giovedì 19 dicembre 2013

Nuovo scandalo in Regione Abruzzo Segretaria assunta per fare sesso

Spunta un contratto tra l'assessore regionale alla Cultura, Luigi De Fanis, e la sua segretaria: la donna, è scritto nero su bianco, avrebbe dovuto fare l'amore con lui almeno una volta la settimana. In cambio di un forfait di 3mila euro al mese.

Era diventata la segretaria dell'assessore regionale alla Cultura della Regione Abruzzo, il 53enne Luigi De Fanis, firmando un contratto del tutto particolare. Perché sul documento l'uomo politico aveva messo nero su bianco il mansionario dell'avvenente 32enne: fare l'amore con lui almeno una volta la settimana. In cambio di un forfait da 3mila euro al mese. Il contratto è saltato fuori durante una perquisizione.
Nuovo scandalo in Regione AbruzzoSegretaria assunta per fare sesso
La donna, avvenente 32enne, aveva già ottenuto da De Fanis, eletto alla Regione nelle fila del Pdl, l'incarico di componente della segretaria particolare per 1.200 euro al mese, racconta Repubblica. E aveva firmato anche il secondo contratto, quello sessuale, tenendone a casa una copia.

Proprio lì, nella sua abitazione in un paesino della provincia di Chieti, l'hanno trovato (anche se fatto a pezzi sperando che nessuno lo notasse) gli agenti della polizia giudiziaria della Procura di Pescara. Gli investigatori hanno impiegato alcune settimane per ricomporre il puzzle, ma alla fine il documento è tornato come nuovo. E gli agenti sono rimasti basiti leggendo il contenuto.

Qualche giorno fa la donna, interrogata, ha confermato tutto: "L'assessore era ossessionato da me... - si legge sul verbale - mi ha costretto a firmarlo. Io non ho potuto rifiutare. Ho avuto paura...". "Voglio uscire da questa storia, sono additata da tutti come "quella lì" e io non ha fatto nulla: però non ho preso un centesimo di quelle tangenti (per le quali l'assessore ora è agli arresti, ndr) e ignoro cosa sia successo...", ha detto al pm.

"Io avevo un lavoro nella sanità a tempo indeterminato - ha proseguito - ma in quel periodo mi trovavo in una situazione particolare perché mia madre stava male. E' stato De Fanis a propormi di fare la sua segretaria. Mi misi in aspettativa e accettai il lavoro perché avrei potuto gestire meglio i miei problemi perché dovevo lavorare per 3 giorni. De Fanis mi propose il lavoro, anche se non ho mai partecipato alle sue campagne elettorali, anzi io ho la tessera del Pd...".

"Ora - ha raccontato la donna - la mia vita è un incubo. Non vado più in giro per il mio paese. Ricevo telefonate anonime, gente che mi vuole incontrare, che mi insulta. L'impatto dell'arresto sulla mia vita è stato devastante, perché sono mamma di una bambina piccola". Il secondo contratto è stato poi un passaggio obbligato, ha spiegato.

La segretaria, dopo aver ammesso di aver avuto una relazione con l'assessore e di essere stata costretta a onorare quel contratto, ha anche raccontato che in Regione è "una consuetudine timbrare e uscire per faccende personali. Quando sono entrata lì nell'ottobre 2012 in molti facevano così. Io partecipavo a missioni, a riunioni esterne. Una volta sola sono andata dall'estetista. Anche i miei colleghi si comportavano così e non credevo di fare nulla di male...".
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/abruzzo/2013/notizia/nuovo-scandalo-in-regione-abruzzosegretaria-assunta-per-fare-sesso_2016374.shtml

In fuga il serial killer Gagliano Caccia in tutta Italia

Questa è la faccia (aggiornata) di un uomo pericoloso. Un siciliano, originario di Nicosia. Bartolomeo Gagliano ha già ucciso. E' già scappato. E adesso è di nuovo libero.
bartolomeo gagliano, caccia, carcere, catturato, francesco sedda, fuga, killer, Cronaca
GENOVA- Un serial killer pluriomicida è evaso dopo un permesso premio dal carcere di Genova. Bartolomeo Gagliano, 55 anni - nativo di Nicosia - ha fermato all'alba un uomo a Savona, minacciandolo con una pistola e si è fatto portare in auto a Genova dove doveva rientrare in carcere dopo il permesso, poi ha fatto perdere le sue tracce.

Caccia all'uomo
Ed è scattata una gigantesca caccia all'uomo su tutto il territorio nazionale. Gagliano è pericoloso. L'uomo che ha sequestrato racconta: "Mi ha detto che non tornerà mai in carcere".

Chi è Gagliano e cosa ha fattoLa storia di Gagliano si trova per esempio sul sito Italia Criminale.Si legge la vicenda di una macabra alleanza: "Francesco Sedda, nato a Nuoro nel 1958, ma cresciuto a Genova, è uno dei tanti tossicodipendenti sieropositivi che vivono di furti ed espedienti. Ma è anche infermo di mente e viene internato nel manicomio giudiziario di Montelupo: dovrebbe essere l’ultima chance, per un’esistenza disperata. Invece qui conosce Bartolomeo Gagliano, nato a Nicosia nel 1959, che è lì per aver spaccato la testa con un sasso alla sua amante tossicodipendente. Che minacciava di rivelare la relazione alla fidanzata ufficiale. È stato ritenuto incapace di intendere e di volere.

