lunedì 16 dicembre 2013

Blocco Nazionale!

Arma dei Carabinieri, la fine è vicina. Inizia l’era Eurogendfor. Ma questi, a chi risponderanno?

la fine dei carabinieri e vicina inizia lera eurogendfor

E’ pubblicato sul sito dell'U.N.A.C oltre che sulla Gazzetta Ufficiale. L’Arma verso lo scioglimento. L’Unione Europea impone la smilitarizzazione della quarta Forza Armata e l’accorpamento dei carabinieri alla Polizia di Stato. Ecco l'inchiesta shock pubblicata da Articolotre.com
L’Arma dei carabinieri in un futuro più o meno prossimo, ma certamente non remoto, è destinata ad un inevitabile scioglimento". 
Poco più di tre anni fa la Camera dei Deputati ratificava ad unanimità l'accordo europeo per la costituzione di una forza armata speciale, chiamata EGF.
La Forza di gendarmeria europea (Eurogendfor o EGF) è il primo Corpo militare dell'Unione Europea a carattere sovranazionale. La EGF è composta da forze di polizia ad ordinamento militare dell'UE in grado di intervenire in aree di crisi, sotto egida NATO, ONU, UE o di coalizioni costituite "ad hoc" fra diversi Paesi.
Eurogendfor può contare su una forza di 800 "gendarmi"mobilitabile in 30 giorni, più una riserva di altri 1.500; il tutto gestito da due organi centrali, uno politico e uno tecnico. Il primo è il comitato interdipartimentale di alto livello, chiamato CIMIN, acronimo di Comité InterMInistériel de haut Niveau, composto dai rappresentanti dei ministeri degli Esteri e della Difesa aderenti al trattato. L’altro è il Quartier generale permanente (PHQ), composto da 16 ufficiali e 14 sottufficiali (di cui rispettivamente 6 e 5 italiani). I sei incarichi principali (comandante, vicecomandante, capo di stato maggiore e sottocapi per operazioni, pianificazione e logistica) sono ripartiti a rotazione biennale tra le varie nazionalità, secondo gli usuali criteri per la composizione delle forze multinazionali.
Non si tratta quindi di un vero corpo armato europeo, un inizio di esercito unico europeo, nel qual caso si collocherebbe alle dipendenze di Commissione e Parlamento Europeo, ma di un semplice corpo armato sovra-nazionaleche, in quanto tale, gode di piena autonomiaInfatti, la EGF non è sottoposta al controllo dei Parlamenti nazionali o del Parlamento europeo, ma risponde direttamente ai Governi, attraverso il citato interministeriale (CIMIN)-
 L'articolo 21 del trattato di Velsen, con cui viene istituito questo corpo d'armata sovranazionale, prevede l'inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor
 L'articolo 22 immunizza le proprietà ed i capitali di Eurogendfor da provvedimenti esecutivi dell'autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali. 
 L'articolo 23 prevede che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate.
L'articolo 28 prevede che i Paesi firmatari rinuncino a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni
L'articolo 29 prevede infine che gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati all’adempimento del loro servizio.
Nel trattato di Velsen c'è un'intera sezione intitolata "Missions and tasks", in cui si apprende cheEurogendfor potrà operare "anche in sostituzione delle forze di polizia aventi status civile", in tutte le fasi di gestione di una crisi e che il proprio personale potrà essere sottoposto all'autorità civile o sotto comando militare.
Tra le altre cose, rientra nei compiti dell'Eurogendfor:
 garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico
eseguire compiti di polizia giudiziaria (anche se non si capisce per conto di quale Autorità Giudiziaria)
controllo, consulenza e supervisione della polizia locale, compreso il lavoro di indagine penale
dirigere la pubblica sorveglianza
operare come polizia di frontiera
acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence
Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno 2010 il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia
La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Allo stesso tempo, l'art.4 della medesima legge introduce i compiti dell'Eurogendfor, tra cui: 
condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico
 assolvere  a  compiti  di  ,  gestione  del traffico,   controllo   delle   frontiere   e   attivita' generale d'intelligence;
proteggere le persone e i beni e mantenere  l'ordine  in  caso  di disordini pubblici.
In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non rispondono direttamente delle loro azioni nè allo Stato italiano, nè all'Unione Europea.
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Rinnovo patente: in arrivo importanti novità

Dal 9 gennaio 2014 noA breve entrerà in vigore la nuova procedura per il rinnovo della patente: va in pensione il tagliando di rinnovo sostituito da nuovi duplicati. Il ministero promette tempi più celeri e documenti più leggibili, ma vediamo nei particolari cosa cambierà.

