Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
sabato 21 dicembre 2013
La scimpanzé liberata abbraccia Jane Goodall e torna nella foresta: il video
Lo scimpanzé Wounda abbraccia Jane Goodall prima di rientrare definitivamente nella foresta. Il video che commuove il web
Wounda una femmina di scimpanzé è stata portata al centroTchimpounga Chimpanzee Rehabilitation Center del Jane Goodall Institute in Congo dopo che è stata ritrovata in fin di vita. E’ stata sequestrata a un gruppo di trafficanti di specie esotiche in via d’estinzione e rilasciata dalle autorità del Congo nell’oasi di Brazaville. A Tchimpounga c’erano 15 scimpanzé e queste scimmie sono catturate sia per mangiarle, sia per usarle come animali da intrattenimento in circhi e spattacoli vari sia per la sperimentazione scientifica.
Ma dopo aver superato mille traversie Wounda il cui nome vuol dire sull’orlo del baratro è riuscita a sopravvivere e completare in pieno il programma di riabilitazione. Dunque eccola sana e in piena forma in grado di rientrare nella sua casa che è la foresta. Ma prima di andare via non dimentica di abbracciare chi l’ha aiutata negli ultimi mesi condividendo con tutti l’emozione dell’addio e la ripresa della sua vita selvatica.
Jane Goodall ci ricorda che grazie al lavoro di scienziati e volontari gli animali possono essere curati e tornare iberi. Aiutiamo a combattere anche per noi.
Guarda il video:
Numeri identificativi per poliziotti? Alfano dice no, ma in Europa ci sono già
Alfano si dice contrario ai numeri identificativi per poliziotti, in quanto, sostiene, contraddicono la pubblica sicurezza. Eppure, in Europa, si usano già.

-Redazione- "Sono contrarissimo al numero identificativo per gli agenti che fanno ordine pubblico."E' quanto ha dichiarato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, nel corso di una conferenza stampa al Viminale. "Ciò contraddice tutte le regole di sicurezza. Le forze dell’ordine rischiano la vita e noi li vogliamo proteggere", ha aggiunto il vicepremier, dimentico che l'identificativo, oltre ad essere utilizzato in molti stati europei, è stato anche al centro di una direttiva di Bruxelles, seppur disattesa dall'Italia.
Questa prevedeva, già dal 19 settembre del 2001, il recepimento del Codice Europeo di Etica per la Polizia; altresì, si invitavano i 45 paesi membri del Consiglio a stilare un chiaro regolamento deontologico nell’ambito della sicurezza pubblica. Così che, mentre ora Alfano sostiene come i numeri identificativi siano illegali, in Grecia, Spagna, Francia, Germania, Svezia, Regno Unito, sulle uniformi e sui caschi dei poliziotti, essi sono già presente.
Chi suicidò il “Banchiere di Dio”?
-Gea Ceccarelli- “Il est disparu comme le diable vers l’enfer.” E' sparito come il diavolo verso l'inferno.
Con queste parole, il 9 giugno del 1982, il finanziere Francesco Micheli commentò l'improvvisa partenza del presidente delBanco Ambrosiano, il quale, nel bel mezzo di una cena, si alzò e, mormorando di viaggi e nebbia, uscì di fretta, per non mettere mai più piede nella sua Milano.
Con queste parole, il 9 giugno del 1982, il finanziere Francesco Micheli commentò l'improvvisa partenza del presidente delBanco Ambrosiano, il quale, nel bel mezzo di una cena, si alzò e, mormorando di viaggi e nebbia, uscì di fretta, per non mettere mai più piede nella sua Milano.
L'ultima cena, la si potrebbe chiamare. Ma, quella sera, nella foresteria dell'istituto lombardo, non c'era nessun Cristo, né vi erano i dodici apostoli. Piuttosto, a quel tavolo, sedevano “il banchiere di Dio” Roberto Calvi, i suoi amici finanzieri Francesco Micheli e Florio Fiorini, il presidente di Paribas Pierre Moussa e il manager austriaco Karl Kahane. Il motivo dell'incontro era delicato e, per questo, Calvi non era in grado di nascondere il proprio nervosismo. Lasciò che fossero i due stranieri ad affrontare l'argomento. Risoluti: 200 milioni di dollari in cambio di tutto il sistema estero dell'Ambrosiano. Una discreta offerta, in condizioni normali. Ma quella di Calvi e della sua banca era tutto fuorché normale: per salvarsi, gli sarebbe servito almeno sei volte tanto quanto offrivano Moussa e Kahane.
Improvvisamente, il banchiere si alzò e se ne andò. Micheli lo inseguì fino in strada, ma, una volta fuori, di lui non vi era già più traccia. Se ne ebbe notizia solo 9 giorni più tardi, quando, a Londra, presso il Blackfriars Bridge, il suo corpo venne rinvenuto impiccato. Sospeso sul Tamigi, con in tasca mattoni e 15.000 dollari, Calvi era morto. “Era stato suicidato”, sentenziò al riguardo il Gran Maestro Licio Gelli. Addosso gli trovarono anche un passaporto falso e una lista di nomi: piduisti, politici e uomini d'affari. Tutti pezzi da novanta, che venivano trascinati nell'intricato giallo tutt'ora insoluto.
La storia di Roberto Calvi rappresenta infatti una delle tante pagine oscure d'Italia. Una di quelle in cui si incrociano poteri e misteri, protagonisti più o meno occulti, storie inconfessabili. E' un enigma che, nonostante gli oltre trent'anni trascorsi, non riesce a chiarirsi e torna ora a far discutere. Il motivo è presto detto: nei giorni scorsi, il pm Luca Tescaroli, che da anni conduce indagini al riguardo, ha chiesto l'archiviazione del fascicolo aperto nel 2008. Il magistrato sa che la verità è lì da qualche parte, ma il tempo, l'omertà, l'ostruzionismo, non permettono di risalire al bandolo della matassa. Pur ritenendo “molto probabile” un coinvolgimento di Gelli nell’omicidio del banchiere di Dio, a fronte anche dei “validi moventi” che emergerebbero, non si hanno prove certe.Troppi elementi, troppe strade, tutte intricate. Che dipartono proprio da quell'istituto, l'Ambrosiano, strettamente collegato alloIor, fondato nel 1896 e fallito a seguito del più grave dissesto finanziario italiano, avvenuto sotto la presidenza di Calvi. Lui, il “banchiere di Dio”, vi era entrato in servizio nel 1946. Era un uomo ambizioso, schivo, attratto da quanto di più occulto e influente potesse esistere; affascinato dalla Chiesa per lo stesso motivo: la riteneva una potenza segreta, in cui strisciare comodamente nell'ombra.
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I 140 senatori favorevoli al gioco d’azzardo denunciati dal Codacons
-Redazione- Istigazione al gioco d'azzardo e concorso in lesioni psichiche.
Con queste accuse il Codacons ha deciso di denunciare i 140 senatori di Pd, Sc, Ncd e Gal che hanno votato l'emendamento "grazie al quale il governo ridurrà i trasferimenti alle Regioni e agli enti locali che emanano norme restrittive contro il gioco d'azzardo".