La struttura non sembra aver risolto i suoi problemi, perché in una licenza premio tenta una folle fuga con sequestri a catena che si conclude di nuovo con l’arresto. Gagliano e Sedda si trovano bene insieme e si mettono d’accordo. Evadono l’11 gennaio 1989 e l’8 febbraio fanno la loro prima vittima: un transessuale uruguayano, Nahir Fernandez Rodriguez, gli sparano in piena faccia e abbandonano il cadavere nei boschi. Segue il 14 febbraio, San Valentino, un altro travestito: Francesco Panizzi, tossicodipendente, 34 anni, conosciuto come “Vanessa”. Le vittime non reagiscono perché pensano a una semplice rapina, evento per niente raro nell’ambiente. Nel secondo agguato rimane ferito di striscio anche un cliente, ma l’obiettivo evidentemente non è lui. Il giorno dopo è la volta di Laura Baldi, prostituta. L’intenzione è quella di uccidere, come al solito, ma nonostante il collo trapassato e la mascella frantumata dal proiettile la donna sopravvive. I giornali ricevono telefonate da un misterioso vendicatore, dice di voler sterminare le prostitute che trasmettono l’Aids". Gagliano viene arrestato e tenterà altre volte la fuga. Questa è l'ultima, in ordine di tempo. In tanti la seguono col fiato sospeso.

Non era un rapinatore?
"Noi non sapevamo che avesse quei precedenti penali, per noi era un rapinatore". Il direttore del carcere genovese di Marassi, Salvatore Mazzeo, in un’intervista alla emittente ligure Primocanale, spiega: "Abbiamo valutato Gagliano in base al fascicolo di reato per cui era detenuto, che risale al 2006 e lo indica come rapinatore".
http://livesicilia.it/2013/12/19/in-fuga-il-killer-bartolomeo-gagliano-caccia-in-tutta-itali_419385/

Pos obbligatorio sopra 30 euro per fatturati sopra 200mila euro: ecco il decreto attuativo

Pos obbligatorio sopra 30 euro per fatturati sopra 200mila euro: ecco il decreto attuativo
Obbligo di Pos per imprese e professioni: il decreto attuativo fissa limiti e condizioni che varranno fino al 30 giugno 2014: deve garantire il servizio chi fattura oltre 200mila euro; possibile il differimento nel “milleproroghe”.   Tanto atteso – in parte scongiurato – alla fine è arrivato il decreto attuativo del ministero dello Sviluppo Economico che fissa le condizioni e i limiti per il nuovo obbligo, in capo a professionisti e imprese, di accettare anche pagamenti con il bancomat (carte di debito).   Limiti Il testo del decreto attuativo – che prevede una prima fase transitoria fino al 30 giugno 2014 – impone un doppio limite. In particolare, l’obbligo di Pos scatta in presenza di due condizioni: 1) requisito soggettivo: l’obbligo vale per gli esercenti attività di vendita di prodotti e prestazioni di servizi, anche professionali (quindi anche avvocati), il cui fatturato dell’anno precedente a quello nel corso del quale è effettuato il pagamento sia superiore a 200mila euro. 2) requisito oggettivo: l’obbligo scatta per pagamenti superiori alla soglia minima di 30 euro (il decreto, in proposito, non usa parole più chiare).   Sarà eventualmente un successivo decreto, da emanare entro altri 90 giorni, a individuare modalità e termini differenziati di adeguamento per i soggetti esclusi fino al 30 giugno.   Strumenti Quanto ai terminali Pos, il testo apre “all’accettazione di strumenti di pagamento tramite diverse tecnologie, in aggiunta a quella a banda magnetica o a microchip”.   Avvio dell’obbligo Non è ancora certo quando la norma dovrebbe entrare in vigore. Secondo le interpretazioni dei tecnici governativi, sarebbe comunque da escludersi che resti ferma la data del 1° gennaio 2014 indicata dal decreto crescita 2.0 dell’ottobre 2012. E ciò perché ancora non è arrivata quella piena regolamentazione – richiesta dalla legge – che imponeva la determinazione degli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati.   Appare dunque improbabile che il 1° gennaio 2014 costituisca il “D-day”. Sarà molto probabile lo slittamento che verrà eventualmente stabilito con il consueto “decreto mille proroghe.   Difficile a questo punto prevedere i tempi, anche perché oltre alla risposta di Banca d’Italia al regolamento presentato ieri occorrerà anche ottenere il concerto del ministero dell’Economia.   - See more at: http://www.laleggepertutti.it/44246_pos-obbligatorio-sopra-30-euro-per-fatturati-sopra-200mila-euro-ecco-il-decreto-attuativo#sthash.hFTjjeha.dpuf

Fa realizzare un diamante con le ceneri del figlio morto

"Gioiello della memoria" dalla Svizzera per un 55enne che anni fa aveva perso il suo ragazzo in un incidente stradale

CONEGLIANO - Un diamante realizzato usando le ceneri del figlio 20enne morto in un tragico incidente. La pietra preziosa è stata consegnata a Conegliano, alcuni giorni fa, a un 55enne che non voleva rassegnarsi all’idea di aver perso quel "gioiello" di figlio. Lo racconta Silvia Zanardo, titolare di un’agenzia funebre: «E' un’azienda svizzera che propone tale servizio».

Il ragazzo era stato sepolto nel cimitero del paese di origine del padre: la salma è stata riesumata, cremata e le ceneri inviate in Svizzera per realizzare il "gioiello" con un'attesa di 8 mesi, il tempo necessario per il processo di diamantificazione e creare il Diamante della Memoria. «Non tutti in Italia sono pronti alla cremazione - conclude Silvia Zanardo - e tantomeno a questo». Che al momento risulta un caso unico in Italia.