Rinnovo patente: in arrivo importanti novità

Da una settimana si è messa in moto una piccola rivoluzione burocratica che stravolgerà i tempi e le modalità di rinnovo della patente di guida. Con la recente emanazione di un decreto del ministero dei trasporti [1], infatti, è stata approvata la nuova procedura per ottenere il rinnovo della licenza di guida, la cui entrata in vigore definitiva è prevista per il 2 novembre.

In particolare, secondo quanto disposto dalle nuove regole, ai fini del rinnovo non verrà apposto alcun tagliando adesivo sulla vecchia patente che, al contrario, verrà sostituita da un duplicato dotato di maggiori standard di sicurezza e nuova foto del titolare.

Per ottenere la conferma di validità della patente sarà necessario recarsi presso un medico. Quest’ultimo, dopo aver accertato il possesso di tutti i requisiti psico-fisici per una guida sicura, compilerà un modulo on- line, con tanto di firma e foto aggiornata del conducente, che verrà spedito alla motorizzazione civile.
Il dottore rilascerà, cosi, al titolare, una ricevuta completa di tutti gli estremi anagrafici e le informazioni del conducente, nella quale, tra l’altro, verrà riportata la nuova data di scadenza della licenza di guida.

Le modalità appena descritte, sebbene delineate in linea generale, non sono ancora definitive, ma si dovrà attendere l’emanazione di un ulteriore provvedimento legislativo adottato d’intesa tra il Ministero dei trasporti e il Ministero della salute.

La ricevuta ha un vero e proprio valore legale poiché rimpiazzerà, in via provvisoria, la patente di guida nell’attesa che quest’ultima venga recapitata direttamente a casa del titolare. Pertanto, l’interessato avrà comunque la possibilità di circolare liberamente con il proprio mezzo sin dall’avvio della procedura e per un termine non superiore ai 60 giorni dall’inoltro delle pratiche su menzionate.

Completato il rinnovo, la vecchia patente sarà inutilizzabile e quindi potrà essere distrutta.

Si ricorda inoltre che i tempi per il rinnovo per le patenti B della auto sono:
- ogni 10 anni fino a 50 anni di età;
- ogni 5 anni, tra i 50 e 70 anni d’età,
- ogni 3 fra i 70 e 80;
- ogni 2 anni per gli ultra ottantenni.

[1] Pubblicato sulla G.U.n.231 del 2 ottobre 2013.

Casa, dal conguaglio all’acquisto Ecco come cambieranno le tasse nel 2014

Le richieste del Fisco e le novità per la Tasi. Gli incentivi sulle ristrutturazioni

(Ansa)

Si chiude oggi la partita dell’Imu per chi deve pagare il tributo su immobili che non abbiano le caratteristiche per essere considerati abitazione principale. Chi invece possiede una casa che quelle caratteristiche le ha corre il rischio sempre più concreto di dover giocare i supplementari se si trova in uno dei circa 2500 comuni che per il 2013 abbiano previsto un’aliquota di base superiore allo 0,4%. Il maxiemendamento del Governo che dovrebbe blindare la legge di Stabilità per farla approvare prima di Natale lascia però un po’ di fiato in più a contribuenti, Caf e commercialisti per calcolare la somma dovuta al Comune. Si tratta, lo ricordiamo, del 40% della differenza tra l’imposta calcolata all’aliquota 2013 e quella calcolata allo 0,4%. Ci sarà infatti tempo fino al 24 gennaio 2014 e non più fino al 16 gennaio, scadenza originariamente prevista per farla coincidere con la prima (per la verità alquanto improbabile) delle quattro rate previste per lo Iuc (Imposta unica comunale), il tributo bicefalo che dall’anno venturo raggrupperà la tassa sui servizi indivisibili (la Tasi) e la tassa sui rifiuti (la Tari). 
Sono almeno due le ragioni che ora rendono improbabile l’eliminazione del supplemento di Imu; la prima è che per abolire il tributo bisogna reperire in breve almeno 400 milioni, la seconda è che il potere di interdizione delle forze politiche che sull’abolizione integrale dell’Imu prima casa hanno fatto le barricate oggi si è molto ridotto con il cambio nella maggioranza che sostiene l’esecutivo. 

Appaiono anche tramontate le soluzioni alternative di cui si era parlato nei giorni scorsi: quella di far pagare i contribuenti per poi stornare la cifra versata trasformandola in acconto dello Iuc è molto macchinosa e oltretutto si limita a spostare di qualche mese il problema della copertura. Un’altra soluzione, consistente nel far coprire i costi ai proprietari di terze, quarte case, e via dicendo, con aliquote progressivamente più alte si scontra con la difficoltà di come ripartire i tributi se le abitazioni si trovano in territori comunali diversi. E oltretutto il surplus di aliquota dovrebbe finire nelle casse dello Stato e non in quelle dei comuni. 

