lunedì 12 settembre 2011

L’Europa contro il razzismo italiano

L’Italia è il Paese dove gli slogan razzisti si moltiplicano nelle piazze come negli stadi e gli sgomberi dei campi rom minano il diritto alla casa e i diritti all’istruzione dei bambini.

L’Italia è il Paese dove la Lega e la destra hanno bloccato la formazione di una classe per l’eccessiva presenza di stranieri nella scuola di via Paravia a Milano.

E, lo stesso Borghezio che ieri spruzzava dell'insetticida sugli extracomunitari, oggi esprime pubblicamente di condividere le posizioni politiche xenofobe del norvegese Anders Brevik che ha ucciso 76 persone.

Ma la Lega non espelle questo signore anzi, promuove normative contro gli immigrati come il reato diclandestinità, anche se in spregio dei principi fondamentali del diritto penale che legano il reato ad una condotta e non ad uno status.

A giusta ragione dunque, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg, nell’ultimo rapporto sull’Italia, ha mosso al nostro Paese dei rilievi sulle posizioni razziste assunte dalle autorità politiche italiane. Ha espresso preoccupazione in ordine al rispetto dei diritti umani dei rom e degli extracomunitari nel nostro Paese. “Per l’Italia è arrivato il momento di sviluppare con vigore le disposizioni del codice penale relative ai reati di matrice razzista...”

La replica della Lega alla posizione di Hammerberg non si è fatta attendere.

Siamo ancora in attesa della reazione dei partiti democratici al richiamo della UE.

Vorrei poter dire che l’Italia è in bilico tra razzismo e antirazzismo, ma non è così.

Ma l’Italia è il paese dove il razzismo opera e l’antirazzismo balbetta, bisbiglia o tace.

L’antirazzismo non si può esprimere in qualche intervista, o in qualche interrogazione, ma richiede atteggiamenti fermi e risoluti e comunque proporzionali alla gravità e pericolosità del razzismo.

Certamente non può essere espresso con forme di contiguità che servono solo a legittimare la xenofobia. Eppure sempre più spesso ci capita di vedere, dirigenti del Pd, dell’IDV, di SEL, a braccetto con gente per cui zingaro è un’offesa.

Al bando ogni violenza, ma l’isolamento politico dei razzisti è doveroso.

E ancora troppe domande restano senza risposte.

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http://www.agoravox.it/L-EUROPA-L-ITALIA-E-IL-RAZZISMO.html

5.000 docenti inidonei in via permanente rischiano il licenziamento

Crisi, o non crisi?
Patrimoniale sì o patrimoniale no?
Potrei porre altri mille interrogativi dalla risposta forse anche scontata per i sistemisti ma cara per i lavoratori.
Accade, nel quasi più totale silenzio mediatico, che ben 5.000 docenti inidonei, di quella che un tempo era la scuola pubblica, rischiano il licenziamento.Quella del docente inidoneo, inidoneità psicofisica, sia per ragioni lavorative che per ragioni indipendenti da motivi lavorativi, nel corso del tempo, grazie anche allo strumento del contratto collettivo nazionale di lavoro, ha trovato importanti tutele. Per esempio, i sistemi bibliotecari nelle scuole, sono gestiti da questi lavoratori.
Che mantengono il proprio profilo contrattuale docente, ma nello stesso tempo, vengono impiegati in altre mansioni, importanti e determinanti per il funzionamento della buona scuola pubblica.
Ma come detto siamo in tempo di crisi.
Ed allora, qualcuno avrà pensato, perché mantenere questi diritti a tali lavoratori?
Ed ecco che con la legge 111 del 2011 all'articolo 19 comma 12 e seguenti si prevede che il personale docente dichiarato, dalla commissione medica operante presso le aziende sanitarie locali, permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, su istanza di parte, da presentarsi all'Ufficio scolastico regionale entro 30 giorni dalla data di dichiarazione di inidoneità, assume, con determina del Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale competente, la qualifica di assistente amministrativo o tecnico. In sede di prima applicazione, per il personale attualmente collocato fuori ruolo ed utilizzato in altre mansioni, i 30 giorni decorrono dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Il personale viene reimmesso in ruolo su posto vacante e disponibile, con priorità nella provincia di appartenenza e tenendo conto delle sedi indicate dal richiedente, sulla base di criteri stabiliti con successivo decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e mantiene il maggior trattamento stipendiale mediante assegno personale riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti.
In data 10 agosto, arriva una circolare ministeriale, che muta i termini da perentori in ordinatori, ma specialmente obbliga i docenti inidonei a produrre la domanda di passaggio di qualifica entro il 14 settembre del 2011. Se non si presenta quella domanda, si transiterà in qualche altra amministrazione statale, quale non è dato ancora sapere, sempre che vi sia posto, altrimenti la soluzione in tal disperazione è il licenziamento.
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ESPLODE FABBRICA FUOCHI NEL FRUSINATE, 3 MORTI

