sabato 12 febbraio 2011

Ecco la molecola dell'ottimismo Se non c'è l'umore va giù

Uno studio dell’Università del Michigan rivela che chi ha bassi livelli di neuropeptide Y ha una predisposizione 'genetica' al pessimismo e risponde male allo stress

Roma, 11 febbraio 2011 - Più fragili nei confronti dello stress e con la tendenza a vedere tutto nero. La chiave sarebbe in una molecola, il neuropeptide Y. Secondo uno studio dell’Università del Michigan, negli Usa, chi ha bassi livelli di questo neurotrasmettitore ha una predisposizione "genetica" al pessimismo, enfatizza le emozioni negative, risponde male allo stress e va incontro più facilmente alla depressione.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Archives of General Psychiatry, è stata condotta su un gruppo di volontari ai quali i ricercatori hanno iniettato una soluzione salina nei muscoli della mandibola. L’effetto è un dolore che svanisce dopo 20 minuti.

I soggetti che avevano i livelli più bassi del neuropeptide hanno avvertito il dolore in anticipo e hanno lamentato gli effetti più a lungo, a differenza di chi mostrava livelli della molecola dell’ottimismo più elevati.

Per Jon-Kar Zubieta la strada genetica è quella giusta: "Abbiamo identificato un biomarker che è legato ad un aumento del rischio di depressione maggiore".

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Svizzera, troppi suicidi: cittadini al voto per una 'stretta" sul possesso di armi

Raccolte oltre 100mila firme: per i promotori dell'iniziativa diminuendo il numero di armi da fuoco in circolazione si riduce anche il numero delle vittime. Contrari governo e maggioranza.

Roma, 12 febbraio 2011 - Per ridurre il numero dei suicidi e degli omicidi in Svizzera è stato proposto di rendere obbligatoria la custodia delle armi d’ordinanza militari negli arsenali e di istituire un registro nazionale delle armi. I cittadini svizzeri voteranno domani sull’iniziativa “Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi”.

La Svizzera è uno dei paesi con la più alta proporzione di armi da fuoco in mano a privati cittadini, ricorda il sito online di Swissinfo: sicuramente oltre i due milioni, per un paese che conta circa 7,7 milioni di abitanti.

La tradizione militare elvetica fa lievitare le cifre: l’arma d’ordinanza, infatti, fa parte dell’equipaggiamento personale che i membri dell’esercito svizzero devono custodire quando sono fuori dal servizio. E una volta prosciolti dall’obbligo di prestare servizio, i militi generalmente possono tenere la propria arma.

Nonostante la grande diffusione di armi, la Svizzera non è un paese con un alto tasso di criminalità, ha però un elevato tasso di suicidi. Secondo i dati più recenti forniti dall’Ufficio federale di statistica, nel 2008, su un totale di 1.313 suicidi, 239 (18,2%) sono stati compiuti con un’arma da fuoco. Nello stesso anno, vi sono stati altri 20 morti uccisi, intenzionalmente o accidentalmente, con un’arma da fuoco. La statistica non precisa in quanti casi è stata utilizzata un’arma dell’esercito.

La proposta, con oltre 100mila firme a suo sostegno, è osteggiata da governo e dalla maggioranza in parlamento. Per i fautori dell’iniziativa, diminuendo il numero di armi da fuoco in circolazione si riduce anche il numero delle vittime.

Gli oppositori replicano che violenza domestica e suicidi non sono dovuti al possesso di un’arma e ricordano che dall’inizio del 2010, chi vuole può già depositare l’arma d’ordinanza militare all’arsenale.

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Il Popolo Viola con pentole e coperchi "Dopo Mubarak, Silvio Berlusconi'

la manifestazione si è svolta a poche centinaia di metri da Palazzo Grazioli, abitazione privata del premier.