L'articolo completo sul Gazzettino in edicola o nell'edizione digitale cliccando qui.
di Elisa Giraud

Papa Francesco licenzia Bagnasco dalla congregazione dei vescovi

Lo scontro tra i due è sempre più esplicito. E continua il declino della "lobby genovese".

Papa Francesco procede nella sua riforma della Curia ed elimina dalla Congregazione dei vescovi niente meno che Angelo Bagnasco, il presidente della Cei. Bagnasco ovviamente mantiene il suo ruolo più prestigioso all’interno della Conferenza episcopale, ma a livello simbolico la decisione è comunque di quelle che pesano. Tanto più che Bagnasco viene sostituito da uno dei tre vicepresidenti della Conferenza Episcopale Italiana, l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti.
E così, lo scontro tra Bergoglio e Bagnasco esce allo scoperto: il Papa non ha mai fatto troppo mistero di non apprezzare l’operato di Bagnasco alla guida della Cei e con questa mossa ha reso la cosa ancora più esplicita. I rapporti tra i due, d’altra parte, erano cominciati decisamente con il piede sbagliato: la Cei, subito dopo la fumata bianca, aveva commesso una clamorosa gaffe salutando l’elezione a Papa di Angelo Scola.
Nove mesi sono passati da allora, durante i quali Bergoglio ha più volte sottolineato comela Chiesa non debba intrattenere rapporti con il mondo politico italiano, ciò che invece è stato il pane quotidiano della Cei negli ultimi decenni. Insomma, la riforma (alcuni parlano di rivoluzione) di Papa Francesco coinvolge tutte le sfere e non risparmia nessuno. Anche se per il momento Bagnasco è confermato nel ruolo che più conta (ma con direttive del tutto nuove).
Per quanto riguarda la congregazione, confermato alla guida il cardinale canadese, Marc Ouellet, così come Ilson De Jesus Montanari, appena scelto da Bergoglio, la lista comprende anche Tarcisio Bertone e, soprattutto, il neo-segretario di stato, Pietro Parolin. Per il resto, Papa Francesco punta decisamente sul sud del mondo: spazio all’arcivescovo di Bogotà come a quello di Guadalajara. Continua quindi il declino della “lobby genovese”: via Bertone, in difficoltà Bagnasco, spedito in Brasile Marco Simeon e declassato al ruolo di penitenzierie maggiore Mauro Piacenza, ex potentissimo prefetto per la Congregazione della Fede. La riforma-rivoluzione continua.

Berlusconi taglia i regali di Natale, niente gioielli e iPad per i suoi parlamentari

(Foto Lapresse)

Anche Berlusconi, in qualche modo, tira la cinghia. E' finita l'età dell'oro per i suoi parlamentari, addio a gioielli e a prodotti hitech, ci si deve accontentare di un buffet. Complice la crisi e l'austerità Silvio Berlusconi ha deciso di non fare regali ai parlamentari azzurri in occasione delle feste natalizie. Sembrano quindi lontani i tempi in cui il cavaliere organizzava lo scambio di auguri con gli esponenti del suo partito in ristoranti della capitale omaggiando tutti con bellissimi doni, di solito gioielli per le signore e oggetti tecnologici per gli uomini.

Quest'anno i parlamentari si sono invece dovuti 'accontentarè di un buffet nella sede di Forza Italia a piazza San Lorenzo in Lucina. L'incontro, che è iniziato con circa de ore di ritardo rispetto all'appuntamento originario, è stato aperto da un intervento dell'ex capo del governo in cui Berlusconi oltre a parlare dei temi di stretta attualità si è soffermato anche a parlare del suo cane, l'ormai famoso barboncino Dudù: «Non ho mai avuto un cane in casa - ha raccontato l'ex premier - ma ora ho scoperto un mondo». Che la situazione non sia però serena anche per quanto riguarda il partito lo dimostrerebbero le voci secondo cui una serie di contratti del personale che lavora nelle sedi di Fi non sarebbero stati rinnovati.

mercoledì 18 dicembre 2013

Berlusconi, no della Procura al rilascio del passaporto: niente vertice Ppe per il Cavaliere

Silvio Berlusconi (foto Mauro Scrobogna - LaPresse)

L'ufficio esecuzione della Procura di Milano ha respinto nei giorni scorsi la richiesta dei legali di Silvio Berlusconi di avere il nulla osta al rilascio del passaporto, che gli era stato ritirato dopo la condanna definitiva per il caso Mediaset, in vista del vertice del Ppe a Bruxelles in programma domani e a cui il Cavaliere è stato invitato. I magistrati però hanno detto no all'istanza, come riportato da alcuni quotidiani, perché, stando a quanto precisato in Procura, «non lo prevede la legge».

All'ex premier non rimane, quindi, che sollevare il cosiddetto "incidente di esecuzione" davanti al Tribunale, mossa che comunque, sempre stando a quanto si è appreso, sarebbe tardiva perché la decisione non arriverebbe prima di diversi giorni.

A Berlusconi era stato revocato il passaporto lo scorso agosto dopo la condanna definitiva a 4 anni di carcere per il caso Mediaset. Quindi, in attesa che sconti la pena - meno di un anno per via dei 3 anni di indulto e della liberazione anticipata per buona condotta - il Cavaliere non può andare all'estero. E non importa che il vertice sia a Bruxelles perché l'area Shengen ha «abolito i controlli alle frontiere» ma non l'obbligatorietà di avere in tasca un documento per l'espatrio.

