mercoledì 7 settembre 2011

Rai, nuovo stop per la Dandini

Serena Dandini

"Parla con me" a rischio. Ultimatum del dg Lei: si farà solo con produzione interna. La conduttrice: non c'è la volontà di realizzare il programma

Nuova battuta d'arresto per Parla con me, il programma di Serena Dandini ancora bloccato sul nodo produzione e che, a questo punto, rischia di non tornare sugli schermi di Raitre, o di farlo non prima di gennaio. Oggi il Cda ha affrontato il tema, spaccandosi tra chi - come la maggioranza e il Dg Lorenza Lei - ha mantenuto ferma la linea del rispetto della policy aziendale sull'uso di risorse interne per i programmi Rai e l'opposizione che ha ribadito la possibilità di superare lo scoglio per far partire il programma. E il Presidente, Paolo Garimberti, che ha sostenuto la linea di risolvere intanto il caso Dandini per definire poi la policy aziendale in un momento non caldo, e non su un caso specifico. Lei dunque non ha arretrato dalla posizione emersa negli ultimi giorni, che appare però rivista rispetto a quella espressa nell'ultimo Cda di agosto, quando il Dg informò il Consiglio sul fatto che erano cadute le obiezioni tecniche alla firma del contratto con Fandango, firma però rinviata a settembre. Motivo per cui oggi l'opposizione in Consiglio si chiede se il nodo non riguardi il programma stesso. Il rispetto della policy sull'uso di risorse interne per programmi della Rai, hanno ribadito oggi i consiglieri, non è un ostacolo reale perché si poteva seguire il criterio dell'infungibilità, o chiedere un piccolo 'sconto' a Fandango sui costi di produzione. E comunque, sottolinea Giorgio Van Straten, "il Cda non ha mai votato una policy aziendale". La maggioranza ha fatto invece quadrato su Lei. Spaccatura quindi in Consiglio, dove Garimberti ha invitato a 'codificare' una policy aziendale in un clima diverso, fuori dal caso specifico e in modo che si possa applicare a tutti. Di certo la nuova battuta d'arresto mette a rischio il programma, che per Dandini e Fandango la Rai non sembra realmente intenzionato a fare. Sulla carta Parla con me è in palinsesto, l'azienda aveva definito Dandini strategica, ma certo sugli ultimi sviluppi ha pesato anche la voce di una trattativa con La7: sarà nei prossimi giorni, confidano fonti di maggioranza, che si capirà se è reale (e allora davvero Fandango non accetterà la condizione delle risorse interne Rai) o meno. Secondo la Dandini non c'è intenzione di fare la trasmissione: «Non mi sembra che ci sia la volontà di fare il programma, lo dicessero e buonanotte». «E meno male che sono altamente strategica per l’azienda - ironizza la conduttrice -: mi hanno detto il primo agosto che avrei avuto risposte in 48 ore. Sono passati 40 giorni... La partenza del programma, prevista per il 27 settembre, è stata fatta saltare per inerzia... Mi sbaglierò ma non mi sembra che ci sia nessuna volontà ».

Evviva il cioccolato. Una ricerca lo promuove a pieni voti: "Fa bene: è uno scudo per il cuore"

www.italiainformazioni.com

(Dall'inviata dell'Adnkronos Salute Paola Olgiati) - E' ufficiale: il cioccolato e' uno 'scudo' per il cuore. Fondente o al latte, solido o liquido, in barretta o sotto forma di biscotto, ogni versione dell'alimento piu' amato dai golosi promette di ridurre di un terzo il rischio di infarto e ictus. Non si illuda, pero', chi pensa di avere un alibi per abbuffarsi: l'effetto protettivo si ottiene con soli 7,5 grammi al giorno, piu' o meno l'equivalente di un cioccolatino.

A promuovere il cioccolato e' una metanalisi presentata a Parigi, al congresso della Societa' europea di cardiologia (Esc). La ricerca, coordinata da Oscar Franco dell'universita' di Cambridge in Gb, e' pubblicata oggi sull'edizione online del 'British Medical Journal'. Le virtu' del cioccolato non sono certo nuove. Si sa che ha poteri antiossidanti e antinfiammatori, che riduce la pressione arteriosa e tiene lontana la resistenza insulinica, anticamera del diabete. Ora pero' il team britannico ha passato in rassegna i principali studi condotti sul tema. Sono stati esaminati 7 lavori, per un totale di oltre 100 mila persone coinvolte, sia sane che cardiopatiche. Per ogni studio, Franco e colleghi hanno confrontato tra loro i gruppi che consumavano le quantita' piu' alte e piu' basse di cioccolato. In 5 studi e' stato dimostrato che chi mangiava piu' cioccolato aveva un rischio cardiovascolare inferiore.

