mercoledì 8 gennaio 2014

Vaticano e lobby gay, le confessioni che scuotono la Chiesa

Telefonate notturne. Inviti a cena. Approcci. Un'ex guardia svizzera racconta le avance dei presuli. Ai tempi di Wojtyla.




di Barbara Ciolli
Le guardie svizzere del Vaticano.
Regali costosi recapitati con discrezione, biglietti da visita ammiccanti, inviti a cena. E, al secondo, la frase audace buttata lì dal prelato: «Il dessert sei tu».
Le guardie svizzere sull'attenti alle porte del soglio di Pietro sono tra le attrattive più fotografate dai turisti della città eterna. Con malizia, qualcuno ha scritto che anche il timido Benedetto XVI, noto esteta, ne subisse platonicamente il fascino.
IL CASO ESTERMANN. Per non parlare delle mille voci che, negli anni, si sono rincorse sui sexy scandali con le guardie svizzere della Santa Sede: gossip di inconfessabili amori gay che si sono tinti di giallo, con il caso del misterioso omicidio-suicidio, nel 1998, del comandante del Corpo Alois Estermann e della moglie Gladis Romero. Uccisi nel loro appartamento curiale, appurò l'indagine del Vaticano, dalla giovane guardia 23enne Cedric Tornay, colta da raptus prima di togliersi la vita.
Sulla ricostruzione - sommaria per i famigliari svizzeri del ragazzo - fonti anonime più o meno interessate hanno, di tanto in tanto, allungato le ombre dei servizi segreti e di una relazione omosessuale tra l'ufficiale e il suo subalterno: piste di intrighi e tresche, anch'esse mai chiarite.
ETERNA LOBBY GAY. Brutta storia, comunque. Dal novembre 2011 sul tavolo di Benedetto XVI (ceduto a Francesco) pende la richiesta dei legali della madre di Tornay, di accedere ai documenti del caso. Intanto dalla Svizzera, all'indomani dello scandalo sulla lobby gay in Vaticano - esploso con le dimissioni del papa salvo raffreddarsi dopo il conclave - un'ex guardia del corpo ha deciso improvvisamente di svelare al mondo la sua storia di soldato bello e desiderato dai prelati.
Avance su avance, ha raccontato allo Schweiz am Sonntag l'anonimo G., ricevute ai tempi del pontificato di Giovanni Paolo II da una ventina di religiosi. E tenute gelosamente segrete fino all'arrivo di papa Francesco.

Vescovi, cardinali, sacerdoti: bufera sull'entourage di Giovanni Paolo II

Vergogna, riservatezza e minacce, più o meno velate, lo avrebbero trattenuto dall'esporsi.
Neppure con i suoi camerati l'uomo si sarebbe abbandonato a confidenze.
«Non sapevo cosa facessero i miei compagni. Tra noi non ne abbiamo mai parlato», ha tagliato corto l'ex guardia svizzera, precisando di aver segnalato le avance più imbarazzanti a un suo superiore, ma di essere stato liquidato come un ragazzino che aveva esagerato. O comunque frainteso.
UN CHIODO FISSO. Eppure, a suo dire, gli approcci di chi ha giurato castità al Signore non sarebbero mancati, anzi.
Vescovi, cardinali, sacerdoti e religiosi. Ognuno con tattiche proprie, più o meno soft, ma con un obiettivo costante: fare sesso con i giovani e prestanti difensori elvetici, in cambio (talvolta) di promesse e avanzamenti di carriera.
Una notte, smontata la guardia, il telefono del ragazzo avrebbe iniziato a suonare: una «persona», riporta il quotidiano svizzero, «per gli insider in diretto contatto con la lobby gay e alloggiata nel palazzo apostolico, vicino al Santo Padre», si era invaghita di lui e lo invitava nella sua stanza.
All'epoca anche un collaboratore della segreteria di Stato avrebbe tentato di approcciare G., con modi talmente espliciti da essere poi trasferito ad altre mansioni.
AVANCE SCONVENIENTI. Dalla Santa Sede, il corpo svizzero ha smentito qualsiasi legame con la presunta lobby gay: «Per le guardie del papa, i pettegolezzi sulla rete omosessuale non sono un problema. I giovani svizzeri, che per due anni sono impegnati nel servizio a Roma, hanno ben altri interessi al centro delle loro vite, in caserma e nel tempo libero».
Al servizio del Vaticano dal 1506, quando varcarono le Mura leonine per servire Giulio II, le guardie svizzere nacquero nel XV secolo come corpo d'élite mercenario presso le corti d'Europa. Tuttora, entrare nella scorta di 110 uomini che - tra ufficiali, sottoufficiali e alabardieri - protegge i papi è tra i traguardi più ambiti dei giovani elvetici.
Leggi tutto:

La giovane guardia svizzera Cedric Tornay, morta suicida a 23 anni nel 1998.
La giovane guardia svizzera Cedric Tornay, morta suicida a 23 anni nel 1998.

