sabato 12 marzo 2011

Il terremoto in Giappone divide l’Italia

Esplosione alla centrale di Fukushima: favorevoli e contrari al nucleare si scontrano.

Ci si dovrebbe unire nel nome della solidarietà ed in virtù dell’aiuto che il nostro Paese dovrà rendere, di concerto con l’Europa al paese asiatico colpito da un terribile disastro naturale. E invece il terremoto in Giapponediventa terreno di scontro. L’Italia, quella della politica e del Parlamento, ne approfitta per dividersi. E farsi la guerra sulla necessità di ritornare, 24 anni dopo il no al nucleare, alle vecchie centrali a fissione. L’esplosione del contenitore di un reattore della centrale di Fukushima diventa l’occasione per sostenere le ragioni del sì al nucleare in Italia. Ma anche del no.

IL PARTITO DEL NO – “Bisogna chiuderla qui con l’avventura delle centrali nucleari, non si può neanche pensare di discuterne dopo quanto accaduto in Giappone”, ha fatto sapere stamane il leader di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola. Sul piede di guerra anche i Radicali. Il presidente Silvio Viale ne approfitta per punzecchiare Umberto Veronesi: “Condividendo con lui le stesse opinioni su quasi tutto, a parte appunto il nucleare, mi permetto di chiedergli se non abbia nulla da dichiarare. Non si tratta di arroccarsi oggi sulle suggestive immagini diFukushima, come mezzo secolo fa si Chernobyl, esasperando il pericolo delle centrali nucleari, ma di prendere atto che il nucleare non e’ la politica energetica migliore”. Gli fa eco ElisabettaZamparutti sottolineando l’elevato rischio sismico della nostra penisola: “La tragedia che ha colpito il Giappone deve porre con la massima urgenza la necessita’ di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio del nostro Paese, dove il 40% della popolazione vive in aree a rischio sismico ed il 64% degli edifici non è costruito secondo le norme antisismiche”. A seguire le dichiarazioni delle principali associazioni ambientaliste italiane (Legambiente, Wwf, Greenpeace), che chiedono a gran voce al governo, dopo il sisma tsunami giapponese di interrompere la “corsa” all’atomo.

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http://www.giornalettismo.com/archives/117402/il-terremoto-in-giappone-divide-litalia/

Giustizia,scoppia caso toghe a ministero

(ANSA) - ROMA - Il Movimento per la Giustizia, una delle correnti dei giudici, sollecita i magistrati che lavorano al ministero della Giustizia a verificare 'la compatibilita' della loro permanenza in tali uffici con la politica della giustizia che si sta attuando con la loro collaborazione tecnica'. La sollecitazione, di fatto una richiesta di dimissioni, e' legata alla riforma costituzionale appena approvata dal consiglio dei ministri.