Il miniconguaglio Imu inaugurerà un anno denso di novità nella tassazione immobiliare, a partire dalla già ricordata Iuc, che nel rush finale della Stabilità potrebbe registrare ancora qualche modifica; in particolare nella componente Tasi che per come è congegnata (aliquota calcolata sul medesimo imponibile dell’Imu) assomiglia troppo alla vecchia imposta per non destare il fianco alle critiche di chi sostiene che si tratta di un’operazione di maquillage all’Imu con un’aggravante non da poco: fa pagare di più chi prima pagava meno e viceversa. La soluzione sarebbe di aumentare i fondi a disposizione dei comuni perché decidano detrazioni sulle case di minor valore, ma si scontra ancora una volta con la necessità di trovare le coperture. 
Non tutto il quadro però è negativo. Dal primo gennaio 2014 cambiano le imposte sulle compravendite immobiliari e soprattutto chi acquista da privato pagherà meno di oggi. E inoltre per tutto l’anno si potrà godere di agevolazioni importanti sulla ristrutturazione della casa e sulla sua riqualificazione energetica. 

domenica 15 dicembre 2013

Incapaci!


Via Nelson Mandela prende il posto di Almirante

Approvata all’unanimità la proposta di Costamagna
di Lorena Cellini

Civitanova, 14 dicembre 2013 - VIA NELSON Mandela al posto di via Giorgio Almirante, l’eroe della lotta all’apartheid al posto di chi aderì al regime fascista che promulgò le leggi razziali in Italia. Civitanova è tra le prime città a intitolare una strada a quello che Ivo Costamagna, presidente della Commissione toponomastica,definisce «un gigante della storia». Su sua proposta, la decisione è passata all’unanimità (votata anche dal pidiellino Sergio Marzetti) in commissione. La strada che conduce alle scuole della zona Micheletti non sarà più intestata all’ex leader dell’Msi, ma al simbolo della battaglia condotta in nome del principio di uguaglianza. Ha resistito quasi dieci anni via Almirante, istituita nel 2004. Da allora non sono mancate polemiche, l’ultima quando l’assessore Francesco Peroni si fece fotografare mentre gettava la targa in un cestino della spazzatura. La giunta voterà oggi il provvedimento.
PER IL SINDACO Tommaso Corvatta «era uno scandalo da sanare. Abbiamo voluto sostituire il nome di un uomo implicato nella morte di italiani, partigiani e resistenti, e che non ha mai rinnegato il passato, con un uomo che è il suo esatto contrario, vittima dell’odio e della segregazione razziale, portatore di principi di uguaglianza e tolleranza ai quali ha dedicato la vita. Non era la nostra priorità togliere via Almirante, ma era doveroso per ribadire gli ideali in cui crediamo. Avverrà senza enfasi, non faremo palchi né sventoleremo bandiere, come accadde per la sua istituzione».
LA RICHIESTA di sostituzione sarà inoltrata al prefetto e sarà avviata la procedura eccezionale che permette di poter intitolare le vie a personaggi di rilievo internazionale, anche se recentemente scomparsi. «I requisiti richiesti per ottenere il nulla osta ci sono — spiega Costamagna — considerata la valenza del personaggio, esempio di vita dedicata alla lotta per la giustizia. Tra i tanti aspetti di questo gigante della Storia ne colgo uno, quello della pacificazione nazionale. Mandela si è battuto per abolire l’apartheid, partendo dal presupposto che nessun nero fosse sottoposto alla schiavitù dei bianchi e nessun bianco alla maggioranza dei neri. Una sorta di Norimberga alla rovescia, la sua, conclusa con una amnistia generale».
Lorena Cellini

Tu cosa hai chiesto per questo Natale?


Il Male


I have a very strong feeling ...


Usa, morta Loretta Fuddy in incidente: attestò nascita Obama. Complotto?

