giovedì 17 novembre 2011

Studenti in piazza, scontri ai cortei. Profumo: voglio dialogo ma no a violenza

La manifestazione di oggi a Roma (Adnkronos)
Roma, 17 nov. (Adnkronos/Ign) - Studenti in piazza, insieme a Cobas-Cub, in oltre 60 città per protestare contro la crisi e il nuovo governo. Momenti di tensione e qualche carica si sono registrati durante il corteo a Milano. Ancora una volta obiettivo dei manifestanti sono state le vetrine delle banche, simbolo della crisi finanziaria. Imbrattate diverse sedi bancarie. Intorno alle 11 un gruppo di studenti, armati di scudi di plastica, ha tentato di forzare il blocco delle forze dell'ordine. Il tentativo di raggiungere l'Università Bocconi è stato impedito dagli agenti che hanno risposto con una carica.

A Palermo un gruppo di giovani ha tentato di occupare la filiale di una banca. Sono migliaia gli studenti, medi e gli universitari che hanno partecipato alla manifestazione 'Blocchiamo tutto day', contro la crisi.Uova e fumogeni sono stati lanciati contro sedi di banche. Inoltre sono stati imbrattati i muri degli istituti di credito e anche dell'Agenzia delle entrate, con scritte come: 'Ladri ridateci i nostri soldi'. Un manifestante senza casa del quartiere Zen è rimasto ferito alla testa durante gli scontri tra la polizia e gli studenti. L'uomo, colpito da una manganellata, è stato portato in ospedale con l'ambulanza.

A Torino tensione davanti alla sede della Banca d'Italia durante la manifestazione degli studenti. A quanto riferiscono le forze dell'ordine, la testa del corteo, giunta in piazza Solferino, composta in maggior parte da autonomi, ha messo in atto tre tentativi di sfondamento dei cordoni di polizia posti a protezione di alcune vie in direzione delle sedi della Banca d'Italia e di Equitalia, lanciando all'indirizzo delle forze dell'ordine uova, petardi e oggetti contundenti.

I tre tentativi, riferiscono le forze dell'ordine, sono stati respinti con tre cariche di alleggerimento e gli autonomi sono stati ricondotti sul percorso principale. Tra le forze dell'ordine in nove sono rimasti contusi. E' rimasto lievemente ferito anche un ragazzino, che si è dileguato prima dell'arrivo dei soccorsi. Alla fine del corteo gli studenti torinesi hanno steso davanti ai cancelli dell'Unione industriale un manifesto con lo slogan 'Anche i monti crolleranno'. A seguito dei disordini tre giovani sono stati denunciati a piede libero per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, mentre una ragazza di 16 anni è stata denunciata per danneggiamento.

A Roma gli studenti partiti dalla 'Sapienza' si sono uniti a Piazza della Repubblica con i Cobas. Ad aprire il corteo lo striscione con la scritta "Profumo di austerity, no al governo dei sacrifici". "Quello che chiediamo oggi - spiega all'ADNKRONOS Sofia Sabbatino - è, prima di tutto, di investire su scuola, università e ricerca per uscire da questa crisi provocata dalle speculazioni finanziarie".

Il corteo si è svolto pacificamente ma, arrivati all'imbocco di corso Rinascimento, gli studenti hanno cominciato a lanciare uova contro le forze dell'ordine che impedivano l'accesso fin sotto il Senato. Dal megafono i ragazzi hanno scandito slogan contro un governo che, hanno sottolineato, "non ha la nostra fiducia". Il corteo quindi, dopo aver raggiunto il Senato, ha imboccato corso Vittorio Emanuele per tornare verso l'università.

A Bologna gli studenti medi si sono fermati sedendosi sull'asfalto. Quasi tutte le porte di accesso al centro storico sono state pacificamente invase dal serpentone che si è sciolto a fine mattina ai giardini Margherita. I giovani che sono partiti a gruppi dalle sedi degli istituti superiori hanno sfilato con cori e striscioni per rivendicare fondi alla scuola pubblica, ma non c'è stato alcun incidente.