Per l'associazione "si tratta di una vera e propria istigazione al gioco d'azzardo, un gesto scriteriato da parte dei senatori che fa nascere più di un sospetto circa i rapporti tra la classe politica e le società del gioco, e impone alla magistratura di porre sotto indagine i singoli senatori che con il loro voto hanno deciso di gettare migliaia di cittadini in pasto alle dipendenze da gioco in un paese come l'Italia in cui il gioco è una vera e propria emergenza, con costi sociali pari a 7 miliardi di euro all'anno, punire gli enti locali che cercano di tutelare i cittadini e limitare l'insorgenza delle ludopatie può configurare veri e propri reati".
"La magistratura deve verificare se nei giorni precedenti al voto abbiano avuto accesso al Senato esponenti di aziende specializzate in giochi o soggetti a loro riconducibili, e indagare i senatori che li hanno ricevuti per corruzione e concussione, chiarendo i rapporti tra partiti e lobby del gioco più volte denunciati dai mass media".“
Gli affitti intoccabili dei palazzi del potere Il Senato cancella il recesso a tempo di record
IL CASO - SOPPRESSO IN SOLI SEI GIORNI L’EMENDAMENTO DEL DEPUTATO DEL M5S FRACCARO.
Quindici anni fa la Camera stipulò senza gara una serie di contratti con la società Milano 90, che metteva a disposizione di Montecitorio quattro immobili
ROMA - «L’articolo 2-bis del decreto legge 15 ottobre 2013, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 dicembre 2013, n. 137, è soppresso». Chi ancora ha il coraggio di sostenere che il nostro sistema legislativo è lento e macchinoso si dovrà ricredere davanti a questo capolavoro di Palazzo Madama. Dove è stata cancellata al volo una norma che lo stesso Senato aveva approvato sorprendentemente soltanto sei giorni prima. La cosa era passata nel silenzio generale fra le pieghe di un provvedimento battezzato «manovrina», grazie a un emendamento presentato alla Camera dal deputato del Movimento 5 Stelle Massimo Fraccaro. Testuale: «Le amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli enti locali, nonché gli organi costituzionali nell’ambito della propria autonomia, hanno facoltà di recedere, entro il 31 dicembre 2014, dai contratti di locazione di immobili in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Il termine di preavviso per l’esercizio del diritto di recesso è stabilito in trenta giorni, anche in deroga a eventuali clausole difformi previste dal contratto».
Una bomba. Con un bersaglio preciso, come dimostra il passaggio sugli «organi costituzionali»: i palazzi Marini, quegli stabili che ospitano gli uffici dei deputati, presi in affitto con il meccanismo del «global service» dall’immobiliarista e grande allevatore di cavalli Sergio Scarpellini, munifico elargitore di contributi liberali ai partiti di destra e sinistra. È un’operazione che ha origine alla fine degli anni Novanta quando la Camera, d’accordo centrosinistra e centrodestra, decise di stipulare senza gara una serie di contratti con la società Milano 90, che metteva a disposizione di Montecitorio quattro immobili e relativi servizi. A un prezzo, oltre 500 euro annui al metro quadrato, tale da ripagare abbondantemente i mutui bancari contratti dal privato per acquistare le mura. Fatto sta che la Camera avrebbe speso in 18 anni ben 444 milioni solo per i canoni d’affitto, senza ritrovarsi in tasca un solo mattone. Una vicenda divenuta ben presto l’emblema degli sprechi del Palazzo, contro cui si erano scagliati a ripetizione con interrogazioni e denunce pubbliche i radicali. Ma inutilmente. Come inutili si erano rivelati i mal di pancia avvertiti da molti parlamentari consapevoli dell’abnormità della storia. A tutti era stato risposto che non c’era niente da fare: i contratti andavano rispettati e amen. Dopo molti sforzi si era riusciti a disdettarne almeno uno.
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Blitz Nas, sequestrate 250 tonnellate di cibi scaduti e 15mila illuminazioni illegali
Nei controlli a tappeto effettuati in tutta Italia i carabinieri hanno eseguito duemila ispezioni trovando alimenti scaduti da oltre sei anni e mal conservati, irregolarità igieniche e oggetti privi di etichette
ROMA - Circa 250 tonnellate di cibi scaduti, sbiancante per pesce e 15mila giochi irregolari e illuminazioni illegali: è questo il bilancio dei controlli eseguiti dai carabinieri dei Nas in tutta Italia, nell'ambito di una operazione denominata 'Pulizie di Natale'. Sotto la lente di ingrandimento sono finite attività di produzione, commercializzazione, consumazione dei prodotti tipici delle festività natalizie, tra cui dolci, pesce, salumi, formaggi, carne, luminarie, giocattoli. Circa 2.000 le ispezioni che hanno rilevato violazioni di natura igienico sanitaria, strutturale e commerciale.
Sono state accertate seicento irregolarità, mentre sono state segnalate alle autorità giudiziarie, amministrative e sanitarie 691 persone. Contestate violazioni amministrative per oltre 700.000 euro, chiuse o sequestrate 43 strutture.
A Milano, presso diversi esercizi commerciali cinesi, i Nas hanno sequestrato oltre 1.000 confezioni di 'uova cent'anni' (specialità della cucina cinese dove le uova subiscono un particolare processo di fermentazione in quanto vengono lasciate per circa 3 mesi in un composto di acqua, sale, carbone ed ossido di calcio) la cui importazione è vietata in Europa e 8 tonnellate di anatre eviscerate (per un valore di circa 90.000 euro) importate dall'Ungheria, in cattivo stato di conservazione perché congelate e stoccate a temperatura ambiente a causa dello spazio insufficiente nelle celle frigorifere. I prodotti erano destinati alla vendita al dettaglio di supermercati e macellerie.

I carabinieri di Bologna, Firenze, Salerno e Bari hanno sequestrato centinaia di panettoni natalizi sprovvisti di etichettatura e venduti come artigianali, ma di fatto prodotti da altre aziende, nonché oltre 5 tonnellate di zucchero, cioccolato in scaglie, semifreddi, gelati, frutta congelata, sciroppi, mandorle, marmellate, cannoli, creme per ripieni scaduti anche da oltre 6 anni e rietichettati mediante la progressiva sovrapposizione di etichette e in cattivo stato di conservazione. I Nas di Pescara e Caserta hanno sequestrato oltre 25 tonnellate di anelli di totano che rappresentano uno dei prodotti tipici natalizi del luogo; alcuni erano scongelati in assenza delle procedure di autocontrollo e privi di documentazione sulla tracciabilità ed altri di provenienza argentina ed immessi sul territorio nazionale tramite la Spagna senza la prenotifica all'Ufficio Veterinario per gli adempimenti comunitari di Napoli.
A Torino, a seguito di lamentele di cittadini per i cattivi odori provenienti dal banco refrigerato di un supermercato della provincia, i Nas hanno sequestrato oltre una tonnellata di insaccati, formaggi e preparazioni gastronomiche (fra cui porchetta) in pessime condizioni ed alterati, alcuni scaduti e con data di scadenza cancellata con dei solventi. In particolare, i formaggi erano invasi da muffe perché non correttamente conservati, tagliati da tempo, coperti da cellophane e ingialliti.