WASHINGTON – E’ morta  in un incidente aereo Loretta Fuddy, il direttore del dipartimento di Sanità delle Hawaii che verificò e attestò il certificato di nascita di Barack Obama. E subito torna la teoria del complotto sul luogo di nascita del presidente americano.
L’incidente mortale é avvenuto al largo dell‘isola di Molokai: un piccolo Cessna Grand Caravan con a bordo 9 persone, tra cui la Fuddy, si é schiantato in acqua probabilmente per un guasto al motore. Otto passeggeri sono sopravvissuti e sono stati tratti in salvo, mentre la donna è morta.
Secondo il reverendo Patrick Killilea, che ha incontrato i sopravvissuti, al momento dell’incidente la Fuddy indossava il giubbotto di salvataggio in acqua e stringeva le mani al vice direttore del dipartimento di Sanità Keith Yamamoto quando all’improvviso si é lasciata andare. Subito su Twitter sono scattati i commenti dei ‘birthers’, il movimento di ultra conservatori americani che crede che Obama non sia nato negli Stati Uniti, e che ha insinuato che la morte della donna non sia stato un incidente.
Alcuni hanno detto che la Casa Bianca “stava facendo gli ultimi ritocchi”, mentre altri hanno commentato “che chiunque con una connessione a Obama o il suo background ha una tendenza ad avere una vita ‘breve’. Tra i commenti spicca quello di Donald J. Trump, tra i più strenui sostenitori dell’ipotesi che quel certificato fosse un falso: “E’ sorprendente, il direttore del dipartimento di Sanità che certificò i documenti sulla nascita di Obama muore in un incidente aereo, mentre tutti gli altri si salvano”.

Mi raccomando! Per Natale ...


Auguri di Natale ...


sabato 14 dicembre 2013

Appello

Guerre umanitarie


Incendio nella casa del Grande Fratello


Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti

Equo compenso: da gennaio smartphone, tablet & C. potrebbero costare di più

Per via di un emendamento della Legge di stabilità rischia di aumentare la "tassa" Siae che grava su tutti i dispositivi dotati di memoria. "Sono soldi sottratti all'industria dell'elettronica e quindi alle tasche dei consumatori"

DA GENNAIO smartphone, tablet, computer, hard disk e altri dispositivi elettronici potrebbero costare una manciata di euro in più per via di un emendamento inserito nella Legge di Stabilità, in discussione alla Camera e che quasi certamente tornerà al Senato. L'emendamento prevede infatti di aumentare la "tassa" Siae che grava su tutti i dispositivi dotati di memoria. Tecnicamente si chiama "equo compenso" ed è inteso come un modo per compensare i detentori di copyright per eventuali usi illeciti che gli utenti possono fare con quei dispositivi (cioè download di musica o film pirata). L'equo compenso va infatti alla Siae e, secondo le prime stime, "l'aumento ora deciso sarà del 70 per cento, quindi Siae ne ricaverà 210 milioni di euro all'anno invece dei soliti 80 milioni euro. Sono soldi sottratti all'industria dell'elettronica e quindi alle tasche dei consumatori", spiega Guido Scorza, avvocato esperto della materia. "Significa che un iPhone 16 GB costerà circa 4 euro in più, poiché la componente dell'equo compenso passerà,  con questo aumento, dagli attuali 90 centesimi a 5,20 euro. Per i tablet si passa dai 3,20 ai 5,20 euro, per i computer da 3,20 a 6 euro", aggiunge. 

L'aumento - se l'emendamento alla fine dell'iter della legge resterà così com'è - è giustificato con l'idea di portare l'equo compenso al livello della media europea, calcolata però in modo assai singolare: escludendo cioè quei Paesi dove questa tassa non è presente (Regno Unito e Spagna). Insomma, la media tiene conto solo dei valori nei Paesi dove è in vigore l'equo compenso. Lo scopo è promuovere le attività culturali, come ha dichiarato ieri Francesco Ribaudo (PD), primo firmatario dell'emendamento. Infatti, "il 50 per cento delle somme raccolte attraverso l'adeguamento dei parametri dell'equo compenso sarà destinato dalla Siae al sostegno delle attività previste dallo statuto della stessa società degli autori ed editori. E in particolare serviranno per erogare borse di studio, finanziamenti ed altri benefici in favore dei nuovi talenti nei campi della musica, del cinema, del teatro e della letteratura", dice.  Una volta approvata la legge di Stabilità, sarà un decreto un decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo ad aggiornare i compensi previsti per ciascun dispositivo. 

A far discutere è la logica con cui si tolgono soldi all'industria innovativa per favorire quella culturale. "Dobbiamo subito ribadire che nuovi aggiuntivi balzelli non farebbero che penalizzare ulteriormente l'innovazione tecnologica", dice Cristiano Radaelli, presidente di Anitec, l'Associazione Nazionale Industrie Informatica. "Se implementata, questa richiesta si trasformerebbe, di fatto, in un costo aggiuntivo che graverebbe sui consumatori e sulle famiglie, generando il concreto rischio di allargare il digital divide italiano".

Ma come si è arrivati a questo emendamento? Un mese fa il presidente Siae Gino Paoli aveva scritto al ministro dei Beni e delle Attività Culturali Massimo Bray di aumentare l'equo compenso. A  questo scopo, proponeva di attivare un tavolo tecnico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con tutte le rappresentanze di categoria interessate. Non solo con la Siae, quindi, ma anche con associazioni tecnologiche e dei consumatori. L'emendamento però va oltre persino la stessa richiesta di Paoli, introducendo subito l'aumento, senza bisogno di tavoli tecnici e soprattutto senza sentire le altre campane.