Un arsenale per la Libia, cosi' l'Italia ha venduto le armi

Un arsenale per la Libia, cosi' l'Italia ha venduto le armi

Un vero e proprio arsenale consegnato nelle mani dei giannizzeri del rais: 7.500 pistole, 1.900 carabine e 1.800 fucili per un valore di otto milioni di euro. L'affare messo a punto nel giugno 2009 durante la visita del colonnello a Roma. I fucili in dotazione ai Marines americani che l'Italia ha venduto alla Libia.
Altro che limette per le unghie di cui ha continuato a parlare per giorni il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per buttarla in ridicolo e sviare il forte sospetto che l’Italia avesse fornito negli ultimi tempi tante armi micidiali a Gheddafi. Buona parte di quegli ordigni con cui il raìs fa massacrare gli insorti in realtà sono italiani, venduti a Tripoli alla fine del 2009 e fabbricati dalla Beretta di Gardone Val Trompia. Si tratta di un vero e proprio arsenale: 7.500 pistole, 1.900 carabine e 1.800 fucili consegnati nelle mani del capo del Settore di pubblica sicurezza del Comitato popolare del dittatore nordafricano. Cioè, in pratica, i giannizzeri del raìs. Valore della fornitura, circa 8 milioni di euro.
Quelle esportazioni negli atti ufficiali vengono qualificate come armi di “non specifico uso militare”, poco più che fuciletti da caccia, insomma, una dicitura forse usata per poter sfruttare al meglio le incongruenze della legislazione italiana sulle esportazioni di armi, rigorosa per quelle militari, molto più blanda per le altre. Tra gli oltre 11 mila pezzi inviati alla Libia, però, ci sono perfino centinaia e centinaia di fucili di un particolare modello da 13 anni in dotazione ai marines americani, l’M4 Super 80 ad anima liscia, un’arma progettata per uso bellico e prodotta dalla Benelli, antica fabbrica di Urbino controllata dal gruppo Beretta. Anche gli altri oggetti consegnati a Gheddafi presentano caratteristiche che con la caccia a lepri e fagiani hanno poco a che vedere. Ci sono, per esempio, le pistole PX4 calibro 9 semiautomatiche, con un peso ridotto di soli 800 grammi e un caricatore di 10 colpi che con un elemento supplementare può arrivare a 15. E poi le carabine CX4, anche queste calibro 9, su cui possono essere montati sistemi di puntamento ottico e laser.
L’affare delle armi fu affrontato il 10 giugno 2009, in un’occasione considerata a suo modo storica dal governo italiano per quanto riguarda i rapporti con la Libia, il giorno in cui il raìs arrivò a Roma, accolto con tutti gli onori da Silvio Berlusconi, accompagnato da un codazzo di auto e furgoni blindati, decine e decine di guardie del corpo e gli fu consentito di piantare la sua tenda berbera nel giardino di villa Pamphili. La consegna di fucili e pistole avvenne a tambur battente pochi mesi dopo. Quattro container di armi furono sistemati a bordo di una nave che dal porto di La Spezia fece scalo a Malta per dirigersi infine verso le coste libiche. La fornitura fu effettuata con modalità che, per una serie di circostanze fortuite emerse nel tempo, hanno ingenerato una sfilza di sospetti, fino all’emersione di una verità che le autorità italiane di governo fino all’ultimo hanno sostanzialmente negato.
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Iran: potere Usa in declino in Medio Oriente e Nord Africa

Iran: potere Usa in declino in Medio Oriente e Nord Africa

TEHERAN – Per il vice Comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica i recenti sviluppi in Medio Oriente e Nord Africa indicano che il potere degli Stati Uniti è in declino. "Oggi il Medio Oriente non è più il cortile degli Stati Uniti; la potenza di Washington era maggiormente dovuta al suo controllo sulle risorse energetiche, il mercato e l’economia del Medio Oriente", ha detto il generale di brigata, Hossein Salami, citato dall’ISNA. "Ma ora, questo potere è in declino grazie alla diffusione sempre in crescita dell'Islam ", ha proseguito ribadendo che le sollevazioni in corso nei paesi arabi si sono ispirate alla Rivoluzione islamica in Iran. "Seguendo l'esempio della rivoluzione iraniana del ‘79, le nazioni in Libia, Giordania, Bahrain e Arabia Saudita hanno avviato un movimento islamico in grado di mettere in ginocchio la tirannia americana", ha spiegato. Lo scorso giovedi’ la Guida suprema iraniana, ayatollah Seyyed Ali Khamenei, ha detto che alla fine i popoli riusciranno a sconfiggere le super potenze mondiali. "I regimi corrotti ed guerrafondai , come quello degli Stati Uniti, finalmente subiranno la sconfitta davanti alle nazioni; questo e’ la promessa di Dio e si avverrera' di sicuro", ha detto il Leader della Rivoluzione islamica in un incontro con il capo ed i membri dell'Assemblea di esperti (Majlis Khobregan). Secondo l'Ayatollah Khamenei "la compartecipazione e la resistenza" dei popoli saranno la chiave della loro la vittoria.

Afghanistan: Karzai, stop azioni Nato

Afghanistan: Karzai, stop azioni Nato

KABUL - Il presidente afghano Karzai ha chiesto alla Nato di cessare le operazioni militari nel paese, in un discorso nella provincia di Kunar, dove l'Isaf e' accusata di aver ucciso di recente decine di civili. "Voglio chiedere alla Nato e agli Usa, con onore e umilta' e senza arroganza, di cessare completamente le operazioni nel nostro paese. Se e' una guerra contro il terrorismo internazionale la devono condurre nelle regioni che noi indichiamo da nove anni e che loro conoscono", ha aggiunto Karzai.

