martedì 19 aprile 2011

Dove finiscono i nostri soldi?

Il Guardian fa i conti in tasca all’Italia e analizza come è ripartita la spesa pubblica

L’Inghilterra è il paese del libero mercato, ha dato i natali ad Adam Smith il fautore della “mano invisibile”, la teoria per la quale la spinta egoistica di ognuno e la ricerca dell’interesse dei singoli gioverebbe alla collettività, trasformando i vizi privati in pubbliche virtù.

SPERPERI E SPANDIMENTI – Da sempre, al di là della Manica la popolazione è molto determinata ad evitare sperperi pubblici, a differenza che nel nostro paese. Qualche segnale di miglioramento, per la verità, si vede anche qui anche se è ancora troppo poco. Tra i segnali positivi, fa notare The Guardian, c’e un’iniziativa della Camera dei deputati intitolata “La Politica della trasparenza e dei dati aperti”. Questo progetto invita giornalisti, politici e accademici a partecipare ad un dibattito sulla spesa pubblica cercando di renderla più trasparente ed efficiente. L’iniziativa della Camera è ispirata a “Where does my money go” un ‘idea made in Uk volta a far capire ai cittadini come viene speso il denaro, che tanto duramente versano nelle casse dello stato ogni anno. Nel giornale inglese oggi fa anche bella mostra un grafico interattivo che mostra la nostra spesa pubblica settore per settore.

IL SETTORE – La parte del leone la fa, naturalmente, la spesa per la Previdenza sociale con la stratosferica cifra di 285 miliardi di euro, seguita dalla Sanità con 105 miliardi e dall’Amministrazione Pubblica con 103 miliardi. Proprio l’Amministrazione Pubblica è il tasto dolente perché in un solo anno (2007-2008) fa segnare uno stellare +22,45%, che in valore assoluto corrisponde a quasi 20 miliardi, un risultato molto preoccupante. Il capitolo di spesa(tra quelli più onerosi) che è aumentato di più è, ahimè, la Difesa con addirittura + 30,5%. La mia modesta opinione è che in tempi di crisi sia meglio defalcare anziché aumentare tale settore. L’iniziativa del Parlamento è, secondo me, lodevole; bisogna assolutamente spendere meglio ildenaro pubblico per non fare la fine di Grecia, Irlanda e Portogallo. Tanto più che con la vittoria del partito di ultradestra ed euroscettico in Finlandia, tutto porta a pensare che se anche l’Italia si trovasse in difficoltà, difficilmente riceverebbe l’aiuto europeo. Visto che anche per il Portogallo è in forse poiché il voto per il salvataggio deve essere all’unanimità e la Finlandia non dà garanzie in tal senso.

L. Moratti, io incompatibile con Lassini

(ANSA) - ROMA - 'Mi aspetto dal Pdl che prenda le distanze da Roberto Lassini. Occorre far gesti concreti perche' si abbassino i toni e vengano condannate senza se e senza ma queste iniziative' ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, riferendosi ai manifesti che equiparano i pm di Milano alle Br. Dura anche Letizia Moratti: 'La mia candidatura a sindaco e' incompatibile con la presenza di Roberto Lassini nella lista del Pdl'. Il Pdl della Lombardia ha chiesto il ritiro della candidatura di Lassini.

Libia: Jalil, finora 10mila morti e 55mila feriti

Roma, 19 apr. - (Adnkronos) - "Diecimila morti e 50-55mila feriti". Questo finora il bilancio di sangue della rivoluzione libica come affermato dal presidente del Cnt di Bengasi, Mustafa Jalil, e riferito nella conferenza stampa alla Farnesina dal ministro degli Esteri, Franco Frattini.

Giustizia: Lega, non ci piace livello di scontro raggiunto

Roma, 19 apr. (Adnkronos) - ''Non ci piace il livello di scontro raggiunto''. Lo sottolinea il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, che avverte: ''I problemi della giustizia sono peraltro molto evidenti anche oggi. Ad esempio, torna in liberta' dopo pochi anni Ruggero Jucker, autore di un efferato omicidio che usufruisce di sconti di pena dovuti al rito abbreviato''.

Yemen: polizia spara su manifestanti a Taiz, un morto e diversi feriti

Sana'a, 19 apr. - (Adnkronos/Aki) - E' di un morto e diversi feriti il bilancio di una sparatoria avvenuta questa mattina nella citta' yemenita di Taiz. Secondo quanto riferisce l'inviato della tv satellitare 'al-Arabiya', la polizia ha aperto il fuoco contro una manifestazione organizzata per chiedere le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh. Secondo il sito yemenita 'al-Masdar', la polizia era intervenuta per disperdere i manifestanti.