Complessivamente, al netto di possibili fattori confondenti, la probabilita' di attacchi cardiaci diminuiva del 37% e il pericolo di ictus del 29%. Nessuna associazione positiva e' stata invece riscontrata fra consumo di cioccolato e prevenzione dello scompenso cardiaco. Gli autori insistono sulla necessita' di ulteriori studi che possano verificare se e' davvero il cioccolato il responsabile di questi benefici, oppure esistono elementi non ancora identificati in grado di spiegare altrimenti il suo apparente effetto-scudo. Non solo. I ricercatori invitano anche a fare attenzione alle calorie: le diverse 'varianti' di cioccolato in commercio regalano circa 500 calorie ogni 100 grammi, quindi esagerare significa perdere ogni possibile vantaggio sotto i colpi di chili di troppo, diabete e cardiopatie. Da qui l'appello degli scienziati al mondo dell'industria: ''Bisogna trovare il modo di ridurre l'apporto di grassi e zuccheri fornito dai prodotti a base di cioccolato oggi sul mercato''.

Tbc al Gemelli, il Codacons: mezzo milione di danni per ogni bimbo positivo

Fazio: in Italia nessuna emergenza tubercolosi.

ROMA - Al via una serie di azioni giudiziarie a favore delle famiglie dei bambini coinvolti nella vicenda della Tbc al policlinico Gemelli di Roma: fra queste due class action, una per i piccoli risultati positivi al test della Tbc e una per quelli negativi, più una richiesta di risarcimento in sede civile per padri, madri e figli, ognuno dei quali colpiti da danni di vario genere, da biologico a morale, a esistenziale. Per quest'ultimo, la quantificazione provvisoria arriva a stimare un risarcimento di mezzo milione di euro per ogni bimbo risultato positivo alla Tbc. A organizzare le azioni il Codacons, che ha tenuto una conferenza stampa questa mattina a Roma. «Non esiste una emergenza per la tbc in Italia e i bambini coinvolti grazie alla profilassi non avranno conseguenza», assicura intanto il ministro della Salute Ferruccio Fazio durante il question time alla Camera. «In Italia l'incidenza della malattia è stata nel 2009 di 7 casi per 100 mila residenti, 4200 casi in totale, sotto il valore che indica i paesi a bassa prevalenza e questo dato è stabile da molti anni. Ritengo - ha detto Fazio - di potere veramente rassicurare i genitori sul fatto che i bambini coinvolti e già sottoposti a profilassi non avranno conseguenze e questo è forse l'aspetto principale da sottolineare». L'azione del Codacons. Il danno biologico, inteso come perdita di integrità psicofisica, per i piccoli risultati positivi è stimato dal Codacons in circa 72 mila euro, quello morale, che riguarda i patimenti psicologici sofferti dal bebè, in 36 mila (la metà del danno biologico) e quello esistenziale, appunto, fino a 500 mila euro. «Quest'ultimo tipo di danno - spiega l'avvocato Alessia Stabile all'agenzia Adnkronos Salute - è in pratica quello che insorge quando al bambino viene negato il diritto di nascere sano, per questioni derivate da terzi». A quantificarlo sarà comunque il giudice secondo principi di equità, precisa l'associazione. Per i genitori dei bimbi positivi, in preda a forte stress e preoccupazione, risarcimento per danno biologico di circa 47 mila euro, per danno morale pari alla metà e per danno esistenziale fino a 250 mila euro. Per i bimbi negativi il risarcimento per danno biologico è stimato in 51 mila euro, quello per danno morale nella metà e quello per danno esistenziale, da quantificare a seconda che il bimbo sia o non sia stato sottoposto a profilassi, fino a 100 mila euro. Infine, per i genitori dei bimbi negativi, risarcimento per danno biologico da valutare a seconda che il piccolo sia o non sia stato sottoposto a profilassi, per danno morale pari alla metà e per danno esistenziale fino a 100 mila euro.

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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=162191&sez=HOME_ROMA