Roma, 12 febbraio 2011 - Qualche centinaio di contestatori del presidente del Consiglio si sono radunati questo pomeriggio a piazza Santi Apostoli per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. Manifestazioni organizzate in 35 piazza in Italia e nel mondo. Chiamati a raccolta dal popolo Viola nella Capitale, come in altre 28 città italiane e sei estere, i manifestanti, armati di pentole, coperchi e mestoli hanno dato vita a un rumoroso 'cacerolazo', una forma di protesta resa famosa a livello internazionale nel 2001 dalla rivolta argentina contro il blocco dei conti bancari.

I manifestanti hanno inalberato cartelli con il volto di Berlusconi dietro le sbarre o con la scritta 'Berlusconi indegno'; c’è anche un manifestante che ostenta una scritta: 'Il vostro mito è Ruby, il nostro è Ilda', con riferimento alla pm milanese Boccassini. Tra gli slogan più gettonati, 'Giù le mani dai pm', '10,100, 1000 Borsellino', 'Dopo Mubarak, Silvio Berlusconi', 'Giù le mani da Napolitano'.

La manifestazione si è tenuta a poche centinaia di metri da Palazzo Grazioli, abitazione privata del premier, ma un cordone di transenne e il servizio d'ordine disposto dai carabinieri attorno al settore della piazza occupato dai manifestanti, per ora sembrano tenere i contestatori lontani dalla tentazione di portare la protesta sotto le finestre di casa Berlusconi.

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Napolitano insiste: c'è preoccupazione, basta tensioni o la legislazione è a rischio

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

ROMA - Nell'incontro di ieri con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il presidente della Repubblica «ha insistito su motivi di preoccupazione, che debbono essere comuni, sull'asprezza raggiunta dai contrasti istituzionali e politici, e sulla necessità di un sforzo di contenimento delle attuali tensioni in assenza del quale sarebbe a rischio la stessa continuità della legislatura»: è quanto si legge in una nota diffusa oggi dal Quirinale.
«Di un incontro istituzionale ovviamente riservato - si legge ancora nella nota - come quello tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio, svoltosi ieri pomeriggio al Quirinale, sono state date sulla stampa legittime libere interpretazioni e in qualche caso anche ricostruzioni fantasiose perfino con frasi virgolettate in effetti mai pronunciate da nessuno dei due interlocutori. Si è data particolare attenzione a quella che sarebbe stata la "temperatura" del colloquio che ha in effetti visto il serio confronto tra rispettivi punti di vista e argomenti. Il presidente della Repubblica ha insistito su motivi di preoccupazione, che debbono essere comuni, sull'asprezza raggiunta dai contrasti istituzionali e politici, e sulla necessità di un sforzo di contenimento delle attuali tensioni in assenza del quale sarebbe a rischio la stessa continuità della legislatura. Si smentisce nettamente che sarebbero state evocate dal Presidente del Consiglio ipotesi di mobilitazioni e reazioni di piazza che si è escluso di aver voluto e voler sollecitare».

Per la stampa estera Silvio alle corde "L'ultima battaglia del Cavaliere"

Dal New York Times al Guardian al Telegraph, articoli e commenti su Berlusconi in declino. "Cameron non accetterebbe da lui un invito a cena". "Gli italiani non sembrano più disposti ad accettarlo"

