domenica 4 settembre 2011

Se la Bce molla l’Italia

Le modifiche alla manovra fanno discutere e arrabbiare Francoforte

Prima la lettera, poi l’acquisto dei bond dopo il varo della manovra. E adesso le moltissime perplessità sulle modifiche. Marika De Feo sul Corriere parla dell’eventualità partendo dai malumori di Francoforte e dalla famosa lettera della Bce rimasta segreta:

Fra l’altro, gli impegni ad attuare la manovra erano stati anticipati, pare, con una lettera inviata da Roma a Trichet, e rimasta finora segreta (al punto da non trovare ancora conferma). E fatta recapitare all’Eurotower a tamburo battente, in risposta alla missiva inviata dal numero uno della Bce e dal suo successore designato, il governatore Mario Draghi, la prima settimana di agosto. Fatto sta che ora, a ridosso della prima riunione dopo la pausa estiva del Consiglio direttivo della Bce, prevista per l’8 di settembre, i banchieri centrali si stanno interrogando se proseguire con il programma straordinario di acquisti di titoli italiani e spagnoli al mercato secondario, iniziato quattro settimane fa. Soprattutto i banchieri centrali tedeschi erano contrari agli interventi della Bce.

Continua ...

http://www.giornalettismo.com/archives/144341/se-la-bce-molla-litalia/

Usa, non ha i soldi per l'assicurazione sanitaria Ventiquattrenne muore per il mal di denti

Il ragazzo, già padre di famiglia, ha perso la vita a causa di una banale infezione ai denti perché non poteva permettersi i farmaci per curarla.

New York - La denuncia è partita da un’emittente locale del network Nbc, la Wlwt: questa settimana a Cincinnati, nello stato americano dell’Ohio, un padre di famiglia di 24 anni è morto a causa di una banale infezione ai denti perché non poteva permettersi i farmaci per curarla. La storia è stata rilanciata da Abc News, nell’eterno dibattito sulle gravi lacune del sistema sanitario statunitense malgrado la riforma strappata l’anno scorso dal presidente Barack Obama.

Stando alle cronache, Kyle Willis aveva cominciato a sentire dolore a un dente del giudizio un paio di settimane fa. Quando i dentisti gli hanno detto che bisognava estrarlo, lui ha rinunciato all’intervento perché era disoccupato e non aveva alcuna copertura sanitaria. Quando il viso gli si è gonfiato visibilmente, e la testa ha iniziato a fare molto male il giovane è andato al pronto soccorso dove gli hanno prescritto antibiotici e antidolorifici. Non potendosi permettere entrambi, Willis ha deciso di comprare solo i secondi.

Così l’infezione ai denti si sarebbe diffusa provocando danni al cervello, infine il decesso, martedì scorso. Negli Stati Uniti l’accesso alle cure dentali è sempre più difficile per adulti e bambini con un reddito basso e la situazione è peggiorata con la crisi economica. Lo scorso aprile la Kaiser Family Foundation ha pubblicato uno studio secondo cui il 33 percento degli intervistati evita cure dentistiche o visite di controllo perché non se li può permettere. Un rapporto dell’U.S. Surgeon General nel 2003 scoprì addirittura che 108 milioni di americani non avevano assicurazioni dentistiche, pari a circa 2,5 volte il numero di persone che all’epoca non era coperto da assicurazioni sanitarie.