Scuola, aumento bloccato agli insegnanti: il Tesoro toglie 150 euro al mese ai prof


Come una miccia accesa in una polveriera, la decisione del ministero dell’Economia di chiedere che vengano restituiti gli scatti di anzianità maturati nel 2012 dagli insegnanti della scuola pubblica, ha scatenato preoccupazione e ira dei docenti, con un braccio di ferro all'interno del governo. Centinaia e centinaia di telefonate hanno assediato i sindacati, una petizione on line ha raccolto già migliaia di firme, mentre i social network hanno riversato in tempo reale tutto il malessere dei lavoratori della scuola - insegnanti, ma anche personale Ata (gli amministrativi, i tecnici e gli ausiliari) - nel palcoscenico pubblico che è il web. Il Ministero dell'Economia pretende che si prelevi - gradualmente, con una rata media di 150 euro al mese - l’aumento degli scatti già dalla busta paga di gennaio, fino al totale recupero di quanto lo Stato ha pagato nel 2013 per gli scatti dell'anno prima. E la platea interessata, decisamente vasta, è quella di oltre 100 mila lavoratori che nel 2012 avevano fatto quel passo in più nello stipendio.

Sono intervenuti i sindacati, che minacciano anche lo sciopero; è intervenuto il Pd, che pure è il partito della coalizione di governo, parlando di assurdità. «Non stiamo su ”Scherzi a parte“. Non puoi dare dei soldi e poi chiederli indietro», chiosa secco il segretario Matteo Renzi. È intervenuta anche la titolare dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, con una lettera al suo collega Fabrizio Saccomanni, il ministro dell’Economia, chiedendo l’immediata sospensione della procedura di recupero. Perché non c’è solo la minaccia della detrazione che va a colpire una categoria, i lavoratori della scuola, sempre protagonista quando si tratta di sacrifici.

LE PROTESTE
Ma c’è anche un elemento pratico che pesa: proprio nei prossimi giorni si procederà al conteggio per le buste paga di gennaio, e quindi si dovrà intervenire materialmente. Per il Tesoro, che ieri è intervenuto rendendo nota la posizione ufficiale, si tratta di un atto dovuto: tocca perciò al ministero dell’Istruzione trovare i risparmi necessari per derogare al blocco degli scatti.

Ora c’è l’esplosione delle proteste. La miccia è stata accesa il 27 dicembre, la data della nota del ministero dell’Economia che chiedeva i soldi indietro in applicazione di un decreto (il Dpr 122/2013) entrato in vigore ai primi di novembre che ferma il rinnovo del contratto di lavoro e gli scatti di stipendio. «Un pasticcio che si può e si deve evitare. Una decisione inaccettabile che va bloccata, una vera e propria provocazione che se attuata non potrà rimanere senza risposta», ha reagito da subito il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima. «Situazione gravissima, mai accaduta prima», sbotta Massimo Di Menna, Uil scuola, aggiungendo che il governo tratta «il personale della scuola anziché come lavoratori titolari di diritti, come sudditi». Non è morbida neanche la reazione di Davide Faraone, responsabile Scuola e welfare del Pd: «Si tratta di importi provenienti dal taglio dei fondi di funzionamento delle scuole che erano stati promessi ai docenti come pagamento dei dovuti scatti di stipendio. Il danno, cioè il taglio di quei fondi sacrosanti, si somma adesso alla beffa». Per Mimmo Pantaleo, leader della Flc-Cgil è l'ennesimo «pesante intervento sui diritti acquisiti dei lavoratori della scuola». E la Gilda: «Siamo stanchi di aspettare: vengano restituiti ai docenti gli scatti stipendiali 2012 o sarà sciopero generale».

IL PASTICCIO
Gli scatti di anzianità sono stati bloccati per la prima volta, per il personale della scuola, nel 2010 per tre anni, dagli allora ministri Tremonti-Gelmini. Poi la trattativa con i sindacati ha recuperato gli importi per il 2010 e per il 2011. Ora è in corso all’Aran la trattativa per il recupero del 2012. Se dovesse arrivare l’intesa, come prevedibile, le somme che stanno per essere recuperate dovranno essere presto restituite.
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/SCUOLAEUNIVERSITA/scuola_taglio_stipendio_insegnanti_restituzione_aumento/notizie/431883.shtml

Anziani: attenzione a sostituire i farmaci originali o brand con farmaci generici