LONDRA - Un'Italia che sembra arrivata al punto di dire "basta". Un premier da cui David Cameron "non accetterebbe un invito a cena". E un centrodestra che si prepara ad abbandonarlo, non appena sentirà "l'odore della fine". Sono le analisi e le previsioni della stampa internazionale sugli ultimi sviluppi del caso Berlusconi.
Il New York Times pubblica una lunga corrispondenza da Roma in cui nota che il presidente del Consiglio ha deciso di combattere innanzi tutto nell'arena mediatica quella che potrebbe essere "la sua ultima battaglia politica". Il quotidiano newyorchese riporta le critiche e la preoccupazioni suscitate dall'adunata dei direttori di testate televisive e di carta stampata, a cui Berlusconi ha dato nei giorni scorsi istruzioni per passare "dalla difesa all'attacco", osservando che "da 30 anni" il magnate di Mediaset "plasma l'opinione pubblica" attraverso le tivù e i giornali che possiede o che controlla.
Il Guardian, che venerdì aveva già pubblicato un durissimo editoriale di uno dei suoi columnist, con il quale invitata in sostanza l'Unione Europea a intervenire per richiamare Berlusconi all'ordine, oggi ha un commento non firmato, quindi espressione della direzione del giornale, nella pagina degli editoriali. "Fino ad ora gli italiani non hanno mai detto, perlomeno in numedro sufficiente, di averne abbastanza" di Berlusconi, afferma l'editoriale del quotidiano progressista britannico, "ma le cose potrebbero ora cambiare" dopo la richiesta di processare il premier per il Rubygate. Il Guardian paragona Berlusconi a "una volpe che sfugge ai cacciatori, riesce sempre a scappare, anche quando è giudicato colpevole, di solito allungando il procedimento legale fino a quando i termini" per condannarlo sono scaduti. Ma "quel che è fuor di dubbio" nel processo richiesto dai giudici milanesi "è che Berlusconi ha avuto troppo a che fare con troppe giovani donne di un certo tipo". Ciò che egli ha fatto "può essere o non essere illegale, ma è certamente di cattivo gusto, oltre a essere una enorme distrazione dai suoi compiti di governo".
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Calo dei preti in Europa: il Papa è preoccupato, la stampa è silenziosa

Il calo delle vocazioni al sacerdozio è una sfida per la Chiesa secondo Benedetto XVI

Netto calo dei preti in Europa e America del Nord, una contrazione molto marcata che è stata descritta come una sfida per la Chiesa dallo stesso Papa. Mentre il sacerdozio attrae più persone nei Continenti in via di Sviluppo, nell’Occidente la contrazione delle vocazioni è molto forte, e si accompagna ad un calo dei fedeli negli stessi Paesi. Il diverso andamento tra Paesi storicamente ad alta intensità cattolica e i nuovi è molto netto, tanto che la differenza tra la crescita globale ed il calo in Europa si trova intorno ai 10 punti percentuali. Una riduzione che ha trovato più eco nella stampa straniera che in quella di casa nostra. Perfino l’agenzia di notizie cattoliche dell’Austria ha titolato il suo pezzo sul netto arretramento dei sacerdoti in Europa, mentre in Italia l’enfasi era concentrata solo sulla crescita globale. Oggi perfino Fides, organo di informazione del Vaticano, ha titolato sull’esortazione del Papa che auspica maggiori vocazioni.

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http://www.giornalettismo.com/archives/113568/calo-dei-preti-in-europa-papa-preoccupato-stampa-silenziosa/