11 Settembre: ritrovato esplosivo nelle Torri, ora e' ufficiale

11 Settembre: ritrovato esplosivo nelle Torri, ora e' ufficiale

Ora è ufficiale. Tracce di esplosivi di nano-termite sono stati raccolti dai detriti del WTC poco dopo il loro crollo dell'11/9/2001. Alla Brigham Young University, il professore di fisica, il dottor Steven Jones, ha fatto la scoperta dell'esplosivo insieme ad un team internazionale di nove scienziati.
Grazie quindi alle prove di laboratorio più estese, gli scienziati hanno concluso che i campioni analizzati, hanno mostrato che si tratta di esplosivi nano-termite, generalmente usati per scopi militari.
Dopo un rigoroso processo di peer-review, il loro documento è stato pubblicato nella Bentham Chemical Physics Journal, una delle riviste più accreditate negli USA e che ha approvato alcuni Premi Nobel, essendo rispettata all'interno della comunità scientifica. Primo autore dello studio è Dr. Niels Harrit di 37 anni, professore di chimica all'Università di Copenaghen in Danimarca e un esperto di nano-chimica, che dice: "Il conto ufficiale messo avanti dal NIST viola le leggi fondamentali della fisica."
Il Governo ora sa delle prove che confermano la presenza di Esplosivo Nano-Termite, utilizzati per far cadere tutte le Torri del WTC l'11 / 9.

Nuovi assegni e foto del bunga bunga le papi girl fanno 13 (milioni)

Le indagini sul conto di Berlusconi. I contatti tra Lele Mora e un doganiere, il progetto di Nicole Minetti di aprire uno studio dentistico, nuovi movimenti bancari per le arcorine. E spunta anche qualche immagine "volgare”.

Un sottufficiale della Guardia di finanza in stretto contatto con Lele Mora. Un contratto e una trattativa in corso di Nicole Minetti per aprire uno studio dentistico. Nuove carte bancarie sui generosi pagamenti di Silvio Berlusconi alle ragazze del bunga-bunga. E, come racconta il quotidiano La Repubblica questa mattina, “alcune foto delle ragazze, alcune decisamente volgari”. Sono alcune delle novità sull’inchiesta Ruby contenute nei nuovi documenti depositati dalla Procura di Milano ai difensori del presidente del Consiglio. Niccolò Ghedini e Piero Longo hanno fatto una visita di cortesia, ieri mattina, al procuratore Edmondo Bruti Liberati e all’aggiunto Ilda Boccassini, che con il sostituto Antonio Sangermano e l’aggiunto Pietro Forno conducono le indagini su Berlusconi rinviato a giudizio immediato per concussione e prostituzione minorile. I due legali hanno poi ritirato i nuovi atti depositati dalla procura, con i risultati delle investigazioni integrative realizzate dopo la decisione del gip Cristina Di Censo di mandare a processo, il prossimo 6 aprile, il presidente del Consiglio. Tra questi spicca la vicenda di un giovane sottufficiale della Guardia di finanza in servizio alla frontiera con la Svizzera, che è risultato essere in contatto, attraverso un intermediario, con Lele Mora, l’impresario delle veline accusato di essere uno dei “fornitori” delle ragazze per le feste di Arcore. L’intermediario è un fiduciario di Mora spesso al telefono con il sottufficiale. Interrogato dai magistrati di Milano, questi ha ammesso l’amicizia con il collaboratore di Mora, le frequentazioni con l’impresario e anche la partecipazione a feste nella sua abitazione di viale Monza. Ha però negato di averlo in alcun modo favorito durante il suo lavoro, al posto di frontiera tra Italia eSvizzera. Mora, che ha un’auto con targa elvetica e nella Confederazione ha impiantato un’attività economica, valica spesso e volentieri il confine. Ma, assicura il finanziere nel suo interrogatorio, senza aver mai ricevuto alcuna “facilitazione” nei suoi passaggi. Dalle nuove carte emerge anche una vicenda che ha per protagonista Nicole Minetti, l’igienista dentale fatta inserire da Berlusconi nel listino bloccato di Roberto Formigoni e dunque diventata consigliera regionale della Lombardia. Minetti era in trattativa con un imprenditore e un architetto per acquistare e ristrutturare un immobile da trasformare in studio dentistico. Le trattative, di cui c’è traccia nelle intercettazioni telefoniche, sono confermate da un contratto trovato durante una perquisizione alla consigliera regionale. Gli investigatori si chiedono con quali risorse economiche Minetti intendesse far fronte al notevole impegno finanziario a cui stava per impegnarsi.

