giovedì 10 giugno 2010

Terremoto, Verdini indagato a L'Aquila - Nuovo fronte dopo Firenze e Roma

L'AQUILA - C'è un'inchiesta della Procura nazionale antimafia sulla ricostruzione dell'Aquila. Un'indagine che riguarda il Progetto C. a. s. e.: i duecento palazzi e le decine di scuole realizzate dal governo per i terremotati. E uno dei nomi finiti sul registro degli indagati è quello di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, già indagato per corruzione a Firenze (grandi eventi) e a Roma (business eolico). Il titolo del fascicolo è "infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione", ed è in mano ad un pool di magistrati: Vincenzo Macri (coordinatore), Olga Capasso (delegata al collegamento con gli inquirenti aquilani) Alberto Cisterna e Gianfranco Donadio. Un procedimento aperto diversi mesi fa che, almeno all'inizio, doveva riguardare solo le infiltrazioni delle mafie nei lavori per il terremoto (con quindici aziende già sotto inchiesta) e che invece, da marzo, è stato allargato - di concerto con il procuratore de L'Aquila Alfredo Rossini - agli affari nel post sisma degli imprenditori coinvolti nelle inchieste sui Grandi eventi. Così, in questa indagine sono entrate le carte della procura fiorentina sugli affari gestiti della Protezione civile, in deroga alle procedure sugli appalti pubblici. Affidamenti pilotati, secondo gli inquirenti, a Firenze come all'Aquila. E le carte che riguardano la ricostruzione arrivate sul tavolo dei pm dell'antimafia, sono voluminose e pesanti: centinaia di pagine di intercettazioni ed interrogatori. Al centro degli affari, il Consorzio Federico II, con l'azienda toscana Btp (Baldassini-Tognozzi-Pontello, quella del costruttore Riccardo Fusi, indagato a Firenze per corruzione) insieme alle ditte aquilane Fratelli Ettore&Carlo Barattelli srl, Vittorini Emidio costruzioni srl e Marinelli ed Equizi srl. Un consorzio nato il 15 maggio 2009 (appena quaranta giorni dopo il terremoto), dopo una serie di visite a Palazzo Chigi degli imprenditori che poi hanno unito le loro forze. Era proprio nella sede della presidenza del Consiglio dei ministri - come emerge dalle carte del procedimento - che i costruttori cercavano di accreditarsi per gli appalti del post terremoto. Appalti che poi, di lì a poco, sono arrivati. Come la costruzione della scuola media Carducci (struttura provvisoria costata allo Stato 7,3 milioni di euro) al restauro di alloggi alla caserma Pasquali (con un appalto firmato dal provveditore delle opere pubbliche dell'Abruzzo Gianni Guglielmi), fino ai puntellamenti nella zona rossa, finora cinque, ottenuti dal Comune dell'Aquila.
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http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/10/news/terremoto_verdini_indagato_a_l_aquila_nuovo_fronte_dopo_firenze_e_roma-4710054/

Costi lievitati e boom di subappalti tutte le ombre sulle "new town"

ROMA - Dunque, ci siamo. Ad occupare il centro della scena della ricostruzione post terremoto torna un ingombrante convitato di pietra. Ora oggetto di attenzioni investigative. Ma del resto capace, da qualche tempo, di agitare gli ambienti della maggioranza parlamentare e i tecnici più vicini a Guido Bertolaso. Parliamo del progetto "C. a. s. e.", acronimo di Complessi antisismici sostenibili ecocompatibili. Dei 185 edifici (per un totale di circa 4.500 appartamenti) in cui oggi vivono 15 mila sfollati, costruiti tra il settembre 2009 e il febbraio scorso su piastre e isolatori sismici in diciannove aree della periferia aquilana. Il "fiore all'occhiello" della Protezione Civile. Un fiume di denaro su cui pure in questi mesi si era cominciato a fare domande. Ottenendone ora indignate repliche. Ora curiosi silenzi. I dati forniti dalla Protezione civile documentano che, al 24 maggio scorso, la realizzazione dei 4 mila e 500 appartamenti del Progetto è costata complessivamente 803 milioni e 857 mila euro. Comprendendo in questa cifra, non solo le spese di fondazione ed edificazione, ma anche il costo degli allestimenti, degli arredi, delle opere di urbanizzazione e di sistemazione del verde. Mentre un calcolo standard dei costi di semplice costruzione - almeno a voler stare alle indicazioni fornite in questi mesi in Parlamento e alla Regione Abruzzo dall'Idv di Antonio Di Pietro - indica il prezzo a metro quadro degli appartamenti più o meno in 2 mila e 600 euro. Vale a dire, quattro volte quello delle casette in legno prefabbricate. Comunque più del doppio del costo medio di mercato che oscilla intorno ai mille e cento euro a metro quadro. A rendere importanti i costi, come sempre, una rigogliosa fioritura di subappalti (sono state 931 le imprese che hanno lavorato nei cantieri a fronte delle 121 che si sono aggiudicate le gare), i cui criteri restano nella piena discrezionalità delle imprese. E la singolare esosità di alcuni voci di spesa. Come i 14 milioni e mezzo per la sistemazione del verde, la posa di aiuole e alberi. O i 66 milioni di euro pagati per la fornitura, il trasporto e il montaggio degli arredi. Più o meno 15 mila euro ad appartamento (una fortuna, se si pensa che un arredamento completo da "Ikea" per una casa di circa 50 metri quadri può arrivare a 7-8 mila euro).
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http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/10/news/costi_lievitati_e_boom_di_subappalti_tutte_le_ombre_sulle_new_town-4710200/

Gianfranco irritato dagli attacchi del premier "Alza polveroni ma sulle riforme siamo a zero"

ROMA - Gianfranco Fini, scorrendo le agenzie con le nuove parole incendiarie di Berlusconi, ha scrollato la testa. Nessuna dichiarazione, nessuna censura pubblica, per non rovinare il clima di fragile tregua siglata sulle intercettazioni, ma è chiaro che al presidente della Camera quella messa in mora della Costituzione "catto-comunista" non sia piaciuta affatto. "Berlusconi - ha spiegato ai suoi - si lamenta, ma ancora non abbiamo capito il governo cosa vuole fare sulle riforme, quale sia il progetto, quale idea abbia il Pdl al riguardo. Mi sembra il solito polverone". Insomma, secondo i finiani, per comprendere le ragioni di questo innalzamento dei toni del Cavaliere è più utile guardare al momento politico che non al merito. Tanto più che, come conferma il sottosegretario Aldo Brancher, ad oggi un progetto del governo sulle riforme costituzionali ancora non c'è. Lunedì scorso ci sono state le prime audizioni davanti alle commissioni affari costituzionali di Camera e Senato, ma palazzo Chigi ancora deve stendere un articolato. "Berlusconi - sorride il finiano Carmelo Briguglio - usa la tecnica della seppia: quando è in difficoltà schizza fuori una nuvola nera per confondere i suoi aggressori". E, in questo momento, Berlusconi di "aggressori" ne vede un po' ovunque. Ieri se ne è lamentato con Gianfranco Micciché, che lo è andato a trovare a palazzo Grazioli: "Non smettono mai di attaccarmi, ora mi danno persino del fascista! Ma più mi attaccano e più mi carico". Non ci sono soltanto i nemici alla Di Pietro. La minaccia più grande è quella che proviene dalle procure che stanno indagando sugli appalti. E non è un caso che, per due giorni di seguito, il premier in pubblico se la sia presa con i pm difendendo la Protezione Civile e smentendo l'esistenza di una "cricca". In una pausa dei lavori della Camera, Maurizio Lupi confida il cruccio che sta assillando Berlusconi: "Bisogna mettersi nella sua testa. Lui considera la gestione post-terremoto come il capolavoro politico del governo e vede i magistrati all'opera per distruggere l'immagine di quanto è stato compiuto". Magistrati, Di Pietro ("è più pericoloso dei comunisti", ha detto il Cavaliere a un imprenditore). Ma la minaccia più insidiosa è quella che proviene dall'interno. "Berlusconi - spiega un ministro forzista - prima è sembrato subalterno di Tremonti nella definizione della manovra, poi ha dovuto ingoiare le richieste di Fini sulle intercettazioni. Adesso cerca di riprendersi il suo ruolo di guida della coalizione". E le riforme costituzionali, agli occhi del premier, presentano il doppio vantaggio di essere "a costo zero" e di distogliere l'attenzione dai pesanti sacrifici della finanziaria.
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http://www.repubblica.it/politica/2010/06/10/news/gianfranco_irritato_dagli_attacchi_del_premier_alza_polveroni_ma_sulle_riforme_siamo_a_zero-4710494/

G8, scoperti conti segreti a San Marino - In due banche i milioni del "sistema Anemone"

PERUGIA - Un testimone il cui nome è top secret ha indicato ai pm di Perugia dove sarebbero custoditi i "tesoretti" accumulati e nascosti in banche estere dai funzionari pubblici Angelo Balducci, Fabio De Santis, Claudio Rinaldi e Mauro Della Giovampaola e dal commercialista di Diego Anemone, Stefano Gazzani. Una parte, circa 10 milioni di euro, è già stata individuata in un paio di istituti di credito di San Marino: sono intestati o comunque riconducibili a Gazzani, De Santis, Rinaldi e alla madre di quest'ultimo, Mimma Giordano. Un "gruzzolo" che si aggiunge a quello già rintracciato nei mesi scorsi in alcune banche del Lussemburgo. Anche quei soldi, 5 milioni di euro, occultati nella agenzie dell'Unicredit, erano stati collegati a Balducci e Rinaldi. E se da un lato si cercano i conti, dall'altro si tenta di fare luce sulla lista di Anemone e sui metodi di corruzione del costruttore. Gli inquirenti perugini hanno già riscontrato 40 ristrutturazioni fatte dalle ditte di Diego Anemone. I "beneficiari" fanno parte dei 412 nomi inseriti nel "libro mastro" del costruttore. Tra i lavori registrati ci sono anche quelli nell'appartamento con vista Colosseo di Claudio Scajola, comprato con il "contributo" di 900mila euro dell'imprenditore. Tra i documenti trovati, ci sono le fatture delle ditte subappaltatrici, ma ancora non c'è traccia dei pagamenti fatti dai proprietari o dagli affittuari degli appartamenti "curati" da Anemone e Balducci. Continua ...
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mercoledì 9 giugno 2010

Cesaro in crisi: affida la Provincia ad una ex meteorina

NAPOLI – La giunta provinciale di Napoli è in crisi. Il presidente Luigi Cesaro del Pdl ha chiesto a tutti gli assessori le dimissioni e si affida, in vista del rimpasto, all’ex “meteorina” Giovanna Del Giudice. Proprio così. Il futuro della provincia di Napoli, di un territorio in preda alla crisi e dominato dalla criminalità organizzata, rischia di finire nelle mani di una ex “meteorina”. Il curriculum di Del Giudice è conosciuto: gira per le segreterie di alcuni parlamentari del Pdl ed ha all’attivo un corso “di formazione per europarlamentari” organizzato da Silvio Berlusconi prima delle ultime elezioni Europee. Se non fosse scoppiato lo scandalo delle “veline” e dei festini di Palazzo, con seguente litigio tra il premier Silvio Berlusconi e la moglie, Del Giudice sarebbe stata candidata e probabilmente eletta al Parlamento Europeo. L’hanno candidata in Campania, alla Regione ed è stata bocciata sonoramente dall’elettorato. Ora la vogliono collocare nella giunta della Provincia di Napoli, già salita alla ribalta della cronaca nei mesi scorsi a causa dello scandalo dovuto alla nomina nell’esecutivo dell’autista del presidente Luigi Cesaro. Un episodio che la dice lunga sulla reale capacità del centrodestra di attuare una svolta di governo. Non hanno classe dirigente, gli scandali si susseguono a ritmo serrato e fino ad oggi Cesaro e la sua maggioranza hanno garantito solo disamministrazione e ingovernabilità. La notizia dell’imminente azzeramento della giunta e del rimpasto in Provincia è arrivata in Regione, nella sala “Caduti di Nassirya”, dove si sono riuniti tutti i consiglieri regionali per la presentazione alla stampa delle nuove commissioni consiliari. I rappresentanti del centrodestra non hanno voluto commentare la vicenda e si nascondo dietro un imbarazzante silenzio.
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L’ Opus Dei è una massoneria?