Nucleare: rapporto AIEA, conferma senza precedenti a collaborazione dell’Iran

Nucleare: rapporto AIEA, conferma senza precedenti a collaborazione dell’Iran
TEHRAN - Il rappresentante iraniano all’Aiea, Ali Asghar Soltanieh, in un’intervista rilasciata alla rete satellitare iraniana PressTv, ha affermato che l’ultimo rapporto dell'Aiea, pubblicato venerdì scorso, per la prima volta parla a chiare lettere della piena collaborazione dell’Iran con l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA) e dichiara che le autorità iraniane hanno fornito al Capo del Dipartimento delle Garanzie (Safeguards Department), Herman Nackaerts e ai suoi assistenti, l'accesso completo ai siti nucleari dell'Iran e alle sue centrifughe avanzate. Soltanieh ha affermato che l'Iran è l'unico paese (del mondo) che abbia mai concesso l'accesso degli ispettori dell'IAEA alle sue centrifughe. Egli ha aggiunto che l'ultimo rapporto dell'Aiea inoltre sottolinea che per la prima volta dal 2005, Nackaerts in quanto ispettore superiore dell’Onu per il nucleare, ha visitato l’impianto per la produzione di acqua pesante dell'Iran. “La mossa dell'Iran è una dimostrazione significativa di apertura alla comunità internazionale e un segno per rivelare la natura pacifica delle sue attività nucleari”, ha detto Soltanieh. Il rappresentante iraniano all’Aiea ha messo in quardia l’AIEA, dalle pressione politiche che possano danneggiare l'imparzialità dell'agenzia. Gli Stati Uniti, il regime israeliano, già in possesso di numerose testate atomiche, accusano Teheran di perseguire obiettivi militari nel suo programma nucleare. Ma l’Iran, respingendo le accuse, afferma che in quanto firmatario del Trattato di non Proliferazione Nucleare (TNP) e come membro dell'AIEA, ha il pieno diritto per sviluppare e usare la tecnologia nucleare con gli scopi pacifici. Nelle numerose ispezioni effettuate dall'AIEA negli impianti nucleari iraniani, non sono stati trovati alcun prova riguardo un’eventuale deviazione del programma nucleare pacifico dell’Iran. Lo rivela PressTV.

Napolitano: Italia delusa dall’ingresso nell’euro

Napolitano: Italia delusa dall’engresso nell’euro
ROMA - Dall'ingresso nell'Euro "l'Italia non ha tratto le conseguenze sperate": ad ammetterlo è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento al workshop Ambrosetti di Cernobbio. "Negli ultimi 10 anni - ha proseguito il capo dello Stato - la crescita ha ristagnato e c'è stato un andamento non positivo per la produttività". Napolitano ha poi auspicato un "impegno comune" per un rapido varo della Manovra. L'Italia, ha spiegato Napolitano, ha fatto "scelte coraggiose come la rinuncia all'autorità monetaria" e l'ingresso nel'euro, ma a 10 anni di distanza si può dire che questa decisione non abbia portato i frutti sperati. Il motivo, secondo il capo dello Stato, è che altre scelte "sono mancate". Ad esempio, ha rilevato il presidente della Repubblica italiana, "si è ritardato ed esitato ad affrontare il vincolo che doveva essere allentato e sciolto dell'indebitamento pubblico. La conseguenza è che "nei 10 anni dall'ingresso dell'euro" si è sentito questo peso. Per uscire dalla "criticità" di questo momento, Napolitano auspica quindi che sia varato "entro il semestre di presidenza polacca europea il pacchetto di governance economica", così come le misure anticrisi. E questo "senza incertezze e riserve tali da produrre instabilità".

Alfano: Berlusconi ancora candidato premier per 2013

Alfano: Berlusconi ancora candidato premier per 2013
ROMA - Nel 2013 Silvio Berlusconi sarà ancora il candidato premier. Ne è convinto il segretario nazionale Pdl, Angelino Alfano, a Summonte in provincia di Avellino per la festa del Pid. Lo riferisce Rainews24. Quanto alla recente manovra Alfano ha detto: "Il governo sta rispondendo con uno strumento nazionale, una legge, a una crisi internazionale. Lo faremo tenendo i saldi invariati e in tempi record". Lo ha detto Angelino Alfano, parlando con i giornalisti a margine della prima festa nazionale de "I popolari d'Italia domani" in corso a Summonte.

ISRAELE: 400. 000 'INDIGNADOS' MANIFESTANO CONTRO COSTO VITA

(AGI) Tel Aviv - Non e' il milione cui gli organizzatori puntavano ma almeno 400.000 'indignados' israeliani, sul modello degli ispiratori spagnoli, sono scesi in strada in tutto il Paese per protestare per la sesta volta di seguito contro il costo della vita nel Paese. Si tratta comunque del record rispetto ai 300.000 del 6 agosto scorso. La maggior parte stanno sfilando, rigorosamente dopo la fine dello shabat, nella laica Tel Aviv, inneggiando contro il premier Benjamin Netanyahu.