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/i-nuovi-assegni-del-bunga-bunga-le-papi-girl-fanno-13-milioni/97184/

C-DAY: CORTEI SFILANO IN 100 CITTA, "SIAMO PIU' DI UN MILIONE"

(AGI) - Roma, 12 mar. - In oltre cento citta' italiane sfilano cortei 'A difesa della Costituzione' e della scuola pubblica. Cuore dell'iniziativa e' Roma, con un lungo corteo e interventi dal palco, allestito grazie anche a una raccolta di fondi online. Gli appuntamenti sono stati organizzati dal Comitato a Difesa della Costituzione che mette insieme oltre 100 sigle tra partiti, movimenti e associazioni. Il corteo della Capitale e' partito alle 14 da piazza della Repubblica.

La cifra che hanno fornito gli organizzatori del C-Day e' di piu' di un milione di persone che avrebbero partecipato alle manifestazioni in difesa della Costituzione e della Scuola pubblica, che si sono tenute in oltre 100 citta' in Italia e all'estero.

Sul palco della manifestazione, si legge nel programma ufficiale, saliranno artisti, costituzionalisti, attori e musicisti. Da Ottavia Piccolo a Monica Guerritore, da Ascanio Celestini a una grande orchestra che intonera', insieme a un coro di centinaia di persone, il 'Dies Irae' di Mozart e il 'Va pensiero' di Verdi. Poi ci saranno Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Francesco Baccini e Daniele Silvestri. E ancora un genitore della scuola di Adro, il presidente dell'Fnsi Roberto Natale, il costituzionalista Alessandro Pace, esponenti del mondo della scuola. Prevedibilmente folte saranno anche le delegazioni dei partiti che hanno dato la loro adesione, a partire da Pd, Idv e Sel. E' atteso Pier Luigi Bersani, se gli dara' tregua il mal di schiena che accusa da giorni. Ci saranno di certo Dario Franceschini, Rosy Bindi e Ignazio Marino. Poi Nichi Vendola e Claudio Fava. E Antonio Di Pietro, Massimo Donadi. Ma hanno dato il loro sostegno anche i finiani Angela Napoli e Fabio Granata, e Pino Pisicchio dell'Api. Non c'e' solo Roma pero'.

Sono oltre cento i piccoli e grandi centri mobilitati domani, comprese capitali europee tra cui Bruxelles, Parigi e Madrid. A Milano, dalle 15 alle 19 in largo Cairoli interverranno dal palco tra gli altri Dario Fo, Salvatore Borsellino e Gioacchino Genchi.

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http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201103121513-ipp-rt10049-c_day_manifestazioni_in_10_citta_sfilano_politici_bipartisan

LIBIA: TRUPPE GHEDDAFI PRENDONO RAS LANUF

(AGI) Uqayla (Libia) - Le truppe lealiste di Muammar Gheddafi hanno strappato ai ribelli il controllo del crocevia petrolifero di Ras Lanuf. I ribelli hanno rinunciato al tentativo di riprendere la citta'. Dopo aver cercato di attestarsi su una linea difensiva lungo la costa a 30 km ad est di Ras Lanuf, all'esterno del villaggio di Uqayla, gli insorti sono ulteriormente arretrati verso Brega. Questa e' l'ultima grande citta prima di Agedabia, il cancello d'ingresso alla Cirenaica e alle roccaforti di Bengasi e Tobruk. .

Con Ferrara e Sgarbi in Rai, la maggioranza occupa tutto il palinsesto

Con Ferrara e Sgarbi in Rai, la maggioranza occupa tutto il palinsesto

Con Ferrara e Sgarbi in Rai, la maggioranza occupa tutto il palinsesto

Ferrara entra in Rai. Solo Ferrara? E Sgarbi e Costanzo? L’ingresso in Rai, dopo Minzolini, diuomini di provata fede berlusconiana è un fatto casuale? No, non è un fatto casuale, ma una precisa scelta strategica/mediatica. Il cavaliere nel campo della comunicazione politica non lascia mai nulla al caso. Ferrara e company non sono solo un complesso di voci giornalistiche a sostegno del Cavaliere. Sono un sistema informativo politico, in cui ogni trasmissione, ogni giornalista svolge un ruolo funzionale al messaggio politico che di volta in volta si vuole trasmettere. Minzolini gestisce la notizia, Ferrara l’approfondimento politico, Costanzo la cultura, Sgarbi l’intrattenimento politico. Vespa è oramai fuori gioco, potrà essere chiamato a gestire eventi informativi di particolare risonanza. Giletti e Sposini continueranno a gestire l’informazione politica nelle trasmissioni leggere.

