venerdì 25 febbraio 2011

All’ospedale di Monza c’è il racket all’obitorio

Tutto il mondo è paese. Al San Gerardo chiedono soldi per lasciare un fiore al defunto. Ma anche per poterlo vestire prima dell’estremo saluto.

All’Ospedale san Gerardo di Monza viene richiesto ai fioristi un ticket di ingresso per portare i fiori ai poveri ospiti della camera mortuaria. Come se fosse del tutto normale e non un modo impietoso per speculare sulla morte. A denunciare questa pratica è Frediano Manzi, presidente dell’associazione Sos Racket e Usura. E fornisce anche le prove. Infatti il 16 febbraio ha girato un video, che poi ha messo suYoutube (dal dove poi è stato tolto), dove si vedono un operatore sanitario della camera mortuaria chiedere di “lasciare un caffè pagato” a Manzi, fintosi un fattorino, chiedeva di lasciare dei fiori a un defunto. Manzi porge 20 euro, che vengono prontamente intascati.

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Per le quote latte il governo toglie fondi ai malati di cancro. Di nuovo

La lotta cara alla Lega vede ridurre gli stanziamenti per la ricerca oncologica. E dire che avevano promesso di ripristinare tutto.

Meglio gli allevatori del Veneto che i malati di cancro. Questa la filosofia della norma, stavolta interamente sulle spalle del governo di Silvio Berlusconi, che vede gli stanziamenti per la ricerca oncologica ridursi a favore delle quote latte, o meglio, delle multe che l’Italia deve all’Europa perchè i mandriani del Nord si sono rifiutati di stare nelle regole.

MUCCHE E CANCRO – Hanno “splafonato”, come si dice, ovvero sono andati fuori standard e Bruxelles pretende sostanziose sanzioni a carico dello Stato. Si ricordano trattori in mezzo alle strade a bloccare il traffico per protesta, e si hanno notizie, di nuovo – e vedremo perchè fra un minuto – di questa curiosa disposizione: fra i tanti capitoli di spesa che si potevano aggredire per coprire quest’uscita, si vanno a toccare proprio i più delicati, come gli stanziamenti per la ricerca oncologica.

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Dopo la denuncia di Bucchino la Procura di Roma apre un fascicolo

Il deputato del Pd sostiene di aver ricevuto un'offerta di 150 mila euro e la promessa di rielezione

Gino Bucchino (Graffiti Press)
Gino Bucchino (Graffiti Press)
MILANO - La procura di Roma ha aperto una inchiesta, rubricata come «atti relativi» in relazione alla denuncia di compravendita fatta dal deputato del Pd, Gino Bucchino, chegiovedì ha sostenuto di aver ricevuto una offerta in denaro più la promessa di rielezione nella prossima legislatura se fosse passato al gruppo dei Responsabili, legato alla maggioranza. Il fascicolo, per ora «senza iscrizioni di indagati o ipotesi di reato», è separato da quello che il procuratore Giovanni Ferrara e l'aggiunto Alberto Caperna aveva aperto lo scorso dicembre a seguito dell'esposto presentato dal senatore Antonio Di Pietro quando Antonio Razzi e Domenico Scilipoti lasciarono l'Idv. Al momento, il fascicolo su Bucchino contiene soltanto ritagli di stampa. Chi indaga, però, non esclude che possa confluire nel procedimento avviato grazie all'ex pm di Mani Pulite che in queste ore, dopo il caso Bucchino, ha presentato una ulteriore denuncia a piazzale Clodio. I magistrati stanno anche valutando se convocare in tempi brevi il deputato del Pd.
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Bufera sanità, gip archivia il caso Vendola «Non è stato commesso nessun reato»

Il governatore era stato indagato per concussione
Il senatore Tedesco:«Mi autosospendo dal partito»

Gli uffici giudiziari di Bari

Gli uffici giudiziari di Bari

BARI - Archiviato il caso Vendola. Dopo nove mesi il gip Sergio Di Paola questa mattina ha condiviso la tesi della procura che nell'aprile del 2010 aveva chiesto l'archiviazione della posizione del governatore della Puglia. Si tratta solo di un filone della maxi-inchiesta sulla gestione della sanità in Puglia che ieri ha portato ai nuovi arresti.