LIBIA: CINA PRONTA A VENDERE ARMI A GHEDDAFI A LUGLIO

(AGI) Ottawa - A luglio la Cina avrebbe offerto a Muammar Gheddafi grossi quantitativi di armi. E' quanto emerge da un documento scritto su carta intestata di un dipartimento governativo libico, ritrovato in mezzo ai rifiuti vicino al complesso fortificato del Colonnello di Bab al Aziziya a Tripoli. Lo riferisce il quotidiano canadese 'The Globe and Mail'. Sarebbero tre le aziende cinesi produttrici di armi, controllate dallo Stato pronte a vendere armi e munizioni per un valore pari a 200 milioni di dollari, in violazione delle sanzioni imposte dall'Onu a febbraio e marzo

LIBIA: CUBA NON RICONOSCE CNT E RITIRA PERSONALE DIPLOMATICO

(AGI) L'Avana - Dopo il Venezuela di Hugo Chavez, Cuba resta tra i pochi Paesi a sostenere di fatto Muammar Gheddafi. L'Avana ha reso noto che non solo non intende riconoscere il Cnt ma anche deciso di ritirare tutto il personale diplomatico dalla Libia. Cuba "non riconosce al Cnt alcuna autorita' e attendera' che si costituisca un governo legittimo senza interventi stranieri" per riallacciare relazioni diplomatiche. Lo rende noto un comunicato del ministerio degli Esteri cubano

Wikileaks all'attacco sul web "Boicottate il Guardian"

Su twitter Assange chiama i suoi sostenitori a raccolta contro il giornale britannico, che avrebbe "violato gli accordi" sulla riservatezza del database dei cablo Usa. Ma riceve molte critiche dagli internauti. E il giornale inglese, insieme agli altri coinvolti, contrattacca: "Assange aveva già deciso di diffondere quei file"

di RAFFAELLA MENICHINIOrmai è guerra aperta: dopo aver deciso di mettere a disposizione del pubblico tutti gli oltre 250 mila 1 cablo del dipartimento di Stato - senza filtri e selezioni redazionali e parlando apertamente di "media di parte" - oggi Wikileaks circoscrive l'oggetto della polemica e chiama il suo "popolo" al boicottaggio del Guardian. "Chiediamo a tutti di boicottare il Guardian, nessuno deve fidarsene. Soprattutto, non stringete mai accordi con loro: non li rispettano". Il tam tam è partito, come sempre, su twitter. Dal suo account, che pare gestito direttamente da Julian Assange, l'organizzazione sta facendo partire brevi messaggi-strale contro il quotidiano britannico, allegando addirittura il contratto (qui un resoconto Storyful 2della polemica online) firmato dal direttore Alan Rusbridger il 30 luglio 2010 con l'impegno a "non divulgare a parti terze" il contenuto del "pacchetto": ovvero, l'accesso ai file del dipartimento di Stato che l'anno scorso fecero esplodere uno dei più grandi casi diplomatico-giornalistici degli ultimi anni. L'appello per ora non sembra ricevere molti consensi: sono infatti più le persone che difendono la credibilità del giornale e cominciano a diffidare della vera natura della campagna di Assange.
Continua ...

Tarantini, sette ore di interrogatorio Laudati: "Falso quanto detto al telefono"

Nelle conversazioni intercettate l'imprenditore pugliese vantava l'aiuto del procuratore capo di Bari. Che smentisce e chiede un'ispezione ministeriale. A Napoli il faccendiere arrestato ripete: "Nessun ricatto, Berlusconi mi diede soldi solo per beneficenza"

NAPOLI - Per sette ore Gianpaolo Tarantini e la moglie hanno risposto alle domande dei magistrati, nel carcere napoletano di Poggioreale. Questo mentre il capo della procura di Bari, Antonio Laudati - tirato in ballo proprio da Tarantini in una conversazione telefonica con Lavitola ("Il procuratore ci sta aiutando", diceva il faccendiere pugliese) - interveniva con una lettera (LA LETTERA INTEGRALE DI LAUDATI) 1. Chiedendo ai colleghi leccesi, che stanno indagando sui presunti ritardi nell'inchiesta barese sulle escort, di fare in fretta. E sollecitando tutti i controlli del caso, compresa un'ispezione ministeriale (e il ministro della giustizia, Nitto Palma, ha già risposto: "Valuteremo, un'ispezione è probabile"). BARI, IL CASO LAUDATI 2 E' stata una giornata importante sul fronte dell'inchiesta per la presunta estorsione al premier. A Napoli, nel carcere di Poggioreale, si è svolto l'atteso interrogatorio di garanzia di Gianpaolo Tarantini e sua moglie, Angela Devenuto, arrestati giovedì per estorsione ai danni del presidente del Consiglio.
Continua ...

