mercoledì 7 settembre 2011

“A Emilio Fede 300mila euro in Svizzera”

Trecentomila euro consegnati in Svizzera, in contanti. Tanto il direttore del Tg4 avrebbe ricevuto da Lele Mora, oltre ai 200 mila euro transitati attraverso un conto svizzero (lo scrive Tmnews). Una circostanza che emergerebbe da quanto dichiarato, nel corso di una sorta di incidente probatorio avvenuto l’8 agosto scorso, dal funzionario di un istituto elvetico e negata dal direttore del tg4 Emilio Fede, indagato nell’ambito dell’inchiesta che il 20 giugno scorso ha portato in carcere Mora con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Secondo quanto si apprende, il bancario ha fatto riferimento ad un incontro avvenuto nell’aprile del 2010. In quell’occasione Mora avrebbe chiesto un prelievo di 500mila euro, negato dalla banca.
L’APERTURA DEL CONTO – A questo punto è stato aperto un conto, la cui disponibilità era di Emilio Fede per un ammontare di 200 mila euro. Oltre a quella somma, quel giorno, sempre secondo quanto riferito agli inquirenti dal bancario, Fede avrebbe ricevuto anche 300mila euro in contanti. Per un totale di ben 350mila euro ‘tracciati’ e oltre 700mila in contanti, in due tranche, in Svizzera e negli uffici di Mediaset. E’ questo il ‘conto’ che leleMora, l’agente dei vip in carcere dal 20 giugno scorso con l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta delle sue societa’, ricostruisce davanti ai magistrati milanesi su quanto ha versato ad Emilio Fede per quella che lo stesso talent scout ha definito “una costosa intermediazione”.
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«Tu c'eri?». I timori delle signore di Bari Nell'inchiesta nomi di mogli di professionisti con quelli delle escort. Laterza: sembra Sodoma

Patrizia D'Addario
Patrizia D'Addario
BARI - L'appuntamento è davanti al Palace. «Sul marciapiede, così restiamo in tema». E' una ragazza spiritosa, Terry De Nicolò, storica vestale della scuderia di Gianpi. E non teme certo che le luci della ribalta le sciupino la pelle, ha appena finito un'intervista alla Zanzara , «tocca rivederla, sa?, per le querele. Comunque: benvenuto nella Bari dei magnaccioni!». Alle sette della sera sulla città incombe un'afa plumbea assieme all'attesa di nomi e carte, di quella specie di ordalia mediatica dentro cui i maggiorenti locali temono di veder saltar fuori cugine, sorelle e, soprattutto, consorti (i loro nemici lo sperano, dandosi di gomito). Mogli di notai, avvocati e imprenditori baresi facevano la fila con Tarantini per incontrare Berlusconi («e ti credo! Io ci tornerei a piedi, a palazzo Grazioli!», trilla Terry, incontenibile): poche righe, filtrate dagli atti d'inchiesta, bastano per far ripartire un ritornello che qui non s'è mai fermato davvero, dalla notte dei tempi, da quando la pornostar Rossana Doll (al secolo Rossana Di Pierro) scrisse un indimenticabile bestseller intitolato Membri di partito , raccontando che per diventare hostess dell'Alitalia aveva dovuto concedersi a tre politici pugliesi di primo piano (Patrizia D'Addario non s'è inventata niente di nuovo). Dietro i cristalli dei bar del corso, celando un sorriso malevolo nella tazzina dell'espressino, o dietro i tavoli di storiche abbuffate tarantiniane al Blanc de Noir o alla Bella Bari, tra i professionisti appollaiati al bordopiscina del club Nilaya o tra le loro mogli che si scolpiscono i glutei nella palestra Wakeup e tra i tiratardi del risto-night Fuoriluogo, insomma nei posti storici dei ragazzi e delle ragazze della Gianpi generation , la domanda è quella di sempre, di ogni elenco e tormentone: «Tu ci sei o no?». Tubino bianco, caschetto di capelli corvini, delizioso nasino alla Carfagna, Terry se la ride, sorseggiando il suo espressino mentre il barman del Palace la sbircia senza troppa discrezione. «Me ne hanno dette di tutti i colori: mignotta, spacciatrice! Adesso che escono i nomi mi metto sulla spiaggia sotto l'ombrellone a ridere. Perché, sa, a me le ipocrite della santa inquisizione fanno più schifo di tutte... quante sono queste signore? Più di dieci, sì... sicuro. Come lo so? Lo so. Però, piano, sono chiacchiere, lei che vuole da me?».
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Inchiesta trans: il 10/1 prima udienza