Per altro, l'emendamento arriva negli stessi giorni della delibera Agcom contro la pirateria sul web: un'altra misura che, con un impatto sui canali digitali, favorisce l'industria del copyright. La stessa Legge di Stabilità contiene inoltre una misura che comincia a far discutere perché è pensata solo a favore dei libri cartacei, escludendo gli e-book. "Per favorire una maggiore diffusione della lettura dei libri cartacei è riconosciuta una detrazione fiscale del 19% sulle spese sostenute nel corso dell'anno solare per l'acquisto di libri muniti di codice ISBN, per un importo massimo di € 2000, di cui € 1000 per i libri scolastici ed universitari ed € 1000 per tutte le altre pubblicazioni", si legge in una nota di Palazzo Chigi. Dal punto di vista del supporto all'innovazione, insomma, la Legge di Stabilità 2014 si presenta altalenante: da una parte prevede incentivi fiscali e un voucher a fondo perduto per gli investimenti tecnologici delle Pmi; dall'altra, misure che rischiano di penalizzare la diffusione di tecnologie tra i consumatori.

A Capodanno qualcosa di rosso ...

venerdì 13 dicembre 2013

Destinazione Italia

Poliziotto confuso!

Riclassamento dell’immobile: il provvedimento non motivato dal Fisco è nullo

Riclassamento dell’immobile: il provvedimento non motivato dal Fisco è nullo
Il contribuente ha diritto di conoscere le ragioni del nuovo classamento dell’immobile: il Fisco deve motivare il mutamento a pena di nullità.

Il provvedimento con cui il Fisco attribuisce un nuovo classamento all’unità immobiliare è nullo se non è motivato. È quanto affermato dalla Cassazione che, con una recente sentenza [1], ha annullato un provvedimento di riclassamento emesso d’ufficio.

Secondo i giudici, l’Amministrazione finanziaria deve indicare, a pena di nullità dell’atto emesso, le ragioni per le quali ha ritenuto di discostarsi dal classamento dichiarato dal contribuente.

Si ricorda che il classamento consiste nell’attribuzione, come dice la parola stessa, di una “classe” all’unità immobiliare in modo da stabilirne il valore ai fini fiscali (per esempio per il calcolo dell’IMU).

Le eventuali operazioni di riclassamento, che il Fisco può svolgere d’ufficio o con la partecipazione dell’interessato, devono essere motivate in quanto il contribuente proprietario dell’immobile ha diritto di sapere perché all’unità immobiliare (per es. un terreno) è stata attribuita una rendita catastale diversa e di conseguenza egli dovrà pagare imposte più elevate.

La motivazione di un provvedimento tributario non è necessaria solo quando quest’ultimo si basa su dati forniti dallo stesso contribuente nella propria dichiarazione o comunque definiti dalle parti. In tutti gli altri casi in cui il Fisco si discosti da quanto dichiarato dal contribuente ed effettui una diversa valutazione (per esempio appunto un nuovo classamento), la motivazione è indispensabile. Essa costituisce la descrizione dettagliata e non sintetica delleragioni giuridiche e di fatto sulla base delle quali viene emesso un nuovo provvedimento.

Solo la motivazione consente al contribuente di conoscere le ragioni del provvedimento e di esercitare eventualmente il proprio diritto di difesa tramite l’impugnazione dello stesso.

La Cassazione [2] ha stabilito che l’Agenzia delle Entrate, qualora modifichi d’ufficio il classamento, deve avvisare il contribuente interessato e specificare se il mutamento è dovuto a:
trasformazioni specifiche subite dall’unità immobiliare: in questo caso devono essere indicate le trasformazioni edilizie che giustificano il riclassamento;
una risistemazione dei parametri inerenti alla microzona in cui si colloca l’unità immobiliare: in questo caso l’Ufficio deve indicare al contribuente l’atto con il quale si è provveduto alla revisione di tali parametri a seguito di significative modifiche del contesto urbano.

Inoltre, se il contribuente contesta il mutamento, spetta all’Agenzia delle Entrate provare la legittimità del proprio provvedimento.


[1] Cass. sent. n. 27008 del 2.12.2013.
[2] Cass. sent. n. 19656/13.

