venerdì 17 gennaio 2014

Spese pazze in Sicilia, anche Faraone tra gli 83 consiglieri indagati per peculato

Shopping in gioielleria, regali di nozze, acquisti di auto: deputati delle ultime tre legislature dell’Ars, secondo gli investigatori, hanno speso oltre dieci milioni di fondi ai gruppi. Tra loro, anche il responsabile Welfare del Pd e l’ex governatore Raffaele Lombardo

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Shopping in gioielleria, regali di nozze, acquisti di auto. Sono stati spesi così, secondo gli investigatori, i fondi destinati ai gruppi dell’Assemblea regionale siciliana. Nell’inchiesta sono indagati per peculato 83 consiglieri delle ultime tre legislature e 14 consulenti e dipendenti dell’Ars. Le spese illegittime, secondo gli investigatori, ammontano a oltre dieci milioni di euro. Tra gli indagati nell’inchiesta c’è anche Davide Faraone, deputato del Pd responsabile del Welfare nella segreteria formata da Matteo Renzi.  “Il vecchio-nuovo Pd di Renzi inciampa nelle spese da… Faraone. Dopo l’inchiesta per peculato ai danni del parlamentare del Pd responsabile delle politiche di Welfare Davide Faraone, che cosa ha da dire Matteo Renzi? Perchè non parla?”, si chiede in una nota il capogruppo del M5S al Senato Vincenzo Santangelo.
Tra gli altri parlamentari finiti sotto inchiesta per peculato anche l’ex presidente della RegioneRaffaele Lombardo, l’attuale presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e il suo predecessore Francesco Cascio. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati, tra l’altro a Francesco Musotto, ex capogruppo Mpa nella scorsa legislatura, anche all’ex deputata Giulia Adamo, ex Udc, Rudy Maira, del Pid e Antonello Cracolici, del Pd. Ma c’è anche Lino Leanza, oggi Articolo 4, Cataldo Fiorenza, ex Mpa, Marianna Caronia, anche lei ex Mpa e oggi anche ex deputata, ma anche l’Udc Nicola D’Agostino. Tutti avrebbero disposto o autorizzato alcune spese non istituzionali, o comunque non giustificate. L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, è coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai pm Maurizio Agnello e Sergio Demontis. Già nei mesi scorsi le Fiamme gialle avevano iniziato una serie di indagini e perquisizioni sui conti dei consiglieri regionali.
In particolare, tra le spese contestate dalla procura di Palermo all’ex capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, secondo ambienti politici, ci sono anche spese fatte con i fondi del gruppo per l’acquisto di cialde per il caffè, bottiglie di acqua minerale e per la pubblicazione di necrologi. Rudy Maira avrebbe ricevuto 24 bonifici per un totale di 51mila giustificati come acquisto di un’auto: veicolo che però, dalle indagini, risulta di uso privato e non per il gruppo politico. Giulia Adamo avrebbe speso 1.690 euro in una gioielleria, Maira avrebbe comprato un’auto (lui dice che è del gruppo) e il Pd avrebbe preso 2.500 euro dalla cassa del gruppo per pagare il regalo di nozze per un’impiegata. Il Pd dice che fu un anticipo e che poi i parlamentari del gruppo restituirono la somma.
Francesco Musotto avrebbe speso invece 45 mila euro senza giustificazione. Musotto ha sempre sostenuto che l’ex presidente Raffaele Lombardo gli avrebbe chiesto di aiutare la presentazione di liste a livello nazionale, alle elezioni amministrative del 2010. “Io ho preso i soldi e li ho consegnati, non me li sono certo presi io”. Di rimando Raffaele Lombardo aveva replicato: “Di tutto questo renda conto e li restituisca. Ha perso tempo – Io dal gruppo e dal partito, compresi questi ultimi due mesi da pensionato non di lusso, non mi faccio rimborsare neppure l’aereo, tanto per essere chiari”.
Oltre alle spese in gioielleria e per auto di lusso, ci sarebbero anche alcuni viaggi fatti dai deputati con famiglia al seguito e shopping nei negozi con l’acquisto di borse griffate, sempre a spese dell’Ars. Anche per queste uscite le fiamme gialle non avrebbero trovato pezze giustificative.
http://bastacasta.altervista.org/p8769/

ECOINVENZIONI, UN'URNA PER DIVENTARE ALBERI DOPO LA MORTE

L'argomento è delicato, ma l'invenzione è davvero creativa e originale, a metà tra design ed innovazione. Ma anche se parliamo di una idea che ha come tema centrale la fine della vita, qualcuno ha trovato un modo, ci verrebbe da dire, per chiuderla in eco-bellezza! L'idea è molto discutibile ...
Un modo creativo per lasciare un buon ricordo di sé? Lo ha trovato un giovane designer spagnolo, Martin Azua, inventando un’insolita urna, nella quale assieme alle ceneri del defunto, vengono inseriti i semi degli alberi che in vita la persona ha amato di più.  
A guardarlo sembra un classico bicchiere in cartone, di quelli molto in uso nelle catene di fast food internazionali.
 