(ANSA) - ROMA - Udienza preliminare, il 10 gennaio, per le otto persone coinvolte nel presunto ricatto all'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e in altri episodi connessi, tra cui l'omicidio del pusher Gianguarino Cafasso. Si tratta di quattro carabinieri - Nicola Testini, Carlo Tagliente, Luciano Simeone e Antonio Tamburrino - della trans Natali', sorpresa con Marrazzo il 3 luglio 2009 nel suo appartamento di via Gradoli, e di tre pusher, Emiliano Mercuri, Massimo Salustri e Bruno Semprebene.

Manovra: tagli piu' leggeri su indennita' parlamentari

Roma, 7 set. (Adnkronos) - Tagli piu' leggeri delle indennita' parlamentari, per chi percepisce anche un reddito da attivita' lavorativa. Nella manovra approvata il 12 agosto e' prevista una decurtazione dell'indennita' pari al 50%, mentre nel maxiemendamento si stabilisce che ''la riduzione dell'indennita' parlamentare si applica in misura del 20% per la parte eccedente i 90.000 euro e in misura del 40% per la parte eccedente i 150.000 euro''.

Legge elettorale: Prodi, ben venga referendum per cambiarla

Roma, 7 set. (Adnkronos) - "Quando, nel 2005 fu approvata la legge Calderoli, a tutti nota come legge Porcellum, eravamo in campagna elettorale per rinnovare Parlamento e governo. Comprendemmo subito che era stata pensata per impedire la nostra vittoria. Era stata fatta per colpire soprattutto il Paese e le sue istituzioni". E' quanto si legge in un articolo a firma Romano Prodi, che sara' pubblicato domani sul quotidiano democratico 'Europa'.

Lele Mora lascia il tribunale in lacrime: "Chiesi altri 3 milioni di euro a Berlusconi"

Milano, 7 set. (Adnkronos) - Dopo aver ricevuto circa 2,8 mln di euro, in tre tranche, nel 2010, da Silvio Berlusconi attraverso Giuseppe Spinelli, Lele Mora ha chiesto nuovamente aiuto al premier, un aiuto da circa 3 mln. E' quanto ha ricostruito agli inquirenti lo stesso agente dei vip, in carcere dal 20 giugno scorso per concorso in bancarotta fraudolenta aggravata, in seguito al fallimento delle sue societa'.

Verso ottobre o novembre del 2010, ha dichiarato lo stesso talent scout, Mora incontro' il presidente del Consiglio per chiedere nuovamente un aiuto. All'incontro, racconta Mora, era presente anche Emilio Fede(indagato con Mora per concorso in bancarotta, ndr), ma il direttore del Tg4 nega la circostanza. In quell'occasione Berlusconi si sarebbe in un primo momento sorpreso della nuova richiesta posto che aveva gia' 'aiutato' l'agente dei vip con 2,8 mln circa.

Il manager ha cercato di giustificare le uscite sostenute senza dire al premier che buona parte di quei soldi erano finiti a Fede (che nega anche questa ricostruzione, ndr). Alla richiesta di quantificare l'aiuto, Mora ha indicato la cifra di 3 mln cosi' da arrivare ad un concordato fallimentare ed evitare l'ipotesi della galera. Un aiuto che pero', nel bel mezzo delle prime indiscrezioni e le prime indagini sul caso Ruby, non e' piu' arrivato.

Mora ha ricostruito davanti ai magistrati milanesi il 'conto' versato a Fede per quella che lo stesso talent scout ha definito "una costosa intermediazione". Ben 350.000 euro 'tracciati' e oltre 700.000 in contanti, in due tranche, in Svizzera e negli uffici di Mediaset.

