutica Servier.

LE DENUNCE – L’Avim, ha spiegato il suo presidente Dominique Michel Courtois, accusa i laboratori Servier di aver mentito sulle caratteristiche del medicinale, presentato come antidiabetico ma venduto ugualmente come farmaco antifame.Oggi due quotidiani francesi di grande diffusione, Le Figaro e Liberation hanno rivelato che due ricercatori della Servier avrebbero spiegato ai giudici quest’estate che il Mediator presentava le caratteristiche di un antifame più che di un antidiabetico, e che queste peculiarità sarebbero state dissimulate di proposito, per non compromettere il mercato dei diabetici.

UNA DISSIMULAZIONE – Il professore Jean Charpentier, che aveva redatto lo studio destinato ad ottenere l’autorizzazione per la messa in vendita sul mercato (AMM) nel 1973, ha spiegato ai giudici – secondo il resoconto verbale ottenuto dai giornali – che la dissimulazione era stata fatta “con lo scopo di ottenere l’autorizzazione”. Charpentier avrebbe confermato che il suo rapporto è stato modificato per sopprimere qualsiasi riferimento all’effetto anti-fame del Mediator oltre che la sua parentela chimica con le anfetamine.

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Quadro Madonna che piange da Curia a Ris

(ANSA) - AGRIGENTO - L'arcivescovo di Agrigento ha consegnato ai carabinieri il quadro della Madonna del Riposo, che piangerebbe lacrime e sangue. Il quadro sara' analizzato dal reparto Ris di Messina. Dal 23 agosto, il dipinto di proprieta' di una coppia di Licata che lo aveva acquistato una settimana prima, non avrebbe smesso di lacrimare. A Licata si e' registrato un pellegrinaggio di fedeli fino a quando, sabato scorso, la famiglia ha accettato di consegnare il quadro al vescovo .

Torino, ucciso dal suo ex a mani nude

L'assassino, sordo, e la vittima da anni non vivevano più insieme, ma la loro relazione continuava.

MILANO - Choc nel centro di Torino. Un uomo di 41 anni, Michelangelo Nicotra, è stato ucciso lunedì sera nel suo appartamento, pare a mani nude, al termine di una discussione scoppiata con il suo ex fidanzato Ettore Brachetto. Sarebbe stato un movente sentimentale a spingere quest'ultimo, anche lui 41enne, sordo, a massacrare di botte l'ex compagno, che era andato a trovarlo nel suo appartamento in via Garibaldi 57. I due uomini in passato erano stati insieme; da anni avevano interrotto la loro convivenza, ma la loro relazione, tormentata, continuava. Lunedì è scoppiata l'ennesima lite, che poi è degenerata. L'assassino non è ancora stato interrogato dai carabinieri. Brachetto, impiegato amministrativo, è stato arrestato dai carabinieri in flagranza di reato.

UNA BIMBA DA' L'ALLARME - A dare l'allarme è stata una bambina, figlia dei vicini di casa, spaventata per le urla provenienti dall'interno dell'appartamento di proprietà di Brachetto. Quando i carabinieri sono arrivati e hanno aperto la porta dell'appartamento da cui provenivano i rumori hanno trovato la vittima con il cranio sfondato e l'aggressore che stava ancora infierendo su di lui.

Inchiesta P4, giudizio immediato il 6 ottobre per Luigi Bisignani e Alfonso Papa

Alfonso Papa
Napoli - (Adnkronos) - Giudizio immediato il 6 ottobre per Luigi Bisignani e Alfonso Papa, indagati a Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla P4.

Il gip di Napoli Luigi Giordano ha accolto la richiesta presentata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai pm Francesco Curcio ed Henry John Woodcock.

Un altro indagato, il maresciallo dei carabinieri Enrico La Monica, latitante, non sara' invece giudicato con il rito direttissimo

Caso Tarantini: Csm chiede a procura Lecce notizie su procedimenti magistrati Bari

Roma, 6 set. (Adnkronos) - La Prima Commissione referente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha deliberato nella riunione di oggi di richiedere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce ''tutte le notizie ed informazioni consentite, in relazione agli eventuali procedimenti relativi ai magistrati della Procura di Bari''.

La protesta Cgil in oltre 100 piazze Camusso: governo irresponsabile

La leader Cgil Susanna Camusso durante il suo intervento al corteo di Roma (Adnkronos)
Roma, 6 set. (Adnkronos/Ign) - Mentre comincia in Senato il dibattito sulla manovra, la Cgil scende in piazza oggi in tutta Italia per lo sciopero generale di 8 ore indetto contro una norma ritenuta "profondamente iniqua". Coinvolte oltre cento piazze italiane nella manifestazione rafforzata anche dalla protesta sull'art.8 sui 'licenziamenti facili'.