''Voglio essere il ministro dell'ascolto e del dialogo. Ma, con la stessa decisione, voglio condannare nella maniera più ferma ogni violenza, a persone e cose. La forza delle proprie idee e proposte non può essere offuscata dalla violenza e dalla prevaricazione'' ha detto il neo ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo commentando le manifestazioni e gli scontri di oggi.

''Per questo governo, e per me, i giovani, quindi in particolar modo gli studenti - ha sottolineato - rappresentano una grande risorsa di questo Paese, che il presidente Monti ha giustamente indicato come una delle priorità dell'azione dell'esecutivo. E' mia intenzione - ha ribadito - ascoltare con attenzione e interesse tutte le voci del mondo della scuola e dell'università che vogliano essere propositive. Per questo mi rendo disponibile ad incontrarle a breve. Da professore sono abituato ad ascoltare gli studenti, le loro aspettative e speranze sono legittime''.

''Scuola, università e ricerca - ha proseguito Profumo - restano presidi strategici per assicurare all'Italia un futuro solido e prospero, per dare certezze ai giovani, per consentire a tutti i cittadini di assecondare il proprio talento e le proprie ambizioni. Lo ripeto, voglio essere il ministro dell'ascolto e del dialogo. Ma - conclude - con la stessa decisione, voglio condannare nella maniera più ferma ogni violenza, a persone e cose. La forza delle proprie idee e proposte non può essere offuscata dalla violenza e dalla prevaricazione''.

Monti: "Non siamo i poteri forti" Interventi su Ici, pensioni e lavoro

Roma, 17 nov. (Adnkronos/Ign) - Un corale applauso ha accolto il presidente del Consiglio Mario Monti al suo primo discorso nell'aula del Senato per ottenere la fiducia di Palazzo Madama al governo che ha giurato ieri. Non appena il presidente del Senato, Renato Schifani, gli ha dato la parola è partita l'acclamazione dell'assemblea alla quale non hanno però partecipato i senatori della Lega che hanno ostentato la loro freddezza nei confronti del premier evitando di battere le mani.

Monti ha ringraziato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e harivolto un "pensiero rispettoso e cordiale al presidente Berlusconi". "Mi fa piacere riconoscere il suo impegno nel facilitare in questi giorni la mia presa di successione", ha detto il premier.

"Il governo riconosce di essere nato per affrontare con spirito costruttivo e unitario una seria emergenza. E' un governo di impegno nazionale", ha messo in chiaro Monti assicurando che "ci sarà sempre la chiara difesa del ruolo delle Camere" perché "il Parlamento è il cuore pulsante di ogni politica di governo, lo snodo decisivo per il rilancio e il riscatto della vita democratica". "Spero - ha proseguito il presidente del Consiglio - che il mio governo e io potremo contribuire in modo rispettoso e con umiltà a riconciliare maggiormente i cittadini e le istituzioni alla politica", in modo da "prendere insieme, senza confusione di responsabilità, provvedimenti all'altezza della situazione difficile che il Paese attraversa".

Quanto all'azione del governo, poggerà su tre leve: ''Rigore, crescita ed equità''. La distribuzione dei "sacrifici sarà equa. E tanto maggiore sarà l'equità della loro distribuzione tanto più ampia sarà la maggioranza parlamentare che li potrà sostenere" ha sostenuto il premier aggiungendo che "nell'immediato dobbiamo dare piena attuazione alla manovra varata questa estate completandola con interventi in linea con la lettera Ue".