La manifestazione di Giuliano Ferrara, tra "antipuritani" e pestaggi

La manifestazione di Giuliano Ferrara, tra "antipuritani" e pestaggi

video esterno

ore 16:16 -

MILANO - Si è svolto oggi al Palaverme di Milano la manifestazione organizzata da Giuliano Ferrara, dal titolo "In mutande ma vivi". Pieno il piccolo palazzetto dello sport, in grado di ospitare 1500 persone, per un happening durato circa 4 ore. La parte del leone l'ha fatta ovviamente il direttore del Foglio. Con un discorso che è stato più o meno la fotocopia dell'intervista concessa pochi giorni fa da Silvio Berlusconi al suo giornale (cosa che dimostra quanto quell'intervista fosse autentica, ndr), Ferrara ha trasformato le indagini della Procura di Milano in una campagna puritana contro i "peccati" di Berlusconi. Ha di nuovo parlato di "golpe morale", di attacchi al premier, il tutto manipolato da Carlo De benedetti, proprietario di Repubblica e L'Espresso. E poi Ferrara ha detto: "E' stato un errore quello di Berlusconi, di telefonare alla Questura, ma ci hanno fatto sopra una battaglia puritana. E' stata una telefonata di cortesia. Ci è stato costruito addosso un romanzo per entrare nelle vite degli altri, e siccome ogni uomo ha un punto debole, e loro lo sanno, spiano e guardano dal buco della serratura. Cosa ne stiamo facendo del diritto, della privacy? Le ragazze si affollano intorno intorno a Berlusconi, perché lui è sorridente, sono cresciute col mito di quest'uomo che ha creato la tv e che è sempre generoso con tutti, quindi lo è stato anche con loro". En passant, anche la difesa d'ufficio per Bettino Craxi che "rubava per il partito, non per se stesso" (peccato che i miliardi sui conti esteri in Svizzera e in altri paradisi fiscali erano i suoi non del PSI). Incresciosi episodi all'esterno del Palaverme. Corrado Formigli, giornalista di Annozero, ha provato a fare qualche domanda al Ministro della Difesa Ignazio La Russa, presente alla manifestazione; quest'ultimo però, secondo quanto denunciato dal giornalista, prima gli ha pestato ripetutamente i piedi e poi ha chiamato la Polizia, accusando il giornalista di averlo preso a calci. I poliziotti hanno allontanato Formigli, gli hanno controllato i documenti e poi l'hanno costretto a restare fuori dalla manifestazione. Respinta anche Sara Giudice, la consigliera circoscrizionale del Pdl che ha raccolto 12 mila firme contro l'elezione di Nicole Minetti. Ha provato ad entrare per consegnare le firme prima a Giuliano Ferrara e poi al governatore della Lombardia Roberto Formigoni, ma è stato tutto inutile. Il servizio di sicurezza l'ha fatta allontanare. E lei si è spostata al Palarho, dove si sta svolgendo il congresso fondativo di Fli.

Caso Ruby: lite a Milano fra La Russa e inviato 'Annozero'

Milano, 12 feb. - (Adnkronos) - Lite fra il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e un giornalista di 'Annozero'. Alla manifestazione organizzata da Giuliano Ferrara a Milano a sostegno del presidente del Consiglio, il ministro stava parlando con alcuni giornalisti, quando Corrado Formigli, giornalista del programma di Michele Santoro, si e' lamentato che La Russa gli stava pestando i piedi. Ne e' nata una discussione e l'inviato e' stato allontanato e identificato.

G20: Parigi fissa summit per 3-4 novembre a Cannes

Parigi, 12 feb. (Adnkronos/Dpa)- Parigi ha annunciato oggi che il prossimo summit del G20 si terra' il 3-4 novembre a Cannes. Oltre ai paesi del gruppo del G20, che riunisce i paesi piu' industrializzati e le economie emergenti, la Francia ha deciso d'invitare altri cinque paesi: Spagna, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Singapore e Guinea equatoriale.

Yemen: scontri fra sostenitori presidente e oppositori

Sanaa, 12 feb. - (Adnkronos/Dpa) - Migliaia di sostenitori del presidente yemenita Ali Abdullah Saleh, armati di bastoni e coltelli, hanno attaccato oggi a Sanaa i dimostranti che celebravano la caduta di Mubarak in Egitto, dopo la cacciata di Ben Ali' dalla Tunisia. Almeno due manifestanti sono rimasti feriti. Circa 2mila oppositori hanno tentato di marciare verso piazza Tahrir nel centro di Sanaa, al grido di: "vattene tiranno", "Ali' finirai come Ben Ali'" e "Ali', sei il terzo della lista". Ma nella piazza, che porta lo stesso nome di quella al centro della rivoluzione egiziana, si erano riuniti almeno 5mila sostenitori del presidente. Il partito al potere del Congresso Generale del Popolo (Gpc) aveva eretto grandi tendoni per impedire sit in dell'opposizione e i suoi militanti hanno bloccato violentemente l'accesso alla piazza. La polizia ha cercato d'intervenire per separare i due campi, ma e' stata sopraffatta dai sostenitori di Saleh. Migliaia di persone sono scese nelle strade in diverse localita' dello Yemen per celebrare la caduta di Mubarak. Il governo yemenita si e' intanto limitato a commentare che "rispetta le scelte del popolo egiziano".