Continua ...
http://www.repubblica.it/cronaca/2013/12/21/news/blitz_nas_sequestrate_250_tonnellate_di_cibi_scaduti_e_15mila_illuminazioni_illegali-74176622/
ROMA - Circa 250 tonnellate di cibi scaduti, sbiancante per pesce e 15mila giochi irregolari e illuminazioni illegali: è questo il bilancio dei controlli eseguiti dai carabinieri dei Nas in tutta Italia, nell'ambito di una operazione denominata 'Pulizie di Natale'. Sotto la lente di ingrandimento sono finite attività di produzione, commercializzazione, consumazione dei prodotti tipici delle festività natalizie, tra cui dolci, pesce, salumi, formaggi, carne, luminarie, giocattoli. Circa 2.000 le ispezioni che hanno rilevato violazioni di natura igienico sanitaria, strutturale e commerciale.
Sono state accertate seicento irregolarità, mentre sono state segnalate alle autorità giudiziarie, amministrative e sanitarie 691 persone. Contestate violazioni amministrative per oltre 700.000 euro, chiuse o sequestrate 43 strutture.
A Milano, presso diversi esercizi commerciali cinesi, i Nas hanno sequestrato oltre 1.000 confezioni di 'uova cent'anni' (specialità della cucina cinese dove le uova subiscono un particolare processo di fermentazione in quanto vengono lasciate per circa 3 mesi in un composto di acqua, sale, carbone ed ossido di calcio) la cui importazione è vietata in Europa e 8 tonnellate di anatre eviscerate (per un valore di circa 90.000 euro) importate dall'Ungheria, in cattivo stato di conservazione perché congelate e stoccate a temperatura ambiente a causa dello spazio insufficiente nelle celle frigorifere. I prodotti erano destinati alla vendita al dettaglio di supermercati e macellerie.
I carabinieri di Bologna, Firenze, Salerno e Bari hanno sequestrato centinaia di panettoni natalizi sprovvisti di etichettatura e venduti come artigianali, ma di fatto prodotti da altre aziende, nonché oltre 5 tonnellate di zucchero, cioccolato in scaglie, semifreddi, gelati, frutta congelata, sciroppi, mandorle, marmellate, cannoli, creme per ripieni scaduti anche da oltre 6 anni e rietichettati mediante la progressiva sovrapposizione di etichette e in cattivo stato di conservazione. I Nas di Pescara e Caserta hanno sequestrato oltre 25 tonnellate di anelli di totano che rappresentano uno dei prodotti tipici natalizi del luogo; alcuni erano scongelati in assenza delle procedure di autocontrollo e privi di documentazione sulla tracciabilità ed altri di provenienza argentina ed immessi sul territorio nazionale tramite la Spagna senza la prenotifica all'Ufficio Veterinario per gli adempimenti comunitari di Napoli.
A Torino, a seguito di lamentele di cittadini per i cattivi odori provenienti dal banco refrigerato di un supermercato della provincia, i Nas hanno sequestrato oltre una tonnellata di insaccati, formaggi e preparazioni gastronomiche (fra cui porchetta) in pessime condizioni ed alterati, alcuni scaduti e con data di scadenza cancellata con dei solventi. In particolare, i formaggi erano invasi da muffe perché non correttamente conservati, tagliati da tempo, coperti da cellophane e ingialliti.
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Vanno da madre in ospedale e la trovano morta, aperta inchiesta a Roma
Roma - (Adnkronos) - I sanitari non si erano accorti del decesso. L'80enne era ricoverata al Vannini-figlie di San Camillo
Roma, 20 dic. - (Adnkronos) - Un'inchiesta è stata aperta dalla procura di Roma sulla morte di una donna di 80 anni, S.I., affetta da diabete e deceduta il 4 dicembre scorso all'ospedale Vannini-figlie di San Camillo di Roma. A trovare morta la donna sono stati i figli durante l'orario di visita. Sono stati loro a denunciare l'accaduto sottolineando che i sanitari non si erano accorti della morte della donna.
I pm che indagano sul caso, Leonardo Frisani e Claudia Alberti, ipotizzano il reato di omicidio colposo. Accertamenti sono stati disposti per chiarire da quanto tempo la donna fosse morta ed eventuali responsabilità del personale dell'ospedale.
Legge elettorale, offerta di Renzi alla destra: Mattarellum corretto
La proposta mantiene le vecchie quote: 75% maggioritario, 25% proporzionale. Premio a chi vince 200 collegi. Ballottaggio tra le prime due coalizioni se nessuno arriva a quella soglia

L'Ircocervo non ha ancora un nome. E tuttavia inizia a prendere forma nelle conversazioni riservate tra esponenti del Partito democratico e di Forza Italia sulla legge elettorale. È un modello del tutto nuovo. È un ibrido che prende la struttura del vecchio Mattarellum e ci innesta sopra un doppio turno (eventuale) di coalizione. Il composto alchemico è l'ultimo prodotto della fucina renziana e, secondo chi lo ha potuto leggere, sarebbe "l'uovo di Colombo". Berlusconi vuole il Mattarellum? Il Pd vuole il doppio turno? Che problema c'è, basta mischiarli insieme ed ecco il risultato. Anche i partiti minori, come Ncd, non verrebbe soffocati in culla grazie al fatto che la quota proporzionale rimarrebbe intatta.
La proposta parte infatti dal mantenimento delle vecchie quote del Mattarellum: 75% di maggioritario e 25% di proporzionale. Alla Camera significa 475 seggi maggioritari e 155 seggi proporzionali. Dalla quota maggioritaria sarebbe ritagliato un tesoretto di 75 seggi, un "premio di governabilità" da assegnare a quel partito che abbia superato una certa soglia. L'idea è fissare l'asticella a un'altezza congrua, non semplice da raggiungere: 200 seggi. Chi li dovesse conquistare con i propri voti, collegio per collegio, vincerebbe anche il premio di governabilità di ulteriori 75 seggi (pari a quasi il 12 per cento dell'assemblea). A questi 275 andrebbero poi aggiunti i seggi ottenuti dal partito nella quota proporzionale per arrivare - auspicabilmente - alla maggioranza assoluta di 315 deputati. E se nessuno dovesse superare l'asticella dei 200 collegi vinti? Allora e solo allora scatterebbe un ballottaggio tra le prime due coalizioni per aggiudicarsi il premietto di 75 seggi. Questo è lo schema su cui si sta ragionando. Un cocktail di elementi diversi messo a punto, pare, dal renziano Matteo Richetti...
L'articolo integrale su Repubblica in edicola o su Repubblica+
http://www.repubblica.it/politica/2013/12/21/news/legge_elettorale_offerta_renzi_mattarellum_corretto-74172422/
L'Ircocervo non ha ancora un nome. E tuttavia inizia a prendere forma nelle conversazioni riservate tra esponenti del Partito democratico e di Forza Italia sulla legge elettorale. È un modello del tutto nuovo. È un ibrido che prende la struttura del vecchio Mattarellum e ci innesta sopra un doppio turno (eventuale) di coalizione. Il composto alchemico è l'ultimo prodotto della fucina renziana e, secondo chi lo ha potuto leggere, sarebbe "l'uovo di Colombo". Berlusconi vuole il Mattarellum? Il Pd vuole il doppio turno? Che problema c'è, basta mischiarli insieme ed ecco il risultato. Anche i partiti minori, come Ncd, non verrebbe soffocati in culla grazie al fatto che la quota proporzionale rimarrebbe intatta.