Continua il dibattito nel Pd sugli aderenti che sarebbero associati contestualmente a club retti da principi di riservatezza e segretezza. E il presidente della commissione di Garanzia, Berlinguer fa il parallelo tra logge massoniche e Prelatura della Santa Croce. Non c’è pace nel Partito Democratico, a tenere banco ancora le polemiche sulla massoneria e a nulla è valso l’intervento di Bersani: “Ci sono altri problemi ora” e ai ai cronisti che a Montecitorio gli chiedevano un commento sulla querelle interna al Pd e sulla richiesta di alcuni popolari del Pd per un suo pronunciamento: “C’è l’organo di garanzia che sta lavorando“, ha risposto il segretario.
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http://www.giornalettismo.com/archives/66719/l-opus-massoneria/

Ddl intercettazioni, il governo pone la fiducia in Aula al Senato

Roma, 9 giu. (Adnkronos/Ign) - Il governo ha chiesto il voto di fiducia sul ddl intercettazioni, all'esame del Senato. Lo ha annunciato in Aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. La richiesta di fiducia è arrivata dopo il nulla di fatto in commissione Giustizia. Le opposizioni hanno fatto ostruzionismo e nessun emendamento o subemendamento è stato votato. "Non c'è stata nessuna votazione, abbiamo raggiunto il risultato di affermare l'improponibilità delle modifiche proposte dalla maggioranza", aveva detto Felice Casson (Pd). "A questo punto se il governo pone la fiducia è ampiamente giustificato dall'atteggiamento delle opposizioni" aveva ribadito il presidente della commissione, Filippo Berselli. "In commissione Giustizia abbiamo consentito ampia discussione e confronto per arrivare a una legge il più possibile condivisa" ha sottolineato Berselli nella sua relazione sui lavori. Il presidente però ha concluso il suo intervento spiegando che a causa di un "ostruzionismo senza scampo" da parte delle opposizioni, la commissione non ha potuto votare un testo, rassegnando così all'Aula il testo degli emendamenti presentati. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ne ha preso atto "con rammarico". "Il mio rammarico si riferisce alla mancata conclusione con il voto dei lavori della commissione Giustizia, non certo all'ostruzionismo dell'opposizione" ha poi precisato la seconda carica dello Stato durante la discussione generale in Aula.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Ddl-intercettazioni-il-governo-pone-la-fiducia-in-Aula-al-Senato_514588340.html

Fiducia reciproca

...BARABBA, BARABBA

Voi non li leggete i gialli?

Contratto di servizio.

martedì 8 giugno 2010

Rc auto, tariffe da record

In Italia premi doppi rispettoa Francia, Spagna e Germania.L'Isvap: crescono anche i pirati.
In Italia gli automobilisti pagano tariffe da record per assicurarsi con l’Rc auto, addirittura il doppio rispetto a chi stipula una polizza in Germania, Francia e Spagna. E non solo, tra il 2002 e il 2009 da noi l’aumento dei premi per l’Rc auto è stato quasi triplo rispetto alla media europea. Insomma questo particolare segmento, che nel solo mese di aprile ha registrato rincari annui a due cifre, rappresenta oggi il «tallone d’Achille del sistema». È un allarme basato su numeri e confronti internazionali quello sul caro tariffe lanciato oggi dal presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini, che ha voluto sensibilizzare anche su un altro grande problema che interessa l’Rc euro, ovvero quello dell’evasione. Aumentano infatti gli automobilisti che non si assicurano, i contrassegni falsi e le compagnie fantasma. Davanti alla platea dei responsabili delle assicurazioni Giannini ha evidenziato che a fronte di un premio medio di 407 euro richiesto in Italia, in Germania se ne pagano 222, in Francia 172 e in Spagna 229. Nel 2009, ha aggiunto, oltre al calo del 3,6% della raccolta premi Rc auto, è peggiorato il rapporto tra spese più oneri sui sinistri e incassi da premi.
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http://lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201006articoli/55745girata.asp

Le opposizioni contro Berlusconi - Pd: "Le sue parole rancorose e incendiarie"

ROMA - Berlusconi contro tutti, e parte immediata la reazione dell'opposizione. Dal terremoto alla giustizia il premeir usa parole incendiarie, dice il Pd. E ancora più duri sono commenti dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Al premier che dice di temere spari contro la Protezione civile 1 e aggiunge di non volerla più mandare in Abruzzo se non sarà tolta di mezzo l'inchiesta per omicidio colposo, replica subito il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi, che non esita a definire 'deliranti le affermazioni del premier ritenuto "sempre più inaffidabile e arrivato al capolinea della sua avventura politica".
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http://www.repubblica.it/politica/2010/06/08/news/terremoto_idv_berlusconi_al_delirio_pd_parole_del_premier_rancorose_e_incendiarie-4668693/

La Russia cede al ricatto USA: sanzioni contro l'Iran

ISTANBUL (TURCHIA) - Anche Vladimir Putin, primo ministro russo, alla fine ha ceduto ai ricatti degli USA, accettando di approvare all'ONU le sanzioni contro la popolazione civile iraniana. L'ha fatto ad Istanbul, a margine della conferenza sull'interazione e la realizzazione di misure di reciproca fiducia in Asia (Cica): "Abbiamo lavorato molto e crediamo che un accordo sulla risoluzione è stato praticamente trovato. Il nostro punto di vista è che queste decisioni non debbano essere eccessive e non debbano mettere la popolazione iraniana in una posizione difficile che potrebbe creare ostacoli sul percorso dell'uso pacifico del nucleare".Ahmadinejad questa mattina aveva chiesto alla Russia di non abbandonarlo: "Non schieratevi con i nemici dell'Iran". Ricevuta la risposta negativa da Putin, ha commentato: "Il governo americano e i suoi alleati si sbagliano di grosso se pensano di poter brandire il bastone della risoluzione Onu e poi sedersi a negoziare con noi. Una cosa del genere non accadrà". Per poi ritornare sulla proposta turco-brasiliana sull'arricchimento dell'uranio: "Speriamo ancora che questa opportunità venga colta, ma ci teniamo a dire che è un'occasione che non si ripeterà".
http://www.julienews.it/notizia/dal-mondo/la-russia-cede-al-ricatto-usa-sanzioni-contro-liran/48761_dal-mondo_1.html

La Regione Lombardia finanzia la società medica di Berlusconi

MILANO - Ma guarda quando si dicono le combinazioni. Pochi giorni fa abbiamo dato notizia che Berlusconi aveva deciso di spaziare i suoi investimenti, dedicandosi anche alla medicina, acquistando la maggioranza relativa (il 24%) delle azioni della società Molmed, mentre un altro 8% era stato acquistato dal Presidente di banca Mediolanum. Evidentemente questo deve avere innalzato alle stelle la fama della società farmaceutica milanese, tanto che la Regione Lombardia ha subito decisa di premiarla con un finanziamento. Come recita un comunicato stampa della stessa società, "la Molmed S.p.A. [...] è capofila di un progetto cui è stato assegnato un finanziamento di € 1,4 milioni da parte della Regione Lombardia, per un progetto di R&S del valore di € 2,2 milioni volto allo sviluppo di un sistema innovativo automatizzato di fabbricazione della propria terapia cellulare TK, che si trova attualmente in sperimentazione clinica di Fase III per le leucemie ad alto rischio". E si tratta di finanziamenti a fondo perduto. Mica male per chi dice che non ha mai avuto bisogno di fondi pubblici.Giusto per far capire i dettagli: sapete quale è la sede delle Molmed? L'ospedale San Raffaele di Milano, quello di Don Verzè, amico e socio in affari di Berlusconi da oltre 40 anni, che ha anche allo studio un progetto per l'allungamento della vita a 120 anni. Ah, e cosa non si fa per gli amici!
http://www.julienews.it/notizia/cronaca/regione-lombardia-finanzia-la-societa-medica-di-berlusconi/48785_cronaca_2.html

Pdl e guai giudiziari: dopo Cosentino e Di Girolamo tocca al senatore Nespoli

Per il parlamentare ex An alla quarta legislatura, accusato di bancarotta e riciclaggio, è giunta l’ora della verità Dopo il Sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino il senatore Nicola Di Girolamo, dopo Di Girolamo il senatore Vincenzo Nespoli. Per la terza volta in sette mesi il parlamento è chiamato ad esprimersi sul destino di tre uomini del Pdl raggiunti da ordini di custodia cautelare. Dentro o fuori? Stasera è la volta di Nespoli, sindaco di Afragola. La Giunta delle Immunità del Senato tra poche ore si riunirà per decidere se autorizzare l’arresto del parlamentare accusato di bancarotta fraudolenta e riciclaggio.
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Intercettazioni, i fan di Fini contro Silvio: “E’ un colpo di Stato”

Gli elettori vicini a Gianfranco Fini sembra non accettino la linea seguita dai loro parlamentari di riferimento, in procinto di accettare il diktat berlusconiano: “A che è servito tutto sto casotto?” Le prime reazioni dell’elettorato vicino al presidente della Camera all’aut-aut imposto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha blindato il testo sulle intercettazioni, non sono delle migliori. Sul sito di Generazione Italia, l’aggregatore dei finiani, i commenti all’ultimo post non denotano un grande apprezzamento per la posizione dei parlamentari finiani che si avviano a dare il loro parere favorevole alle norme. Anzi.
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Sanità pubblica e privata: il governo dà campo libero ai medici