Immigrati: Finocchiaro, Maroni riferisca presto in Parlamento

Roma, 12 feb. (Adnkronos) - "Il ministro Maroni riferisca al piu' presto in Parlamento sullo stato di emergenza umanitaria che vede in queste ore un eccezionale sbarco di immigrati sulle coste italiane del Mediterraneo". Lo chiede la presidente del Gruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro, che aggiunge: "Dal momento che e' stato convocato il Cdm decretando immediatamente lo stato di emergenza umanitaria, vogliamo sapere come il governo intende affrontare questa grave situazione, con quali mezzi e risorse".

Egitto, militari: rispetteremo trattati siglati

Il Cairo, 12 feb. (Adnkronos/Ign) - "L'Egitto rispetterà i trattati regionali e internazionali" già siglati. E l'attuale governo egiziano "rimarrà in carica e svolgerà le sue funzioni fino alla nascita di un nuovo esecutivo", che dovrebbe prendere corpo dopo le elezioni presidenziali previste a settembre. Lo ha riferito il comunicato numero 4 delle forze armate egiziane, letto da un portavoce dell'Esercito, il cui intervento è stato trasmesso dalla tv 'al-Jazeera'.

All'indomani delle dimissioni del presidente Mubarak, dopo 18 giorni di proteste, e il passaggio dei poteri al Consiglio Supremo delle forze armate, i militari egiziani hanno iniziato a rimuovere le barricate dalle strade del Cairo, primo segno di un possibile ritorno alla normalità.

Dopo i festeggiamenti durati tutta la notte in Egitto, questa mattina migliaia di persone erano ancora in piazza Tahrir e hanno pregato tutte insieme.

Il coprifuoco nel frattempo è stato ridotto, in vigore da mezzanotte alle sei del mattino. Lo ha stabilito il Consiglio Supremo delle Forze armate egiziane, stando a quanto ha riferito il sito web del quotidiano 'al-Ahram'. Mentre mercoledì riaprirà la Borsa del Cairo, chiusa a causa delle proteste antigovernative. Lo ha riferito a condizioni di anonimato un funzionario egiziano della Borsa, citato da 'al-Ahram'.

Stando poi a fonti dell'aeroporto del Cairo, agli alti funzionari del governo egiziano è vietato lasciare il Paese senza permesso. La misura sarebbe stata decisa per evitare che cerchino di sfuggire a possibile indagini sulla corruzione. Mentre, il ministro egiziano dell'Informazione Anas al Fiqi è stato posto agli arresti domiciliari. Lo riferisce la televisione al Arabiya, citando fonti dell'esercito.

Intanto, circa 600 detenuti sono evasi dal carcere di al-Marg, al termine di una rivolta che avrebbe provocato anche vittime. Lo ha riferito il sito web del quotidiano 'Masrawy', secondo cui la maxi-evasione è stata provocata dall'attacco di un commando armato alle forze di sicurezza del carcere. Secondo il quotidiano, una persona sarebbe morta nello scontro a fuoco. Si tratta della seconda evasione di massa di detenuti dall'inizio della rivolta contro Mubarak.

Governo: Lega, non e' prerogativa Colle sciogliere Camere in presenza maggioranza

Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - ''Rispetto il capo dello Stato e le sue funzioni. Va bene il suo invito ad abbassare i toni, che non e' il primo e non sara' nemmeno l'ultimo, ma non penso che sia tra le prerogative del Quirinale quella di sciogliere le Camere in presenza di una maggioranza parlamentare''. Cosi' Manuela Dal Lago, deputato leghista e presidente della commissione Attivita' produttive di Montecitorio, commenta il nuovo monito del Colle.