 
Ma stavolta invece che contenere del thè caldo, del caffè o della cola, qualcuno ha pensato bene di farne l’eco-involucro ideale per l’ultimo viaggio. Fatta di fibre di cocco, cellulosa e torba, l’urna bio risponde essenzialmente ad un’idea del suo inventore che ha dichiarato di preferire un proseguimento della sua vita sotto un albero piuttosto che sotto una lapide.
 
A noi di Ecoseven.net l’idea colpisce sia per il romanticismo a cui Martin Azua ha legato il suo “bicchiere”, sia per il fatto che si tratta di una soluzione ecologica davvero: in fondo, come afferma lo stesso inventore, è il miglior modo per rendere puliti al 100% i cosiddetti “dirty business” dei funerali. (Vincenzo Nizza)
 
funerale ecologico
http://www.ecoseven.net/eco-invenzioni/ecoinvenzioni-un-urna-per-diventare-alberi-dopo-la-morte

Cos’è la Pet Therapy di MAURA LUGANO

La Pet Therapy permette agli animali di diventare medici, o meglio ancora terapisti dell’uomo. Possono aiutarci tante specie: cani, gatti, pesci rossi, criceti e tanti altri piccoli animali da compagnia da tenere in casa ma anche più impegnativi come i cavalli e i delfini.
Se la Pet Therapy è un fenomeno studiato da alcuni decenni, in verità ripercorrendo con attenzione la storia antica si trovano tracce evidenti di un ruolo importante che l’uomo dava all’animale, pensiamo ai gatti per gli antichi Egizi, alle raffigurazioni del dio Anubi e alle raffigurazioni di alcuni santi cristiani rappresentati spesso con animali vicino a sé, come San Rocco e Sant’Antonio.
E’ provato che la vicinanza di un animalrassicura l’essere umano, per persone anziane e sole avere un animale come compagnia e come pensiero cui badare allontana la solitudine.
Alcuni studi hanno evidenziato la riduzione della pressione sanguigna. La Pet Therapy, letteralmente terapia con i cuccioli è studiata da alcuni decenni, negli Stati Uniti a partire dagli anni ’70 mentre in Italia la si pratica da gli anni ’90 sulla scia del successo avuto in America.
La Pet Therapy ha avuto risultati provati nel trattamento di disturbi del comportamento e nell’autismo nei bambini, nella riabilitazione dopo gravi traumi, in questi casi infatti il paziente a contatto con l’animale interagisce con esso prestandogli cure, ad esempio spazzolando il pelo del cane, oppure tirando oggetti che il cane riporta, oppure ancora dandogli dei comandi, le risposte dell’animale stimolano la reazione del paziente.
Il contatto con gli animali è una terapia per la depressione negli anziani e per i disturbi cardio-circolatori, è stato provato in diversi studi condotti presso case di riposo che il contatto con l’animale solleva il morale dell’anziano, riduce la pressione del sangue e il battito cardiaco.
Anche in malattie come cancro, leucemia e malattie coronariche la pet therapy ha dato riscontri positivi.
Impariamo ad apprezzare, quindi, il ruolo degli animali, a rispettarli, a comprendere che averli accanto a sé non deve essere, come accade talvolta, un capriccio o una moda passeggera.
http://www.tuttogreen.it/cose-la-pet-therapy/

Ricostruzione unghie, alto rischio di tumore

Le unghie ricostruite sono rischiose per la salute
Quasi tutte le donne sono ricorse in questi ultimi anni alla ricostruzione delle unghie, e se non lo hanno fatto stanno magari pensando di farlo, bene prima di sottoporvi a nuove sedute di manicure ricostruttiva pensateci due volte.
Il processo di ricostruzione delle unghie è suddiviso in varie parti si comincia con la limatura e lucidatura dell’unghia, poi la superficie viene irruvidita con uno smerigliatore apposito e viene messo il primo strato di gel, poi ne viene aggiunto uno che può essere colorato e poi un’altro come top coat di finitura. Tra uno strato e l’altro di gel le mani vengono inserite sotto una lampada UVA per indurire il gel, ed è proprio qui che si cela il rischio.
Il Dottor Chris Adigun, della scuola di medicina della New York University, ha affermato che le lampade UV danneggiano le cellule della pelle più o meno allo stesso modo di lettini o delle lampade abbronzanti, anzi, quelle delle manicure non sono regolabili quindi molto più pericolosi.
Adigun dice che: ‘Le donne che si sottopongono spesso alle ricostruzioni col gel dovrebbero prendere in considerazione il rischio di cancro della pelle.
Uno studio effettuato nel 2009 ha messo in evidenza il caso di due donne di mezza età che hanno sviluppato tumori sulle loro mani dopo l’esposizione a luci UV per unghie. Nessuna delle due aveva una storia familiare di cancro della pelle.
Le donne che vogliono allungarsi le unghie dovrebbero proteggersi le mani con una crema solare ad ampio spettro prima di sottoporsi alla ricostruzione.
Un altro spiacevole effetto collaterale dell’esposizione alla luce UV è l’invecchiamento della pelle, il che significa che si potrebbe finire con l’avere unghie perfette su mani dall’aspetto vecchio, rugose e macchiate.
Oltre tutto il gel sull’unghia potrebbe ritardare la diagnosi di un eventuale infezione o anche di un tumore, visto che va a ricoprire l’unghia intera.
Qualsiasi ricostruzione lasciata in sede per un lungo periodo di tempo non è una buona idea perché non si vede quello che sta succedendo sotto lo smalto‘ ha spiegato sempre il dottore confermando anche che il processo causa assottigliamento e fragilità delle unghie.
Ma ha aggiunto che non è ancora chiaro se la fragilità è causata dalle sostanze chimiche dello smalto in gel o dall’acetone usato per rimuoverle che è molto più forte del normale solvente per unghie, nel quale devono essere messe a bagno. L’acetone rompe i legami chimici del gel per unghie e provoca l’essiccazione dell’unghia stessa e può anche irritare la pelle circostante.
Per una corretta manicure senza rischi è consigliavile lasciare passare almeno 6 settimane tra un trattamento e l’altro.
http://www.tuttasalute.net/21492/ricostruzione-unghie-alto-rischio-di-tumore.html