La prima parte del denaro Mora l'avrebbe consegnata a Fede in Svizzera, negli uffici della Bsi di Lugano dove aveva aperto un conto sul quale erano arrivati parte dei 2,8 mln ricevuti dal Premier attraverso Giuseppe Spinelli. Secondo la ricostruzione di Patrik Albisetti, il funzionario della banca interrogato dai magistrati l'8 agosto scorso in rogatoria, il manager avrebbe chiesto in un primo momento di poter 'ritirare' 500.000 euro in contanti da dare a Fede. Ma di fronte al diniego della banca, si decise di aprire un conto nella disponibilita' del direttore del Tg4 dove versare 200.000 euro mentre altri 300.000 vennero consegnati al giornalista in contanti.
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Russia, aereo colpisce antenna radio e si schianta poco dopo il decollo: 43 le vittime

Mosca, 9 set. (Adnkronos) - Un aereo di linea russo si è schiantato nei pressi di Yaroslav, a circa 250 chilometri a nord di Mosca, provocando la morte di 43 persone. Lo riferisce l'agenzia Interfax.

Secondo le autorità russe, a bordo del velivolo viaggiavano 45 persone:un membro dell'equipaggio e un passeggero si sono sopravvissute all'incidente.

Il velivolo, uno Yak-42, - secondo quanto riferito dalle autorità russe - ha colpito un'antenna radio poco dopo il decollo: "Non è riuscito a raggiungere una quota sicura e ha colpito un'antenna radio collocata oltre la pista", afferma un comunicato.

A bordo dell'aereo si trovavano i membri della squadra di hockey sul ghiaccio di prima divisione del Lokomotiv Yaroslavl. L'attaccante russo Aleksandr Galimov è uno dei due sopravvissuti alla tragedia. Il giocatore si trova in ospedale in condizioni critiche e sta lottando contro la morte, ha riferito all'agenzia Interfax la moglie Marina. Tra le vittime vi sono giocatori di nazionalità svedese, polacca, ucraina, ceca, tedesca, bielorussa e lettone. La squadra si stava recando a Minsk, in Bielorussia, per un incontro di campionato in programma per domani.

Il Cremlino ha annunciato che il presidente russo Dmitry Medvedev si recherà domani sul luogo della tragedia.

Caso Tarantini, martedì i pm ascolteranno Berlusconi a Palazzo Chigi

(foto Adnkronos)
Roma, 7 set. - (Adnkronos/Ign) - Il premier Silvio Berlusconi sarà sentito, come persona offesa, martedìprossimo dai pm di Napoli nell’ambito dell’inchiesta su una presunta estorsione ai danni del premier per il giro di escort a Palazzo Grazioli, da parte dell’imprenditore Giampaolo Tarantini, già agli arresti, della moglie Angela Devenuto, ai domiciliari e dell’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola, latitante a Panama.

L’audizione si terrà, ha confermato all'ADNKRONOS il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, nel primo pomeriggio a Palazzo Chigi.

Nel frattempo il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, ha respinto al mittente l’accusa di lentezza nell'apertura dell'istruttoria sul procuratore di Bari, Antonio Laudati. Solo martedì, infatti, il Csm ha deciso di convocare il magistrato nonostante da luglio pendesse contro di lui un esposto firmato dall’ex sostituto di Bari Giuseppe Scelsi, primo titolare del caso Tarantini, in cui lo si accusava di aver ritardato l’inchiesta sulle escort a palazzo Grazioli.

"Ritengo che il Csm non abbia nulla da rimproverarsi – ha detto Vietti, in apertura del plenum - La prima commissione ha fatto diligentemente il proprio dovere". "Il Consiglio è stato e continua ad essere -ha aggiunto - rispettoso della segretezza, se ritenuta necessaria, o comunque della massima discrezione dei propri lavori". Dunque, per Vietti, "non ci sono ragioni per dolersi" di nessun comportamento del Consiglio e ha ribadito la "massima attenzione al riserbo su tutto quello che attiene alla nostra attività".