La proposta parte infatti dal mantenimento delle vecchie quote del Mattarellum: 75% di maggioritario e 25% di proporzionale. Alla Camera significa 475 seggi maggioritari e 155 seggi proporzionali. Dalla quota maggioritaria sarebbe ritagliato un tesoretto di 75 seggi, un "premio di governabilità" da assegnare a quel partito che abbia superato una certa soglia. L'idea è fissare l'asticella a un'altezza congrua, non semplice da raggiungere: 200 seggi. Chi li dovesse conquistare con i propri voti, collegio per collegio, vincerebbe anche il premio di governabilità di ulteriori 75 seggi (pari a quasi il 12 per cento dell'assemblea). A questi 275 andrebbero poi aggiunti i seggi ottenuti dal partito nella quota proporzionale per arrivare - auspicabilmente - alla maggioranza assoluta di 315 deputati. E se nessuno dovesse superare l'asticella dei 200 collegi vinti? Allora e solo allora scatterebbe un ballottaggio tra le prime due coalizioni per aggiudicarsi il premietto di 75 seggi. Questo è lo schema su cui si sta ragionando. Un cocktail di elementi diversi messo a punto, pare, dal renziano Matteo Richetti...
L'articolo integrale su Repubblica in edicola o su Repubblica+
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Prodi Condannato
Romano Prodi è stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea per azioni compiute quando era Presidente della Commissione e nessuno dei media importanti nazionali, sia della carta stampata che soprattutto della TV, sempre pronti a guardare nel letto dei politici, ne ha fatto cenno? Queste le motivazioni di condanna espresse dalla Corte a carico del Prof. Prodi: 1 – aver fornito al Parlamento Europeo notizie false e non documentate; 2 – aver emesso comunicati che mettevano in dubbio l’onorabilità di alti dirigenti che non si erano sottomessi alle sue imposizioni; 3 – aver tentato di ostacolare la giustizia. I fatti che hanno portato alla condanna risalgono al 2002-2003 e si riferiscono a una contorta vicenda relativa all’Eurostat, innescata dalla lettera di una funzionaria che si riteneva discriminata. L’inchiesta è iniziata per capire se tali irregolarità fossero state effettuate su iniziativa di dirigenti o addirittura dallo stesso responsabile della Commissione, Prodi.
È cominciato così il rimbalzo delle responsabilità, nonché la “fughe di notizie” – questo afferma la sentenza – depistate verso giornali amici. Proprio per la paura di rivangare anche questioni irrisolte del passato (gli scheletri nell’armadio: Iri, Nomisma), Prodi ha pensato bene, da far suo, di chiudere con un colpo di mano gli Istituti, ma, non avendo elementi per mandare a spasso un migliaio di persone li ha destituiti tutti dai loro incarichi, tenendoli a non fare nulla fino alla pensione!
In Italia questi si sarebbero trovati un secondo lavoro, e comunque tutti a ringraziare il benefattore che paga senza far fare niente; ma all’estero, qualcuno dal senso civico sviluppato e con un sano amor proprio, si sente discriminato e sottostimato… e si lamenta.
Col suo modo di fare credeva di passarla franca, padroncino anche all’estero, ma, fortunatamente, da quelle parti sanno bacchettare le mani come agli studentelli presi con le mani nella marmellata, anche se si tratta di Professoroni.
Siccome anche questa volta i giornalisti e le TV non ne parlano, v’invitiamo a condividere Grazie.
Siccome anche questa volta i giornalisti e le TV non ne parlano, v’invitiamo a condividere Grazie.
Vedi anche: Conto Corrente la rapina del Governo Prodi Condannato
il gruppo Bildeberg Prodi Condannato
Ungheria abbassa tutte le tasse
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Prodi Condannato
venerdì 20 dicembre 2013
Sigarette da 10, vietata la vendita da oggi nei Paesi dell'UE
Scatta il divieto per la vendita delle sigarette nel pacchetto “da dieci”.
E’ da poco scattato il divieto per la vendita dei pacchetti di sigarette “da dieci”all’interno dei paesi dell’Unione Europea. Sarebbe questa la decisione presa dai rappresentanti permanenti degli Stati membri nel Consiglio Ue (Coreper), che con questo divieto impongono un nuovo giro di vite sul problema del fumo. La ragione che sta alla base di una decisione del genere è molto semplice: i pacchetti contenenti meno di 20sigarette attraggono inevitabilmente i giovani e i giovanissimi, dal momento che costano sicuramente meno rispetto ai normali pacchetti di sigarette da 20.
Proprio rivolta ai giovanissimi è inoltre la norma che vieta l’utilizzo di additivi e di aromi (come quelli alla menta o alla vaniglia) che possano rendere più gradevole il fumo. Tale divieto sarà però applicabile nel 2020, ovvero quattro anni dopo l’entrata in vigore della direttiva.
Secondo quanto riportato dal responsabile Ue alla Salute, Tonio Borg, e la relatrice del parlamento europeo, Linda McAvan, il nuovo divieto sarebbe peraltro meno severo rispetto a quello che avrebbe voluto la Commissione europea. Fra le altre modifiche, vi è anche quella relativa alle dimensioni delle avvertenze sanitarie contro il fumo che si trovano sui pacchetti di sigarette, che corrisponderanno al 65% e si troveranno sia sulla facciata che sulla parte posteriore dei pacchetti. Inoltre, nei pacchetti di sigarette dovranno necessariamente essere inserite delle immagini approvate dalla Commissione che mostrino quali sono gli effettivi danni che il fumo provoca. Qualora i Paesi membri volessero adottare misure più rigide, potranno infine introdurre i cosiddetti pacchetti “neutri”, ovvero quelli senza marchio.
Per quanto concerne il dibattuto argomento delle sigarette elettroniche, la normativa lascia agli Stati Membri la scelta se considerare tali prodotti come delle medicine, oppure come dei derivati dal tabacco.
"Accordo con FI sul Porcellum". Così Renzi 'minaccia' Alfano
Qualche renziano lo dice esplicitamente: il canale di dialogo con Forza Italia serve innanzitutto a "mettere paura" ad Angelino Alfano e, di fatto, anche a Enrico Letta. Il segretario del Pd non ci sta a farsi imbrigliare in un confronto tutto interno alla maggioranza su questo tema perché, lo dice esplicitamente, "se tu fai le regole solo con la maggioranza, basta che uno la mattina si alzi con il ciuffo storto e si mette in discussione tutto". Dopo che la Corte costituzionale ha bocciato il premio di maggioranza, un ulteriore stallo sulla legge elettorale significherebbe blindare le larghe intese all'infinito e costringere il Pd ad una posizione di assoluta subalternità al governo e Renzi davvero non è disposto ad accettarlo. Il problema è che dall'altra parte, a palazzo Chigi ma anche al Quirinale, si teme molto che l'approvazione di una legge elettorale slegata dalle riforme della Costituzione possa finire per accelerare il ritorno al voto.
