giovedì 2 giugno 2011

Alfano siede alla destra di Berlusconi, gli ex AN perdono la golden share, Il Pdl diventa un partito (quasi) come gli altri

www.italiainformazioni.com
E’ una mezza rivoluzione, come se il conduttore di uno spettacolo televisivo, mattatore incontrastato, dopo venti anni, di punto in bianco, avesse concesso la parola alla sua valletta, a lungo silenziosa e defilata. Silvio Berlusconi ha regalato a Angelino Alfano la parola nella qualità di capo del suo partito. Il ruolo, non solo la voce, naturalmente. Per chi fonda un partito salendo su un predellino si tratta di un atto di magnanimità, benevolenza e fiducia che sa di straordinario.

Per arrivare a tanto, vuol dire che ha fatto ogni valutazione alternativa possibile e non ne ha trovata una che potesse evitargli il doloroso passaggio, che prevede anche la nascita di una figura tipica dei partiti tradizionale, quella di segretario politico.

Berlusconi l’ha fatto questa “consegna” con il piglio di chi non ha per nulla scelto di lasciare le quinte, ma anche con la convinzione che fosse la cosa giusta da fare per ridare al suo partito esausto per una sconfitta gravosa da sopportare.

Il Ministro della Giustizia, accanto nel corso dell’incontro con i giornalisti a Palazzo Grazioli, è apparso a suo agio ed ha messo in campo tutti gli argomenti utili per cancellare l’ìmmagine di un partito irrimediabilmente sconfitto, ricordando – tra l’altro – i titoli con cui nelle precedenti analoghe circostanze (1995, 2001, 2006), il giornale della sinistra – come lui ha definito La Repubblica – ha annunciato l’irreversibile fine del centrodestra e del partito di Berlusconi. Le cose, ha osservato, non sono andate esattamente così.

Alfano ha anche annunciato la costituzione di un nuovo team al vertice del Pdl, i cui componenti avranno titoli e qualità per esercitare con efficienza e competenza in piena libertà la loro attività.

Angelino Alfano ha voluto precisare comunque che la sua nomina a segretario nazionale del Pdl sarà formalizzata nel corso del consiglio nazionale ed in quella circostanza egli si dimetterà da Ministro della Giustizia per assumere il nuovo incarico. Nel lasso di tempo che gli resta come Guardasigilli, Alfano conta di concludere l’iter della riforma del processo civile con un decreto da portare in Parlamento e proporre il nuovo codice antimafia.

Chi sostituirà Alfano al governo come Ministro della Giustizia? Le candidature sono state esaminate dall’ufficio politico del Pdl ma la decisione non è stata ancora presa. I nomi che si fanno con maggiore insistenza sono quelli di Maurizio Lupi e di Fabrizio Cicchitto. Il primo ha molte più chances del secondo.

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http://www.italiainformazioni.it/giornale/politica/126092/alfano-siede-alla-destra-berlusconi-perdono-golden-share-diventa-partito-quasi-come-altri.htm

Francia, veleni nel governo «Un ex ministro pedofilo»

L'accusa di Ferry: «Orge in Marocco con ragazzini»

L'ex ministro della Cultura francese Jack Lang, 71 anni.
L'ex ministro della Cultura francese Jack Lang, 71 anni.
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI - Il caso Strauss-Kahn ha sconvolto i francesi: dopo le critiche all'omertà della casta politico-mediatica, chi ora goffamente prova a uscire dal silenzio finisce nella diffamazione. «Un ex ministro anni fa si è fatto beccare a Marrakesh in un'orgia con alcuni ragazzini - ha dichiarato il filosofo Luc Ferry in diretta tv su Canal Plus -. Bene, probabilmente sappiamo tutti di chi si tratta». «Veramente no - è intervenuto il conduttore Ali Baddou -, chi è?». «Io lo so e sono certo di non essere il solo. La storia mi è stata raccontata dalle più alte autorità dello Stato, e in particolare dal Primo ministro», ha precisato Ferry, a sua volta ministro dell'Educazione nazionale dal 2002 al 2004. Un altro segreto di Pulcinella quindi, proprio come venne definita l'ossessione sessuale di DSK dopo i fatti del Sofitel. Ma Ferry dice troppo, o troppo poco. «Non faccio il nome perché a finire condannato sarei io», ha detto. La sua maldestra riflessione sulla difficoltà di parlare dei costumi sessuali dei personaggi pubblici, e il suo coraggio a metà, generano un nuovo, gravissimo scandalo. La pedofilia di un ex ministro sarà anche nota da tempo a lui e ai suoi amici politici, ma per milioni di francesi è una scoperta scioccante.
Jack Lang, storico ministro della Cultura di Mitterrand e istituzione della gauche, è stato il primo a essere toccato dal sospetto e ha passato ore d'inferno promettendo di trascinare in tribunale «chiunque metta in causa il mio onore». Ieri sera Ferry ha fatto sapere, tramite un altro ospite alla trasmissione, che non si riferiva a lui. Ma intanto giornali e televisioni si sono risvegliati da una reticenza decennale, rilanciando voci di corridoio - sempre smentite - che accompagnano Lang dagli anni Settanta. Nello spazio di poche settimane, e all'indomani delle dimissioni del vice-ministro Georges Tron appassionato di riflessologia plantare femminile, la Francia rischia di trasformarsi da Paese di libertini a quello di cacciatori di streghe.
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La mappa europea dell’avanzata dei partiti populisti e xenofobi