Al Senato la fiducia sulla manovra

Roma, 7 set. (Adnkronos/Ign) - L'aula del Senato ha posto la questione di fiducia sul maxi emendamento del governo alla manovra economica. La conferenza dei capigruppo ha stabilito l'inizio della discussione generale alle 12, alle 18 dichiarazioni di voto in diretta, alle 19.15 la chiama dei senatori. Il voto finale avverrà attorno alle 20

Intanto, seconodo quanto si legge nella relazione tecnica che accompagna il maxiemendamento presentato in Senato, emerge che complessivamente le manovra economica vale per il 2013, anno in cui dovrà essere raggiunto il pareggio di bilancio, 54,265 miliardi di euro.

In particolare grazie le ultime modfiche il provvedimento impatterà positivamente sul deficit per 4,343 miliardi nel prossimo anno e 4,399 miliardi nel 2013. Nel 2011 invece l’impatto sull’indebitamento netto sarà di 700 milioni. Quasi tutto il gettito aggiuntivo arriva dall'aumento dell'Iva dell'1% che scatterà dall'entrata in vigore della manovra. Il gettito previsto per il 2011 è infatti pari a 700 milioni, mentre dal prossimo anno sarà pari a 4,2 miliardi.

Tra le altre novità, il contributo di solidarietà del 3% per i redditi oltre 300.000 euro, in vigore ''fino al raggiungimento del pareggio di bilancio'' anche per gli anni successivi il 2013, e l'incremento dell'età pensionabile per le donne nel settore privato dal 2014. L'allineamento tra l'età di pensionamento nel settore pubblico e in quello privato, si legge nella relazione tecnica, ''è previsto con la medesima gradualità (per completarsi a partire dal 2026) con seguenti passi di incremento a decorrere dal primo gennaio di ogni anno''.

Si allenta la stretta sugli evasori, per cui è prevista la reclusione nei casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: ''ammontare dell'imposta evasa superiore al 30% del volume d'affari, ammontare dell'imposta evasa superiore a 3 milioni di euro''.

Salta la certificazione dei debiti che la P.a. ha contratto con le imprese. Il provvedimento, approvato in commissione Bilancio e 'saltato' nel maxiemendamento, dava la possibilità alle banche di poter riscattare i debiti delle imprese.
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martedì 6 settembre 2011

Manovra, Cdm chiede la fiducia Rialzo dell'Iva al 21%. Pensioni, aumento età per donne dal 2014

(Adnkronos)
Roma, 6 set. - (Adnkronos/Ign) - Sulla manovra il governo punta a chiedere la fiducia . Il Consiglio dei ministri e' stato convocato oggi a palazzo Chigi, alle 18, per autorizzare il voto di fiducia sulla manovra economica.

La decisione dell'esecutivo è arrivata dopo un vertice di maggioranzache si è svolto nella residenza del premier Silvio Berlusconi a cui hanno partecipato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il sottosegretario Gianni Letta, il ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli, il capogruppo alla Camera dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto e quello dei senatori Maurizio Gasparri, oltre al capogruppo della Lega al Senato, Federico Bricolo.

''Il Governo intende porre la fiducia sul testo commissione della manovra, con le seguenti aggiunte: aumento di un punto iva, dal 20 al 21%, con destinazione del maggior gettito a miglioramento dei saldi del bilancio pubblico; fino al pareggio di bilancio, contributo del 3% sopra i 500.000 euro; adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014" comunica una nota di Palazzo Chigi.

Giovedi' inoltre il Consiglio dei Ministri approvera' l'introduzione in Costituzione della ''regola d'oro'' sulpareggio di bilancio e l'attribuzione alle Regioni delle competenze delle Province.

Per quanto riguarda l'iter della manovra, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha annunciato che il Senato darà il suo via libera domani, con il voto di fiducia.