In questo contesto il "riordino delle province" si può fare con "legge ordinaria". Mentre con la "modifica costituzionale si potrà completare il processo fino alla completa eliminazione". Sì inoltre all'introduzione in Costituzione della norma sul vincolo di bilancio, perché "può contribuire a mantenere nel tempo il pareggio di bilancio programmato nel 2013" e ''anche in considerazione della complessità della regola sarà opportuno studiare l'esperienza di alcuni Paesi europei che hanno affidato ad autorità indipendenti la valutazione del rispetto sostanziale della regola".
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mercoledì 16 novembre 2011

Il governo Monti visto dal resto del mondo

Le reazioni della stampa internazionale alle nomine dei ministri Alle ore 13.30 Mario Monti ha annunciato tutti i nomi dei ministri legati al nuovo governo, sciogliendo qualsiasi riserva presso il Presidente della Repubblica. Un momento importantissimo per la realtà italiana, che la stampa internazionale non poteva ignorare.

LE MONDE - Partiamo dal punto di vista francesecon il titolo “Mario Monti, forma il suo governo e prende il portafoglio dell’economia”:

L’articolo recita: “Mario Monti è diventato ufficialmente il primo ministro italiano, oggi mercoledì 16 novembre. Ottiene anche il portafoglio di ministro dell’Economia. Un annuncio che arriva dopo la presentazione della sua squadra al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. I ministeri chiave sono stati affidati a tecnocrati esperti”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/169105/il-governo-monti-visto-dal-resto-del-mondo/

Lo sfratto di Occupy London

Gli avvisi con l’ultimatum sono stati appesi fuori dalle tende La City of London Corporation ha distribuito gli avvisi di sfratto agli occupanti nelle tende fuori dalla Cattedrale di St Paul, lanciando di fatto un ultimatum ai manifestanti di Occupy London: o se ne vanno entro giovedì alle 06:00 o dovranno affrontare un’azione legale.

DOPO NEW YORK - Questo è l’ultimo sviluppo di una saga lunga un mese che ha visto lo scontro tra il movimento di protesta Occupy London e le corporation, le autorità locali di Square Mile e St Paul. Le istituzioni in questione possiedono la terra intorno alla Chiesa, ma solo City of London Corporation sta portando avanti i procedimenti giudiziari per smuovere gli occupanti. L’invito ad andare via è rivolto a “tutti coloro che partecipano e/o che hanno eretto tende o altre strutture nella zona di St Paul”. Si legge poi: “Attraverso la costruzione di tende e altre strutture, voi e gli altri coinvolti nel campo di protesta avete preso possesso e il controllo della Red Land togliendolo alla City of London Corporation senza il suo consenso. Il campo di protesta è dunque una trasgressione. È anche un ostacolo irragionevole per la strada. Il campo di protesta non ha permessi di pianificazione e crea un grave danno alla zona”.

PRONTI A TUTTO - Stuart Fraser, che si è occupato delle policy della Corporation, ha dichiarato di essere pronto ad usare “tutte le misure legali” per ottenere ciò che chiede, compresa la rimozione tramite l’aiuto della polizia anti-sommossa. Ovviamente specifica “Non nel senso di andare lì e causare una sommossa. Alcuni potrebbero resistere, altri potrebbero rimanere a terra e dovranno essere portati via forzatamente. Se cominciano a scagliare mattoni, sarà una decisione loro di usare la violenza contro di noi. Non stiamo dell’idea di mandare lì le persone e iniziare improvvisamente ad essere violenti”. Allo stesso tempo, Fraser riconosce che potrebbero esserci violenze tra polizia e manifestanti e che un tale scenario metterebbe la cattedrale sotto assedio.