Chi ha parlato con il segretario, spiega che Renzi ha un disegno molto chiaro: costringere il Nuovo centrodestra di Alfano ad arrivare già a fine gennaio, inizio febbraio ad un voto sulla legge elettorale. "Certo - viene spiegato - non abbiamo nessuna intenzione di rimettere in gioco Berlusconi. Ma loro devono sapere che se fanno i furbi sulla legge elettorale siamo pronti a tutto...". Renzi, peraltro, qualche segnale positivo lo ha visto: la disponibilità di Alfano a ragionare su una legge tipo "sindaco d'Italia" era un passo avanti, ma c'era il timore che il segretario Ncd, con alleanze importanti, volesse proporre l'elezione diretta del premier, che imporrebbe una riforma della costituzione e, quindi, tempi lunghi. venerdì invece, durante la presentazione del libro di Bruno Vespa, Alfano avrebbe fatto capire a Renzi di essere pronto a fare la legge elettorale prima delle riforme della costituzione.
Di fatto, questo sposterebbe il dibattito sul "modello d'Alimonte", un proporzionale a doppio turno che di fatto porterebbe ad una investitura del premier. Un meccanismo che permetterebbe anche a Ncd di pesarsi al primo turno con proprie liste e di allearsi al secondo turno anche con Fi, ma senza subire ricatti. Lo schema andrebbe bene a Renzi, perché il premier verrebbe comunque di fatto indicato dagli elettori, e il vincitore avrebbe - come accade nei comuni - un premio di maggioranza che gli assicurerebbe la governabilità senza dover ricorrere a larghe intese.
Tutto questo, però, va realizzato. I renziani vogliono vedere i risultati e aspettano di vedere l'atteggiamento di Ncd su un testo concreto e non si fideranno finché non vedranno la Camera votare. Per questo il segretario Pd tiene aperte tutte le strade, anche oggi Maria Elena Boschi ha sondato sia esponenti di Fi che Ncd. Il messaggio è chiaro: sono pronto ad usare !l'arma finale del dialogo con il "diavolo" Berlusconi se capisco che non si fa sul serio.
Voto di scambio, commissione Giustizia del Senato alza le pene
Carcere da 7 a 12 anni per chi commette il reato. Introdotto anche il principio di punibilità del politico che "si mette a disposizione" dell' organizzazione mafiosa. A favore tutti i gruppi tranne Forza Italia e Gal

ROMA - La commissione Giustizia del Senato ha approvato il disegno di legge contro lo scambio elettorale politico-mafioso. Due novità rispetto al testo approvato lo scorso luglio dalla commissione Giustizia della Camera.
Il ddl alza la pena per il reato di voto di scambio: da 7 a 12 anni di carcere invece dei 4-10 anni precedentemente proposti. Introduce inoltre il principio di punibilità del politico che "si mette a disposizione" dell'organizzazione mafiosa.
A favore hanno votato tutti i gruppi della commissione, tranne Forza Italia e Gal. "E' stata ignorata l'intesa raggiunta alla Camera sull'elemento soggettivo della consapevolezza di chi chiede voti all'associazione criminale del soggetto che li promette in cambio di denaro o utilità - spiega Giacomo Caliendo di Forza Italia,motivando il no del suo partito all'approvazione del disegno di legge.
Per il Movimento 5 Stelle l'approvazione del ddl è stata invece un successo. "Abbiamo ottenuto una grande vittoria - commenta Mario Michele Giarrusso, senatore M5S - siamo riusciti a secondo le indicazioni del movimento 5 stelle e malgrado la ferma opposizione di una parte dei commissari".
Ora il disegno di legge passa al Senato e alla Camera per l'approvazione definitiva. "Le camere facciano presto - dichiara Donatella ferranti, presidente della commissione Giustizia - è urgente e essenziale rinforzare il sistema anticorruzione per combattere al meglio l'eventualità di infiltrazioni criminali nelle istituzioni".
http://www.repubblica.it/politica/2013/12/20/news/senato_approva_il_ddl_contro_lo_scambio_elettorale_politico-mafioso-74127018/
ROMA - La commissione Giustizia del Senato ha approvato il disegno di legge contro lo scambio elettorale politico-mafioso. Due novità rispetto al testo approvato lo scorso luglio dalla commissione Giustizia della Camera.
Il ddl alza la pena per il reato di voto di scambio: da 7 a 12 anni di carcere invece dei 4-10 anni precedentemente proposti. Introduce inoltre il principio di punibilità del politico che "si mette a disposizione" dell'organizzazione mafiosa.
A favore hanno votato tutti i gruppi della commissione, tranne Forza Italia e Gal. "E' stata ignorata l'intesa raggiunta alla Camera sull'elemento soggettivo della consapevolezza di chi chiede voti all'associazione criminale del soggetto che li promette in cambio di denaro o utilità - spiega Giacomo Caliendo di Forza Italia,motivando il no del suo partito all'approvazione del disegno di legge.
Per il Movimento 5 Stelle l'approvazione del ddl è stata invece un successo. "Abbiamo ottenuto una grande vittoria - commenta Mario Michele Giarrusso, senatore M5S - siamo riusciti a secondo le indicazioni del movimento 5 stelle e malgrado la ferma opposizione di una parte dei commissari".
Ora il disegno di legge passa al Senato e alla Camera per l'approvazione definitiva. "Le camere facciano presto - dichiara Donatella ferranti, presidente della commissione Giustizia - è urgente e essenziale rinforzare il sistema anticorruzione per combattere al meglio l'eventualità di infiltrazioni criminali nelle istituzioni".
http://www.repubblica.it/politica/2013/12/20/news/senato_approva_il_ddl_contro_lo_scambio_elettorale_politico-mafioso-74127018/
Mafia, tribunale di sorveglianza respinge servizi sociali per Cuffaro
Palermo - (Adnkronos) - La Procura generale di Roma proprio pochi giorni fa aveva dato parere positivo ai servizi sociali, ma a Roma e non a Palermo. L'ex governatore siciliano sconta una pena di 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra. Pm Di Matteo: "Contro Cuffaro nessun intento persecutorio"

Palermo, 20 dic. (Adnkronos) - Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha respinto l'affidamento ai servizi sociali per l'ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro. La Procura generale di Roma proprio pochi giorni fa aveva dato parere positivo ai servizi sociali, ma a Roma e non a Palermo. E' di poco fa, invece, la notizia del respingimento della richiesta avanzata dai legali dell'ex governatore siciliano che sconta una pena di 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra.
Il procuratore generale di Roma aveva indicato nell'associazione nazionale vittime civili di guerra, che ha sede a Roma, la struttura alla quale Cuffaro avrebbe dovuto essere affidato. Mentre la difesa aveva chiesto al Tribunale di affidare Cuffaro alla Missione speranza e carità di Palermo. Cuffaro continuerà quindi la scontare la pena in carcere.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Mafia-tribunale-di-sorveglianza-respinge-servizi-sociali-per-Cuffaro_321015704474.html
Palermo, 20 dic. (Adnkronos) - Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha respinto l'affidamento ai servizi sociali per l'ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro. La Procura generale di Roma proprio pochi giorni fa aveva dato parere positivo ai servizi sociali, ma a Roma e non a Palermo. E' di poco fa, invece, la notizia del respingimento della richiesta avanzata dai legali dell'ex governatore siciliano che sconta una pena di 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra.
