lunedì 4 luglio 2011

Rai: avviata inchiesta interna sui favori a Mediaset... con 6 anni di ritardo


Rai: avviata inchiesta interna sui favori a Mediaset... con 6 anni di ritardo
ROMA - Chi l'ha detto che le notizie sono solo quelle di attualità? La Rai ha deciso di avviare una indagine interna, sui "favori" fatti dai dirigenti Rai a Mediaset nel 2005.
Tutto nasce da una serie di intercettazioni telefoniche fatte, nell'ambito di una inchiesta penale, ad alcuni dirigenti della Tv di Stato. In esse, pur non essendoci nulla di penalmente rilevante, c'è uno spaccato di come dalla Rai si facesse il possibile per aiutare la concorrenza. A farlo erano alcuni dirigenti come Daniela Bergamini (prima segretaria di Silvio Berlusconi, poi dirigente Rai, ora parlamentare del Pdl), intercettata diverse volte mentre parlava con i responsabili Mediaset in occasione dei risultati delle amministrative del 2005. In quella occasione si andò al voto per l'elezione di 15 governatori regionali e Forza Italia e Lega - più l'Udc ed altri partiti minori - ne vinsero solo due (Formigoni in Lombardia e Galan in Veneto). Negli stessi giorni morì anche Papa Giovanni Paolo II; e nelle intercettazioni si sente la Bergamini consigliare i suoi interlocutori della concorrenza di distrarre la gente dai risultati elettorali mandandoli in seconda serata (con l'istituto di sondaggi che si assumeva la responsabilità dei ritardi nella presentazione dei dati provvisori) e via di questo passo.
Le intercettazioni furono già pubblicate e conosciute all'epoca; furono anche lo spunto per una contestatissima puntata del Decameron di Daniele Luttazzi, in onda su La7 e furono occasione per un'altra querela di Mediaset contro Repubblica. Ma non ebbero altre conseguenze. Invece da un po' di tempo c'è stata Repubblica.it che ha riproposto i sonori di quelle intercettazioni, con una campagna giornalistica; e questo sta facendo muovere qualcosa. Tanto che la direzione generale ha deciso di far partire una indagine interna.
Dal canto suo anche la politica si muove. L'Italia dei Valori ha annunciato una class action contro i dirigenti Rai infedeli: Deborah Bergamini, Clemente Mimun, Alessio Goria, Fabrizio Del Noce, Francesco Pionati e altri dovranno risarcire i telespettatori danneggiati dalla infedeltà dei manager del servizio pubblico.

Diffuso nuovo identikit al computer di Matteo Messina Denaro


Diffuso nuovo identikit al computer di Matteo Messina Denaro
PALERMO - La Polizia Scientifica ha diffuso un nuovo identikit del boss mafioso Matteo Messina Denaro, che dovrebbe essere una immagine piùaderente alla realtà della foto che normalmente circola è che ormai ha una ventina di anni. L'immagine è stata creata tramite un programma, denominato "Age progression", che simula "l'invecchiamento" dovuto all'età. Naturalmente, come immagine, è da prendere con le molle, ma dà l'idea.
La realtà è che nessuno sa dove sia o che faccia abbia in realtà il numero 1 dei superlatitanti. A 49 anni è considerato il capo indiscusso della mafia siciliana, condannato all'ergastolo come esecutore delle stragi del 1993 e per numerosi altri omicidi.
Il ritratto è stato fatto anche tramite le dichiarazioni dei pentiti che l'hanno visto più o meno di recente. Inoltre pare che sia il tipo che veste bene e ama circondarsi di belle donne; non certo il tipo che si nasconde in una masseria e si accontentava di pane e companatico come faceva Bernardo Provenzano.