Ruby, il premier alla Camera: no all’uso delle intercettazioni

Ruby
di Cristiana Mangani

ROMA - Tre pagine firmate di suo pugno con le quali il presidente del Consiglio fa appello alla tutela della privacy e, soprattutto, a quella dei suoi ospiti. Sono state mandate ieri, in serata, alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, e contengono la richiesta di inutilizzabilità delle intercettazioni relative al caso Ruby. Una richiesta che arriva a processo milanese giàavviato, e dunque appare inaspettata. Ma apre un fronte che, con molte probabilità, potrebbe condizionare anche l’imminente deposito degli atti dell’inchiesta barese su escort e prostituzione. Berlusconi, infatti, insiste su un punto in particolare, e cioè su come le orecchie dei magistrati abbiano potuto ascoltare dialoghi avvenuti nella casa di un parlamentare, senza averne l’autorizzazione. Agli atti del processo ci sono tabulati telefonici e registrazioni di conversazioni che si sono svolte ad Arcore. Le ragazze dell’Olgettina, ospiti del premier, parlavano spesso al cellulare, e la loro presenza nella grande casa lombarda è stata accertata dai tracciati delle celle telefoniche. Dunque, secondo la lettera inviata alla Giunta, non sono legittime e non possono essere usate nel processo. Nel centro destra viene spiegato che, in buona sostanza, si tratterebbe della memoria già depositata a Milano dai legali di Berlusconi Niccolò Ghedini e Piero Longo che, però, era stata respinta dai magistrati, i quali non hanno accolto proprio la possibilità che le conversazioni fossero inutilizzabili perché non autorizzate. Ora, si chiede l’opposizione, premier e avvocati ripresentano la stessa istanza alla Giunta «quasi fosse una sorta di appello». Ed è proprio per questo, sostengono, si tratta di una richiesta «irricevibile», viste anche le competenze della Giunta «estremamente limitate» e costituzionalmente «codificate». Un conto, si sottolinea, è individuare se ci sia stato o meno del fumus persecutionis nei confronti di un parlamentare, un altro «è intervenire in un processo sostituendosi di fatto alla magistratura». La lettera verrà letta ufficialmente nella seduta di oggi, nella quale si dovrà affrontare anche il caso Milanese, l’ex braccio destro di Giulio Tremonti, sul cui capo pende una richiesta di arresto da parte dei magistrati di Napoli. E in entrambe le vicende il voto degli esponenti della Lega risulterà vincolante (10 deputati dell’opposizione contro 11 della maggioranza). Il premier si augura che l'organismo presieduto da Pierluigi Castagnetti (Pd) si pronunci sulla questione che lo riguarda, rendendo di fatto inutilizzabile l'uso dei colloqui telefonici, anche se su persone terze. L’opposizione, però, insiste: «È un precedente gravissimo». E si capisce che già pensano a Bari e alla valanga di intercettazioni e atti che stanno per essere depositati, e che gli stessi indagati nell’inchiesta sulle escort a Palazzo Grazioli, hanno definito «scabrosi e mediaticamente devastanti per il premier». Lunghe chiacchiere fatte al telefono nei corridoi del palazzo da Patrizia D’Addario e socie.

Berlusconi nasconde in finanziaria legge ad personam per aggirare reato di evasione

Le tanto sbandierate misure contro l'evasione che dovrebbero aiutarci a risanare le finanze pubbliche? Lodevoli, se non celassero l'ennesima norma ad personam a favore del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

A denunciare la misura-scandalo è il senatore e avvocato dell'Italia dei Valori, Luigi Li Gotti: "Manette agli evasori! - ha dichiarato Li Gotti - Una presa in giro e un regalo ai grandi evasori. Il Governo prevede la sospensione della pena se l'evasione supera i tre milioni nonché superiore al 30% del volume d'affari.

Spieghiamo meglio: nel maxiemendamento sul quale il governo porrà la fiducia viene inserito un ulteriore elemento affinché scattino le manette per gli evasori. In sostanza, affinché si vada in carcere la somma evasa dovrà essere superiore ai 3 milioni di euro e contemporaneamente equivalere o essere superiore al 30% del volume d'affari. La notizia è confermata anche da un lancio di MF Dow Jones.

Quindi, evadendo una cifra inferiore al 30% del volume d'affari, anche se tale somma supera, e di molto, i 3 milioni di euro, si potrà tranquillamente beneficiare delle misure alternative alla galera. "Insomma - aggiunge Li Gotti - con un volume di 100 milioni, si evade per 29 milioni e pena sospesa. Primo beneficiario? Indovinate. Silvio Berlusconi".

Somalia nella morsa della fame. Rischiano di morire 750 mila persone

L'allerme dell'Onu. E' la sesta regione somala ad entrare nel tragico elenco delle aree colpite dalla carestia. La zona è controllata dagli Shabaab, gli integralisti legati ad al Qaida che spesso si oppongono agli aiuti internazionali

Una carestia senza precedenti, che aveva già messo in ginocchio gran parte del paese, ora va a colpire anche la regione meridionale del Corno d'Africa. Entro fine anno l'intera zona del Bay sarà colpita dalla siccità. E senza una risposta adeguata alla crisi umanitaria 750 mila persone moriranno. È questo il nuovo allarme lanciato dall'Onu. "Se il livello di risposta attuale continua così, la fame avanzerà ancora" - avverte il centro di analisi per la sicurezza alimentare dell'Onu - decine di migliaia di persone sono già morte, di queste oltre la metà erano bambini". Bay è la sesta regione somala ad entrare nel tragico elenco stilato dalle Nazioni Unite, con un tasso di malnutrizione tra i bambini che raggiunge il 58%. "L'intera regione - ha dichiarato il coordinatore degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, Mark Bowden - è stata dichiarata area colpita dalla carestia". In una Somalia dilaniata dalla guerra, la carestia ora si spinge sempre più a sud. Nella zona, controllata dagli Shabaab, gli aiuti internazionali, già insufficienti, faticano ad arrivare proprio a causa dell'opposizione degli integralisti legati ad al Qaida. Secondo le agenzie umanitarie infatti ad impedire che i generi di prima necessità arrivino a chi ne ha più bisogno sono proprio i miliziani Shabaab. Gli aiuti sono riusciti a raggiungere solo un milione di persone. E in ogni caso non basterebbero comunque, visto che il Pam, il programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, ferocemente osteggiato dai ribelli qaedisti, ha reso noto di aver ricevuto dai paesi donatori 550 milioni di dollari di aiuti rispetto all'ammontare richiesto di 1,06 miliardi. La catastrofe umanitaria del Corno d'Africa continua ad allargarsi. Nei principali siti somali, come Mareeg e Shabelle, l'allarme siccità è in primo piano. A questo si aggiungono le ultime notizie sugli Shabaab che hanno imposto il coprifuoco in località come Elasha-Biyaha e Afgoye, a qualche decina di chilometri da Mogadiscio. La carestia, che per ora ha colpito le regioni del Basso Shabelle e il sud di Bakol, oltre che i 400.000 sfollati dei campi di Afgoye, quelli della capitale somala, i distretti di Ballad e Adale, nella regione del Medio Shabelle, ha delle cifre ben precise: almeno il 20% delle famiglie sono colpite da una grave penuria alimentare, il 30% della popolazione è in uno stato di grave malnutrizione e c'è un tasso di mortalità quotidiano di 2 persone su 10 mila. In totale, l'Onu ha stimato in quattro milioni di somali, il 53% della popolazione, le persone a rischio deficit alimentare. A peggiorare la situazione le piogge attese in ottobre, che non riusciranno per ora a far crescere i raccolti, ma aumenteranno il rischio di malattie come colera e malaria