Col testo unico in materia di governo delle attività cliniche la maggioranza scardina regolamenti che dettano modalità di offerta del servizio medico. Per i medici intramoenisti possibilità di lavorare anche al di fuori dei confini del pubblico. “Una sorta di liberalizzazione”, denuncia l’opposizione. “Sara’ come per un giornalista lavorare la mattina in Rai e il pomeriggio a Canale 5. Il regolamento sull’intramoenia è stato deciso probabilmente dopo la stangata agli stipendi della manovra, è come dire ai medici ‘lavorate dove vi pare perchè qui abbiamo raschiato il fondo“. E’ il deputato dell’Idv Antonio Palagiano, capogruppo per il suo partito in commissione Affari Sociali della Camera, a denunciare il rischio che con le norme oggi in aula, il testo unico contenente “disposizioni in materia di governo delle attività cliniche” si possa dare piena libertà ai medici di lavorare nel settore privato senza alcun limite. LIBERALIZZAZIONE – Sotto la lente di ingrandimento, quindi, l‘articolo 9 del provvedimento all’esame di Montecitorio:, che recita “E’ facoltà dell’azienda sanitaria locale od ospedaliera non attivare, o attivare solo parzialmente, la libera professione intramuraria. In caso di attivazione, la stessa è gestita dall’azienda mediante un centro unico di prenotazione, con spazi e con liste separati e distinti tra attività istituzionale e attività libero-professionale, con pagamento delle prestazioni e con ripartizione dei proventi secondo modalità e termini fissati da linee guida regionali“. E in caso contrario?
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Cittadinanzattiva: “Il Governo taglia sui malati di AIDS”

La denuncia dell’ONLUS della società civile: nella manovra si abbattono i risarcimenti per chi ha contratto l’HIV a causa di una trasfusione di sangue. ”Si continua a tagliare sulla pelle dei cittadini: dopo l’indennita’ di accompagnamento per i disabili, la manovra finanziaria colpisce i danneggiati da sangue infetto”: è la denuncia di Cittadinanzattiva, raccolta dall’agenzia ASCA, che alza l’allarme su uno dei provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria all’esame del Parlamento. SANGUE INFETTO - La denuncia riguarda l‘articolato del decreto legge appena approvato dal governo, che, all’articolo 13, dispone che “la somma corrispondente all’importo dell’indennita’ integrativa speciale” così come individuato dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210 “non e’ rivalutata secondo il tasso d’inflazione.” E l’importo di cui si parla è appunto l’indennità dovuta al malato di AIDS, risarcito dallo Stato laddove sia stato contagiato in seguito a trasfusione con sangue infetto. “Siamo arrivati, quindi” continua Cittadinanzattiva,” a ‘inchiodare’ gli importi ai valori di oltre 18 anni fa (la legge e’ del 1992) e ad affermare che questi cittadini fra qualche anno non percepiranno, di fatto, piu’ alcun indennizzo perche’ lo stesso sara’ completamente eroso dalla svalutazione monetaria”. Per effetto dell‘inflazione, infatti, e non potendo più adeguare l’importo dovuto al costo della vita man mano che esso varia, l’indennizzo diventerebbe progressivamente inutile.
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http://www.giornalettismo.com/archives/66509/cittadinanzattiva-il-governo/

Afghanistan: Strada, "a luglio riapre ospedale di Emergency"

BRUXELLES - L'ospedale di Emergency a Lashkar Gah riaprira' in luglio. Lo ha fatto intendere Gino Strada, intervenuto questa mattina al Parlamento europeo ad un seminario sull'Afghanistan. L'ospedale che si trova nella provincia di Helmand era stato chiuso il 10 aprile dall'intervento delle forze afgane e di quelle britanniche.(RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Afghanistan-Strada-luglio-riapre-ospedale-Emergency/08-06-2010/1-A_000110365.shtml

Berlusconi contro giudici e Rai: sovranità non più popolare

Roma, 8 giu. (Apcom) - Televisione pubblica faziosa, giudici politicizzati, premier senza poteri. Tra interventi ufficiali e riunioni a porte chiuse, Silvio Berlusconi attacca tutti i suoi bersagli più 'classici', a partire dai giudici che hanno sottratto la sovranità al popolo: "La sovranità è passata alla corrente di Magistratura Democratica e ai suoi Pm, che attraverso la Corte Costituzionale abrogano le leggi", sostiene il presidente del Consiglio nel suo intervento all'assemblea di Federalberghi. E per colpa dei pm politicizzati, insiste Berlusconi, che con accuse "assurde" hanno messo sotto inchiesta la Protezione Civile per la mancata evacuazione dell'Aquila prima del terremoto, ora gli uomini di Guido Bertolaso è meglio che non vadano più in Abruzzo: "Rischiano che qualcuno che magari ha avuto dei familiari morti sotto le macerie e con una mente fragile gli spari in testa". Ma anche un comune cittadino, sostiene ancora Berlusconi, rischia di finire "nel girone infernale" della giustizia, con processi infiniti anche se assolti in primo grado: "I pm ti ci riportano perché con questo mestiere ci guadagnano, perché vogliono dimostrare il loro teorema accusatorio, perché gli stai antipatico o solo per pregiudizio politico". Ma la 'minaccia' più dura Berlusconi l'avrebbe rivolta alla Rai, anche se la frase è stata smentita dal portavoce Bonaiuti. "Quasi quasi non firmo il contratto di servizio...", avrebbe detto all'ufficio di presidenza del Pdl, lamentandosi della faziosità del servizio pubblico e degli attacchi rivolti al Governo. Tra le critiche che Berlusconi meno digerisce, qualle di volere essere un dittatore: "Mi viene da ridere.... Il presidente del Consiglio non ha poteri e per un imprenditore che faceva quello che decideva, è un calvario quotidiano".
http://www.apcom.net/newspolitica/20100608_170731_4a294ef_90225.shtml

Udeur/Disoccupati assaltano sede Napoli.Mastella: E' terrorismo

Roma, 8 giu. (Apcom) - Atti di vandalismo questa mattina contro la sede Udeur di Napoli da parte di un gruppo di manifestanti disoccupati che protestavano per le vie della città. "I problemi del lavoro non si risolvono devastando le sedi di partito", ha commentato il leader dell'Udeur Clemente Mastella esprimendo la propria solidarietà ai dirigenti ed al personale della Sede di Napoli, "da anni impegnati per la crescita, lo sviluppo e la solidarietà del territorio e che, certamente, non meritano aggressioni di stampo terroristico". "Sono stato - ha sottolineato l'ex ministro del Lavoro e della Giustizia nei governi Berlusconi primo e Prodi secondo - un facile profeta, alcuni giorni fa, nel presagire una escaletion di violenza nei confronti dei Popolari Udeur. L'assalto di stamane alla sede di Napoli del partito ne è la prova lampante. Oggi come ieri subiamo, con crescente preoccupazione, un linciaggio senza eguali.
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http://www.apcom.net/newspolitica/20100608_172606_4ae52c9_90227.shtml

Il costo della pandemia

Cento euro per ogni dose somministrata, tre euro per ogni cittadino italiano, bambino o vecchio che sia.
E ora tutti sono d’accordo. Dopo il grande allarme, dopo i tentativi di far vaccinare una buona fetta di italiani perché considerati categorie a rischio, siamo di fronte al grande «sboom», lo sgonfiamento della bolla mediatica. E a una valanga di cifre, disarmanti, enormi sia che le si voglia considerare a livello mondiale, sia a livello italiano. Sono oltre 179 milioni le dosi di vaccini contro l’influenza pandemica che sono state distribuite in Europa e circa 38 milioni le persone effettivamente immunizzate dal virus A/H1N1, è scritto in un rapporto dell’European Medicines Agency (Ema), secondo cui, dunque, gli Stati membri dell’Unione europea hanno utilizzato solo il 20% dei prodotti acquistati durante l’emergenza pandemica dello scorso anno. Il rapporto del Consiglio d’Europa denuncia l’ «enorme spreco di denaro pubblico» e l’avere provocato «timori e allarmi ingiustificati circa i rischi sanitari ai quali poteva essere esposta la popolazione europea». Ma quanto è costato questo scherzo? Difficile fare calcoli precisi. A livello mondiale la banca JP Morgan ha stimato il giro d’affari in circa 7 miliardi di dollari. In Italia il ministero della Salute afferma che sono state acquistate oltre 12 milioni e mezzo di dosi a 7,7 euro l’una, il che vuol dire circa 98 milioni di euro di spesa. In realtà lo Stato si era impegnato a pagare 184,8 milioni di euro ma 11 milioni non sono stati più acquistati, dunque finora 84,7 milioni di euro non sono stati pagati. La spesa effettivamente sostenuta per i vaccini ammonta finora a 100,1 milioni, conclude l’epidemiologo Tom Jefferson. Ne sono state somministrate circa un milione di dosi, come afferma il ministero della Salute. Di conseguenza, ogni dose somministrata, sarebbe costata finora 100 euro, cifra che se si considera la spesa che il ministero si era impegnato a sostenere sale a 184 euro. E ogni cittadino italiano ha pagato 3 euro a testa dal neonato al centenario compreso, per la pandemia che non c’è. La cifra complessiva in realtà può ancora variare, e potrebbe anche diminuire. Ci sono trattative in corso tra Governo e aziende che potrebbero concludersi con un accordo su un indennizzo (la Francia ha pagato il 16% della somma che avrebbe dovuto) o con l’apertura di un contenzioso. Nessuno sa però quanto siano costati i servizi vaccinali, ma soprattutto a quanto ammonti la perdita dovuta al fallimento della campagna: dai vaccini buttati o al costo delle operazioni di recupero dei prodotti da parte delle Regioni.
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http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=955&ID_sezione=274&sezione=