LA PROCURA - Vendola era indagato, assieme ad altre dieci persone, per presunte pressioni politiche, nel 2008, nei confronti dei direttori generali di alcune Asl pugliesi per indurli a nominare direttori amministrativi e sanitari graditi al governo regionale. La richiesta di archiviazione era stata depositata presso l’ufficio gip nel marzo 2010 ed era firmata dai tre pubblici ministeri titolari del fascicolo - Francesco Bretone, Marcello Quercia e Desirè Digeronimo - che hanno condiviso che nell’indagine nei confronti del presidente Vendola e di alcune persone indagate non vi fossero elementi per sostenere l’accusa in dibattimento. Nella richiesta di archiviazione, oltre al nome di Vendola, compaiono quelli di altre 10 persone, tra cui l’allora assessore ai trasporti Mario Loizzo, l’ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco, ora senatore del Pd, e l’ex dg della Asl Bari Lea Cosentino. Nei confronti degli undici indagati i carabinieri avevano ipotizzato numerosi episodi di concussione (anche tentata) per aver «imposto nel maggio 2008 ai direttori generali delle Asl e di differenti presidi ospedalieri pugliesi le nomine dei direttori amministrativi e sanitari, nonchè di primari di strutture operative complesse al fine di rafforzare la presenza della propria coalizione politica nelle istituzioni locali».

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L'Europa: ''Sanzioni alla Libia''. Riunione di emergenza all'Onu e alla Nato

Berlino, 25 feb. (Adnkronos/Ign) - I Paesi dell'Unione Europea hanno raggiunto un accordo sulle sanzioni da imporre contro la Libia. Lo hanno riferito fonti del ministero degli Esteri tedesco, precisando che la decisione formale sarà presa all'inizio della prossima settimana a Bruxelles. D'accordo anche l'Italia. "Chi ha compiutoquesti atti così orribili non può essere evidentemente in nessun modo sostenuto dalla comunità internazionale e quindi neanche dall'Italia, ovviamente" ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, sottolineando che "l'Italia condivide l'opzione della adozione di sanzioni personali e patrimoniali mirate che dovessero essere proposte a livello europeo. Inoltre riteniamo che il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite debba chiedere alle autorità libiche e consentire l'immediato invio di una missione Onu di monitoraggio della situazione sul terreno, che possa altresì avviare un'inchiesta sotto l'egida delle Nazioni Uniti sulle gravi violenze in territorio libico".

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunirà di nuovo oggi per una sessione d'emergenza sulla crisi libica. Lo ha confermato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, a Godollo, località vicino a Budapest, per una riunione congiunta dei ministri della Difesa della Ue. Parigi e Londra hanno sottoposto al Consiglio di sicurezza Onu una bozza di risoluzione nei confronti della Libia che prevede "l'embargo totale sulle armi", "delle sanzioni" e l'apertura di una inchiesta alla Corte penale internazionale per "crimini contro l'umanità", secondo quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Michele Alliot-Marie su 'France Info'.

Rasmussen ha poi annunciato che oggi pomeriggio si terrà anche una riunione di emergenza della Nato a Bruxelles. "Chiaramente la priorità deve essere data all'evacuazione e, possibilmente, anche all'assistenza umanitaria", ha spiegato il segretario generale della Nato.
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Spari sulla folla a Tripoli: vittime Gli insorti controllano l'aeroporto

Tripoli, 25 feb. (Adnkronos/Aki/Ign) - L'aeroporto internazionale di Maatiqa, a Tripoli, e' caduto nelle mani dei manifestanti. Secondo la tv araba 'al-Jazeera' i militari che sono presenti al suo interno hanno aderito alla rivolta contro Muammar Gheddafi. Le forze di sicurezza fedeli a Gheddafi hanno sparato sui manifestanti in diverse zone di Tripoli. Secondo la tv 'al-Arabiya', gli scontri più violenti sono nel quartiere di Zanjur, ma anche nella zona di Suq al-Jumua la polizia avrebbe fatto fuoco contro i dimostranti.Il bilancio al momento è di cinque morti. La tv di stato ha negato invece che ci siano stati morti durante gli scontri nella capitale. "Fonti mediche di Tripoli - si legge in un messaggio apparso sullo schermo - negano in modo netto quanto sostengono alcune tv satellitari arabe ostili al popolo libico, che parlano della morte di tre persone a Tripoli".