La legge per cui il pm dell'esecuzione ha bocciato la richiesta del leader di Forza Italia - il provvedimento èstato notificato lunedì scorso - è quella del 1967 che stabilisce le norme sui passaporti. Dunque, come è stato riferito, per cercare di ottenere il passaporto l'ex premier potrebbe fare un incidente di esecuzione davanti a tribunale, mossa che però si rileverebbe tardiva, in quanto l'incontro è programmato per domani.

Rai, Caprarica lascia l'azienda: "Contro di me persecuzione"

Rai, Caprarica lascia l'azienda: "Contro di me persecuzione"
Il giornalista annuncia di fare causa, denunciando "pressioni con metodi inammissibili": "Non mi resta con profonda amarezza che sbattere la porta e andare nelle aule dei tribunali, chiedendo ai giudici la tutela dei miei diritti e della mia onorabilità contro il vertice che dev'essere ricondotto al rispetto delle regole

ROMA - E' il volto della Rai da Londra. Ma Antonio Caprarica ha troncato il rapporto con la tv pubblica e annunciato azioni giudiziarie denunciando "pressioni con metodi inammissibili e offensivi". "Di fronte al mio rifiuto della proposta di andare via con un incentivo, ho ricevuto contestazioni risibili", ha spiegato. E in un comunicato ha parlato di "persecuzione" nei suoi confronti. 

"Non avrei mai immaginato - ha detto il giornalista, 15 anni di corrispondenza dalla capitale britannica - di lasciare in questo modo l'azienda della mia vita, dopo oltre un quarto di secolo di servizio onorevole e immacolato in ogni angolo di mondo. Troncare questo rapporto con effetto da oggi, come ho appena comunicato alla direzione del personale, è per me l'unica possibilità di immediata reazione alle crescenti pressioni esercitate dai vertici aziendali con metodi inammissibili e offensivi". 

Caprarica ha aggiunto di aver "respinto finora gli attacchi rivoltimi, dimostrandone l'infondatezza, ma né la mia salute né la mia dignità mi consentono di rimanere ulteriormente in Rai. Purtroppo, la mia vicenda illustra drammaticamente l'assenza di qualsiasi organo aziendale di garanzia per i lavoratori, giacché il consiglio d'amministrazione - da me informato su ogni passaggio della persecuzione - ha preferito voltarsi dall'altra parte piuttosto che chiedere spiegazioni al direttore generale. Con buona pace per il codice etico della Rai". 

Il giornalista ha concluso il comunicato sottolineando "non mi resta, con profonda amarezza, che sbattere la porta e andare dritto nelle aule dei tribunali, chiedendo ai giudici la tutela dei miei diritti e della mia onorabilità contro il vertice Rai, che dev'essere ricondotto al rispetto delle regole. Bisognerà battersi per assicurare, in questa situazione, un futuro al servizio pubblico, e io continuerò a farlo da cittadino e da giornalista".

Roma. Piazza del Popolo 18/12/2013




Vitalizi dei parlamentari

Ucraina: Europa addio!


Scocciature ...


Vittoria M5S: le imprese che scappano devono ridare i soldi


Il M5S fa approvare una norma anti-delocalizzazione per salvaguardare gli investimenti sulle imprese in Italia e i diritti dei lavoratori italiani

"Una grande vittoria del M5S. Approvato nella legge di stabilità un emendamento contro la delocalizzazione selvaggia. Se un'azienda beneficia di un contributo pubblico ed entro 3 anni delocalizza la produzione dal sito incentivato con conseguente riduzione di almeno il 50% del personale, il beneficio decade e l'azienda deve restituire tutto il malloppo! Sono soldi dei cittadini! Aiutiamo le aziende che restano qui!" M5S Camera, Commissioni Attività Produttive e Bilancio

Guarda il video:
http://www.beppegrillo.it/2013/12/vittoria_m5s_le_imprese_che_scappano_devono_ridare_i_soldi.html

Forconi: i “duri” a Roma con rischio infiltrazioni. I “dialoganti” domenica dal Papa

ROMA - I “duri” oggi saranno a piazza del Popolo, i “dialoganti” domenica 22 andranno dal Papa. In mezzo a loro una serie di soggetti – da Casapound agli antagonisti, dagli immigrati ai senza casa – pronti a tenere alta la tensione nelle città in questi giorni che portano verso il Natale.
I forconi e le tante anime della mobilitazione continuano a fare rumore e ad entrare nel dibattito politico ed economico. Per il presidente del Senato Pietro Grasso le proteste “sono il segnale di un malessere economico, sociale, di vita che ben conosciamo e che non può essere ignorato”. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, prima prende in mano il forcone, parlando di movimento “ampiamente giustificato, perché negli ultimi tempi non ci siamo molto concentrati a fare le cose necessarie per ritrovare la crescita”. Poi precisa condannando le violenze.
Il variegato fronte della contestazione partita lo scorso 9 dicembre si è via via sgranato ed articolato, differenziandosi in diverse posizioni. Era prevedibile, ha riferito al Copasir il direttore del Dis Giampiero Massolo, visto che il movimento fin dall’inizio aveva tante anime che in molti cercano di cavalcare per portare avanti le proprie rivendicazioni. La protesta però si presta ad essere “infiltrata” da gruppi estremisti e quindi l’attenzione dei servizi e delle forze di polizia è massima.
Il leader dei ‘duri’ Danilo Calvani, celebre anche per la sua uscita su una Jaguar dopo un comizio, è ottimista: “Stiamo ricevendo adesioni da gente che ha scaricato quei leader contrari al sit-ini. In piazza domani [oggi n.d.r] avremo più persone di quanto ne pensavamo, riempiremo piazza”. Circa 15mila, secondo alcune stime delle forze dell’ordine.
Tra di loro anche il movimento di estrema destra CasaPound, con in testa il vicepresidente Simone Di Stefano, arrestato e condannato per avere preso una bandiera Ue per sostituirla col tricolore”.
Sul fronte dei ‘dialoganti’, il siciliano Mariano Ferro offre il ramoscello d’ulivo. “La protesta pacifica – annuncia – comincia dal Papa. La data è domenica 22. Poi resteremo a Roma.Chiederemo una piazza alla questura per una protesta in forma statica. E’ molto probabile che passeremo il Natale a Roma, sto lavorando per concordare con il questore di Roma la piazza da comunicare”.
Dopo le frizioni dei giorni scorsi Ferro si rivolge ai ‘dissidenti’. “Domani (mercoledì 18 dicembre n.d.r) – fa sapere – non vado a Roma, ma una parte del movimento dei Forconi ci sarà. Forse abbiamo sbagliato a spaccarci, ma c’è il rischio di strumentalizzazioni e temo che alcune dichiarazioni deplorevoli non dovevano essere fatte”.
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/forconi-duri-roma-rischio-infiltrazioni-dialoganti-domenica-papa-1747572/