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http://www.giornalettismo.com/archives/169143/lo-sfratto-di-occupy-london/

Como: massacra di botte il figlio di 7 anni, arrestato

Como: massacra di botte il figlio di 7 anni, arrestato

SARONNO (COMO) - Un pluripregiudicato di 43 anni è stato arrestato oggi dai Carabinieri con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni e abuso dei mezzi di correzione. I fatti sono molto gravi. Prendendo il pretesto che il figlio di 7 anni ha preso un brutto voto a scuola, ha cominciato a picchiarlo. Prima con schiaffi e pugni, poi con la cinta dei pantaloni e con un battipanni. Dopo diversi minuti di violenza e con il figlio semisvenuto, ha anche impedito alla moglie di portarlo al pronto soccorso. Quest'ultima però, preoccupata, è riuscita a chiamare di nascosto la sorella, la quale ha avvisato i Carabinieri, che sono intervenuti e hanno arrestato l'uomo. Al pronto soccorso, la diagnosi è stata pesante: trauma cranico e contusioni al volto e alle braccia. Comunque non ci dovrebbero essere conseguenze fisiche permanenti. Parlando con le forze dell'ordine, la moglie ha riferito che l'uomo era solito usare la violenza sia contro di lei che contro il bambino, tanto che i due vivevano in un atmosfera di terrore.

Scilipoti condannato, pignorati i beni se non paga 230mila euro

Un vecchio debito per le parcelle non pagate ad un ex amico, incaricato anni fa di progettare un centro medico polifunzionale nella loro cittadina, Terme Vigliatore.

Scilipoti a Montecitorio (Olycom)Scilipoti a Montecitorio (Olycom)
MESSINA – Dovrà pagare e pare che lui si appresti a farlo per evitare che vengano venduti all’asta i suoi beni immobili. Ai primi vagiti del governo Monti anche l’onorevole Domenico Scilipoti comincia a fare sacrifici. E poco importa che abbia dichiarato che lui non voterà la fiducia al nuovo esecutivo. A stretto giro il parlamentare agopuntore dovrà sborsare 200 mila euro più spese legali relativi ad un vecchio debito per le parcelle non pagate all’ex amico, l’ingegnere Carmelo Recupero, incaricato anni fa di progettare un centro medico polifunzionale nella loro cittadina, Terme Vigliatore, in provincia di Messina.

LA CASSAZIONE - Il contenzioso tra i due si trascina da tempo ma ora è stata scritta la parola fine. La Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile l’ultimo ricorso di Scilipoti contro le sentenze di primo e secondo grado. Di conseguenza la condanna a pagare (che era già immediatamente esecutiva) diventa anche definitiva e il creditore potrà sperare di ottenere quanto ha comunque già cercato di recuperare con relativa istanza di pignoramento. Dopo il pronunciamento della Cassazione anche Scilipoti è perfettamente consapevole che non ha più a chi appellarsi ed avrebbe già chiesto del tempo per poter accendere un mutuo e pagare quanto dovuto: tra debito rivalutato e spese legali la somma dovrebbe superare i 230 mila euro.

IL PIGNORAMENTO - Il progettista ha già chiesto il pignoramento di tutti i beni nella disponibilità del deputato del «Movimento di responsabilità nazionale», anche presso terzi. Quindi oltre agli immobili di proprietà anche rimborsi erogati dalla Camera dei Deputati e contributi elettorali percepiti dal partito in cui è stato eletto, cioè l’Italia dei Valori. «Ma l’Idv – spiega l’avvocato Vincenzo Mandanici, legale dell’ingegnere Recupero - ha già fatto pervenire dichiarazione di terzo negativa, sostenendo di non dovere dare alcuna somma a Scilipoti per eventuali rimborsi elettorali». Per una delle tante norme che tutelano la casta non è invece pignorabile l’indennità da deputato.

Via il ministero del Federalismo L'ira di Calderoli: «È notte fonda»

Il dicastero più caro alla Lega sostituito con la Coesione territoriale. «Schiaffo al Nord, felici di votare contro»

Roberto Calderoli Roberto Calderoli
MILANO - Scompare con il nuovo governo di Mario Monti il ministero più caro a Umberto Bossi, il ministero del Federalismo, sostituito con un più ecumenico dicastero per la Coesione territoriale. Un scelta annunciata da parte di Mario Monti («Cerco la coesione tra nord e sud» aveva dichiarato nei giorni scorsi) e quasi scontato con il passaggio della Lega all'opposizione.