Nella capitale la tensione è altissima. Diverse migliaia di persone che protestavano contro il governo nel quartiere di Tajura, a Tripoli, si stanno dirigendo in questi minuti verso il centro della citta', ed in particolare in piazza Verde, dove e' in corso una manifestazione dei sostenitori del regime. Secondo un testimone, contattato dalla tv araba 'al-Jazeera', gli agenti della polizia libica di Tajura sono passati dalla parte dei manifestanti.
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In Libia i ribelli puntano su Tripoli E l'Europa toglie il visto a Gheddafi

Telefonata Obama-Berlusconi. Francia e Gran Bretagna all'Onu:"Serve embargo totale sulle armi".

ROMA
Assediato a Tripoli, probabilmente in un bunker sotterraneo. E' questa la situazione di Muhammar Gheddafi. Le forze di opposizione già si "autogovernano" in Cirenaica e conquistano posizioni da est a ovest, scontrandosi con le milizie e i mercenari fedeli alla "Guida della rivoluzione".
Misurata resta in mano ai ribelli
Le milizie anti-governative hanno preso il controllo della città costiera Misurata, situata a meno di 200 km da Tripoli, dopo aver respinto una «violenta» controffensiva. Le informazioni sulla situazione della città sono state a lungo confuse. Gli oppositori di Gheddafi avevano annunciato mercoledì di aver preso la città; i residenti hanno detto che mercenari e soldati lealisti hanno lanciato una controffensiva, giovedì, ma che è stata respinta.
Riunione straordinaria dell'Onu
Oggi, intanto, il Consiglio dei diritti dell'uomo dell'Onu si riunisce in seduta straordinaria per discutere della situazione in Libia: durante i lavori potrebbe essere adottata una risoluzione per la sospensione del paese dall'organizzazione e per l'apertura di un'indagine indipendente sulle violazioni commesse in occasione della repressione. Questa riunione speciale dei 47 membri dell'organismo, che ha sede a Ginevra, è stata convocata su richiesta dell'Unione europea. Lunedì dovrebbe arrivare a Ginevra anche il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che parteciperà a una riunione dell'organizzazione a livello di ministri. Il documento che dovrebbe essere adottato oggi dal Consiglio dei diritti dell'uomo, di cui l'Afp ha ottenuto una copia, denuncia "grandi e sistematiche violazioni dei diritti dell'uomo", tra cui attacchi armati contro civili. La bozza di risoluzione reclama la creazione di una commissione d'inchiesta indipendente condotta dalle Nazioni Unite che dovrà appurare eventuali crimini contro l'umanità. Nel testo, infine, si esortano le autorità libiche a "rispettare la volontà del popolo" così come le sue aspirazioni.
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Iran: Boroujerdi, Senegal ha interrotto legami con Iran sotto pressione Usa

Iran: Boroujerdi, Senegal ha interrotto legami con Iran sotto pressione Usa

TEHERAN – Il Presidente della commissione Sicurezza nazionale ed Esteri del Parlamento iraniano(Majlis), Alaeddin Boroujerdì, ha detto che il Senegal ha sospeso i rapporti con la Repubblica islamica dell'Iran, sotto la pressione degli Stati Uniti d'America. Boroujerdi oggi in un intervista con l’Irna ha affermato che l’America non ha risparmiato nessun impegno per sabotare le relazioni tra la Repubblica islamica dell'Iran ed il Senegal. A seguito di sviluppi politici e sociali nelle regioni del Nord Africa e del Medio Oriente, "ci sarà un cambiamento di politica da parte degli Stati Uniti in molti paesi," ha aggiunto. Secondo Boroujerdi, in un futuro prossimo l’America diventerà un Paese più debole. Anche il ministero degli Esteri in un comunicato ha definito irragionevole la decisione di Dakar di sospendere i rapporti diplomatici con Teheran. È degno di nota che il governo senegalese, accusando l'Iran di un presunto invio di un carico di armi per i rivoltosi nel Sud del Senegal, ha sospeso i suoi rapporti diplomatici con la Repubblica islamica.