Finanziaria al Quirinale: tornano i tagli alle rinnovabili


ROMA - Finalmente, alle 12.30 di oggi, il decreto legge che contiene le misure decide dal governo per aumentare le entrate di 40 miliardi e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. E non è escluso che questo ritardo, rispetto alla presentazione alla stampa fatta la settimana scorsa, siano servite per fare qualche modifica finale. Per esempio, è tornata la norma che dispone il taglio agli incentivi a favore dell'energia elettrica ottenuta attraverso energie rinnovabili. Abolita grazie al Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani, che paventava rischi di chiusura per le aziende del settore, è ritornata per le insistenze del Ministro della Semplificazione Legislativa Roberto Calderoli. Ma in versione semplificata: tutti gli incentivi concei restano, ma sono tagliati del 30% a partire dal primo gennaio 2012.
Resta il taglio alla rivalutazione delle pensioni: del 45% tra i 1400 e i 2300 euro lordi; del 100% oltre i 2300 euro lordi. Viene introdotta anche la sovrattassa sulle autovetture: 10 euro per ogni kw superiore ai 225. Ma si tratta di una tassa che colpirà pochissime persone, dato l'altissimo limite imposto. Resta anche il taglio dei costi della politica del 10%, ma viene rinviato alla prossima legislatura.

Caso Orlandi, lettera anonima rilancia pista massonica. Consegnata ai carabinieri

Treviso, 4 lug. (Adnkronos) - Questa mattina i carabinieri di Villorba, in provincia di Treviso, hanno chiesto alla casa editrice Edizioni Anordest l'originale di una lettera anonima ricevuta venerdì. La lettera, spedita per posta e timbrata da Palermo, è firmata da 'Kate S. Boards', espressamente indicato come 'nome fittizio', del quale si riporta anche un indirizzo di Agrigento.
Il testo della lettera rilancia la pista massonica facendo riferimento al gruppo 'Phoenix', che nei mesi successivi alla scomparsa di Emanuela Orlandi lasciò cinque messaggi ad alto contenuto intimidatorio in alcune chiese romane.
Nel libro 'Mia sorella Emanuela', scritto dal giornalista Fabrizio Peronaci e da Pietro Orlandi, e recentemente pubblicato proprio dalle Edizioni Anordest, il gruppo 'Phoenix' per la prima volta dopo 28 anni vieneidentificato in ambienti del Sisde.
Fu proprio un agente segreto che era in costante contatto con la famiglia Orlandi a svelare la reale identità del gruppo. Il mittente, sedicente 'Kate S. Boards', deduce dall'analisi di alcune espressioni dei comunicati di 'Phoenix' riportate nel libro (''irregolare obbedienza'' e altre) una pista ''massonica-esoterica'' sia per il caso Orlandi sia per la scomparsa di Mirella Gregori (un'altra ragazzina quindicenne scomparsa a Roma, sempre nel 1983).
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Caso-Orlandi-lettera-anonima-rilancia-pista-massonica-Consegnata-ai-carabinieri_312203706825.html

Scontri in Val di Susa, Maroni: ''Violenza di stampo terroristico, si ipotizzi reato di tentato omicidio''