Fukushima: si ipotizza addirittura l’evacuazione dell’intero emisfero Nord della Terra

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Sta facendo il giro del mondo una notizia, trascurata dalla maggior parte dei media internazionali, riporta del pericolo Fukushima e che  il governo del Giappone non sa come affrontare.
Le autorità hanno finora mentito, ai giapponesi e al mondo intero: Fukushima era una struttura a rischio, degradata dall’incuria. Un impianto che andava chiuso molti anni fa, ben prima del disastro nucleare del marzo 2011.
Da allora, la situazione non è mai stata sotto controllo: la centrale non ha smesso di emettere radiazioni letali. Tokyo finalmente ammette che, da mesi, si sta inquinando il mare con sversamenti continui di acqua radioattiva, utilizzata per tentare di raffreddare l’impianto. Ma il peggio è che nessuno sa esattamente in che stato siano i reattori collassati: si teme addirittura una imminente “liquefazione” del suolo.
Gli scienziati non hanno idea del vero stato dei nuclei dei reattori, riassume il “Washington’s Blog” in un lungo reportage tradotto da “Megachip”: le radiazioni potrebbero investire la Corea, la Cina e la costa occidentale del Nord America. Perché il peggio deve ancora arrivare: gli stessi che hanno prima nascosto l’allarme e poi sbagliato tutte le procedure di emergenza, ora «stanno probabilmente per causare un problema molto più grande».
«La più grande minaccia a breve termine per l’umanità proviene dai bacini del combustibile di Fukushima: se uno dei bacini crollasse o si incendiasse, questo potrebbe avere gravi effetti negativi non solo sul Giappone, ma sul resto del mondo».
Se anche solo una delle piscine di stoccaggio dovesse crollare, avvertono gli esperti in materia di allerta nucleare Arnie Gundersen e il medico Helen Caldicott, non resterebbe che «evacuare l’emisfero nord della Terra e spostarsi tutti a sud dell’equatore».
http://curiosity2013.altervista.org/fukushima-si-ipotizza-addirittura-levacuazione-dellintero-emisfero-nord-della-terra/

Rifiuti tossici, Schiavone a Der Spiegel: “Napolitano fece secretare i miei verbali”

In un'intervista al giornale tedesco afferma che fu l'attuale Capo dello Stato italiano, ministro dell'Interno dal '96 al '98 nel governo Prodi, a secretare i documenti depositati dal pentito. E fa riferimento a Paolo Berlusconi come capo di un'azienda del nord protagonista dei suoi traffici.

Rifiuti Tossici
“La mia testimonianza sul traffico di rifiuti tossici è stata secretata da Re Giorgio“. Il pentito Carmine Schiavone in una lunga intervista al giornale Der Spiegel afferma che fu l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ministro dell’Interno dal ’96 al ’98 nel governo Prodi, a secretare le sue deposizioni sul traffico di rifiuti tossici che tiravano in ballo persino Paolo Berlusconi, fratello del Cavaliere, come capo di un’azienda del nord protagonista dei suoi traffici.
“Tutte le informazioni in mio possesso”, ha detto al giornalista Walter Mayr, “le ho date ai funzionari dell’anti Mafia italiana negli anni ’90. In quei documenti era anche scritto il nome di un’azienda intermediaria basata a Milano, che ha giocato un ruolo importante nel trasferimento dal nord al sud. Ma quella parte della mia testimonianza è stata classificata da Re Giorgio, che era ministro dell’Interno”. E al giornalista che gli chiede chi ci fosse dietro l’azienda di Milano, risponde: “Uno dei soci era Paolo Berlusconi“. Il vice presidente dell’AC Milan e fratello di Silvio Berlusconi, “era davvero parte del commercio mafioso di rifiuti tossici?”, si chiede il cronista. Ma l’articolo ricorda: “Il fratello di Berlusconi ha definito tutto questo una favola”.
Il Der Spiegel individua inoltre i nomi dei quattro personaggi che sulla questione in questo momento vivono maggiori pressioni sul tema: “Alessandro Pansa, che allora era a capo dello Sco (Servizio Centrale operativo) e adesso è Capo della Polizia; Nicola Cavaliere era con la polizia e fu coinvolto nel caso, sempre secondo il pentito, ora è vice capo dell’Aisi; Giorgio Napolitano, che era primo ministro dell’Interno e incaricato dell’indagini. Oggi è il Presidente della Repubblica del Paese; Gennaro Capoluongo che, secondo Schiavone, era a bordo di un elicottero che faceva un tour delle discariche di rifiuti tossici. Oggi è il capo dell’Interpol in Italia;”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/16/rifiuti-tossici-schiavone-a-der-spiegel-napolitano-fece-secretare-i-miei-verbali/846862/

Vergogna!