Afghanistan: WikiLeaks, Italia pagò talebani per proteggere proprie truppe

Afghanistan: WikiLeaks, Italia pagò talebani per proteggere proprie truppe
LONDRA – Nuovi cablo diffusi dal sito di WikiLeaks rivelano ancora una volta che l’Italia avrebbe raggiunto un accordo segreto con i talebani per salvaguardare le proprie truppe in Afghanistan. Secondo Press TV, l’Italia aveva accettato di pagare i talebani ed ottenere in cambio la fine degli attacchi di questi contro le sue truppe. Gli americani, rivelano i cablo, scoprirono l’accordo solo nel 2008 e incaricarono l’ambasciatore a Roma Ronald P. Spogli di esprimere la preoccupazione di Washington. Spogli incontrò al tempo Silvio Berlusconi che negò la questione, ma non escluse nemmeno che l’accordo fosse stato stipulato dal suo predecessore con i talebani. Nel 2009 il The Times di Londra riportò un articolo in cui il comandante talebano Mohammad Ismayel confermava di aver ricevuto da ufficiali italiani migliaia di dollari per garantire la sicurezza delle forze italiane stanziate a Sarobi, ad est della capitale Kabul. L’ambasciatore Spogli, rivela WikiLeaks, scrive nell’Ottobre 2008 una lettera a Bush per dire che la reputazione degli italiani è sempre più rovinata dai rapporti che parlano di un loro accordo con i talebani per non combattere. A confermare il probabile accordo tra italiani e talebani vi fu il fatto che quando Sarobi venne affidata ai francesi, in poco tempo, in una regione che era stata sempre calma, ci furono molteplici attacchi talebani che uccisero 10 soldati francesi.

Massimo De Santi all'IRNA: il governo della Francia e` un pericolo per la pace mondiale

Massimo De Santi all'IRNA: il governo della Francia e` un pericolo per la pace mondiale

ROMA- Il professor Massimo De Santi, direttore del Comitato Internazionale di Educazione per la Pace ha dichiarato che le ambizioni del governo francese di far rinascere il colonialismo ed il potere nucleare, sono pericolose per la pace mondiale. Il professore De Santi, parlando all'agenzia IRNA, ha aggiunto che Nikolas Sarkozy, ha intenzione di prendere il posto degli Stati Uniti nel medioriente. Le ultime vicende in Africa rivelano l’intervento di Parigi nella rivoluzione in Tunisia e in Libia e la provocazione dei gruppi armati. Egli ricordando l’interferenza francese nella questione libica, ha ribadito che la Francia cerca di raggiungere il petrolio che ha perso dal 1969 in segiuto alla nazionalizzazione del petrolio del paese. Lo studioso italiano ha aggiunto che la Francia prima di minacciare l’Iran-un paese che ha annunciato tante volte di approffittare dell’energia atomica per scopi pacifici- dovrebbe distruggere tutte le proprie armi nucleari. Egli ha dichiarato: “La Francia deve rivedere le sue politiche internazionali. Io spero che la nazione francese, si risvegli e reagisca contro i deliri di Sarkozy".

DOSSIER - Cablegate 2: non è colpa di WikiLeaks

Il 2 settembre WikiLeaks ha pubblicato integralmente i 251 mila cablo della diplomazia statunitense in suo possesso senza interventi editoriali ("unredacted"), cioè non omettendo i nomi di collaboratori e attivisti la cui esistenza ora, accusano in molti, sarebbe a repentaglio. Diversi commentatori, anche molto autorevoli, hanno parlato di una decisione scellerata da parte dell’organizzazione di Julian Assange. Micah Sifry, per esempio, ha paragonato quest’ultimo a Icaro, volato talmente in alto da finire bruciato. Tom Watson, ma non solo, ha parlato di "fine di WikiLeaks". Gli ex media partner, Guardian, New York Times, Der Spiegel, El Pais e Le Monde hanno addirittura emanato un duro comunicato congiunto che, dopo aver condannato l’"innecessaria" pubblicazione dei dati integrali, ha scaricato interamente la colpa su Assange: la decisione sarebbe stata "sua e solamente sua".

Ma le cose non stanno a questo modo. E se WikiLeaks non può del tutto dirsi estranea a quanto accaduto, le vere colpe stanno altrove. E, più precisamente, nella decisione del giornalista delGuardian David Leigh di pubblicare nell’intestazione del capitolo 11 del suo libro WikiLeaks: Inside Julian Assange’s War on Secrecy (Febbraio 2011) e di nuovo alle pagine 138 e 139 la passwordconsegnatagli da Assange a luglio 2010. Una password che secondo Leigh gli sarebbe stata presentata come "temporanea" dallo stesso Assange e che avrebbe aperto un file crittografato con il sistema PGP (Pretty Good Privacy) che Assange aveva precedentemente creato (il 9 giugno) e caricato sul server di WikiLeaks.

