Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
domenica 11 settembre 2011
Fini: "Ci saranno mesi difficili, il Terzo Polo si candida alla guida del Paese"
E Silvio risparmiò 300 milioni di tasse
11 settembre 2001, dieci anni dopo: verita' nascoste (video con narrazione in italiano)
11 settembre 2001, dieci anni dopo: verita' nascoste (video con narrazione in italiano)
Ahmadinejad: 11/9 un pretesto per occupare Afghanistan e Iraq
TEHERAN - L'11 settembre e' stato utilizzato dagli Stati Uniti come un pretesto per attaccare l'Afghanistan e l'Iraq. L'ha detto il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad intervenuto oggi a Teheran alla cerimonia di apertura della quinta assemblea mondiale islamica Ahl al-Bayt. "L'evento dell'11 settembre e' stato un gioco complicato, programmato per colpire le emozioni della nazioni, aprendo la strada all'occupazione prima dell'Afghanistan e poi dell'Iraq. Una tragedia che fino ad ora ha causato la morte di oltre un milione di persone. Gli Usa hanno lanciato queste due guerre per risolvere i propri problemi economici", ha aggiunto Ahmadinejad citato dall'agenzia di stampa Mehr News.
Grecia, nuova stretta economica per oltre due miliardi e mezzo di euro
Le nuove misure supplementari includono le tasse sulla proprietà, sui depositi con sede in banche straniere e imposte addizionali su sigarette e alcol
Lepore, no ipotesi Berlusconi indagato
(ANSA) - NAPOLI - Da vittima a indagato per corruzione nel caso Tarantini: quello che per il premier Silvio Berlusconi, secondo indiscrezioni di stampa, sembra essere un timore, per il procuratore di Napoli, Lepore, "non sembra un'ipotesi". Lepore, sull'eventualità che il premier, al momento parte lesa, possa essere indagato, risponde con un "mah" e aggiunge: ''Dipende da quello che dirà e se ce lo dirà, non e' che noi ci svegliamo la mattina e decidiamo di mettere sotto processo questa o quell'altra persona".
Egitto: a processo 25 ex ufficiali che organizzarono la 'Battaglia del cammello'
11/9, l'America ricorda l'attacco. Obama e Bush a Ground Zero
Si sposa la figlia del senatore PdL: seduta sulla manovra sospesa al Senato
Gioacchino Alfano offre la festa: tutti a Napoli a festeggiare
La campana suona a mezzogiorno, come all’Ok Corral. Il sole è a picco, la sfida per il paese è come un duello con i mercati. Il sudore scende dalla fronte dei protagonisti, è il momento decisivo. Per andare a festeggiare la figlia del senatore che si sposa, ovviamente. Che credevate?
A mezzogiorno preciso di ieri, col mondo che casca, i deputati hanno riposto faldoni e tabelle contabili, statistiche e grafici, proiezioni e dati sui conti correnti e hanno chiuso i battenti. Si sospende l’esame dei provvedimenti. Arrivederci a lunedì. Panico tra ministri e sottosegretari. Giustificazione da parte del capogruppo Pdl in Commissione: si sposa mia figlia e nessuno vuole rinunciare all’invito, ergo se non sospendiamo la seduta, la maggioranza non ha i numeri. Alla faccia del Paese e dei suoi problemi: si sposa la figlia giovanissima di Gioacchino Alfano e si va tutti a Napoli a festeggiare.
Continua ...
Anche la Polverini vuole cacciare Silvio
“Il premier ha perso credibilità e reputazione”
Il presidente del Consiglio ‘ha perso credibilita’ e reputazione’. Lo afferma al Messaggero il governatore del Lazio, Renata Polverini, che invita ‘le persone illuminate del Pdl, se ce ne sono, a dire in faccia al premier che esiste una soluzione alternativa’, ma precisa: ‘Sia chiaro che fintanto che ha i numeri in Parlamento solo Berlusconi puo’ decidere di fare un passo indietro’.
IL GRANDE CENTRO – ‘In un momento come questo – aggiunge Polverini – certamente c’e’ bisogno di lavorare tutti insieme ma che i tempi siano maturi per un governo di larghe intese mi sembra improbabile. Sarebbe pero’ un grande gesto per tutti gli italiani che ci osservano se le forze politiche riuscissero a dare una risposta univoca’. Sull’ipotesi di Angelino Alfano a Palazzo Chigi e Gianni Letta al Quirinale, Polverini osserva: ‘Ho grande stima per entrambi ma naturalmente questo lo decideranno da un lato il Pdl e la coalizione che andra’ alle elezioni, dall’altro il Parlamento’.“Uno sfregio comunista a Padre Pio”
Antonio Socci su Libero si arrabbia per i mosaici del cittadino di San Giovanni Rotondo
Sulla prima pagina di Libero di oggi campeggia il pericolo comunista. Ancora una volta, gli orridi rossi passano all’attacco sfregiando una delle icone del cristianesimo mondiale: Padre Pio di Pietrelcina. Per fortuna che c’è Antonio Socci a salvarci:
Sono milioni ogni anno i pellegrini che si recano a San Giovanni Rotondo. E negli ultimi tempi si trovano davanti a sorprese che lasciano sconcertati, nel nuovo edificio di Renzo Piano dove è stato portato il corpo di san Pio. Per esempio i mosaici (che a me non piacciono) realizzati da Marko Rupnik proprio per il sepolcro del Padre. In tutto il ciclo delle raffigurazioni c’è una testata giornalistica italiana che viene mostrata e di conseguenza viene – per così dire – pubblicizzata. Una sola: l’Unità. È davvero molto sorprendente perché nel mosaico si vede padre Pio che addirittura benedice una tizia che ha inmano appunto«l’or – gano del Partito comunista italiano». Il messaggio inequivocabile è quello di una benedizione alla stessa Unità e all’appartenenza comunista.