Genocidio


Essere diversi


giovedì 16 gennaio 2014

Preti pedofili: Vaticano davanti all'Onu per abusi sui minori

Preti pedofili Vaticano davanti all Onu per abusi sui minori
(AGI) - Ginevra, 16 gen. - Per la prima volta il Vaticano dovra' dare spiegazioni dinanzi all'Onu per gli abusi sessuali compiuti da alcuni preti sui minori. Una delegazione del Vaticano e' attesa oggi dinanzi agli esperti del Comitato della Convenzione Onu sui diritti dell'Infanzia, a Ginevra, che valutera' la risposta data dalla Chiesa agli abusi sessuali compiuti da alcuni preti nel corso degli anni. Si tratta della prima volta che la Santa Sede viene interrogata da un organismo internazionale per aver coperto per anni lo scandalo. Sono state alcune organizzazioni e vittime statunitensi, europee e messicane a far arrivare il dossier sul tavolo del comitato. Il comitato, del quale fa parte anche l'italiana Maria Rita Parsi e che ha sede a Ginevra, si ispira alla Convenzione sui diritti dell'Infanzia, firmata da 193 Stati, tra i quali anche la Santa Sede: una convenzione che chiede ai firmatari di prendere le misure necessarie per proteggere i bambini dai pericoli e porre il loro benessere in cima a tutto.
  Il Vaticano ha ratificato la Convenzione nel 1990. Accusato per anni di aver coperto lo scandalo, il Vaticano nel 2011, scosso dall'entita' del fenomeno, ha ordinato a tutti i vescovi di denunciare alla giustizia ordinaria del proprio Paese i membri del clero accusati di pedofilia e papa Benedetto XVI prima e poi papa Francesco hanno promesso una nuova linea.
  Il Comitato non ha poteri giuridici per punire i colpevoli e imporre riforme, ma una sanzione sarebbe un brutto colpo per la Chiesa che sta cercando di darsi una nuova immagine. (AGI) .
http://www.agi.it/cronaca/notizie/201401160839-cro-rt10026-preti_pedofili_vaticano_davanti_all_onu_per_abusi_sui_minori?utm_source=facebook.com&utm_medium=Agi&utm_campaign=standard16012014

Il Papa nomina la commissione di vigilanza Ior Via Bertone e Calcagno, confermato solo Tauran

Rinnovo per i prossimi cinque anni. Tra i nuovi nominati il Segretario di Stato Pietro Parolin

Papa Francesco (LaPresse)

ROMA - Il Papa ha rinnovato «per il prossimo quinquennio» la commissione cardinalizia di vigilanza sullo Ior, da oggi composta dall’arcivescovo di Vienna Christoph Schonborn , l’arcivescovo di Toronto Thomas Collins, il cardinale Santos Abril y Castello (arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore )e il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, che riceverà la berretta cardinalizia il prossimo 22 febbraio. Papa Francesco confermato nell’organismo il cardinale Jean Luis Tauran ( che fa parte anche della Commissione referente sulla cosiddetta banca vaticana). Escono dalla Commissione, il cardinale Tarcisio Bertone (ex segretario di Stato), il cardinale Domenico Calcagno (presidente dell’Apsa, dove lavorava monsignor Nunzio Scarano, arrestato a giugno), i cardinali Odilo Pedro Scherer, brasiliano, arcivescovo di San Paolo; Telesphore Placidus Toppo, indiano, arcivescovo di Ranchi;. E questo nonostante l’intera Commissione fosse stata rinnovata per cinque anni il 18 febbraio del 2013, dopo le dimissioni di Benedetto XVI .
Continua ...
http://www.corriere.it/politica/14_gennaio_15/papa-nomina-commissione-vigilanza-ior-via-bertone-calcagno-confermato-solo-tauran-5eb8b2e2-7ddc-11e3-80bb-80317d13811d.shtml

Indagato il pm dell'inchiesta Mps, l'accusa: "Spiegava al telefono come difendere il Pd"

Nelle conversazioni telefoniche con un avvocato, i consigli sulla strategia difensiva del Pd