Torino, 4 lug. (Adnkronos/Ign) - E' di quasi 400 feriti tra forze dell'ordine e dimostranti il bilancio con cui domenica si è chiusa la lunga giornata di scontri in Val di Susa. E sfora il muro dei 200 il numero di personale delle forze dell'ordine ferito: esattamente 204. Finora, inoltre, quattro le persone arrestate.
''Mi auguro che la magistratura vada fino in fondo e colpisca duramente e sono d'accordo con chi ipotizza il reato di tentato omicidio nei confronti di chi ha lanciato bottiglie incendiarie contenenti ammonica contro i nostri poliziotti''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni, commentando gli incidenti. Lanciare bottiglie incendiarie ''significa attentare alla vita di quei poliziotti che altro non facevano che difendere la legalità e la democrazia'' ha aggiunto.
Per questo il ministro, confermando "che l'opera sarà fatta e saranno garantite tutte le misure di sicurezza", ha ribadito che in Val di Susa è stata scritta una nuova ''pagina molto, molto brutta'', caratterizzata da una violenza definita "eversiva" dal Presidente della Repubblica e " io aggiungo di stampo terroristico che va condannata da tutti e che vogliamo contrastare con ogni mezzo''.
Negli scontri sono stati feriti 37 carabinieri, 15 finanzieri e 136 agenti della Polizia di Stato (un primo dirigente, 5 funzionari e 130 operatori dei reparti mobili). "E' stata un'azione violenta, organizzata, deliberata e prolungata" ha detto il Comandante del reparto operativo dei Carabinieri di Torino, tenente colonnello Nicola Fozzi. Sulla testa delle forze dell'ordine sono volati bulloni, pietre, bombe carta, bottigliette con ammoniaca e altri oggetti lanciati con le fionde o a mano. "Gli uomini cadevano come birilli - racconta il tenente colonnello - ma le conseguenze sarebbero potute essere molto peggiori".
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Scontri-in-Val-di-Susa-Maroni-Violenza-di-stampo-terroristico-si-ipotizzi-reato-di-tentato-omicidio_312202265454.html

Roma: scontro Pdl-Sabina Guzzanti su occupazione ex cinema Palazzo

Roma, 4 lug. (Adnkronos) - Sabina Guzzanti vs Daniele Capezzone. Oggetto della contesa l'ex cinema Palazzo, nel quartiere San Lorenzo di Roma, preso in affitto da una societa' che vuol realizzare un casino'. Il portavoce del Pdl aveva convocato una conferenza stampa proprio per denunciare ''l'occupazione abusiva'' dell'immobile. La Guzzanti entra nella sala della conferenza stampa per difendere l'occupazione e ricorda a Capezzone che ''il piano regolatore vieta di aprire sale giochi'' in quella zona. I toni salgono e tra i due si scatena un botta e risposta. ''Sei un'occupante abusiva e prepotente'', punta l'indice Capezzone.

Nuovi guai per Strauss-Kahn, scrittrice annuncia: lo denuncio per tentato stupro

Dominique Strauss-Kahn (Xinhua)
Parigi, 4 giu. (Adnkronos) - Nuovi guai per Dominique Strauss-Kahn. La scrittrice francese Tristane Banon, 32 anni, ha fatto sapere che denuncerà domani l'ex direttore dell'Fmi per tentato stupro. Lo ha dichiarato al sito de L'Express l'avvocato della donna, David Koubbi.
"Tristane Banon ha veramente subito ciò di cui accusa Strauss-Kahn", ha affermato il legale, aggiungendo che la prescrizione per il tentato stupro è di dieci anni. "Ciò che avviene negli Stati Uniti non ci riguarda, lo ripeto -ha detto- Se il dossier dell'accusa contro Strauss-Kahn è vuoto, il nostro non lo è. E' estremamente solido".
Il presunto tentativo di stupro risale al febbraio 2003, durante un'intervista che la Banon aveva chiesto a Dsk per un suo libro. Allora la madre della Banon, eletta nel partito socialista, aveva convinto la figlia a non sporgere denuncia. Ma la vicenda era riemersa quando l'economista francese è stato arrestato il 14 maggio a New York per una presunta aggressione sessuale contro una cameriera d'albergo. Venerdì scorso il tribunale di New York ha revocato gli arresti domiciliari a Strauss-Kahn dopo che sono emersi gravi dubbi sulla credibilità della sua accusatrice.

Quanti sono i morti provocati dalle guerre ?


Quanti sono i morti provocati dalle guerre ?