anziani farmaci originali brand generici
Anche se in teoria farmaci brand e farmaci generici dovrebbero essere interscambiabili, in realtà esistono alcune differenze tra prodotti “di marca” ed equivalenti che bisogna valutare con attenzione, soprattutto quando i pazienti che li utilizzano sono anziani. E’ vero che i due tipi di medicinali contengono lo stesso principio attivo, ma occorre tenere conto dei cambiamenti che avvengono nel nostro organismo con l’età. Con il passare del tempo, cambiano le nostre funzioni, non soltanto a livello respiratorio e cardiovascolare, ma soprattutto dal punto di vista renale ed epatico. Di conseguenza, con l’età, cambia anche la capacità di assimilare e “smaltire” le sostanze contenute nei farmaci.
La funzione renale e quella epatica
Negli anziani aumenta progressivamente la percentuale di insufficienza renale, tanto da arrivare ad essere il doppio rispetto a quella dei giovani. Un paziente anziano ha quindi meno possibilità di eliminare, attraverso i reni, le sostanze contenute nei farmaci che assume. Lo stesso fenomeno di deterioramento accade per il fegato, riducendo così le possibilità che un farmaco venga metabolizzato nel modo giusto, aumentando così il rischio che si manifestino effetti collaterali. Un esempio è quello dei sonniferi: se un paziente anziano assume una dose di sonniferi pari a quella consumata dai giovani, potrebbe arrivare anche al delirio.
I farmaci generici, per legge, possono differire fino al 20% per quanto riguarda il principio attivocontenuto nel medicinale rispetto al farmaco originale. Una differenza che potrebbe avere effetti anche molto pericolosi, in particolar modo in un paziente anziano. Come afferma il Prof. Stefano Fumagalli, S.O.D. di Cardiologia e Medicina Geriatrica: “In virtù del processo di invecchiamento e del più o meno 20% su cui si fonda il principio di bioequivalenza potremmo trovarci ad avere pericolosi accumuli di principio attivo oppure paradossalmente anche ad avere poca concentrazione di farmaco. Lo sviluppo di effetti collaterali nei pazienti incrementa con l’aumentare del numero delle prescrizioni, il paziente anziano ha sicuramente più patologie. Altri punti importanti sono l’aderenza e la persistenza al trattamento, dal momento che spesso i farmaci non vengono assunti nel modo giusto, nella posologia prevista e nei tempi idonei. Un non appropriato utilizzo dei farmaci può essere responsabile dello sviluppo di effetti collaterali anche gravi, e mortali, come spesso accade di constatare nel pronto soccorso.”
Continua ...

Farmaci pericolosi in commercio: il caso dell’Arava

Diversi sono i farmaci in commercio la cui presunta tossicità spaventa molti malati e fa dubitare dell'efficacia dei trattamenti. Ma in alcuni casi gli effetti collaterali possono avere tragiche conseguenze in un numero troppo ampio di pazienti.
Le legislazioni dei vari paesi può essere notevolmente diversa in ambito farmaceutico e spesso le differenze vi sono sia a livello di singoli stati che fra comunità. In commercio ci sono diversi farmaci i cui effetti collaterali, a breve o lungo termine si rivelano troppo spesso essere piuttosto gravi. Chiaramente ogni farmaco può presentare tali effetti, persino una sempliceaspirina può avere su alcuni soggetti gravi conseguenze.
Ma la differenza fondamentale fra un farmaco e l'altro risiede nel numero di ammalati su cui questi effetti si verificano e il rapporto fra essi gli effetti positivi. Un caso cui rivolgere particolare attenzione riguarda un farmaco utilizzato prr la cura dell'artrite reumatoide e psoriasica:l'Arava. Negli Stati Uniti questo farmaco è vietato per via dei terribili effetti collaterali, fra cui la necrosi del fegato. Negli Stati Uniti anche un altro farmaco molto comune, l'Aulin, era stato vietato per via degli stessi effetti. L'Italia è stato uno degli ultimi paesi dell'Unione Europea a ritirarlo dal mercato. Mentre sul principio attivo dell'Aulin, il nimesulide, i più non erano d'accordo soprattutto perché erano necessarie grandi quantità per arrivare a essere dannoso, con Arava la situazione è diversa. Il farmaco ha ottenuto nel 2009 la conferma dell'autorizzazione alla vendita, nonostante resti vietato negli Usa.
Arava presenta come principio attivo il leflunomide, un immunosoppressore necessario a tenere basso il numero di globuli bianchi nei malati di artrite reumatoide attiva e psoriasica attiva, due malattie autoimmune attiva che portano la prima infiammazioni delle articolazioni e la seconda in aggiunta la comparsa di chiazze rosse di desquamazione sulla pelle. I malati di tali malattie già sono impegnati in una battaglia contro il governo che avrebbe tagliato i fondi al sistema sanitario nazionale per l'acquisto di farmaci biologici (la loro campagna si definisce "curati a metà). Ma ora devono affrontare anche il rischio tossicità delle cure. Trattandosi purtroppo di malattie cui non vi è una cura certa e univoca per tutti i pazienti, e trattandosi fi una malattia che può colpire indistintamente giovanissimi e anziani, le cure si diversificano notevolmente fra gli ammalati.
Continua ...

I 7 segreti di una persona felice

Foto

Norma pro Silvio: niente carcere agli over 70

Gli emendamenti di un deputato di Forza Italia alla riforma della custodia cautelare. Arresto più difficile anche col 416 bis. Tra i reati gravi compresi c'è anche la prostituzione minorile. Allarme nella maggioranza

Medici su Bersani: "Altri 5 giorni in rianimazione, è stabile"

Parma, 7 gen. - (Adnkronos) - "Sostanzialmente non abbiamo nessuna novità particolare. Le condizioni di Pier Luigi Bersani restano stabili. Il paziente è cosciente, collaborante e permane l'assenza di deficit neurologico". Questo il responso del quinto bollettino letto dai medici dell'ospedale Maggiore di Parma in cui è ricoverato Pier Luigi Bersani. L'ex-segretario del Pd resterà "almeno altri 5 giorni nel reparto di terapia intensiva in rianimazione". Un percorso di prassi teso al più tempestivo intervento nel caso in cui si manifestassero "complicazioni che -dicono i medici- al momento non si stanno evidenziando". Bersani "ha parlato anche oggi con i familiari", unici che hanno accesso al reparto di rianimazione. La prognosi, concludono i medici, resta riservata.
Continua ...
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/?id=3.2.1071328936

lunedì 6 gennaio 2014

Bersani, cauto ottimismo. I medici: "No danni neurologici"

