giovedì 16 gennaio 2014

Preti pedofili: Vaticano davanti all'Onu per abusi sui minori

Preti pedofili Vaticano davanti all Onu per abusi sui minori
(AGI) - Ginevra, 16 gen. - Per la prima volta il Vaticano dovra' dare spiegazioni dinanzi all'Onu per gli abusi sessuali compiuti da alcuni preti sui minori. Una delegazione del Vaticano e' attesa oggi dinanzi agli esperti del Comitato della Convenzione Onu sui diritti dell'Infanzia, a Ginevra, che valutera' la risposta data dalla Chiesa agli abusi sessuali compiuti da alcuni preti nel corso degli anni. Si tratta della prima volta che la Santa Sede viene interrogata da un organismo internazionale per aver coperto per anni lo scandalo. Sono state alcune organizzazioni e vittime statunitensi, europee e messicane a far arrivare il dossier sul tavolo del comitato. Il comitato, del quale fa parte anche l'italiana Maria Rita Parsi e che ha sede a Ginevra, si ispira alla Convenzione sui diritti dell'Infanzia, firmata da 193 Stati, tra i quali anche la Santa Sede: una convenzione che chiede ai firmatari di prendere le misure necessarie per proteggere i bambini dai pericoli e porre il loro benessere in cima a tutto.
  Il Vaticano ha ratificato la Convenzione nel 1990. Accusato per anni di aver coperto lo scandalo, il Vaticano nel 2011, scosso dall'entita' del fenomeno, ha ordinato a tutti i vescovi di denunciare alla giustizia ordinaria del proprio Paese i membri del clero accusati di pedofilia e papa Benedetto XVI prima e poi papa Francesco hanno promesso una nuova linea.
  Il Comitato non ha poteri giuridici per punire i colpevoli e imporre riforme, ma una sanzione sarebbe un brutto colpo per la Chiesa che sta cercando di darsi una nuova immagine. (AGI) .
http://www.agi.it/cronaca/notizie/201401160839-cro-rt10026-preti_pedofili_vaticano_davanti_all_onu_per_abusi_sui_minori?utm_source=facebook.com&utm_medium=Agi&utm_campaign=standard16012014

Il Papa nomina la commissione di vigilanza Ior Via Bertone e Calcagno, confermato solo Tauran

Rinnovo per i prossimi cinque anni. Tra i nuovi nominati il Segretario di Stato Pietro Parolin

Papa Francesco (LaPresse)

ROMA - Il Papa ha rinnovato «per il prossimo quinquennio» la commissione cardinalizia di vigilanza sullo Ior, da oggi composta dall’arcivescovo di Vienna Christoph Schonborn , l’arcivescovo di Toronto Thomas Collins, il cardinale Santos Abril y Castello (arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore )e il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, che riceverà la berretta cardinalizia il prossimo 22 febbraio. Papa Francesco confermato nell’organismo il cardinale Jean Luis Tauran ( che fa parte anche della Commissione referente sulla cosiddetta banca vaticana). Escono dalla Commissione, il cardinale Tarcisio Bertone (ex segretario di Stato), il cardinale Domenico Calcagno (presidente dell’Apsa, dove lavorava monsignor Nunzio Scarano, arrestato a giugno), i cardinali Odilo Pedro Scherer, brasiliano, arcivescovo di San Paolo; Telesphore Placidus Toppo, indiano, arcivescovo di Ranchi;. E questo nonostante l’intera Commissione fosse stata rinnovata per cinque anni il 18 febbraio del 2013, dopo le dimissioni di Benedetto XVI .
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http://www.corriere.it/politica/14_gennaio_15/papa-nomina-commissione-vigilanza-ior-via-bertone-calcagno-confermato-solo-tauran-5eb8b2e2-7ddc-11e3-80bb-80317d13811d.shtml

Indagato il pm dell'inchiesta Mps, l'accusa: "Spiegava al telefono come difendere il Pd"

Nelle conversazioni telefoniche con un avvocato, i consigli sulla strategia difensiva del Pd

Mps, indagato il pm: al telefono spiegava ai legali
come difendere
al meglio il Pd
La rivelazione via telefono di particolari riguardanti, non solo le sentenze ancora da motivare, ma addirittura i contenuti delle inchieste giudiziarie in pieno svolgimento, sembra un vizio collaudato fra le toghe. Le quali, a differenza di Silvio Berlusconi, alla fine la fanno sempre franca.  Sembrano lontani i tempi in cui l’ex Presidente del consiglio veniva messo sotto inchiesta, processato e condannato per rivelazione del segreto d’ufficio, per avere favorito la pubblicazione su il Giornale della famosa intercettazione («Abbiamo una banca!») tra l’ex capo dei Ds Piero Fassino e  Giovanni Consorte. Erano i tempi della scalata del gruppo assicurativo bolognese Unipol a Bnl. Silvio, con questa storia, ha collezionato una condanna che il prossimo settembre cadrà nell’oblio della prescrizione. Il giudice Antonio Esposito, che invece ha anticipato in un’intervista le motivazioni della sentenza di condanna da lui stesso pronunciata a carico del Cavaliere, rischia (forse) un procedimento disciplinare. 
E poco importa se nel rivelare che Silvio Berlusconi fosse (secondo la Cassazione) al corrente della frode fiscale a lui contestata, rischi inevitabilmente di condizionare il relatore Amedeo Franco che ora dovrà scrivere quelle stesse motivazioni. Ai giudici sembra tutto concesso. Basta guardare quanto accaduto a Viterbo, dove  Aldo Natalini, pm nella famosa inchiesta senese sul Monte dei Paschi di Siena, si sente in diritto di rivelare al telefono a un amico dettagli dell’indagine. Questo amico del pm inquirente si chiama Samuele De Santis, soggetto finito sotto accusa per una storia di estorsione a imprenditori invischiati in una vicenda di appalti e tangenti. Samuele De Santis viene addirittura arrestato per falso ed estorsione. Ma tra febbraio e marzo 2013 raccoglie al telefono le rivelazioni dell’amico e compagno di studi Aldo Natalini, pm dell’inchiesta sulla banca. Il magistrato di Viterbo, Massimiliano Siddi, che indaga sull’avvocato per l’estorsione, intercetta le conversazioni e iscrive nel registro degli indagati il collega togato. 
Rivelazione del segreto istruttorio, l’accusa. Stando al Giornale d’Italia che ieri ha dato notizia dell’inchiesta, il pm Natalini si sarebbe consultato apertamente con l’amico avvocato sulle strategie legali che si potrebbero intraprendere nel caso nell’inchiesta su Mps venissero coinvolti «anche i vertici del Partito Democratico». 
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mercoledì 15 gennaio 2014