Intervento del Quirinale contro Castelli "Ma quali boiardi? Paghiamo il contributo"

Una nota risponde al senatore leghista: "E' già applicato al personale del Colle la supertassa di solidarietà". Il politico del Carroccio aveva detto: "C'è una supercasta della presidenza della Repubblica che vuole conservare i privilegi"

ROMA - Il Quirinale non ci sta a passare per privilegiato rispetto alla manovra. E risponde, con una nota durissima, alle frasi pronunciate stamattina dal leghista Roberto Castelli. Questo il messaggio che arriva dall'ufficio stampa della presidenza della Repubblica: "In relazione alla dichiarazione del senatore Castelli, secondo cui non si sa quali super boiardi della presidenza della Repubblica sarebbero esclusi dal contributo di solidarietà, si rileva non solo che il Quirinale è estraneo alla formulazione della norma contenuta nel maxi-emendamento del Governo di cui Castelli fa parte, ma anche che a tutto il personale della Presidenza già si applica il contributo di solidarietà a suo tempo introdotto per la Pubblica Amministrazione". "Naturalmente - conclude la nota - ogni determinazione in materia può essere esplicitata dal Governo; è ad esso che spetta dare chiarimenti e indicazioni in proposito". Come dire, quel governo di cui Castelli fa parte. Ma ricordiamo cosa aveva detto Castelli: "C'è una super casta romana che non se ne vuole dare per inteso e vuole mantenere tutti i propri privilegi. Infatti nel maxi-emendamento del governo si può trovare una disposizione che esonera dal taglio delle indennità prevista per tutti gli organi costituzionali i super boiardi della corte costituzionale e della presidenza della repubblica". "In questo momento - aggiungeva Castelli - il maxi emendamento è all'esame delle commissioni e la fiducia verrà votata solo stasera. C'è ancora tempo per cambiare questo testo. Mi rivolgo al presidente della Repubblica affinchè intervenga a sanare questa...ciascuno la giudichi come crede". Subito dopo, arriva la correzione di rotta di Castelli, che prova a chiudere la polemica: "In primo luogo, non ho mai detto che la manovra sia stata ispirata dal Quirinale. In secondo luogo anche io non so quali e quanti siano i super boiardi che beneficeranno di questa norma". La Lega è una delle forze politiche più lacerate dalla manovra. E sono molti i segnali di nervosismo che arrivano dal Carroccio. Oggi l'organo di partito, La Padania, dopo aver per settimane insistito sulla difesa delle pensioni fatta dal Carroccio, ha evitato nel titolo qualsiasi riferimento al tema. Limitandosi a scrivere "Via libera alla manovra".

L’Europa all’Italia: “No al razzismo dei politici”

Il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa richiama il Belpaese. Con chi ce l’avrà?

Basta con gli slogan razzisti dei politici. E’ uno dei messaggi all’Italia inviato dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, nell’ultimo rapporto sul nostro paese, nel quale si sottolinea anche che pochi passi avanti, se non addirittura nessuno, sono stati fatti negli ultimi tre anni dalle autorita’ italiane nel garantire il rispetto dei diritti umani di rom e immigrati.

BASTA POLITICA - ‘E’ arrivato il momento per l’Italia – e’ scritto ancora nel rapporto – di sviluppare con vigore le disposizioni del codice penale relative ai reati di matrice razzista per arginare il continuo uso di slogan razzisti da parte dei politici’. Il rapporto si basa su quanto riscontrato durante la visita di Hammarberg in Italia il 26 e 27 maggio scorsi. La situazione dei rom e degli immigrati, afferma il Commissario, e’ una delle sfide piu’ urgenti che l’Italia deve affrontare per il pieno rispetto dei diritti umani. ‘Il trattamento riservato a queste minoranze costituisce una cartina di tornasole sull’effettivo rispetto degli standard del Consiglio d’Europa da parte dei paesi membri’ sottolineaHammarberg spiegando cosi la sua persistente attenzione per i rom e gli immigrati presenti in Italia. (ANSA)

Black Block: il film sulle violenze del G8

Il documentario su Genova a Venezia Si chiama Black Block e il titolo e’ volutamente provocatorio. ‘Testimonianze, filmati e ricostruzioni di quello che e’ accaduto 10 anni fa al G8 di Genova con la scelta precisa di dare voce solo ai manifestanti, al racconto delle parti offese. Racconti che sono stati fatti anche durante i processi, ma i media non l’hanno ripresi’, spiega Carlo A. Bachshmidt, regista del documentario presentato oggi in Controcampo italiano e rappresentante del Genova Legal Forum.