TRAPANI RIVOLTA TARES 16/12/2013

Rivolta anti-Tares a Trapani, Urla e Uova Contro il Comune

GUARDA IL VIDEO!

http://www.beppegrillo.it/video_gallery.php?video=protesta_trapani&image=http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/rivolta_trapani.jpg&title=Rivolta%20anti-Tares%20a%20Trapani,%20urla%20e%20uova%20contro%20il%20Comune

martedì 17 dicembre 2013

Carmine Schiavone SkyTG24 DICHIARAZIONI SHOCK (tutti devono sapere!!!)

Tares, rivolta popolare a Trapani: duemila in piazza - 16 DICEMBRE 2013

Trapani, rivolta per la Tares migliaia in piazza contro il sindaco
Rivolta a Trapani contro la Tares: in duemila si sono radunati davanti al municipio per protestare contro la nuova tassa sui rifiuti varata dall'amministrazione del sindaco Vito Damiano. Tensioni con le forze dell'ordine quando queste ultime hanno imbracciato gli scudi e imbracciato gli elmetti. Un blocco di irriducibili ha tentato di entrare nel palazzo, ma è stato respinto dagli agenti (Video di Maria Emanuela Ingoglia)

Cosa c'è sotto?

In Norvegia arriva il mercatino online dei mobili IKEA usati, e la casa produttrice è d’accordo

Oggetti e mobili ancora in buono stato vengono spesso abbandonati nelle cantine o gettati fra i rifiuti, perché non servono più ai loro proprietari, senza pensare che gli stessi oggetti potrebbero invece far molto comodo a qualcun altro.
IKEA, il famoso colosso dell’arredamento, ha recentemente lanciato in Norvegia un “virtual flea market”, ossia un mercatino delle pulci virtuale, dove poter vendere o acquistare mobili IKEA usati.
Il progetto fa parte della campagna “Second Hand”, nata dalla collaborazione fra IKEA e l’agenzia pubblicitaria SMFB, con lo scopo di raggiungere due obiettivi. Il primo è quello di aiutare i clienti della multinazionale svedese a vendere i mobili non più utilizzati, facilitando così l’acquisto di nuovi modelli. Il secondo è invece quello di sviluppare un mercato dell’usato che prolunghi la vita dei prodotti, favorendo così anche una maggiore coscienza ecologica contro gli sprechi.
Tramite la propria pagina Facebook, IKEA ha chiesto ai propri fan se avevano bisogno di aiuto per vendere i loro mobili usati e in molti hanno risposto positivamente. Tra i fan interessati, IKEA ne ha scelti 50, i quali hanno partecipato alla vendita on line del loro vecchio arredamento IKEA. I prodotti in vendita sono apparsi non solo sulla pagina Facebook dedicata, ma anche in spot televisivi e cartelloni pubblicitari, insomma una vera e propria campagna pubblicitaria.
La particolarità è stata quella di far funzionare il mercato virtuale come un reale mercato delle pulci: tramite Facebook i pezzi si potevano acquistare soltanto la domenica ed entro una certa ora, dopo la quale i prodotti venivano rimossi dalla pagina.
La campagna purtroppo è durata solo 8 settimane, ma tutti i prodotti sono stati venduti con successo, così invece di finire tra i rifiuti hanno trovato una nuova casa.
Ciò dimostra che esiste un’effettiva domanda di mercato per i mobili di seconda mano, la quale potrebbe aumentare se ci fossero maggiori servizi dedicati, strutturati e maggiormente pubblicizzati.

Usa: timori per missili russi, “rischio di destabilizzazione"

Usa: timori per missili russi, “rischio di destabilizzazione"
WASHINGTON - Gli Stati Uniti esprimono dalla Russia la loro "preoccupazione" per il rischio di "destabilizzazione" della regione baltica, in seguito del progetto di dislocamento di batterie missilistiche a corto raggio a Kaliningrad.
"Abbiamo esortato la Russia a non compiere alcuna azione destabilizzante", ha detto il vice portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Marie Harf, aggiungendo che Washington ha comunicato direttamente sulla questione con Mosca.

