lunedì 28 febbraio 2011

Il fattore coalizione che stana gli astenuti - di ILVO DIAMANTI

Da qualche tempo il dibattito politico ha preso in considerazione le coalizioni, oltre ai partiti. O meglio: più ancora dei partiti. Soprattutto in prospettiva elettorale. Visto che le elezioni anticipate, anche se non appaiono probabili, restano, almeno, possibili.
Tuttavia, in una competizione tra coalizioni, la maggioranza di centrodestra perderebbe voti, mentre le aggregazioni alternative ne guadagnerebbero. Se utilizziamo, come base-dati di riferimento, il sondaggio dell'Atlante Politico di Demos di due settimane fa, in una competizione di tipo maggioritario a tre, il Centrodestra otterrebbe il 37% dei voti validi (circa 3 punti in meno rispetto alla somma dei partiti), il Centro salirebbe, invece, al 20% (oltre 6 punti in più) mentre il Centrosinistra raccoglierebbe quasi il 43% (4 punti in più). Diverso il risultato di una competizione a due. La "grande coalizione" tra il Centro con il Centrosinistra e la Sinistra si attesterebbe al 56%, mentre il Centrodestra salirebbe al 43%. L'attuale maggioranza, cioè, guadagnerebbe voti (rispetto alla somma dei partiti) ma perderebbe largamente lo stesso. Vincerebbe solo in caso di alleanza del Pd (da solo) con il Centro. Oppure se il Centrodestra trovasse, a sua volta, l'intesa con il Centro.
Da questo bilancio quantitativo, pedante e forse un po' noioso, emergono due indicazioni interessanti.
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Cambia il vento dei sondaggi in picchiata la fiducia del premier

Berlusconi ha perso 8 punti di consenso nel giro di due mesi. Ora i rilevamenti danno il centrosinistra in vantaggio. Pagnocelli: "Il 60% chiede le dimissioni del presidente del Consiglio"

di MAURO FAVALE
ROMA - Fiducia in calo costante per Berlusconi. Chi dice abbia perso 3 punti e chi arriva fino 8, solo negli ultimi due mesi. E per la stragrande maggioranza degli italiani, il 6 aprile dovrebbe presentarsi in Tribunale per rispondere dello scandalo-Ruby. Nelle intenzioni di voto, il centrosinistra viene dato sempre più spesso in vantaggio. Cifre e tabelle dei sondaggisti sembrano raccontare, dopo settimane di immobilismo, una "crepa" sempre più vistosa nell'immagine del premier.
Non tutti gli studiosi di correnti d'opinione, com'è ovvio, forniscono la stessa lettura dei dati. Per due istituti (quello di Nicola Piepoli e Euromedia Research di Alessandra Ghisleri, l'istituto di riferimento di Berlusconi) è il centrodestra ad essere ancora in testa, sia pure con un distacco sottile e con tanti indecisi. Qualcosa, però, si muove. Renato Mannheimer, di Ispo, presentando i suoi dati qualche sera fa a Porta a Porta ha sottolineato: "È la prima volta, da mesi, che il centrosinistra dimostra di avere delle possibilità". Ora spiega: "C'è un atteggiamento critico nei confronti del centrodestra e una percezione di maggiore debolezza del governo. Anche se il condizionale resta d'obbligo". Gli incerti sono ancora quattro su dieci. Ma il calo di Berlusconi c'è, indubitabilmente. "Non so - continua Mannheimer - quanto abbia influito l'effetto Ruby o l'insoddisfazione per l'attività del governo. Certo, se il premier facesse le riforme forse di Ruby importerebbe poco".
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LIBIA: PENTAGONO, RIPOSIZIONATE FORZE AEREE E NAVALI USA

(ASCA-AFP) - Washington, 28 feb - ''Abbiamo predisposto diversi piani a seconda delle contingenze e per questo stiamo riposizionando le forze in modo da avere la massima flessibilita' una volta che verranno prese delle decisioni'', ha detto ai giornalisti il portavoce del Pentagono, Dave Lapan.