Gli ultimi sono stati i finlandesi. Un quinto dei quali ha dato il proprio voto alla formazione di estrema destra alle recenti elezioni politiche: iVeri Finlandesi hanno ottenuto 39 seggi, da 5 che ne avevano. Uno sconvolgimento, per il panorama politico della tranquilla e civile nazione scandinava, che ha tuttavia deciso di escludere il partito dalla formazione del goveno, preferendo un’ampia coalizione (sempre moderata e conservatrice).

Il regista danese Lars Von Trier, che a Cannes ha dichiarato di simpatizzare per Hitler e ammirare il suo ministro della propaganda Speer, ha parlato di ‘umorismo danese’ per giustificarsi. Se anche nel suo Paese chiunque stigmatizzerebbe dichiarazioni simili, è pur vero che per fronteggiare l’immigrazione il governo di minoranza ha sospeso il Trattato di Schengen grazie proprio all’appoggio esterno del Partito del popolo di Pia Kiaersgaard. Quest’ultimo ha più che raddoppiato i consensi (passando dal 6,8 del 2004 al 15.3 del 2009, nelle elezioni europee).

Sono solo due delle spie, accese in tutta Europa, che segnalano l’aumento del consenso per ipartiti populisti, conservatori e nazionalisti. I meccanismi ricalcano ormai modelli noti. Se il voto alle destre riflette condizioni diverse da Paese a Paese, ad accomunare tutti è l’identificazione dello stesso nemico, individuato nell’altro, nel diverso, nello straniero. Contro di esso, l’elettorato si chiude, rilanciando nazionalismo e protezionismo. Questo prende forme spesso xenofobe, e influenza l’azione di governo nell’elaborazione di misure anti-immigrati: dalla sospensione di Schengen al divieto di indossare il velo, al bando sulla costruzione di moschee e via dicendo. Dal 2009, anno delle europee, e in quasi tutte le consultazioni successive, le formazioni della destra populista hanno raggiunto e superato ildieci percento in undici Stati: Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Italia, Lituania, Norvegia, Olanda, Ungheria, Svizzera.

Partiti ultraconservatori sono recentemente entrati nelle coalizioni di governo in Belgio, nei Paesi Bassi e in Svezia. Da anni lo sono già in Svizzera e Italia. Ben note le campagne di Svp (con manifesti che effigiano minareti a forma di missile o gli immigrati come pecore nere) e Lega Nord (alle scorse regionali venne distribuito sapone per lavarsi le mani ‘dopo aver toccato un clandestino’). In Francia, l’eredità di Jean-Marie Le Pen è stata raccolta dalla figlia Marine, che alle scorse regionali ha raccolto il 12 percento.