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"I politici italiani? Tutti uguali. Blocchi e presidi a oltranza finchè non cadrà il governo"

Andrea Zunino, leader dei forconi: "Italia schiava di ricchi ebrei. Il nostro esempio? L'Ungheria"di VERA SCHIAVAZZI
"I politici italiani? Tutti uguali. Blocchi e presidi a oltranza finchè non cadrà il governo"
TORINO - Andrea Zunino, classe 1953, professione agricoltore, residenza al confine tra le province di Biella e Vercelli, è il leader ("meglio: portavoce") del Movimento 9 dicembre, quello che da lunedì ha acceso i riflettori su una Torino rivoltosa, delusa, impoverita. Il suo manifesto? "Vogliamo le dimissioni del governo. Vogliamo la sovranità dell'Italia, oggi schiava dei banchieri, come i Rotschild: è curioso che 5 o 6 tra i più ricchi del mondo siano ebrei, ma è una cosa che devo approfondire. Con Grillo mi incontrerei, i 5 Stelle sono persone perbene. Con Berlusconi mai, anche se le porcate peggiori da noi le ha fatte la sinistra". E sullo sfondo un mito: il premier ungherese Viktor Orbàn: "Lui sì che sta liberando davvero il suo Paese".

Signor Zunino, si rende conto che da questa stessa dichiarazione sulle banche "ebraiche" è nato il nazismo? Si rende conto di quel che dice?
"Non ho le prove. Ma penso che Hitler, che probabilmente era pazzo, si sia vendicato con l'antisemitismo del voltafaccia dei suoi iniziali finanziatori americani. Personalmente non mi interessa".

L'idea del movimento è stata sua? O l'ha ispirata qualcuno?
"Non è venuta solo a me. Passo molto tempo su Internet, ho visto il lancio nazionale mesi fa, ho trovato un gruppo di ragazzi di Torino che aderiva e sono andato daloro. Mi hanno chiesto di fare il portavoce, sono persone semplici, ed eccomi qui".

Quali erano le sue idee politiche? E i suoi precedenti?
"Sono incensurato e non ho mai avuto una tessera. Appartengo a una generazione che ha avuto la fortuna di non trovarsi in pieno Sessantotto, ma ha vissuto le ricadute peggiori. Per 14 anni ho praticato andavo al seggio e facevo mettere a verbale che rifiutavo la scheda perché non mi sentivo rappresentato".

Cosa pensa degli studenti che hanno manifestato a Roma?
"Ci vanno bene. Sono ragazzi, ma anche loro sanno che la politica li ha traditi, che è tutto un magna- magna. A me vanno bene tutti gli italiani, i cittadini che scendono in piazza".

E se non sono italiani? Qual è la vostra posizione sugli immigrati in Italia?
"È un argomento esplosivo, che sto cercando di far uscire su Facebook. Per me va bene chiunque rispetta le leggi, ma capisco il disoccupato che si lamenta perché al marocchino arrivato col barconedanno la casa e mille euro mentre lui deve dormire in macchina. Ha ragione, è uno scandalo, ma gli dico: non è col marocchino che te la devi prendere, ma col governo".

Vi siete accordati con altre organizzazioni nelle piazze?
"Gli unici coi quali avevamo un accordo erano una sigla di commercianti dei mercati ambulanti che si era ribellata ai sindacati. Ma non ci hanno fatto fare bella figura: io andavo in Questura a metterci la faccia e chiedere i permessi e loro in piazza facevano quel che volevano. Adesso basta".

Qual è il vero obiettivo?
"Le dimissioni del governo e delle due Camere. Ma non vogliamo una giunta militare, anzi: stiamo lanciando un appello per formare un tavolo di giuristi e costituzionalisti che ci aiutino a capire come può nascere un governo provvisorio di solidarietà. Non un governo tecnico, quello è lo strumento con cui la politica ha truffato la nostra gente".

Qualcuno vi ha corteggiato in questi giorni? Avete incontrato partiti, esponenti politici?
"Ho incontrato soprattuttoispettori Digos con i quali stiamo collaborando benissimo, anche se ora hanno avuto da Alfano l'ordine del pugno di ferro. Poi mi ha ricevuto il questore, nel suo enorme ufficio dove di solito va soltanto il sindaco. Ma gli ho ribadito che non intendevamo smettere, così abbiamo un nuovo presidio autorizzato, possiamo fare un corteo al giorno, magari anche di più, basta che avvisiamo".

Che cosa dice della violenza?

"Noi siamo contro. Il codice etico del Movimento 9 dicembre l'ho scritto io, è piaciuto ai ragazzi, è diventato nazionale. Si parla di giovani pagati, e anche molto, per venire a infiltrasi, a far casino. Anche le nostre pagine Facebook sono infiltrate, ora comunichiamo diversamente. La Digos sa quel che ho fatto per portare via la gente mentre in piazza Castello volavano le pietre. Ma sono in molti ad avere interesse che Cota vada a casa ".