IRAN: SITO WEB, ARRESTATI LEADER OPPOSIZIONE MOUSAVI E KARROUBI

(ASCA) - Roma, 28 feb - Il regime iraniano avrebbe arrestato i due principali leader dell'opposizione, Mir-Hosein Musavi e Mehdi Karroubi. Secondo il sito Kaleme.com, i due sarebbero stati portati fuori dalle loro abitazioni con la forza, insieme alle mogli, de incarcerati.
Mousavi, e' stato l'ultimo Primo Ministro iraniano prima del referendum costituzionale del 1989 che ha abolito la carica. Nel 2009 ha sfidato alle presidenziali Mahmud Ahmadinejad e uscito sconfitto ha denunciato le irregolarita' che hanno accompagnato la consultazione, dando vita alle manifestazioni di piazza che hanno segnato la nascita del Movimento dell'Onda Verde.
Karroubi e' un chierico sciita riformista, che si considera un discepolo della guida della Rivoluzione, l'ayatollah Khomeini, ma che dal 2005 si oppone al regime.

Il pane, il lievito della rivoluzione araba

Il sommovimento che ha capovolto i regimi del Nord Africa e del Medio Oriente è legato all’incremento record dei beni alimentari

Pane e protesta. Le rivolte dei Paesi arabi sono contraddistinte da questo binomio. In Tunisiagli uomini brandivano le baguettes, in piazza Tahrir alCairo i dimostranti erano costantemente riforniti di focacce. La povertà, l’oppressione e i crescenti prezzi del pane hanno generato i sommovimenti che stanno riplasmando il mondo arabo, iniziate ad inizio del 2011. Mubarak, Ben Ali e Gheddafi hanno pagato il peggioramento delle condizioni di vita dei loro sottoposti, che dopo anni di sottomissione si sono ribellati trovando grande consenso nella popolazione ormai stremata. La Süddeutsche Zeitung presenta la rivolta in un’ottica nuova, attraverso alcune storie dei panettieri che raccontano nuovi aspetti del 1848 del mondo arabo.
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Boom di sbattezzi nelle diocesi delle molestie

I dati degli abbandoni della Chiesa in Baviera evidenziano la fuga dei fedeli

Poco più di un anno fa è esploso in Germania lo scandalo degli abusi sessuali dei sacerdoti. Dopo molti anni sono emerse storie e fatti particolarmente drammatici e violenti, che hanno scosso nel profondo la comunità cattolica tedesca. La reazione dei vertici ecclesiali è stata timida, e in più casi è stato registrato un atteggiamento volto a coprire più che a cercare i responsabili delle molestie sui fedeli. In questi mesi molte persone hanno deciso di abbondare la Chiesa cattolica, rifiutandosi di pagare la tassa d’iscrizione che li certifica come fedeli. Il fenomeno dello sbattezzo è così esploso in Germania, come dimostrano gli ultimi dati che provengono dal Liberto Stato della Baviera, il centro del cattolicesimo tedesco e luogo natale di Benedetto XVI

CATTOLICI IN FUGA - 23 mila 200 cattolici hanno abbandonato la diocesi di Monaco nel 2010, un incremento record del tasso di sbattezzo del 30% rispetto all’anno precedente. Gli abusi, le violenze e le coperture ecclesiali emerse con lo scoppio degli scandali sulle molestie dei preti hanno danneggiato la chiesa cattolica più di quanto si fosse compreso. In questi numeri si è manifestata quelle che il presidente del comitato centrale dei cattolici tedeschi ha definito la drammatica perdita di fiducia subita dalla Chiesa, una lenta e continua emorragia di fedeli sottovalutata in passato ed ora esplosa dopo gli scandali delle violenze sessuali nelle scuole, nei collegi o nelle parrocchie. Circa un terzo degli sbattezzi avvenuti in Baviera si sono verificati nell’arcidiocesi di Monaco, un dato che però deve essere rimodulato anche sulla sua estensione. La causa principale per l’impennata drammatica delle persone che hanno smesso di dichiararsi appartenenti alla Chiesa cattolica è da collegare allo scandalo degli abusi sessuali dei sacerdoti, come rivelano le stesse fonti diocesi alla Süddetusche Zeitung. Una spiegazione unica sarebbe però lacunosa: “Lo sbattezzo presuppone un processo di allontanamento dalla religione, lo scandalo può aver accelerato ma la riflessione del fedele su un simile gesto è partita sicuramente in precedenza”, ha detto al giornale bavarese un portavoce del vescovo.