Grecia, in prigione chi si opporrà ai regolamenti Ue

Aria di dittatura europea in Grecia? Non bastava la troika ad imporre tagli a stipendi e pensioni o tasse su tutto, ora arrivano sanzioni penali per soffocare i sentimenti antieuropei.
Identica pena per chi sia in disaccordo con le decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'embargo o sull'opportunità di attaccare uno Stato terzo.
In un Paese praticamente governato dalla Ue viene imposta una sanzione penale pazzesca (da sei mesi a due anni di reclusione) per ogni regolamento comunitario disatteso. Come dire che, volendo semplificare la materia, se un cittadino decidesse di produrre i famosi zucchini troppo lunghi o decidesse di utilizzare reti da pesca a maglie più larghe di quelle previste dal regolamento Ue (il numero 40/2013 del consiglio del 21 gennaio 2013) finirebbe in carcere.
Il comma «a» all'art. 458 del codice penale ellenico è stato emendato lo scorso 24 ottobre così: «Ogni persona che viola intenzionalmente le sanzioni o le misure restrittive nei confronti membri o di entità o organismi o persone fisiche o giuridiche, o le decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o di regolamento Ue è punibile con la reclusione per almeno sei mesi, salvo altra disposizione contenuta in più pesante pena». Gli unici a sollevare un'opposizione parlamentare a questo emendamento sono stati gli «estremi», i comunisti del Kke e i nazionalisti degli Indipendenti. «L'emendamento mira ad evitare qualsiasi reazione alla barbarie imperialista», ha detto il portavoce del Kke Thanassis Pafilis. Il deputato Notis Marias dei Greci Indipendenti ha osservato che questo accordo «criminalizza il diritto internazionale». Voci che gridano nel deserto democratico ellenico (e continentale), mentre sui blog di mezza Europa la notizia spopola. Il governo greco, ribattezzato «delle larghe intese con la troika», mira ad approvare quindi una legge-manette non solo per gli oppositori dell'Europa ma per chi semplicemente non osserva i regolamenti. E segnando un precedente pericolosissimo, inserendo di fatto nel Codice Penale ellenico il reato di opposizione all'Europeismo. E dopo i circa due milioni di euro investiti dal Parlamento europeo per bloccare blog, siti e post degli euroscettici. Se la misura votata sic et simpliciter dal governo greco (come d'altronde anche le 400 pagine del memorandum che nessun deputato ha letto per intero perché ricevuto solo un'ora prima del voto nel novembre 2012) voleva nelle intenzioni sopire i sentimenti anti euro alla vigilia delle elezioni europee, potrebbe invece sortire l'effetto opposto, dal momento che dubbi e insofferenza verso un'istituzione che non funziona e che non sana le proprie deficienze strutturali ma si fa dittatoriale, si stanno moltiplicando.
Di sicuro questo è l'ultimo step di una strategia, diversificata e avvolgente, che in Grecia intende mettere in secondo piano anche chi solo si interroga sulla bontà delle cure prescritte da Bruxelles. Ad esempio la notizia della candidatura da parte del Pse a prossimo presidente del Parlamento Europeo del numero uno delle sinistre radicali del Syriza, Alexis Tsipras, primo partito greco nei sondaggi, sarebbe vista come un tentativo di allontanare il giovane leader anti troika da Atene e «parcheggiarlo» sulla poltrona dorata di Bruxelles. Così da non dare troppi grattacapi al governo conservatori-socialisti che prosegue nella svendita di tutto ciò che ha un minimo di introito: alla voce privatizzazioni, per dirne una, dopo aver ceduto il Totocalcio (l'Opap) al singolo partecipante all'asta per una cifra complessiva corrispondente a solo un anno di fatturato, il presidente dell'ente preposto è stato fotografato sul jet privato di chi (il miliardario Melissanidis) quell'affare se l'è portato a casa. Con tanti saluti alla trasparenza e al rigore tanto caro a Frau Angela. Senza dimenticare che a un mese esatto dall'arresto dei dirigenti di Alba dorata (accusati di omicidio, corruzione, sovversione) ancora non si sa se le accuse del pm inquirenti siano fondate o meno, mentre nella capitale torna l'incubo degli anni di piombo, ma con l'ombra dei servizi deviati che altro non cercano se non la destabilizzazione continuata. Ce n'è abbastanza per essere decisamente euro indignati.
twitter@FDepalo

La Russia installa missili nucleari al confine con l’Ue in grado di colpire Berlino

La notizia dopo la rilevazione del quotidiano tedesco Bild. Le batterie sono dislocate nell'enclave russa di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania, e lungo il confine baltico in risposta allo scudo della Nato. Il Cremlino: "Non è in contraddizione agli accordi internazionali".

Putin e Merkel
Venti di Guerra Fredda tornano a soffiare al confine tra Russia e Unione Europea. IlCremlino annuncia di avere installato missili nucleari a corto raggio Iskander-M in grado di colpire Berlino. La conferma arriva da Igor Konashenko, portavoce del ministero della Difesa. Le batterie missilistiche si trovano nell’enclave russa di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania, e lungo il confine baltico. “Non è in contraddizione agli accordi internazionali”, ha affermato il ministero della Difesa russo, Sergeij Shoigu, citato da Itar-Tass dopo che il quotidiano tedesco Bild, citando una fonte della sicurezza, aveva dato per primo la notizia.
Le immagini satellitari, spiega il quotidiano, documentano che si tratta di missili SS-26, che possono essere dotati di testate convenzionali e nucleari. I vettori hanno una gittata di 500 chilometri, una misura sufficiente per colpire alle porte di Berlino. Le stesse fonti di sicurezza riportano che l’installazione dei missili è avvenuta negli ultimi 12 mesi. Il quotidiano tedesco ricollega la decisione della Russia al progetto di scudo anti-missile in Europa. Per la Nato il dispiegamento dei missili russi “non contribuisce alla sicurezza Euro-atlantica e non manterrebbe quello spirito di cooperazione in cui Nato e Russia hanno lavorato”. E più in generale una serie di scelte “è motivo di preoccupazione” per l’Alleanza Atlantica. Lo riferiscono qualificate fonti Nato all’Ansa.

lunedì 16 dicembre 2013

Blocco Nazionale!