CALDEROLI E LO SCHIAFFO AL NORD - «Se il buongiorno si vede dal mattino allora è notte fonda e sarò felice di votare contro la fiducia al prossimo esecutivo», ha commentato il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega, Roberto Calderoli. «Nulla da eccepire sulla qualità e sul livello delle singole persone nominate ma il riscontrare la nascita di un ministero per la coesione territoriale significa aver creato il ministero del centralismo- ha aggiunto Calderoli - ovvero che ancora una volta il Nord verrà spremuto per garantire a qualcuno di continuare a mangiare a sbafo. È questo il riformismo di un governo che non ha neanche un dicastero ad hoc per le Riforme? Il Nord non potrà accettare questo ennesimo schiaffo».

SALVINI - Cita Gaber con la sua «Io non mi sento italiano», Matteo Salvini, europarlamentare del Carroccio. A poco più di un'ora dalla presentazione della lista del professore con la sua squadra, «non ci rimangono che Giorgio Gaber e la speranza in un Futuro diverso. E libero», ha scritto il leghista in un twit.

Giura il governo Monti. «Ora di corsa» Napolitano: già segnali di fiducia dall'Ue

Passera allo Sviluppo. Tre donne a Interno, Giustizia e Lavoro. Il premier: «Niente politici, niente imbarazzi»

MILANO - Il governo Monti ha giurato. Una squadra composta esclusivamente da tecnici, e dunque senza nessun politico, ha promesso fedeltà alla Repubblica, davanti al capo dello Stato. Soddisfatto Giorgio Napolitano, convinto del fatto che «molto presto» l'Italia potrà vedere la reazione dell'Ue al nuovo governo, visto che già «ci sono molti segnali positivi di fiducia». «La Costituzione di questo governo - ha ammesso il presidente della Repubblica al termine del giuramento - è stata delicata e difficile, anche per la sua carica di assoluta novità». «Penso che siamo riusciti tutti insieme a trovare le soluzioni più idonee», ha aggiunto l'inquilino de Colle. Napolitano ha voluto poi rivolgere «uno speciale ringraziamento al dottor Gianni Letta per la continua e sempre scrupolosa collaborazione istituzionale, per la sensibilità, la competenza e lo spirito di servizio con cui ha contribuito a tenere vivo e limpido il rapporto tra il presidente della Repubblica e il governo».

LA SQUADRA - Diciassette i ministeri (contro i 23 del governo Berlusconi). Tre donne all'Interno, alla Giustizia e al Lavoro.Antonio Catricalà sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Alle 17 i ministri hanno giurato sulla Costituzione nel salone delle Feste del Quirinale. Mario Monti sarà presidente del Consiglio con delega all'Economia. Ministri senza portafoglio: Enzo Moavero Milanesi (Delega agli Afferi europei) Piero Gnudi (Turismo e Sport) , Fabrizio Barca (Coesione Territoriale) Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento) e Andrea Riccardi (Cooperazione internazionale e integrazione). Agli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata, all' Interno Anna Maria Cancellieri, alla Giustizia Paola Severino, allaDifesa ammiraglio Gianpaolo di Paola, allo Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera, all'Agricoltura Mario Catania, all'Ambiente Corrado Clini, al Lavoro e politiche sociali Elsa Fornero, alla Salute Renato Balduzzi, all'Università e Istruzione Francesco Profumo, alla Cultura Lorenzo Ornaghi.

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http://www.corriere.it/politica/11_novembre_16/monti-quirinale-lista_9114b030-102c-11e1-a756-4c2fd73eac66.shtml

Governo Monti giura al Quirinale. Sedici ministri, nessun politico

Roma, 16 nov. (Adnkronos/Ign) - Mario Monti ha sciolto oggi la riserva ed è andato al Quirinale per presentare la nuova squadra di governo.