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http://www.improntalaquila.org/2011/05/25/articolo21916/

L'America "bombarderà" gli hacker

Mentre Google denuncia: centinaia di indirizzi gmail, anche di funzionari del governo, violati da cinesi.
Un attacco cibernetico equivale a un atto di guerra e gli Stati Uniti reagiranno di conseguenza: ad attestarlo è il documento strategico sulla «cyberwar» che il Pentagono ha confezionato e la Casa Bianca renderà pubblico entro la fine del mese. La maggiore novità, anticipata dal Wall Street Journal, sta nell’attestazione del principio che «gli Stati Uniti risponderanno ad atti ostili provenienti dal cyberspazio come farebbero nei confronti di ogni altra minaccia contro la nazione». Ciò significa che l'intero arsenale del Pentagono potrà essere adoperato per colpire chi sfrutterà Internet al fine di violare strutture civili o militari di importanza strategica: dalle centrali nucleari alle metropolitane, dal traffico aereo alla rete elettrica fino agli scambi finanziari. In testo vuole essere un monito agli hacker e a chi si cela dietro di loro: «Ci riserviamo il diritto di adoperare tutti i mezzi necessari - diplomatici, militari ed economici - nel rispetto della legge internazionale, al fine di difendere la nostra nazione, i nostri alleati e i nostri interessi». Il colonnello Dave Lapan, portavoce del Pentagono, va oltre: «Deve essere chiaro che in risposta a un attacco cibernetico gli Stati Uniti non si limiteranno a una risposta cibernetica ma valuteranno tutte le opzioni per mettere a segno la risposta». Il riferimento è all’ipotesi che degli hacker tentino di causare «gravi danni alla sicurezza». Se un tale scenario dovesse verificarsi e Internet consentisse un attacco a sorpresa contro gli Stati Uniti, il Pentagono potrebbe dunque rispondere colpendo gli autori con la massima potenza: missili, bombardamenti aereo-navali e ogni altra arma a sua disposizione. Tali indiscrezioni coincidono con le rivelazioni fatte ieri da Google sul fatto che «centinaia di indirizzi gmail, inclusi quelli di alcuni alti funzionari del governo» sarebbero stati violati da hacker che hanno operato dalla provincia cinese dello Jinan. Risale a meno di un anno fa un episodio analogo che vide hacker cinesi aggredire gli indirizzi gmail di dissidenti locali, provocando dure proteste degli Usa.
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I ribelli accusano Gheddafi "Pronto a colpire in Italia"

Arrestati a Perugia due lealisti. E il raiss minaccia gli insorti con le autobomba

GUIDO RUOTOLO

ROMA
Aveva dichiarato guerra all’Italia, il raiss. Tradito dall’«amico» Berlusconi, Muammar Gheddafi voleva vendicarsi. E la sua strategia prevedeva una prima fase: l’occupazione della sua (ex) ambasciata a Roma passata con i rivoltosi. Non è soltanto una ipotesi perché le nostre forze di sicurezza e le indagini della Procura di Perugia hanno sventato il blitz, e arrestato due gheddafiani, Seleh Khalifa Omran Khalifa e Abdel Hadey Salem Adel.
Da quando è iniziata la rivolta in Libia e da quando la Nato è entrata in azione per far rispettare la risoluzione 1973 delle Nazioni Unite, è la prima offensiva all’estero del Colonnello di cui si ha notizia. Offensiva sventata dalle forze di polizia e dalla magistratura di un Paese della coalizione. Domenica notte un gruppo di lealisti doveva occupare l’ambasciata di via Nomentana, a Roma. Una «irruzione violenta» per togliere «la bandiera dell’opposizione a Gheddafi che era stata issata nell’ambasciata», e «cacciare con la forza» l’attuale ambasciatore Hafed Gaddur, «rappresentante in Italia del governo libico di opposizione a Gheddafi».
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Libia: Ministro Esteri inglese accoglie prolungamento azione Nato

Libia: Ministro Esteri inglese accoglie prolungamento azione Nato
LONDRA – Il Ministro degli Esteri inglese William Hague ha accolto il prolungamento dei bombardamenti Nato in Libia. Questi bombardamenti finora non hanno portato al rovesciamento del regime Gheddafi ma hanno causato solo un elevato bilancio di morti tra i civili.

Consigliere Obama in Arabia Saudita, Casabianca cerca di fermare rivoluzioni

Consigliere Obama in Arabia Saudita, Casabianca cerca di fermare rivoluzioni
WASHINGTON – La Casabianca pare preoccupata dalle rivoluzioni popolari che proseguono in Yemen e Bahrain e per questo il Consigliere di Obama per ‘la lotta al terrorismo’ John Brennan sarà presto in Arabia Saudita ed Emirati. Brennan che si trova già in Sudan esaminerà la soprattutto la situazione in Yemen, recita il comunicato della Casabianca, ma è naturale che il responsabile americano ha in cima alla sua agenda la questione del Bahrain.