"La situazione si evolve positivamente. Nessun danno neurologico, non è sedato". Filtra un leggero ottimismo dai medici che hanno operato l'ex segretario Pd Pier Luigi Bersani dopo il malore che lo ha colpito domenica 5 gennaio. La prognosi per l'ex segretario del Pd resta riservata. "Era cosciente sia prima dell'intervento che dopo", hanno aggiunto i medici. E il quadro clinico è stato confermato anche da un bollettino diffuso nel pomeriggio di lunedì 6 gennaio
Nella mattinata, Bersani aveva brevemente incontrato la moglie, Daniela, e le figlie nella Rianimazione del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale di Parma. In ospedale sono arrivati molti esponenti del Pd  (FOTO) e la solidarietà e l'incoraggiamento di tutta la politica italiana (Letta ha sentito i suoi familiari, Cuperlo ha incontrato i parenti in ospedale) oltre che quella del presidente francese Francois Hollande (FOTO). Il leader M5S Beppe Grillo  sul suo blog ha scritto: "Bersani, ti aspettiamo, non fare scherzi", mentre il segretario Pd renzi ha visitato l'ex avversario delle primarie nel pomeriggio di lunedì.
Leggi tutto:
http://tg24.sky.it/tg24/politica/2014/01/06/pier_luigi_bersani_operato_parma_emorragia_cerebrale.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%253A+SkyitTg24+%2528Tg24+-+Sky.it%2529&utm_content=FeedBurner

Povera sinistra ...

Italia come la Grecia: decurtati gli stipendi dei docenti

"Temevamo tutti questo momento in cui il governo avrebbe oltrepassare la linea gettandosi nell'agghiacciante scenario in cui versa la Grecia. Il ministero dell'economia metterà le mani sugli stipendi dei docenti decurtandoli di 150 euro per chi nell'anno 2013 ha avuto scatti stipendiali. Chi è scattato a gennaio 2013, a gennaio 2014 manterrà lo scatto ma dovrà restituire i soldi percepiti in più nell'anno 2013. Chi invece ha avuto lo scatto da settembre 2013, a gennaio 2014 verrà retrocesso come posizione stipendiale e dovrà restituire i soldi percepiti in più da settembre 2013. Tutti i lavoratori interessati troveranno inserito nel cedolino dello stipendio di gennaio un messaggio che comunica loro il recupero dei soldi percepiti in più, suddiviso in rate mensili da 150 euro, fino alla concorrenza del debito. Il M5S cercherà di impedire questo pericoloso precedente e la prossima settimana chiederemo al governo, con un atto ispettivo, di prevedere un'alternativa a questa operazione immorale o un immediato dietrofront." Luigi Gallo, Commissione Cultura M5S Camera
http://www.beppegrillo.it/2014/01/italia_come_la_grecia_decurtati_gli_stipendi_dei_docenti.html

Le donne in pensione un anno e mezzo più tardi

I nuovi requisiti per l’uscita dal lavoro: dall’indicizzazione
al contributo di solidarietà: cosa cambia

Le donne in pensione un anno e mezzo più tardi
Ma che cosa cambia per le pensioni nel 2014? Ecco una breve guida in cinque punti.(Guarda il grafico: ecco le nuove soglie)

Pensione rosa 
La pensione delle donne si allontana sempre di più. L’innalzamento del limite di età di vecchiaia è iniziato nel 1993 con la riforma Amato che ha portato la soglia anagrafica, sebbene gradualmente, da 55 a 60 anni. A partire dal 2012 è cambiato tutto. La legge Monti-Fornero ha infatti dato un deciso colpo di acceleratore alla equiparazione con gli uomini, già peraltro decisa dal precedente governo Berlusconi, che nell’estate 2011 aveva previsto un percorso che doveva iniziare nel 2014 per raggiungere il traguardo nel 2026. Ma non è stato così. Dal 1° gennaio 2012, infatti, l’età delle donne è salita di colpo a 62 anni - soglia alla quale già nel 2013 sono stati aggiunti 3 mesi (per via dell’adeguamento alle cosiddette speranze di vita) - e sarà ulteriormente elevata a 63 anni e 9 mesi nel 2014. Per le lavoratrici autonome (commercianti, artigiane e coltivatrici dirette) lo scalone del 2012 è stato di 3 anni e 6 mesi (l’età da 60 a 63 anni e mezzo). Limite che nel 2014 salirà a 64 e 9 mesi nel 2014.