Consiglio


Legge elettorale, incontro segreto di Renzi con Verdini: "Dovete dirmi se reggete un patto"

I dubbi di Napolitano sul rimpasto e sul Letta bis. Forse sabato prossimo a Roma il faccia a faccia tra il segretario pd e Berlusconi.  Il sindaco di Firenze teme il ricompattarsi di un fronte trasversale proporzionalista

Legge elettorale, incontro segreto di Renzi con Verdini: "Dovete dirmi se reggete un patto"
ROMA - I giochi sono finiti, adesso si fa sul serio, e Matteo Renzi mette la freccia per sorpassare. La Corte costituzionale ha parlato, lunedì alla Camera inizierà la discussione sulla legge elettorale ed è tempo di stringere. Così, dopo una settimana di attesa inconcludente, il segretario del Pd ha deciso che fosse arrivato il momento di capire qual è la risposta forzista alle sue tre proposte. Per questo, in gran segreto, ieri pomeriggio ha deciso di incontrare a quattr'occhi il plenipotenziario del Cavaliere, Denis Verdini. 

Un faccia a faccia organizzato lontano da occhi indiscreti. I due parlano a lungo del modello spagnolo che in fondo piacerebbe a entrambi. Ma ci sono tante incognite ancora. E il nodo preliminare è politico: il leader Pd vuole garanzie. Non si fida del Cavaliere. "Leggo del vostro partito in rivolta, quelli che attaccano Berlusconi per la scelta di Toti, Fitto che minaccia, cosa sta accadendo?" chiede incuriosito. "Ma nulla, problemi interni, che il presidente risolverà a breve", taglia corto Verdini. Renzi lo incalza: "Sicuro? E se io poi chiudo l'accordo con lui e questi qui non lo seguono? Non voglio scherzi". L'ex coordinatore forzista tampona: "Tutto è in via di soluzione, noi abbiamo una sola parola, quella di Berlusconi, te lo garantisco". E il sindaco di Firenze: "Le garanzie le voglio da lui, voglio parlare con lui". 

http://www.repubblica.it/politica/2014/01/15/news/legge_elettorale_incontro_segreto_di_renzi_con_verdini_dovete_dirmi_se_reggete_un_patto-75969785/

Profumo: "Se salta l'operazione non rischia solo il Monte ma tutto il sistema bancario"

Il presidente di Mps: abbiamo le energie e le strategie per rilanciarlo in modo definitivo


"Abbiamo chiuso un capitolo. Ora si volta pagina. Dobbiamo mettere in sicurezza il Monte, e rilanciarlo in modo definitivo. Abbiamo le energie e le strategie per farlo. Pancia a terra per l'aumento di capitale. Perché se salta l'aumento, non rischia solo il Monte, ma l'intero sistema bancario italiano". Appena rientrato nel suo ufficio di Rocca Salimbeni, Alessandro Profumo commenta così l'esito del cda, che ha preso atto del rinvio della ricapitalizzazione. Un esito sofferto, preceduto da veleni e voci su una possibile uscita di scena dello stesso Profumo e dell'ad Fabrizio Viola.

Presidente, perché alla fine ci avete ripensato? Cosa vi ha convinto a restare, pur avendo perso la vostra partita?
"Ecco, ci tengo subito a dire che Viola ed io non abbiamo giocato o perso nessuna "partita". Ho deciso di restare, e lui con me, per una ragione molto semplice: se ce ne fossimo andati, il traguardo della ricapitalizzazione e quindi del pieno rilancio della banca, che oggi resta molto difficile, sarebbe diventato impossibile".

Non sia immodesto: mi sta dicendo che senza di lei e Viola l'aumento a maggio non si farebbe e il Monte salterebbe per aria? 
"Non è questione di immodestia. È la realtà dei fatti. Viola ed io conosciamo bene le difficoltà che ci aspettano. Abbiamo deciso di affrontarle perché l'alternativa, e mi deve credere perché ho fatto alcune personali verifiche "sul campo", sarebbe stata molto

Come va in Italia?

