Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
lunedì 6 giugno 2011
Grecia: 'indignati' in piazza ad Atene contro misure austerity governo
Batterio killer, i germogli di soia 'assolti' dai primi test in Germania
RIVOLTE ARABE: OBAMA, REGIMI NON SOFFOCHERANNO CAMBIAMENTO
Iraq: razzo contro base Usa a Baghdad, 6 soldati uccisi
La famiglia è amore, non tradizione
Benedetto XVI si è espresso ancora una volta contro ogni forma di unione familiare che non sia quella basata sul matrimonio tra uomo e donna.
Non cedete a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria o addirittura sostitutiva del matrimonio”. E non riducete l’amore a “emozione sentimentale”, a “pulsioni”. Il Papa ha incentrato la sua omelia sul valore della famiglia, esposta “a una crescente disgregazione”, mentre rappresenta la via per “vivificare il tessuto sociale”. E ha riaffermato “il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio”. Coltivando “come ideale il benessere individuale attraverso il consumo di beni materiali ed esperienze effimere”, ha detto il Pontefice, “si riduce l’amore a emozione sentimentale e a soddisfazione di pulsioni istintive, senza impegnarsi a costruire legami duraturi e senza apertura alla vita. Siamo chiamati a contrastare questa mentalità “. Ovunque – ha rimarcato il Papa – la famiglia “deve affrontare difficoltà e minacce, quindi ha particolare bisogno di essere evangelizzata e sostenuta”.
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http://www.giornalettismo.com/archives/128307/la-famiglia-e-amore-non-tradizione/
I sordi sono fuori
L’Istituto Tommaso Pellegrini di Modena è una scuola paritaria, fondata nel 1846 da Mons. Tommaso Pellegrini. Ospita una materna, una scuola elementare e una scuola media. Non è la solita scuola cattolica: è specializzata nell’istruzione agli alunni portatori di handicap nell’udito e nella parola. Tra pochi giorni, finito l’anno scolastico, rischia di essere ridimensionato – forse, addirittura di chiudere – per problemi finanziari.
Il CdA, 4 membri nominati da Comune, Provincia, Provveditorato agli Studi e Curia, parla di un disavanzo di un milione di euro, che rende inevitabile eliminare “attività che non garantiscano l’equilibrio economico complessivo”. Così, 400 persone (docenti, genitori e alunni) hanno sfilato per protestare.
Si sa, l’Italia è alle prese con gravi problemi; i tagli di Tremonti e Gelmini sono stati tanti, e altri ne verranno. La Chiesa ha tante cose a cui pensare. E allora, pazienza se qualcuno viene lasciato indietro. Pazienza per quei 100 bambini e ragazzi e per le loro famiglie che aspettano una risposta da Istituzioni locali, Ministero dell’Istruzione e Chiesa cattolica.
I veri sordi non sono al Tommaso Pellegrini. Sono fuori.
Luigi De Magistris
Napoli sogna. Dopo il nuovo stadio due volte più capiente e dieci volte più bello del S. Paolo evocato nell’ebbrezza scusabile della vittoria, ecco che senza attingere questa volta alla coppa di Nestore il nuovo sindaco partenopeo ci partecipa finalmente del suo primo vero atto formale: un invito a Barack Obama, scritto di proprio pugno, come si conviene nei crocevia della storia, a venire in visita alla sua città.
Perfettamente consapevole che negli States c’è molta attenzione per il fenomeno del movimento civico che lo sostiene, e dell’innamoramento dei napoletani verso di lui, Luigi, professandosi fin d’ora suo sostenitore, amico, compagno, così si rivolge al presidente americano: “Caro Barack, io vorrei che tu, e Roberto ed io ci ritrovassimo qui a Napoli. Dall’alto del Vesuvio e dalla distesa delle acque di quel golfo che fu greco ai tempi di Omero, trenta secoli di storia ci guarderanno: ne trarremo conforto ed ispirazione, per essere, son sicuro, all’altezza dei compiti che un destino preveggente ci ha assegnato.”
La Russa ha paura di Alfano?