Tale organizzazione opera secondo un preciso modello operativo incentrato la quantità di gente a cui arriva il messaggio, la ripetitività dello stesso, la credibilità di chi trasmette.

L’assetto organizzativo di queste voci è funzionale a questi obiettivi: moltiplicare il numero dei soggetti che ascoltano il messaggio, rendere il messaggio assimilabile, e credibile chi lo trasmette.

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http://www.agoravox.it/Con-Ferrara-e-Sgarbi-in-Rai-la.html

Nucleare, quelli del no all'attacco. Prestigiacomo: "Siete macabri"

I Verdi: "Parole irresponsabili e gravissime". L'Idv: "Ci vadano loro a Fukushima". I radicali chiedono di accorpare il voto alle amministrative con quello dei referendum, compreso quello sul nucleare. Vendola: "Finita la leggenda sulla sicurezza"

di MATTEO PUCCIARELLI
ROMA - In tempi di decisioni sulle Centrali nucleari, il disastro in Giappone può cambiare il peso degli schieramenti in campo. Quelli storicamente favorevoli al ricorso all'energia atomica continuano a tirare dritto. Governo in primis. Fanno discutere soprattutto le parole del capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto: "La nostra posizione rimane quella che è, non si può cambiare ogni volta. Abbiamo problemi energetici non da poco". Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomonon si sbilancia ma mette le mani avanti: "Trovo strumentale e macabra la polemica sul nucleare italiano". Al di là dei proclami della maggioranza, ci sono già i distinguo. Come il presidente della regione Veneto Luca Zaia (Lega Nord): "Terremoti o no, nella nostra regione non ci sarà mai nessuna centrale". Sulla stessa linea i governatori di Lombardia e Piemonte, cioè Roberto Formigoni (Pdl) e Roberto Cota (Lega).
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Libia, le forze lealiste bombardano tre città. Lega Araba chiede all'Onu la 'no fly zone'

(Xinhua)
Tripoli, 12 mar. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Prosegue l'offensiva militare di Gheddafi in tre città del Golfo della Sirte, in Libia. A causa dei bombardamenti dell'esercito lealista, gli insorti libici sono stati costretti ad arretrare dal porto petrolifero di Ras Lanuf. Lo riferiscono fonti dei rivoltosi. Secondo la Bbc "sembra che le truppe del colonnello abbiano conquistato la città".

Intanto si sono intensificati gli attacchi arei su Brega, l'altro terminal petrolifero in mano agli insorti. "Ci siamo ritirati a tre chilometri di distanza a Ras Lanuf che ora è in mano alle brigate di Muammar Gheddafi", ha detto una fonte dei ribelli libici alla tv satellitare 'al-Arabiya'. "Siamo vicini e in poche ore potremmo ritornare. Ci siamo ritirati dopo i raid di oggi. Ras Lanuf come al-Zawiyah sono punti nevralgici per Gheddafi perché rappresentano le sue fonti di sostentamento essendoci i principali terminal petroliferi del paese".

Dopo la riconquista di Ras Lanuf, le forze del Raìs hanno iniziato a bombaradare la città di Misurata e si ritiene che la città sia il loro prossimo obiettivo.

La repressione della rivolta libica si estende anche nelle scuole. Secondo il racconto degli studenti, citati dal quotidiano International Herlard Tribune, i militari si sarebbero recati negli istituti riaperti da poco per intimare agli studenti di guardare solo la tv di stato. Gli alunni hanno parlato anche del pagamento di circa 200 lire libiche, circa 160 dollari, al giorno per prendere parte a manifestazioni pro-colonnello, senza nascondere il timore che in questa situazione "confidarsi con l'amico sbagliato possa costarti un interrogatorio segreto della polizia".
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Saif Gheddafi minaccia l'Italia: "State attenti"

Abbiamo visto l’Italia rimanere in silenzio di fronte a questi terroristi che hanno ucciso i nostri poliziotti a sangue freddo. Siamo rimasti molto scioccati da questa posizione". Così parla Saif, il figlio di Gheddafi, e non nasconde la sua rabbia. "State attenti, sarà facile rimpiazzarvi”.