Foto pedofile sul cellulare di un soldato italiano

TORINO - Foto dello stupro di ragazzine, forse una decina di anni, più probabilmente meno: questo il contenuto del cellulare di un soldato italiano della Brigata Taurinense, appena tornato dalla'Afghanistan. Tutto era nato dalla segnalazione di una persona, a proposito di un brutto odore proveniente dal garage di un palazzo di Torino. I Carabinieri - muniti di regolare mandato - aprono il garage e trovano dentro tre piante di marijuana, ben coltivate. Risalgono all'affittuario del garage, facente parte di un appartamento del palazzo. Si tratta di un soldato, di origine sarda, nell'esercito da 10 anni, che ha fatto già diverse missioni all'estero. A questo punto il soldato viene arrestato per detenzione di marijuana, mentre i Carabinieri estendono la perquisizione al computer che hanno trovato in casa, sequestrando anche alcuni Cd-Rom, e al telefonino. L'udienza di convalida per la droga viene chiusa in pochi minuti, perchè il giudice accetta la tesi della coltivazione di marijuana per uso personale. Ma è sotto indagine per le foto del telefonino, anche se il soldato ha detto che si era imbattuto in quelle foto per sbaglio e le aveva passate sul telefonino per portarle alla Polizia. Ma sarà vero? Se uno fa una cosa del genere, poi va di corsa alla più vicina stazione di Polizia, perchè si sa che è pericoloso conservare quelle foto. Già per questo, infatti, si commette reato penale. Ma la qualità delle immagini (ravvicinate ed un po' sfocate) fanno pensare che si tratti di foto scattate da un telefonino e non "sistemate" da un PC: Di conseguenza non è escluso che le foto possano essere state scattate dallo stesso soldato, con tutto quello che la cosa comporta. Nel frattempo il caporalmaggiore - questo il suo grado - è stato sospeso, ma siamo solo all'inizio.
http://www.julienews.it/notizia/cronaca/foto-pedofile-sul-cellulare-di-un-soldato-italiano/48719_cronaca_2.html

Scoppia conduttura del gas in Texas: tre morti e una decina di dispersi

NEW YORK - Una conduttura di gas naturale è esplosa in Texas e almeno tre persone sarebbero morte oltre ad altre sei che sarebbero rimaste ferite. Lo riporta la Cnn. La conduttura in fiamme si trova nella contea di Johnson. L'incidente, secondo le prime notizie, si è verificato ad una conduttura di gas della Enterprise Product Partners. L'impianto attraversa gran parte dello stato del Texas e trasporta gas naturale tenuto sotto alta pressione.Le squadre di soccorso stanno cercando di interrompere il flusso di gas prima di avvicinarsi al luogo dell'incidente. Secondo un portavoce dei vigili del fuoco «diverse persone potrebbero mancare all'appello, ma in questo momento è impossibile avere informazioni precise». Secondo le autorità locali i dispersi potrebebro essere dieci.Oltre alle tre vittime, almeno sei persone sono state portate agli ospedali locali con ustioni. Due dei feriti sono stati poi trasportati in elicottero al Parkland Memorial Hospital di Dallas. Immagini prese dagli elicotteri mostrano una grande palla di fuoco e un veicolo divorato dalle fiamme.
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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=105377

Tutti vittime dei tagli? Non gli europarlamentari

di Mario Ajello.
Tutti, ma proprio tutti, stanno partecipando ai grandi sacrifici nazionale che ci toccano e alla corsa a dare l’oro alla patria. I calciatori? Forse pure loro. I grandi papaveri della Rai? Un taglietto del 3 per cento sui mega stipendi parrebbe che lo subiscano. Lo yacht di Briatore? Tagliato anche quello. Per non dire degli statali, le solite vittime, o i medici e anche i magistrati che però recalcitrano. La scure dei sacrifici si abbatte di qua e di là. Ma qualcuno nuota felicemente in questa valle di lacrime. Gli europarlamentari si sono appena votati una leggina ”ad personas”. E’ molto semplice, e molto chiara. Prevede un aumento di stipendio di 1.500 euro al mese. La loro busta paga passerà da 17.864 a 19.364 euro. Si prega di evitare commenti.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=105508&sez=TITOLIDICODA

Gli stipendi d’oro della Rai: Vespa guadagna il doppio di Santoro

In attesa della famosa operazione trasparenza nella tv pubblica, il Fatto quotidiano pubblica un borsino degli stipendi d’oro della Rai: “Se Calderoli si è indignato dopo aver appreso dello stipendio del conduttore di Ballarò, Floris (400 mila euro lordi), minacciando tagli, stavolta è Michele Santoro che non ci sta e chiede che non solo il suo stipendio (750 mila euro) sia pubblico, ma anche quello di altri dipendenti. Tra i “p ap e ro n i ” ci sarebbero Bruno Vespa che guadagna 1 milione 200 mila euro lordi per 100 puntate di Porta a Porta (con gli extra arriverebbe a 2 milioni e 100 mila euro), il conduttore di Che tempo che fa, Fabio Fazio (2 milioni di euro circa), Simona Ventura (1 milione e 200 mila euro circa più bonus), Antonella Clerici (1,5 milioni di euro il vecchio contratto, ritoccato però dopo la conduzione di S a n re m o ). Non proprio da “p ap e ro n i ” ma quasi gli stipendi del presidente Garimberti (448 mila euro) e del direttore generale Mauro Masi (715mila)”
http://www.giornalettismo.com/archives/66408/gli-stipendi-doro-della-rai/

Tremonti, l’art.41 e la libertà di dire stupidaggini

La proposta del ministro dell’Economia di sospendere per 3 anni una parte dell’art.41 per liberare le imprese da “lacci e lacciuoli” sembra il classico tentativo di buttare la palla in tribuna. Sulla scarsa conoscenza giuridica del nostro e sull’impossibile applicabilità della sua proposta ha già scritto Tommaso Caldarelli. Buffo sentire esaltare il liberalismo da un seguace dell’economia sociale di mercato all’europea, che rispetto alla economia di mercato pura all’americana fissa la funzione sociale della proprietà privata. Uno che fino a ieri ha citato continuamente Colbert saprà che ribaltare quel principio significa ribaltare non solo la Costituzione repubblicana ma anche un cardine della dottrina sociale cristiana, esposto di recente nella “Caritas in veritate” di Joseph Ratzinger. Curioso anche ricordare che il governo di cui Tremonti fa parte ha fatto a pezzi anche il poco che c’era delle famose “lenzuolate” di Bersani, ora improvvisamente apprezzate. Ma pure che la coerenza di Tremonti sia scarsa è storia nota. E’ nel merito, facendo finta di dare credito a chi non lo merita, che vale la pena di riflettere. A partire da una costatazione: di maggiore mercato, di più concorrenza, di libertà economica l’Italia ha un gran bisogno. Ma è necessario per questo cambiare l’art. 41? Quello che introduce nella nostra costituzione il sistema economico di tipo misto, nel quale si afferma che “l’iniziativa economica è privata” per cui il singolo può decidere cosa come e quanto produrre, però non “in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
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http://www.giornalettismo.com/archives/66380/tremonti-l%e2%80%99art-41-liberta/

Santoro sfida Pd e Garimberti, ma Masi ricorda: C'è intesa

Roma, 8 giu. (Apcom) - Michele Santoro getta tutti nel caos, Rai, opposizione e maggioranza. Il rilancio del conduttore di AnnoZero ("Garimberti dica se vuole la trasmissione in onda"), provoca una risposta seccata da parte del presidente Paolo Garimberti ("Annozero può cominciare. Io personalmente non l'ho mai messo in discussione. E tu?") e mette il direttore generale Mauro Masi di fronte ad un bivio: reinserire la trasmissione nei palinsesti della prossima stagione o 'tagliare' Santoro e andare incontro ad una prevedibile ricorso in tribunale del conduttore, a meno che non ci sia qualche 'asso nella manica' scovato dagli avvocati Rai. Il tutto mentre il Pd tace, irritato per gli attacchi di Santoro ("Dal Pd c'è stato un atteggiamento pilatesco"). Il conduttore di AnnoZero ha tenuto una conferenza stampa-comizio durata oltre un'ora e mezza. Nella sede Rai di viale Mazzini, gremita da decine di dipendenti della tv pubblica oltre che di giornalisti, Santoro ne ha avute per tutti: "Nessun altro autore ha subito per un intero anno quello che ho subito io... Chiamatelo mobbing, violenza, come vi pare...". Eppure, si vanta, "dalla mia prima stagione in prima serata nell'88-89 ho avuto solo successi", AnnoZero di quest'anno è andata benissimo, ha aiutato RaiDue a fare meglio della concorrenza e i soldi che lui guadagna sono sacrosanti perché "sono solo scarsamente proporzionali a quelli che faccio guadagnare all'azienda".
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http://www.apcom.net/newspolitica/20100608_052754_a589f5_90165.shtml

'Ndrangheta, omicidi e infiltrazioni in appalti pubblici: 52 arresti nel reggino

Reggio Calabria, 8 giu. (Adnkronos) - E' in corso da questa mattina un'operazione della Polizia per l'esecuzione di 52 ordinanze di custodia cautelare nel territorio di Palmi. I provvedimenti riguardano le due famiglie mafiose contrapposte dei Gallico-Morgante e Bruzzise-Parrello che hanno dato vita negli ultimi anni a una sanguinosa faida. Le accuse vanno dall'associazione mafiosa agli omicidi, estorsioni e infiltrazioni negli appalti pubblici. In particolare le indagini della squadra mobile di Reggio Calabria hanno scoperto gli interessi della 'ndrangheta nei lavori di ammodernamento dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Ndrangheta-omicidi-e-infiltrazioni-in-appalti-pubblici-52-arresti-nel-reggino_508716944.html

Spagna: statali in sciopero contro l'austerita'

Madrid, 8 giu. (Adnkronos) - I dipendenti del pubblico impiego sono in sciopero oggi in Spagna contro il taglio medio del 5% dei salari, annunciato dal mese corrente dal governo di Jose' Luis Rodriguez Zapatero all'interno di un pacchetto di misure di austerita' per ridurre il deficit.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Spagna-statali-in-sciopero-contro-lausterita_508697170.html

lunedì 7 giugno 2010

Cia: detenuti trattati come cavie umane?