Arma dei Carabinieri, la fine è vicina. Inizia l’era Eurogendfor. Ma questi, a chi risponderanno?

la fine dei carabinieri e vicina inizia lera eurogendfor

E’ pubblicato sul sito dell'U.N.A.C oltre che sulla Gazzetta Ufficiale. L’Arma verso lo scioglimento. L’Unione Europea impone la smilitarizzazione della quarta Forza Armata e l’accorpamento dei carabinieri alla Polizia di Stato. Ecco l'inchiesta shock pubblicata da Articolotre.com
L’Arma dei carabinieri in un futuro più o meno prossimo, ma certamente non remoto, è destinata ad un inevitabile scioglimento". 
Poco più di tre anni fa la Camera dei Deputati ratificava ad unanimità l'accordo europeo per la costituzione di una forza armata speciale, chiamata EGF.
La Forza di gendarmeria europea (Eurogendfor o EGF) è il primo Corpo militare dell'Unione Europea a carattere sovranazionale. La EGF è composta da forze di polizia ad ordinamento militare dell'UE in grado di intervenire in aree di crisi, sotto egida NATO, ONU, UE o di coalizioni costituite "ad hoc" fra diversi Paesi.
Eurogendfor può contare su una forza di 800 "gendarmi"mobilitabile in 30 giorni, più una riserva di altri 1.500; il tutto gestito da due organi centrali, uno politico e uno tecnico. Il primo è il comitato interdipartimentale di alto livello, chiamato CIMIN, acronimo di Comité InterMInistériel de haut Niveau, composto dai rappresentanti dei ministeri degli Esteri e della Difesa aderenti al trattato. L’altro è il Quartier generale permanente (PHQ), composto da 16 ufficiali e 14 sottufficiali (di cui rispettivamente 6 e 5 italiani). I sei incarichi principali (comandante, vicecomandante, capo di stato maggiore e sottocapi per operazioni, pianificazione e logistica) sono ripartiti a rotazione biennale tra le varie nazionalità, secondo gli usuali criteri per la composizione delle forze multinazionali.
Non si tratta quindi di un vero corpo armato europeo, un inizio di esercito unico europeo, nel qual caso si collocherebbe alle dipendenze di Commissione e Parlamento Europeo, ma di un semplice corpo armato sovra-nazionaleche, in quanto tale, gode di piena autonomiaInfatti, la EGF non è sottoposta al controllo dei Parlamenti nazionali o del Parlamento europeo, ma risponde direttamente ai Governi, attraverso il citato interministeriale (CIMIN)-
 L'articolo 21 del trattato di Velsen, con cui viene istituito questo corpo d'armata sovranazionale, prevede l'inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor
 L'articolo 22 immunizza le proprietà ed i capitali di Eurogendfor da provvedimenti esecutivi dell'autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali. 
 L'articolo 23 prevede che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate.
L'articolo 28 prevede che i Paesi firmatari rinuncino a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni
L'articolo 29 prevede infine che gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati all’adempimento del loro servizio.
Nel trattato di Velsen c'è un'intera sezione intitolata "Missions and tasks", in cui si apprende cheEurogendfor potrà operare "anche in sostituzione delle forze di polizia aventi status civile", in tutte le fasi di gestione di una crisi e che il proprio personale potrà essere sottoposto all'autorità civile o sotto comando militare.
Tra le altre cose, rientra nei compiti dell'Eurogendfor:
 garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico
eseguire compiti di polizia giudiziaria (anche se non si capisce per conto di quale Autorità Giudiziaria)
controllo, consulenza e supervisione della polizia locale, compreso il lavoro di indagine penale
dirigere la pubblica sorveglianza
operare come polizia di frontiera
acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence
Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno 2010 il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia
La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Allo stesso tempo, l'art.4 della medesima legge introduce i compiti dell'Eurogendfor, tra cui: 
condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico
 assolvere  a  compiti  di  ,  gestione  del traffico,   controllo   delle   frontiere   e   attivita' generale d'intelligence;
proteggere le persone e i beni e mantenere  l'ordine  in  caso  di disordini pubblici.
In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non rispondono direttamente delle loro azioni nè allo Stato italiano, nè all'Unione Europea.
- See more at: http://www.infiltrato.it/inchieste/arma-dei-carabinieri-la-fine-e-vicina-inizia-l-era-eurogendfor-ma-questi-a-chi-risponderanno#sthash.1lSzQTcZ.dpuf


Rinnovo patente: in arrivo importanti novità

Dal 9 gennaio 2014 noA breve entrerà in vigore la nuova procedura per il rinnovo della patente: va in pensione il tagliando di rinnovo sostituito da nuovi duplicati. Il ministero promette tempi più celeri e documenti più leggibili, ma vediamo nei particolari cosa cambierà.

Rinnovo patente: in arrivo importanti novità

Da una settimana si è messa in moto una piccola rivoluzione burocratica che stravolgerà i tempi e le modalità di rinnovo della patente di guida. Con la recente emanazione di un decreto del ministero dei trasporti [1], infatti, è stata approvata la nuova procedura per ottenere il rinnovo della licenza di guida, la cui entrata in vigore definitiva è prevista per il 2 novembre.