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Povere, emarginate e sole: sono le donne americane che muoiono di parto

Amnesty International pubblica i dati su chi spira dando la vita.

Mentre una vita nasce, un’altra se ne va. E’ il cuore della madre che smette di battere mettendo al mondo suo figlio. E’ la tragedia della morte di parto, un evento che tutti i paesi civili dovrebbero fare del loro meglio per essere pronti ad evitare. Amnesty International pubblica alcuni dati sulle morti di parto in America, da cui emergono verità già avvero troppo note; lirilancia il Guardian.

MORTALITA’ DI PARTO – Sono le donne appartenenti a minoranze etniche ed in sensibili condizioni di povertà ad essere le più soggette alle morti di parto. E l’America, terra di libertà e di speranza, non fa davvero una bella figura quando si tratta del suo sistema sanitario e dell’ineliminabile questione femminile.

Il tasso di mortalità delle donne che muoiono di parto negli Stati Uniti è il peggiore fra altri 40 paesi, inclusi praticamente tutti gli stati industrializzati, secondo Amnesty International che lo dice oggi in uno studio che descrive l’approccio del paese alla cura maternale come “scandaloso e deleterio”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute, la probabilità che una donna muoia di parto negli Stati Uniti è cinque volte più grande che in Grecia. Gli Stati Uniti hanno uno dei migliori sistemi medici nel mondo, ma Amnesty dice che la vita delle donne povere e non assicurate, delle Afro-Americane e delle Native Americane viene sistematicamente messa a rischio per negligenza.

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E se ci fosse una seconda Chernobyl?

28 febbraio 2011

I timori che il vecchio reattore nucleare possa tornare a diffondere radiazioni e la speranza di uno scudo di protezione in acciaio per rivestire la centrale..

Mancano 740 milioni di euro per raggiungere la somma necessaria alla costruzione di un nuovocontenitore, attualmente finanziato dall’Unione Europea e dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, in cooperazione con il Governo Ucraino. Gli ufficiali europei però esortano sia i Governi europei, che la Russa a sostenere economicamente l’operazione, in quanto il progetto sembra sia lontano dall’essere realizzato. L’Indipendent riporta che la somma attualmente messa a disposizione dall’Unione Europea dovrebbe ammontare a 500 milioni di euro.

L’INCIDENTE DI 25 ANNI FA – L’esplosione nel quarto reattore della centrale nucleare di Cernobyl avvenne il 26 aprile del 1986, uccidendo sul posto 30 persone. Furono circa 4000 le vittime, decedute prematuramente, in seguito alla contaminazione, senza considerare tutte le persone che tuttora stanno subendo le conseguenze dell’esposizione alle radiazioni sulla propria salute. Nei mesi successivi all’incidente, fu costruito rapidamente un sarcofago di cemento sulla centrale distrutta. Per costruire la struttura di protezione, molti lavoratori misero a rischio la propria vita a causa del contatto con una dose massiccia di radiazioni. Sebbene il sarcofago dovesse essere una struttura temporanea, non fu mai sostituito. Negli anni seguenti infatti, la struttura è diventata estremamente instabile e gli esperti affermano che se dovesse cedere, una quantità catastrofica di radiazioni si disperderebbe nell’aria. In seguito, fu adottata una sola misura d’emergenza su uno dei muri del sarcofago, in modo da ridurre le possibilità di cedimento, ma non è stato sufficiente.

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Processo Mediaset, Ghedini: "Ci impediscono di difenderci"

Processo Mediaset, Ghedini: 'Ci impediscono di difenderci'

IL PROCESSO RINVIATO ALL'11 APRILE.