Mps, indagato il pm: al telefono spiegava ai legali
come difendere
al meglio il Pd
La rivelazione via telefono di particolari riguardanti, non solo le sentenze ancora da motivare, ma addirittura i contenuti delle inchieste giudiziarie in pieno svolgimento, sembra un vizio collaudato fra le toghe. Le quali, a differenza di Silvio Berlusconi, alla fine la fanno sempre franca.  Sembrano lontani i tempi in cui l’ex Presidente del consiglio veniva messo sotto inchiesta, processato e condannato per rivelazione del segreto d’ufficio, per avere favorito la pubblicazione su il Giornale della famosa intercettazione («Abbiamo una banca!») tra l’ex capo dei Ds Piero Fassino e  Giovanni Consorte. Erano i tempi della scalata del gruppo assicurativo bolognese Unipol a Bnl. Silvio, con questa storia, ha collezionato una condanna che il prossimo settembre cadrà nell’oblio della prescrizione. Il giudice Antonio Esposito, che invece ha anticipato in un’intervista le motivazioni della sentenza di condanna da lui stesso pronunciata a carico del Cavaliere, rischia (forse) un procedimento disciplinare. 
E poco importa se nel rivelare che Silvio Berlusconi fosse (secondo la Cassazione) al corrente della frode fiscale a lui contestata, rischi inevitabilmente di condizionare il relatore Amedeo Franco che ora dovrà scrivere quelle stesse motivazioni. Ai giudici sembra tutto concesso. Basta guardare quanto accaduto a Viterbo, dove  Aldo Natalini, pm nella famosa inchiesta senese sul Monte dei Paschi di Siena, si sente in diritto di rivelare al telefono a un amico dettagli dell’indagine. Questo amico del pm inquirente si chiama Samuele De Santis, soggetto finito sotto accusa per una storia di estorsione a imprenditori invischiati in una vicenda di appalti e tangenti. Samuele De Santis viene addirittura arrestato per falso ed estorsione. Ma tra febbraio e marzo 2013 raccoglie al telefono le rivelazioni dell’amico e compagno di studi Aldo Natalini, pm dell’inchiesta sulla banca. Il magistrato di Viterbo, Massimiliano Siddi, che indaga sull’avvocato per l’estorsione, intercetta le conversazioni e iscrive nel registro degli indagati il collega togato. 
Rivelazione del segreto istruttorio, l’accusa. Stando al Giornale d’Italia che ieri ha dato notizia dell’inchiesta, il pm Natalini si sarebbe consultato apertamente con l’amico avvocato sulle strategie legali che si potrebbero intraprendere nel caso nell’inchiesta su Mps venissero coinvolti «anche i vertici del Partito Democratico». 
Continua ...

mercoledì 15 gennaio 2014

Consiglio


Legge elettorale, incontro segreto di Renzi con Verdini: "Dovete dirmi se reggete un patto"

I dubbi di Napolitano sul rimpasto e sul Letta bis. Forse sabato prossimo a Roma il faccia a faccia tra il segretario pd e Berlusconi.  Il sindaco di Firenze teme il ricompattarsi di un fronte trasversale proporzionalista

Legge elettorale, incontro segreto di Renzi con Verdini: "Dovete dirmi se reggete un patto"
ROMA - I giochi sono finiti, adesso si fa sul serio, e Matteo Renzi mette la freccia per sorpassare. La Corte costituzionale ha parlato, lunedì alla Camera inizierà la discussione sulla legge elettorale ed è tempo di stringere. Così, dopo una settimana di attesa inconcludente, il segretario del Pd ha deciso che fosse arrivato il momento di capire qual è la risposta forzista alle sue tre proposte. Per questo, in gran segreto, ieri pomeriggio ha deciso di incontrare a quattr'occhi il plenipotenziario del Cavaliere, Denis Verdini. 

Un faccia a faccia organizzato lontano da occhi indiscreti. I due parlano a lungo del modello spagnolo che in fondo piacerebbe a entrambi. Ma ci sono tante incognite ancora. E il nodo preliminare è politico: il leader Pd vuole garanzie. Non si fida del Cavaliere. "Leggo del vostro partito in rivolta, quelli che attaccano Berlusconi per la scelta di Toti, Fitto che minaccia, cosa sta accadendo?" chiede incuriosito. "Ma nulla, problemi interni, che il presidente risolverà a breve", taglia corto Verdini. Renzi lo incalza: "Sicuro? E se io poi chiudo l'accordo con lui e questi qui non lo seguono? Non voglio scherzi". L'ex coordinatore forzista tampona: "Tutto è in via di soluzione, noi abbiamo una sola parola, quella di Berlusconi, te lo garantisco". E il sindaco di Firenze: "Le garanzie le voglio da lui, voglio parlare con lui". 

http://www.repubblica.it/politica/2014/01/15/news/legge_elettorale_incontro_segreto_di_renzi_con_verdini_dovete_dirmi_se_reggete_un_patto-75969785/

Profumo: "Se salta l'operazione non rischia solo il Monte ma tutto il sistema bancario"

Il presidente di Mps: abbiamo le energie e le strategie per rilanciarlo in modo definitivo


"Abbiamo chiuso un capitolo. Ora si volta pagina. Dobbiamo mettere in sicurezza il Monte, e rilanciarlo in modo definitivo. Abbiamo le energie e le strategie per farlo. Pancia a terra per l'aumento di capitale. Perché se salta l'aumento, non rischia solo il Monte, ma l'intero sistema bancario italiano". Appena rientrato nel suo ufficio di Rocca Salimbeni, Alessandro Profumo commenta così l'esito del cda, che ha preso atto del rinvio della ricapitalizzazione. Un esito sofferto, preceduto da veleni e voci su una possibile uscita di scena dello stesso Profumo e dell'ad Fabrizio Viola.