Il procuratore generale di Roma aveva indicato nell'associazione nazionale vittime civili di guerra, che ha sede a Roma, la struttura alla quale Cuffaro avrebbe dovuto essere affidato. Mentre la difesa aveva chiesto al Tribunale di affidare Cuffaro alla Missione speranza e carità di Palermo. Cuffaro continuerà quindi la scontare la pena in carcere.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Mafia-tribunale-di-sorveglianza-respinge-servizi-sociali-per-Cuffaro_321015704474.html
Legge elettorale, Casini: "Sì al dialogo tra Renzi e Berlusconi"
Roma, 20 dic. (Adnkronos) - "Sulle riforme si deve parlare con tutti. Anzi dovremmo essere proprio noi moderati che sosteniamo il governo a spingere perché si apra un confronto anche con Berlusconi". Lo dice a 'Repubblica' Pier Ferdinando Casini.
"Non mi scandalizzo affatto per la posizione di Renzi, anzi auspico che si apra un dialogo fra lui e Berlusconi. Che i moderati mostrino preoccupazione per questo è un segno di impotenza", dice ancora Casini che sul Ncd spiega: "tanto più Alfano dovrebbe chiedere il coinvolgimeno di Berlusconi, visto che sostiene di volersi alleare con Berlusconi alle elezioni. Allora, a maggior ragione, perché tenerlo fuori dalla discussione?».
http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Edicola/Legge-elettorale-Casini-Si-al-dialogo-tra-Renzi-e-Berlusconi_321015402150.html
Nuovo arresto per Lavitola. Teste: "Ricatto a Berlusconi, filmò incontri con escort"
Napoli - (Adnkronos/Ign) - L'ex direttore dell'Avanti arrestato venerdì mattina per tentata estorsione ai danni della società Impregilo. Negli atti spunta una testimonianza dell'imprenditore Capriotti: "A Panama procurò, come in Brasile, ragazze per l'ex presidente del Consiglio"
Napoli, 20 dic. - (Adnkronos/Ign) - Valter Lavitola avrebbe presentato escort all'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e filmato gli incontri sessuali. Lo avrebbe riferito, ai pm napoletani che indagano sugli appalti a Panama, l'imprenditore Angelo Capriotti in un verbale allegato agli atti dell'inchiesta che ha riportato in cella il faccendiere per una presunta tentata estorsione ai danni di Impregilo.
Capriotti, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Napoli e arrestato a marzo scorso all'aeroporto di Zurigo, avrebbe riferito di avere appreso dell'esistenza di questi video, e di altro materiale compromettente sul presidente di Panama Ricardo Martinelli, dall'ex direttore dell'Avanti. In particolare il 9 aprile scorso avrebbe riferito ai pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock che, in occasione di un soggiorno a Panama del Cavaliere, Lavitola "aveva procurato, come avvenuto in Brasile, delle ragazze per il presidente del Consiglio Italiano":
Questa mattina Lavitola è stato nuovamente arrestato dalla Digos di Napoli in un'inchiesta sugli appalti a Panama e lunedì sarà interrogato nel carcere di Poggioreale. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip su richiesta della sezione Reati conto la pubblica amministrazione della Procura di Napoli. La vicenda riguarda la promessa da parte della società Impregilo di realizzare un ospedale a Panama in corrispettivo dell'attribuzione, da parte del governo panamense, dell'appalto per la realizzazione della metropolitana di Panama City, appalto poi attribuito a un'altra società non italiana, e la conseguente minaccia di ritorsioni di vario genere nei confronti dei responsabili della Impregilo per indurli a realizzare comunque l'ospedale.
La Procura ha ipotizzato anche il reato di corruzione internazionale, non condivisa dal gip che ha ritenuto sussistere l'ipotesi meno grave dell'istigazione alla corruzione, per la quale la richiesta di misura cautelare non è stata accolta. L'attività investigativa che ha portato all'emissione del provvedimento cautelare costituisce lo sviluppo di più ampie indagini, coordinate dai magistrati della Procura di Napoli e condotte dalla Digos della Questura di Napoli, sulle attività di Valter Lavitola nel contesto di iniziative imprenditoriali poste in essere da alcune importanti aziende italiane al di fuori del territorio nazionale.
INPS: buco da 10 miliardi. Dal 2015 pensioni a rischio, ma nessuno deve parlarne. Tra qualche anno niente pensioni!
Iniziamo col dire che criminale è chi sa ma non vuol far sapere.
I conti sono semplici e per niente tranquillizzanti. Pesantemente in rosso specie dopo l’accorpamento, deciso da Monti, con Inpdap ed Enpals nella nuova superInps. Potremmo definire il sistema pensionistico odierno una specie di schema di Ponzi, il grande truffatore italo-americano. Ma quello che ancora la tiene in vita è il fatto che è statale, fosse stato un ente privato sarebbe già fallita per bancarotta, probabilmente fraudolenta.
In parole povere tutti i contributi che vengono versati oggi dai lavoratori non servono ad assicurare le loro pensioni ma a pagare le pensioni attuali. L’idea è che quando andranno in pensione i lavoratori di oggi, le loro pensioni le pagheranno i lavoratori di domani con i loro contributi. E così via. E adesso che i pensionati sono sempre di più mentre i lavoratori sempre di meno? Da dove si prendono i soldi? Ecco spiegato il buco di circa 10 miliardi. Ed ecco spiegato il motivo per cui l’età pensionabile sale sempre più. Ma è come mettere i rifiuti sotto il tappeto. Tra un anno o 10 anni verranno fuori.
A lanciare un nuovo allarme è stato anche il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, uno che i conti li sa fare bene. Ha scritto una lettera al ministro dell’Economia e a quello del Welfare dopo aver analizzato il bilancio dell’Istituto: “Ho scritto sia al ministro Saccomanni che al ministro Giovannini, come fatto con l’esecutivo precedente, invitandolo a fare una riflessione su questo punto essendo il bilancio Inps ormai un bilancio unico ed essendo il disavanzo patrimoniale ed economico una cosa che, vista dall’esterno, nel mondo della previdenza, può dare segnali di non totale tranquillità». Il presidente Mastropasqua ha poi lanciato un appello. Bisogna valutare «nelle sedi competenti, l’opportunità di eventuali interventi normativi, tesi a garantire l’efficiente ed efficace implementazione della più grande operazione di razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico». Il rischio altrimenti è un «aumento delle passività».
Solo quest’anno le previsioni erano di circa 213 miliardi in entrata e di circa 303 in uscita. 89 miliardi di differenza. Per ora lo Stato continua rimettere, per quello che può, nelle casse dell’INPS spremendo i cittadini con tasse e pagamenti di vario genere. Ma per quanto può durare questa situazione?
E considerando le stime per l’Italia fatte dal FMI il futuro non è certo roseo ma sempre più nero con il Pil in calo del 1,5% e quindi, per l’INPS, l’aumento di passività è assicurato. Qualcuno più ottimista ipotizza che, chi andrà in pensione tra 10-15 anni, percepirà meno del 50% di pensione rispetto allo stipendio. Noi diciamo: magari! Perché conti alla mano, e stando alle previsioni , gia tra 3-5 anni si farà fatica a pagare le pensioni.