Gli italiani non credono più a Tg e Talk show e preferiscono la Rete per informarsi



http://sapereeundovere.itL’informazione in Rete viene considerata più libera ed indipendente; per questo gli intervistati preferiscono informarsi su Internet, anche se continuano a guardare la Tv, ma con minor interesse e con poca credibilità.
 Gli italiani, per informarsi, continuano, in larga maggioranza a seguire la televisione, anche se hanno sempre meno fiduciain quello che viene detto. Proprio per questo motivo è l‘informazione in Rete che sta crescendo a dismisura, perché considerato il canale più libero e indipendente che permette di informarsi navigando tra diversi media. 
Questo è il risultato emerso della VII Indagine di Demos-Coop su “Gli italiani e l’informazione”. Otto persone su dieci, infatti, affermano di informarsi quotidianamente in televisione, il 47% su Internet.
Rispetto solamente a sei anni fa chi utilizzava Internet era il 25%, mentre la televisione era seguita da un 7% in più rispetto ai dati di quest’anno, con una riduzione significativa dei giornali. Oggi, sostanzialmente sullo stesso livello di un anno fa (25%), ma in calo di 5 punti rispetto al 2007.
Due navigatori di Internet su tre (e quasi metà sulla popolazione intervistata) affermano, infatti, di leggere regolarmente i quotidiani online.
La popolazione italiana, dunque, si serve sempre più e sempre più spesso della Rete, come fonte di informazione diretta, ma anche per accedere ad altri media, in particolare i giornali.
La Tv rimane comunque il riferimento più frequentato, anche se gode di un grado di fiducia assai limitato; solo due persone su dieci  la considerano un medium davvero indipendente e libero. Per non parlare del fatto che molti programmi di informazione televisiva sono in calo di credibilità.
La stessa tendenza coinvolge i programmi diapprofondimento e i talk legati all’attualità politica e sociale. Molti, fra i più conosciuti e considerati, fino ad oggi, subiscono unbrusco calo di fiducia. Ballarò, Servizio Pubblico, Otto e mezzo, In mezz’ora: perdono tutti intorno ai 4-5 punti, nella valutazione degli italiani (intervistati).
Solo Report e Piazza Pulita fanno registrare una crescita di consensi significativa.
Perfino i talk satirici suscitano minore confidenza. Il grado di fiducia verso Striscia la Notizia, in particolare, nell’ultimo anno, è sceso di 5 punti.

La sentenza di condanna di Giuseppe Ayala (diffamò Salvatore Borsellino)

Di seguito pubblichiamo il testo della sentenza di condanna (allegata in fondo a questo post nel PDF originale e in formato Word) contro Giuseppe Ayala per il reato di diffamazione nei confronti di Salvatore Borsellino.

REPUBBLICA ITALIANA


IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Tribunale Ordinario di Milano

In composizione monocratica
SEZIONE 2° PENALE
composto dal Sig. Magistrato
DOTT. Lucio Nardi  Giudice
ha pronunciato la seguente

SENTENZA
nella causa penale contro Ayala Giuseppe nato a Caltanissetta il 18/05/1945 elettivamente domiciliato presso lo studio dell'avvocato Madia Titta sito in Roma via dei Colli della Farnesina n.144. Libero contumace
difeso di fiducia dall'avvocato Madia Titta con studio in Roma alla via dei Colli della Farnesina n.144 e dall'avvocato Palazzo Fabio Marzio con studio in Corso Venezia n.61

IMPUTATO
del delitto previsto e punito dall'art.595 commi 10,20 e 3° comma c.p., per avere leso la reputazione di BORSELLINO SALVATORE rendendo una video-intervista a Giulia Sarti del "Movimento 5 Stelle", in occasione di uno spettacolo teatrale tratto da un libro scritto dallo stesso Giuseppe Ayala, nel corso della quale, riferendosi a Borsellino Salvatore, affermava che trattavasi "palesemente di un caso umano" e che le domande pubblicamente rivoltegli dallo stesso con riferimento alla strage di via D'Ameno, e segnatamente concernenti un incontro al Viminale che Paolo Borsellino avrebbe avuto con l'allora Ministro dell'interno e con riguardo alla c.d, "sparizione della agenda rossa",supporto cartaceo sul quale Paolo Borsellino annotava gli avvenimenti di maggiore importanza, in particolare dopo la strage di Capaci,erano "farneticazioni di una persona che non stava bene" ovvero che Salvatore Borsellino sarebbe affetto da "problemi di sanità mentale" e che" quelle di Salvatore Borsellino non sono domande…. sono farneticazioni....me ne assumo la responsabilità.....di una persona che non sta probabilmente bene...e non sono il solo che lo dice... 'aggiungendo poi che " anche Abele aveva un fratello", accostando in tal modo la persona di Salvatore Borsellino a quella di "Caino"
In Arese,4 novembre 2010
Parte civile: Borsellino Paolo rapp.to e difeso dall'avvocato Repici Fabio con i studio in Messina in piazza Basicò is.321 n.2

Conclusioni del Pubblico Ministero: assoluzione per non aver commesso il fatto dovendosi applicare l'art. 599 cp.
Conclusioni della parte civile: come da comparsa conclusionale e nota spese. 
Conclusioni della difesa: si associa alle conclusioni del PM.

MOTIVI DELLA DECISIONE
Con decreto di citazione diretta del PM in data 21 novembre 2011 Ayala Giuseppe, meglio generalizzato nell'intestazione, veniva citato in giudizio per rispondere del reato di diffamazione aggravata per aver offeso la reputazione di Borsellino Salvatore rendendo una video-intervista a Giulia Sarti del "Movimento 5 Stelle" durante la quale avrebbe pronunciato le frasi meglio specificate nel capo di imputazione. La persona offesa si costituiva parte civile chiedendo il risarcimento dei danni subiti. La difesa dell'imputato, munita di procura speciale, chiedeva procedersi con le forme del rito abbreviato. Veniva ammesso il rito e prodotto il fascicolo del PM. All'esito del giudizio, svoltosi nella contumacia dell'imputato, il Tribunale, sulle conclusioni delle parti, pronunciava sentenza dandone lettura del dispositivo all'udienza del 18 ottobre 2013.
Le circostanze che risultano dagli atti consentono di giungere con certezza ad affermare la penale responsabilità dell'imputato per il reato in questa sede a lui contestato, non residuando alcun dubbio né sulla sussistenza dell'elemento oggettivo del reato, né sulla piena consapevolezza e volontà della condotta, intenzionalmente posta in essere.
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http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=7668%3Ala-sentenza-di-condanna-di-giuseppe-ayala&catid=42%3Adocumenti