La pubblicazione il 25 agosto da parte di Der Freitag, confermata da Der Spiegel il 29 dello stesso mese, di un articolo in cui si rivela che quella password, a sette mesi di distanza, apra ancora un file, z.gpg, contenente una versione completamente "unredacted" dell’intero set dei cablo (cables.csv) circolante in rete dopo essere stata diffusa, insieme con tutti gli altri file posseduti da WikiLeaks, su BitTorrent dai sostenitori dell’organizzazione in seguito all’attacco al suo sito di fine novembre – inizio dicembre 2010.

Cioè quando i primi 220 cablo sono stati pubblicati proprio dai suoi mediapartner. Non si capisce ancora chi abbia rivelato a Der Freitag che era possibile mettere insieme password e file criptato, e come farlo. Molti (WikiLeaks, ma non solo – Der Spiegel, per esempio) hanno immediatamente pensato a Daniel Domscheit-Berg, ex numero due dell’organizzazione e ora suo acerrimo rivale. Non sarebbe infatti un caso che Der Freitag sia un media partner della sua piattaforma di leaking digitale OpenLeaks (rivale di quella di Assange) né che il caso sia scoppiato a pochi giorni di distanza dalla sua espulsione dal Chaos Computer Club e dalla conseguente feroce polemica per la distruzione da parte del tedesco di 3.500 file appartenenti a WikiLeaks.

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http://www.agoravox.it/DOSSIER-Cablegate-2-non-e-colpa-di.html

Forze speciali USA in Europa pronte per Sigonella. Cablo segreto di WikiLeaks

Il Pentagono chiede di trasferire nella base siciliana di Sigonella il Comando per le operazioni speciali USA in Europa (SOCEUR) e alcuni dei suoi reparti d’élite con più di 6.000 uomini ospitati sino ad oggi in Germania e Gran Bretagna. Un piano strategico descritto in uno dei cablogrammi dell’ambasciata USA in Italia appena rilasciati da Wikileaks. Finalizzato a ridisegnare gli assetti delle forze armate statunitensi in Europa in vista di una maggiore proiezione in Africa e Medio oriente.

Inviato a Washington il 5 gennaio 2005, il cablogramma classificato “secret” riferisce di un meeting del gruppo di lavoro italo-statunitense per la “revisione della postura globale in tema di difesa”, tenutosi a Roma il 7 dicembre 2004. A comporre la delegazione USA, i direttori generali del dipartimento di Stato e della difesa, Kara Bue e Barry Pavel, il comandante di SOCEUR Alan Bridges, il rappresentante del Comando delle forze statunitensi in Europa (EUCOM), Brian Bruckbauer, il comandante della stazione aeronavale di Sigonella, Chris Kinsley, e alcuni funzionari dell’ambasciata USA a Roma. La parte italiana è rappresentata invece dall’ambasciatore Claudio Bisogniero, vicedirettore generale per gli Affari politici multilaterali del Ministero degli affari esteri (dal 2007 Segretario generale della Nato a Bruxelles), Giovanni Brauzzi (responsabile dell’ufficio Nato del Mae), Felice Soldano del CESIS e dall’ammiraglio Giovanni Gumiero, futuro comandante della forza marittima “Atalanta” dell’Unione Europea impegnata nelle operazioni anti-pirateria in Corno d’Africa. “Nel corso dell’incontro si è discusso sui cambiamenti della visione strategica globale USA e più dettagliatamente sul lavoro per rivedere la nostra presenza militare in Italia”, scrive l’Ambasciata. “I direttori Bue e Pavel, in particolare, hanno fornito ulteriori elementi su quanto è proposto per Sigonella, inclusa l’estensione dei livelli delle forze, delle attività di addestramento e della tipologia delle missioni.

Attualmente le unità che compongono le forze speciali USA in Europa (SOF) sono dislocate in sette basi: quelle aeree a Mildenhall (Gran Bretagna); le componenti terrestri a Stoccarda (Germania) e due unità SEAL della marina militare in Germania e a Rota (Spagna). Il consolidamento di queste forze in Italia consentirà migliori opportunità di addestramento (comune, bilaterale ed in ambito NATO) e significative riduzione dei costi”. Continua ...