Rolex, gamberoni, gasolio e denaro Tutte le richieste dei finanzieri infedeli
Ecco le intercettazioni e le denunce delle vittime che hanno portato al blitz di ieri. E spuntano altri quattro casi.
PALERMO - Un veterinario, il titolare di un “compro oro”, ma anche un distributore di benzina, un pescatore di Isola delle Femmine, il gestore di un impianto per smaltire i rifiuti e il titolare di un'azienda dolciaria. I finanzieri coinvolti nell'inchiesta che ieri ha svelato le presunte richieste di mazzette avevano il “vizietto” di chiedere denaro: non l'avrebbero fatto solo nei confronti delle due vittime che hanno denunciato, ma almeno in altri quattro casi, finiti sotto i riflettori durante le indagini. Il metodo era più o meno sempre uguale: secondo gli investigatori, Tobia Imparato, Felice Monterosso e Ferdinando Rinaldo – in carcere i primi due, ai domiciliari il terzo – avrebbero inscenato finti controlli o si sarebbero presentati da imprenditori effettivamente sotto indagine per proporsi come mediatori. A incastrarli, soprattutto, il racconto delle vittime e le intercettazioni. Ecco quei documenti.
“Abbiamo foto compromettenti”
Quando il 13 maggio il veterinario si presenta a denunciare è terrorizzato. Qualche giorno prima, secondo il suo racconto, Gabriele Specchiarello – l'impiegato finito in cella nel blitz – gli ha detto che “in caso di controlli della Guardia di Finanza, lui aveva delle non meglio precisate amicizie che, a suo dire, mi sarebbero potute tornare utili”. Lì per lì il professonista ha registrato l'informazione senza darle molto peso, ma qualche giorno dopo i finanzieri si sono presentati davvero nel suo ambulatorio. Che, come spiega agli investigatori, gli hanno parlato di un'indagine in corso: “I due – dice -, dopo avermi esortato a non parlare con nessuno del nostro incontro, mi hanno subito evidenziato come la mia situazione fosse grave, non tanto da un punto di vista della mia posizione fiscale, ma poiché, a loro dire, erano in possesso di foto e documenti compromettenti. Sono rimasto subito allibito da questa loro affermazione ed ho chiesto maggiori informazioni sui documenti/foto in loro possesso”. Un'indagine lunga mezzo anno: “Il finanziere che si presentò come capitano mi ha detto che ero sotto indagine da oltre 6 mesi durante i quali erano state raccolte numerose prove contro di me, aggiungendo che ero stato costantemente intercettato, pedinato e fotografato”. Così il professionista si sarebbe rivolto all'amico. Fino ad arrivare a un punto d'incontro: “Il finanziere che si è presentato come capitano mi ha fatto intendere che c’era la possibilità di 'trovare un accordo' dopo avere però parlato anche con altri tre colleghi (oltre a loro due) che, a suo dire, avevano l’indagine nei miei confronti”.
Passa qualche giorno, e il veterinario si rende conto di essere stato raggirato. Al telefono lo dice Silvio Greco, l'artigiano finito in cella: “Quello era convinto pure ca io m'avia… cioè…che il cinghiale l'avevamo diviso io ed iddu... immagini? Per questo l‟aveva con me…”. Per il gip Lorenzo Matassa, che ha accolto le richieste dei pm Leonardo Agueci e Alessandro Picchi, “il cinghiale” è il pagamento, e “iddu” è Specchiarello. E allora nella presunta squadra si diffonde la paura. Tanto da far ipotizzare a Monterosso che “è meglio non allargare troppo il fatto delle nostre battute di caccia”. Fino a quando, per caso, Imparato incontra il professionista. Il finanziere arrestato la racconta così a Rinaldo:
Imparato: L'imbarazzo è stato no forte, tragico.
Rinaldo: Tu gli dici no, compà, noi non volevamo niente, non abbiamo fatto niente.
Imparato: Ma effettivamente (...)
Rinaldo: Ci dovevi dire, noi abbiamo visto che il controllo era a posto, che fai le fatture, fai tutto…che cosa vuoi fare?
“Stiamo indagando sui 'compro oro'”
L'altra vittima che ha denunciato è il titolare di un compro oro. Insospettito da un episodio irrituale: “Incontravo il Greco in compagnia del solo Tobia e chiacchierando ci spostavamo in direzione del mio negozio. In quel frangente il Tobia, senza alcuna pertinenza con il discorso che si affrontava, mi informava che era in corso una vasta attività della Guardia di Finanza nei confronti dei cosiddetti 'compro oro' e che un fascicolo, intestato alla mia azienda, era presente sulla scrivania del 'colonnello'”. La richiesta, secondo l'imprenditore, stavolta è esplicita: “Quest'ultimo mi informava dell'effettiva presenza sulla scrivania del colonnello di un fascicolo intestato alla mia società, avanzando, quindi, la richiesta di un regalo per i colleghi titolari della pratica al fine di 'insabbiarla', specificando che i regali dovevano essere semplicemente due orologi di marca Rolex”,
L'imprenditore rimane spiazzato. E, nel dubbio, decide di registrare le conversazioni successive con un iPhone: “Riaprendo la discussione del controllo gli chiesi le dovute certezze sulla possibilità di insabbiare tale pratica. Il Greco mi rispose dando per scontato che con l'interesse del nostro amico Tobia la situazione si sarebbe risolta. Spostatici verso l'esterno del negozio, si presentava il Tobia, al quale ripetevo i miei dubbi sulla possibilità di insabbiare la pratica al fine di non fare un investimento sbagliato. La risposta del Tobia, volendo essere rassicurante, mi confermava che se avessi pagato si sarebbe risolto tutto”. Ma l'imprenditore non può permettersi una spesa del genere. E allora la richiesta sarebbe cambiata: “Tobia – afferma la vittima – modificava la propria richiesta, sostituendo ai Rolex uno scooter”.
Continua ...
http://livesicilia.it/2013/12/20/rolex-gamberoni-gasolio-e-denaro-tutte-le-richieste-dei-finanzieri-infedeli_420312/
PALERMO - Un veterinario, il titolare di un “compro oro”, ma anche un distributore di benzina, un pescatore di Isola delle Femmine, il gestore di un impianto per smaltire i rifiuti e il titolare di un'azienda dolciaria. I finanzieri coinvolti nell'inchiesta che ieri ha svelato le presunte richieste di mazzette avevano il “vizietto” di chiedere denaro: non l'avrebbero fatto solo nei confronti delle due vittime che hanno denunciato, ma almeno in altri quattro casi, finiti sotto i riflettori durante le indagini. Il metodo era più o meno sempre uguale: secondo gli investigatori, Tobia Imparato, Felice Monterosso e Ferdinando Rinaldo – in carcere i primi due, ai domiciliari il terzo – avrebbero inscenato finti controlli o si sarebbero presentati da imprenditori effettivamente sotto indagine per proporsi come mediatori. A incastrarli, soprattutto, il racconto delle vittime e le intercettazioni. Ecco quei documenti.