Trichet: "L'Italia rispetti gli obiettivi" Frattini: "La Bce continui a sostenerci"

Ospite del Workshop Ambrosetti a Cernobbio, il presidente della Bce ricorda al governo gli impegni per il risanamento. Il ministro degli Esteri: "Garantiremo parità di bilancio nel 2013". Tremonti ottimista: "La lotta all'evasione coprirà ampiamente i saldi". Commissione Bilancio al lavoro sugli emendamenti alla manovra: resta il numero chiuso per la farmacie

ROMA - L'Italia torna a guardarsi negli occhi con un'Europa preoccupata per le incertezze della manovra e del piano di risanamento del Paese. Gli occhi, e soprattutto le parole, sono quelle di Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, ospite del Workhop Ambrosetti di Cernobbio. Il numero uno di Eurotower dialoga in collegamento video con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, autore di un intervento 1 a difesa dell'europeismo italiano e dell'Unione, ma anche severo verso le scelte mancate in passato da Roma. Trichet punta invece sul presente e ribadisce l'ineludibilità di alcuni, decisivi passaggi. Per Trichet, è "essenziale" che l'Italia confermi e raggiunga gli obiettivi di risanamento economico indicati dalla manovra bis e "che l'annunciata diminuzione del debito sia pienamente confermata e implementata''. Allo stesso modo, per il presidente della Bce, l'Italia deve avviare riforme strutturali, perché ''la crisi globale continua'' e le economie avanzate devono riflettere sul futuro dopo ''l'incredibile negligenza'' di avere indebolito il Patto di stabilità, come avevano chiesto nel 2004-2005 Germania, Francia e anche Italia. Ora ''occorrono riforme strutturali forti'', ammonisce Trichet, per evitare il soffocamento della produttività, e implementare con forza le decisioni sulla governance europea prese il 21 luglio scorso. La replica del governo è affidata a Franco Frattini, presente a Cernobbio. "Le sue preoccupazioni troveranno risposta nei fatti - ha detto il ministro degli Esteri -. I fatti saranno mantenere i saldi invariati, garantire la parità di bilancio già nel 2013 e certamente garantire la rapida approvazione della manovra". Frattini, inoltre, confida nel fatto che la Bce continui a supportare gli sforzi di stati come l'Italia e la Spagna. "Escluderei che la Bce decida di smettere di acquistare i nostri titoli". A Cernobbio arriva anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, reduce dall'incontro nazionale di studi delle Acli a Castel Gandolfo, dove Tremonti ha detto che ''il pareggio di bilancio non è una chimera, ma non è neanche solo ragioneria, occorre una logica di equità'', in cui si metta definitivamente da parte l'illusione "che noi occidentali possiamo vivere meglio degli altri. Noi non possiamo più vivere a debito e il processo di riduzione che porta al pareggio di bilancio non è un esercizio ragionieristico o contabile, è un esercizio civile e politico fondamentale''. A Castel Gandolfo, Tremonti nota in platea un cartello che recita: "Anche i ricchi paghino". Il ministro si dice d'accordo e, annunciando l'intenzione di portar via con sé quello slogan, esprime nel suo intervento grande ottimismo sulla portata e i risultati delle misure anti-evasione. ''Data l'enorme dimensione dell'evasione, questa mi sembra una riforma strutturale che va nel senso dell'equità - afferma Tremonti -. Quei soldi arriveranno sicuramente, sono assolutamente coperti. Io penso che ne arriveranno molti di più, assolutamente molti di più nella logica della prevenzione''.
Continua ...