Roma capitale diplomatica, 80 le delegazioni straniere

Roma capitale diplomatica, 80 le delegazioni straniere

ROMA - Più di 80 delegazioni e 42 capi di Stato stranieri festeggeranno i 150 anni dell'unità d'Italia a Roma, trasformata in crocevia diplomatico con una serie di colloqui in cui si affronteranno i dossier caldi della politica estera, dalla Libia all'Afghanistan. La tradizionale parata militare del 2 giugno avrà un eccezionale parterre di ospiti internazionali, a cominciare dal vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e dal presidente russo, Dmitry Medvedev, con i quali Silvio Berlusconi avrà un incontro trilaterale a Villa Doria Pamphili. Previsti colloqui anche con il segretario generale dell'Onu, Ban ki-Moon, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e il presidente afghano, Hamid Karzai. Dopo la parata, il programma dei festeggiamenti proseguirà nel pomeriggio con un concerto al Quirinale cui farà seguito un pranzo ufficiale offerto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in onore dei capi delle delegazioni e delle loro consorti. Tra gli europei, parteciperanno alle celebrazioni il presidente tedesco, Christian Wulff, quello austriaco, Heinz Fischer, ma anche il capo di Stato serbo, Boris Tadic e la presidente kosovara, la neo-eletta Atifete Jahjaga, oltre al re di Spagna, Juan Carlos. Tra gli ospiti spiccano anche il leader dell'Anp, Abu Mazen, e il presidente israeliano, Shimon Peres. Già arrivata a Roma anche la presidente argentina, Cristina Fernandez de Kirchner. Oltre all'Onu con Ban Ki-moon, molte altre organizzazioni internazionali sono rappresentate al massimo livello come la Fao con Jacques Diouf, la Lega Araba con Amr Moussa e l'Unione Africana con Jean Ping. A margine delle celebrazioni, è in programma una fitta agenda di incontri bilaterali.

Libia: The Guardian, Gran Bretagna ha iniziato attacco terrestre

Libia: The Guardian, Gran Bretagna ha iniziato attacco terrestre
LONDRA – L’esercito britannico sta conducendo una guerra terrestre segreta in Libia come parte degli schemi Nato mirati a stabilire una occupazione prolungata del paese nordafricano. Secondo il quotidiano The Guardian, Londra schiera attualmente sul suolo libico e precisamente a Misurata le forze speciali dell’esercito, dette SAS e membri delle agenzie di sicurezza private. Secondo una fonte informata che ha parlato al Guardian, ciò avviene mentre il premier David Cameron insiste nel dire che in Libia non ci sono militari britannici. Le forze britanniche in Libia sarebbere intente soprattutto alla raccolta di informazioni sugli spostamenti di Gheddafi che verrebbero comunicate al quartier generale della Nato a Napoli.

Giappone: premier Naoto Kan annuncia dimissioni

Giappone: premier Naoto Kan annuncia dimissioni
TOKYO – Il primo ministro giapponese Naoto Kan ha annunciato oggi, giovedì, che presenterà le dimissioni una volta compiuti i passi fondamentali per la ripresa dal disastro provocato da terremoto e tsunami. Kan, diventato premier un anno fa, è stato fortemente criticato per ritardi nella costruzione di case per gli sfollati, mancanza di trasparenza e informazione sull'evacuazione. Intanto il gruppo dell'opposizione Liberal democratico ha presentato una mozione di sfiducia.

Palestina: aumentano arresti minori ad opera di Israele

Palestina: aumentano arresti minori ad opera di Israele
QUDS (GERUSALEMME) – Un’organizzazione non governativa palestinese ha informato dell’aumento degli arresti dei bambini palestinesi ad opera dell’esercito israeliano. Secondo l’agenzia Quds, la Comunità per i Diritti Cittadini palestinesi, di stanza a Gerusalemme, ha spiegato che negli ultimi 12 mesi l’entità sionista ha arrestato 760 bambini solo a Gerusalemme. Complessivamente sono 12 mila i palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane.