(AGI) - Frosinone, 12 set. - E' di 3 morti il bilancio momentaneo delle esplosioni verificatasi poco prima delle 15 in localita' Carnello di Sora. Il grave incidente e' avvenuto all'interno della pirotecnica Cancelli. Sul posto, polizia, carabinieri e vigili del fuoco .

USA - Cannabis e principio attivo via endovena: non produce effetti collaterali seri. Studio

La somministrazione per via endovenosa del delta-9-THC, il principale componente attivo della cannabis, produce scarsi effetti collaterali, secondo una rassegna pubblicata sulla rivista Psychopharmacology. Ricercatori del Dipartimento"Veteran Affairs" di West Haven, Connecticut, hanno condotto una revisione di tutti gli studi con THC endovena portati a temine nel loro centro in un periodo di tredici anni. Sono stati rivisti 11 studi per un totale di 266 soggetti (14 pazienti con schizofrenia e 252 soggetti in salute, dei quali 76 erano utilizzatori frequenti di cannabis), 351 infusioni di THC e 226 di placebo (sostanza inerte a insaputa del soggetto). Sono stati registrati gli effetti collaterali soggettivi e i sintomi obiettivi con un "follow-up" fino a 12 mesi (cioè fino a dodici mesi dopo la somministrazione). C'è stato un solo effetto collaterale serio e 70 effetti minori. L'effetto "serio" è stato una crisi ipertensiva in una paziente schizofrenica. La paziente aveva una storia di ipertensione che non necessitava di terapia e che non aveva rivelata allo screening prima dell'infusione. La paziente aveva rifiutato all'inizio, a causa della sua paranoia, il farmaco antiipertensivo prescritto, ma venne poi trattata e dimessa dopo 48 ore senza alcuna sequela. L'effetto collaterale minore più frequente era stato la nausea, generalmente di media intensità, e che terminava alla fine del test. Gli stessi Autori considerano strano questo effetto, dato che è noto che i cannabinoidi possono trattare la nausea e il vomito. Il secondo effetto collaterale minore erano state le vertigini. Gli effetti collaterali erano più frequentemente associati a una infusione più veloce (dai 2 ai 5 minuti) e alle dosi più elevate di farmaco. Si può quindi affermare che il THC, rispetto a farmaci di uso comune, è relativamente sicuro. (Francesco Crestani, Pres. Associazione Cannabis Terapeutica) Psychopharmacology (Berl). 2011 Aug 16. The safety of studies with intravenous ?(9)-tetrahydrocannabinol in humans, with case histories. Carbuto M, Sewell RA, Williams A, Forselius-Bielen K, Braley G, Elander J, Pittman B, Schnakenberg A, Bhakta S, Perry E, Ranganathan M, D'Souza DC; The Yale THC Study Group.

MONDO - Alcool. 2,5 milioni di morti all'anno

Il consumo eccessivo di alcol uccide ogni anno nel mondo 2,5 milioni di persone, e 320mila giovani tra i 15 e 29 anni (pari al 9% di tutte le morti di quella fascia d'eta') muoiono per cause e malattie collegate all'alcol. A fare il punto della situazione e' l'Organizzazione mondiale della Sanita' (Oms) in un documento in vista del prossimo meeting del 19 settembre sulle malattie non contagiose. I problemi e le malattie indotte dal consumo di questa sostanza sono sempre piu' diffusi, tanto che e' il terzo fattore di rischio di malattie nel mondo, il principale nel Pacifico occidentale e nelle Americhe e il secondo in Europa. L'alcol, oltre a causare danni alla salute fisica e psichica, ricorda l'Oms, danneggia anche il benessere e la salute delle persone che vivono attorno a chi beve, che possono rimanere vittima di incidenti stradali e violenze. Il consumo eccessivo di alcol inoltre e' un fattore di rischio di disturbi neuropsichiatrici, malattie cardiovascolari, cirrosi, vari tumori e infezioni, come hiv, tubercolosi e malattie veneree. Per porre rimedio a questo problema, l'Oms ha elaborato una strategia che prevede dieci aree di intervento: leadership, consapevolezza e obblighi; risposta dei servizi sanitari; azioni della comunita'; politiche e contromisure sull'alcol alla guida; pubblicita' delle bevande; politiche di prezzo; riduzione delle conseguenze negative del bere e delle intossicazioni; diminuire l'impatto sulla salute pubblica dell'alcol prodotto illegalmente; monitoraggio e sorveglianza.