Tbc, il Codacons accusa il Gemelli: contagio nato nell'ospedale nel 2005

La procura indaga per epidemia colposa e omissione di atti di ufficio. Renata Polverini: i magistrati faranno chiarezza.

Il Policlinico Gemelli

ROMA - Mentre la procura di Roma indaga per i reati di epidemia colposa e omissione di atti d'ufficio nei confronti dei vertici del Policlinico Gemelli, il Codacons annuncia che è stato lo stesso ospedale, nel 2005, all'origine del contagio. Secondo il Codacons un bambino nato il 2 gennaio scorso sarebbe risultato positivo ai test sulla tubercolosi. Circostanza che secondo l'associazione impone di ampliare i controlli anche ai bimbi nati nel mese di dicembre 2010. Se la contagiosità, infatti, rientra nelle 48 ore, al 31 dicembre 2010 il reparto neonatale poteva risultare già contaminato. La Regione Lazio deve assolutamente estendere i test, al fine di escludere con certezza matematica la possibilità di contagi in periodi antecedenti il mese di gennaio - dice il Codacons. Secondo l'associazione non sarebbe stato il marito dell'infermiera in servizio al reparto neonatale del Gemelli a scatenare l'emergenza Tbc e i successivi contagi, ma lo stesso ospedale nel 2005. Già decine di famiglie hanno dato incarico al Codacons di agire legalmente, mentre l'associazione attende ancora una risposta ufficiale dal Pontefice, cui ha inviato sabato una lettera. Epidemia colposa e omissione di atti d'ufficio sono le ipotesi di reato per le quali la Procura procede. L'omissione di atti d'ufficio è riferita alla possibilità che nel reparto di neonatologia non siano stati svolti i periodici controlli sanitari obbligatori al fine di scongiurare ogni possibile insorgere di infezioni. Oggi il procuratore aggiunto Leonardo Frisani ha disposto una maxi consulenza che dovrà chiarire in primo luogo se c'è un nesso tra la malattia della donna e l'unico bambino nato nel reparto ammalatosi di tbc, dimesso oggi dal Bambino Gesù. I periti dovranno accertare, inoltre, se «la positività alla tbc equivalga alla malattia» e «se c'è un nesso di causalità tra la malattia della donna e quella dell'unica bambina risultata ammalata». Gli esperti dovranno, inoltre, chiarire se sono «state adottate idonee terapie a scongiurare il contagio», «se sono stati effettuati controlli idonei» e «se la signora si è ammalata per il contatto con il marito (anche egli affetto da tbc) o con altri soggetti». Per la perizia gli inquirenti hanno dato un margine di sessanta giorni ma in tempi brevi dovrebbe giungere a piazzale Clodio una relazione preliminare dei periti. Al momento sono 122 i bambini risultati positivi ai test effettuati.

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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=162048&sez=HOME_ROMA

Expo, Pisapia: «Un muro contro la mafia»

Il sindaco rilancia la commissione: «Misure speciali»

Giuliano Pisapia alla festa del Pd di Milano (Fotogramma)
Giuliano Pisapia alla festa del Pd di Milano (Fotogramma)
MILANO - Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia rilancia sulla commissione Antimafia. Suo cavallo di battaglia in campagna elettorale, è stato poi momentaneamente accantonata per far fronte ad altre emergenze. Ora però ritorna d'attualità, tanto che il primo cittadino ne ha parlato ai microfoni di Rai News in un'intervista andata in onda lunedì sera: «Per evitare che la mafia possa mettere le mani sull'Expo 2015 - ha spiegato il sindaco - la giunta milanese sta prendendo una serie di misure preventive».

LE MISURE - «Abbiamo preso misure - ha detto il sindaco - in previsione dell'assalto che tenterà la mafia sull'Expo 2015. Avremo una commissione antimafia in consiglio comunale, abbiamo definito accordi con la direzione distrettuale antimafia, abbiamo una task force contro l'evasione fiscale e predisporremo una serie di controlli sui cantieri contro il lavoro nero e il riciclaggio». Il primo cittadino ha parlato chiaramente di una cortina di protezione: «Entro l'anno - ha concluso - avremo realizzato una cortina che potrà garantire che infiltrazioni mafiose e di corruzione sull'Expo 2015 non ci saranno».