Inchiesta Fonsai, anche Alfano fra i contatti di Ligresti

I contatti di Ligresti con il mondo della politica non finiscono mai. Il patron di Fonsai, sotto inchiesta a Torino (falso in bilancio e aggiotaggio) e Milano (ancora aggiotaggio), dopo aver indirettamente messo nei guai il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri (la scarcerazione della figlia Giulia, indagata con lui nel capoluogo piemontese), potrebbe coinvolgere anche un altro discusso ministro dell'esecutivo Letta, Angelino Alfano.

Una telefonata fra il vicepremier, già nel mirino della critica per il caso Shalabayeva (recentemente riaperto dalle dichiarazioni del suo ex capo di gabinetto) e Ligresti è stata depositata agli atti di chiusura delle indagini dell'inchiesta Premafin condotta a Milano. Gli inquirenti indagano l'imprenditore e altre due persone sui trust off-shore in cui sarebbe confluito il 20% di Premafin. 
Secondo quanto riporta la Reuters, "nella telefonata da due minuti e mezzo - che risale al 28 maggio 2011 (Alfano era ancora ministro della Giustizia, ndr), quando ancora non si sapeva dell'inchiesta a carico di Ligresti - i due si accordano per vedersi a cena all'Hotel Villa Pamphili nella capitale e parlare di una casa che il costruttore dovrebbe dare in affitto a Roma a un collaboratore dell'allora Guardasigilli". Che la telefonata abbia un peso nell'ipotesi investigativa lo dimostra la scelta della Procura di depositarla agli atti al momento della chiusura delle indagini.
Durante il caso Cancellieri Alfano fu uno dei più convinti sostenitori dell'attuale ministro della Giustizia, gettando acqua sul fuoco e parlando di "vicenda strumentalizzata". Un po' come accade in questi giorni per il caso De Girolamo. "Ho espresso solidarietà - dichiarò Alfano - al ministro della Giustizia Cancellieri per una vicenda strumentalizzata ad arte, che ha mostrato invece la sua grande sensibilità e la sua attenzione per le condizioni di salute in cui versava Giulia Ligresti".  
Nella stessa inchiesta milanese era venuto fuori l'interessamento di Ligresti (lo racconta lo stesso imprenditore) per la Cancellieri: sarebbe intervenuto presso Silvio Berlusconi affinchè la Cancellieri (all'epoca prefetto di Parma) conservasse il posto e non venisse destinata ad altre sedi una volta scaduto l'incarico.  L'intreccio con la politica viene fuori anche con la famiglia di Ignazio La Russa. La moglie fu socia di Salvatore, il figlio Geronimo, il fratello Vincenzo e lo stesso ex ministro della Difesa avrebbero percepito circa un milione di euro da Fonsai tramite parcelle professionali (La Russa ha uno studio legale). 

Read more: http://it.ibtimes.com/articles/61271/20140114/ligresti-fonsai-alfano-intercettazione-telefonata.htm#ixzz2qRZwaMQM

Movimento di Liberazione della Donna

"NON AVREMO PIÙ LO SCHUMACHER DI UNA VOLTA"


Il dottor Nicola Acciari , specialista neuro-Chirurgo dell'Ospedale Bellaria di Bologna, E Stato intervistato Dalla redazione di Omnicorse.it e queste Sono stato citare le parole circa la situazione Che riguarda Schumacher: Lo Stato di coma farmacologico servire una tariffa in Modo Che il Grado di ossigenazione cerebrale SIA Migliore, also Grazie ad un'ipotermia indotta, Che riduce le Richieste metaboliche del Cervello Stesso. Dai Pochi bollettini medici emessi, riguardo alle conseguenze del trauma cranico grave e sembra Che Schumacher abbia subìto lacerazioni cerebrali multiple e SIA Stato operato, inizialmente a Destra, per ONU ematoma sottodurale acuto. Il Secondo Intervento, invece, sarebbe stato I Necessario per "diminuire" la Pressione endocranica . " Il sito Automobilismo.it ha invece intervistato il dott. Stefano Signoretti, Coordinatore section Neurotraumatologia Cranica per la Società Italiana di Neurochirurgia (S.Camillo Forlanini, Roma), il Quale ha dichiarato: " Il Rischio E ANCHE UNO Stato vegetativo permanente ": Alla domanda" Non avremo Più il Michael Di Una Volta? ", Signoretti ha Riposto" Io Penso di no ".

Prendi nota!

Scie chimiche

Roma, Marino nomina nuovo ad dell’Ama. Ma è indagato per traffico di rifiuti

Ivan Strozzi è diventato amministratore unico, presidente e amministratore delegato della municipalizzata capitolina. Ma su di lui c'è un'indagine in corso da parte della Procura di Patti (Me). Lui si difende: "Agito con massima correttezza. Sono a disposizione dei pm"