Si sente responsabile?
"Abbiamo un nuovo presidio, ci troveremo lì. Siamo cittadini. Cota deve andare a casa, la Lega è ridicola quando cerca di appropriarsi delle nostre parole d'ordine. Ma la politica con i suoi scandali dei rimborsi, è tutta uguale".

Una domanda personale: lei in che cosa crede?
"Mi sono convertito all'Islam per poter praticare il sufismo. E così sono diventato un maestro del respiro consapevole".

Parlamento occupato e Rai presidiata Il piano d'attacco del Cavaliere

Il leader Fi prepara anche un videomessaggio per le reti Mediaset

ROMA — Il piano di “evasione” del Cavaliere. Se lui dentro, il caos fuori. Parlamento da paralizzare, media da presidiare. E la denuncia martellante del «colpo di Stato in atto». Non sarà una rivoluzione, ma quella cosa lì insomma non potrà attendere, dovrà scattare un minuto dopo le manette. Dicono non pensi ad altro, da quando l’arresto gli è stato inculcato come un tarlo dagli avvocati Ghedini e Longo si è passati già al piano operativo. E a poco sono valse tutte le indiscrezioni dal fronte giudiziario di queste settimane — da Napoli a Milano — sull’alta improbabilità che lo spettro delle sbarre si faccia concreto.

«Figuratevi se non si trova un pm disposto a entrare nella storia arrestando da qui a breve Silvio Berlusconi», esorcizza a modo suo quando dirigenti e parlamentari che lo vanno a trovare a Grazioli — ultimi in serata i senatori forzisti delle prime quattro commissioni per gli auguri natalizi — gli chiedono conto e ragione del proclama del giorno sulla «rivoluzione » preannunciata. È una sorta di vademecum quello che Denis Verdini, Marcello Fiori, Renato Brunetta, Marcello Dell’Utri hanno quasi costretto a mettere a punto. «Si tratta di capire se ci fanno questo regalo prima delle elezioni europee o dopo» è l’unica incognita che l’ex premier lascia pendente. Convintosi comunque che il Tribunale di sorveglianza gli negherà i servizi sociali per costringerlo ai domiciliari e impedirgli così di fare campagna elettorale.
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Mafia, 30 arresti fra Trapani e Palermo Al vertice la sorella di Messina Denaro

di RICCARDO LO VERSO Patrizia Messina Denaro manterebbe i contatti fra il fratello e i boss detenuti. La conferma in alcune intercettazioni. Da lei passerebbero le direttive per gestire gli affari. E Matteo su Giuseppe Grigoli disse: "Non lo toccate perché se parla...".  Fatta luce sui rapporti con i mafiosi di San Lorenzo, Salvatore e Sandro Lo Piccolo.
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PALERMO - "Matteo dice... ", il fratello ordinava e lei eseguiva. Ci sarebbe una donna al vertice della mafia trapanese. Una donna dal cognome pesante. Patrizia Messina Denaro. È una delle quattro sorelle dell'ultimo padrino latitante di Cosa nostra. Da lui avrebbe ricevuto le direttive per guidare il clan, ma soprattutto per gestire gli affari.

Patrizia Messina Denaro, 43 anni, da alcune ore è finita in carcere assieme ad altre ventinove persone. Un blitz interforze - Ros, Dia, Squadre mobili di Palermo e Trapani, carabinieri e Guardia di finanza - che azzera la rete di protezione del capomafia di Castelvetrano e fornisce la prova della sua presenza sul territorio.

L'operazione è coordinata dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Maria Teresa Principato, e dai sostituti Paolo Guido e Marzia Sabella.

Matteo Messina Denaro tiene in mano saldamente il bastone del comando. La conferma arriva da un'intercettazione. Patrizia avrebbe fatto da trait d'union fra il latitante e i mafiosi trapanesi finiti in carcere. A cominciare dal marito, Vincenzo Panicola. E sono loro i protagonisti di una stagione di fibrillazioni.

Si era sparsa la voce che Giuseppe Grigoli, il braccio economnico di matteo Mesisna Denaro, l'uomo del business della grande distribuzione targata Cosa nostra, avesse iniziato a parlare con i magistrati. E Panicola aveva incaricato la moglie di sondare il terreno, di capire quale contromisura prendere. In ballo, forse, c'era addirittura l'ipotesi estrema di eliminare Grigoli. Poi, arrivò il diktat di Matteo: “Non toccatelo, perché se parla può fare danno”.

Come arrivò l'ordine? Stavolta non ci sarebbero pizzini di mezzo. La comunicazione sarebbe stata diretta. A voce. Un incontro faccia a faccia o forse una telefonata. Una cosa, secondo gli investigatori, è certa: fratello e sorella sono entrati in contatto. Circostanza che emergerebbe dalle parole pronunciata dalla stessa donna che portò l'ambasciata di Messina Denaro in carcere al Panicola.