WASHINGTON-Quanti morti ha provocato la guerra contro “il terrore” dopo l’attacco alle Torri gemelle l’11 settembre 2001 ? Almeno 225mila e sono stati spesi non meno di 3.700 miliardi di dollari: sono le conclusioni di uno studio della Brown University, che parla di ”stima prudente”, riferendosi ai conflitti in Iraq, Afghanistan e alla campagna antiterrorismo in Pakistan. ”Una stima estremamente prudente del bilancio delle vittime dirette di queste guerre arriva a questo stadio a 225mila morti e a circa 365mila feriti”. In questo ambito, il numero dei soldati uccisi, secondo la ricerca, è di 31.741, di cui circa 6mila sono americani, 1.200 dei Paesi alleati, 9.900 iracheni, 8.800 afghani, 3.500 pakistani e 2.300 vigilantes di società private di sicurezza. Ma a pagare il tributo di sangue più elevato sono i civili, con 172mila morti, di cui 125mila iracheni, 35mila pachistani e 12mila afghani. Quanto agli insorti uccisi, il numero oscilla fra i 20mila e i 51mila. Inoltre, dall’inizio della Guerra al terrorismo nel 2001, sono morti sul campo anche 168 giornalisti e 266 operatori umanitari. La massa di profughi e di sfollati a causa delle tre guerre è all’incirca di 7,8 milioni. Il costo economico delle guerre sostenuto dagli Stati Uniti nell’ultimo decennio è calcolato dall’università Brown in 3.700 miliardi di dollari (2.550 miliardi di euro circa, cioè un quarto del debito americano.

Crimini di guerra in Bosnia, Mladic boicottera' udienza Tpi


Crimini di guerra in Bosnia, Mladic boicottera' udienza Tpi
BRUXELLES - Ratko Mladic, l'ex generale serbo bosniaco accusato di genocidio e crimini di guerra e contro l'umanità per la guerra in Bosnia, boicotterà l'udienza di domani davanti al Tribunale penale per i crimini nella ex Jugoslavia. A riferirlo è il suo avvocato Milos Saljic. "Mladic non ha intenzione di comparire domani in aula, a meno che non sia costretto", ha detto il legale, motivando la decisione con il fatto che il team di difesa dell'ex generale non è stato ancora approvato.

Usa: FBI porto' Hemingway al suicidio


Usa: FBI porto' Hemingway al suicidio
WASHINGTON - A. E. Hotchner, intimo amico del grande scrittore americano Ernest Hemingway ha rivelato che il vincitore del Premio Nobel si tolse la vita a causa dell' "angoscia" causata dal fatto di essere stato continuamente spiato dall’Fbi. A.E. Hotchner, che era amico di Hemingway e il suo fedele collaboratore durante gli ultimi 13 anni della sua vita, ha sostenuto che negli ultimi anni della vita Hemingway, sospettato di avere legami con Cuba, era perseguitato dall'Fbi e la continua sorveglianza degli agenti dell'FBI ha sostanzialmente contribuito alla sua angoscia e al suo suicidio”.
Il romanziere americano Ernest Hemingway si è tolto la vita con un colpo di doppietta nella sua casa di Ketchum, Idaho, a 62 anni.

Iran partecipa per la prima volta ad un seminario Nato


Iran partecipa per la prima volta ad un seminario Nato
LA MADDALENA – Oggi e domani, il 4 e 5 luglio, si svolgerà nell'isola de La Maddalena in Sardegna, il seminario annuale del gruppo speciale "Mediterraneo e Medio Oriente" (GSM) dell'assemblea parlamentare della Nato e per la prima volta parteciperà pure la Repubblica Islamica dell’Iran.L'evento è dedicato all'analisi della situazione politica e militare nel Mediterraneo, nel Medio Oriente e nel Golfo, con particolare riferimento alla transizione nei paesi arabi, al ruolo dell'Iran nella regione, alla situazione in Iraq e alle operazioni Nato nel Mediterraneo e l’Iran è stato invitato da parte dei paesi dell’Unione Europea. Sono previsti gli interventi del vice ministro degli Esteri della Repubblica Islamica d'Iran, Ali Ahani, dell'ex primo ministro iracheno Iyad Allawi, del leader del partito democratico del Kurdistan iracheno Nechirwan Barzani, dell'ammiraglio Samuel J. Locklear III, capo del Comando delle Forze alleate del Sud Europa. Nella prima giornata i lavori saranno introdotti da Vahit Erdem (Turchia), presidente del GSM, dal senatore Sergio De Gregorio, presidente della delegazione italiana dell'Assemblea parlamentare della Nato, e dal senatore Fedele Sanciu, presidente della Provincia Olbia-Tempio. Della delegazione italiana fanno parte il vicepresidente Antonello Cabras, i senatori Enzo Bianco, Elio Lannutti e Giovanni Torri e i deputati Giorgio La Malfa e Arturo Parisi. Interverranno per il governo italiano Giuseppe Cossiga e Stefania Craxi, sottosegretari rispettivamente alla Difesa e agli Esteri.