Libano: Nasrallah, Usa e Israele hanno piano per spartire nazioni Mediorientali

Libano: Nasrallah, Usa e Israele hanno piano per spartire nazioni Mediorientali

BEIRUT – Il Segretario Generale degli Hezbollah libanesi ha definito pericolosa la situazione della regione spiegando che Usa e Israele mirano a spezzare in più parti alcuni paesi della regione. “Si parla della divisione dello Yemen. Anche in Sudan si parla del piano di divisione in due parti, una a nord e una a sud. Anche altri paesi sono in pericolo. Per lo Yemen il complotto è stato organizzato, pure per la Libia è così e pare che si pensi a qualcosa di simile per l’Iraq”, ha detto Nasrallah. Egli ha aggiunto: “È un piano israelo-americano che al primo passo venne sconfitto da noi nel 2006 ma che ora è tornato alla riscossa. Per questo salvaguardare l’unità è un dovere per tutte le nazioni della regione”.

Festa 2 giugno, divieto sorvolo su Roma in campo anche i tiratori scelti

Città blindata, misure di massima sicurezza per le oltre 80 delegazioni estere presenti alla parata dei Fori Imperiali.

ROMA - Per la parata del 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica del 150° anniversario dell'unità d'Italia, a Roma scattano misure di sicurezza eccezionali, in virtù anche della presenza di oltre ottanta delegazioni straniere ad altissimo livello.
Il centro sarà blindato e presidiato anche da tiratori scelti e forze speciali: in tutto saranno 2.500 tra militari e agenti a sorvegliare la capitale. Previsto il divieto di sorvolo dalle 6 alle 22. Dalle prime ore del 2 giugno sarà attivato il Centro per la Gestione della Sicurezza dell'Evento presso la Sala operativa della Questura, che riceverà le immagini degli elicotteri del Reparto Volo della Polizia di Stato e delle telecamere cittadine.
L'area di massima sicurezza, cioè le tribune dei Fori Imperiali, è il nucleo intorno al quale si allarga l'area riservata, da piazza Venezia a piazza del Colosseo, e più oltre l'area di rispetto, cioè l'area urbana circostante. I varchi di accesso per il pubblico saranno predisposti in piazza Venezia e piazza del Colosseo, mentre tutte le zone interessate dai dispositivi di sicurezza sono state suddivise in 14 microaree, affidate a dirigenti e funzionari della Questura che da questa notte saranno impiegati nel coordinamento dei contingenti.
Per le delegazioni estere saranno predisposti servizi di tutela mirati sia per gli spostamenti che nelle sedi dove saranno alloggiate. Le bonifiche, già scattate, prevedono l'impiego di unità cinofile antisabotaggio e degli artificieri. Negli spazi aeroportuali personale assicurerà un'ulteriore attività di monitoraggio.

LIBIA: ANCORA RAID AEREI NATO NELLA NOTTE SU TRIPOLI

(AGI) Tripoli - Sono proseguiti incessantemente anche la notte scorsa i bombardamenti aerei della Nato su Tripoli: poco dopo mezzanotte e mezza la citta' e' stata teatro di almeno sei esplosioni in rapida successione, seguite qualche minuto piu' tardi da un'ulteriore serie di boati, ancora piu' numerosi. I raid notturni alleati contro obiettivi strategici a Tripoli sono ormai in corso da oltre una dozzina di giorni consecutivi .

PAKISTAN: ATTACCO IN MASSA RIBELLI NEL NORD-OVEST, 28 MORTI

(AGI) Peshawar - Nuovo attacco della guerriglia nel Pakistan nord-occidentale, dove diverse centinaia di miliziani armati fino ai denti hanno circondato per quasi 24 ore e poi assaltato una postazione della polizia a Shaltalu, nel distretto montuoso di Dir, a pochi chilometri dal confine con l'Afghanistan.
Nell'assedio sono rimasti uccisi almeno 23 agenti. Morti anche cinque civili, tra cui due donne, a causa delle salve di mortaio sparate dai ribelli e abbattutesi sulle loro case .