In particolare, secondo quanto disposto dalle nuove regole, ai fini del rinnovo non verrà apposto alcun tagliando adesivo sulla vecchia patente che, al contrario, verrà sostituita da un duplicato dotato di maggiori standard di sicurezza e nuova foto del titolare.

Per ottenere la conferma di validità della patente sarà necessario recarsi presso un medico. Quest’ultimo, dopo aver accertato il possesso di tutti i requisiti psico-fisici per una guida sicura, compilerà un modulo on- line, con tanto di firma e foto aggiornata del conducente, che verrà spedito alla motorizzazione civile.
Il dottore rilascerà, cosi, al titolare, una ricevuta completa di tutti gli estremi anagrafici e le informazioni del conducente, nella quale, tra l’altro, verrà riportata la nuova data di scadenza della licenza di guida.

Le modalità appena descritte, sebbene delineate in linea generale, non sono ancora definitive, ma si dovrà attendere l’emanazione di un ulteriore provvedimento legislativo adottato d’intesa tra il Ministero dei trasporti e il Ministero della salute.

La ricevuta ha un vero e proprio valore legale poiché rimpiazzerà, in via provvisoria, la patente di guida nell’attesa che quest’ultima venga recapitata direttamente a casa del titolare. Pertanto, l’interessato avrà comunque la possibilità di circolare liberamente con il proprio mezzo sin dall’avvio della procedura e per un termine non superiore ai 60 giorni dall’inoltro delle pratiche su menzionate.

Completato il rinnovo, la vecchia patente sarà inutilizzabile e quindi potrà essere distrutta.

Si ricorda inoltre che i tempi per il rinnovo per le patenti B della auto sono:
- ogni 10 anni fino a 50 anni di età;
- ogni 5 anni, tra i 50 e 70 anni d’età,
- ogni 3 fra i 70 e 80;
- ogni 2 anni per gli ultra ottantenni.

[1] Pubblicato sulla G.U.n.231 del 2 ottobre 2013.

Casa, dal conguaglio all’acquisto Ecco come cambieranno le tasse nel 2014

Le richieste del Fisco e le novità per la Tasi. Gli incentivi sulle ristrutturazioni

(Ansa)

Si chiude oggi la partita dell’Imu per chi deve pagare il tributo su immobili che non abbiano le caratteristiche per essere considerati abitazione principale. Chi invece possiede una casa che quelle caratteristiche le ha corre il rischio sempre più concreto di dover giocare i supplementari se si trova in uno dei circa 2500 comuni che per il 2013 abbiano previsto un’aliquota di base superiore allo 0,4%. Il maxiemendamento del Governo che dovrebbe blindare la legge di Stabilità per farla approvare prima di Natale lascia però un po’ di fiato in più a contribuenti, Caf e commercialisti per calcolare la somma dovuta al Comune. Si tratta, lo ricordiamo, del 40% della differenza tra l’imposta calcolata all’aliquota 2013 e quella calcolata allo 0,4%. Ci sarà infatti tempo fino al 24 gennaio 2014 e non più fino al 16 gennaio, scadenza originariamente prevista per farla coincidere con la prima (per la verità alquanto improbabile) delle quattro rate previste per lo Iuc (Imposta unica comunale), il tributo bicefalo che dall’anno venturo raggrupperà la tassa sui servizi indivisibili (la Tasi) e la tassa sui rifiuti (la Tari). 
Sono almeno due le ragioni che ora rendono improbabile l’eliminazione del supplemento di Imu; la prima è che per abolire il tributo bisogna reperire in breve almeno 400 milioni, la seconda è che il potere di interdizione delle forze politiche che sull’abolizione integrale dell’Imu prima casa hanno fatto le barricate oggi si è molto ridotto con il cambio nella maggioranza che sostiene l’esecutivo. 

Appaiono anche tramontate le soluzioni alternative di cui si era parlato nei giorni scorsi: quella di far pagare i contribuenti per poi stornare la cifra versata trasformandola in acconto dello Iuc è molto macchinosa e oltretutto si limita a spostare di qualche mese il problema della copertura. Un’altra soluzione, consistente nel far coprire i costi ai proprietari di terze, quarte case, e via dicendo, con aliquote progressivamente più alte si scontra con la difficoltà di come ripartire i tributi se le abitazioni si trovano in territori comunali diversi. E oltretutto il surplus di aliquota dovrebbe finire nelle casse dello Stato e non in quelle dei comuni. 

Il miniconguaglio Imu inaugurerà un anno denso di novità nella tassazione immobiliare, a partire dalla già ricordata Iuc, che nel rush finale della Stabilità potrebbe registrare ancora qualche modifica; in particolare nella componente Tasi che per come è congegnata (aliquota calcolata sul medesimo imponibile dell’Imu) assomiglia troppo alla vecchia imposta per non destare il fianco alle critiche di chi sostiene che si tratta di un’operazione di maquillage all’Imu con un’aggravante non da poco: fa pagare di più chi prima pagava meno e viceversa. La soluzione sarebbe di aumentare i fondi a disposizione dei comuni perché decidano detrazioni sulle case di minor valore, ma si scontra ancora una volta con la necessità di trovare le coperture. 
Non tutto il quadro però è negativo. Dal primo gennaio 2014 cambiano le imposte sulle compravendite immobiliari e soprattutto chi acquista da privato pagherà meno di oggi. E inoltre per tutto l’anno si potrà godere di agevolazioni importanti sulla ristrutturazione della casa e sulla sua riqualificazione energetica.