Presidente, perché alla fine ci avete ripensato? Cosa vi ha convinto a restare, pur avendo perso la vostra partita?
"Ecco, ci tengo subito a dire che Viola ed io non abbiamo giocato o perso nessuna "partita". Ho deciso di restare, e lui con me, per una ragione molto semplice: se ce ne fossimo andati, il traguardo della ricapitalizzazione e quindi del pieno rilancio della banca, che oggi resta molto difficile, sarebbe diventato impossibile".

Non sia immodesto: mi sta dicendo che senza di lei e Viola l'aumento a maggio non si farebbe e il Monte salterebbe per aria? 
"Non è questione di immodestia. È la realtà dei fatti. Viola ed io conosciamo bene le difficoltà che ci aspettano. Abbiamo deciso di affrontarle perché l'alternativa, e mi deve credere perché ho fatto alcune personali verifiche "sul campo", sarebbe stata molto

Come va in Italia?

Gli italiani non credono più a Tg e Talk show e preferiscono la Rete per informarsi



http://sapereeundovere.itL’informazione in Rete viene considerata più libera ed indipendente; per questo gli intervistati preferiscono informarsi su Internet, anche se continuano a guardare la Tv, ma con minor interesse e con poca credibilità.
 Gli italiani, per informarsi, continuano, in larga maggioranza a seguire la televisione, anche se hanno sempre meno fiduciain quello che viene detto. Proprio per questo motivo è l‘informazione in Rete che sta crescendo a dismisura, perché considerato il canale più libero e indipendente che permette di informarsi navigando tra diversi media. 
Questo è il risultato emerso della VII Indagine di Demos-Coop su “Gli italiani e l’informazione”. Otto persone su dieci, infatti, affermano di informarsi quotidianamente in televisione, il 47% su Internet.
Rispetto solamente a sei anni fa chi utilizzava Internet era il 25%, mentre la televisione era seguita da un 7% in più rispetto ai dati di quest’anno, con una riduzione significativa dei giornali. Oggi, sostanzialmente sullo stesso livello di un anno fa (25%), ma in calo di 5 punti rispetto al 2007.
Due navigatori di Internet su tre (e quasi metà sulla popolazione intervistata) affermano, infatti, di leggere regolarmente i quotidiani online.
La popolazione italiana, dunque, si serve sempre più e sempre più spesso della Rete, come fonte di informazione diretta, ma anche per accedere ad altri media, in particolare i giornali.
La Tv rimane comunque il riferimento più frequentato, anche se gode di un grado di fiducia assai limitato; solo due persone su dieci  la considerano un medium davvero indipendente e libero. Per non parlare del fatto che molti programmi di informazione televisiva sono in calo di credibilità.
La stessa tendenza coinvolge i programmi diapprofondimento e i talk legati all’attualità politica e sociale. Molti, fra i più conosciuti e considerati, fino ad oggi, subiscono unbrusco calo di fiducia. Ballarò, Servizio Pubblico, Otto e mezzo, In mezz’ora: perdono tutti intorno ai 4-5 punti, nella valutazione degli italiani (intervistati).
Solo Report e Piazza Pulita fanno registrare una crescita di consensi significativa.
Perfino i talk satirici suscitano minore confidenza. Il grado di fiducia verso Striscia la Notizia, in particolare, nell’ultimo anno, è sceso di 5 punti.

La sentenza di condanna di Giuseppe Ayala (diffamò Salvatore Borsellino)

Di seguito pubblichiamo il testo della sentenza di condanna (allegata in fondo a questo post nel PDF originale e in formato Word) contro Giuseppe Ayala per il reato di diffamazione nei confronti di Salvatore Borsellino.

REPUBBLICA ITALIANA


IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Tribunale Ordinario di Milano

In composizione monocratica
SEZIONE 2° PENALE
composto dal Sig. Magistrato
DOTT. Lucio Nardi  Giudice
ha pronunciato la seguente

SENTENZA
nella causa penale contro Ayala Giuseppe nato a Caltanissetta il 18/05/1945 elettivamente domiciliato presso lo studio dell'avvocato Madia Titta sito in Roma via dei Colli della Farnesina n.144. Libero contumace
difeso di fiducia dall'avvocato Madia Titta con studio in Roma alla via dei Colli della Farnesina n.144 e dall'avvocato Palazzo Fabio Marzio con studio in Corso Venezia n.61

IMPUTATO
del delitto previsto e punito dall'art.595 commi 10,20 e 3° comma c.p., per avere leso la reputazione di BORSELLINO SALVATORE rendendo una video-intervista a Giulia Sarti del "Movimento 5 Stelle", in occasione di uno spettacolo teatrale tratto da un libro scritto dallo stesso Giuseppe Ayala, nel corso della quale, riferendosi a Borsellino Salvatore, affermava che trattavasi "palesemente di un caso umano" e che le domande pubblicamente rivoltegli dallo stesso con riferimento alla strage di via D'Ameno, e segnatamente concernenti un incontro al Viminale che Paolo Borsellino avrebbe avuto con l'allora Ministro dell'interno e con riguardo alla c.d, "sparizione della agenda rossa",supporto cartaceo sul quale Paolo Borsellino annotava gli avvenimenti di maggiore importanza, in particolare dopo la strage di Capaci,erano "farneticazioni di una persona che non stava bene" ovvero che Salvatore Borsellino sarebbe affetto da "problemi di sanità mentale" e che" quelle di Salvatore Borsellino non sono domande…. sono farneticazioni....me ne assumo la responsabilità.....di una persona che non sta probabilmente bene...e non sono il solo che lo dice... 'aggiungendo poi che " anche Abele aveva un fratello", accostando in tal modo la persona di Salvatore Borsellino a quella di "Caino"
In Arese,4 novembre 2010
Parte civile: Borsellino Paolo rapp.to e difeso dall'avvocato Repici Fabio con i studio in Messina in piazza Basicò is.321 n.2