“Abbiamo foto compromettenti”
Quando il 13 maggio il veterinario si presenta a denunciare è terrorizzato. Qualche giorno prima, secondo il suo racconto, Gabriele Specchiarello – l'impiegato finito in cella nel blitz – gli ha detto che “in caso di controlli della Guardia di Finanza, lui aveva delle non meglio precisate amicizie che, a suo dire, mi sarebbero potute tornare utili”. Lì per lì il professonista ha registrato l'informazione senza darle molto peso, ma qualche giorno dopo i finanzieri si sono presentati davvero nel suo ambulatorio. Che, come spiega agli investigatori, gli hanno parlato di un'indagine in corso: “I due – dice -, dopo avermi esortato a non parlare con nessuno del nostro incontro, mi hanno subito evidenziato come la mia situazione fosse grave, non tanto da un punto di vista della mia posizione fiscale, ma poiché, a loro dire, erano in possesso di foto e documenti compromettenti. Sono rimasto subito allibito da questa loro affermazione ed ho chiesto maggiori informazioni sui documenti/foto in loro possesso”. Un'indagine lunga mezzo anno: “Il finanziere che si presentò come capitano mi ha detto che ero sotto indagine da oltre 6 mesi durante i quali erano state raccolte numerose prove contro di me, aggiungendo che ero stato costantemente intercettato, pedinato e fotografato”. Così il professionista si sarebbe rivolto all'amico. Fino ad arrivare a un punto d'incontro: “Il finanziere che si è presentato come capitano mi ha fatto intendere che c’era la possibilità di 'trovare un accordo' dopo avere però parlato anche con altri tre colleghi (oltre a loro due) che, a suo dire, avevano l’indagine nei miei confronti”.
Passa qualche giorno, e il veterinario si rende conto di essere stato raggirato. Al telefono lo dice Silvio Greco, l'artigiano finito in cella: “Quello era convinto pure ca io m'avia… cioè…che il cinghiale l'avevamo diviso io ed iddu... immagini? Per questo l‟aveva con me…”. Per il gip Lorenzo Matassa, che ha accolto le richieste dei pm Leonardo Agueci e Alessandro Picchi, “il cinghiale” è il pagamento, e “iddu” è Specchiarello. E allora nella presunta squadra si diffonde la paura. Tanto da far ipotizzare a Monterosso che “è meglio non allargare troppo il fatto delle nostre battute di caccia”. Fino a quando, per caso, Imparato incontra il professionista. Il finanziere arrestato la racconta così a Rinaldo:
Imparato: L'imbarazzo è stato no forte, tragico.
Rinaldo: Tu gli dici no, compà, noi non volevamo niente, non abbiamo fatto niente.
Imparato: Ma effettivamente (...)
Rinaldo: Ci dovevi dire, noi abbiamo visto che il controllo era a posto, che fai le fatture, fai tutto…che cosa vuoi fare?
“Stiamo indagando sui 'compro oro'”
L'altra vittima che ha denunciato è il titolare di un compro oro. Insospettito da un episodio irrituale: “Incontravo il Greco in compagnia del solo Tobia e chiacchierando ci spostavamo in direzione del mio negozio. In quel frangente il Tobia, senza alcuna pertinenza con il discorso che si affrontava, mi informava che era in corso una vasta attività della Guardia di Finanza nei confronti dei cosiddetti 'compro oro' e che un fascicolo, intestato alla mia azienda, era presente sulla scrivania del 'colonnello'”. La richiesta, secondo l'imprenditore, stavolta è esplicita: “Quest'ultimo mi informava dell'effettiva presenza sulla scrivania del colonnello di un fascicolo intestato alla mia società, avanzando, quindi, la richiesta di un regalo per i colleghi titolari della pratica al fine di 'insabbiarla', specificando che i regali dovevano essere semplicemente due orologi di marca Rolex”,
L'imprenditore rimane spiazzato. E, nel dubbio, decide di registrare le conversazioni successive con un iPhone: “Riaprendo la discussione del controllo gli chiesi le dovute certezze sulla possibilità di insabbiare tale pratica. Il Greco mi rispose dando per scontato che con l'interesse del nostro amico Tobia la situazione si sarebbe risolta. Spostatici verso l'esterno del negozio, si presentava il Tobia, al quale ripetevo i miei dubbi sulla possibilità di insabbiare la pratica al fine di non fare un investimento sbagliato. La risposta del Tobia, volendo essere rassicurante, mi confermava che se avessi pagato si sarebbe risolto tutto”. Ma l'imprenditore non può permettersi una spesa del genere. E allora la richiesta sarebbe cambiata: “Tobia – afferma la vittima – modificava la propria richiesta, sostituendo ai Rolex uno scooter”.
Continua ...
http://livesicilia.it/2013/12/20/rolex-gamberoni-gasolio-e-denaro-tutte-le-richieste-dei-finanzieri-infedeli_420312/
Ricchi salvi, classi medie sprofondate: la recessione ha ridisegnato il Paese
In mano a solo 4 milioni di persone il 34% del reddito totale. E al Sud i tassi di ineguaglianza sono maggiori. Secondo uno studio Bankitalia, l'ultima Italia egualitaria è stata quella dei primi anni '80
di MAURIZIO RICCIRicchi più ricchi
La crisi non ha reso i ricchi meno ricchi... E' all'altro capo della scala sociale, però, che è avvenuto lo sfondamento. Anzi, lo sprofondamento... Soprattutto al Sud, dove erano già più poveri. L'allargarsi della forbice è anche più vistoso se non si considera solo come i 4 milioni di italiani ricchi (e, in mezzo a loro, i 40 mila straricchi) hanno cavalcato gli ultimi anni di crisi, ma se si guarda a come i più fortunati hanno saputo gestire e utilizzare il lungo ristagno che, dagli anni '90, imprigiona l'economia italiana.
I 40 mila dello 0,1 per cento
L'ultima Italia egualitaria è ancora quella dei primi anni '80. Nel 1983, calcolano Paolo Acciari e Sauro Mocetti in uno studio ("Una mappa della disuguaglianza del reddito in Italia") pubblicato dalla Banca d'Italia, i 4 milioni di contribuenti, che costituiscono il 10 per cento più ricco degli italiani, assorbivano il 26 per cento del reddito nazionale... Dieci anni dopo, nel 1993, il 10 per cento più ricco intasca il 30 per cento del reddito dichiarato, lasciando il 70 per cento a tutti gli altri. E' il momento in cui l'economia italiana si ferma... Ma questo non impedisce ai 4 milioni di italiani più ricchi, quelli con un reddito sopra i 35 mila euro, di ritagliarsi una fetta di torta sempre più grande: al 2003, sono arrivati sopra il 33 per cento. Nel 2007, alla vigilia della crisi, sono saliti ancora, sopra il 34 per cento...
Superstipendi e superpensioni
Ma ai 40 mila superstipendi, superpensioni, superparcelle, superrendite, che costituiscono lo 0,1 per cento dei redditi trasparenti all'Irpef e per i quali bisogna dichiarare dai 250 mila euro in su è andata anche molto meglio. Nel 1983, questa categoria di maxiredditi assorbiva meno dell'1,50 per cento del totale delle dichiarazioni. Nel 1993, già sfiorava il 2 per cento. Ma il passo lo hanno allungato dopo, a ristagno iniziato: nel 2007, la quota dei 40 mila straricchi era salita oltre il 3 per cento...
L'articolo integrale su Repubblica in edicola o su Repubblica+(20 dicembre 2013)
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