Libia/ Russia accusa: Nato vuole espandersi in Africa

Rogozin: no a tentativi di entrare nelle vicende libiche.

Mosca, 25 feb. (TMNews) - La Nato ha deciso di "cercare di espandere le sue attività nei Paesi nordafricani". Lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia presso l'Alleanza atlantica, Dmitri Rogozin, commentando la riunione d'emergenza convocata oggi dalla Nato sulla crisi in Libia. Lo riporta l'agenzia Interfax.
"Non penso che questa decisione piacerà a tutti - ha continuato - sono pochi quelli che possono gradire il tentativo di entrare negli sviluppi delle vicende libiche". In questo momento, ha spiegato Rogozin, le decisioni di Mosca mireranno solo a "calmare la situazione" e a "proteggere i turisti russi nella zona del conflitto".

Figlio di Gheddafi va coi ribelli. Ue pronta a varo no fly zone

Roma, 25 feb. (TMNews) - Il colonnello Gheddafi può contare ormai sui fedelissimi e sui mercenari se venissero confermate le notizie che almeno due dei suoi sette figli gli hanno voltato in qualche modo le spalle. Uno passando con i rivoltosi, quelli che in queste ore stanno raggiungendo Tripoli per un'offensiva contro il regime, e l'altro riparando in Venezuela, sull'isola di Margarita. Secondo il quotidiano El Universal, anche una delle mogli di Gheddafi e quattro delle sue figlie si trovano sulla stessa isola.
Intanto i paesi dell'Unione europea sono pronti a imporre un'eventuale zona di esclusione aerea (no fly zone) in Libia per impedire agli aerei dell'aviazione militare libica di mettersi in volo. Lo ha detto una fonte diplomatica precisando che si attende il semaforo verde della Ue.
Il numero delle vittime, che secondo varie fonti sarebbero diverse migliaia, continua a salire. Almeno 23 persone sono morte e altre 44 sono rimaste ferite nell'attacco lanciato dalle forze di sicurezza libiche ad al Zawiyah.
E ieri il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha telefonato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per discutere della situazione e trovare una strada di "lavoro comune". Intanto L'Unione europea ha fatto sapere che adotterà delle "misure restrittive" per fermare le violenze.
Continua poi il rimpatrio degli stranieri ancora presenti nel Paese. Secondo la Farnesina sono 1.100 gli italiani già rientrati con voli operati in collaborazione tra Alitalia e il ministero della Difesa. Ancora 400 i connazionali da rimpatriare.
Kan

l bluff delle aste giudiziarie nelle mani di boss e affaristi

L'avvento dei professionisti nel gioco delle acquisizioni ha moltiplicato i vantaggi per pochi e la scarsa trasparenza in un business da dieci miliardi. E per il cittadino diventa impossibile comprare casa
di ENRICO BELLAVIA

ROMA - Una casa su dieci passa di mano alle aste giudiziarie. Un mercato nel grande mercato immobiliare. E in costante crescita, con il trenta per cento di transazioni in più ogni anno. Centocinquantamila gli immobili ceduti nel 2010. Con previsioni di ulteriore espansione, considerando che le proprietà a rischio di procedura esecutiva sono più del doppio. Dieci miliardi sui 100 della borsa del mattone vengono già spesi così, all'interno di un sistema che, sulla carta, offre mille garanzie di trasparenza ma che gli operatori per primi considerano una prateria per le scorribande di speculatori affaristi e mafie. I vecchi proprietari rientrano con le buone o con le cattive in possesso degli immobili perduti, i nuovi potenziali acquirenti sono indotti a mollare l'affare o a versare sostanziose tangenti per non incontrare ostacoli. Agenzie che operano alla luce del sole e faccendieri che si propongono come consulenti alle aste si infiltrano tra le pieghe delle regole che governano gli incanti, ne pilotano gli esiti e fanno incetta di immobili.
VIDEO Così la mafia ricompra le case confiscate 1
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E il premier chiede la censura del Colle "Napolitano deve fermare Gianfranco"