Secondo un rapporto di una organizzazione per i diritti umani, i medici professionisti che sono stati coinvolti negli interrogatori dell’Agenzia americana ai sospetti terroristi, avrebbero effettuato forme di ricerca e sperimentazione in violazione dell’etica medica e del diritto interno e internazionale. Lo scrive il NYT: Medici, psicologi e altri professionisti assegnati a monitorare l’utilizzo della CIA di waterboarding, di privazione del sonno e altre tecniche intensive di interrogatorio avrebbero raccolto i dati dell’impatto degli interrogatori sui prigionieri detenuti a scopo di affinare le tecniche e garantire che tutto fosse rimasto entro i limiti stabiliti da parte degli avvocati dell’amministrazione Bush.
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"Se Masi oscura Annozero spegnamo la tv per un giorno"

Adriano Celentano scrive una lettera a Repubblica. La vicenda del giornalista come spunto per una riflessione sulla libertà di informazione, la pubblicità, le devastazioni ambientalidi - ADRIANO CELENTANO. CARO direttore, non credo che nel 2012, come ci racconta l'omonimo film, ci sarà la fine del mondo. Certo però i segnali che ci arrivano da ogni parte del pianeta sembrano tutt'altro che incoraggianti. E quanto più i segni appaiono di ordine distruttivo, tanto più i politici, quelli che comandano, sembrano essere investiti da una stupidità devastante.La Terra ci avverte che non è più possibile dipendere dal petrolio. E per farcelo capire ci sta vomitando addosso 19mila barili di peste al giorno, oscurando il mare degli americani e rischiando quindi, di avvelenare l'intera catena alimentare. Questo è ciò che ha causato Bp, la più grande azienda petrolifera del mondo, che come dice Obama è rigorosamente attenta a contare gli spiccioli con la gente del Golfo Messico vittima di questo immane disastro. E pronta invece a pagare dividendi da 10 miliardi di dollari ai suoi azionisti. Il fatto che poi siano morti 13 lavoratori anche questo è sembrato del tutto irrilevante. La marea nera però non si ferma. Un segno questo che, da parte della terra, ci arriva come un qualcosa che ha tutta l'aria di un ULTIMATUM: "Se continuerete a trivellarmi, il mare di tutto il pianeta morirà. E prima ancora, morirete voi".Un avvertimento quindi dalle dimensioni catastrofiche che tuttavia sembra non impressionare minimamente il governo italiano. E' di pochi giorni infatti, la notizia che riguarda un via libera da parte del nostro folle governo a trivellare il bel mare della Sicilia. Evidentemente i rosicchiatori della maggioranza han pensato che tutta quella purezza nelle acque cristalline dei siciliani è sprecata. Perché non imbrattarla con un po' di petrolio e di catrame? Il guadagno che se ne ricaverebbe sarebbe abbastanza per seppellire l'intera isola. E a breve scadenza la Liguria e il Veneto. Continua ...
http://www.repubblica.it/politica/2010/06/07/news/celentano_santoro-4626049/

Così scatterà il bavaglio del governo

Le questioni più discusse del ddl che bloccherà le inchieste e cancellerà le notizie - di LIANA MILELLA . IL bavaglio. Per i magistrati, per i giornalisti, per le tv. Una legge costruita apposta, un bavaglio appunto, per ridurre drasticamente il numero delle intercettazioni e impedire che il loro contenuto divenga pubblico anche se gli indagati ne sono venuti a conoscenza. Una legge per proteggere dagli ascolti i parlamentari e i loro più stretti collaboratori e amici. Una legge per rendere più difficili pure le inchieste di mafia. Una legge che impone una durata massima alle registrazioni anche se non si è trovato il colpevole. Una legge per evitare altri casi D'Addario. Una legge per costringere i pm a non aver più alcun rapporto con la stampa, pena l'estromissione dal processo. La legge sulle intercettazioni è tutto questo.
Ed entra in vigore subito per bloccare i processi sugli appalti e non far più uscire una notizia.
Quando, e come, il pm potrà intercettare?Il pm potrà chiedere un'intercettazione telefonica o visiva e i tabulati solo in presenza di "sufficienti indizi di reato" per i delitti di mafia e di terrorismo e se dispone di "gravi indizi di reato" per tutti gli altri crimini. Dovrà essere certo che le utenze appartengano ai soggetti indagati o dimostrare per gli altri che "sono a conoscenza dei fatti per cui si procede". Nel valutare i "gravi indizi" dovrà tenere conto di quanto il codice di procedura penale, all'articolo 192, stabilisce per valutare una prova. Ad autorizzare il pm, per ogni richiesta o proroga, che dovrà far sottoscrivere dal procuratore capo, sarà il tribunale collegiale del capoluogo di distretto cui dovrà inviare ogni volta tutte le carte.
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http://www.repubblica.it/politica/2010/06/07/news/intercettazioni_dossier_bavaglio-4626729/

B. sconsiglia le operazioni per cancro. B. produce pillole anti-cancro

Lo strano caso del premier che promette di sconfiggere il cancro, che compra la casa farmaceutica che lavora sul farmaco anti-tumorale, che sconsiglia le operazioni e taglia i fondi per i servizi oncologici. Già, lo strano caso. Non è passato troppo da quel sabato: era il 20 marzo, e davanti a “un milione” di persone il presidente del Consiglio prometteva. “Sconfiggeremo il cancro“. Il disgusto neppure troppo esplicito di stampa e opposizione – che altrove avrebbe preteso ben più delle scuse che qui non hanno neppure chiesto esplicitamente – prendeva vita dietro una sicura interpretazione della sparata: populismo 100%, intenzione di solleticare gli strati più disperati dell’elettorato. E smuoverli, ché lui gli avrebbe dato la vita, sconfitto il male incurabile. Che già così fa orrore. Si scopre, solo qualche giorno fa, che il presidente del Consiglio ha alzato la sua quota di partecipazione nella MolMed tramite la Fininvest, e mettendo suo figlio Luigi nel cda. Adesso: non so se avete presente quanti anni abbia ’sto Luigi (21), ma la MolMed, Molecular Medicine spa, è un’azienda farmaceutica che ha allo studio nuovi farmaci anti-tumorali (secondo quanto riporta Bloomberg). “Uno attaccherebbe i principali tipi di cancro – si legge su Il Giornale – mentre l’altro aiuterebbe a ricostruire il sistema immunitario distrutto dalla leucemia”.Ok, l’incastro combacia: Berlusconi diventa socio di maggioranza dell’industria che sta lavorando su medicinali anti-cancro, a dicembre; Berlusconi promette di battere il cancro in tre anni, a marzo. Lo noterebbe anche Gaetano Quagliariello.
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La mappa degli abusi sessuali nella Chiesa

Negli ultimi quindici anni circa, una maggior attenzione delle autorità civili, ed una tendenza crescente da parte delle vittime a denunciare gli episodi, hanno portato all’attenzione pubblica l’incidenza dei casi di abusi su minori da parte di membri della Chiesa Cattolica. A partire dai casi di grande rilievo e clamore mediatico degli Stati Uniti e dell’Irlanda, è emerso che il fenomeno coinvolge tutto il mondo cattolico, dal Sudamerica, all’Europa, all’Africa, nelle missioni. Lo scandalo ha costretto i vertici della Chiesa, finora mai intervenuti, a cominciare a prendere posizione pubblicamente in merito alla vicenda, in seguito alle accuse di aver operato con scarsa trasparenza nell’occuparsi dei casi di abuso e di poca incisività nel sanzionare i colpevoli, oltre ad aver sistematicamente tentato di insabbiare i casi senza segnalarli alle forze dell’ordine. Oltre alla gravità dei fatti, e alla crisi autocritica in cui hanno trascinato parte delle istituzioni ecclesiastiche, fa impressione la diffusione geografica degli abusi e delle violenze, in un deviato e orribile riflesso della diffusione del verbo. Dopo i molti racconti di violenze, ammissioni, dimissioni arrivati da tutto il mondo in queste ultime settimane, ieri – ferma restando la presunzione di innocenza – un sacerdote è stato arrestato a Lodi con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino che all’epoca degli abusi aveva 13 anni. Questa mappa ospita solo i casi dimostrati e verificati, e nasce dalla convinzione che le terribili storie di cui si parla non siano singole orribili storie, per quanto numerose, ma che raccontino un pezzo importante e ineludibile del rapporto della Chiesa con la propria missione e con la propria organizzazione. E che vadano viste anche da lontano, per capire e per capire come fare in modo che non sia più così.
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http://www.ilpost.it/2010/05/26/la-mappa-degli-abusi-sessuali-nella-chiesa/

domenica 6 giugno 2010

Saviano: "Le mafie lucrano sulla crisi per sconfiggerle rompiamo il silenzio"

TRENTO - "Quando vi dicono, quando ci dicono, quando mi dicono, fa bene il tuo lavoro e fallo in silenzio, io rispondo 'in silenzio lavora bene solo la morte'. Così si dice nella mia terra". E parlare di mafia è ancora più importante adesso, in un momento in cui "dalla crisi le organizzazioni criminali stanno ricavando enorme potere". E' l'appello di Roberto Saviano a una sala gremita, erilanciato dai maxischermi in piazza, nel corso della sua lezione al Festival dell'Economia di Trento sul tema "Le mafie che controllano l'economia del Paese".Saviano ha ricordato un dato fornito dalla Procura nazionale Antimafia, che ha stimato il profitto annuo delle organizzazioni criminali più importanti italiane in 100 miliardi di euro. "Non si parla - ha spiegato Saviano - delle piccole bande o dei gangster, ma delle maggiori famiglie delle principali organizzazioni, quali 'ndrangheta dell'Aspromonte, camorra dell'entroterra e Sicilia soprattutto con i catanesi, che stanno ormai organizzandosi come gli all star, quelli del basket negli Usa"."Ci sono intercettazioni - ha continuato Saviano - che testimoniano come già due giorni dopo la caduta del Muro di Berlino ci fosse chi si organizzava per entrare nella rete di questo e di altri Paesi. Vicende analoghe riguardano Bulgaria, Ungheria e Polonia, dove le organizzazioni criminali comprano anche titoli di Stato". "I soldi del narcotraffico - ha evidenziato Saviano - entrano negli istituti di credito e il problema verrà dopo la crisi perché saranno loro a decidere chi finanziare e chi no.
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http://www.repubblica.it/economia/2010/06/06/news/saviano_le_mafie_lucrano_sulla_crisi_migliaia_anche_in_piazza_per_lo_scrittore-4622709/

Ulster: capo gruppo separatista annuncia guerra

BELFAST - George Flannery, il nuovo leader di uno dei piu' sanguinari gruppi paramilitari dell'Irlanda del Nord (Continuity Ira), ha detto in una intervista a un giornale di voler "continuare la guerra contro le forze armate britanniche, compreso un possibile attacco sulla madrepatria britannica". (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Ulster-capo-gruppo-separatista-annuncia-guerra/06-06-2010/1-A_000109924.shtml

Beppe Grillo: è la Bresso che ha rubato voti a noi

Torino, 6 giu. (Apcom) - "Mi accusano di rovinare la sinistra. Oggi alcuni operai mi hanno detto che sono così, che ho rubato voti alla Bresso. Io ho risposto che è la Bresso che ha rovinato noi, se non si fosse candidata avremmo preso tutti i suoi voti". E' uno dei passaggi dell'intervento di Beppe Grillo al festival Cinema ambiente, la rassegna che termina oggi a Torino. "Con le nostre liste - ha detto - alle scorse regionali abbiamo fatto il miracolo, abbiamo preso 50 consiglieri in tutta Italia spendendo 40mila euro, 8 cent a voto. Il mio non è un partito ma un movimento, non saremo mai partito nè faremo alleanze. Daremo solo sostegno a movimenti come quello dell'acqua pubblica". Il comico genovese che ha fondato il Movimento cinque stelle questo pomeriggio al cinema Massimo ha toccato tutti i must delle sue "esibizioni". Dal nucleare, che "non serve a nulla, è solo una scusa per fare quello militare", alla Torino-Lione. "Non serve - ha ribadito - e comunque andremo in valle quando partiranno i sondaggi, noi siamo sempre stati vicini a loro. Hanno dato un esempio clamoroso, quando i cittadini dicono no, una cosa non si fa". E ha chiuso con una presa di posizione sul tema dell'età pensionabile: "Non è giusto 65 anni per tutti - ha detto acclamato dalla folla - dipende dalla categorie, un operaio ha un'aspettativa di vita inferiore rispetto a quella di un imprenditore".