Conclusioni del Pubblico Ministero: assoluzione per non aver commesso il fatto dovendosi applicare l'art. 599 cp.
Conclusioni della parte civile: come da comparsa conclusionale e nota spese. 
Conclusioni della difesa: si associa alle conclusioni del PM.

MOTIVI DELLA DECISIONE
Con decreto di citazione diretta del PM in data 21 novembre 2011 Ayala Giuseppe, meglio generalizzato nell'intestazione, veniva citato in giudizio per rispondere del reato di diffamazione aggravata per aver offeso la reputazione di Borsellino Salvatore rendendo una video-intervista a Giulia Sarti del "Movimento 5 Stelle" durante la quale avrebbe pronunciato le frasi meglio specificate nel capo di imputazione. La persona offesa si costituiva parte civile chiedendo il risarcimento dei danni subiti. La difesa dell'imputato, munita di procura speciale, chiedeva procedersi con le forme del rito abbreviato. Veniva ammesso il rito e prodotto il fascicolo del PM. All'esito del giudizio, svoltosi nella contumacia dell'imputato, il Tribunale, sulle conclusioni delle parti, pronunciava sentenza dandone lettura del dispositivo all'udienza del 18 ottobre 2013.
Le circostanze che risultano dagli atti consentono di giungere con certezza ad affermare la penale responsabilità dell'imputato per il reato in questa sede a lui contestato, non residuando alcun dubbio né sulla sussistenza dell'elemento oggettivo del reato, né sulla piena consapevolezza e volontà della condotta, intenzionalmente posta in essere.
Continua ...
http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=7668%3Ala-sentenza-di-condanna-di-giuseppe-ayala&catid=42%3Adocumenti

Inchiesta Fonsai, anche Alfano fra i contatti di Ligresti

I contatti di Ligresti con il mondo della politica non finiscono mai. Il patron di Fonsai, sotto inchiesta a Torino (falso in bilancio e aggiotaggio) e Milano (ancora aggiotaggio), dopo aver indirettamente messo nei guai il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri (la scarcerazione della figlia Giulia, indagata con lui nel capoluogo piemontese), potrebbe coinvolgere anche un altro discusso ministro dell'esecutivo Letta, Angelino Alfano.

Una telefonata fra il vicepremier, già nel mirino della critica per il caso Shalabayeva (recentemente riaperto dalle dichiarazioni del suo ex capo di gabinetto) e Ligresti è stata depositata agli atti di chiusura delle indagini dell'inchiesta Premafin condotta a Milano. Gli inquirenti indagano l'imprenditore e altre due persone sui trust off-shore in cui sarebbe confluito il 20% di Premafin. 
Secondo quanto riporta la Reuters, "nella telefonata da due minuti e mezzo - che risale al 28 maggio 2011 (Alfano era ancora ministro della Giustizia, ndr), quando ancora non si sapeva dell'inchiesta a carico di Ligresti - i due si accordano per vedersi a cena all'Hotel Villa Pamphili nella capitale e parlare di una casa che il costruttore dovrebbe dare in affitto a Roma a un collaboratore dell'allora Guardasigilli". Che la telefonata abbia un peso nell'ipotesi investigativa lo dimostra la scelta della Procura di depositarla agli atti al momento della chiusura delle indagini.
Durante il caso Cancellieri Alfano fu uno dei più convinti sostenitori dell'attuale ministro della Giustizia, gettando acqua sul fuoco e parlando di "vicenda strumentalizzata". Un po' come accade in questi giorni per il caso De Girolamo. "Ho espresso solidarietà - dichiarò Alfano - al ministro della Giustizia Cancellieri per una vicenda strumentalizzata ad arte, che ha mostrato invece la sua grande sensibilità e la sua attenzione per le condizioni di salute in cui versava Giulia Ligresti".  
Nella stessa inchiesta milanese era venuto fuori l'interessamento di Ligresti (lo racconta lo stesso imprenditore) per la Cancellieri: sarebbe intervenuto presso Silvio Berlusconi affinchè la Cancellieri (all'epoca prefetto di Parma) conservasse il posto e non venisse destinata ad altre sedi una volta scaduto l'incarico.  L'intreccio con la politica viene fuori anche con la famiglia di Ignazio La Russa. La moglie fu socia di Salvatore, il figlio Geronimo, il fratello Vincenzo e lo stesso ex ministro della Difesa avrebbero percepito circa un milione di euro da Fonsai tramite parcelle professionali (La Russa ha uno studio legale). 

