martedì 6 dicembre 2011

«Cosentino referente dei Casalesi» Richiesta d'arresto bis per il deputato Pdl


Cosentino e Cesaro

Politici e banchieri, all'alba 50 arresti in tutta Italia
Indagato anche Cesaro, presidente della Provincia

NAPOLI - Antimafia e carabinieri in azione all'alba con un blitz in tutta Italia finalizzati all'arresto di boss, banchieri e politici ritenuti vicini al clan dei Casalesi: tra loro anche l'ex sottosegretario all'Economia e attuale coordinatore del Pdl campano Nicola Cosentino. La magistratura di Napoli ha chiesto a Montecitorio di autorizzare l'arresto del deputato, indagato per corruzione ed altri reati. La richiesta d'arresto è arrivata stamattina, martedì 6, in giunta per le autorizzazioni della Camera. Fa il paio con la prima che, rigettata nel novembre 2009 dalla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, provocò le dimissioni dell'allora sottosegretario. Il coordinatore del Pdl della Campania è definito nei capi di imputazione formulati dai pm «referente politico nazionale del clan dei Casalesi».
Nicola Cosentino: fotogallery
IMPRENDITORI ANCHE DEL NORD - I provvedimenti restrittivi colpiscono in particolare elementi riconducibili alle fazioni Schiavone e Bidognetti del clan dei Casalesi. Fra i destinatari anche esponenti politici di rilievo nazionale e locale, personaggi del mondo bancario ed imprenditoriale operanti oltre che in Campania, nel Lazio, in Toscana, nell’Emilia Romagna, in Lombardia ed in Veneto.
IL FINANZIAMENTO DI UNICREDIT - Tra gli indagati (ma non per camorra) c'è anche il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro. Il suo coinvolgimento sarebbe relativo al maxi finanziamento per la costruzione del centro commerciale «Il principe». Secondo l'accusa, Cesaro accompagnò Cosentino a Roma per sollecitare i vertici di Unicredit a concedere un credito a favore del clan, peraltro garantito da una falsa fidejussione.
Luigi Cesaro: fotogallery
  • Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli dal 2009
«Pochi giorni dopo tale intervento - è scritto in un comunicato della Procura - il finanziamento, che fino a quel momento aveva incontrato ostacoli e rallentamenti, veniva sbloccato». Il finanziamento ammontava a 5 milioni e mezzo di euro. All'epoca Cosentino era sottosegretario all'Economia.
GIP E PM - L'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Cosentino è stata firmata dal gip Egle Pilla, su richiesta dei pubblici ministeri Antonio ArdituroFrancesco Curcio eHenry John Woodcock, Giovanni Conzo, Cesare Sirignano.
LE ACCUSE - L'ordinanza riguarda anche un'altra cinquantina di persone,arrestati dai carabinieri con la Dia di Napoli. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione camorristica, riciclaggio, corruzione e falso. Secondo quanto si apprende l'inchiesta riguarda vicende di infiltrazioni del clan dei Casalesi nella pubblica amministrazione ed in particolare tra ex amministratori di Casal di Principe, roccaforte del clan dove il Comune viene sciolto in media ogni due anni. Gli indagati sono oltre settanta.
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Elezioni Russia, Medvedev ordina indagine su presunti brogli. Mosca blindata

(Xinhua)
Mosca, 6 dic. (Adnkronos) - Il presidente russo Dmitry Medvedev ha incaricato la Commissione elettorale centrale di indagare su presunti brogli elettorali. E' quanto riportano i media russi, ricordando che Medvedev era capolista del partito Russia Unita che ha ottenuto la maggioranza della Duma con poco meno del 50% dei voti.
Commentando su Internet i video che mostrano l'espulsione di osservatori dai seggi elettorali, il presidente russo ha affermato che non si tratta di prove plausibili e che potrebbero essere una mera provocazione.
Dure critiche alle elezioni di due giorni fa in Russia sono state espresse dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, e dal ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle. Le elezioni "non sono state né libere né giuste", ha detto Clinton a Vilnius per il diciottesimo consiglio ministeriale dell'Osce (l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) che la Lituania presiede fino a fine anno.
Dal canto suo Westerwelle ha chiesto che la Russia indaghi sui massicci brogli denunciati e ha aggiunto: "Prendiamo atto con preoccupazione dei rapporti degli osservatori Osce sulla Russia". Rapporti che dimostrano come la Federazione russa, ha proseguito, "abbia da compiere ancora una lunga strada per il rispetto pieno degli standard dell'Osce".
Presente all'incontro anche il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che non ha commentato i risultati del voto. La Commissione elettorale centrale da Mosca ha respinto le accuse e il portavoce della Commissione Nikolai Konkin, citato dalla Interfax, ha mandato a dire alla Clinton di preoccuparsi delle elezioni negli Stati Uniti.
Intanto sale la tensione a Mosca. Le autorità stanno dispiegando nel centro della capitale russa migliaia di poliziotti e agenti delle forze di sicurezza del ministero dell'Interno. Come riporta la Bbc, il portavoce del ministero dell'Interno, il colonnello Vasily Panchenkov, ha riferito che l'ingente spiegamento di forze serve a "garantire la sicurezza dei cittadini". Ieri sera almeno 300 manifestanti che protestavano contro i presunti brogli elettorali sono stati arrestati dalla polizia.
Quanto al risultato elettorale, il premier Vladimir Putin riconosce ma al tempo stesso minimizza il calo di consensi registrato da Russia Unita. "Ci sono state perdite ed erano inevitabili, inevitabili per qualsiasi forza politica, specialmente una che, e non per il primo anno, ha la responsabilità della situazione nel paese", ha detto il premier parlando ad esponenti di Russia Unita.