La prima missione di Angelino "Bisogna bloccare subito Tremonti"

In pole per la successione. Tesoro sotto processo. La componente degli ex An si sente scavalcata e non digerisce la nuova nomina.

di CARMELO LOPAPA
ROMA - La più "democristiana" delle rivoluzioni per mettere all'angolo Tremonti. Alfano alla guida del partito ma tenendo in piedi il triumvirato Verdini, La Russa e Bondi, ormai commissariato. Sarà l'ex Guardasigilli, nei disegni del presidente del Consiglio Berlusconi, a intervenire ogni qualvolta il ministro dell'Economia opporrà resistenza alle decisioni del premier. A cominciare da una riforma fiscale che il Cavaliere continua a invocare per correre ai ripari dopo la disfatta e sulla quale l'inquilino di via XX Settembre continua a nicchiare.
"Spetterà ad Angelino l'ultima parola sulle scelte politiche strategiche, anche di governo, alla quale tutti nel partito dovranno attenersi" è la ratio della designazione che Berlusconi spiega ai ministri più fidati prima di aprire l'ufficio di presidenza del partito. L'ex dirigente dei giovani dc agrigentini Alfano, da questo momento diventa il cuscinetto, la stanza di compensazione tra il presidente del Consiglio e il governo. "Abbiamo perso per colpa della crisi e della nostra incapacità di dare risposte agli elettori. Ecco perché uno dei primi nodi da affrontare, alla svelta, è il rilancio economico e la riforma del fisco". Il processo a Tremonti il premier lo apre così, con poche, gelide battute, un implicito atto di accusa. L'ufficio di presidenza del partito è iniziato da poco.
C'è tutto lo stato maggiore alla corte di Palazzo Grazioli. Arriva in ritardo, ma arriva, anche il superministro dell'Economia che sul banco degli imputati proprio non intende sedere. Difende la linea del rigore. "Serve attività ma anche serietà. Non siamo di fronte a un ciclo economico negativo normale, ma ad una rivoluzione che si protrarrà per anni e noi dobbiamo difendere il debito pubblico". Come dire, i cordoni della borsa non si apriranno. È a quel punto che il governatore Formigoni sbotta: "Capisco il contesto di crisi e i vincoli imposti dai commissari Ue, ma l'Europa non può essere burocrazia, deve essere politica e se ci sono regole troppo stringenti, dobbiamo farci sentire". Brunetta concorda. La tensione è all'apice. Anche perché Tremonti a quel punto incalza. Sulla sua filosofia non transige: "Forse non a tutti è chiaro che la disciplina europea sui conti pubblici si è fatta più stringente. Siamo noi a dover rendere conto agli altri 26 paesi, non è il contrario". Nessuno dei ministri e dei dirigenti interviene in difesa del ministro. Al Cavaliere non resta che convocare per la prossima settimana un nuovo ufficio di presidenza, questa volta per mettere nero su bianco le basi per il rilancio dell'azione di governo, dopo aver sciolto ieri il nodo partito.
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I sospetti di Berlusconi "Dalla Corte una scelta politica tentano l'ultima spallata"

Bossi: Silvio è bollito, ma non so se mollarlo adesso. Il premier: "I costi dell'energia in Italia sono del 40% superiori a quelli della Francia". A Palazzo Chigi temono che anche la Lega possa strumentalizzare i referendum.

di FRANCESCO BEI
ROMA - A palazzo Chigi la decisione salva-referendum della Cassazione arriva come una secchiata d'acqua fredda. Nessuno se l'aspettava, Berlusconi e Romani erano certi di aver disinnescato la bomba. Anzi, seguendo canali riservati, il premier aveva le sue ragioni per ritenere che la maggioranza dei 18 giudici della Cassazione avrebbero rigettato la richiesta del comitato referendario. Previsione sbagliata. Anche per questo la sua reazione ieri è stata esplosiva: "Mi era stato detto che la decisione sarebbe stata diversa. Evidentemente hanno cambiato idea dopo il risultato dei ballottaggi. È chiaramente una mossa politica, pensano di darmi la spallata definitiva".
Ora il premier è preoccupato, giudicava scontato che non ci sarebbe stato il quorum sul legittimo impedimento, ma con il nucleare in ballo tutto può cambiare. Per questo il premier ha dato un ordine preciso: "Come al solito i magistrati si inventano di tutto pur di farmi fuori. Ma non dobbiamo cadere nella loro trappola, dobbiamo togliere ogni valenza politica a questo referendum".
Così matura la decisione di lasciare libertà di scelta, senza dare indicazioni agli elettori. Ed è Gaetano Quagliariello, durante l'ufficio di presidenza del Pdl, l'unico a prendere la parola sull'argomento per spiegare a tutti che "da adesso fino al voto meno ne parliamo e meglio è". È la strategia del silenzio, l'unica opzione possibile per tentare di limitare il danno, per "depoliticizzare" il voto referendario ed evitareripercussioni sul governo. Con la recondita speranza che la Consulta, nella possibile riunione di martedì, dia torto alla Cassazione e giudichi inammissibile il nuovo quesito. Ma sono in pochi a farsi illusioni. Peppino Calderisi, l'esperto giuridico del Pdl, il mago dei codici, è pessimista: "Vista l'aria che tira non mi aspetto una decisione difforme. Se fossi nel comitato per il no almeno farei cambiare il titolo del quesito, appellandomi alla Cassazione. Perché adesso è un falso bello e buono, non ha alcun senso scrivere sulle schede "Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare". Quelle presunte "nuove norme" semplicemente non esistono".
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Berlusconi: “Interverremo su Annozero”