Energia: Prestigiacomo, decreto su rinnovabili pronto, sara' equilibrato

Roma, 19 apr. - (Adnkronos) - ''Il decreto e' ormai praticamente pronto e oggi sara' presentato in Conferenza Stato Regioni. Abbiamo fatto un buon lavoro di sintesi con il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani: abbiamo davvero ascoltato tutti''. Ad affermarlo, a margine della presentazione del Pnr, e' il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Nucleare: da governo stop a programma realizzazione centrali

Roma, 19 apr. (Adnkronos) - Un emendamento presentato dal governo nel decreto omnibus all'esame dell'aula del Senato comporta lo stop alla realizzazione delle centrali nucleari, in termini che superano la moratoria gia' prevista dall'esecutivo, arrivando ad una vera e propria abrogazione dei programmi. Tra gli effetti dell'emendamento, secondo alcuni parlamentari, anche quello di rendere superato il referendum previsto per il mese di giugno.

Allarme sul debito Usa

Il giudizio di Standard&Poor's da "stabile" a "negativo". A picco le Borse mondiali

FRANCESCO SEMPRINI

WASHINGTON
The Judgement Day, ovvero il giorno del giudizio per l’America. Standard & Poor’s taglia l’outlook degli Stati Uniti da «stabile» a «negativo» per l’incertezza sulle strategie di riduzione deficit e debito pubblico in rapida ascesa. Un duro colpo: la revisione potrebbe fare da apripista al «downgrade» del giudizio di tripla A sul debito, una volta considerato intoccabile per la prima economia del Pianeta. Il giorno del giudizio è iniziato intorno alle nove del mattino di ieri, con l’annuncio da parte della società di rating che ha fatto tremare Washington e ha freddato Wall Street. «Standard & Poor’s ha confermato oggi i suoi giudizi di AAA per il lungo termine e A-1+ di breve termine sul debito sovrano degli Stati Uniti. Allo stesso tempo ha rivisto l’outlook sul rating di lungo termine da stabile a negativo», recitano le prime righe del bollettino.
Il motivo è politico ancor prima che finanziario. «C’è il rischio che i governanti americani non trovino l’accordo su come affrontare le sfide di bilancio nel medio e lungo termine». Pesa il braccio di ferro senza fine tra governo e opposizione sui conti pubblici, ovvero la mancanza di un’intesa sulle strategie da attuare per ridurre il disavanzo della prima economia del mondo già condizionata da una ripresa che appare più lenta di quanto si pensasse. «Oltre due anni dopo l’inizio della crisi, i politici americani non hanno ancora raggiunto un accordo su come contrastare il deterioramento dei conti pubblici e affrontare i problemi di più lungo periodo», spiega nel corso di una teleconferenza Nikola G. Swann, analista di S&P.
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Usa, 250milioni di dollari per 'Iron Dome' d'Israele

Usa, 250milioni di dollari per 'Iron Dome' d'Israele
WASHINGTON - Nonostante le gravi difficolta' economiche, alto tasso di disoccupazione e deficit pubblico, il governo degli Stati Uniti ha già tra le sue priorità una fornitura di emergenza a Israele. Infatti il presidente americano Barack Obama ha chiesto al congresso 250milioni di dollari per aiutare Israele nella costruzione di un 'nuovo sistema di difesa' dai missili a corto raggio. Il progetto Iron Drome è stato pensato per intercettare razzi e colpi di artiglieria lanciati dalla Striscia di Gaza e dal Libano. Il finanziamento andrebbe a sommarsi allo stanziamento di fondi annuale che gli Stati Uniti già predispongono per aiutare Israele. Per rendere operativo il progetto potrebbero passare anni. La costruzione di Iron Drome potrebbe iniziare già nel 2010. Ma secondo Ali Abu Nima, giornalista palestinese, il progetto di Iron Drome molto probabilmente non entrera' mai in funzione anche perche’ Israele non debba essere disposto ad usare questo sistema, molto costoso per distruggere i razzi rudimentali della resistenza palestinese. Intervistato dall’Irib Nima ha precisato che oltre a questo la Casa Bianca in cambio di un eventuale congelamento degli insediamenti ebraici illegali fornira’ a Israele altri 3,5 miliardi di dollari in aiuti militari. “Per gli Stati Uniti l’unico regime innocente nel mondo e’ Israele; Washington continua ad usare il veto a favore di Israele alle Nazioni Unite - ha concluso -, in particolare ponendo il veto a qualsiasi dichiarazione di uno Stato palestinese e promettono a Tel Aviv che non chiederanno mai più a Israele di congelare nuovamente gli insediamenti.