Roma, Marino nomina nuovo ad dell’Ama. Ma è indagato per traffico di rifiuti
Per risollevare un’azienda indebitata fino all’orlo, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha nominato un manager di esperienza, ma indagato. Per l’Ama, la municipalizzata capitolina che si occupa di rifiuti, con oltre 7 mila dipendenti, il primo cittadino ha scelto, nei giorni scorsi, Ivan Strozzi, con il ruolo di amministratore unico, presidente e amministratore delegato insieme. Strozzi non dovrà solo rilanciare l’azienda, puntando su moralità e trasparenza, ma anche rispondere alle accuse dellaProcura di Patti in provincia di Messina.
“Abbiamo scelto una figura di rifermento in Italia come Ivan Strozzi” spiegava Marino qualche giorno fa. Il nuovo manager di Ama è, però, indagato per traffico illecito di rifiuti, inadempimento di contratti in pubbliche forniture e frode in pubbliche forniture, nella qualità di (ex) amministratore delegato di Enia, l’azienda multiservizi che operava a Parma, Reggio Emilia e Piacenza, oggi Iren. L’avviso di conclusioni indagini, che ilfattoquotidiano.it ha letto, è stato notificato agli indagati lo scorso ottobre, firmato dal procuratore capo Rosa Raffa. L’indagine coinvolge 18 persone tra manager e amministratori, i reati sono a rischio prescrizione. I fatti riguardano l’attività svolta dall’Enia a Messina e il contratto stipulato nel 2005 con l’Ato Me 1.
Il piano regionale dei rifiuti della Sicilia ha previsto, ad inizio 2000, la nascita degli ato, ambiti territoriali ottimali, che si sono rivelati un fallimento in termini di risultati, differenziata e impianti zero, con un salasso economico per la collettività. Nel 2002 a Messina viene costituito l’Ato Me 1 Spa, composto dalla provincia di Messina e 33 comuni. Nel 2004 viene bandita la gara per il servizio di raccolta dei rifiuti per 7 anni. A vincerla per un importo intorno ai 110 milioni di euro è un raggruppamento temporaneo di imprese, con capogruppo una società bolognese e tra le mandanti anche l’allora Agac di Reggio, poi Enia (ora Iren, ndr). Il raggruppamento si riunisce in una società consortile, la Nebrodi Ambiente, con lo scopo di gestire l’appalto vinto.
Legambiente, che all’argomento dedica un puntuale dossier, lo definisce un gioco di scatole cinesi. Secondo la Procura la gestione e l’esecuzione di quell’appalto ha comportato la commissione di diversi reati. Il primo è quello di traffico illecito di rifiuti che coinvolge i vertici dell’Ato e delle società vincitrici, tra questi anche Ivan Strozzi come amministratore delegato di Enia Spa. Secondo l’accusa il servizio di raccolta è stato effettuato prima dalla società consortile Nebrodi e successivamente da altre sigle, tutte sprovviste dei requisiti tecnici e legali di legge, usando mezzi di altre società, in violazione del dispositivo autorizzativo, “non avviando – si legge nel capo di imputazione – le operazioni di recupero dei rifiuti speciali che venivano conferiti presso centri comunali di raccolta privi delle autorizzazioni, conferendo presso le isole ecologiche rifiuti speciali pericolosi”.
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Povera Italia!!!

C'è qualcosa che non funziona?

TERREMOTO GIUDIZIARIO ALL'ARS 97 indagati fra capigruppo e deputati. I NOMI

di RICCARDO LO VERSO 
Sulla politica siciliana si abbatte il ciclone giudiziario. Tredici capigruppo della vecchia legislatura hanno ricevuto un invito a comparire davanti ai pubblici ministeri. L'inchiesta sulle spese fa tremare l'Ars. La guardia di finanza ha notificato i tredici avvisi di garanzia.

PALERMO - Dai soldi trasferiti dai conti correnti dei gruppi parlamentari a quelli personali, dalle ceste di natale ai ristoranti, dai soldi fuori busta ai dipendenti ai pranzi al ristorante, dalle borse Louis Vuitton alle cravatte Hermes.

Sulla politica siciliana si abbatte il ciclone giudiziario. Tredici capigruppo della vecchia legislatura hanno ricevuto un invito a comparire davanti ai pubblici ministeri. L'inchiesta sulle spese fa tremare l'Ars. La guardia di finanza ha notificato i tredici avvisi di garanzia, ma gli indagati sono in tutto 97, di cui 83 parlamentari, fra ex e attuali in carica.

Gli avvisi di garanzia e gli indagati
Gli avvisi di garanzia riguardano Giulia Adamo, Nunzio Cappadona, Antonello Cracolici, Francesco Musotto, Rudy Maira, Nicola Leanza, Nicola D'Agostino, Giambattista Bufardeci, Marianna Caronia, Paolo Ruggirello, Livio Marrocco, Innocenzo Leontini e Cataldo Fiorenza. Tra gli indagati anche il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone.

Tra gli altri parlamentari finiti sotto inchiesta per peculato l'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e l'ex presidente dell'Ars Francesco Cascio, i deputati Nino Dina, Salvatore Cordaro, Gaspare Vitrano, Massimo Ferrara, Franco Mineo, Giuseppe Lupo, Bernardo Mattarella, Cateno De Luca, Riccardo Savona, Lino Leanza, Paolo Ruggirello, Salvino Pantuso, Carmelo Curenti e Alessandro Aricò. L'inchiesta è stata condotta dalla Guardia di Finanza e ha preso il via nel 2012. Le Fiamme Gialle nelle scorse settimane hanno depositato in procura un'informativa con i risultati degli accertamenti.

Nei prossimi giorni si dovranno presentare in Procura davanti ai sostituti procuratori Sergio Demontis, Maurizio Agnello e Luca Battinieri, e dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci. I finanzieri del gruppo tutela spesa pubblica hanno passato al setaccio migliaia di carte. Le indagini vanno avanti dal 2012 ed ora sono alla svolta.