Il ministro rilascia interviste in cui parla bene dell’attuale segretario politico. Strano, non sembrava entusiasta della nomina
C’è un La Russa per ogni giorno? “Alfano non sarà il coordinatore unico, non è così che si risolvono i problemi, con un nome non si fanno miracoli”, tuonava l’attuale ministro della Difesa il primo giugno. E da quel giorno, rilascia un’intervista al dì per ricordare che adora l’attuale ministro della giustizia. L’ultima al Giornale
Con l’indicazione di Angelino Alfano a segretario politico del Pdl, ‘ci si aspettava l’implosione ma invece di deprimerci o restare a leccarci le ferite ci siamo immediatamente risollevati’. A sostenerlo e’ il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in un’intervista al Giornale. ‘Sul piano umano, io con Gasparri e gli ex An non ci siamo limitati ad accettare la segreteria di Alfano – aggiunge il ministro – siamo stati tra i fautori di questo passaggio’. E poco importa che il Guardasigilli, futuro segretario politico del Pdl abbia 40 anni, ‘sarei stato a disagio se avessero nominato un mio coetaneo – afferma La Russa – se Alfano avesse avuto 58 anni non mi sarebbe parsa una scelta lungimirante’. ‘Questo e’ il passaggio da un partito che poteva nascere e morire con Berlusconi – prosegue il ministro della Difesa – a un partito che, grazie alla leadership forte di Berlusconi sa guardare oltre l’orizzonte’. L’ex esponente di An commenta il risultato elettorale affermando che ‘dopo 20 anni e’ chiaro che Berlusconi non puo’ piu’ essere motivo di speranza come era nel ’94 – sottolinea – ma deve dare risposte. Solo che qui serviva un miracolo’ e assicura che la leadership del Pdl, nel 2013, sara’ ancora del premier, ‘anche se nulla gli vieta di proporre un nome diverso’. Infine, La Russa da’ un consiglio ad Alfano: ‘continui come e’ partito – dice – innovativo senza distruggere, con la massima condivisione possibile’.
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Il prete: “L’omosessualità è una malattia”. E interrompono la messa a Milano
Irruzione nella chiesa a San siro. Al parroco: “Curati tu”
Irruzione in piena messa: non male come idea. Con tanto di striscioni “Padre Alberto curati tu”. E’ quanto è accaduto, racconta il Giornale, a Milano:
L’irruzione ieri verso mezzogiorno, alla chiesa di San Giuseppe Calasanzio di via don Gnocchi a San Siro, durante la messa officiata dal vescovo ausiliario Marco Ferrari, il parroco padre Alberto e don Vittorio De Paoli, per l’ultima giornata di esposizione dell’immagine della Madonna pellegrina di Fatima. Oggetto della contestazione la posizione di padre Alberto, che avrebbe definito l’omosessualità una malattia, curabile con il sostegno di uno psicologo. Gli autonomi hanno sfoggiato lo striscione «Padre Alberto, curati tu» e urlato «fuori i preti» e «chiudete le chiese». «Il vescovo ha smesso di celebrare la messa, un giovanissimo parrocchiano è svenuto per la paura – racconta ora don Vittorio – poi i fedeli hanno reagito, sono volati insulti e qualche spintone. I ragazzi, una ventina circa, sono usciti e qualche parrocchiano ha urlato che si sentivano forti perché Giuliano Pisapia aveva vinto le elezioni». Ricevendo come risposta «Pisapia ha liberato Milano, presto ne vedrete delle belle». Quindi la fuga. La Digos sta cercando di identificare i protagonisti della gazzarra, anche se i maggiori sospetti cadono sul vicino centro sociale «Cantiere». «Sono solo un povero prete, ma se potessi parlare con il sindaco gli racconterei cosa è successo, come è stato speso il suo nome, invitandolo a intervenire prima che queste irruzioni in luoghi di culto diventino consueti».
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Nuova Zelanda: nuovo terremoto a Christchurch, magnitudo 5,5
Strauss-Kahn torna oggi davanti al giudice: si dichiarerà non colpevole
Rotondi: Silvio soffre, potrebbe lasciare la politica
Lou Reed a Brescia: svendita dei posti in piedi!