Strauss Kahn, addio a New York Torna in Francia da uomo libero

Ha ripreso l'aereo in un sabato pomeriggio: lo stesso giorno nel quale - il 14 maggio - fu prelevato da un altro aereo è iniziò la sua odissea. Conclusasi con la cancellazione di tutte le accuse. L'uscita per l'ultima volta dalla lussuosissima casa di Tribeca dal nostro corrispondente ANGELO AQUARO

NEW YORK - Il lungo addio di Dominique Strauss Kahn alla metropoli che avuto l'onore di ospitarlo nella prestigiosissima isola-prigione di Rikers è finito sabato pomeriggio: 3 settembre. Era proprio sabato pomeriggio quel 14 maggio in cui l'allora presidente del Fondo monetario fu arrestato con l'accusa di violenza sessuale già a bordo del volo Air France 023 con destinazione Parigi. E forse con un pizzico di scaramanzia l'uomo che aspirava alla poltrona di Nicolas Sarkozy ha preferito pescare adesso un altro numero della flotta: il volo Air France 007 che dal John Fitzgerald Kennedy di New York porta dritto dritto al Charles De Gaulle di Parigi. Sorrisi e scambi di occhiate con i giornalisti inutilmente in attesa di una parola all'uscita dell'abitazione da 50mila dollari al mese nel cuore della trendissima Tribeca. E poi via con la moglie miliardaria Anna Sinclair sotto i flash scroscianti dei paparazzi. Adieu Grande Mela in cui in questi cento giorni Dsk è passato dal ruolo di baco malato a quello di vittima ed eroe. Adieu Ofelia alias Nafissatou Diallo: la cameriera del Sofitel che l'accusava di averlo violentato in una suite da 3mila dollari ma che è inciampata nelle mille bugie che hanno tradito gli investigatori. Adieu Cyrus Vance capo della procura più importante del mondo e protagonista di una figuraccia internazionale. Ma è un adieu o solo un aurevoir?
Continua ...

Il governo liberale mette il numero chiuso alle farmacie

Tra qualche citica approvato in commissione Bilancio al Senato l’emendamento del PdL

Via libera a una norma che mantiene il ‘numero chiuso’ delle farmacie. E’ stato approvato un emendamento alla manovra (all’articolo sulle liberalizzazioni), in commissione Bilancio al Senato, che chiarisce la necessita’ di mantenere ‘la limitazione del numero di persone titolate a esercitare una professione’ per le professioni ‘connesse alla salute umana’. LIBERO MERCATO? NO - Se il settore sanitario “venisse abbandonato al libero mercato -si legge nella relazione che accompagna l’emendamento- le logiche che presiederebbero alla dislocazione dei detti servizi non sarebbero piu’ quelle della facile accessibilita’, della capillarita’ e dell’universalita’ del servizio ma solo quelle della convenienza economica”.

CRITICHE - L’emendamento, presentato dal Pdl, ha creato contrasti all’interno della maggioranza, che lo ha votato compatta ma con la ‘critica’ da parte su Forza sud, perche’ sulla proposta di modifica non c’era stata una discussione preventiva sulla norma. (Adnkronos)

Il futuro è vegetariano?

Sempre più persone si dichiarano pronte a rinunciare agli animali nella loro alimentazione

Il futuro è vegeteriano? Parrebbe di sì, almeno a giudicare i dati discussi a Gorizia, dove domani si svolgerà un festival dedicato all’alimentazione senza carne e pesce. Secondo le ultime statistiche la cultura vegetariana si sta diffondendo in modo esponenziale nel nostro Paese, un’inversione di rotta che potrebbe avere profonde ripercussioni sul piano sociale, economico ed ambientale.

BOOM DEI VEGETARIANI – Il musicista Bryan Adams e l’atleta Carl Lewis, ma anche l’ex Beatle Paul McCartney e il filosofo Peter Singer. Cosa li accomuna? Sono tutti vegetariani. E come loro, sette milioni di italiani si dichiarano fedeli al vegetarismo, stile di vita piu’ che mera forma di alimentazione. Un numero in esponenziale e continuo aumento, stando a un’indagine dell’AcNielsen rielaborata dall’Eurispes: secondo una proiezione, entro il 2050 saranno 30 milioni i vegetariani in Italia, mentre nel 2000 erano appena 1,5 milioni. ‘Rispetto a vent’anni fa e’ cambiato il sistema di accesso alle informazioni: Internet ha creato uno sconquasso, abbattendo definitivamente le posizioni dietro cui si arroccavano luminari della dietologia’, spiega Stefano Momente’, presidente di Vegan Italia e coordinatore culturale della seconda edizione del Festival Vegetariano, in programma domani a Gorizia.