MILANO - E' durata poco l'udienza di oggi del processo Mediaset. Giusto il tempo per qualche schermaglia giuridica. In particolare, l'avvocato Niccolò Ghedini e l'avvocato Piero Longo, difensori di Silvio Berlusconi, hanno presentato una lunghissima lista testimoniale, che il Tribunale ha ritenuto eccessiva e superflua, invitando per questo i difensori a ridurla, come prevede il Codice Penale. Immediata la reazione di Ghedini, appena uscito a parlare con i giornalisti: "'E' una situazione di eccezionale gravità, ci impediscono la difesa". In realtà è prassi normale: in almeno metà dei processi le liste testimoniali vengono paurosamente sforbiciate.

Il processo poi è stato rinviato all'11 aprile, data in cui, se non ci saranno altri impedimenti, si cominceranno a sentire i testimoni. Tra questi, ce ne sono tre per cui il Pm fabio De Pasquale ha chiesto l'esame tramite rogatoria, procedura lunga e che avvicinerà la prescrizione del processo, che scadrà tra circa un anno.

Berlusconi contro Napolitano: "Blocca le nostre leggi"

"HO AVUTO 2592 UDIENZE, SONO UN PERSEGUITATO".

"Mi intercettano, tanto che non ho più il telefonino".

Berlusconi contro Napolitano: 'Blocca le nostre leggi'

Giornata feconda di dichiarazioni per il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. In particolare concentrate negli attacchi contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Se una legge non piace al capo dello Stato e al suo staff, quella legge torna alla Camera e al Senato. Se invece non piace alla Corte costituzionale, la respinge". Ma oggi non gli va bene neanche il Parlamento: "Lavorano al massimo 50 persone tutti gli altri stanno li', fanno pettegolezzo e poi seguono ciò che dice il capogruppo".

Poi scatta la difesa contro i processi che lo riguardano: "Sono solo processi mediatici, spero che, come gli altri 24 processi, anche questo finisca. Sono l'uomo più processato d'Italia per i processi ho avuto 2952 udienze (significa una udienza al giorno ogni giorno degli ultimi 8 anni. Se aggiungiamo i circa cinque anni di interruzioni dovuti prima alla legge Schifani, poi alla legge Alfano, infine al legittimo impedimento, starebbe a dire che Berlusconi sono 13 anni che è presente tutti i giorni in aula. Quanto è credibile? ndr). Quando mi dicono di farmi processare penso 'perdonali perché non sanno quello che dicono'. Questo non è un paese civile. Per esempio, per colpa delle intecettazioni non ho più il telefonino (mai in realtà il telefono di Berlusconi è stato intercettato, dato che è parlamentare, ndr)". Naturalmente poi non poteva mancare l'attacco contro i magistrati: "La legge sulla giusta durata del processo ce la chiede l'Europa che ci condanna sempre perchè abbiamo i processi troppo lunghi. Il fatto che ne avrei qualche beneficio anch'io che sono l'unico e insuperabile indagato della storia dell'umanità, di tutti i tempi, fa si che non vogliano questa legge anche se è giusta. C'era un patto di Fini con la magistratura e l'Anm, e questo spiega perché non siamo riusciti a fare una legge sulle intercettazioni che è un'esigenza assoluta".

Libia: Cpi l'Aja apre inchiesta

(ANSA) - L'AJA - Il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) ha annunciato l'apertura di un esame preliminare sulle violenze in Libia, primo passo verso una eventuale inchiesta formale per crimini contro l'umanita'. Intanto la cancelliera tedesca Angela Merkel ha chiesto oggi il ritiro immediato del dittatore libico Muammar Gheddafi e si e' detta ''soddisfatta'' della risoluzione con le sanzioni contro la Libia approvata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Il chirurgo estetico e le 7 ragazze di Arcore «Ma Ruby e Iris io non le ho mai viste»

Interrogato dalla Boccassini e vicino a Lele Mora, ha fatto «punture da 300 euro» alle ospiti dell'Olgettina