SCIOCCANTE - Il documentario ‘non è volutamente contraddittorio – aggiunge il produttore Domenico Procacci -: ogni tanto questi spazi vanno lasciati, specie se e’ un film’. L’intenso, anche scioccante, documentario sulle violenze durante il G8 di Genova 2001 con il blitz notturno alla scuola Diaz e le torture alla caserma di Bolzaneto, ‘e’ nato da un progetto collettivo di chi ha vissuto quei giorni e non ha mai perso il contatto’, ha proseguito Bachshmidt. Da li’ l’osmosi con il progetto cinematografico della Fandango, il film sulla Diaz che Daniele Vicari ultimera’ proprio domani. ‘Gli sceneggiatori del film hanno visto il materiale documentario che avrebbero poi dovuto trasformare narrativamente’, prosegue il produttore. Procacci, pero’, ammette: ‘sto vedendo i giornalieri del film, niente ha la stessa drammaticita’ delle immagini reali’.

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http://www.giornalettismo.com/archives/145461/black-block-il-film-sulle-violenze-del-g8/

“A Emilio Fede 300mila euro in Svizzera”

Trecentomila euro consegnati in Svizzera, in contanti. Tanto il direttore del Tg4 avrebbe ricevuto da Lele Mora, oltre ai 200 mila euro transitati attraverso un conto svizzero (lo scrive Tmnews). Una circostanza che emergerebbe da quanto dichiarato, nel corso di una sorta di incidente probatorio avvenuto l’8 agosto scorso, dal funzionario di un istituto elvetico e negata dal direttore del tg4 Emilio Fede, indagato nell’ambito dell’inchiesta che il 20 giugno scorso ha portato in carcere Mora con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Secondo quanto si apprende, il bancario ha fatto riferimento ad un incontro avvenuto nell’aprile del 2010. In quell’occasione Mora avrebbe chiesto un prelievo di 500mila euro, negato dalla banca.
L’APERTURA DEL CONTO – A questo punto è stato aperto un conto, la cui disponibilità era di Emilio Fede per un ammontare di 200 mila euro. Oltre a quella somma, quel giorno, sempre secondo quanto riferito agli inquirenti dal bancario, Fede avrebbe ricevuto anche 300mila euro in contanti. Per un totale di ben 350mila euro ‘tracciati’ e oltre 700mila in contanti, in due tranche, in Svizzera e negli uffici di Mediaset. E’ questo il ‘conto’ che leleMora, l’agente dei vip in carcere dal 20 giugno scorso con l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta delle sue societa’, ricostruisce davanti ai magistrati milanesi su quanto ha versato ad Emilio Fede per quella che lo stesso talent scout ha definito “una costosa intermediazione”.
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«Tu c'eri?». I timori delle signore di Bari Nell'inchiesta nomi di mogli di professionisti con quelli delle escort. Laterza: sembra Sodoma

Patrizia D'Addario
Patrizia D'Addario
BARI - L'appuntamento è davanti al Palace. «Sul marciapiede, così restiamo in tema». E' una ragazza spiritosa, Terry De Nicolò, storica vestale della scuderia di Gianpi. E non teme certo che le luci della ribalta le sciupino la pelle, ha appena finito un'intervista alla Zanzara , «tocca rivederla, sa?, per le querele. Comunque: benvenuto nella Bari dei magnaccioni!». Alle sette della sera sulla città incombe un'afa plumbea assieme all'attesa di nomi e carte, di quella specie di ordalia mediatica dentro cui i maggiorenti locali temono di veder saltar fuori cugine, sorelle e, soprattutto, consorti (i loro nemici lo sperano, dandosi di gomito). Mogli di notai, avvocati e imprenditori baresi facevano la fila con Tarantini per incontrare Berlusconi («e ti credo! Io ci tornerei a piedi, a palazzo Grazioli!», trilla Terry, incontenibile): poche righe, filtrate dagli atti d'inchiesta, bastano per far ripartire un ritornello che qui non s'è mai fermato davvero, dalla notte dei tempi, da quando la pornostar Rossana Doll (al secolo Rossana Di Pierro) scrisse un indimenticabile bestseller intitolato Membri di partito , raccontando che per diventare hostess dell'Alitalia aveva dovuto concedersi a tre politici pugliesi di primo piano (Patrizia D'Addario non s'è inventata niente di nuovo). Dietro i cristalli dei bar del corso, celando un sorriso malevolo nella tazzina dell'espressino, o dietro i tavoli di storiche abbuffate tarantiniane al Blanc de Noir o alla Bella Bari, tra i professionisti appollaiati al bordopiscina del club Nilaya o tra le loro mogli che si scolpiscono i glutei nella palestra Wakeup e tra i tiratardi del risto-night Fuoriluogo, insomma nei posti storici dei ragazzi e delle ragazze della Gianpi generation , la domanda è quella di sempre, di ogni elenco e tormentone: «Tu ci sei o no?». Tubino bianco, caschetto di capelli corvini, delizioso nasino alla Carfagna, Terry se la ride, sorseggiando il suo espressino mentre il barman del Palace la sbircia senza troppa discrezione. «Me ne hanno dette di tutti i colori: mignotta, spacciatrice! Adesso che escono i nomi mi metto sulla spiaggia sotto l'ombrellone a ridere. Perché, sa, a me le ipocrite della santa inquisizione fanno più schifo di tutte... quante sono queste signore? Più di dieci, sì... sicuro. Come lo so? Lo so. Però, piano, sono chiacchiere, lei che vuole da me?».
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Inchiesta trans: il 10/1 prima udienza