Rai: Di Pietro, Minzolini si dimetta e partiti stiano fuori da informazione

Roma, 6 dic.(Adnkronos) - Minzolini dovrebbe dimettersi. La pensa cosi' il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, che commenta il rinvio a giudizio per peculato del direttore del Tg1. "Quando una persona che occupa una pubblica funzione viene chiamato a rendere conto alla giustizia - dice Di Pietro ai cronisti a Montecitorio - ragioni di opportunita', di buona creanza e di rispetto delle regole del gioco dovrebbero imporgli di farsi da parte".

Rai: l'azienda si costituira' parte civile contro Minzolini

Roma, 6 dic. (Adnkronos) - "Rai - come gia' precisato dal suo legale Maurizio Bellacosa - ha partecipato all'udienza preliminare nella veste di persona offesa in attesa del vaglio del giudice dell'udienza preliminare. Rai si costituira' parte civile entro il termine di decadenza previsto dalla legge, che e' quello dell'udienza dibattimentale fissata per il prossimo 8 marzo, per il danno di immagine e per i residuali profili di danno non patrimoniale". Lo afferma la Rai in una nota che fa seguito al rinvio a giudizio per peculato del direttore del Tg1 Augusto Minzolini.

Russia, Clinton accusa: "Brogli". Folla contro il risultato in piazza a Mosca

Mosca, 5 dic. (Adnkronos) - Diverse migliaia di persone sono scese in strada a Mosca, nonostante la pioggia battente, per protestare contro i risultati delle elezioni di ieri che hanno visto il partito Russia Unita vincere con uno stretto margine la maggioranza assoluta alla Duma. La protesta è stata indetta dal movimento di opposizione 'Solidarnost' e i partecipanti innalzavano cartelli con le scritte 'Russia senza Putin' e 'Vergogna', accusando il partito del primo ministro di brogli elettorali. Sessanta manifestanti sono statiarrestati dalla polizia locale a Mosca e un centinaio fermati a San Pietroburgo.
Secondo il leader dei comunisti, Ghennady Ziuganov, che ha definito "illegittime dal punto di vista politico e morale" le elezioni, a Russia Unita sarebbero stati attribuiti il 15% dei voti in più.
Secondo gli osservatori dell'Osce, non "vi è stata un'equa competizione elettorale". "Le elezioni sono state sbilanciate in favore del partito di governo, la commissione elettorale non aveva indipendenza, gran parte dei media sono stati di parte e le autorità statali hanno interferito in modo non dovuto a vari livelli", ha dichiarato in una conferenza stampa, Petros Efthymiou, che guida gli osservatori dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea.
A dirsi preoccupata è stato il il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, parlando a margine della conferenza sull'Afghanistan a Bonn. Gli Stati Uniti nutrono "serie preoccupazioni", ha detto, "sul modo in cui sono state condotte le elezioni parlamentari" in Russia. "L'Osce ha fatto riferimento a tentativi di bloccare gli scatoloni con le schede, false liste elettorali e altre pratiche preoccupanti", ha detto ancora la Clinton riferendosi al rapporto presentato dagli osservatori dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. "Il popolo russo ha il diritto ad un'inchiesta completa su tutte le notizie credibile di frodi e manipolazioni elettorali", ha aggiunto la Clinton, citando anche le denunce di attacchi fisici e sulla Rete contro gli osservatori indipendenti. Il segretario di Stato Usa ha poi espresso l'auspicio che Mosca accolga le raccomandazioni della missione Osce: "Il popolo russo, come ogni altro, ha il diritto che la sua voce venga ascoltata e il suo voto contato. E noi - ha concluso - continueremo a sostenere questo diritto".
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Russia-Clinton-accusa-Brogli-Folla-contro-il-risultato-in-piazza-a-Mosca_312715892182.html