MILANO - Tutto "in serie" il trattamento per le ragazze delle notti del premier ad Arcore. Non soltanto le buste di denaro contante regalate (come quella da 20.000 trovata in una delle perquisizioni il 14 gennaio), le auto comprate (almeno 13 per 280 mila euro), le collane comprate in blocco (ad esempio 100 dello stesso tipo per complessivi 240.000 euro), il pagamento degli affitti di appartamenti nello stesso complesso all'Olgettina. Ma anche interventi di medicina estetica presso lo stesso dottore sardo al quale si sono affidate, per «punturine da 300 euro» a naso o labbra o seno o natiche, almeno 7 delle ragazze maggiorenni che l'accusa ipotizza siano tra quelle prostituitesi con il presidente del Consiglio.
Nato in Venezuela, 34 anni, studio ad Alghero e da qualche mese anche a Milano in corso Como, in una intervista a Sassari& Hinterland il dottor Giacomo Urtis si è descritto come «il dermatologo del figlio di Barbara Berlusconi», anche se, interpellato a Londra dal Corriere, ridimensiona in «ho fatto solo delle consulenze dermatologiche d'estate quando sono in Sardegna». Aggiunge di occuparsi «dei clienti vip» quali «i personaggi televisivi del circuito di Lele Mora», della cui sorella è amico, e «sono entrato in un circuito molto chiuso di alta fascia, ho iniziato a lavorare per i Duchi di Kent, per il Principe di Lussemburgo, per Hermès e i proprietari della Vuitton». Il suo call center smista le aspiranti pazienti ad alcune decine di chirurghi «a contratto» in cambio di una percentuale sulle clienti, praticando anche trattamenti economici dilazionati nel caso in cui la cliente possa magari alimentare il passaparola.
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Libia: Clinton, se continuano violenze Gheddafi nessuna opzione viene esclusa

Ginevra, 28 feb. (Adnkronos) - Gli Stati Uniti e i loro partner e alleati stanno lavorando per fornire una riposta umanitaria alla crisi libica e "continuano a esplorare tutte le opzioni". Lo ha detto il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, al Consiglio Onu dei diritti umani. La Clinton ha aggiunto che, "nulla viene escluso, se il governo libico continua a minacciare e uccidere i cittadini libici".

Nuove proteste in Oman, i manifestanti tornano in piazza

Muscat, 28 feb. (Adnkronos/Aki) - Terzo giorno di proteste in Oman. Dopo gli scontri di ieri i manifestanti sono tornati in piazza nella città di Sohar, a circa 200 kilometri a nord-ovest di Muscat. Secondo il racconto dei testimoni, sarebbe stato incendiato un supermercato e i rivoltosi avrebbero anche accerchiato la città.

Centinaia di manifestanti, riportano i media arabi, hanno bloccato l'ingresso all'area industriale della città a nord del sultanato, che include un porto, una raffineria e una fabbrica di alluminio. "Noi vogliamo che i benefici dei proventi del petrolio vengano distribuiti alla popolazione" dice uno dei manifestanti. "Noi vogliamo che vengano ridotti i posti di lavoro per gli stranieri in modo che vi sia più occupazione per la popolazione locale", aggiunge.

Nel tentativo di isolare i rivoltosi le forze di sicurezza hanno bloccato le principali strade di Sohar. Secondo testimoni oculari, gli agenti avrebbero aperto il fuoco contro i manifestanti, circa 2.000, scesi in piazza per chiedere lavoro e riforme politiche. La polizia avrebbe fatto ricorso a gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere la protesta.

Secondo quanto riferiscono fonti mediche del sultanato del Golfo è di sei morti il bilancio degli scontri di ieri tra manifestanti pro-democrazia e forze di sicurezza.

Dopo il Bahrain, la rivolta in Oman contro il sultanato al potere da 40 anni, aumenta il timore che la protesta possa contagiare anche altri paesi del Golfo, Kuwait e Arabia Saudita in testa.