Rai/ Domani parla Santoro, ancora buio sui palinsesti

Attesa sul caso Saviano. Masi presenta piano industriale.
Roma, 6 giu. (Apcom) - Domani è il giorno della verità per Michele Santoro: se ha tenuto in serbo qualcosa dopo le durissime polemiche delle scorse settimane sul suo ipotizzato addio alla Rai, avrà modo di comunicarlo con la conferenza stampa di fine stagione televisiva convocata a viale Mazzini. Nei palinsesti autunnali, la cui bozza più o meno segreta, ancora nelle mani del direttore generale Mauro Masi, dovrebbe approdare nel Consiglio di amministrazione di martedì prossimo, Annozero a quanto pare non figura, ma la vicenda non è certo conclusa. Per Masi domani è ancora una giornata calda: dopo aver incontrato venerdì scorso i sindacati Rai dei giornalisti (Usigrai) e dei dirigenti (Adrai), il dg ha in programma la presentazione del piano industriale (che prevede fra le altre cose incentivi all'esodo per centinaia di dipendenti) ai sindacati delle altre categorie interessate. E l'Usigrai ha convocato a Saxa Rubra l'assemblea dei giornalisti sul tema. Ma a tenere banco, anche nel convegno sulla qualità Rai cui Masi parteciperà assieme al presidente della tv pubblica Paolo Garimberti e al viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, sarà probabilmente ancora il caso Saviano, la cui trasmissione autunnale su Raitre è ancora in bilico, dopo le voci sulle pressioni del vertice per un suo ridimensionamento.
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http://www.apcom.net/newspolitica/20100606_200838_3ff80ff_90073.shtml

Idv/ Dipietristi nella bufera, scontro con Pdl e Udc

Roma, 6 giu. (Apcom) - L'Italia dei Valori epicentro di una giornata di polemiche, sulla manovra economica e lo sciopero dei magistrati ma anche sul suo leader Antonio Di Pietro, uno "sciacallo" secondo il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. A dare il via alle polemiche è il presidente dell'Idv che risponde in una lunga lettera al Corriere della sera ad un articolo su sue presunte "ambiguità e silenzi" a proposito della sua storia personale. Casini commenta: "Di Pietro è uno sciacallo che costruisce la sua fortuna politica sulle disgrazie del Paese". Il botta e risposta dura una giornata intera: il presidente dei senatori Idv Felice Belisario accusa Casini di "doppiopesismo," e replica: "Se essere unica forza di opposizione in questo paese significa fare opera di sciacallaggio allora ne siamo fieri". L'eurodeputato Luigi de Magistris ricorda a Casini che "senza Cuffaro non siederebbe in Parlamento" e lo accusa di coltivare la "strategia dei due forni", che a suo guidizio "consiste nella viltà di non scegliere da che parte stare".
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http://www.apcom.net/newspolitica/20100606_203701_3ede439_90076.shtml

Domenicate

compiaciamoci

Emergency 'spara' sulle crocerossine La Cri: "Rispetti chi si dona al volontariato

Cecilia Strada su Facebook ironizza sulla sfilata dell'intermiera che piace tanto a Berlusconi, attirandosi la risposta indignata del presidente Rocca e del ministro La Russa.
ROMA, 6 giugno 2010 - Altre polemiche dopo la sfilata del 2 giugno, con la crocerossina che è tanto piaciuta al premier. Nel profilo Facebook di Cecilia Strada, la figlia del fondatore di Emergency, è apparso un post avvelenato nei confronti della crocerossina dal leggiadro portamento. "Ieri ho provato ad immaginare le meravigliose infermiere di Emergency che marciano alla parata militare - scrive la Strada - Niente da fare, non ho abbastanza fantasia". Apriti cielo: contro il post è insorto il presidente della Cri, Francesco Rocca: "Che squallida ironia! Dovrebbe ricordarsi (la Strada) e ricordare il lavoro quotidiano di chi allevia le sofferenze dei più vulnerabili e dovrebbe rispettare chi dona la propria vita al volontariato e al prossimo, in silenzio, fuori dalle polemiche e dal clamore politico, senza distinzioni di colore, razza o bandiera". E il ministro della Difesa La Russa s’è associato, rincarando la dose. Il polverone ha indotto Cecilia Strada a precisare che si è trattato solo di "un terribile equivoco". Insomma, lei non ce l'aveva con le crocerossine ma con un articolo "imbarazzante e offensivo della dignità del lavoro delle crocerossine" in quanto "parla delle infermiere solo per via dell'entusiasmo di Berlusconi".
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2010/06/06/341717-emergency_spara.shtml

Il centrodestra: tagli alla gente e doppie poltrone

Per carità, la manovra è indispensabile. Sacrifici per tutti. Quasi tutti: statali, pensionati, la scuola, la sanità, i servizi pubblici locali. Però, grazie al governo di centrodestra, al PdL e alla Lega nord, finalmente pagano anche i papaveri, i tromboni, la casta. Certo, poi si scopre che i tagli per i costi della politica, le indennità per ministri e parlamentari, nella manovra valgono poche migliaia di euro. Ma che importa? Basta il pensiero. Poi scopri anche che Roberto Cota, neo governatore leghista del Piemonte e il suo vice Roberto Rosso, PdL, non hanno ancora presentato le dimissioni da parlamentare. Pazienza, pensi: su di loro pende un ricorso al Tar e vogliono aspettare di vedere che succede. Poi però ti ricordi che gli resterebbe sempre lo stipendio da consigliere regionale. Poi pensi che ci sono anche Sandro Biasotti (deputato Pdl e consigliere in Liguria), Gianluca Buonanno (deputato-consigliere leghista in Piemonte), Edoardo Rixi (Lega, Veneto), Marino Zorzato (vicepresidente Pdl della Regione Veneto), e Marcello Taglialatela (assessore Pdl all’urbanistica in Campania). Anche loro senza alcuna fretta di scegliere tra l’incarico di parlamentare e quello di consigliere regionale. Mara Carfagna poi di incarichi (e stipendi) ne ha 3: ministro, parlamentare e consigliere regionale. Finora non ha scelto per “motivi tecnici”, dice il suo portavoce. Alessandra Mussolini, invece, parlamentare e neo consigliere in Campania, è attanagliata dal dubbio: “Che faccio? Se mi dimetto subito non prendo l’indennità e non posso darla alle case famiglia a cui la sto devolvendo. Le maestre mi dicono che proprio adesso che arriva l’estate i bambini ne hanno più bisogno, se mi dimetto subito, non ce l’avranno”. Resisti, Alessandra, non puoi mica morire di fame: siamo tutti con te.
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http://www.giornalettismo.com/archives/66131/centrodestra-sacrifici-scuola/

Il Pd e il Gratta e Vinci pericoloso come le sigarette

Colomba Mongiello, senatrice del Partito Democratico, presenta un disegno di legge che renda obbligatori sui cartoncini delle lotterie messaggi che avvertano i consumatori dei pericoli che si corrono giocando. Il tagliando del gratta e vinci come il pacchetto di sigarette? Sì, i pericoli sono di differente natura, ma di eguale gravità; ecco perchè si rende necessario rendere evidenti le avvertenze sui rischi della dipendenza dal gioco d’azzardo, per le tasche soprattutto, ma anche per la salute. E’ questo quello che chiede il Pd che a palazzo Madama ha presentato un disegno di legge, prima firmataria la senatrice Colomba Mongiello, per l’etichettatura dei biglietti delle lotterie istantanee sulla falsariga di quanto già avviene da qualche tempo con i pacchetti di sigarette. Così, sui biglietti plastificati che alimentano i sogni milionari di moltissimi italiani, comparirebbero messaggi un pò minacciosi ma salutari per evitare che ci si possa rovinare nella speranza di grattare il numero giusto, ecco alcuni esempi: ‘”il gioco provoca dipendenza“, “‘il gioco eccessivo può ridurti in povertà“, “questo gioco può nuocere alla tua salute“, “proteggi la tua famiglia, non giocare in modo eccessivo“, per arrivare a “‘il tuo medico può aiutarti a smettere di giocare” ‘il gioco crea un’elevata dipendenza, non eccedere“.
Continua ...
http://www.giornalettismo.com/archives/66151/gratta-vinci-pericoloso-sigarette/

Gb: Cameron, "Di fronte a noi anni di sacrifici"

LONDRA - La Gran Bretagna va incontro ad "anni di sacrifici". A dirlo, il neo premier conservatore David Cameron in un'intervista al Sunday Times. Sacrifici necessari, secondo Cameron, per "permettere di ridurre il deficit pubblico e il peso 'enorme' del debito". (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Cameron-fronte-anni-sacrifici/06-06-2010/1-A_000109844.shtml

Camminare sull'acqua in un pallone? In India si può

Scuola/Da domani primi scrutini con insidia sciopero contro tagli

Roma, 6 giu. (Apcom) - Prende il via domani lo sciopero degli scrutini indetto dai sindacati di base e dalle associazioni dei docenti precari per protestare contro i tagli agli organic e alle risorse, oltre che per dire no alla manovra finanziaria che prevede il blocco del rinnovo contrattuale e degli scatti stipendiali legati all'anzianità di servizio: Cobas, Unicobas, Cub, Usi-Ait (con modalità limitate) e Coordinamento precari scuola hanno messo in piedi un calendario che prevede l'astensione dei lavoratori, comunque al massimo per due giorni, sulla base delle diverse date di fine anno scolastico stabilite dalle regioni. Domani e dopodomani si comincia con gli scrutini di fine anno previsti in Emilia-Romagna, Calabria e la Provincia di Trento. Si prosegue il 10 ed 11 giugno nelle Marche, Puglia e Veneto; l'11 e 12 toccherà ai docenti della Sardegna e dell'Umbria; il 14 e 15 giugno nella provincia di Bolzano ed in tutte le altre regioni. Lo sciopero si presenta ricco di incognite, soprattutto per i limiti imposti dalla normativa scolastica vigente, sottoscritta dai sindacati più rappresentativi nel 1990: ogni docente non può prima di tutto astenersi dai consigli di classe di fine anno per oltre due giorni.
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M.O./ Gaza, Iran: pronti a scortare flottiglia umanitaria

Teheran, 6 giu. (Apcom) - I Guardiani della rivoluzione, la forza d'elite del regime iraniano, sono pronti a scortare le navi umanitarie dirette verso la Striscia di Gaza, se l'ayatollah Ali Khamenei darà l'ordine. Lo ha detto oggi una fonte vicina alla guida suprema dell'Iran. (fonte Afp) http://www.apcom.net/newsesteri/20100606_164404_38a167d_90061.shtml