ITALIA - Rc auto. Isvap: ecco gli imbrogli

L'Isvap torna a lanciare l'allarme sull'evasione assicurativa nella Rc auto. 'E' in crescita il ricorso al fondo vittime della strada da parte dei cittadini che hanno avuto sinistri con veicoli non assicurati (oltre 21 mila nel 2009, circa 11.500 nel 2002) o terzi fuggiti dopo l'incidente' Cifre che, per l'Isvap, potrebbero essere 'solo la punta dell'iceberg': in aumento anche il fenomeno della falsificazione dei contrassegni assicurativi. Cresce poi il numero di compagnie che operano senza autorizzazione, 'dal 2002 in totale ne sono state individuate 48', spiega la relazione. Occorrerebbe arginare un fenomeno che in Italia sta assumendo dimensioni sempre più preoccupant i e che si affianca all'altro grande problema in materia, quello delle truffe assicurative. Automobilisti non assicurati, contrassegni falsi e compagnie assicurative inventate. C'è anche questo nel panorama attuale del settore Rc Auto secondo il presidente dell'Isvap Giancarlo Giannini che, nella sua relazione annuale, ne ha lanciato l'allarme, segnalando il sempre maggiore ricorso al fondo vittime della strada da parte di cittadini incorsi in incidenti con auto non assicurate (oltre 21.000 nel 2009, mentre nel 2002 erano 11.500) o con terzi poi fuggiti. E sul fronte premi il quadro non è migliore. Nel nostro Paese i premi assicurativi della Rc Auto sono doppi rispetto a Germania, Francia e Spagna e per Giannini, che parla del settore Rc Auto come del "tallone d'Achille dell'intero sistema" assicurativo italiano, occorre notare che da aprile 2009 ad aprile 2010 sono aumentate a due cifre le tariffe medie ponderate relative a tutte le tipologie di assicurati sotto osservazione. "La valutazione dell'Autorità sugli aumenti tariffari è nota - ha detto - e non può che essere ribadita: non è la risposta corretta, è solo la leva più immediata e a più rapido effetto in un mercato in cui il cittadino è obbligato ad assicurarsi". Le "inefficienze alle quali occorre porre rimedio" sono poi anche altre. "Nell'ulti mo quinquennio la presenza degli uffici di liquidazione dei sinistri sul territorio è diminuita del 30%; il rapporto tra reclami e sinistri è peggiorato sul territorio del 77%; l'importo delle sanzioni è cresciuto del 40%; il rapporto sinistri per dipendente continua ad evidenziare valori quasi doppi rispetto alla media nazionale nelle regioni del meridione, nelle quali maggiore dovrebbe essere il presidio". Secondo Giannini "è arrivato il momento di agire". Nel futuro dell'Rc Auto ci dovrebbe essere: la tabellazione del danno biologico per le lesioni più gravi, l'abolizione del tacito rinnovo e la conferma della esclusività della procedura di risarcimen to diretto. Inoltre, per combattere il fenomeno dei falsi contrassegni in circolazione, l'Isvap sta collaborando con le istituzioni competenti per arrivare alla produzione di contrassegni che siano difficili da falsificare, come accade per la carta moneta. "Il progetto - ha detto Giannini (due anni fa') - è in fase avanzata". Niente soldi? Non si arriva alla terza settimana del mese? E allora non pago la Rca. Questo il ragionamento pazzesco e pericolosissimo di parecchi cittadini, in numero crescente.
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Le cinque grandi ruberie al tesoretto italiano