Berlusconi sarà sentito a Palazzo Chigi

Nuove intercettazioni, Nicla a Lavitola: «Con questa storia delle escort succederà un altro putiferio»

Silvio Berlusconi (Epa)
Silvio Berlusconi (Epa)
MILANO - Berlusconi sarà sentito dai pm di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta estorsione subita da parte di Gianpaolo Tarantini, della moglie dell'imprenditore Angela Devenuto (detta Nicla) e del direttore dell'Avanti Valter Lavitola. Il premier sarà sentito come parte offesa a Palazzo Chigi. Berlusconi si avvarrà infatti della prerogativa concessa al presidente del Consiglio e alle altre alte cariche dello Stato di stabilire essi stessi la sede dove incontrare i magistrati. Non è stata invece ancora fissata la data in cui il premier sarà ascoltato.

L'INCHIESTA - Secondo i magistrati napoletani - il procuratore aggiunto Francesco Greco e i pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock - Tarantini, Devenuto e Lavitola hanno estorto ingenti somme di denaro al premier, ricattandolo per la vicenda delle escort che l'imprenditore avrebbe procurato per le serate a Villa Certosa e Palazzo Grazioli. Berlusconi, però, smentisce, sostenendo che il denaro dato a Tarantini (e finito invece in massima parte nella disponibilità di Lavitola) era solo il segno della sua generosità, in quanto aveva deciso di aiutare un amico in difficoltà. L'inchiesta è ancora in corso. I pm intendono ascoltare di nuovo Tarantini. Lavitola, invece, che si trova da alcuni mesi in Centro America, dichiara sul quotidiano Libero: «Presto rientrerò a casa e mi farò arrestare». Il direttore dell'Avanti aggiunge che le accuse nei suoi confronti sono «infondate». E sul motivo per cui non sia ancora rientrato in Italia, spiega: «Avevo lavori da sbrigare in Brasile. Dovevo vendere due barche». Quindi aggiunge di trovarsi ora «a Panama».

GHEDINI - Sulla vicenda interviene, inoltre, in prima persona Niccolò Ghedini, dichiarando in una nota la sua assoluta estraneità a «pagamenti, movimentazione di denaro o incontri». La comunicazione arriva in risposta a un articolo apparso martedì sul quotidiano La Repubblica in cui si sostiene che il parlamentare e avvocato del premier «sapeva dei pagamenti illeciti».

IL CASO ESCORT - Dagli atti dell'inchiesta emergono nuovi retroscena sulle modalità con cui fu portato avanti, secondo gli inquirenti, il progetto di estorcere denaro al premier. «Stammi a sentire a me, tu devi andare là solo ed esclusivamente se ti chiama lui, punto; e se loro vogliono fare il patteggiamento ti deve chiamare lui, se lui vuole che dici qualcosa in particolare, ti deve chiamare lui, stop!». Così Lavitola suggerisce a Tarantini di comportarsi con il premier a proposito del processo di Bari sulle escort e sulla scelta dell'imprenditore di patteggiare, in modo da non diffondere altre intercettazioni ritenute «catastrofiche» per Berlusconi. La telefonata è del 5 luglio scorso. Sempre secondo i pm, Tarantini avrebbe fatto pesare il suo consenso in modo da ottenere denaro e in questo si configurerebbe il reato di estorsione. «Il criterio è - consiglia Lavitola - : tu a lui non gli vuoi rompere i coglioni, punto. Ora "sono una persona leale, perbene, onesta, punto...Non voglio fare il patteggiamento, tant'è che non lo mettiamo proprio in discussione a questo punto il patteggiamento, punto...". Non lo devi neanche dire "se lo devo fare me lo deve dire lui" tu non devi menzionare. Se quelli ti dicono, tu dici no, se quelli ti dicono, tu dici no, se insistono tu dici no, poi dici: "vabbè, insistete proprio tanto tanto?"».

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http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_06/tarantini-berlusconi-pm-palazzo-chigi_5a92914e-d850-11e0-b038-3e67ea432e86.shtml