La Merkel taglia 15 mila statali

Drastico colpo di scure del governo di Angela Merkel per risanare le finanze, con il taglio di 15mila posti nel pubblico impiego fino al 2014, per un risparmio di almeno 800 milioni di euro all’anno. Lo anticipa il settimanale Der Spiegel a poche ore dalla riunione governativa alla Cancelleria alle 14, in cui oggi e domani verranno messe a punto le misure della manovra per far risparmiare ai conti pubblici 10 miliardi di euro all’anno fino al 2014. Addio anche alla ricostruzione del Castello del Kaiser, sull’area in cui sorgeva il «Palast der Republik», costruito nel 1976 da Erich Honecker e finito di abbattere nel 2008. Per risparmiare i 400 milioni destinati al «Berliner Stadtschloss», il progetto dell’architetto italiano Franco Stella rimarrà nel cassetto fino a quando le finanze dello Stato non ne permetteranno la realizzazione.
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http://lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201006articoli/55691girata.asp

Costruiscono castelli con la sabbia asciutta - di EUGENIO SCALFARI

I MERCATI giocano al rimpiattino con i debiti sovrani, con l'euro e con le Borse; l'Europa e gli Stati dell'Unione rispondono come possono. Ma è un rimpiattino o un gioco a moscacieca? Romano Prodi, nel suo articolo di ieri sul "Messaggero" pone una domanda analoga e propende per la moscacieca per quanto riguarda l'Europa. Temo che abbia ragione. Fino a quando l'Unione, e soprattutto i Quindici dell'euro-zona, non si saranno dati un governo unitario dell'economia e della fiscalità, la moscacieca continuerà con effetti inefficaci. Le Borse e l'euro resteranno sotto il tiro dei mercati, i risparmiatori sposteranno i loro capitali verso i titoli sovrani degli Stati più forti, in particolare verso i "bund" della Bundesbank, che danno ormai rendimenti vicini allo zero, e verso i titoli del Tesoro americano. Le manovre dei singoli Stati europei per stabilizzare i rispettivi debiti erano necessarie ma il loro effetto complessivo non può che essere depressivo: i tagli alla spesa decurtano il potere d'acquisto, le aspettative tendono al ribasso, le obbligazioni emesse dalle imprese e dalle banche soffrono la concorrenza con le emissioni degli Stati più solidi, la modesta ripresa produttiva non produce nuova occupazione né nuovi investimenti. La crescita sarà lenta e contrastata. Obama stanzia altri cento miliardi di dollari per combattere il trend negativo ma in Europa non avviene niente di simile.
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http://www.repubblica.it/economia/2010/06/06/news/costruiscono_castelli_con_la_sabbia_asciutta-4610442/

Intercettazioni, i nuovi dubbi del Colle - Nel mirino il comma-Ghedini sugli ascolti

ROMA - Ghedini lo inventa. Ghedini lo lancia. Via Arenula dice di sì. E il Quirinale già storce il naso. Annusa aria di irragionevolezza. Vede i presupposti per mettere in crisi le indagini. Giusto a partire da quelle sui colletti bianchi dove assai spesso ci sono molte utenze sotto controllo. Come una maledizione, quella della blocca processi e del processo breve, la storia delle leggi sbagliate si ripete. L'avvocato del premier Niccolò Ghedini le pensa, le impone, ma il loro destino s'infrange sullo scoglio di Napolitano. Sotto la lente d'ingrandimento del Colle finisce stavolta l'ultima invenzione di casa Pdl, la regola di prorogare di 48 ore in 48 ore le intercettazioni finite sotto la tagliola dei 75 giorni scaduti. Regola che, si badi bene, riguarderà anche le inchieste in corso, in quanto la norma transitoria continua a prevedere che la legge in toto non si applica alle indagini già avviate, ma la questione dei 75 giorni sì. All'Anm, riunita per decidere lo sciopero contro il taglio degli stipendi, i magistrati dicevano: previsione normativa "defatigante"; destinata a provocare conseguenze "paradossali"; studiata apposta "per bloccare le indagini"; "irragionevole perché impedisce d'esercitare appieno l'azione penale".
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http://www.repubblica.it/politica/2010/06/06/news/intercettazioni_i_nuovi_dubbi_del_colle_nel_mirino_il_comma-ghedini_sugli_ascolti-4610444/

Quelle cene tra Anemone e il generale

Poletti sarà sentito dai pm: a lui fu chiesto aiuto dopo le prime perquisizioni. Il nome dell'alto ufficiale della Guardia di Finanza già apparso nella lista del costruttore.
PERUGIA - Sono le 10.53 del 14 ottobre 2008, la perquisizione della Guardia di finanza negli uffici di Diego Anemone e suo fratello Daniele è in corso dall'inizio della mattinata. L'imprenditore, avvertito alla Maddalena dove è volato per seguire i lavori del G8, parla in codice al telefono con il suo amico imprenditore, Piero Murino. In maniera concitata gli chiede di fare intervenire un alto ufficiale delle Fiamme gialle per bloccare gli uomini della tributaria che hanno appena sequestrato l'ormai noto libro mastro, la lista con 412 nomi finiti agli atti dell'inchiesta di Perugia. E in quella richiesta d'intervento urgente, Anemone dice al suo interlocutore di attivare subito "il commensale", l'uomo in divisa con cui lui e Murino hanno cenato la sera prima.Per mesi gli inquirenti hanno cercato di dare una risposta ad alcuni interrogativi: chi era il terzo uomo di quella cena? Perché quell'incontro nella saletta riservata di un ristorante romano? E cosa successe effettivamente: furono stretti accordi di rilievo per le indagini? E se sì, quali? Ora, almeno alla prima di queste domande è stata trovata una risposta. Il terzo uomo sarebbe stato individuato. Il nome che circola è quello del generale Paolo Poletti, ex capo di stato maggiore delle Fiamme gialle, attualmente vicedirettore dell'Aisi, il servizio segreto civile, ex Sisde.
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http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/06/news/quelle_cene_tra_anemone_e_il_generale-4610814/

Sulla Rachel Corrie ferito un giornalista

Indonesiano, ventottenne, è stato raggiunto da un colpo d'arma da fuoco al torace. Le sue condizioni non sono gravi. Espulsi sette dei 19 attivisti della nave irlandese.
GAZA - Le autorità israeliane hanno espulso attraverso il valico di Allenby in Cisgiordania sette delle 19 persone a bordo della nave iralndese Rachel Corrie. Si tratta di un cubano e di sei attivisti malesi, incluso il parlamentare Mohd Nizar Zakaria, due reporter della rete TV3, e tre membri dello staff dell'organizzazione Perdana Global Peace. Tra gli espulsi anche il giornalista indonesiano,Surya Fachrizal, 28 anni, l'unico rimasto ferito nell'abbordaggio da "un colpo di pistola nella parte destra superiore del torace". Gli altri 11, tra cui 5 iralndesi, dovrebbero prendere un volo dall'aeroport Ben Gurion di Tel Aviv.Intanto ieri sera alcune migliaia di pacifisti israeliani hanno manifestato a Tel Aviv contro il governo per gli attacchi lanciati in acque internazionali contro la "Rachel Corrie" e le altre navi della "Freedom flotilla". Il corteo, guidato due deputati comunisti, Muhammad Barakeh e Dov Khenin, è partito da Rabin Square e si è concluso davanti al museo, riporta l'agenzia stampa Nena news.Momenti di tensione si sono vissuti quando una granata fumogena è stata lanciata da militanti dell'estrema destra contro il corteo nei pressi del museo, senza causare vittime.
http://www.repubblica.it/esteri/2010/06/06/news/sulla_rachel_corrie_ferito_un_giornalista-4613603/

Cicchitto, la Boniver, Sacconi, Scajola: la Lega fa i nomi degli impresentabili PdL

Sarà pure un “troglodita”, ma i nomi li conosce benissimo. Francesco Speroni, europarlamentare leghista della prima ora e vicinissimo al caro Bossi, elenca in un’intervista al Fatto Quotidiano una serie di personalità che, a suo dire, fanno del Popolo della Libertà “un bordello”. Ovvero, tutti gli ex-socialisti responsabili, con Craxi, della situazione di difficoltà economica in cui ci troviamo ora. “Mi mette un po’ a disagio collaborare con chi era nostro avversario”, dice Speroni citando poi Margherita Boniver, il ministro Sacconi, l’ormai ex Scajola e l’onnipresente Cicchitto, e ricordandone il passato socialista in quel partito poi spazzato via da Tangentopoli con la Lega prontissima a cavalcarne la protesta. E infine da Speroni arriva anche la chiusura a qualsiasi allargamento della coalizione: “Oggi è peggio. Non mi piace l’invito di Berlusconi a esperti di giravolte politiche a entrare nella coalizione. Penso a Rutelli, che ha cambiato almeno 5 partiti. E poi a Casini, che è il peggiore di tutti”.
http://www.giornalettismo.com/archives/66147/cicchitto-boniver-sacconi-scajola/

Tremonti, una manovra da riscrivere

Il decreto legge sulla correzione dei conti pubblici è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e si può finalmente valutare se è quello che serve all’Italia, dal punto di vista del rigore e dello sviluppo. Purtroppo, le perplessità iniziali, si confermano. Anzi, si rafforzano Le prime impressioni sulla manovra di Giulio Tremonti sono state espresse qui. Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, nelle sue Considerazioni finali ha parlato di manovra “inevitabile”. Tremonti, vestendo i panni del rigorista, ha invocato le lacrime e sangue, parlando di una “manovra dura ma necessaria”. La manovra vale 24,965 miliardi di euro per il biennio 2011-2012: quantitativamente abbiamo visto di peggio. Ma è dall’analisi di dettaglio, grazie ai documenti presentati in Senato, che le carte si scoprono, e i dubbi crescono.
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http://www.giornalettismo.com/archives/65655/tremonti-manovra-riscrivere/

«Dalla laurea agli appartamenti In queste carte la mia verità»

Di Pietro: mai fatto uso privato dei soldi del partito.
Caro Direttore, il Corriere della Sera di ieri, con un articolo in prima pagina a firma Marco Imarisio, ha adombrato il sospetto di miei «silenzi ed ambiguità» riguardo la mia storia personale. Vorrei rispondere ai rilievi mossi, documentando punto per punto. Mi scuso, innanzitutto e preliminarmente, per la pignoleria e per la montagna di carte processuali a cui faccio riferimento e che le invio.
Ma — mi creda — ad un persona come me — invisa a molti e con pochi strumenti di informazione a disposizione — non rimaneva e non rimane altra scelta che ricorrere alla Giustizia per vedere riaffermata, nero su bianco, la verità rispetto alle mille menzogne che sono state scritte sul mio conto in tutti questi anni. E veniamo al merito dell’articolo:
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http://www.corriere.it/politica/10_giugno_06/imarisio-lettera-di-pietro_955878d8-713c-11df-82e2-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano

