Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
venerdì 2 settembre 2011
Inchiesta Tarantini, pm di Lecce aprono indagine sull’operato della procura di Bari
Cosa c'e di Interessante sulla casta italiana nell'archivio di Wikileaks
Ecco le telefonate tra Berlusconi e il (latitante) Lavitola – Testo integrale
La Repubblica ha pubblicato il testo integrale delle telefonate tra Silvio Berlusconi e il direttore dell’Avanti, attualmente latitante Valter Lavitola, un documento di straordinario valore, da diffondere:
Berlusconi: «Eccomi.. ciao.. dimmi».
V.: «Allora.. buona sera… senta.. io.. come le ho scritto. Ce l’ha la nota che le ho fatto?».
B.: «Sì sì, l’ho letta almeno».
V.: «Allora.. guardi.. dottore.. a comprova di questo.. ci sta il fatto di ieri… sui giornali… che Bisignani».
B.: «Ma non capisco… perchè io… mi debba occupare di queste cose… scusa… io non c’entro niente… sono lontano da tutto.. ma perchè devo stare a parlarne?».
V.: «Dottore… ma come.. perché… devo starne a parlarne?… «
B.: «E scusami… non ho niente a che vedere con questa storia… Bisignani l’ho conosco da lontano.. l’avrò visto una volta in vita mia… Perché m’hai telefonato?».
V.: «Ma non c’entra nulla il telefonato.. questo stronzo qua.. sapeva sempre in anticipo.. le questioni che potevano riguardare lei… e anche per quelle robe che potevano riguardare me… dalla questione di Fini… in avanti.. fino agli ultimi giorni.. quando lui le disse.. quando Letta le disse che io ero il centro di questa cosa… E invece era Bisignani… io le dico una cosa… questo qui.. secondo me… ci stanno due ipotesi. La prima.. lei la esclude.. giustamente che Letta potesse in qualche modo essere d’accordo con questo, e la cosa è da escludere. Ma l’altra cosa che non è assolutamente da escludere, è che questo delinquente qui strumentalizzasse Letta. Allora siccome questo adesso finirà nei guai fino al collo perché come ci sono le anticipazioni di oggi già sui giornali… Questo lo rimettono in carcere, questo qui che è un mascalzone, andrà a raccontare.. tutte le vicende di Letta… che è riuscito a sapere».
B.: «Ma non sa niente delle vicende di Letta… (incomprensibile). Perché Letta è la persona più pulita e più onesta del mondo, quindi.. io non ho.. nessun timore di nulla… che riguardi Letta».
V.: «Dottore… Bisignani è senza dubbio uomo di Letta. Tramava contro Berlusconi.. e teneva rapporti operativi con nemici vero.. forse veri… Bocchino, D’Alema, Montezemolo».
B.: «Teneva rapporti con tutti.. non.. con ogni mio nemico.. Non ha mai fatto niente.. contro di me».
V.: «No.. dottore.. non è così.. È credibile, secondo lei, che Letta non sapesse.. quanto meno… delle costanti prese di distanza e affermazioni lesive… della sua personalità?.. è credibile?».
B.: «Ma lei, sono tutte cose… così… dici… cazzo… non fa niente… non si sbriga… che cosa sono?… niente… son descritti… sì.. circa il mio modo di comportarmi.. e allora? ».
Continua ...
11 Settembre: nuovo video, Gordon Duff, fu missile a colpire Pentagono (guarda video)
WASHINGTON – Alla vigilia del decimo anniversario dell’11 Settembre un nuovo video è stato pubblicato sulla rete che mostra immagini inedite riprese dalla tv americana che dimostrano che molto probabilmente, fu un missile cruise e non un aereo a colpire il Pentagono. Gordon Duff, editorialista di Veterans Today ha spiegato alla rete satellitare Press TV che il nuovo video che si aggiunge agli 85 precedenti, dimostra, insieme ai dati, che ciò che ha colpito il Pentagono non poteva essere un aereo di linea. Duff ha ricordato: “I reporters della CNN accorsi sul luogo hanno detto di non aver visto nessuna carcassa di aereo; secondo i migliori piloti dell’aviazione e della marina, un aereo di linea non può volare in quel modo. “Abbiamo ingegneri alla Boeing, ha detto, che dicono che un aereo di linea non è in grado di volare così veloce e così a bassa quota ed effettuare manovre così velocemente”. Il giornalista investigativo ha spiegato: “Il nuovo video mostra che l’oggetto che colpisce contro il Pentagono è di 17 o 20 piedi, vola a velocità supersonica, non ha ali ed ha una coda piccola. Duff ha spiegato che è chiaro che quindi non si tratta di un aereo.