Dopo un colloquio di quasi due ore con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Monti - che mantiene la delega all'Economia - ha annunciato i nomi dei nuovi ministri. Nessun politico, tutti tecnici.

Questa la lista dei nuovi ministri: Corrado Passera, ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture; Giampaolo Di Paola, ministro della Difesa; Anna Maria Cancellieri, ministro dell'Interno; Paola Severino, ministro della Giustizia; Giulio Terzi, ministro degli Esteri; Elsa Fornero, ministro del Welfare con delega alle Pari Opportunità; Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca; Lorenzo Ornaghi, ministro per i Beni culturali; Renato Balduzzi, ministro per la Salute; Mario Catania, ministro delle Politiche Agricole e forestali; Corrado Clini, ministro dell'Ambiente.

I ministri senza portafoglio sono cinque: Enzo Moavero Milanesi (Affari Europei), Piero Gnudi (Turismo e Sport), Fabrizio Barca (Coesione territoriale), Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento), Andrea Riccardi (Cooperazione internazionale). Il presidente Monti inoltre proporrà al prossimo Cdm la nomina di Antonio Catricalà, attuale presidente dell'Antitrust, a sottosegretario della Presidenza del Consiglio.

Spariscono dunque i due ministeri fortemente voluti dalla Lega, quello delle Riforme per l'attuazione del federalismo e della Semplificazione normativa.

Alle 17 Monti ha giurato da presidente del Consiglio nelle mani del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e dopo di lui hanno giurato i ministri. All'appuntamento non ha partecipato il neo ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, ambasciatore italiano a Washington, che si trova negli States. Assente anche il neo titolare della Difesa, l'ammiraglio Giampaolo Di Paola e attuale presidente del Comitato militare della Nato, che si trova in missione a Kabul, in Afghanistan. Entrambi

"Siamo sicuri di cio' che abbiano fatto", abbiamo portato avanti un lavoro ''serio'' e "confido che cio' si tradurra' in un rasserenamento delle difficolta''' che si sono concentrate sul nostro Paese ha detto il presidente del Consiglio presentando la sua squadra, e ha affermato di avere ''la speranza'' comprendano gli sforzi e reagiscano bene alla formazione del governo. Monti assicura di aver ricevuto ''l'incoraggiamento'' dall'Europa e dalle istituzionali internazionali.
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martedì 15 novembre 2011

Scuola, gli ultimi tagli di Tremonti meno dirigenti e istituti accorpati

Nuove norme, contentute nella legge di stabilità approvato sabato, alza i minimi degli studenti per ogni sede scolastica. Colpite 300 licei e istituti tecnici, soprattutto al Sud. Quasi 900 direttori saranno in comproprietàdi CORRADO ZUNINO