La manovra economica approvata dal Senato non taglia gli sperperi della spesa pubblica. All'ultimo istante sono state risparmiate anche le prebende della casta parlamentare e nonostante quanto emerge dall'inchiesta sul sistema Sesto San Giovanni - e cioè il gigantesco intreccio tra l'uso della spesa pubblica e dell'urbanistica contrattata per fare cassa a favore delle lobby politico imprenditoriali - né la maggioranza né l'opposizione hanno posto all'ordine del giorno il prosciugamento del fiume di denaro pubblico che sfugge ad ogni controllo democratico. Il "sistema Penati" sta lì a dimostrare che esiste una gigantesca cassaforte piena di risorse che non viene neppure sfiorata dai provvedimenti economici in discussione in Parlamento: lì c'è un grande tesoro che permetterebbe di non tagliare lo stato sociale e risanare il paese.
Il tema del taglio al malgoverno urbano tornerà sicuramente all'ordine del giorno perché tra qualche mese ricomincerà la grancassa del «non ci sono i soldi» e - complici le autorità europee - ripartirà la rincorsa per tagliare i servizi, tagliare le pensioni, vendere le proprietà pubbliche. Il denaro pubblico viene intercettato dalle lobby politico-imprenditoriali attraverso cinque grandi modalità.
La prima riguarda le opere pubbliche. Il volume degli investimenti pubblici nei grandi appalti è pari a circa 20 miliardi di euro ogni anno. Appena pochi mesi fa un giovane "imprenditore" (Anemone) con il fiume di soldi guadagnato in generosi appalti offerti dalla cricca Bertolaso ha potuto permettersi di contribuire all'acquisto di una casa per l'ignaro ministro Scajola: quasi un milione di euro. Ad essere prudenti una percentuale intorno al 20% ingrassa le tasche della politica corrotta e delle lobby: 4 miliardi ogni anno. Qualche tempo fa ci hanno ubriacato con l'esempio virtuoso dell'unificazione degli acquisti delle siringhe per il sistema sanitario nazionale perché ogni regione spendeva somme differenti. Tanto rigore per pochi spiccioli, mentre non sappiamo controllare quanto costa costruire una scuola o una strada. Un secondo capitolo strettamente connesso al precedente è che molte opere pubbliche non servono alla collettività, ma vengono decise da sindaci che si sentono abilitati a compiere qualsiasi nefandezza perché «eletti dal popolo». Come a Parma, dove una falange di amministratori ha sperperato miliardi di euro in grandi e inutili opere. Ora il comune è sull'orlo della bancarotta (seicento milioni) e il sindaco è ancora lì, barricato nel palazzo. O come nel caso della faraonica piscina voluta dall'ex sindaco di Roma Veltroni a Tor Vergata: occorrerà spendere un miliardo di euro per farla funzionare. O, come emerge dall'inchiesta di Sesto San Giovanni, appalti inventati appositamente per rimpolpare i bilanci delle aziende pagatrici di tangenti (la milionaria illuminazione della tangenziale, ad esempio), o attraverso l'affidamento a prezzi protetti di servizi pubblici, come il trasporto urbano. Anche in questo caso una stima prudente ci porta a dire che possono essere risparmiati almeno 4 miliardi ogni anno.
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Santoro lancia "Comizi d'amore"

25 puntate, forse sul digitale e su Sky, "contro ogni censura". "Non ho firmato per La7 perché non voglio stare dentro il recinto"

MARINA DI PIETRASANTA (LU) - "Il mio nuovo programma si chiamerà 'Comizi d'amore" annuncia Michele Santoro alla festa de 'Il Fatto Quotidiano'. L'iniziativa sarà sostenuta da un'associazione che garantirà l'assenza totale di censura di nome "Servizio pubblico". "Se voi ci darete 10 euro - ha proseguito - 'Servizio pubblico', con l'aiuto di impenditori che sono qui, come Sandro Parenzo, Etabeta e con l'aiuto del Fatto che ha aperto la strada dell'indipendenza, manderà in onda il programma. Sarà una grande manifestazione televisiva, basterà mettersi davanti allo schermo. Se riusciremo a far vivere sul digitale e sui canali Sky che ospiteranno la trasmissione questo progetto e se milioni di persone saranno lì, allora noi ci saremo avvicinati alla possibilità di trasformare la televisione italiana". Il giornalista ha accennato anche del piano economico. "Faremo 25 puntate, non ho ancora deciso il giorno e l'orario, ma mi piacerebbe andare contro Vespa". Ogni puntata costa circa 250 mila euro, confermata la squadra di Annzero, a eccezione di Formigli, passato a La7. "Ci sono i nostri investimenti, ma serviranno le offerte degli associati, ma raccoglieremo anche pubblicità". Santoro ha ha anche ricostruito il mancato accordo con La7. "Ci lavorano amici come Lerner, che fanno le cose migliori della tv". Ha ironizzato sulla proposta economica: "Delle proposte talmente buone che, coi soldi che avremmo fatto fare loro, ci avrebbe anche pagato". Il punto di rottura sulle condizioni del contratto, una serie di obblighi e controlli, "che nessun giornalista serio può sottoscrivere". Il conduttore tv ha ricordato: "Alla notizia del mio passaggio a La7, il titolo Telecom è impazzito. "Ma loro volevano in anticipo le "scalette". Allora ridateci Masi, che perlomeno ci faceva ridere". "Dentro il recinto, con qualcuno che mi dice questo sì e questo no, non ci so stare. Ma è stata un'occasione persa per il mercato e il servizio pubblico", ha concluso.