Più difficile anticipare 
Se fino al 1995 per il pensionamento anticipato bastava raggiungere i 35 anni di contributi indipendentemente dall’età, ora ne occorrono più di 42, e per non incorrere nella riduzione dell’assegno finale bisogna anche avere compiuto almeno 62 anni di età. Prima della riforma Fornero il trattamento di anzianità, per chi non raggiungeva un minimo di 40 anni di contributi, si poteva ottenere combinando la famosa “quota 96”, con età di almeno 60 anni (quota 97 e almeno a 61 anni per gli autonomi). La quota avrebbe dovuto assestarsi definitivamente a “97” (con almeno 61 anni di età) dal 2013. Ma la riforma ha cambiato le carte in tavola pretendendo, già dal 2012, più di 42 anni (un anno in meno per le donne). Per cui, nel 2012 erano richiesti 42 e 1 mese, nel 2013, quando è scattato l’adeguamento alla speranza di vita, bisognava avere 42 anni e 5 mesi 2013 (41 anni e 5 mesi per le donne). Limite che viene elevato di un altro mese nel 2014: 42 anni e mezzo gli uomini e 41 e 6 mesi le donne). Qualora la si chiede prima di aver compiuto i 62 anni, l’assegno viene corrisposto, per la quota retributiva (per l’anzianità maturata sino al 2011), con una riduzione pari all’1% per ogni anno di anticipo; percentuale che sale al 2%, per ogni anno di anticipo che supera i 2 .
Continua ...

Bersani operato, è in «condizioni stabili» I medici: intervento tecnicamente riuscito

Pier Luigi Bersani (Ansa/Lami)
«Condizioni stabili». L’ex segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha subìto un intervento chirurgico dopo il grave malore che l’ha colpito nella mattinata di domenica. L’intervento sarebbe «tecnicamente riuscito». L’ospedale di Parma diffonderà un nuovo bollettino medico domani intorno alle 11.
L’ALLARME - La tac cui era stato sottoposto presso l’ospedale di Piacenza aveva evidenziato una lieve emorragia cerebrale in seguito alla quale era stato disposto il trasferimento all’ospedale Maggiore di Parma dove, dopo ulteriori esami angiografici, i medici avevano optato per un intervento chirurgico, iniziato intorno alle 18 e durato circa 4 ore. I dettagli sono stati resi noti dall’Azienda Ospedaliera: “Condizioni stabili, prognosi riservata, il paziente risponde positivamente”. Sono questi i passaggi salienti del bollettino sulle condizioni di salute di Pier Luigi Bersani, l’ex segretario del Pd. 
PRUDENZA - «Bersani è in pericolo di vita? Prima di 48-72 ore non possiamo esprimerci». Così Ermanno Giombelli, il medico che ha operato Pier Luigi Bersani, incontrando i giornalisti presso l’ospedale di Parma in una breve conferenza stampa. «L’intervento è stato complesso sotto il profilo neurologico. Non ci sono altri aneurismi, ma non si possono escludere rischi di complicanze. Non presumiamo ci siano dei danni permanenti, il rischio maggiore sono le ischemie», ha spiegato Giombelli.
I DETTAGLI DELL’INTERVENTO - L’intervento è cominciato attorno alle 18.30 ed è finito verso le 22. L’operazione chirurgica è sostanzialmente servita per chiudere, con una specie di clip, la malformazione cardiovascolare, un aneurisma all’arteria cerebrale, le cui caratteristiche non potevano essere trattate in maniera endovascolare. Una malformazione che potrebbe essere congenita visto che c’è una familiarità. «Nelle prossime ore - ha detto Giombelli - faremo una tac di controllo. Per il momento è presto per esprimere pareri assoluti, la prognosi rimane riservata e sicuramente non la scioglieremo prima di 72 ore. In queste situazioni andiamo avanti di 24 ore in 24 ore». Le emorragie vengono calcolate in una scala da uno a quattro e quella di Bersani era al grado tre. I danni neurologici da uno a cinque, e in questo caso il grado raggiunto era il due.
Continua ...

sabato 4 gennaio 2014

F-35 con magneti Made in China: in Usa scoppia lo scandalo

I caccia bombardieri oggetto di mille battaglie politiche in Italia a causa degli elevati costi sono oggetto di scandalo anche in Usa poiché hanno parti costruite in Cina