Egitto: 200 feriti al Cairo, mercenari attaccano protestanti


Egitto: 200 feriti al Cairo, mercenari attaccano protestanti
CAIRO - Violenti scontri sono scoppiati ieri sera in piazza Tahrir al Cairo - con un bilancio di 200 di feriti - fra "venditori ambulanti" e manifestanti che hanno di nuovo piazzato le tende nella piazza. I "venditori", secondo le denunce dei manifestanti, li hanno attaccati con coltelli, bastoni e pietre e hanno appiccato fuoco alle tende. I dimostranti hanno risposto e gli scontri sono proseguiti per ore. Secondo testimoni, alcuni venditori hanno ammesso di aver preso denaro per causare disordini.

Italia: Bossi, le guerre finiscono quando finiscono i soldi e i soldi sono finiti


Italia: Bossi, le guerre finiscono quando finiscono i soldi e i soldi sono finiti
"Ci sono uomini in giro che costano un sacco di soldi e non vedo quale principio stiamo difendendo". La dura critica alle missioni del ministro per le Riforme, Umberto Bossi, arriva nel giorno della morte di un soldato italiano in Afghanistan.
Bossi ha poi aggiunto: l'Italia ha "uomini in Libia, in Afghanistan e ogni tanto ne muore anche qualcuno. Quando Berlusconi ha parlato con l'inviata americana ha detto 'li porto a casa gli uomini anche dall'Afghanistan'.
Quanto alle missioni all'estero, Bossi nel suo comizio nel bergamasco parla chiaro: ''Le guerre finiscono quando finiscono i soldi... e i soldi sono finiti''. Il Senatùr ha poi aggiunto: "Io e Calderoli abbiamo fermato nuovi soldi per le guerre: volevano caricarci altri soldi per le guerre, li abbiamo bloccati". Con quei soldi, ha detto poi Bossi, ""si potevano vincere le amministrative a Milano".

Arti amputati con sega elettrica, occhi cavati…nuove rivelazioni sulle torture americane in Iraq


Arti amputati con sega elettrica, occhi cavati…nuove rivelazioni sulle torture americane in Iraq
Erano venuti per portare Democrazia e Libertà; almeno così avevano annunciato. Portarono guerra, distruzione e atrocità, e solo col passare del tempo si apprende di cosa furono capaci.