Puntuale e immediata la consueta guerra di cifre. Secondo le prime rilevazioni da parte della Cgil, l'adesione media allo sciopero generale su tutto il territorio nazionale e in tutti i settori, e' del 58%. Per la Fiom, quasi l'80% dei lavoratori della Powertrain di Mirafiori (ex Meccaniche) hanno aderito alla protesta. Sul fronte opposto la Fiat, secondo cui l'adesione fra gli operai e gli impiegati degli stabilimenti Fiat in Italia del primo turno e del turno centrale e' stata del 15%.

Lavoratori ma anche studenti sono scensi in piazza in migliaia riempendo le vie di tutto il Paese. Non sono mancati momenti di tensione. A Torino, al corteo dei sindacati di base, una decina di manifestanti hanno inscenato un flash mob davanti alla sede torinese della Banca d'italia. Dopo avere indossato camici verdi di tipo ospedaliero, i manifestanti hanno mimato un simbolico prelievo di sangue e successivamente hanno imbrattato con uova e vernice rossa il portone dell'istituto di credito. Dopo il flash mob che e' nato davanti alla sede torinese della Banca d'Italia, un gruppo di manifestanti che stava partecipando al corteo dei sindacati di base si e' fermato davanti alla sede della fondazione Crt e ha dato il via a un lancio di uova. Momenti di tensione a Torino anche per l'incursione di alcuni NoTav sul palco della manifestazione.

Lanci di uova e fumogeni anche a Milano contro la sede di Unicredit in piazza Cordusio da parte dei manifestanti del centro sociale 'Cantiere' che hanno sfilano insieme a Usb e Cobas. I manifestanti del centro sociale 'Cantiere' hanno preso di mira, dopo Unicredit, anche le sedi della Banca Popolare di Novara e di Mps in via Santa Margherita a Milano lanciando uova e affiggendo cartelli di protesta. Il corteo di protesta organizzato da Usb e il centro sociale 'Cantiere', che si e' ingrossato durante il percorso, e' arrivato poi in piazza San Babila. Tra il corteo presenti un gruppo di donne vestite con abiti strappati a simboleggiare gli schiavi e con un cartello che recita "Ci vogliono schiavi, ci avranno ribelli". Il corteo e' stato in un primo momento bloccato in piazza San Babila a Milano ma ha poi proseguito il percorso in via Borgogna.

A Palermo invece, un gruppo di autonomi ha bruciato le bandiere di Cisl e Uil. A Napoli il corteo della Cgil è stato aperto invece dallo striscione 'Liberta' per i lavoratori marittimi sequestrati' in segno di solidarieta' ai 5 italiani, di cui 2 di Procida, sequestrati dai pirati somali sulla nave Savina Caylyn. A

Il corteo principale a Roma, dove ha aperto la manifestazione il leader della Cgil, Susanna Camusso. In piazza anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani, quello dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro e di Sel Nichi Vendola.
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Il menù del ristorante e le foto di piscine e palestre del circolo Montecitorio, riservato ai deputati

Benvenuti al circolo Montecitorio.
Piscine, campi da tennis, palestre, ristorante. Però il benvenuti non è rivolto a tutti.
L'iscrizione al circolo è esclusivamente riservata a parlamentari, ex parlamentari, funzionari e dipendenti della camera, portaborse regolarmente assunti e giornalisti accreditati presso la Camera dei Deputati.
Insomma devi avere l'accesso a Palazzo Montecitorio per poter accedere al Circolo Montecitorio.
L'indirizzo della struttura è via dei Campi Sportivi n.5, in zona Acqua Acetosa, ma sappiate che un rigido controllo impiedirà a qualsiasi intruso di accedere alla struttura.
La struttura è un luogo di incontro riservato, a disposizione dei deputati anche nelle ore serali per feste e festini "esclusivi". La quota mensile di iscrizione al circolo per i deputati e gli ex deputati è 22 euro (a fronte dei 14.000 che guadagnano al mese) mentre gli esterni per accedere devono essere presentati da qualche deputato e versare quote molto più consistenti. Va però apprezzato lo sforzo di trasparenza: esiste infatti finanche un sito internet del circolo dove è possibile avere informazioni dettagliate sulla struttura, sul regolamento interno e finanche l'accesso libero alla bacheca dove deputati e funzionari affittano ville, vendono motoscafi e auto di lusso.
Il sito in verità sembra realizzato in modo particolarmente antiquato, nel linguaggio base dell'html. Possiamo però fare una scommessa: secondo voi, dopo questo post, il sito http://www.circolomontecitorio.it/ per quanto tempo ancora sarà ancora raggiungibile?
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