Yara, in corso l'autopsia a Milano ''Uccisa subito dopo la scomparsa''

Milano, 28 feb. (Adnkronos/Ign) - E' appena iniziata, nell'istituto di Medicina legale di Milano, l'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio, la 13enne bergamasca trovata a tre mesi dalla scomparsa. A lavoro un'equipe di medici guidata dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, esperta che in passato si è occupata delle vittime delle Bestie di Satana e del caso di Elisa Claps.

Dall'esame medico-legale si attende la conferma sulle modalità dell'omicidio della giovane promessa della ginnastica ritmica il cui corpo, trovato in una zona isolata a Chignolo d'Isola, è in avanzato stato di decomposizione.

Dai primi accertamenti, Yara è stata uccisa a coltellate, impossibile dire al momento quanti fendenti sono stati inferti contro il suo piccolo corpo. Così come, al momento, non è possibile dire se la 13enne sia stata violentata dal suo assassino. Quello su cui pare convergano medici legali e investigatori è che Yara sia stata uccisa subito dopo la sua scomparsa da Brembate di Sopra, la sera del 26 novembre scorso.

Cordoglio alla famiglia Gambirasio ha espresso Romano La Russa, assessore regionale lombardo alla Protezione Civile. "Il dolore e lo sgomento dei famigliari, per il ritrovamento del corpo senza vita della piccola Yara, è il dolore delle centinaia di volontari della Protezione Civile che quotidianamente, per tre mesi, hanno setacciato strade, campi, sterrati, boschi e fiumi alla ricerca di un seppur minimo indizio che potesse ridarci la speranza di ritrovare Yara in vita" afferma La Russa.

"In questi mesi - spiega - notte e giorno, 24 ore su 24, volontari e tecnici non si sono risparmiati e hanno fatto tutto ciò che era umanamente possibile per accendere una fiammella di speranza nei cuori dei genitori e di tutti gli italiani. Che nessuno osi mettere in dubbio il lavoro svolto, volontariamente, da centinaia di uomini che con grande spirito di sacrificio, con abnegazione, mettendo spesso da parte gli affetti famigliari, si sono prodigati fino all'inverosimile. L'instancabile impegno sotto la pioggia, la neve, con temperature sotto lo zero e in zone spesso impervie non può essere sottovalutato da alcuno o peggio denigrato, pur ricordando che l'uomo e le sue azioni sono sempre perfettibili".

Afghanistan, esplode un ordigno contro un blindato. Muore un alpino, quattro i feriti

Roma, 28 feb. (Adnkronos/Ign) - Ancora un militare morto in Afghanistan. Il tenente Massimo Ranzani, alpino 36enne, è rimasto ucciso oggi nell'esplosione di un ordigno improvvisato alle 12.45, ora locale, a 25 chilometri a Nord di Shindand. E' stato colpito, mentre viaggiava su un veicolo blindato Lince della Task Force Center del quinto Reggimento Alpini di Vipiteno. L'esplosione ha colpito il terzo mezzo di una pattuglia che rientrava da un'attività di Medcap, assistenza medica alla popolazione locale, in collaborazione con le forze afgane. A quanto apprende l'ADNKRONOS da qualificate fonti militari, la salma del tenente degli alpini tornerà in Italia mercoledì. Il feretro del soldato, fanno sapere dal comune di Occhiobello in provincia di Rovigo, partirà domani attorno alle 21, ora locale, da Herat con volo militare per arrivare alle 9 di mercoledì a Ciampino. Le esequie del militare dovrebbero essere celebrate giovedì nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Roma.

Il militare ucciso, nato a Ferrara ma residente a Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello in provincia di Rovigo, avrebbe compiuto 37 anni il 24 marzo. "''Era una splendida persona - ricorda Roberto Catozzo, presidente del consiglio comunale di Occhiobello -, ho condiviso con lui l'esperienza di scout. Oggi andrò ad abbracciare i suoi genitori".Altri quattro militari italiani sono rimasti feriti. ''Non rischiano la vita - ha detto all'Adnkronos il generale Massimo Fogari, portavoce dello Stato Maggiore della Difesa -. Hanno riportato traumi e fratture agli arti inferiori. E per due di loro è in corso un intervento chirurgico''.
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