Il Cavaliere vede "due pesi e due misure". "A noi il Quirinale fa le bucce, a lui niente". Tensione tra il leader Udc e il presidente della Camera sul gruppo del Senato
di FRANCESCO BEI

ROMA - Il Cavaliere è convinto che la misura sia colma. Dopo l'intervista di Gianfranco Fini 1 ad Annozero e a l'Espresso 2, con tutte le pesanti critiche a Berlusconi e alla maggioranza, il premier ha deciso di investire del "problema" la massima autorità di garanzia della Repubblica: Giorgio Napolitano. Per ora l'idea di appellarsi direttamente al Colle resta uno sfogo fatto con i collaboratori. Anzi, secondo il premier, Napolitano avrebbe già dovuto attivarsi per conto suo vista "la gravità assoluta" delle dichiarazioni del leader di Fli. "A noi il Quirinale ci fa le bucce su ogni virgola di ogni provvedimento - si è lasciato andare Berlusconi - mentre se il presidente della Camera dileggia il presidente del Consiglio e se la prende persino con le decisioni della stessa Istituzione che sarebbe chiamato a tutelare, nessuno dice nulla. Due pesi e due misure".
Il premier è pronto a esplodere, ma i suoi consiglieri lo trattengono. C'è anche chi gli fa notare la "convenienza" di mantenere Fini su quella poltrona, potendo additare all'opinione pubblica la "strumentalità" della doppia veste di leader politico e presidente super partes.
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Relazioni pericolose

Gheddafi massacra il suo popolo, Berlusconi tentenna. I legami personali particolarmente calorosi del dittatore con il premier italiano erano considerati un bene prezioso per il Paese. Non si sa se piangere o ridere, ma ci troviamo davanti alla politica estera del bunga bunga

di ALEXANDER STILLE
Mentre scrivo, l'aeronautica e l'esercito della Libia stanno massacrando i manifestanti a Tripoli e il primo ministro Silvio Berlusconi cerca di non "disturbare" troppo il suo amico Gheddafi. Berlusconi e il suo ministro degli Esteri, contraddistinguendosi dai loro colleghi europei, hanno tentennato, esitando a condannare le azioni del dittatore libico, difeso fino a poco tempo fa come importante alleato dell'Italia. I legami personali particolarmente calorosi con il premier italiano erano considerati un bene prezioso per il Paese. Non si sa se piangere o ridere, ma ci troviamo davanti alla politica estera del bunga bunga.
Non è meramente una battuta umoristica; è chiaro che da anni i rapporti più cordiali che Berlusconi è riuscito a instaurare con i leader mondiali hanno sempre privilegiato i peggiori dittatori: Vladimir Putin, Gheddafi. E non sarà un caso che sia ricorso al nome di Mubarak per giustificare il suo intervento per tirar fuori dai guai, e dalle mani della polizia, la ragazza (allora) minorenne Ruby Rubacuori. E infatti il destino giudiziario di Berlusconi è appeso a questo filo molto sottile: sostiene che lui deve essere giudicato non dal tribunale di Milano ma dal tribunale dei ministri proprio perché avrebbe agito in buona fede, seppur a torto, in quanto credeva realmente che Ruby fosse la nipote del raìs egiziano.
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Compravendita in Parlamento Bucchino: "Vado dai magistrati"

"Siamo ai saldi di fine stagione - dice il deputato del Pd che ha denunciato di aver ricevuto un'offerta (150mila euro e la rielezione) in cambio del passaggio con la maggioranza -. Vergognosa è l'immagine del degrado che viene data del Parlamento". La replica ai Reponsabili: "Non chiedo di essere escortato, pardon scortato..."