Il rappresentante del sindacato dei prigionieri iraqeni ha rivelato all’agenzia “Al-Iraq News”, che violentare, tagliare gli arti con la sega elettrica, spruzzare acido sul corpo, perforare il corpo con cacciavite elettrico, togliere le unghia e cavare gli occhi sono alcune delle torture inflitte dagli americani ai prigionieri iraqeni nelle prigioni segrete sparse per l’Iraq.
Una conferenza tenutasi nel 2008 con la cooperazione dell’Università di Bruxelles, in Belgio, riuscì a rivelare alcune delle verità e dei dati sconcertanti su ciò che hanno commesso gli americani nelle prigioni segrete ai danni dei poveri iraqeni.
Resoconto di Human Rights Watch
Nel 2008 HRW pubblicò un rapporto che rivelò che gli americani avevano imprigionato nelle carceri segrete 25 mila iraqeni senza nemmeno sapere della loro colpevolezza; senza aver nemmeno comunicato loro il perchè dell’arresto e senza naturalmente un processo. Secondo il rapporto Onu dello stesso anno i numeri sono più o meno gli stessi. Sono 38 mila i prigionieri iraqeni e di questi 18 mila si trovano nelle prigioni gestite dagli americani. Molto differente è invece il numero dato dalla croce rossa internazionale. 60 mila sono i prigionieri in tutto e circa la metà si troverebbero nelle mani degli americani.
I quattro “gruppi” di prigionieri iraqeni e i centri di detenzione
I documenti pubblicati dal sindacato dei prigionieri iraqeni rivelano che gli Usa avevano diviso in quattro “gruppi” i loro prigionieri iraqeni.
Il primo gruppo era quello delle persone arrestate durante le operazioni militari tra il 20 marzo ed il 9 aprile 2003.
Il secondo gruppo, noto come lista nera, comprendeva i 55 alti responsabili del regime Baath ed il primo della lista era Saddam.
Il terzo gruppo era quello delle persone arrestate con l’accusa di aver collaborato con i terroristi.
Il quarto gruppo era quello dei delinquenti comuni.
Le principali strutture di detenzione in Iraq erano quelle di Buka, Kruber e Suse.
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La tassa sul porno va alla grande


Operativa dal 2008, porta 21 milioni nelle casse dello Stato
Il porno e i tele imbonitori rendono. Anche al fisco. L’erario con la ‘pornotax’, cioe’ l’addizionale del 25% su chi produce materiale pornografico, sui ‘tele-imbonitori’ e i non meglio identificati produttori di trasmissioni che incitano alla violenza, ha incassato infatti (oltre ai circa 20 milioni gia’ contabilizzati) altri, esattamente, 1.022.889,47 euro.
UN BELL’INCASSO - Il calcolo al centesimo è fornito dal direttore generale delle finanze, Fabrizia Lapecorella e dal Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio in un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’incasso passa così a circa 21 milioni. Piu’ tecnicamente la ‘pornotax’ è l’addizionale del 25% alle imposte sul reddito sulla produzione, distribuzione e rappresentazione di materiale e programmi televisivi di contenuto pornografico e di incitamento alla violenza, nonché di trasmissioni televisive volte a sollecitare la credulita’ popolare’, per la quale risultano accertamenti per il 2010 pari a 21.022.889,47 di euro.
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Beppe Grillo e le prove di dittatura



Il discorso del comico in Val di Susa: “Il mandante è Maroni”
Eccolo, nel resoconto di Maurizio Tropeano, inviato a Chiomonte per La Stampa, il discorso di Beppe Grillo in Val di Susa ai No-Tav che ha scatenato le polemiche politiche:
Quando Alberto Perino gli passa ilmicrofono Beppe Grillo non fa niente per placare la rabbia del popolo No Tav. Spiega di avere dei limoni in tasca – «ecco con che cosa ci difendiamo dai gas tossici vietati dall’Ue» – e poi, con alle spalle i poliziotti in assetto antisommossa protetti dal filo spinato, attacca: «Qui stanno facendo le prove tecniche di dittatura». Grillo sa toccare la pancia dei No Tav, esalta la loro resistenza: «Siete tutti degli eroi che sopportate questi gas lacrimogeni vietati dalla legge ». Per il comico la resistenza valsusina è un esempio per «tutta l’Italia che si batte contro opere inutili, dalla gronda di Genova, agli inceneritori alle autostrade». Lì in questa stretta valle di Chiomonte c’è il popolo mentre i Black Bloc bisogna andarli a cercare nel Parlamento italiano ». E se ci «saranno feriti e dei morti, spero di no, si dovranno trovare i responsabili e il veromandante si chiama Maroni ».
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Antonio Albanese: “Cetto Laqualunque è morto”