2011, l'anno dell'insicurezza nucleare dal Giappone alla Francia, il declino dell'atomo

n pochi mesi è andata in pezzi la credibilità dei Paesi leader della fissione. Con la Germania che guida la volata delle rinnovabili. Costi e opportunità del rilancio energetico

di ANTONIO CIANCIULLOIN pochi mesi l'immagine del nucleare sicuro, che decenni di battage pubblicitario avevano presentato come un picco della nostra capacità tecnologica di dominio sulla natura, si è mutata nel suo opposto. Il 2011 è l'anno dell'insicurezza nucleare. A marzo, assieme al disastro di Fukushima, è andata in pezzi la credibilità di uno dei tre paesi leader della fissione. Adesso l'allarme arriva alle porte dell'Italia, nella Francia che ha puntato tutto sull'atomo e si trova di fronte a difficoltà crescenti in un'Europa in cui la Germania guida il salto verso l'energia da fonti rinnovabili. Il bilancio dell'esplosione nel sito nucleare di Marcoule è ancora incerto. La protezione civile si è subito allertata per timore di una fuga radioattiva, poi smentita. Il comunicato dell'autorità francese per la sicurezza nucleare parla di un morto e di 4 feriti nell'incidente: si spera che la situazione non si aggravi. Quello che è certo è che il mito della sicurezza nucleare, che nel 1986 aveva indotto Parigi a oscurare le notizie sulla nube radioattiva proveniente da Cernobyl, non esiste più. L'elenco degli incidenti registrati negli ultimi anni è un flusso preoccupante e, con poco più di 400 reattori in funzione, ci sono stati 3 casi di fusione del nocciolo in 32 anni (Three Mile Island nel 1979, Cernobyl nel 1986, Fukushima nel 2011).
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“L’Italia sta peggio della Grecia”

La stampa tedesca all’attacco. La Merkel intanto presenta un piano di riforme

Peggio della Grecia? Secondo i tedeschi, a leggere Andrea Tarquini di Repubblica, sì:

Lo afferma almeno la pagella dell’istituto di Bruxelles Bruegel, cui Welt am Sonntag — edizione domenicale dell’autorevole quotidiano conservatore tedesco Die Welt, un opinion maker vicino al governo — ha commissionato un’indagine in proposito. La notizia aumenta inquietudini e allarme in Germania. Tanto che Berlino, pur avendo un rating con la tripla A e conti pubblici relativamente sotto controllo, sta prendendo in considerazione una serie di misure per consolidare bilancio e previdenza. Secondo il settimanale Focus i va dall’ipotesi di alzare l’età pensionabile di due anni, da 67 a ben 69 anni, fino a un aumento di tasse e contributi. E nelle stesse ore, al ministero delle Finanze tedesco vengono elaborati in segreto scenari d’emergenza legati alla crisi greca.
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“I mancati tagli alla politica? Ci costano un miliardo”

Il Secolo XIX fa la rassegna del riformismo dimenticato

Che l’Italia paghi troppo la politica rispetto agli altri paesi europei non è un dato appurato. Che invece le spese per la politica siano esagerate rispetto allo zero assoluto nella casella dei risultati è invece un dato di fatto inoppugnabile. Eppure, nello slancio tassatorio del nuovo centrodestra, quello che si è dimenticato è il taglio ai costi della politica. Il Secolo XIX fa i conti in tasca al governo per comprendere quanto costerà ai cittadini la dimenticanza. Si parte dall’abolizione delle province:

Il governo aveva deciso di eliminare le Province conmeno di 300mila abitanti. Si è subito capito, però, che l’abolizione di circa 30 Enti avrebbe garantito un risparmio irrisorio. Allora, dopo aver stralciato il provvedimento dal decreto, si è deciso di intraprendere la via costituzionale per l’abolizione di tutte le Province. Il percorso è tortuoso. Attualmente il calcolo di un eventuale risparmio può essere fatto solo sulla scomparsa di presidenti, assessori e consiglieri. Si tratta di 130 milioni di euro, cifra minima rispetto ai 13 miliardi di costi che le Province producono ogni anno. Superatoilprimoperiodo di transizione, dove i costi potrebbero addirittura crescere, l’obiettivo finaledel governodoveva essere quello di risparmiare almeno 3 miliardi anche se la Cgia di Mestre avvisa che il taglio delle province consentirebbe di recuperare al massimo 500milioni.

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http://www.giornalettismo.com/archives/146911/i-mancati-tagli-alla-politica-ci-costano-un-miliardo/

“In arrivo una nuova manovra economica”

Lo dice all’Italia il Rapporto sulle Finanze Pubbliche dell’Ue. C’è il rischio di minori entrate

Il Rapporto 2011 della Commissione europea sulle Finanze pubbliche è un boccone amaro da digerire per l’Italia. Le norme del governo Berlusconi stando a quanto ci fanno sapere le istituzioni europee non sarebbero sufficienti per garantire un adeguato risanamento del deficit del Bel Paese. “Azioni aggiuntive saranno richieste” all’Italia se, “per esempio, le entrate da una migliorata tax compliance saranno minori di quanto previsto”, dice la relazione della Ue.

SALE IL RAPPORTO DEBITO/PIL – La Commissione ha evidenziato una situazione critica per tutte le economie del continente. Il rapporto pubblico/pil nei paesi europei continua a peggiorare e nel 2012 raggiungerà l’83,3% con un aumento di 20 punti rispetto al livello del 2007. “In un periodo di crescita del debito pubblico nei paesi europei assicurare la sostenibilità dei conti pubblici è un prerequisito per stimolare la crescita e favorire l’occupazione”, ha affermato il commissario europeo agli affari monetari Olli Rehn sottolineando che “i paesi membri devono continuare a perseguire gli obiettivi sui conti pubblici e adottare misure supplementari se necessario”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/146975/in-arrivo-una-nuova-manovra-economica/

Il paese dove c’è ancora la caccia alle streghe

In Africa le donne temono di essere accusate di praticare la magia Sentir parlare di stregoneria, maledizioni e di caccia alle streghe vi farà pensare a lontani tempi bui. Purtroppo, invece, parliamo di attualità in Africa. La storia vera di una donna ci racconta le assurdità e le violenze legate alla superstizione.

LA STREGA E IL VOLATILE - Pakpema Bleg è una donna accusata dalla propria famiglia di praticare la stregoneria. Tutto inizia quando il nipote si punge un dito con l’ago della donna e il dito sviluppa un’infezione. Bleg non era presente al momento, ma il mattino dopo il cognato la accoglie urlandole “strega!” e facendo in modo che tutti i vicini lo sentano. Il nipote più grande ha poi iniziato a picchiarla, seguito a ruota dal resto del villaggio. A questo punto, tanto per confermare l’assurdità degli eventi, un indovino ha condotto un test rituale per provare l’innocenza o la colpevolezza di Bleg: dopo aver tagliato la gola ad un uccello, l’indovino lo ha lanciato in aria. Se l’uccello cade sulla schiena, la donna è innocente, in caso contrario è colpevole. Il volatile è caduto frontalmente, quindi la sentenza era definitiva: Bleg ha iniziato a correre, sapendo che altrimenti l’avrebbero uccisa. La donna si è rifugiata a Gnani, un campo che raccoglie “streghe” nel nord del Ghana; più di 900 ospiti raccontano una storia simile a quella di Bleg, in cui un sacerdote ha stabilito colpevolezza o innocenza in base ad un rituale affidato al caso.