Il figlio del dittatore libico ricorda il legame economico tra i due paesi e su questo fa gioco forza: “Voi siete il primo partner della Libia al mondo'' ma ora si potrebbe anche sostituire l’Italia con “la Cina o con la Russia''. '' La Cina ce lo chiede" – avverte - "vogliono essere al posto dell’Italia come primo partner, perciò state attenti”.

"Il popolo libico è molto unito, presto vinceremo la battaglia contro questi terroristi e presto faremo i conti con tutti. Il 90% del Paese è tornato sotto il nostro controllo" - dice ancora Saif - "Sapete cosa accadrebbe se le milizie prendessero il controllo del Paese? Che voi sareste le prime vittime, avreste milioni di immigrati illegali, i terroristi salterebbero dalle spiagge di Tripoli verso Lampedusa e la Sicilia. Sarebbe un incubo per l'Italia, svegliatevi!''.

In piazza per difendere la Costituzione “viva”

In piazza per difendere la Costituzione “viva”
ROMA – In piazza, Tricolore e Costituzione alla mano, per amore della Costituzione. Sono questi i due segni distintivi che andranno a caratterizzare la manifestazione italiana in quasi cento città e proprio di questi due elementi saranno armate le migliaia di persone che scenderanno in piazza. E tutto per difendere i valori della legalità repubblicana “troppo spesso impunemente violati”. Tra grandi e piccolo centri, alcuni anche all’estero, si preannuncia una mobilitazione dalla grande portata e quasi sicuramente così sarà, o almeno non c’è nulla che possa far presagire una non massiccia partecipazione dal momento che nobile sembra essere l’intento. Se fino a pochi giorni fa, infatti, si manifestava per la dignità della donna, ora si manifesta per la dignità della Costituzione, in difesa della stessa. Ancora una volta l’evento clou si terrà nella Capitale, dove il corteo partirà alle 14 da piazza della Repubblica per arrivare in piazza del Popolo. Ad aprirlo un gigantesco tricolore di 200 metri quadrati ed uno striscione che dirà che “La Costituzione è viva”. Alla testa anche “un vero e proprio libro umano, una Costituzione semovente commentata, dove su una pagina sono riportati alcuni articoli, sull’altra sono riportati leggi e normative che li vìolano, presentati dal nostro presidente del Consiglio e dal suo governo”, ha spiegato infatti il Popolo viola. Per la colonna sonora la canzone di Vecchioni, “Chiamami ancora amore”: una dichiarazione d’amore dell’Italia intera per i valori fondanti della sua Repubblica. A Roma hanno aderito oltre cento sigle tra partiti, movimenti e associazioni. Per il Pd ci saranno Rosy Bindi, Dario Franceschini, Ignazio Marino e forse anche il segretario Pierluigi Bersani. Sarà in piazza anche Antonio Di Pietro, leader Idv. Claudio Fava per Sel che osserva: “La buona notizia è che, se il potere berlusconiano pensava di avere nelle sue disponibilità il destino di un intero Paese e la coscienza civile di tutta una Nazione, ebbene si sbaglia di grosso”. Ci sarà il Popolo Viola che ha contribuito a promuovere e organizzare in Italia e all’estero la manifestazione e che grazie a tantissime adesioni si è praticamente autofinanziata. Tanti anche gli esponenti del mondo dello spettacolo, del teatro, del cinema, della cultura, del giornalismo, dell’associazionismo, della musica, della satira che scendono in piazza a difesa della Costituzione. “Aderisco con grande veemenza e forza - ha detto Antonello Venditti -. Sono tantissime le motivazioni, una su tutte: la Costituzione deve essere il nostro orizzonte, il nostro zenit”. A dare l’adesione anche Dario Vergassola: “Alla Costituzione sta succedendo quello che succede al paesaggio, che viene distrutto un poco alla volta”.