 Il comico al Corriere annuncia il decesso del suo personaggio. Perché…
Sembra un annuncio triste, ma non lo è. Secondo Antonio Albanese, il suo personaggio di maggior successo, quel Cetto Laqualunque che lo ha portato a sbancare i botteghini con “Qualunquemente”, ormai è morto. Albanese lo annuncia ad Aldo Cazzullo sul Corriere e spiega perché:
«Non ne faccio solo una questione politica. Quando Cetto si infila nella vasca idromassaggi con tre prostitute e dice “ciao, società civile, ciao!”, non evoca solo gli scandali sessuali della destra, ma anche gli assessori di sinistra che incassano tangenti in natura in cambio di un appalto.Quello che la politica ha fatto a tante donne italiane mi indigna profondamente, mi fa arrabbiare come una bestia. Anche per questo non mi sono piaciuti i manifesti della festa dell’Unità con il vento che solleva una gonna. Le reazioni polemiche sono state spropositate. Però quei manifesti non erano belli. I creativi dovrebbero creare di più e di meglio».
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USA: RIAPRE LOS ALAMOS, IL LABORATORIO DELLE PRIME ATOMICHE

(AGI) Los Angeles - Riapre il laboratorio nucleare di Los Alamos, il centro in cui vennero create le bombe atomiche che distrussero Hiroshima e Nagasaki. Il sito era stato chiuso il 27 giugno scorso, in seguito all'enorme incendio boschivo che sta devastando l'area; ora, fanno sapere le autorita', e' al sicuro e il laboratorio riaprira' i battenti mercoledi' .
 

Libia, il figlio di Gheddafi all'attacco "Non vincerete mai, non ce ne andiamo


Intervista di Saif al-Islam a una tv francese: "Se volete democrazia, elezioni o una nuova costituzione siamo d'accordo, ma chiedere a mio padre di andarsene è una barzelletta"

"NON VINCERETE MAI, non avete nessuna chance, avete zero possibilità di vincere questa guerra". Così Saif al-Islam, uno dei figli del leader libico Gheddafi, si è rivolto all'Occidente in un'intervista sulla rete televisiva francese Tf1. Saif, come anche suo padre e il capo dell'intelligence libica Abdullah al Senoussi, sono ricercati in base a unmandato d'arresto 1 emanato dalla Corte penale internazionale.

Il terzogenito del colonnello ha ribadito che suo padre non ha nessuna intenzione di abbandonare il paese, e Tripoli sarebbe pronta anche a fare alcuni concessioni. "Se volete la democrazia, se volete le elezioni o una nuova costituzione siamo d'accordo ma chiedere a mio padre di andarsene è una barzelletta, noi non ci arrenderemo mai, lotteremo perchè questo è il nostro paese".

Saif ha continuato: "Se ce l'avete con noi per il petrolio non avete che da parlarci, dai ribelli non avrete mai nulla perchè non vinceranno mai", ha affermato. E poi è tornato a minacciare l'Occidente: "Noi dobbiamo lottare per il nostro paese e voi per quanto ci riguarda siete degli obbiettivi legittimi", ha ammonito.
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http://www.repubblica.it/esteri/2011/07/04/news/libia_saif-18613648/

Montana, la nuova marea nera che spaventa gli Stati Uniti


Mille barili di petrolio si sono riversati nel fiume Yellowston per una rottura in un oleodotto della ExxonMobil. L'azienda minimizza, ma tra gli ambientalisti c'è il terrore di una crisi come quella nel golfo del Messico o come in Alaska nel 1989dal nostro inviato ANGELO AQUARO

NEW YORK - L'incubo di una nuova macchia di petrolio fa ripiombare l'America nei giorni bui della crisi del Golfo. L'incidente che sta cambiando il colore dello Yellowstone River lassù nel Montana ricorda paurosamente anche nei primi numeri il più grande disastro naturale nella storia degli Usa. Fortunatamante la perdita è stata colmata. Ma in un giorno aveva raggiunto mille barili di petrolio: proprio la cifra che si pensava perdesse il pozzo maledetto del Golfo del Messico.