Continua ...
http://www.giornalettismo.com/archives/146721/uno-sfregio-comunista-a-padre-pio/
Test per l'Hiv: dopo quanto si può esser certi di un risultato negativo?
Con i test di quarta generazione, tre mesi sono sufficienti per affermare che l'infezione non è avvenuta.
Questa estate sono stato imprudente e adesso sono spaventatissimo all’idea di aver contratto l’Hiv. Naturalmente intendo sottopormi al test e, ovviamente, vorrei mettermi il più presto possibile il cuore in pace. Ma qui sorgono altri dubbi: dopo quanto tempo "dall’episodio" posso fare il test ed essere certo che il risultato sia davvero "definitivo"? C’è chi mi dice che dovrò aspettare addirittura un anno prima di essere sicuro di non essere stato infettato. C’è chi parla, invece, di sei mesi, chi di tre mesi, chi di due soltanto. Qual è la verità, a chi devo credere?
Risponde Massimo Galli Responsabile III Divisione Malattie Infettive Ospedale Sacco, Milano
| Test per l'Hiv: tre mesi sono sufficienti |
Svezia, 4 arresti per allarme terrorismo Sono accusati di preparare un attacco. Evacuate 400 persone dal centro delle arti di Gotoborg
IL CENTRO- Gli arresti sono avvenuti dopo che attorno a mezzanotte la polizia di Goteborg ha ordinato l'evacuazione del centro per le arti Roda Sten a causa di una minaccia terroristica. A quel momento nel centro si trovavano circa 400 persone che stavano partecipando all'inaugurazione di un festival di arte contemporanea. L'evacuazione si è resa necessaria «alla minaccia di un grave pericolo per la vita e la salute delle persone, così come della completa distruzione dell'edificio». Polizia svedese non ha al momento voluto diffondere dettagli sulla vicenda, ma una portavoce ha precisato che vi sono «forti sospetti» contro i quattro arrestati.
Attacco a base Nato: 2 morti e 77 feriti
Autobomba è esplosa nell'anniversario dell'11 settembre. Altri ordigni esplodono su strade uccidendo 10 civili.
MILANO- Nel decennale dell'11 settembre, in Afghanistan scorre il sangue. Ci sono stati attacchi in diverse parti del Paese. Il più grave si è verificato davanti a una base Nato a causa di un'autobomba, nella provincia di Wardak. Quasi 80 soldati americani sono rimasti feriti, due persone uccise, tra cui una bambina di tre anni. E non è finita qui: alcuni ordigni sono esplosi sulle strade: almeno 10 le vittime, tutti civili.L'ALLARME- Gli attenti sono stati tutti rivendicati dai talebani. In particolare quello alle forze dell'Alleanza. Secondo una prima ricostruzione un kamikaze si è fatto saltare in aria su un camion proprio davanti alla base. Intanto a Herat sono stati arrestati tre uomini, sospettati di essere legati agli attentati.
La scuola dei tagli a rischio "implosione"
La cura Tremonti-Gelmini, l'esercito di precari in attesa di un posto, istituti accorpati e risorse all'osso: il sistema è vicino al collasso
Domani le insegnanti della scuola elementare Aristide Gabelli di Torino riceveranno un testo di Roberto Benigni. S'intitola «Amare il proprio lavoro». è il regalo di primo giorno di scuola della loro direttrice, Nunzia Del Vento, che spiega: «L'ho scelto perché noi insegnanti possiamo continuare solo se c'è quello: l'amore per il nostro lavoro. Non ci rimane altro». L'anno scolastico che sta per partire è il primo dopo la serie di cure - qualcuna da cavallo - somministrate da almeno tre ministri - Moratti, Fioroni e Gelmini - con l'ausilio di uno specialista, il dottor Tremonti. Tagli e ristrutturazioni: tutto per far quadrare i conti che non tornano. «La cura è finita e la scuola è depressa», dice Nunzia Del Vento, che oltre che dirigere la Gabelli e altre tre scuole è vicepresidente dell'Asapi, l'associazione delle scuole autonome della sua regione. «In Piemonte», dice tanto per fare un esempio, «mancano 182 dirigenti su 650 scuole». è l'effetto della manovra economica di luglio: sono stati decisi gli accorpamenti di molte scuole, così parecchi direttori o presidi ne avranno più di una da gestire. Classi ridotte Se ci mettiamo a spiegare nel dettaglio provvedimenti e interventi delle varie riforme che ora arrivano tutte a regime, non ne usciamo più. Troppo complicato: roba da specialisti. La sintesi è che molto è stato tagliato, per cui per forza di cose il «prodotto» offerto dalla scuola non può essere migliorato. Anzi. «Lei mi chiede quali sono i motivi di sofferenza che ci si presentano quest'anno?», dice il professor Roberto Pellegatta, presidente nazionale DiSal (dirigenti scuole autonome e libere). «Ma il suo giornale non basterebbe a contenerli tutti!». E comincia il cahiers de doléances: «I tagli sono stati fatti in modo indiscriminato: come se un giardiniere tagliasse tutto alla stessa altezza, senza tenere conto che oltre all'erba ci sono le rose e i gerani. Hanno ridotto le ore di lezione. Hanno aumentato il numero di alunni per classe per ridurre il numero delle classi. Hanno ridotto il numero dei dirigenti: un terzo delle scuole italiane non avrà un preside a tempo pieno. Tutto questo cambierà le relazioni interne alle scuole, che da comunità educative diventeranno apparati burocratici. La didattica ne risentirà».
Continua ...
http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/news/articolo/lstp/419623/