STREGONERIA ENDEMICA - Le dicerie sulla stregoneria continuano a prevalere in maggior parte dell’Africa, soprattutto nel Ghana, vicino al confine col Togo. In queste zone qualsiasi situazione può essere reinterpretata come effetto della magia nera: morte, fame, malattia, pazzia, sfortuna. Secondo le credenze locali, le streghe agiscono di notte e utilizzano dei superpoteri chiamati “juju“. Spesso questi poteri prendono forme animalesche e possiedono anime, infliggono malattie, perseguitano bambini innocenti. Se ciò vi non sembrasse abbastanza pittoresco, pensate che le streghe del posto sarebbero in grado di illuminarsi al buio come lucciole e di camminare a testa in giù. La caccia alle streghe non conosce sosta: spesso si trasforma in un vero e proprio linciaggio a base di botte senza tregua. Abass Yakubu gestisce la Commissione governativa dei Diritti Umani e della Giustizia Amministrativa nella capitale di Yendi e racconta che: “le accusate non possono correre il rischio di rimanere a casa. Non perderanno mai il marchio affibiatole“. Quando diventi strega, lo rimani fino alla morte. In uno dei villaggi la situazione è particolarmente grave: basta uno sguardo sbagliato per diventare una strega. Nuove donne si rifugiano al campo di Gnani ogni settimana, scappando ad una folla cieca e violenta. I campi/rifugio per queste persone sono attualmente 5 in tutto la regione e accolgono anche membri della famiglia e avvocati delle imputate. La maggior parte, infatti, sono donne, ma non mancano anche gli “stregoni”. Questi esuli vengono lasciati a loro stessi, arrivano dopo estenuanti viaggi a piedi con ancora i segni delle violenze: tagli, coltellate, colpi di pietre e machete, occhi perforati e arti rotti.

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http://www.giornalettismo.com/archives/147031/il-paese-dove-ce-ancora-la-caccia-alle-streghe/

Francia, esplode forno in un impianto nucleare: «Nessuna fuga radioattiva» Un morto e quattro feriti di cui uno grave Allerta della Protezione civile

L'impianto di Marcoule
L'impianto di Marcoule
MILANO - Una fornace dell'impianto di trattamento delle scorie nucleari Centraco, a Marcoule (Gard), è esplosa alle 11,45 di lunedì mattina. Secondo i vigili del fuoco l'incidente ha provocato un morto e quattro feriti, di cui uno grave. Non è ancora chiaro quanto grave sia l'incidente. L'agenzia per la sicurezza nucleare (Asn) ha fatto sapere che al momento non ci sono fughe radioattive. Anche la polizia ha confermato che non ci sono state contaminazioni fuori dall'impianto. Il reattore di Marcoule è in parte usato dalla Areva per produrre un combustibile che ricicla plutonio dalle armi nucleari. Nel sito, di proprietà della società Edf, non è contenuto alcun reattore nucleare.
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Ragazza morta in un gioco erotico, l'ingegnere agli arresti domiciliari

Roma, 12 set. (Adnkronos) - Arresto confermato per Soter Mulé, che sarà detenuto a domicilio, ederubricazione dell'ipotesi di reato da omicidio preterintenzionale a omicidio colposo.

Lo ha deciso il gip di Roma Marco Mancinetti dopo aver interrogato per alcune ore a Regina Coeli l'ingegnere coinvolto nella morte di una ragazza per un gioco erotico.

Mulé è assistito dagli avvocati Antonio Buttazzo e Luigi Di Maio.

Kenya, incendio vicino a un deposito di carburante a Nairobi. Almeno 120 morti

Nairobi, 12 set. (Adnkronos) - E' di almeno 120 morti il bilancio dell'incendio scoppiato oggi nei pressi di un deposito di carburante a Lunga Lunga, una zona industriale alla periferia di Nairobi.

Le autorità della città, scrive il quotidiano Standard, hanno riferito che i vigili del fuoco che si trovano sul luogo dell'incidente hanno finora contato almeno 120 corpi senza vita.

Mafia, arrestato a Palermo il boss Lauricella. Trovati due covi del latitante

Palermo, 12 set. (Adnkronos/Ign) - Gli uomini della Squadra Mobile di Palermo hanno arrestato il boss mafioso latitante Antonino Lauricella, 53 anni, detto 'scintilluni'. Lauricella, arrestato al mercato Ballarò di Palermo, era latitante da sei anni.