Le stime nella tragedia di un anno fa dovettero poi essere paurosamente riviste. Ma proprio per questo gli ambientalisti guardano con preoccupazione a quanto sta succedendo nel Montana. Nessuno ancora riesce a quantificare i danni. E per tutta la giornata di domenica le squadre di pulizia hanno cercato disperatamente di contenere gli effetti della macchia che si è allargata pericolosamente. La perdita ha rischiato di trasformarsi in tragedia per le 6000 anime di Laurel. Più di 150 persone sono state fatte evacuare nella notte di sabato temendo la possibilità di un'esplosione.

L'incidente è stato provocato dalla rottura di un oleodotto della ExxonMobil che porta il petrolio dal Wyoming e dal Canada fino all'area di Billing dove viene lavorato da tre raffinerie. Le cause sono ancora sconosciute ma il sospetto è che la rottura sia stata provocata dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi. E già si parla di allarme inascoltato.

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http://www.repubblica.it/ambiente/2011/07/04/news/montana_la_nuova_marea_nera_che_spaventa_gli_stati_uniti-18614413/

Armati, addestrati e militarizzati ecco chi sono i nuovi black bloc


In Val di Susa la battaglia scatenata da un migliaio di guerrieri metropolitani. Tra loro 300 stranieri. Hanno maschere antigas migliori di quelle della polizia e studiano i piani d'assalto a tavolino  dal nostro inviato MEO PONTE

CHIOMONTE - I primi due appaiono sul costone che fronteggia il museo archeologico, cuore del cantiere della LTF, quando mancano pochi minuti a mezzogiorno. Sono vestiti di nero, hanno il volto mascherato da sciarpe. Respirano attraverso maschere antigas a doppio filtro, più efficaci di quelle di polizia e carabinieri. Sono armati di fionde antiche, come quella del biblico Davide riesumata dall'Intifada, ma di sorprendente gittata.

Pochi minuti dopo sono centinaia. Si proteggono con caschi da muratori o da motociclista e con corazze da motocrossisti. La loro comparsa è annunciata dal gracchiare delle radio dei carabinieri dei Cacciatori di Sardegna che pattugliano i boschi e hanno trovato decine di depositi di armi improprie celati tra gli alberi. "Ci sono i black bloc" avverte la centrale. Calano dalla montagna, molti hanno passato la notte a Ramats e ora scendono di corsa i sentieri tra gli alberi verso il sito archeologico. Non hanno intenzione di assediare il cantiere della Maddalena, vogliono forzare la recinzione del cantiere (800 metri di filo spinato e muretti New Jersey) e soprattutto vogliono andare allo scontro con le forze dell'ordine.
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http://www.repubblica.it/cronaca/2011/07/04/news/nuovi_black_bloc-18613640/

Egitto: attentato a gasdotto per Israele

(ANSA) - ISMAILIYA (EGITTO) - Un attentato dinamitardo ha colpito il gasdotto che dall'Egitto porta gas naturale verso Israele. L'esplosione è avvenuta a una stazione di pompaggio a Nagah, nella regione di Bir Abdu, nel nord della penisola del Sinai. Dall'inizio dell'anno è il terzo atto di sabotaggio che colpisce il gasdotto: i precedenti erano stati all'inizio di febbraio e il 27 aprile. Dopo il secondo attentato, le forniture di gas naturale a Israele erano gradualmente riprese il 10 giugno.

Egitto: disordini al Cairo,decine feriti

(ANSA) - ROMA - Violenti scontri sono scoppiati ieri sera in piazza Tahrir al Cairo - con un bilancio di decine di feriti - fra "venditori ambulanti" e manifestanti che hanno di nuovo piazzato le tende nella piazza. I "venditori", secondo le denunce dei manifestanti, li hanno attaccati con coltelli, bastoni e pietre e hanno appiccato fuoco alle tende. I dimostranti hanno risposto e gli scontri sono proseguiti per ore. Secondo testimoni, alcuni venditori hanno ammesso di aver preso denaro per causare disordini.