ROMA - Con la legge di stabilità licenziata sabato scorso dalla Camera, sono arrivati gli ultimi tagli alla scuola. Il ministro dimissionario Giulio Tremonti ha ottenuto, senza più alcun argine in viale Trastevere visto che Mariastella Gelmini ha iniziato a inscatolare le sue cose e sta salutando i dirigenti dell'Istruzione, la soppressione di 297 presidenze e uffici amministrativi all'interno di altrettanti istituti superiori. Gli istituti non arrivano a 400 studenti a testa, e questa è la soglia di sopravvivenza visto che sono abbarbicati in zone montane, insediati nelle isole, costruiti in aree a specificità linguistica. Dalla stagione 2012-2013 in 297 perderanno i dirigenti, resteranno le sedi. I vecchi parametri sono saltati, finora le scuole dovevano avere tra un minimo di trecento studenti e un massimo di cinquecento. Il nuovo range sale: tra 400 e 600 per restare in vita. La gran parte delle istituzioni scolastiche vittime dei tagli orizzontali tremontiani si trova al Sud: sono 140, escluse le isole. In Calabria ci sono 47 siti a perdere, in Campania 32. La Sicilia perde dirigenze e autonomia in 32 scuole, la Sardegna in 35. Quarantasei istituti sono nelle regioni centrali, 48 al Nord. Per poter continuare a funzionare queste scuole dovranno accorparsi e raggiungere le dimensioni minime. In un calcolo di "Tuttoscuola", i quasi trecento istituti dovrebbero diventare cento. Così, dopo aver toccato l'estate scorsa le scuole del primo ciclo (materne, elementari e medie non potranno scendere sotto i mille alunni, cinquecento se operano nelle isole e in comunità montane), ora il ridimensionamento tocca le superiori. In questo percorso di risparmi la legge di stabilità ha previsto, a cascata, che 887 direttori dei servizi generali e amministrativi dalla stagione 2012-2013 saranno in comproprietà, come da alcune stagioni accade ai presidi. Dirigeranno scuole diverse, non più una soltanto. Con o senza la Gelmini, la riforma della rete scolastica procede e, in parallelo, va avanti il dimagrimento dell'organico centrale. Sul territorio gli uffici dell'amministrazione scolastica, chiamati a governare un sistema mastodontico, sono ridotti ai minimi termini. In dieci anni i dirigenti tecnici (ex ispettori) sono diventati 300. Ci sono 500 docenti e dirigenti impropriamente distaccati per riempire i vuoti che si aprono ogni settimana. Ora la legge di stabilità chiede una nuova riduzione (il 40% su 500 unità) del personale docente e dirigente comandato negli uffici dell'amministrazione scolastica.

Il Giornale s’inventa che i blogger odiano Monti

Fantastico articolo sul quotidiano on line di Sallusti

Un articolo davvero fantastico, quello del Giornale su Monti che fa flop tra i blogger.L’articolo cita una fonte, Voices from the blog, e un’analisi pubblicata sul suo sito internet. Raccontandola così:

La domanda dunque è semplice: qual’è l’opinione dei blogger sui temi caldi di questi giorni, da Mario Monti, al rischio di un default che coinvolga anche l’Italia. E le risposte sono quelle che in fondo ci si poteva aspettare. Anche i blogger vedono nero sul futuro del Paese. Non c’è da meravigliarsi. All’opinione di molti fanno eco anche le parole della classe politica, con in testa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ricorda come ci attendano “giorni difficili”. Certo, c’è un cauto ottimismo, del 13,5% del campione esaminato, che ritiene la situazione non sia poi così grave, ma c’è anche un 60%, una larga maggioranza, che si divide tra previsioni “pessime” e “non buone” e sul futuro di un’Italia montiana non ripone molto speranze. Mario Monti, dati alla mano, non è quindi il salvatore che qualcuno si aspettava. Nulla da dire sulla personalità dell’uomo, che viene generalmente considerato serio, corretto e competente (39.8%). Ma a preoccupare i blogger non è la personalità del bocconiano, bensì l’utilità del suo coinvolgimento. Quasi un blogger su due sottolinea con forza l’eccessiva vicinanza di Monti agli ambienti della finanza internazionale e parla dell’ingresso in campo del tecnico come un attentato alla democrazia, che portando al premierato un “non eletto” ratifica di fatto lo stato di commissariamento del Paese. A fuoco per il 14,7% anche le tensioni che il nome di Monti ha causato nel centrosinistra e il rischio che pregiudichi il dialogo con l’opposizione.

Ecco, basta andare alla fonte per scoprire cosa dice quella ricerca: una ricerca piena di grafici, e il primo stranamente è stato ignorato dal Giornale. Cosa diceva? Nulla d’importante: identificava di chi era, secondo i blogger, la colpa della situazione.

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http://www.giornalettismo.com/archives/168673/il-giornale-sinventa-che-i-blogger-odiano-monti/