Il boss passeggiava da solo tra le bancarelle quando gli agenti della sezione Catturandi lo hanno circondato, immobilizzandolo. L'uomo non ha opposto alcuna resistenza al momento e si è anche complimentato con i poliziotti. "Complimenti ragazzi a voi e alla questura" ha detto il boss. Personaggio estroverso anche durante la posa della foto segnaletica, in cui mostra un gran sorriso.

Lauricella era latitante dal 3 ottobre 2005. Pochi mesi fa era già sfuggito ad un blitz sempre nello stesso quartiere. Gli uomini della Squadra mobile, che da mesi erano sulle sue tracce, hanno scoperto due dei covi usati dal boss, due appartamenti, sembra disabitati, nel quartiere Brancaccio. Nei pantaloni Lauricella aveva un coltello da pesca e nel marsupio un asciugamano e dei guanti in lattice. Addosso aveva inoltre 4 mazzi di chiavi, due dei quali corrispondevano ai due covi trovati poco dopo dagli uomini della Mobile. L'uomo, foulard rosso fuoco al collo e una fascia, altrettanto rossa sulla fronte, era a bordo di uno scooter Honda SH grigio, risultato intestato ad un incensurato. Subito dopo il fermo, di un ispettore dei 'falchi' della Squadra Mobile, Lauricella ha detto di chiamarsi Salvatore Messina. Ma ci sono voluti pochi minuti per sapere che era un nome falso.

Secondo i pentiti, avrebbe gestito ''le estorsioni nella zona di Palermo centro e del Borgo Vecchio''. Anche il pentito storico Francesco Marino Mannoia aveva parlato di lui. I magistrati palermitani che si sono occupati di Lauricella, condannato in appello per estorsione, ritengono che dal 2005, ''i nuovi assetti che si sono determinati all'interno del sodalizio mafioso hanno determinato una ridefinizione nello svolgimento delle attività tipiche attraverso le quali si realizza il capillare controllo mafioso del territorio''. Secondo gli inquirenti oggi Lauricella era ''il punto di riferimento'' del mandamento della kalsa, nel centro storico.

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si è congratulato con il Capo della Polizia e direttore generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, prefetto Antonio Manganelli. "Grazie all'eccellente lavoro investigativo della Squadra Mobile di Palermo, è stato assicurato alla giustizia un boss mafioso molto pericoloso e in forte ascesa", sottolinea il ministro in una nota del Viminale.

"Mi complimento con i ragazzi della Squadra mobile di Palermo per l'arresto di Antonino Lauricella. E' il risultato di un lavoro di equipe iniziato dalla Direzione distrettuale antimafia e concluso dalla Squadra mobile. Siamo molto contenti'' ha detto all'Adnkronos il procuratore aggiunto di Palermo Ignazio De Francisci.
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Francia, incidente in sito nucleare. ''Per ora nessuna fuga radioattiva''

Foto generica di centrale nucleare
Parigi, 12 set. (Adnkronos/Ign) - Un'esplosione si è verificata in un
impianto di trattamento per i rifiuti radioattivi in Francia, con il rischio di una fuga radioattiva. L'incidente è avvenuto nella città di Codolet (Gard), in prossimità del centro nucleare di Marcoule, nel sud della Francia. L'installazione è la Centraco, filiale di EDF. L'incendio scoppiato verso le 12.15 è stato spento dai vigili del fuoco luogo dopo circa un'ora.

Al momento ci sarebbero 1 morto e 4 feriti, uno dei quali è in gravi condizioni. Nella zona è stata istituita un'area di sicurezza. Al momentonon si è verificata nessuna fuoriuscita radioattiva, ha detto il portavoce del Commissariato per l'energia atomica (CEA).

In seguito all'incidente l'Autorità per la Sicurezza Nucleare francese, l'Asn, ha attivato a Parigi il suo centro di emergenza. L'Autorità, che è in contatto permanente con la prefettura del Gard, ha inviato degli ispettori alla prefettura e all'impianto.

Secondo le prime informazioni, si legge nella nota dell'Asn che conferma che non c'e' ''fuoriuscita radioattiva'', ''si tratta di un'esplosione in un forno per la fusione del metallo di rifiuti radioattivi a bassa e molto bassa attivita'''.

Centraco, la società gestita da Socodei che è controllata a sua volta da Edf, sottolinea l'Asn, ha ''avviato il suo piano di emergenza interno in conformita' con le procedure previste''.