Algeria, opposizione in piazza: cariche della polizia e numerosi arresti

Algeri, 12 feb. (Adnkronos/Aki) - La polizia algerina è intervenuta massicciamente in tutto il paese per reprimere le manifestazioni contro il governo del presidente Abdelaziz Bouteflika, sulla scia della caduta del presidente egiziano Hosni Mubarak.

Ad Algeri circa 2mila persone si sono dirette verso la centrale piazza Primo maggio al grido di "Bouteflika vattene", ma sono state rapidamente circondate da un grosso contingente di agenti in assetto anti sommossa che hanno picchiato i manifestanti con i manganelli, chiuso tutte le strade d'accesso alla piazza e operato numerosi arresti.

Secondo la Lega per la Difesa dei diritti umani, gli arrestati sono stati almeno 200, fra cui alcuni esponenti politici dell'opposizione.

Fin da ieri sera la polizia aveva iniziato a presidiare Algeri con migliaia di agenti dotati di mezzi blindati, dispiegati per tutta la città. La polizia è intervenuta con forza anche nelle altre città dove si è manifestato, fra cui Orano, Annaba e Bejaia. Di fronte alla reazione della polizia, l'opposizione è stata costretta ad annullare le proteste.

"La nostra è una marcia pacifica", ha detto ad Algeri Mustapha Bouchachi, presidente della Lega per la difesa dei diritti umani e portavoce del Coordinamento per il cambiamento e la democrazia, che riunisce l'opposizione. Le nostre richieste, ha spiegato, sono "l'immediata ed effettiva fine dello stato d'emergenza (in vigore da 19 anni, ndr), riforme democratiche e un cambiamento del regime, non un cambiamento interno al regime".

venerdì 11 febbraio 2011

Caso Ruby: Torino, rilasciate tre delle cinque giovani fermate dopo blitz sede Pdl

Torino, 11 feb. - (Adnkronos) - Sono state rilasciate tre delle cinque ragazze fermate questo pomeriggio dalle forze dell'ordine durante il blitz compiuto nella sede del Pdl piemontese. Tutte e cinque erano state portate in Questura per essere identificate. Camilla e Cecilia, le due ragazze che avrebbero aggredito la segretaria del partito, sono state accusate di violenza privata , aggressione e resistenza a pubblico ufficiale. Anche la terza ragazza rilasciata, Marta, che si difende dicendo di essere sempre stata all'esterno dell'edificio di corso Vittorio, dovra' rispondere di violenza privata e resistenza. Anche le altre due giovani dovrebbero essere rilasciate a breve.

Governo: Berlusconi rassicura Colle, nessuna forzatura su giustizia

Roma, 11 feb. - (Adnkronos) - L'ultimo incontro al Colle risale al 18 gennaio scorso. L'occasione era la definizione dell'agenda delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unita' d'Italia, ma Silvio Berlusconi, gia' nel pieno del Ruby gate, non resistette alla tentazione di rappresentare le proprie ragioni a Giorgio Napolitano e dall'invocare la persecuzione giudiziaria per la nuova accusa di prostituzione minorile.

SOS

sicilia11feb2011

Stretta per i talk show, scontro sulla bozza Pdl Bersani: "Un bavaglio" Idv: "Sarà censura"

Michele Santoro, 59 anni (Iguana Press)
Michele Santoro, 59 anni (Iguana Press)

Roma, 11 febbraio 2011 - Rigido contraddittorio, doppio conduttore, limite di trattamento su argomenti di attualità politica, editoriali dei direttori, norma 'anti-Santoro'. Sono i punti principali della bozza Pdl - presentata un mese fa dal capogruppo in Vigilanza Alessio Butti e riconfermata con qualche minima modifica - per l'atto di indirizzo della Vigilanza sul pluralismo in Rai.