ROMA - "In effetti siamo ai saldi di fine stagione". Gino Bucchino, il deputato del Pd che ha rivelato di aver ricevuto un'offerta (150mila euro e la certa rielezione) in cambio del salto della staccionata per passare tra i "Responsabili" a sostegno della maggioranza, replica in aula a Luciano Sardelli. Il deputato ha detto di essere pronto, se la magistratura lo riterrà utile, a illustrare la vicenda anche ai magistrati 1.
Bucchino ha replicato 'per fatto personale' a Sardelli intervenuto in aula stamane alla Camera a nome del gruppo dei cosidetti Responsabili. Il tutto durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al milleproroghe. A Sardelli che aveva messo in dubbio la veridicità della versione di Bucchino, definendo la cosa una vergogna, Bucchino ha affermato che "vergognosa è l'immagine del degrado che viene data del Parlamento". Inammissibile, ha aggiunto, è il fatto che il destino di 60 milioni di italiani debba essere determinato da 2 o 3 persone con il loro cambiamento politico. Perchè -ha chiesto il parlamentare democratico - da parte dei Responsabili c'è questo mettere le mani avanti? Questa excusatio non petita?". Quanto al rischio denunciato dai Responsabili che ha portato alla rischiesta di essere 'scortati', Bucchino ha replicato: "Io non sono e non chiedo di essere escortato, pardon scortato...".
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Claps, acquisito dna Restivo

(ANSA) - ROMA - La magistratura di Salerno ha acquisito in Gran Bretagna, tramite rogatoria internazionale, il Dna di Danilo Restivo, sospettato di essere il responsabile dell'omicidio della studentessa potentina Elisa Claps, scomparsa nel 1993 a Potenza ed il cui cadavere e' stato ritrovato quasi un anno fa nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinita' del capoluogo. Lo si e' appreso da fonti vicine all'inchiesta.

Elettrosmog: R.Vaticana responsabile

(ANSA) - ROMA - La IV Sezione penale della Cassazione ha confermato la prescrizione per la condanna a 10 giorni di reclusione nei confronti del cardinale Roberto Tucci in relazione all'elettrosmog prodotto dalle emissioni della Radio Vaticana ai danni degli abitanti di Cesano (Comune alle porte di Roma). A loro favore la Suprema corte ha confermato il diritto al risarcimento dei danni. Sara' la Corte d'Appello di Roma a determinare l'entita' del risarcimento.''E' una grande vittoria''secondo il Codacons.

Libia: ambasciatore libico diserta riunione Consiglio diritti umani Onu

Ginevra, 25 feb. (Adnkronos/Dpa) - La Libia ha disertato la riunione speciale del Consiglio per i diritti umani dell'Onu convocata per discutere la sanguinosa repressione attuata da Tripoli contro l'opposizione. Diplomatici arabi hanno detto che l'ambasciatore libico presso l'Onu a Ginevra e' "molto malato", ma non e' stato inviato neanche un suo vice a rappresentare il paese nordafricano che e' stato eletto, non senza polemiche, tra i 47 paesi membri dell'organismo internazionale. Ieri e' stato chiesto che la Libia venga sospesa dal Consiglio.

Libia: scoperto tesoro Gheddafi a Londra, 20 miliardi di sterline

Londra, 25 feb. - (Adnkronos) - Una squadra speciale del governo britannico ha scoperto il tesoro del regime di Muammar Gheddafi a Londra, una magione da 10 millioni di sterline ed altre proprieta' e beni per un valore pari a 20 miliardi di sterline. Lo rivela oggi il Daily Telepgraph, precisando che i fondi saranno nei prossimi giorni sequestrati dal governo nell'ambito dello sforzo internazionale per fermare la sanguinosa repressione attuata dal regime libico nei confronti dell'opposizione.
"La principale priorita' e' di far uscire tutti i britannici dal paese - ha spiegato una fonte di Whitehall, sede del ministero del Tesoro britannico, giustificando il fatto che si sia deciso di attendere prima di congelare i beni - ma poi saremo pronti a muoverci sui beni di Gheddafi, il lavoro e' in corso e monitorato ai piu' alti livelli".

Libia: stampa Gb, figlio Gheddafi si e' rivolto a Blair per reprimere rivolta

Londra, 25 feb. - (Adnkronos/Aki) - Saifulislam Gheddafi, il delfino del colonnello libico, avrebbe chiesto aiuto all'ex primo ministro britannico Tony Blair per metter fine alla rivolta popolare in corso nel Paese nordafrico. Lo ritiene uno stretto alleato del secondogenito del colonnello libico che al 'Mail' definisce l'esponente britannico come un ''buon amico'' del regime libico e ricorda che ''fino allo scorso anno Tony Blair aveva incontri con il leader''.