Alla fine dell’ufficio di presidenza del PdL il premier ne dice di tutti i colori. Contro stampa, Rai e Pd

Una delle cause per cui il centrodestra ha perso le elezioni e’ stata la serie di trasmissioni tv della Rai come ‘Annozero’, “trasmissioni micidiali che hanno dato una visione distorta della realta’ di Milano e delle citta’ in cui si votava”. Lo dice Silvio Berlusconi aggiungendo: “ci impegneremo in Parlamento affinche’ questo non possa piu’ accadere”.

PD PATETICO - Il Pdl “e’ un grande partito”, “siamo ancora determinanti” e i sondaggi “ci danno quattro punti in piu’ del Pd”, ha poi detto il premier in conferenza stampa. Poi è passato all’autoapplauso in economia: ‘E’ stato miracoloso mantenere il bilancio in ordine senza colpire i cittadini. Noi non abbiamo messo le mani nelle loro tasche’. Il premier ha anche aggiunto che ‘crediamo di meritare quasi un monumento perche’ rispetto ai governi europei noi non abbiamo adottato nessuna misura punitiva verso i cittadini’. Su Alfano, dice sempre Silvio, il PdL “si è espresso all’unanimità”, come ai bei tempi di Stalin. Riguardo la batosta elettorale: “‘Abbiamo fatto un’analisi senza indulgenze ma anche senza depressioni: abbiamo pagato dazio perche’ siamo al governo’”, ma il Pdl sara’ ancora un partito “protagonista”, “abbiamo sondaggi di oggi che ci danno ancora 4 punti di distacco nei confronti del Pd”. Chissà se sono gli stessi che davano la Moratti stravincente a Milano. Tra le cause della sconfitta, le televisioni che sono “contro il governo, a parte Mediaset”, e trasmissioni “micidiali come quella di Anno Zero su Milano: sfido chiunque abbia visto quei servizi a votare per la nostra parte’.

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http://www.giornalettismo.com/archives/127853/berlusconi-interverremo-su-annozero/

Le nuove intercettazioni del Bunga Bunga con Briatore e la Santanchè

L’inchiesta sullo yacht del marito della Gregorace potrebbe portare nuovi elementi all’indagine su Berlusconi, Fede e Mora

Un gruppo di nuove intercettazioni telefoniche. Che sarebbero già transitate da Genova a Milano, dove potrebbero essere utilizzate, se non nel processo Ruby, almeno in quello che vede imputati Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. E con protagonisti d’eccezione: Flavio Briatore e Daniela Santanchè. Al telefono, sembra, mentre parlano delle feste di Arcore. Questo il contenuto di un articolo di Gianni Barbacetto, che per primo parlò del caso Ruby, sul Fatto Quotidiano. La storia è un po’ complicata:

Inizia a Genova nel 2010, quando la Guardia di finanza avvia un’indagine, coordinata dal pubblico ministero Walter Cotugno, su reati finanziari commessi attraverso finti contratti d’affitto di yacht. Il gioco era questo: i proprietari d’i m b a rc a z i o – ni da diporto risparmiavano sulle tasse facendo risultare che le barche (di loro proprietà) erano invece affittate. Le società di chartering godono infatti di buone agevolazioni fiscali, che non spettano ai singoli proprietari. L’indagine coinvolge anche alcuni imprenditori e alcuni vip da rotocalco. Tra questi, Briatore: il suo yacht di sessanta metri, il “Force Blue”, è intestato a una società di chartering che ufficialmente lo affitta a 34 mila euro al giorno. Ma secondo il pm non è mai stato affittato ed è utilizzato soltanto da Briatore. Nel maggio 2010, la Guardia di finanza pone sotto sequestro, al largo di La Spezia, il “Force Blue”. Con seguito di polemiche (“Da quando siamo stati costretti ad abbandonare il nostro yacht, il piccolo Nathan Falco piange spesso, non è più tranquillo e sereno come prima”, dichiara al settimanale Diva e donna la moglie di Briatore, Elisabetta Gregoraci, che poi però smentisce di aver detto quella frase a proposito del figlio nato due mesi prima).