PERCHE’ RINUNCIARE ALLA CARNE – La rinuncia alla carne (e ai suoi derivati: i vegani, che eliminano dalla propria dieta anche uova e latte, sono oltre 600 mila solo in Italia) e’ determinata da motivi etici, religiosi, filosofici, ma soprattutto salutistici: ‘Le diete vegetariane – aggiunge Momente’ – sono salutari, nutrizionalmente complete e contribuiscono ad abbattere i rischi delle cosiddette patologie del benessere, come cardiopatie e colesterolemia’. SEmpre piu’ persone optano per la transizione da un regime dietetico che contempla l’assunzione di carne a uno che ne fa completamente a meno. Chi decide di compiere il grande passo puo’ affidarsi a prodotti rivoluzionari, come il ‘muscolo di grano’, impasto a base di farine di grano e legumi che per aspetto, consistenza e gusto ricorda la carne. Esistono aziende che hanno immesso sul mercato prodotti che anche nella forma richiamano il filetto, i salumi o lo spezzatino. A Gorizia, dove domani sara’ inaugurata la prima ‘via dei Vegetariani’ d’Italia, si parlera’ anche dei rischi ambientali connessi a un consumo di carne massivo: la conferenza sara’ animata da Mario Tozzi, volto noto di Raitre e vegetariano convinto. ‘

L’UE cambia il sapore delle sigarette

E’ una strategia per prevenire gli incendi accidentali: varia solo l’involucro, ma secondo i fumatori l’aroma ne risente

Le prime sigarette “anti incendio”, che rispondono a uno standard che diventerà obbligatorio in Europa a metà novembre, stanno cominciando a essere diffuse in Francia: i primi campioni sono stati consegnati ai rivenditori di tabacco, ha fatto sapere l’associazione dei produttori e tabaccai francesi.

LA SIGARETTA LIP – Per queste sigarette, chiamate “LIP”(lower ignition propensity, ridotta capacità di combustione), ciò che cambia è solo la parte cartacea. Ogni sigaretta avrà ora in poi, lungo la sua lunghezza, due o tre anelli in cui la carta è meno porosa. Quando la combustione avviene in corrispondenza di questi anelli, il tabacco è meno ossigenato, cosa che facilita lo spegnimento della sigaretta, nel caso in cui il consumatore non aspiri molto forte.

BARRIERA ANTINCENDIO – Questi anelli aiutano a “fermare gli incendi accidentali” agendo come “barriere”, ha fatto sapere Imperial Tobacco (la compagnia che produce marche come la francese Gauloise e l’italiana Fortuna).Queste sigarette soddisferanno gli standard richiesti dalla Commissione europea, che prescrive una maggior attenzione nel prevenire gli incendi accidentali.

CAMBIA IL SAPORE? - Il gusto delle sigarette e la loro consistenza non cambiano, dato che il cambiamento coinvolge solo l’involucro cartaceo e non il tabacco. Eppure in Francia, la Confederazione dei tabaccai sostiene di aver ricevuto commenti negativi da parte dei consumatori relativamente al gusto “diverso” delle loro sigarette abituali. I produttori hanno tempo fino al 17 novembre per cambiare tutte le sigarette che offrono. Alcuni, come la Imperial Tobacco Francia hanno già cominciato a fornire le tabaccherie unicamente con sigarette LIP, in modo da eliminare entro la data del 17 novembre prossimo tutte le loro scorte di sigarette convenzionali non “LIP”.

sabato 3 settembre 2011

Libia: pronti a ripartire pozzi petrolio entro meta settembre

Libia: pronti a ripartire pozzi petrolio entro meta settembre

BENGASI - La produzione di petrolio nei pozzi di Misla e Sarir ripartira' il 12 o il 13 settembre. E' quanto ha assicurato Ali Tarhouni, il ministro del Petrolio del Consiglio nazionale transitorio libico (Cnt) citato dall'Ansa. La produzione nei campi petroliferi nell'est della Libia, che erano finite nelle mani dei ribelli di Bengasi, si era interrotta lo scorso aprile dopo gli attacchi delle forze fedeli a Muammar Gheddafi.