“Pasolini morto perché sapeva troppo”


Dell’Utri rivela: “Un uomo misterioso mi ha fatto leggere la verità sul caso dello scrittore ucciso nel 1975″
L’assoluzione del boss Toto’ Riina il presunto ‘sicario’ armato da entita’ esterne a Cosa nostra, scagionato dopo anni di processo dalla corte d’assise, non ha chiuso la partita aperta dai pm sul caso del giornalista de L’Ora Mauro De Mauro, rapito e ucciso a Palermo nel 1970.
INDAGINI - La Procura conduce da tempo un’indagine parallela sui mandanti di un delitto rimasto impunito: un fascicolo che oggi si e’ arricchito della testimonianza di un politico, il senatore Marcello Dell’Utri. Sentito stavolta come persona informata sui fatti e non nei panni di imputato di mafia che ormai veste da anni, il fondatore di Publitalia ha raccontato ai pm Antonio Ingroia e Sergio De Montis di aver visto, durante una mostra sul libro antico, sua grande passione, uno dei capitoli di ‘Petrolio’, romanzo di Pasolini pubblicato postumo, sparito, forse rubato, prima della morte dello scrittore. A mostrare l’appunto 21 a Dell’Utri sarebbe stato un personaggio a lui sconosciuto. E nelle pagine mai ritrovate del libro sarebbe contenuta l’intuizione di Pasolini su due morti eccellenti: quella dell’ex presidente dell’Eni Enrico Mattei e quella di De Mauro. Morti unite da un filo che potrebbe legare anche l’uccisione dello scrittore eliminato proprio per avere trovato la chiave dei due delitti.
NASCONDERE LA VERITA’? - Un’ipotesi suggestiva, finita anche in libri recenti come Profondo nero, edito da Chiarelettere, che vede nella politica petrolifera di Mattei la causa della sua morte. Una politica non condivisa dal suo vice, Eugenio Cefis. Conclusioni a cui sarebbe giunto anche De Mauro incaricato dal regista Francesco Rosi di ricostruire gli ultimi mesi di vita del presidente dell’Eni per il film che stava per realizzare. Il giornalista sarebbe stato assassinato proprio per avere scoperto verita’ scomode sullo strano incidente aereo costato la vita a Mattei. E la stessa sorte sarebbe toccata a Pasolini, ucciso all’idroscalo di Ostia il 2 novembre del 1975, 5 anni dopo la morte di De Mauro e 13 dopo quella di Mattei. ‘Lampi su Eni’ era il titolo del capitolo 21. Dell’Utri ha sostenuto di averlo letto, ma di non possederne una copia. E di non conoscere l’identita’ del ‘bibliofilo’ che a marzo del 2010, a Milano, decise di mostrare proprio a lui gli appunti mai pubblicati su due dei delitti piu’ oscuri degli ultimi anni.

Gli agenti che seviziavano i carcerati con i tubi


Cose belle dal mondo delle carceri italiane
Dai lividi e dalle percorse fino alle sonde gastriche, per passare a legare al letto i detenuti. Una banda di “giustizieri” che operava vigliaccamente a Regina Coeli, chiamata la “squadretta”, come si deve a chi soltanto un diminutivo dell’uomo può essere. La storia la racconta il Corriere della Sera:
Non solo guardie carcerarie ma anche personale sanitario. Fra cui il medico del reparto della settima sezione, Rolando Degli Angioli, per il quale il pmFrancesco Scavo ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso, falso e violenza privata. E infermieri come Luigi Di Paolo, ora accusato di violenza privata. Contro di loro, militanti di una sorta di «codice rosso» in vigore dietro le sbarre, ci sono le testimonianze delle stesse vittime. «Mi tenevano in piedi per non farmi dormire—racconta ai magistrati Oltean Gavrila, uno dei romeni accusati dello stupro di gruppo della Caffarella, il 14 febbraio del 2009 e finito nel carcere di Regina Coeli e vittima della “squadretta” —. Arrivavano da me alle undici di sera e mi dicevano di stare in piedi, non dormire, poi dopo un po’ mi dicevano “puoi dormire venti minuti” e in venti minuti non ce la facevo…». Per sottrarsi a un supplizio durato giorni, Gavrila si attacca a una bottiglia di detersivo e il 19 febbraio viene trasferito in infermeria. Da qui chiede di parlare con un magistrato al quale racconta tutto.
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 http://www.giornalettismo.com/archives/175533/la-banda-di-agenti-che-seviziava-i-carcerati-con-i-tubi/