Reuters in un lungo articolo pubblicato ieri e ancora ignorato dalle grandi testate del mainstream, annuncia lo scandalo che sta stravolgendo il Pentagono:sebbene vi siano leggi che vietino componenti cinesi sulle armi statunitensi la Lockheed Martin Corp ha lasciato che su un un lotto di 32 F-35 attualmente in costruzione fossero montati componenti provenienti dalla Cina senza esprimere preoccupazione per lo spionaggio militare.
La questione tocca molto da vicino l’Italia poiché siamo uno degli 8 Paesi finanziatori del progetto e perché i soldi che ci stiamo mettendo, circa 53 miliardi di euro sono stati il cavallo di battaglia dei Verdi e dei SEL in parlamento e oggetto di feroci dibattiti fino allo scorso ottobre, quando la questione fu approvata e poi definitivamente chiusa con lo sconforto di Finmeccanica a cui sono rimaste poche briciole. E ora sappiamo perché.
Secondo i documenti del Pentagono consultati da Reuters, Frank Kendall responsabile per gli Stati Uniti per l’acquisizione di armi militari avrebbe permesso che due fornitori di componenti per gli F-35, Northrop Grumman Corp e Honeywell International Inc , utilizzassero magneti cinesi per il sistema radar del nuovo aereo da guerra,meccanica per le componenti dell’atterraggio e altro hardware. In sostanza sebbene tutti sapessero hanno taciuto per evitare di affrontare sanzioni nel caso di ritardi delle forniture. Il Government Accountability Office, il braccio investigativo del Congresso, sta esaminando ora tre casi di costruzione di F-35 di prossima generazione.
La relazione del GAO del 1 marzo è stata ordinata dai legislatori americani che dicono di essere preoccupati per le imprese made in Usa tagliate fuori dal mercato metalli speciali e per il fatto che che un sistema militare degli Stati Uniti possa diventare dipendente da parti fatte da un futuro potenziale avversario.
Nel merito esistono deroghe all’uso di componenti che provengono dall’estero ma si applicano a quelle parti più economiche ma i legislatori hanno osservato che diverse società statunitensi fanno magneti simili.
Kendall si è difeso sostenendo che erano necessarie rinunce per mantenere la produzione, collaudo e formazione del nuovo aereo da guerra e per evitare milioni di dollari in costi per le modifiche e per evitare ritardi ai Marines e far si che i jet da combattimento fossero pronti dalla seconda metà del 2015. In caso contrario rimuovere i magneti cinesi pe sostituirli con quelli americani sarebbe costato costato 10,8 milioni dollari avrebbe richiesto circa 25.000 ore-uomo. Lockheed sta sviluppando con l’ F -35 il programma di armamento più costoso del Pentagono per gli Stati Uniti e per otto paesi che hanno contribuito a finanziare il suo sviluppo: Gran Bretagna, Canada, Australia,Italia, Norvegia, Turchia, Danimarca e Paesi Bassi mentre Israele e Giappone hanno effettuato ordini.
Il programma è già anni in ritardo e ha già superato del 70% le stime dei costi iniziali. Kendall assecondava questo stato di cose e i funzionari si erano mostrati preoccupati poiché ulteriori ritardi e aumento dei costi avrebbero potuto far saltare gli ordini esteri necessari per ridurre il costo futuro di ogni aereo militare.
Nei documenti, Kendall ha sottolineato l’importanza del programma F -35 per assicurare la continua superiorità militare degli Stati Uniti e contro potenziali minacce emergenti provenienti da nazioni in via di sviluppo con i propri aerei da combattimento invisibili, tra cui Russia e Cina sottolineando che ulteriori ritardi potrebbero costringere gli Stati Uniti e i suoi alleati a mantenere in volo i vecchi aerei più a lungi, il che porterebbe a maggiori costi di manutenzione.
Joe Dellavedova , portavoce per il Programma congiunto F-35 (JPO) al Pentagono, ha detto che l’ufficio è stato impegnato a garantire che le leggi federali della Difesa siano state rigorosamente rispettate:
Non c’è mai stato alcun rischio di trasferimento di tecnologia o di altra violazione della sicurezza associata a questi problemi di conformità di produzione. Il JPO sta lavorando con l’industria per mettere in atto soluzioni a lungo termine per evitare la necessità di future rinunce.
Vedremo ora le reazioni in Italia, semmai ve ne saranno.

Ascoli, sesso e violenze sulle soldatesse Militari indagati, c'è anche Parolisi

Salvatore Parolisi
ASCOLI - Le indagini della Procura militare sui presunti abusi degli istruttori della caserma Clementi hanno portato a dodici indagati per violenze, minacce e ingiurie. Tra questi c’è anche il caporalmaggiore Salvatore Parolisi in carcere a Teramo dove sta scontando 30 anni di reclusione per l’omicidio della moglie Melania Rea. La Procura di Roma ha chiuso l’inchiesta su una serie di presunti abusi ai danni di donne soldato.

Numerose reclute della caserma "Clementi" di Ascoli Piceno, sede del 235° Reggimento "Piceno", sono state ascoltate dal procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, nell'ambito dell'inchiesta aperta sui fatti emersi dopo l'omicidio di Melania Rea. "Vogliamo - disse il procuratore due anni fa - approfondire alcune circostanze emerse finora per stabilire se sono raffigurabili reati". Uno su tutti, quello previsto dall'articolo 146 del codice penale militare di pace: minaccia a un inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, punito con la reclusione militare fino a cinque anni.

La procura militare, in sostanza, ha indagato per capire se da parte di uno o più istruttori siano state attuate minacce nei confronti delle reclute anche per indurle, nel caso specifico, ad intrattenere relazioni o avere rapporti di natura sessuale.
http://www.ilmessaggero.it/MARCHE/ascoli_sesso_violenza_soldatesse_salvatore_parolisi_caserma_clementi/notizie/423858.shtml

Leggi anche:
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/2014/notizia/parolisi-una-caserma-a-luci-rosse_2018976.shtml

Action

Paul Walker: Assassinato Per scavare troppo in profondità?