Movimento 5 Stelle a rischio implosione?
Il malcontento popolare ha premiato i nuovi movimenti come l'Italia dei Valori e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Così come è nato e si è sviluppato, il Movimento 5 stelle, per la maggior parte sui Meetup ma anche su Facebook e ultimamente su Twitter, ha solo poche regole e tutte elencate nel "non Statuto".
Pur essendo nato nell'era di Internet e usandone tutte le potenzialità come i "social network" soffre dinuovi e antichi mali collegati alla politica e sono sorte delle rivalità all'interno del movimento stesso.
Attivisti che volevano diffondere la bontà dell'idea, sono stati "pregati" dai legali di Grillo di non utilizzare simboli riconducibili al Movimento 5 Stelle: alcunisimpatizzanti del Lazio hanno dovuto cambiare nome e logo su Facebook per non andare incontro a problemi legali.
"Parlatene, anche male, purchè se ne parli", magari usare questo tipo di logica sarebbe stato più utile ai fini del movimento stesso, i cui componenti spesso si scagliano contro tutto ciò che incontrano pensando che sia il "Male" sotto mentite spoglie.
Che accadrebbe se il PD diffidasse tutti quelli che vanno in giro con la maglia del "Che", o la Ferrari, la Nike o altri marchi conosciuti a livello mondiale, diffidassero tutti quelli che portano in giro i rispettivi emblemi?
La sola iscrizione ai Meetup appare limitativa per chi vuol fare attivismo. All'interno del movimento poi i giovani che partecipano tendono a diffondere l'idea che gli "anziani" (gente che ha più di 45 anni) non siano validi o da scartare, sprecando esperienze che per forza di cose, si formano con gli anni.
Inoltre, appare come movimento verticistico e non orizzontale con Grillo all'apice di questa piramide perchè è Grillo il proprietario del Movimento, ne ha i diritti di copyright proprio come una canzone o un film, e può non essere in grado di dirimere conflittualità interne, rischiando di fare la fine degli altri movimenti che sono "secolarizzati", staccati dalle reali esigenze del cittadino, e attenti ai "diktat" interni.
Può accadere che un movimento, riconducibile a una sola persona e senza personalità di spicco sul territorio, che potrebbe essere destinato al successo per la diffusione di nuove e valide idee, possaimplodere su se stesso.
L’Iran nel mirino di Sarkozy: terza guerra mondiale?
Mentre il conflitto in Libia è ancora in pieno svolgimento, Nicolas Sarkozy già pensa al prossimo obbiettivo, l'Iran. Possibile che si tratti solo di uno stratagemma, per distrarre l'opinone pubblica francese e porre così in secondo piano le accuse di corruzione che lo riguardano. Tuttavia la determinazione mostrata dal presidente francese nella guerra libica, farebbe presupporre che alle parole potrebbero seguire i fatti. Ma con tre fronti di guerra ancora attivi (Libia, Afghanistan e Iraq), un intervento contro Teheran apre scenari da terza guerra mondiale.
Nicolas Sarkozy, sotto accusa per aver percepito mazzette nell'affaire Bettencourt, si dichiara pronto ad effettuare azioni di guerra preventiva contro l'Iran. Contemporaneamente lancia pesanti accuse contro il governo siriano. Il presidente francese parla di "minaccia crescente" riferendosi all'Iran, e si sofferma sull'eventualità di colpire i siti nucleari. Secondo l'inquilino dell'Eliseo il governo di Teheran si rifiuterebbe di collaborare, lanciando insopportabili provocazioni. Sarkozy ha inoltre sottolineato la necessità che l'Unione europea si presenti con una voce unica davanti alla Comunità internazionale, mostrando compattezza e determinazione sulla questione iraniana. Resta da capire se si tratta di minacce serie oppure è una tecnica efficace per offuscare gli scandali interni, che stanno travolgendo il presidente francese. La memoria recente del conflitto in Libia, lascerebbe intendere che alle minacce la Francia potrebbe presto far seguire le manovre belliche. Personalmente ritengo inopportuno aprire un altro fronte di guerra, dal momento che sono ancora attivi i conflitti in Iraq, Afghanistan e Libia. Diventa quindi imprescindibile l’esigenza di valutare tutte le possibilità di trattativa, prima di iniziare un nuovo conflitto dall'esito quanto mai incerto. L'apparato militare iraniano è di gran lunga superiore a quello libico, inoltre Ahmadinejad è un presidente eletto democraticamente, non un dittatore come Gheddafi giunto al potere attraverso un colpo di stato. Non sarà facile per Sarkozy convincere l'Europa e la Comunità internazionale ad imbarcarsi in nuova guerra, preventiva o meno, ma di certo dolorosa. Probabilmente stati come Russia e Cina non saranno ben disposti ad accettare un'eventuale intervento della Nato, per ovvi interessi geopolitici. Esistono altissimi rischi che un simile conflitto possa degenerare ed estendersi, trasformandosi nel tanto temuto scontro di civiltà.