Una 'stretta' di fronte alla quale l’opposizione chiama in causa i vertici e il presidente Zavoli che frena sul testo Butti, chiedendo soluzioni limpide e condivise: niente voto e nessuna forzatura, dice il Presidente, ma surplus di dibattito e audizione dei vertici Rai. Intanto Garimberti mette il pluralismo all’ordine del giorno del prossimo Cda.
Il testo Butti per l’atto di indirizzo si affianca a quello Pd: vano il tentativo, sollecitato con forza da Zavoli in queste settimane e ancora oggi, per un accordo di massima, per un testo condiviso almeno nei suoi punti essenziali.

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Bavaglio ai talk, Bersani: "Inaccettabile" Garimberti: "Cda discuta di pluralismo"

In commissione parlamentare una direttiva che potrebbe bloccare le trasmissioni sgradite. Il segretario Pd: "Non deve passare". Di Pietro: "Documento da Minculpop". Zavoli: "Ascoltare i vertici dell'azienda"

ROMA - "Inaccettabile". Questa la sintesi del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, sull'atto di indirizzo sul pluralismo proposto dal centrodestra 1 in commissione di vigilanza Rai. L'atto sarà votato mercoledì prossimo in commissione e secondo Bersani contiene elementi contrari alla libertà di informazione. "Se i contenuti fossero confermati ci troveremmo di fronte a una direttiva-bavaglio", dice il segretario. "Ogni tentativo di mettere camicie di forza agli spazi informativi della Rai", continua Bersani, "sarebbe oltre che una violazione del pluralismo, dell'autonomia e della libertà di informazione, un danno grave verso l'azienda anche sotto il profilo economico". Bersani lancia il suo appello agli organi politici coinvolti e all'azienda: "Mi rivolgo al presidente e ai membri della commissione di vigilanza Rai e ai vertici dell'azienda affinché, in questa fase politicamente delicata e complessa, respingano le pressioni che si sono fatte clamorose. E affinché garantiscano la possibilità a ogni giornalista e a ogni lavoratore di poter svolgere correttamente e in autonomia il proprio ruolo".
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Marcia dei Diritti Migliaia le adesioni

L'appunamento domenica alle 15 a Caricamento. Alle 3D (Diritti, Dignità, Donna) il sostegno anche del sindaco, della senatrice Pinotti, della presdiente emerita della Corte Costituzionale e delle "assessore" della giunta Burlando. Centinaia le immagini di donne fotografate con una D in mano

di RAFFAELE NIRI

Sciarpe bianche per tutti. Ma - se le previsioni meteo confermano - anche ombrelli bianchi. L'organizzazione della manifestazione di domenica (l'appuntamento è alle 15, a Caricamento) prosegue a pieno ritmo, le adesioni ai gruppi di Facebook che rilanciano l'evento si contano a migliaia e si moltiplicano anche le adesioni di persone note: in corteo, a difendere la dignità delle donne, ci saranno anche il sindaco Marta Vincenzi, la senatrice Roberta Pinotti, la presidenrte emerita della Corte Costituzionale Fernanda Contri, le quattro "assessore" della giunta Burlando che proprio ieri hanno firmato un appello comune (Fusco, Paita, Rambaudi e Briano).
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Sul palco si daranno il cambio due donne di teatro, Laura Sicignano e Carla Peirolero, e moltissime donne porteranno la loro testimonianza.
Nel pomeriggio, sotto il Ponte Monumentale, Michela Tassistro e gli organizzatori di "Se non ora, quando?" hanno dato vita ad un piccolo evento: decine di donne (e anche qualche uomo) si sono fatti fotografare - mettendoci la faccia, come vuole lo slogan - con una D in mano.