Paul Walker: Assassinato Per scavare troppo in profondità?
Nei forum di cospirazione hanno posto una interessante teoria sulla morte prematura di Paul Walker da un incidente d'auto il Sabato, dove si legano in, e chiamarlo omicidio per evitare Walker,  che faceva parte dello sforzo di soccorso filippino , da esporre "una cospirazione per fornire vittime di Tifone Haiyan con un farmaco prototipo di controllo delle nascite permanente nascosto nelle forniture di medicinali e aiuti alimentari. "Un'altra teoria è che Walker ha scoperto il denaro sporco in caso di catastrofe Filippine e che" avrebbe senso perché  possedeva una società  specializzata nelle operazioni di soccorso rapido . " 
Continua ...
http://banoosh.com/blog/2013/12/04/paul-walker-murdered-for-digging-too-deep/

Se incontri uno schiavo felice


Il PD


Il Trattato di Mastricht


Quello che io ho dentro


Che carini!


venerdì 3 gennaio 2014

Schiavone fa nomi eccellenti sulla “Terra dei fuochi”: Paolo Berlusconi e Giorgio Napolitano

carmine schiavone
Torna a parlare Carmine Schiavone, capoclan dei Casalesi fino agli anni ’90 dissociatosi dalla malavita organizzata in seguito al salto di qualità nel giro di affari sui rifiuti in Campania. Lo fa durante la trasmissione “Servizio Pubblico Più”, andato in onda su La7, con filmati e documenti shock sulla Terra dei Fuochi.
Schiavone fa ancora nomi e sono tutti eccellenti, tra i quali quello di Paolo Berlusconi, chiamato in causa riguardo lo smaltimento di rifiuti tossici da parte di grandi industrie del nord e della Germania in collaborazione con la camorra. Ma non è finita qui. Il pentito ha fatto il nome anche di Giorgio Napolitano, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno.
A pagare le spese del mancato intervento dello Stato sull’ inferno della Terra del fuochi sono state centinaia di cittadini, alcuni dei quali morti o ammalatisi di tumore in seguito alla contaminazione del territorio. Tra questi da ricordare Roberto Mancini, investigatore della Criminalpol, che dopo aver lottato contro i boss per una vita ha dovuto fare i conti con uno spietato nemico, il linfoma. Purtroppo manca la volontà da parte dello Stato di cercare i responsabili di quella che è una vera e propria catastrofe ecologica, che miete ogni anno più vittime dei morti per mafia.
Fonte: www.politica.excite.it

Sul Finanziamento ai partiti la Corte dei conti conferma 20 anni di furti di denaro e democrazia.

Sul Finanziamento ai partiti la Corte dei conti conferma 20 anni di furti di denaro e democrazia.
Una truffa continuata con destrezza ai danni del popolo italiano e della Costituzione, organizzata dai partiti attraverso il Parlamento.
E’ questo in sostanza quanto accertato dal Procuratore della Corte dei Conti De Dominicis, che ha sollevato questione di costituzionalita’ delle leggi che dal 1994  hanno eluso e manipolato i risultati del referendum radicale del 1993.
Quella che sino ad oggi era un’accusa politica diventa finalmente -seppure con venti anni di ritardo- una sacrosanta accusa giuridica nei confronti della partitocrazia italiana.
Che sia emersa all’interno del procedimento nei confronti dell’ex tesoriere della Margherita, poi, mi rafforza nella convinzione che espressi all’epoca, ovvero che “Lusi e Belsito non sono mele marce ma il prodotto di un sistema criminogeno che ha falsato per decenni il gioco democratico”.
Il Procuratore De DOminicis, infatti, e’ il primo uomo delle istituzioni a mia memoria che riconosca quanto il finanziamento ai partiti sia servito ad alterare la competizione politica garantendo rendite di posizione ad alcuni partiti e danneggiando chi non ne godeva.
Acquisiremo gli atti della Corte dei conti per arricchire il dossier che nelle prossime settimane presenteremo al Comitato diritti umani dell’Onu per la violazione da parte dello Stato italiano dei diritti civili e politici cittadini, determinatasi da ultimo in occasione della raccolta firme anche sul referendum per abolire il finanziamento pubblico dei partiti che questa estate e’ stato sabotato da istituzioni e forze politiche.

Ryanair riduce i costi dell'imbarco del bagaglio

Ryanair riduce da domenica 5 gennaio i costi standard per l'imbarco del bagaglio che passano da 60 euro a 30 al banco check in e da 60 a 50 al gate. Lo rende noto la compagnia aerea low cost.

 Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/8m6IM
Continua ...

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-01-03/ryanair-riduce-costi-imbarco-bagaglio-152954.shtml?uuid=AB09oPn

Bip Mobile, 220mila utenti senza linea: rischio chiusura causa insolvenza

Di Massimiliano Di Marco | 02.01.2014 12:56 CET
Bip Mobile è in seria difficoltà. Ancora di più, comunque, lo sono i 220mila abbonati che da qualche giorno si trovano senza alcun servizio telefonico. L'azienda, nata nel 2012, ha infatti alcune insolvenze economiche con Telogic, partner di 3 Italia, a cui si aggancia per proporre i propri servizi. Risultato: dal 30 dicembre numerose persone non hanno più una linea e la situazione dell'operatore è ancora incerta.