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http://www.giornalettismo.com/archives/127874/le-nuove-intercettazioni-del-bunga-bunga-con-briatore-e-la-santanche/

Anche la serie A nel mirino della Banda Signori: rischio retrocessioni e penalizzazioni

La scommessopoli del calcio travolge Atalanta e Siena neopromosse. E rischia di lambire anche la massima serie

Telefonate, puntate, riscossioni. E anche qualche minaccia. Le intercettazioni delle telefonate fra calciatori nella scommessopoli che rischia di travolgere il mondo del calcio, e di costringere la giustizia sportiva a rivedere le classifiche del campionato di serie A appena concluso; anche e soprattutto la B è nel mirino, specialmente dopo le parole del Gip Salvini, che ha citato Atalanta e Siena tra le società implicate. Delle partite parlano Giuliano Foschini e Marco Mensurati su Repubblica:

BRESCIA-BOLOGNA La telefonata più inquietante è quella che getta sospetti sulla partita Brescia-Bologna, finita 3-1 esattamente come preventivato dalla banda. Il dettaglio è contenuto nei brogliacci di una telefonata intercorsa “tra l’informatore Pietro Bassi, amico del direttore sportivo della Nocerina” e Gianfranco Parlato, membro della banda. Bassi spiega: «La settimana prossima il Brescia prende tutto contro il Bolo». E poi dà nel dettaglio tutta una serie di risultati relativi a partite ancora da effettuare, che coincidono con quelli che si verificheranno: Crociati Noceto- Aquila (0-1), Taranto-Nocerina (2-1), Lucchese-Benevento (1- 2), Brescia-Bologna (3-1).

GLI “ATTORI” DI INTER-LECCE Massimo Erodiani, l’uomo della banda che parla con gli Zingari, avverte il portiere della Cremonese Marco Paoloni che questi vogliono giocare denaro sull’incontro Inter-Lecce ma chiedono in garanzia di poter incontrare almeno due calciatori che saranno in campo. E.: «Li abbiamo contattati sti zingari di mmerda. Erano interessati, solo che ci hanno messo un vincolo. Vogliono vedere almeno “due attori”. Ci ho detto va a fanculo… va cammina». P: “Ehhh”. E: “Tu ci riesci a fare un miracolo del genere?». Nella telefonata successiva tra Erodiani e un altro scommettitore, Erodiani dice “di stare tranquillo”, perché, annotano gli investigatori, “è in contatto personalmente con alcuni giocatori del Lecce”. Il miracolo, evidentemente, era riuscito. Sempre nella stessa conversazione Erodiani fa il nome di uno dei suoi uomini nel Lecce: «Abbiamo l’interlocutore. E’ Corvia». Alla fine Inter-Lecce viene combinata. E la comunicazione ufficiale è contenuta in una serie di sms mandati da Parlato, un altro membro della banda. «Lecce over e vai sereno il resto lascialo stare» dice genericamente il primo. Il secondo è più specifico. «Hanno fatto loro, cazzo. E fanno 3.5 ma per stare sereni col cazzo in mano vai con 2,5 come ti ho detto cazzo». Cioè la direttiva è scommettere su una partita che finisca con tre gol o più.

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http://www.giornalettismo.com/archives/127879/anche-la-serie-a-nel-mirino-della-banda-signori-rischio-retrocessioni-e-penalizzazioni/

Giustizia: Berlusconi, riforma rimane in campo, sara' portata avanti da nuovo ministro

Roma, 1 giu. (Adnkronos) - La riforma della giustizia "rimane in campo" e "sara' portata avanti dal Parlamento e dal nuovo ministro della Giustizia". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa a palazzo Grazioli.