“Di a tuo marito - le avrebbe detto il fratello latitante - di mettersi nella stessa cella con lui”. Per controllare Grigoli, per tenerlo buono. Per evitare che facesse danno. Anche se Patrizia non era d'accordo. “Mica se lo può accudire in carcere”, avrebbe risposto al latitante energica com'era. Il pericolo Grigoli alla fine rientrò. E i Messina Denaro tornarono ad occuparsi di affari. Di appalti, di impianti eolici e persino della costruzione del Mcdonald's su cui la mafia, all'insaputa del colosso americano del fast food, avrebbe messo le mani.
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http://livesicilia.it/2013/12/13/mafia-retata-messina-denaro_416743/

Retata a Trapani I nomi degli arrestati

Ecco l'elenco delle persone raggiunte dal provvedimento di custodia cautelare: Antonella Agosta (Germania), Matteo Agosta (Palermo), Francesca Maria Barresi (Castelvetrano), Girolamo Cangialosi (Carini), Lea Cataldo (Campobello di Mazara), Lorenzo Cimarosa (Castelvetrano), Aldo Tonino Di Stefano (Campobello di Mazara), Francesco Fabiano (Paceco), Floriana Filardo (Salemi), Giovanni Filardo (Castelvetrano), Valentina Filardo (Salemi), Francesco Guttadauro (Palermo), Girolama La Cascia (Castelvetrano, è accusata di favoreggiamento per non avere denunciato una presunta estorsione subita), Aldo Roberto Licata (Palermo), Antonino Lo Sciuto (Castelvetrano), Francesco Luppino (Campobello di Mazara), Giuseppe Marino (Palermo), Michele Mazzara (Paceco), Mario Messina Denaro (Castelvetrano), Patrizia Messina Denaro (Castelvetrano), Antonella Montagnini (Milano), Vincenzo Peruzza (Castelvetrano), Giuseppe Pilato (Erice), Rosario Pinto (Palermo), Nicolò Polizzi (Campobello di Mazara), Pietro Luca Polizzi (Castelvetrano), Francesco Spezia (Erice), Salvatore Torcivia (Palermo), Vincenzo Torino (Napoli), Giovanni Faraone (Palermo).






Legge di Stabilità: niente contanti per pagare gli affitti

Legge stabilità: rivalutate al 95% pensioni fino a 2000 euro
Il governo aveva promesso di destinare al taglio del cuneo fiscale gli introiti della lotta all'evasione, e lotta all'evasione sarà: la commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato un emendamento alla legge di stabilità che vieta il pagamento degli affitti in contanti, compresi quelli per le vacanze. E sempre al taglio delle tasse sul lavoro finiranno le risorse del rientro dei capitali esteri, per incentivare i quali il governo sta mettendo a punto un emendamento che riduce le sanzioni, alleggerendo anche il carcere che rimane per i reati più gravi. L'inizio del voto degli emendamenti in commissione Senato ha registrato però anche due fatti politici: l'asse tra Forza Italia e M5s, nonché il primo imprinting della segreteria Renzi, con un emendamento del relatore Maino Marchi (Pd) che taglia i vitalizi ai politici.

Legge di Stabilita, procede l'iter - La commissione Bilancio nella prima seduta dedicata al voto dei circa 470 emendamenti, ha esaurito l'esame dei primi 33 commi della legge di stabilità, sui 531 complessivi. Venerdì 13 dicembre e sabato 14 saranno affrontati temi delicati, come la Google tax, che impone ai giganti del Web di aprire la partita Iva in Italia.

Affitti: stop a pagamento in contanti  - Ma sono già arrivate le prime sorprese, a partire dal sì all'emendamento di Marco Causi (Pd), che vieta il pagamento in contanti degli affitti, pena la perdita "delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore". Approvata anche una proposta di Sel, con il sì del relatore e del governo, che ribadisce in concreto quanto già stabilito in passato con un ordine del giorno: lo stop ad ulteriori finanziamenti per gli F35.

Il nodo pensioni - E significativi i quattro emendamenti depositati dal relatore Marchi che verranno votati il 13 dicembre. Il primo alza dal 90 al 95% l'indicizzazione delle pensioni fino a quattro volte il minimo (circa 2.000 euro). Il secondo stabilisce l'assunzione di 120 persone con alta professionalità nella nuova Agenzia che darà supporto agli Enti Locali nell'utilizzo dei Fondi Ue 2014-2020, che ammonteranno a 107 miliardi. "Marchette", definisce quest'ultima misura il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta.

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