Notizie ufficiali ce ne sono, ma sono piuttosto fumose e generiche: "Bip Mobile ringrazia tutti i clienti per la fiducia dimostrata in questi mesi di attività. È doveroso chiedere scusa a tutti voi per i disservizi che ci sono stati in queste ultime settimane e sopratutto per il blackout in corso da ieri a causa del distacco del servizio da parte del nostro Enabler (Telogic). Stiamo facendo di tutto per ripristinare il servizio entro oggi, grazie ancora per la vostra pazienza. Vi comunicheremo al più presto le dovute informazioni al riguardo" è la nota ufficiale della compagnia telefonica pubblicata sul sito il 31 dicembre; miglioramenti, comunque, non ce ne sono stati.
Dal canto suo, invece, Telogic ha dato un quadro più generale riguardo la situazione, l'insolvenza di Bip Mobile e la ristrutturazione societaria messa in atto recentemente: “Con dispiacere e dopo aver cercato qualsiasi soluzione, Telogic è costretta ad interrompere i servizi forniti a Bip Mobile. La società è rammaricata dalla decisione presa ma la situazione economica che si è venuta a creare non lascia altra scelta. Per rispetto degli utenti agganciati a Bip Mobile è doveroso fare una breve ricostruzione dei fatti che hanno portato a questa sofferta decisone. Telogic è una delle pochissime realtà italiane in grado di abilitare qualsiasi operatore mobile. Al fine di superare un momentaneo stato di difficoltà economica il nuovo management, insediatosi a fine novembre, ha varato un piano di ristrutturazione accettato dalla maggioranza assoluta dei creditori. Questo consente la continuità dell’attività e l’erogazione dei servizi offerti ai clienti. La sofferenza economica di Telogic è stata generata dalla mancata riscossione dei crediti vantati nei confronti di alcuni clienti. Tra questi c’è Bip Mobile che, da mesi ormai, non onora più gli impegni presi con il proprio Enabler. In virtù di tutto questo Telogic, suo malgrado, non potendo più sopportare l’esposizione che aumenta quotidianamente, è stata costretta ad interrompere la fornitura dei servizi a Bip Mobile. Questa decisione è stata rimandata più volte nella speranza che la società di telefonia mobile trovasse una soluzione. Telogic ha percorso tutte le strade per la tutela dei clienti finali ma ogni invito fatto è stato completamente ignorato da Bip Mobile“.


Read more: http://it.ibtimes.com/articles/60818/20140102/bipmobile-linea-chiusura-telogic-debiti-telefonica.htm#ixzz2pKgHKelG

Continua ...
http://it.ibtimes.com/articles/60818/20140102/bipmobile-linea-chiusura-telogic-debiti-telefonica.htm

Imposta su usufrutto e donazione: come aumenta di nascosto

Imposta su usufrutto e donazione: come aumenta di nascosto
Per usufrutti, rendite e vitalizi, moltiplicatori adeguati al tasso di interesse, ma cresce il valore del moltiplicatore stesso: impennata della tassazione.

L’ultima trovata dei tassatori: di nascosto, con un decreto del ministero dell’Economia [1], guarda caso proprio del 23 dicembre –mentre gli italiani erano distratti dai preparativi prenatalizi – si compiva l’ennesimo incremento dell’imposizione fiscale.

Cosa è successo?
Sono stati “aggiornati” i valori dei coefficienti allegati al Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro [2]. “Aggiornati” si fa per dire: perché, come ora spiegheremo, l’incremento è stato di oltre il 100%.

Cosa cambia?
Non bisogna essere commercialisti per comprendere cosa è cambiato e, per essere più chiari, ricorreremo a un esempio.

Fino a ieri (31 dicembre 2013), un contribuente di 65 anni che avesse ricevuto l’usufrutto (vita naturale durante) di una casa, avrebbe visto il valore della donazione da tassare calcolato nel seguente modo:

il valore catastale della piena proprietà (per es. 300.000 €) moltiplicato per il tasso di interesse legale (ora 1%); il risultato dà la cosiddetta Rendita annua (= 3.000 €). La rendita annua va moltiplicata per il coefficiente pari a 20: detto coefficiente (è questo l’aspetto “cruciale”) rappresenta l’aspettativa di vita del beneficiario, ossia per quanti anni ancora questi può usufruire della casa. Dunque 3.000 x 20 = 60.000: è questo il valore dell’usufrutto tassabile.

Oggi, invece, per avere il valore della donazione (o dell’usufrutto) si deve moltiplicare la rendita annua per il nuovo coefficiente che è pari a 50! E quindi il valore dell’usufrutto passa automaticamente da 60.000 a 150.000 €.

In altre parole, il Governo ha ritenuto che un uomo di 65 anni, che solo il giorno prima aveva un’aspettativa di vita di 85 anni (65 anni + il coefficiente pari a 20), da oggi ha un’aspettativa di 115 anni di vita (65 + il nuovo coefficiente pari a 50).

Si tratta di uno stratagemma per legalizzare un vero e proprio salasso ai danni dei contribuenti.

Lo schema qui sotto (clicca sulle immagini per ingrandirle) indica anche gli altri coefficienti in base all’età del beneficiario. Nel caso di un 60enne, il coefficiente passa da 60 a 24, ed ancora nel caso di un 50enne passa da 28 a 70!

Schermata 2014-01-02 alle 10.35.55
Schermata 2014-01-02 alle 10.36.03
http://www.laleggepertutti.it/44816_limposta-su-usufrutto-e-donazione-come-aumenta-di-nascosto