ITALIA - Immigrati. Partono firme per cittadinanza e voto
"Non esiste diversità etica a sinistra serve una svolta"
Colloquio con il sindaco di Firenze: "Bersani deve essere più coraggioso, l'antipolitica ha raggiunto livelli di guardia. Pronto alle primarie, contro la casta. Governo tecnico sarebbe una sconfitta"
di CONCITA DE GREGORIOMatteo Renzi
Turchia espelle ambasciatore Israele Sospesi anche contratti militari
L'annunciato dell ministro degli Esteri turco, dopo le mancate scuse di Tel Aviv per l'incidente della Mavi Marmara, costato la vita il 31 maggio del 2010 a nove cittadini turchi. Davutoglu ha aggiunto che Ankara non riconosce la legalità del blocco israeliano di Gaza. Declassate relazioni diplomatiche al livello più basso
Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu
Tarantini, indagine della procura di Lecce sui magistrati baresi dell'inchiesta escort
L'obiettivo è capire se l'imprenditore di Bari avesse sponde tra le toghe. I pm salentini hanno ricevuto documenti e intercettazioni telefoniche dai colleghi di Napoli che si occupano dell'estorsione al presidente del Consiglio. In questura a Roma interrogati gli avvocati del faccendiere agli arresti da ieri a Poggioreale. A Napoli interrogatorio di Marinella Brambilla, storica segretaria del premier
E la Rai fa causa allo Stato per due miliardi
Sotto accusa il canone non corrisposto dal ministero del Tesoro. Un altro buco nei conti di Tremonti?
Se l’affaire andasse in porto sarebbe un bel salasso per il ministero dell’Economia. La Raiinfatti ha intenzione di far causa allo stato per la bella cifretta di 1,6 miliardi di euro. Ovvero, il canone non trasferito alla tv pubblica dal ministero del Tesoro negli ultimi sei anni. Ne parla Franco Bechis di Libero:
A ventilare la maxi-causa era stata il 12 luglio scorso lo stesso direttore generale della Rai, Lorenza Lei, di fronte alla commissione parlamentare di vigilanza presieduta da Sergio Zavoli. «Non c’è dubbio», aveva spiegato la Lei, «che mi adopererò in tutti i modi per ottenere quanto necessario, visto che in relazione alla separazione contabile, la Rai nei diversi anni ha accumulato crediti nei confronti dello Stato, la cui somma potrebbe aggirarsi intorno a un miliardo di euro». Sempre il direttore generale aveva anticipato «l’intenzione dei vertici aziendali di valutare in consiglio di amministrazione la possibilità di adire le vie giudiziarie ordinarie al fine del recupero dello sbilancio risultante dalla contabilità separata fra costi dell’offerta di servizio pubblico e ricavi da canone».
Continua ...
http://www.giornalettismo.com/archives/143873/e-la-rai-fa-causa-allo-stato-per-due-miliardi/
Alaska, terremoto: allarme tsunami
La magnitudo è di 7.1
Un terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito le isole Aleutine, possedimento dell’Alaska, provocando un allarme tsunami. Lo segnala il Servizio Geologico degli Stati Uniti. Il sisma ha avuto il suo epicentro a circa 130 chilometri dalla città di Dutch Arbor, sede di importanti imprese di pesca commerciale. L’Alaska Tsunami Warning Center ha comunque specificato che ‘non sussiste la minaccia di uno tsunami di vaste proporzioni’.
LA SCARSA POPOLAZIONE – Grazie anche allo scarso popolamento del remoto arcipelago, non sembrano esservi stati feriti ne’ danni materiali degni di nota: ma la relativa superficialità del fenomeno ha indotto le autorita’ a lanciare l’allarme-’tsunami’, anche se soltanto a livello locale. L’epicentro e’ stato infatti localizzato a soli 10 chilometri di profondita’ sotto al fondale oceanico, e 201 chilometri a sud-est del villaggio di Atka. In particolare, ha riferito l’istituto di sorveglianza geologica statunitense USGS, il sisma ha colpito l’arcipelago delle Aleutine, con epicentro a sudest di Atka.