(ANSA) - ROMA - Udienza preliminare, il 10 gennaio, per le otto persone coinvolte nel presunto ricatto all'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e in altri episodi connessi, tra cui l'omicidio del pusher Gianguarino Cafasso. Si tratta di quattro carabinieri - Nicola Testini, Carlo Tagliente, Luciano Simeone e Antonio Tamburrino - della trans Natali', sorpresa con Marrazzo il 3 luglio 2009 nel suo appartamento di via Gradoli, e di tre pusher, Emiliano Mercuri, Massimo Salustri e Bruno Semprebene.

Manovra: tagli piu' leggeri su indennita' parlamentari

Roma, 7 set. (Adnkronos) - Tagli piu' leggeri delle indennita' parlamentari, per chi percepisce anche un reddito da attivita' lavorativa. Nella manovra approvata il 12 agosto e' prevista una decurtazione dell'indennita' pari al 50%, mentre nel maxiemendamento si stabilisce che ''la riduzione dell'indennita' parlamentare si applica in misura del 20% per la parte eccedente i 90.000 euro e in misura del 40% per la parte eccedente i 150.000 euro''.

Legge elettorale: Prodi, ben venga referendum per cambiarla

Roma, 7 set. (Adnkronos) - "Quando, nel 2005 fu approvata la legge Calderoli, a tutti nota come legge Porcellum, eravamo in campagna elettorale per rinnovare Parlamento e governo. Comprendemmo subito che era stata pensata per impedire la nostra vittoria. Era stata fatta per colpire soprattutto il Paese e le sue istituzioni". E' quanto si legge in un articolo a firma Romano Prodi, che sara' pubblicato domani sul quotidiano democratico 'Europa'.

Lele Mora lascia il tribunale in lacrime: "Chiesi altri 3 milioni di euro a Berlusconi"

Milano, 7 set. (Adnkronos) - Dopo aver ricevuto circa 2,8 mln di euro, in tre tranche, nel 2010, da Silvio Berlusconi attraverso Giuseppe Spinelli, Lele Mora ha chiesto nuovamente aiuto al premier, un aiuto da circa 3 mln. E' quanto ha ricostruito agli inquirenti lo stesso agente dei vip, in carcere dal 20 giugno scorso per concorso in bancarotta fraudolenta aggravata, in seguito al fallimento delle sue societa'.

Verso ottobre o novembre del 2010, ha dichiarato lo stesso talent scout, Mora incontro' il presidente del Consiglio per chiedere nuovamente un aiuto. All'incontro, racconta Mora, era presente anche Emilio Fede(indagato con Mora per concorso in bancarotta, ndr), ma il direttore del Tg4 nega la circostanza. In quell'occasione Berlusconi si sarebbe in un primo momento sorpreso della nuova richiesta posto che aveva gia' 'aiutato' l'agente dei vip con 2,8 mln circa.

Il manager ha cercato di giustificare le uscite sostenute senza dire al premier che buona parte di quei soldi erano finiti a Fede (che nega anche questa ricostruzione, ndr). Alla richiesta di quantificare l'aiuto, Mora ha indicato la cifra di 3 mln cosi' da arrivare ad un concordato fallimentare ed evitare l'ipotesi della galera. Un aiuto che pero', nel bel mezzo delle prime indiscrezioni e le prime indagini sul caso Ruby, non e' piu' arrivato.

Mora ha ricostruito davanti ai magistrati milanesi il 'conto' versato a Fede per quella che lo stesso talent scout ha definito "una costosa intermediazione". Ben 350.000 euro 'tracciati' e oltre 700.000 in contanti, in due tranche, in Svizzera e negli uffici di Mediaset.

La prima parte del denaro Mora l'avrebbe consegnata a Fede in Svizzera, negli uffici della Bsi di Lugano dove aveva aperto un conto sul quale erano arrivati parte dei 2,8 mln ricevuti dal Premier attraverso Giuseppe Spinelli. Secondo la ricostruzione di Patrik Albisetti, il funzionario della banca interrogato dai magistrati l'8 agosto scorso in rogatoria, il manager avrebbe chiesto in un primo momento di poter 'ritirare' 500.000 euro in contanti da dare a Fede. Ma di fronte al diniego della banca, si decise di aprire un conto nella disponibilita' del direttore del Tg4 dove versare 200.000 euro mentre altri 300.000 vennero consegnati al giornalista in contanti.
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Russia, aereo colpisce antenna radio e si schianta poco dopo il decollo: 43 le vittime

Mosca, 9 set. (Adnkronos) - Un aereo di linea russo si è schiantato nei pressi di Yaroslav, a circa 250 chilometri a nord di Mosca, provocando la morte di 43 persone. Lo riferisce l'agenzia Interfax.