Iran insiste per disarmo totale

Iran insiste per disarmo totale

TEHERAN - Secondo il rappresentante iraniano all'Onu, il disarmo nucleare e' l'unica via per salvare il mondo dalle armi atomiche.

"La stragrande maggioranza della comunità internazionale e' fortemente convinta che l'unica garanzia che le armi nucleari non vengano utilizzate e' loro l'annientamento totale", ha detto Eshaq Ale-Habib intervenuto ieri all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La Repubblica islamica dell'Iran, paese firmatario del trattato internazionale che proibisce i test nucleari in qualsiasi ambiente, crede che il disarmo nucleare deve essere messo all'ordine del giorno della comunità internazionale ed eventuali esperimenti atomici devono essere vietati. Ale-Habib ha inoltre chiesto la correzione e la riforma del trattato di non proliferazione (Tpn). Il Tpn deve essere trasformato in trattato di disarmo e non proliferazione nucleare.

Wikileaks da Israele: no allo stato di Palestina per commettere crimini impuniti

È in uno dei tanti cable dall'ambasciata americana di Tel Aviv (del 23 febbraio 2009) e pubblicati da Wikileaks il motivo reale per il quale Israele s'oppone duramente alla proclamazione dello stato di Palestina. Il cable descrive il colloquio tra l'ambasciatore James B. Cunningham e il generale israeliano Mandelblit dell'avvocatura militare, in merito alle conseguenze dell'operazione Piommbo Fuso su Gaza e del conseguente rischio che Israele sia chiamata a rispondere di svariati crimini nelle sedi internazionali.

Questa che segue è la traduzione dei passaggi più interessanti.

"Mandelblit ha sottolineato la preoccupazione per lo sforzo dell'Autorità palestinese di colpire Israele attraverso il Tribunale Penale Internazionale (ICC) e ha espresso la speranza che gli Stati Uniti interverranno sia presso i palestinesi che presso l'ICC, e sosterranno pubblicamente l'opinione israeliana sulla mancanza di giurisdizione dell'ICC. Ha avvertito che un attacco dell'Autorità Palestinese ad Israele attraverso l'ICC sarebbe considerato un atto di guerra dal governo israeliano".

"Mandelblit ha detto che sono stati consegnati ad Ocampo (procuratore capo dell'ICC) diversi pareri legali che sostengono che l'ICC non ha giurisdizione legale sulla Palestina a causa della mancanza di statualità dell'Autorità Palestinese"

"Mandelblit ha detto che il governo israeliano è preoccupato perchè la questione dell'ICC non è ancora stata tolta dal tavolo e che sembra essere una decisione politica per Ocampo, con un aumento della pressione proveniente dalla Lega Araba perché l'ICC affronti anche i paesi occidentali invece di occuparsi "solo di Africa".

La preoccupazione israeliana sembra fondata e spiega benissimo il motivo principale per il quale Israele s'oppone ancora oggi alla creazione di uno stato palestinese, previsto dalle stesse risoluzioni dell'ONU che hanno permesso la fondazione d'Israele e previsto dagli accordi di Oslo firmati dagli stessi israeliani. Israele non vuole uno stato palestinese per continuare a commettere impunemente gravi crimini contro i palestinesi a suoi piacimento.

E se servisse una conferma di questa volontà criminale, è facilmente rintracciabile in un secondo cable, questa volta da Stoccolma (del 5 febbraio 2009), nel quale si dice che l'ambasciatore israeliano Benny Dagan durante un pranzo con l'ambasciatore iracheno ha confessato, alla presenza dell'ufficiale americano Robert J. Silverman che: "L'attuale strategia è di usare una forza sproporzionata in risposta agli attacchi di Hezbollah e Hamas". Che è un crimine. E di seguito: "Secondo Dagan queste reazioni dell'IDF hanno un tasso d'approvazione del 90% in Israele, anche se poi ha ammesso che Israele manca di una strategia politica per accompagnare la deterrenza".

Continua ...

http://www.agoravox.it/Wikileaks-da-Israele-no-allo-stato.html