Attrae a sé monete e altri metalli. L'incredibile storia dell'uomo magnete

(foto Iberpress)
Roma, 12 mar. (Ign) - Ha l'incredibile capacità di attrarre al proprio corpo monete e altri oggetti metallici, un vero e proprio magnete umano che ha scosso i medici e scatenato la curiosità di tutto il mondo. E' Miroslav Mandic, un uomo di 67 anni che vive a Belgrado con sua moglie Smanovci.

''Tutto è cominciato quando ero bambino e cercavo di pagare il giornale dal cartolaio e le monete non volevano saperne di staccarsi dalla mia mano'' racconta Miroslav.

Nel corso del tempo l’attrazione magnetica del suo corpo è andata via via crescendo anche se per Miroslav è diventata quasi un’abitudine con la quale riesce tranquillamente a convivere, fatta eccezione per i curiosi che gli si avvicinano con chiavi, monete e telefoni cellulari per verificare di persona 'se è vero'.

''Eppure qualcosa che mi crea problemi c’è - ammette Mandic - Mia moglie si arrabbia tantissimo con me, perché ogni volta che passo vicino al televisore o alla radio, cambio canale o stazione''.

Libia: Yemen si oppone a no-fly zone durante vertice Lega Araba

Il Cairo, 12 mar. - (Adnkronos/Aki) - La delegazione yemenita che partecipa oggi alla riunione della Lega Araba convocata al Cairo sulla crisi libica si e' detta contraria all'idea di imporre una 'no fly zone' sulla Libia. Lo ha rivelato l'inviato della tv araba 'al-Jazeera'.

Nucleare: catena umana di protesta in Germania lunga 45 km

Stoccarda, 12 mar. (Adnkronos- dpa) - Piu' di 40.000 oppositori dell'energia nucleare hanno formato oggi una catena umana lunga 45 km attraverso la Germania meridionale per chiedere la fine immediata dell'utilizzo dell'energia nucleare. Gli organizzatori hanno detto che l'affluenza e' stata probabilmente rafforzato dalle notizia del crollo della centrale nucleare giapponese a causa del terremoto. La protesta e' incentrata sulla centrale nucleare di Neckarwestheim vicino alla citta' meridionale tedesca di Stoccarda.

Giappone: tv pubblica avverte su rischio nuovi tsunami

Tokyo, 12 mar. (Adnkronos) - In seguito alle numerose e forti scosse di assestamento, anche di magnitudo superiore a 6 della scala Richter, che si susseguono in Giappone, la tv pubblica ha avvertito che potrebbero verificarsi altri tsunami.

Libia: al-Qaeda, jihad e' l'unica via per salvare la nostra nazione

Tripoli, 12 mar. - (Adnkronos/Aki) - "Il tiranno piu' feroce al mondo e' rappresentanto dagli Stati Uniti. Sono loro i terroristi del mondo. L'unica via di salvezza per la nostra nazione islamica e' il Jihad". E' quanto ha affermato il leader libico di al-Qaeda, Abu Yahya al-Libi, considerato capo militare del gruppo terroristico in Afghanistan, in un videomessaggio diffuso oggi sui siti jihadisti in internet. Nel filmato, della durata di 31 minuti, si rivolge al popolo libico e parlando delle rivolte in corso in diversi paesi arabi afferma che "queste ultime rivoluzioni ci hanno mostrato come i governi occidentali non conoscono altro che i loro interessi. Intervengono solo quando vedono il pericolo. Ormai il vento della rivolta sta soffiando, e loro evacuano i loro connazionali dai nostri paesi".

Libia, bombe su 3 città del Golfo della Sirte. Vertice della Lega Araba su no-fly zone

Tripoli, 12 mar. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Prosegue l'offensiva militare di Gheddafi in tre città del Golfo della Sirte, in Libia. A causa dei bombardamenti dell'esercito lealista, gli insorti libici sono stati costretti ad arretrare dal porto petrolifero di Ras Lanuf. Lo riferiscono fonti dei rivoltosi. Secondo la Bbc "sembra che le truppe del colonnello abbiano conquistato la città".

Intanto si sono intensificati gli attacchi arei su Brega, l'altro terminal petrolifero in mano agli insorti. "Ci siamo ritirati a tre chilometri di distanza a Ras Lanuf che ora è in mano alle brigate di Muammar Gheddafi", ha detto una fonte dei ribelli libici alla tv satellitare 'al-Arabiya'. "Siamo vicini e in poche ore potremmo ritornare. Ci siamo ritirati dopo i raid di oggi. Ras Lanuf come al-Zawiyah sono punti nevralgici per Gheddafi perché rappresentano le sue fonti di sostentamento essendoci i principali terminal petroliferi del paese".