Secondo le autorità russe, a bordo del velivolo viaggiavano 45 persone:un membro dell'equipaggio e un passeggero si sono sopravvissute all'incidente.

Il velivolo, uno Yak-42, - secondo quanto riferito dalle autorità russe - ha colpito un'antenna radio poco dopo il decollo: "Non è riuscito a raggiungere una quota sicura e ha colpito un'antenna radio collocata oltre la pista", afferma un comunicato.

A bordo dell'aereo si trovavano i membri della squadra di hockey sul ghiaccio di prima divisione del Lokomotiv Yaroslavl. L'attaccante russo Aleksandr Galimov è uno dei due sopravvissuti alla tragedia. Il giocatore si trova in ospedale in condizioni critiche e sta lottando contro la morte, ha riferito all'agenzia Interfax la moglie Marina. Tra le vittime vi sono giocatori di nazionalità svedese, polacca, ucraina, ceca, tedesca, bielorussa e lettone. La squadra si stava recando a Minsk, in Bielorussia, per un incontro di campionato in programma per domani.

Il Cremlino ha annunciato che il presidente russo Dmitry Medvedev si recherà domani sul luogo della tragedia.

Caso Tarantini, martedì i pm ascolteranno Berlusconi a Palazzo Chigi

(foto Adnkronos)
Roma, 7 set. - (Adnkronos/Ign) - Il premier Silvio Berlusconi sarà sentito, come persona offesa, martedìprossimo dai pm di Napoli nell’ambito dell’inchiesta su una presunta estorsione ai danni del premier per il giro di escort a Palazzo Grazioli, da parte dell’imprenditore Giampaolo Tarantini, già agli arresti, della moglie Angela Devenuto, ai domiciliari e dell’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola, latitante a Panama.

L’audizione si terrà, ha confermato all'ADNKRONOS il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, nel primo pomeriggio a Palazzo Chigi.

Nel frattempo il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, ha respinto al mittente l’accusa di lentezza nell'apertura dell'istruttoria sul procuratore di Bari, Antonio Laudati. Solo martedì, infatti, il Csm ha deciso di convocare il magistrato nonostante da luglio pendesse contro di lui un esposto firmato dall’ex sostituto di Bari Giuseppe Scelsi, primo titolare del caso Tarantini, in cui lo si accusava di aver ritardato l’inchiesta sulle escort a palazzo Grazioli.

"Ritengo che il Csm non abbia nulla da rimproverarsi – ha detto Vietti, in apertura del plenum - La prima commissione ha fatto diligentemente il proprio dovere". "Il Consiglio è stato e continua ad essere -ha aggiunto - rispettoso della segretezza, se ritenuta necessaria, o comunque della massima discrezione dei propri lavori". Dunque, per Vietti, "non ci sono ragioni per dolersi" di nessun comportamento del Consiglio e ha ribadito la "massima attenzione al riserbo su tutto quello che attiene alla nostra attività".

Al Senato la fiducia sulla manovra

Roma, 7 set. (Adnkronos/Ign) - L'aula del Senato ha posto la questione di fiducia sul maxi emendamento del governo alla manovra economica. La conferenza dei capigruppo ha stabilito l'inizio della discussione generale alle 12, alle 18 dichiarazioni di voto in diretta, alle 19.15 la chiama dei senatori. Il voto finale avverrà attorno alle 20

Intanto, seconodo quanto si legge nella relazione tecnica che accompagna il maxiemendamento presentato in Senato, emerge che complessivamente le manovra economica vale per il 2013, anno in cui dovrà essere raggiunto il pareggio di bilancio, 54,265 miliardi di euro.

In particolare grazie le ultime modfiche il provvedimento impatterà positivamente sul deficit per 4,343 miliardi nel prossimo anno e 4,399 miliardi nel 2013. Nel 2011 invece l’impatto sull’indebitamento netto sarà di 700 milioni. Quasi tutto il gettito aggiuntivo arriva dall'aumento dell'Iva dell'1% che scatterà dall'entrata in vigore della manovra. Il gettito previsto per il 2011 è infatti pari a 700 milioni, mentre dal prossimo anno sarà pari a 4,2 miliardi.

Tra le altre novità, il contributo di solidarietà del 3% per i redditi oltre 300.000 euro, in vigore ''fino al raggiungimento del pareggio di bilancio'' anche per gli anni successivi il 2013, e l'incremento dell'età pensionabile per le donne nel settore privato dal 2014. L'allineamento tra l'età di pensionamento nel settore pubblico e in quello privato, si legge nella relazione tecnica, ''è previsto con la medesima gradualità (per completarsi a partire dal 2026) con seguenti passi di incremento a decorrere dal primo gennaio di ogni anno''.