La comunicazione di Cracolici in Aula
La storia è venuta fuori durante il dibattito sulla Finanziaria. Antonello Cracolici, deputato del Pd, ha preso la parola; "Mi sembra giusto dare questa comunicazione al Parlamento. Ho ricevuto un avviso a comparire di fronte alla Procura di Palermo per atti legati al mio ruolo di capogruppo. Per evitare qualche interpretazione, retroscena o misteri su un'inchiesta giudiziaria nota e partita già tempo fa. Ho ritenuto giusto comunicarlo al Parlamento e lo farò domani con una conferenza stampa con la quale illustrerò ciò che mi viene addebitato. Ogni contestazione riguarda la mia attività di capogruppo. Non mi viene contestato di aver messo un euro in tasca".


http://livesicilia.it/2014/01/14/terremoto-giudiziario-allars-97-indagati-fra-capigruppo-e-deputati-i-nomi_429615/

martedì 14 gennaio 2014

Cancellieri diserta conferenza nazionale. Gli avvocati la mollano: “Inadeguata”

"Risponde solo al Quirinale": è l'accusa rivolta dal mondo dell'avvocatura al Guardasigilli, che all'ultimo momento ha disertato la tre giorni organizzata dall'Oua a Napoli (e sponsorizzata anche dalla Sai dei Ligresti). E contro le riforme del governo il settore ha indetto lo stato di agitazione, presto potrebbero scattare gli scioperi

Anna Maria Cancellieri
L’occasione è un piccolo incidente di percorso. Potrebbe sembrare una questione d’etichetta ma si trascina invece parecchia sostanza e cioé tutta la ruggine che ormai si è formata nel rapporto traGuardasigilli e la categoria degli avvocati italiani. Da tempo loro sono sul piede di guerra contro le misure sulla giustizia varate da governo e ministro, hanno pure dichiarato lo stato di agitazione e ora non escludono forme di protesta più dure, compreso lo sciopero. La Cancellieri, nel frattempo, è nuovamente in predicato di lasciare la poltrona, stavolta per favorire il rimpasto dell’esecutivo Letta. E loro, gli avvocati, non perdono l’occasione per darle una piccola spinta: l’accusano apertamente d’essere “inadeguata al ruolo“. Il pretesto è la mancata partecipazione della Cancellieri alla Conferenza nazionale dell’avvocatura organizzata dall’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua) a Napoli a partire da giovedì.
Una tre giorni che raccoglie la magistratura che conta, i grossi nomi del consiglio nazionale forense e dell’avvocatura, l’unione camere penali, politici e delegati di associazioni e istituzioni come l’Anci. Ma lei, annunciata in apertura alle 16, non ci sarà. Sarà a 2.300 km di distanza, in Russia, a discutere di criminalità internazionale. Qualcuno insinua che abbia scelto la defezione anche per evitare imbarazzi, visto che tra gli sponsor della conferenza c’è anche la Sai della famiglia Ligresti, quella delle famose telefonate. Altri fanno notare che la defezione è un doppio sgarbo, ricordando come proprio a Napoli la Cancellieri si era resa protagonista di un imbarazzante fuori onda che rivelava tutta l’ostilità verso la categoria: “Gli avvocati… sono le grandi lobby che impediscono che il paese diventi normale”, aveva detto lei in un convegno di Confindustria.
Fatto sta che il ministro, laddove si mettono insieme i mondi dell’avvocatura per parlare delle sue riforme, ha preferito non partecipare. E ha avvisato all’ultimo per dire “no grazie, non vengo”. E così quello che gli avvocati le avrebbero detto a viso aperto lo riceve in una nota durissima dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura che ilfattoquotidiano.it è in grado di anticipare. “La sua assenza è il segno tangibile del disinteresse che manifesta verso gli avvocati italiani”, scrive l’Ouache non perde l’occasione per sparare ad alzo zero. “Inadeguata al ruolo”, è il verdetto. “La Cancellieri – attacca il presidente Nicola Marino – ormai ritiene di dover rispondere solo ai richiami del Quirinale e non al Parlamento e men che mai alle sollecitazioni della società. Il nostro dovere è cercare il confronto, per questa ragione nonostante gli innumerevoli provvedimenti negativi del Governo di questi mesi, abbiamo invitato il ministro, ma il Guardasigilli anche questa volta ha perso un’occasione decidendo di assentarsi dalla Conferenza Nazionale”.
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M5S propone depenalizzazione delle droghe leggere. E Torino è la prima città d'Italia a dire sì alla cannabis

Al via il confronto sul portale interno del Movimento per la stesura di un testo che superi la legge Fini-Giovanardi. Si parte dalla proposta a firma del deputato Cinque Stelle Vittorio Ferraresi, che indica la legalizzazione della Cannabis e la possibilità di coltivarla pagando una tassa di concessione governativa
M5S propone depenalizzazione delle droghe leggere. E Torino è la prima città d'Italia a dire sì alla cannabis
ROMA - Rivedere la legge Fini-Giovanardi sulle droghe. E' quanto propone il M5S che ha dato il via sul portale online alle procedure per discutere un progetto di legge. Si parte dalla proposta a firma di Vittorio Ferraresi. Il deputato Cinque Stelle propone, di fatto, una liberalizzazione dell'uso della cannabis attraverso tre punti: dalla depenalizzazione della Cannabis Indica, alla possibilità di coltivarla. Ma pagando una tassa di concessione governativa.

"La legge Fini-Giovanardi è un provvedimento intollerabile che ha creato solo un'assurda repressione nei confronti di chi fa uso di droghe leggere - si legge sul blog di Beppe Grillo -  ha contribuito all'emergenza carceraria e ha distolto le Forze dell'Ordine da impegni più importanti. Oggi il MoVimento 5 Stelle presenta una proposta che rappresenta il primo passo verso la modifica di questa legge".