Tabacci al Bilancio, sì del Pd in settimana la giunta Pisapia
Quasi certi Boeri, Majorino, l’eurodeputata Balzani e Benelli (Sel). Cornelli: “Nessun doppio incarico” Il leghista Boni: “Chi si aspettava il nuovo da parte del sindaco appena eletto a Milano rimarrà deluso”
di ORIANA LISO
Bruno Tabacci assessore al Bilancio? L’ipotesi raccoglie consensi, nella coalizione che sostiene il nuovo sindaco Giuliano Pisapia. A partire dal Pd, che si augura che la nomina vada in porto e, nello stesso tempo, continua i conciliaboli con lo staff del sindaco per portare a casa gli assessorati a cui tiene di più. È una settimana cruciale, quella che inizia oggi, per Pisapia: perché nel giro di pochi giorni chiuderà — salvo sorprese — la partita della nuova squadra di governo, per poi concentrarsi su due nodi fondamentali come Expo e la verifica dei conti delle casse pubbliche. Senza sbilanciarsi troppo ieri lo stesso Tabacci — portavoce della rutelliana Alleanza per l’Italia — commentava le voci di un suo ingresso in giunta: «Credo che il sindaco Pisapia abbia le idee molto chiare su cosa fare. Il successo di Milano va molto al di là della coalizione che lo ha espresso». Una settimana fa, mentre centomila persone festeggiavano in piazza Duomo la vittoria di Pisapia, Tabacci scriveva sulla sua bacheca di Facebook: «È davvero una bella giornata. Oggi in piazza si respirava aria di liberazione». Una conferma del suo orientamento di voto al ballottaggio che ora si specchia nell’approvazione che gli arriva dal Pd. «Fa bene Pisapia a cercare di comporre una squadra che abbia il fisico adatto alla città, Tabacci incrocia i bisogni di apertura e di competenza» è l’analisi del segretario regionale pd Maurizio Martina, che però rimarca come questa non sia un’apertura al Terzo polo a livello nazionale, perché «è una scelta che sta dentro le vicende milanesi e i rapporti del sindaco», ma certo potrebbe diventare un’avanguardia per movimenti futuri. A criticare l’eventuale nomina ci pensa il leghista Davide Boni: «Se questi sono i nomi, chi si aspettava volti nuovi resterà deluso: alla fine la neogiunta dovrà rendere conto al Terzo polo». Le altre caselle si stanno via via definendo, con alcune “quasi certezze” come l’eurodeputata Pd Francesca Balzani. In questo caso, precisa però il segretario metropolitano Roberto Cornelli, «gli assessori del Pd non potranno fare contemporaneamente né i parlamentari né gli eurodeputati: Milano è troppo complicata da gestire». Le deleghe giuste per l’architetto Stefano Boeri sbloccherebbero a loro volta altre caselle, dando il via libera a nomine quasi certe come quella di Piefrancesco Majorino del Pd, Daniela Benelli di Sel, e aprendo a new entry del totonomine come Cristina Tajani, vendoliana della Cgil, e Franco D’Alfonso, l’ex manager che ha lavorato per la lista civica di Pisapia.
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Batterio killer, germogli di soia incriminati La Germania chiude un'azienda agricola
Berlino, 6 giugno 2011 - E’ stata identificata l’azienda agricola che produce germogli di soia, in Germania, probabile fonte dell’epidemia di Escherichia Coli. La fattoria, che produce prodotti biologici, si trova a sud di Amburgo, la città epicentro del contagio che ormai ha causato la morte di 22 persone (tutti in Germania, tranne uno in Svezia) e che ha fatto ammalare più di 2 mila persone.
Le autorità tedesche sono in attesa dei test sui prodotti della fattoria che confermino in maniera inconfutabile il verdetto, annunciato domenica dal ministro della Sanita’ della Bassa Sassonia, Gerd Lindemann. L’azienda è stata chiusa e ai tedeschi è stato caldamente consigliato di smettere di mangiare germogli di soia.
Nel frattempo, gli ospedali tedeschi fanno fatica a tener dietro all’impennata di pazienti: nel nord della Germania scarseggiano i letti e anche le cure, ha detto il ministro della sanita’, Daniel Bahr: "Stiamo affrontando una situazione di tensione nella cura dei pazienti, ma ce la faremo".
Nelle città di Amburgo e Brema, le più colpite, il personale è esausto perché lavora 24 ore su 24. "I medici vengono a lavorare volontariamente nel fine settimana e dormono anche qui", ha raccontato Oliver Grieve il portavoce dell’ospedale universitario di Kiel, nel nord della Germania.
Fonte Agi