Si allenta la stretta sugli evasori, per cui è prevista la reclusione nei casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: ''ammontare dell'imposta evasa superiore al 30% del volume d'affari, ammontare dell'imposta evasa superiore a 3 milioni di euro''.

Salta la certificazione dei debiti che la P.a. ha contratto con le imprese. Il provvedimento, approvato in commissione Bilancio e 'saltato' nel maxiemendamento, dava la possibilità alle banche di poter riscattare i debiti delle imprese.
Continua ...

martedì 6 settembre 2011

Manovra, Cdm chiede la fiducia Rialzo dell'Iva al 21%. Pensioni, aumento età per donne dal 2014

(Adnkronos)
Roma, 6 set. - (Adnkronos/Ign) - Sulla manovra il governo punta a chiedere la fiducia . Il Consiglio dei ministri e' stato convocato oggi a palazzo Chigi, alle 18, per autorizzare il voto di fiducia sulla manovra economica.

La decisione dell'esecutivo è arrivata dopo un vertice di maggioranzache si è svolto nella residenza del premier Silvio Berlusconi a cui hanno partecipato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il sottosegretario Gianni Letta, il ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli, il capogruppo alla Camera dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto e quello dei senatori Maurizio Gasparri, oltre al capogruppo della Lega al Senato, Federico Bricolo.

''Il Governo intende porre la fiducia sul testo commissione della manovra, con le seguenti aggiunte: aumento di un punto iva, dal 20 al 21%, con destinazione del maggior gettito a miglioramento dei saldi del bilancio pubblico; fino al pareggio di bilancio, contributo del 3% sopra i 500.000 euro; adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014" comunica una nota di Palazzo Chigi.

Giovedi' inoltre il Consiglio dei Ministri approvera' l'introduzione in Costituzione della ''regola d'oro'' sulpareggio di bilancio e l'attribuzione alle Regioni delle competenze delle Province.

Per quanto riguarda l'iter della manovra, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha annunciato che il Senato darà il suo via libera domani, con il voto di fiducia.

Afghanistan: WikiLeaks, Italia pagò talebani per proteggere proprie truppe

Afghanistan: WikiLeaks, Italia pagò talebani per proteggere proprie truppe
LONDRA – Nuovi cablo diffusi dal sito di WikiLeaks rivelano ancora una volta che l’Italia avrebbe raggiunto un accordo segreto con i talebani per salvaguardare le proprie truppe in Afghanistan. Secondo Press TV, l’Italia aveva accettato di pagare i talebani ed ottenere in cambio la fine degli attacchi di questi contro le sue truppe. Gli americani, rivelano i cablo, scoprirono l’accordo solo nel 2008 e incaricarono l’ambasciatore a Roma Ronald P. Spogli di esprimere la preoccupazione di Washington. Spogli incontrò al tempo Silvio Berlusconi che negò la questione, ma non escluse nemmeno che l’accordo fosse stato stipulato dal suo predecessore con i talebani. Nel 2009 il The Times di Londra riportò un articolo in cui il comandante talebano Mohammad Ismayel confermava di aver ricevuto da ufficiali italiani migliaia di dollari per garantire la sicurezza delle forze italiane stanziate a Sarobi, ad est della capitale Kabul. L’ambasciatore Spogli, rivela WikiLeaks, scrive nell’Ottobre 2008 una lettera a Bush per dire che la reputazione degli italiani è sempre più rovinata dai rapporti che parlano di un loro accordo con i talebani per non combattere. A confermare il probabile accordo tra italiani e talebani vi fu il fatto che quando Sarobi venne affidata ai francesi, in poco tempo, in una regione che era stata sempre calma, ci furono molteplici attacchi talebani che uccisero 10 soldati francesi.

Massimo De Santi all'IRNA: il governo della Francia e` un pericolo per la pace mondiale

Massimo De Santi all'IRNA: il governo della Francia e` un pericolo per la pace mondiale

ROMA- Il professor Massimo De Santi, direttore del Comitato Internazionale di Educazione per la Pace ha dichiarato che le ambizioni del governo francese di far rinascere il colonialismo ed il potere nucleare, sono pericolose per la pace mondiale. Il professore De Santi, parlando all'agenzia IRNA, ha aggiunto che Nikolas Sarkozy, ha intenzione di prendere il posto degli Stati Uniti nel medioriente. Le ultime vicende in Africa rivelano l’intervento di Parigi nella rivoluzione in Tunisia e in Libia e la provocazione dei gruppi armati. Egli ricordando l’interferenza francese nella questione libica, ha ribadito che la Francia cerca di raggiungere il petrolio che ha perso dal 1969 in segiuto alla nazionalizzazione del petrolio del paese. Lo studioso italiano ha aggiunto che la Francia prima di minacciare l’Iran-un paese che ha annunciato tante volte di approffittare dell’energia atomica per scopi pacifici- dovrebbe distruggere tutte le proprie armi nucleari. Egli ha dichiarato: “La Francia deve rivedere le sue politiche internazionali. Io spero che la nazione francese, si risvegli e reagisca contro i deliri di Sarkozy".