Caso Marrazzo: Natali', "Non ho paura"

ROMA - Natali', trans coinvolto nello scandalo Marrazzo, racconta alcuni particolari dell'aggressione della scorsa notte. Ricoverato all'ospedale Villa San Pietro ha raccontato al suo avvocato che il suo aggressore ha cercato di colpirlo prima con una barra di ferro e poi con un bastone. Ha dichiarato: ''Non ho paura, ma adesso voglio capire cosa e' successo''. (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Caso-Marrazzo-Natali-Non-paura/05-06-2010/1-A_000109707.shtml

La crocerossina che ha «colpito» il premier

ROMA — Alta, elegante, viso luminoso. L'infermiera statuaria che ha strappato l’apprezzamento del premier e delle alte cariche sul palco durante la parata del 2 giugno è un’ufficiale della Croce Rossa. Diplomata infermiera volontaria del Corpo fondato nel 1908 e «selezionata dopo dieci giorni di addestramento» in caserma, così come solitamente accade con le crocerossine che partecipano alla Festa della Repubblica. E che si esercitano lungamente per la prestigiosa occasione. In questo caso, però, la consorella è stata scelta per guidare la compagnia di volontarie di scorta alla bandiera della Repubblica italiana. Su di lei, riserbo assoluto da parte della Croce Rossa. Restano le immagini che fotografano il suo passaggio davanti al palco delle autorità e il visibile apprezzamento del premier, Silvio Berlusconi (guarda). Apprezzamento accompagnato, racconta chi c’era, da un’entusiastica valutazione espressa anche verbalmente: sebbene non abbia ancora delicate missioni al suo attivo, i vertici della Croce Rossa l’hanno scelta per il portamento «che esprime dignità, decoro e senso di appartenenza». Il corso di crocerossina, va ricordato, equivale a due anni di accademia militare. Piccola nota di conforto per il pubblico femminile che l’abbia notata in una delle foto simbolo della parata: la signora ha già compiuto quarantasei anni.

Tangenti: arrestato dipendente della Regione Lombardia

BERGAMO - Arrestato per concussione un dipendente della Sezione territoriale di Bergamo della Regione Lombardia. E' sospettato di aver intascato una mazzetta da tremila euro da un imprenditore. L'uomo e' stato sorpreso dai finanzieri mentre riceveva una busta con i soldi in un bar del centro di Bergamo. (RCD) http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Tangenti-arrestato-dipendente-della-Regione-Lombardia/06-06-2010/1-A_000109744.shtml

Afghanistan: kamikaze contro Nato, nove civili feriti

KABUL - Almeno nove civili sono rimasti feriti in un attentato suicida contro un convoglio Nato a Jalalabad, nella provincia di Nangahar, nell'Afghanistan orientale. Lo riferisce l'agenzia cinese Xinhua. (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Afghanistan-kamikaze-Nato-nove-civili-feriti/06-06-2010/1-A_000109804.shtml

I silenzi e le ambiguità dell’onorevole Di Pietro

Dalla laurea agli immobili: le voci (a volte senza risposta) sul leader Idv.
Non è vero che la stampa sia sempre cattiva con lui. Lo scorso 17 maggio Antonio Di Pietro era uscito dalla procura di Firenze dirigendosi con piglio sicuro verso piazza della Repubblica, dove troneggiava e fumava un finto reattore nucleare di cartapesta, propedeutico alla raccolta di firme dell’Italia dei valori per un referendum sul tema. Tra applausi, cori e foto ricordo con i suoi sostenitori, l’ex pubblico ministero si era definito un «teste d’accusa». Di Pietro disse che aveva spontaneamente scelto di mettere a disposizione degli ex colleghi la sua esperienza di investigatore. I magistrati che seguono l’inchiesta sugli appalti per le Grandi Opere l’avevano convocato come persona informata sui fatti, invece, con tanto di apposito decreto di notifica. C’è differenza. Quel giorno il dettaglio era diventato una nota a margine, le cose che contano in fondo sono altre. Un peccato veniale. Giocare con le parole, dire e non dire, abbellire la realtà, è tutto lecito. Solo che spesso Antonio Di Pietro trasforma le sue piccole furbizie in metodo. Non risponde, non del tutto almeno, oppure parla d’altro, evocando complotti e mandanti occulti. Altre volte, semplicemente, tace. E non si accorge che così facendo fa il gioco dei suoi detrattori, una legione sempre più numerosa. Vecchia storia, questa delle sparate che si mischiano a silenzi e a repliche invece puntuali. Ancora attuale, però. L’approccio mediatico rimane invariato nel corso del tempo, e non accenna a migliorare, dando così un indubbio contributo alla genesi di leggende metropolitane che riguardano anche su dettagli non proprio fondamentali nella complessa biografia dell’onorevole. Ad anni alterni torna fuori, tra dubbi e ironie, il suo personale tour de force per laurearsi in Legge alla Statale di Milano. La tesi venne discussa nel 1978, il giovane Di Pietro ci arrivò sostenendo 22 esami in 32 mesi, compresi «mattoni» quali diritto privato, pubblico, amministrativo. L’istituto di presidenza della facoltà confermò a suo tempo che tutto era in regola. Ma le illazioni, falsità di vario genere, sono proseguite, nel silenzio del diretto interessato, al quale basterebbe poco per mettere a cuccia i detrattori.
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http://www.corriere.it/politica/10_giugno_05/imarisio-silenzi-ambiguita-onorevole-dipietro_7b708f94-7080-11df-aae4-00144f02aabe.shtml

Euro/ Previsione in GB: Moneta unica "morta entro cinque anni"

Roma, 6 giu. (Apcom) - D'Oltremanica, è noto, non si perde occasione per sparare a zero sull'Euro. Così oggi il Sunday Telegraph annuncia: "Fra cinque anni l'euro sarà morto". E' il risultato di un'inchiesta condotta dal quotidiano britannico tra i 25 più autorevoli economisti della City. Dodici di loro si dicono convinti che a moneta unica europea non sopravviverà nella sua attuale composizione ai prossimi cinque anni, vale a dire alla fine della legislatura appena avviata in Gran Bretagna. Otto credono il contrario, cinque sono incerti. Un anno fa, rammenta il Telegraph, solo una manciata di pezzi grossi della City avrebbe predetto la morte dell'Euro. Ma la crisi in Grecia, Spagna e Portogallo e la stessa ammissione del cancelliere tedesco Angela Merkel che la moneta unica stia attraversando "una crisi esistenziale" hanno fatto spostare radicalmente la bilancia. Le possibilità che l'euro sopravviva con l'attuale numero di mebri "sono prossime allo zero" secondo Andrew Lilico, presidente del think--thank Policy Exchange; e secondo Douglas McWilliams la moneta unica potrebbe addirittura "non arrivare alla prossima settimana".
http://www.apcom.net/newsesteri/20100606_123102_4a9c1d5_90044.shtml

USA - Cannabis terapeutica, a novembre referendum per legalizzarla

Gli uffici elettorali dell'Arizona hanno certificato e accolto un quesito referendario sulla legalizzazione del possesso e la distribuzione tramite centri autorizzati di marijuana a scopi terapeutici. Gli elettori dell'Arizona saranno chiamati ad esprimersi il prossimo novembre.Il referendum propositivo, se approvato, permetterà ai pazienti con un particolare permesso di ottenere cannabis legalmente in centri di distribuzione autorizzati dallo Stato. I pazienti che vivono a oltre 40 chilometri di distanza dal più vicino centro di distribuzione saranno autorizzati a coltivare la cannabis in casa propria.Qui il sito del comitato promotore.
http://www.aduc.it/notizia/cannabis+terapeutica+novembre+referendum_118280.php

INTERCETTATI SOLO COL PERMESSO DEL VESCOVO.

ROMA-ADISTA. Se un pubblico ministero intercetta un prete o un religioso deve avvisare immediatamente l’autorità ecclesiastica. Così stabilisce una norma presente nel cosiddetto disegno di legge intercettazioni, in discussione al Parlamento in queste settimane, sfuggita all’attenzione di quasi tutti i grandi mezzi di informazione, che amplia un privilegio di cui gli ecclesiastici già godevano. In precedenza, infatti, il superiore diocesano o religioso doveva essere informato dal pubblico ministero solo nel caso in cui fosse stata avviata “l’azione penale”, mentre ora il pm deve segnalare preventivamente alle autorità ecclesiastiche anche le eventuali intercettazioni nei confronti di un prete. Se si intercetta un prete diocesano o un religioso, quindi, il pubblico ministero deve subito informare il vescovo della diocesi di appartenenza; e se ad essere intercettato è un vescovo – “coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un ordinario di luogo equiparato a un vescovo diocesano, abate di un’abbazia territoriale” – “il pubblico ministero invia l’informazione al cardinale Segretario di Stato”, ovvero al card. Tarcisio Bertone. Bocciati tutti gli emendamenti dell’opposizione che puntavano a sopprimere questa norma. “Perché un privilegio del genere deve essere previsto solo per i cattolici?”, ha chiesto il senatore del Pd Vincenzo Vita. In questo modo “si crea una discriminazione importante sulla quale non siamo d’accordo”. Possibili effetti della norma. A Como, nel 2004, viene messo sotto inchiesta per pedofilia, don Mauro Stefanoni, parroco di Laglio. Il pm, secondo la legge, avvisa l’allora vescovo, mons. Alessandro Maggiolini, che poi tramite due suoi stretti collaboratori – mons. Enrico Bedetti, oggi presidente dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Como, e mons. Oscar Cantoni, attuale vescovo di Crema – a sua volta informa don Stefanoni di stare attento perché la Procura della Repubblica sta indagando su di lui. Il pm se ne accorge e incrimina per favoreggiamento Maggiolini che nel settembre 2008 viene chiamato in tribunale a rispondere delle accuse. A novembre dello stesso anno il vescovo muore e il suo procedimento viene archiviato. Per Bedetti e Cantoni viene chiesta l’archiviazione perché avrebbero solo obbedito alle istruzioni ricevute dal vescovo. Don Stefanoni invece viene condannato a 8 anni per abusi sessuali nei confronti di un minore disabile proprio grazie alle numerose intercettazioni telefoniche – effettuate prima di aver informato Maggiolini – che lo inchiodavano. Con la nuova legge, probabilmente, l’avrebbe fatta franca dal momento che il vescovo lo avrebbe messo in guardia prima ancora che le intercettazioni telefoniche fossero avviate.
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http://www.adistaonline.it/?op=articolo&id=47329&PHPSESSID=1c1b7a19b97c4e0e0100e0d89f625940