Ferrara torna in Rai: ''Mi hanno offerto di rifare Radio Londra e ho detto sì''

Roma, 25 feb. (Adnkronos) - ''Ho avuto l'offerta di rifare la mia vecchia rubrica Radio Londra e l'ho accettata''. Così Giuliano Ferrara conferma il suo ritorno sulle reti Rai con il programma 'Radio Londra', che andrà in onda su Rai1 per pochi minuti tra il Tg1 delle 20 e 'Affari Tuoi'.

A quanto apprende l'Adnkronos, il programma dovrebbe esordire entro marzo.

Libia, 150 italiani bloccati a Misurata

Roma, 25 feb. (Adnkronos) - ''Sono tutte notizie confuse. In queste ore stiamo sperando che la nave italiana possa entrare nel porto di Misurata e salvarli tutti. Ma fino a quando non sentirò la voce di mio marito Giorgio da quella nave, non avrò pace. Solo allora finirà l'incubo''. Lo dice all'ADNKRONOS Mara Foccoli, pensionata di Lumezzane, comune della provincia di Brescia. Suo marito, Giorgio Foccoli, 58 anni, tecnico capocantiere responsabile della squadra Tecnomontaggi di Brescia, dopo la crisi scoppiata nel paese è bloccato insieme ad altri 149 italiani a Misurata, sul golfo della Sirte, terza città della Libia per popolazione dopo Tripoli e Bengasi.
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Libia: Rasmussen, oggi pomeriggio riunione emergenza Nato

Budapest, 25 feb. (Adnkronos/Aki) - Oggi pomeriggio si terra' una riunione di emergenza della Nato a Bruxelles sulla questione Libia. Lo ha annunciato il segretario generale dell'Alleanza Anders Fogh Rasmussen da Budapest, dove si trova per una riunione congiunta con i ministri della difesa Ue. "Ho convocato una riunione di emergenza del Consiglio della Nato questo pomeriggio per consultazioni sulla situazione in continua evoluzione, per questo ritornero' a Bruxelles tra poche ore", ha affermato Rasmussen, "ma prima discutero' con i ministri della difesa Ue su come, in modo pragmatico, possiamo aiutare chi ha bisogno e limitare le conseguenze di questi eventi".

Milleproroghe, alla Camera c'è la fiducia

Roma, 25 feb. - (Adnkronos) - Via libera della Camera alla fiducia sul maxiemendamento al milleproroghe, con 309 voti favorevoli e 287 voti contrari.

Il via libera al provvedimento arriverà nel primo pomeriggio. Se approvato, il provvedimento verrà trasmesso al Senato per il definitivo via libera, atteso per domani, prima della scadenza del decreto il cui termine è fissato per il 27 febbraio.

Il governo ha messo la fiducia sul testo riformulato del decreto dopo i rilievi di costituzionalità sollevati dal presidente della Repubblica.

Alla votazione era presnete anche il premier Berlusconi. Dopo aver votato, èuscito dall'Aula per incontrare alcuni deputati nei corridoi adiacenti. In particolare si è soffermato per alcuni minuti in un fitto colloquio con l'ex Fli, ora tra i Responsabili Maria Grazia Siliquini. Qualche parola il Cavaliere l'ha quindi scambiata con altri parlamentari tra cui Aracu, Perino, Angelucci e Scelli.
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Diritti Tv: premier non sara' in aula lunedi', ma nessun impedimento

Milano, 25 feb. (Adnkronos) - Silvio Berlusconi non si presentera', lunedi' prossimo, alla ripresa del processo milanese sui diritti tv dove risponde, insieme ad altri imputati, di frode fiscale. In ogni caso la difesa del premier non presentera' alcuna richiesta di rinvio per legittimo impedimento. Per lunedi' prossimo, infatti, l'agenda processuale prevede un'udienza senza citazione di testi, dedicata al calendario.