"I punti principali della proposta: 1) Spostamento in Tabella II della "Cannabis Indica" tra le sostanze a blando effetto stupefacente, differenziandola quindi dalle droghe pesanti presenti in Tabella I. Si dimezzano in modo deciso le sanzioni penali per le sostanze previste in Tabella II". 2) Rendiamo non punibile la coltivazione di max 4 piante di Cannabis Indica in un luogo indicato nel provvedimento autorizzativo vincolato al pagamento di una tassa di concessione governativa. Viene consentita la detenzione fuori da questo luogo, e la cessione a titolo gratuito di una quantità di max 5 g di sostanza per uso personale. Resta fermo il vincolo della maggiore età - prosegue Ferraresi - 3) Eliminiamo l'arresto obbligatorio per le sostanze in Tabella II (inclusa la cannabis indica), per evitare che per modiche quantità si venga condotti in carcere. Inoltre si eliminano gli illeciti amministrativi per le sostanze della stessa tabella in modo da evitare intasamenti burocratici e gravi impedimenti, come la sospensione della patente di guida o sospensione del passaporto".

Si invitano, infine, tutti gli attivisti e simpatizzanti del Movimento a partecipare attivamente alla stesura della legge: "Sul portale LEX del M5S il testo può essere modificato seguendo i vostri consigli, proposte e critiche.
Partecipa!".

Torino dice sì alla marijuana libera. Intanto Torino è la prima grande città italiana che apre le porte alla cannabis, dopo aver votato in Consiglio comunale, proprio grazie all'appoggio dei consiglieri Cinque Stelle, un documento per la liberalizzazione della marijuana. Non che da oggi si possa consumare, produrre per il proprio uso e condividere tra amici la marijuana sul terrazzo di casa, come se si fosse a Montevideo o ad Amsterdam. Ma questo è il senso "politico" della richiesta, partita dalla Sala Rossa e indirizzata al Parlamento: "Passare da un impianto proibizionistico a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere". Il testo è quello partorito con un ordine del giorno proposto da Marco Grimaldi di Sel e dai consiglieri Silvio Viale, Luca Cassiani e Lucia Centillo del Pd.

Il ddl Manconi (Pd). Sul piano nazionale, in casa Pd
 il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione parlamentare per i Diritti Umani, ha tirato fuori dai suoi cassetti un disegno di legge già pronto in materia di coltivazione e cessione della cannabis e dei suoi derivati. 

Il ddl Manconi, presentato di recente, raccoglie le due "ipotesi" previste anche da Renzi, ma va oltre. Pevede la non punibilità della coltivazione per uso personale di marijuana e della cessione di piccoli quantitativi dei derivati della cannabis finalizzata all'immediato consumo personale. Prevede, poi, il ripristino della distinzione tra droghe leggere e pesanti, con una riduzione delle pene per le prime, fino alla cancellazione delle sanzioni amministrative per i consumatori. "In questo modo - spiega il senatore - si potrà ristabilire un solco chiaro tra comportamenti inoffensivi legati al consumo personale di sostanze che non nuocciono gravemente alla salute, non più di quanto faccia l’abuso di tabacco e di alcool, e il traffico di sostanze stupefacenti".
http://www.repubblica.it/politica/2014/01/14/news/m5s_presenta_proposta_per_la_liberalizzazione_delle_droghe_leggere-75911631/?ref=fbpr

Sesso: Gb, viagra femminile in vendita dal 2015

Sesso Gb  viagra femminile in vendita dal 2015
(AGI) - Londra, 14 gen. - Il viagra per donne potrebbe essere messo in vendita dal prossimo anno nelle farmacie del Regno Unito, secondo quanto riportato dal 'Daily Telegraph'. La pillola progettata per aumentare il desiderio sessuale femminile pare sia valida anche per la riduzione dell'appetito, frenando la sensazione di fame e la voglia di abbuffarsi. Gli sviluppatori, i ricercatori della Orlibid, la societa' britannica che ha creato il farmaco, sperano che il prodotto sia disponibile all'acquisto entro la fine del 2015. "Sara' una pillola utile a tutte - ha spiegato Mike Wyllie, parte del team - dalle pazienti affette da disfunzione sessuale a quelle che vogliono semplicemente migliorare le proprie performance a letto". Versione sintetica della melatonina - ormone solitamente associato all'abbronzatura - il farmaco agisce sul cervello per aumentare il desiderio sessuale. Presa quindici minuti prima di un incontro, la pillola dovrebbe aiutare a tenere alta la libido per piu' di due ore. .
 http://www.agi.it/salute/notizie/201401141315-hpg-rsa1029-sesso_gb_viagra_femminile_in_vendita_dal_2015?utm_source=facebook.com&utm_medium=Agi&utm_campaign=standard14012014

UE: il tedesco Schulz nega minuto di silenzio per Sharon a Strasburgo

Martin Schulz
14 GEN – Negato il minuto di silenzio per Ariel Sharon al Parlamento europeo. Il presidente Martin Schulz ha respinto la richiesta presentata – in apertura della sessione plenaria a Strasburgo – dall’olandese Laurence Stassen, esponente del partito xenofobo ad anti-islam Pvv.
Il socialdemocratico ceco Richard Falbr ha contestato la richiesta della Stassen chiedendo: “Teniamo un minuto di silenzio quando Sharon è stato responsabile della morte di decine di migliaia di palestinesi?”. (ANSA).