Disabili, la guerra delle associazioni contro il nuovo piano del ministero

Fisioterapisti, logopedisti, Federazione italiana superamento handicap e Cittadinanzattiva bocciano le nuove linee guida di indirizzo per la riabilitazione. "Useremo ogni strumento legale per combatterlo"

di VALERIA PINI
E' ormai scontro aperto fra associazioni e professionisti che si occupano di disabilità e il ministero della Salute. Fisioterapisti, logopedisti, Federazione italiana superamento handicap 1 e Cittadinanzattiva 2 bocciano il nuovo Piano 3 di indirizzo per la riabilitazione bocciano le linee guida che, a loro parere, sono controproducenti e mettono a rischio la cura di migliaia di disabili, ma anche coloro che risiedono nei presidi socio-sanitari. Il documento che stabilisce le nuove regole è stato appena votato in Conferenza Stato Regioni. Il piano di indirizzo sulla riabilitazione, che aggiorna le linee guida sulla disabilità del 1998, è stato promosso su iniziativa del sottosegretario alla Salute Francesca Martini.
Quasi tre milioni di persone coinvolte. Il problema coinvolge milioni di pazienti. Secondo l'ultima rilevazione Istat, in Italia i disabili sono oltre 2 milioni e mezzo. A loro vanno aggiunti i 200mila pazienti residenti nei presidi socio sanitari per raggiungere così le circa 2,8 milioni di persone. Ora l'Associazione italiana fisioterapisti (Aifi) ha già iniziato la sua azione per contrastare il documento. Sul piede di guerra anche l'Associazione fisioterapisti (Aifi) e la Federazione di logopedisti italiani (Fli) a fianco di Cittadinanzattiva e di molte associazioni per i diritti dei diversamente abili riunite in Fish.
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Governo: Berlusconi al Quirinale per incontro con Napolitano

Roma, 11 feb. - (Adnkronos) - Silvio Berlusconi ha lasciato Palazzo Grazioli intorno alle 17.15 per recarsi al Colle dove avra' un incontro con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Ad accompagnare il premier il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.

Mubarak si dimette, Cairo in festa Poteri passano in mano ai militari

Il Cairo, 11 feb. (Adnkronos/Ign) - Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha rassegnato le sue dimissionidalla carica di capo dello Stato. Lo ha annunciato il vice presidente, Omar Suleiman, nel corso di un messaggio letto alla tv pubblica del Cairo. La gestione del potere è passata nelle mani del Consiglio Supremo delle forze armate che a breve, attraverso un comunicato letto dalla tv di Stato egiziana, spiegherà in che modo sarà gestito il potere in questa fase di transizione che va dalle dimissioni di Mubarak fino alle prossime elezioni di settembre. Secondo le prime indiscrezioni, il presidente della Corte Costituzionale parteciperà alla gestione del potere e le camere saranno sciolte.

A Piazza Tahrir, al Cairo, l'annuncio delle dimissioni è stato accolto con una vera e propria esplosione di gioia tra applausi, grida di giubilo e bandiere al vento. Dopo 18 giorni di proteste contro il raìs la piazza simbolo della rivolta egiziana, già avvolta nel buio della sera, è in festa.

Nel frattempo Mubarak ha lasciato il Cairo per Sharm el-Sheikh per poi espatriare all'estero. L'aereo del presidente egiziano è atterrato all'aeroporto di Sharm el-Sheikh mentre era in corso la preghiera del venerdì islamico, si legge sul sito internet del quotidiano filo-governativo egiziano 'al-Ahram'. Il capo di Stato si è recato "sotto un ingente dispiegamento di uomini della sicurezza verso il palazzo presidenziale di Sharm, a pochi passi da un importante hotel della zona. Poco dopo è atterrato nell'aeroporto locale anche un elicottero carico di bagagli che sono stati portati con l'ausilio di 3 auto verso il palazzo presidenziale". Fonti sostengono che Mubarak era accompagnato da un alto ufficiale dell'esercito ma non dai suoi familiari. Secondo il sito "il fatto che abbia portato molte valigie può voler dire che dovrebbe espatriare direttamente dall'aeroporto di Sharm". A Sharm el-Sheikh in ogni caso c'è una delle residenze di Mubarak
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