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Movimento di Liberazione della Donna

"NON AVREMO PIÙ LO SCHUMACHER DI UNA VOLTA"


Il dottor Nicola Acciari , specialista neuro-Chirurgo dell'Ospedale Bellaria di Bologna, E Stato intervistato Dalla redazione di Omnicorse.it e queste Sono stato citare le parole circa la situazione Che riguarda Schumacher: Lo Stato di coma farmacologico servire una tariffa in Modo Che il Grado di ossigenazione cerebrale SIA Migliore, also Grazie ad un'ipotermia indotta, Che riduce le Richieste metaboliche del Cervello Stesso. Dai Pochi bollettini medici emessi, riguardo alle conseguenze del trauma cranico grave e sembra Che Schumacher abbia subìto lacerazioni cerebrali multiple e SIA Stato operato, inizialmente a Destra, per ONU ematoma sottodurale acuto. Il Secondo Intervento, invece, sarebbe stato I Necessario per "diminuire" la Pressione endocranica . " Il sito Automobilismo.it ha invece intervistato il dott. Stefano Signoretti, Coordinatore section Neurotraumatologia Cranica per la Società Italiana di Neurochirurgia (S.Camillo Forlanini, Roma), il Quale ha dichiarato: " Il Rischio E ANCHE UNO Stato vegetativo permanente ": Alla domanda" Non avremo Più il Michael Di Una Volta? ", Signoretti ha Riposto" Io Penso di no ".

Prendi nota!

Scie chimiche

Roma, Marino nomina nuovo ad dell’Ama. Ma è indagato per traffico di rifiuti

Ivan Strozzi è diventato amministratore unico, presidente e amministratore delegato della municipalizzata capitolina. Ma su di lui c'è un'indagine in corso da parte della Procura di Patti (Me). Lui si difende: "Agito con massima correttezza. Sono a disposizione dei pm"

Roma, Marino nomina nuovo ad dell’Ama. Ma è indagato per traffico di rifiuti
Per risollevare un’azienda indebitata fino all’orlo, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha nominato un manager di esperienza, ma indagato. Per l’Ama, la municipalizzata capitolina che si occupa di rifiuti, con oltre 7 mila dipendenti, il primo cittadino ha scelto, nei giorni scorsi, Ivan Strozzi, con il ruolo di amministratore unico, presidente e amministratore delegato insieme. Strozzi non dovrà solo rilanciare l’azienda, puntando su moralità e trasparenza, ma anche rispondere alle accuse dellaProcura di Patti in provincia di Messina.
“Abbiamo scelto una figura di rifermento in Italia come Ivan Strozzi” spiegava Marino qualche giorno fa. Il nuovo manager di Ama è, però, indagato per traffico illecito di rifiuti, inadempimento di contratti in pubbliche forniture e frode in pubbliche forniture, nella qualità di (ex) amministratore delegato di Enia, l’azienda multiservizi che operava a Parma, Reggio Emilia e Piacenza, oggi Iren. L’avviso di conclusioni indagini, che ilfattoquotidiano.it ha letto, è stato notificato agli indagati lo scorso ottobre, firmato dal procuratore capo Rosa Raffa. L’indagine coinvolge 18 persone tra manager e amministratori, i reati sono a rischio prescrizione. I fatti riguardano l’attività svolta dall’Enia a Messina e il contratto stipulato nel 2005 con l’Ato Me 1.
Il piano regionale dei rifiuti della Sicilia ha previsto, ad inizio 2000, la nascita degli ato, ambiti territoriali ottimali, che si sono rivelati un fallimento in termini di risultati, differenziata e impianti zero, con un salasso economico per la collettività. Nel 2002 a Messina viene costituito l’Ato Me 1 Spa, composto dalla provincia di Messina e 33 comuni. Nel 2004 viene bandita la gara per il servizio di raccolta dei rifiuti per 7 anni. A vincerla per un importo intorno ai 110 milioni di euro è un raggruppamento temporaneo di imprese, con capogruppo una società bolognese e tra le mandanti anche l’allora Agac di Reggio, poi Enia (ora Iren, ndr). Il raggruppamento si riunisce in una società consortile, la Nebrodi Ambiente, con lo scopo di gestire l’appalto vinto.
Legambiente, che all’argomento dedica un puntuale dossier, lo definisce un gioco di scatole cinesi. Secondo la Procura la gestione e l’esecuzione di quell’appalto ha comportato la commissione di diversi reati. Il primo è quello di traffico illecito di rifiuti che coinvolge i vertici dell’Ato e delle società vincitrici, tra questi anche Ivan Strozzi come amministratore delegato di Enia Spa. Secondo l’accusa il servizio di raccolta è stato effettuato prima dalla società consortile Nebrodi e successivamente da altre sigle, tutte sprovviste dei requisiti tecnici e legali di legge, usando mezzi di altre società, in violazione del dispositivo autorizzativo, “non avviando – si legge nel capo di imputazione – le operazioni di recupero dei rifiuti speciali che venivano conferiti presso centri comunali di raccolta privi delle autorizzazioni, conferendo presso le isole ecologiche rifiuti speciali pericolosi”.
Continua ...