Invito

Allarme Plasil: Ritirato dal mercato il farmaco in gocce. Stop anche ad altri due medicinali

plasil 730
A cura di Adriana Costanzo
E’ di ieri la notizia che l’Aifa (l’Agenzia Italiana del Farmaco) ha ritirato dal commercio tre farmaci, che consiglia, qualora già si avessero a casa, di non assumere.
In particolare, ha stabilito che il Plasil gocce può far più male che bene, infatti a quanto pare, il principio attivo metoclopramide, usato spesso per casi di vomito, diarrea, spasmi intestinali, nausea e vari intossicazioni alimentari, in forma liquida non è assolutamente consigliabile.
Ma ecco nello specifico i farmaci da non assumere più:
- “QUINAPRIL EG 20 mg 14 capsule” – lotto n. 148821, scad. 04/2015, della ditta EG SpA (il ritiro è stato disposto a seguito della segnalazione concernente errata denominazione del medicinale sia sul blister che sul confezionamento esterno);

- “PLASIL 4mg/ml gocce orali soluzione flacone 20 ml” – AIC 020766034 della ditta Sanofi Aventis SpA (il ritiro è stato disposto a seguito della valutazione del Comitato per i medicinali per suo umano – CHMP, il quale ha concluso che il rapporto rischio/beneficio dei prodotti contenenti metoclopramide non è favorevole per le formulazioni liquide orali con concentrazione superiore a 1mg/ml).

- “OCTAGAM 5% 200 ml”, lotti n. C337A8481 scad. 31.8.2015 e n. C340A8482 scad. 30.9.2015, AIC n. 035143039 della ditta Octapharma Italy SpA  (il ritiro è stato disposto a seguito delle segnalazioni concernenti non conformità con alcuni limiti stabiliti dal Paul Ehrlich Institute (PEI) dopo l’incremento di reazioni avverse non gravi riguardanti il medicinale Octagam 10%).

L'arma migliore


Arriva il 4G: tanti vantaggi ma poco sfruttabili

Arriva il 4G: tanti vantaggi ma poco sfruttabili
In queste settimane avrete notato comparire, sullo schermo dei vostri cellulari, la spia con la scritta “4G” al posto della vecchia scritta “3G”: di cosa si tratta?   Da un po’ di tempo sono comparsi nei vari negozi di telefonia mobile i nuovi dispositivi (cellulari e tablet) col marchio 4G, ma molti ancora non sanno di cosa si tratta. Con la sigla 4G si vuole indicare la tecnologia di quarta generazione per la trasmissione dei dati sulla rete cellulare, detta anche LTE (Long Term Evolution).   Come ogni nuova tecnologia, è molto più performante di quella precedente conosciuta col nome 3G e che, negli anni, ha subito diverse evoluzioni fino allo standard HSPA+, capace di raggiungere in download una velocità massima teorica di 42 Mbps.   Col 4G gli operatori promettono una velocità massima in download pari a circa 100 Mbps, il doppio, quindi, rispetto a prima. All’atto pratico dovrebbe portare vantaggi per la navigazione su Internet, per il download dei file e soprattutto per la fruizione di contenuti video in HD.   Smartphone e tablet sono dispositivi che ci permettono di usufruire di servizi Web e di postare immagini e video sulle varie piattaforme sociali ovunque ci troviamo. È naturale che con una connessione dati molto veloce tutte queste operazioni si potranno svolgere più rapidamente. Ciò però non vuol dire che il 3G non vada più bene.   Innanzitutto quando si parla di velocità su rete cellulare è molto diverso che farlo per le connessioni domestiche. Un’ADSL di casa da 20 Mbps offre performance superiori rispetto a una connessione 4G perché i dati pubblicizzati dagli operatori di telefonia mobile – per spingere i vari abbonamenti -sono puramente teorici. All’atto pratico, la velocità che si riesce a raggiungere è di molto inferiore, poiché vi sono diversi fattori che incidono negativamente, tra cui la copertura, la congestione della rete, il fatto di essere in movimento e le interferenze che potrebbero esserci.   Il 4G è per ora accessibile solo in alcune città e ci vorrà del tempo perché raggiunga la stessa copertura della rete 3G. Quest’ultima, comunque, continua ad offrire prestazioni adeguate per le attività che si possono svolgere sui dispositivi mobili. Se da un lato è vero che col 4G si possono scaricare file di grosse dimensioni in molto meno tempo, dall’altro è anche vero che, non essendoci abbonamenti completamente flat, come le ADSL di casa, queste opportunità vengono meno e sono per ora un miraggio.   In Italia le tariffe che si possono attivare con i vari operatori di telefonia mobile prevedono delle soglie mensili che difficilmente superano i 10-15 GB. Con un dispositivo 4G, quindi, si scarica molto più velocemente, ma anche più velocemente si consuma il traffico che si ha a disposizione.   Potrebbe bastare la visione di un paio di film in HD per ritrovarsi senza più traffico a disposizione per il resto del mese. Il 4G apre a scenari sicuramente molto interessanti, ma è ancora troppo presto per poterne sfruttare realmente i vantaggi.   Se, quindi, si ha uno smartphone o un tablet dotato di connessione 3G, prima di mandarlo in pensione sostituendolo con uno 4G sarà meglio pensarci bene e valutare se effettivamente si ha bisogno di una connessione più veloce. Inoltre sarà bene valutare la copertura del segnale nella zona in cui si risiede per evitare di sottoscrivere un abbonamento errato. A tal proposito può venire in aiuto il sito http://opensignal.com/ che consente di verificare la copertura e le prestazioni per le reti fornite da Tim, Vodafone, Wind e H3G nelle varie aree del nostro Paese, un utile strumento da affiancare alle mappe fornite dagli stessi operatori mobile.   - See more at: http://www.laleggepertutti.it/45353_arriva-il-4g-tanti-vantaggi-ma-poco-sfruttabili#sthash.krTskUsk.dpuf
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