Dopo la rinconquista di Ras Lanuf, le forze del Raìs hanno iniziato a bombaradre la città di Misurata e si ritiene che la città sia il loro prossimo obiettivo.

La repressione della rivolta libica si estende anche nelle scuole. Secondo il racconto degli studenti, citati dal quotidiano International Herlard Tribune, i militari si sarebbero recati negli istituti riaperti da poco per intimare agli studenti di guardare solo la tv di stato. Gli alunni hanno parlato anche del pagamento di circa 200 lire libiche, circa 160 dollari, al giorno per prendere parte a manifestazioni pro-colonnello, senza nascondere il timore che in questa situazione "confidarsi con l'amico sbagliato possa costarti un interrogatiorio segreto della polizia".
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Giappone, scoppio in una centrale nucleare: paura e primi contaminati

Dopo il terribile terremoto e il devastante tsunami, in Giappone ora è emergenza nucleare. L'area intorno alla centrale di Fukushima è stata evacuata nel raggio di 20 chilometri dopo un'esplosione al contenitore di un reattore.
Tokyo, 12 mar. (Adnkronos/Ign) - Dopo il terribile terremoto di ieri, che ha provocato un devastante tsunami, il Giappone è alle prese ora con l'incubo delle radiazioni nucleari. Un'esplosione infatti si è verificata nella centrale di Fukushima 1: il tetto e i muri dell'edificio sono crollati dopo lo scoppio. Nell'esplosione sono rimasti feriti quattro operai che non sono in pericolo di vita. Nonostante però l'evacuazione di tutta la popolazione compresa in un raggio di 20 chilometri, si contano già i primi contaminati. Si tratta in particolare di tre persone che risiedono vicino alla centrale.

Tramite la televisione, le autorità consigliano alla gente di chiudersi a casa. Chi si trova all'esterno deve proteggersi naso e bocca con un fazzoletto bagnato e ridurre al minimo il contatto diretto della pelle con l'aria.

Alla tv pubblica giapponese Nhk, alcuni esperti hanno spiegato che le radiazioni ricevute in un'ora da una persona che si trova nel sito della centrale nucleare di Fukushima corrispondono al limite di radioattività che non deve essere oltrepassato in un anno.

La situazione è "potenzialmente molto grave", ha detto un portavoce del governo giapponese, citato dall'emittente Nhk, esortando la popolazione a mantenere la calma.

All'interno della centrale intanto è una guerra contro il tempo per cercare di tenere la situazione sotto controllo. La compagnia Tepco (Tokio Electric Company), che gestisce la centrale, sarebbe riuscita adepressurizzare il container attorno al reattore nucleare. Lo ha reso noto su Twitter il vicesegretario di gabinetto giapponese per i rapporti con il pubblico, Noriyuki Shikata. "Altre misure aggiuntive vengono intraprese questa notte (nel pomeriggio in Italia, ndr) con acqua di mare e acido borico", ha aggiunto. In precedenza , sempre su Twitter, Shikata aveva spiegato che l'esplosione a Fukushima 1 "è stata causata da un accumulo di idrogeno combinato con l'ossigeno nello spazio fra il container e la struttura esterna. Il container non è stato danneggiato".

La deflagrazione nell'edificio è stata molto potente tanto da distruggere la gabbia esterna di contenimento di uno dei reattori. Nell'esplosione sono crollati il tetto e le mura dell'edificio che ospita il reattore.

Subito dopo l'esplosione, le autorità avevano ordinato l'evacuazione della zona entro un raggio di dieci chilometri, poi esteso a venti. Il terremoto di ieri, seguito da uno tsunami, ha danneggiato l'alimentazione della centrale bloccando il funzionamento del dispositivo di raffreddamento. Bloccato anche il sistema di raffreddamento in una seconda centrale nucleare della zona. E anche in questo caso, le autorità hanno ordinato l'evacuazione della popolazione entro un raggio di tre chilometri, poi esteso a venti, dall'impianto, noto come Fukushima 2 o Fukushima Daini.
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