Il Pdl in Sicilia perde voti Pesa il divorzio da Fini

Indagine demoscopica di Demopolis. Il partito del premier perderebbe nell'Isola 18 punti percentuali e oltre 500 mila voti rispetto alle Politiche del 2008. A causare la perdita di consensi anche la nascita di Forza del Sud, il partito di Micciché

Se i siciliani andassero al voto oggi per rinnovare il Parlamento nazionale, il Pdl otterrebbe nell'Isola il 28% dei consensi, perdendo oltre 500 mila voti rispetto alle Politiche del 2008. È quanto risulta dall'indagine sui flussi elettorali e sulle intenzioni di voto dei siciliani realizzata dall'Istituto nazionale di ricerche Demopolis.
Accanto a un potenziale incremento dell'astensione, peserebbero sui consensi del partito di Berlusconi la scissione con Fini e la nascita, nello scorso autunno, di Forza del Sud, il movimento di Gianfranco Micciché che resta alleato del premier all'interno della coalizione di centrodestra con il Pid e la Destra.
I consensi elettorali del Popolo della libertà passano, in base al sondaggio, dal 46,5% del 2008 al 36,5% delle Europee del 2009, sino al 29% del settembre 2010 rilevato all'indomani della frattura con il Presidente della Camera. Il punto più basso, secondo il barometro politico dell'istituto Demopolis, si tocca, con il 25% nel novembre 2011, dopo la scissione di Forza del Sud e alla vigilia del voto di fiducia in Parlamento. La votazione del 14 dicembre alla Camera ha poi contribuito al rilancio di Berlusconi, portando il Pdl in Sicilia all'attuale 28% (circa 750 mila voti), anche in seguito al progressivo ridimensionamento dei consensi per Futuro e Libertà.
Il Popolo della Libertà, in caso di elezioni anticipate, perderebbe dunque 18 punti percentuali rispetto al mese di aprile di tre anni fa. Secondo l'analisi sui flussi elettorali - effettuata dall'Istituto Demopolis - su 100 elettori, che alle Politiche del 2008 avevano scelto il Pdl, soltanto 57 confermerebbero oggi il voto: 14 opterebbero per Forza del Sud; 12 (per lo più ex elettori di An) per Futuro e Libertà, 5 per l'Mpa, mentre 2 si dividerebbero tra l'UdC di Casini e la Destra di Musumeci. Un elettore su dieci del Pdl sceglierebbe l'astensione, come del resto accadde alle Europee del 2009, quando rimasero a casa circa due milioni di siciliani.

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http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/04/18/news/il_pdl_in_sicilia_perde_voti_pesa_il_divorzio_da_fini-15079271/

Ciancimino jr. accusa Romano "Soldi per favori al suo gruppo"

Per il figlio di don Vito Lapis avrebbe consegnato a Romano trecentomila euro. "Ma sapevo che la cifra era complessivamente più sostanziosa, e cioè cinquecentomila euro"

"Più che a Romano i soldi erano indirizzati a tutto il suo gruppo politico che aveva agevolato concessioni e altri tipi di favori. So che i soldi erano dovuti e non so altro". Massimo Ciancimino torna sulla tangente che sarebbe stata versata al ministro dell'Agricoltura Saverio Romano: in un'intervista rilasciata a LiveSicilia. it il figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino conferma il passaggio di denaro ma precisa che i soldi non sono arrivati da lui, "ma dalle mani di Lapis". Con Romano - specifica nell'intervista - "ho avuto, come ha detto lui, solo qualche scambio di saluti in aeroporto. In tono amichevole". Per il resto, Ciancimino jr. conferma le dichiarazioni fatte ieri sera al Festival del giornalismo di Perugia. Con un'eccezione, la quantità: per il figlio di don Vito Lapis avrebbe consegnato a Romano "trecentomila euro, ma sapevo che la cifra era complessivamente più sostanziosa, e cioè cinquecentomila euro". La somma consegnata da Ciancimino a Lapis, però, era molto più abbondante: il figlio dell'ex sindaco sostiene di essere stato nello studio del tributarista prima di una visita di Romano e di avergli lasciato "un milione e trecentomila euro. Sapevo pure che (Romano, ndr) gradiva un certo taglio, da 500 euro". Soldi che, stando a Massimo Ciancimino, sarebbero andati anche all'ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro, oggi in carcere dopo la condanna a sette anni per favoreggiamento aggravato: in una conversazione intercettata nel 2004, infatti, Ciancimino chiese a Lapis se "300 mila euro per Romano" non fossero "troppi", e il tributarista gli rispose che "una parte sono per il presidente". Più sfumata, invece, la posizione di Ciancimino jr sull'ex ministro delle Poste e oggi senatore del Pdl Carlo Vizzini: "Escludo che Vizzini avesse dei rapporti con mio padre. Mio padre lo considerava una persona addirittura ostile. Diceva che era sbirro. Era Lapis ad avere rapporti con Vizzini. Mio padre non poteva sindacare. Lui si occupava dei rapporti con Bernardo Provenzano. Non certo con i politici".

Il Quirinale in campo

di GIUSEPPE D'AVANZO

DINANZI alle parole violente e alle iniziative aggressive di un uomo che ha preso dimora stabile nell'inimicizia, si attendeva una parola saggia del presidente della Repubblica. Una parola che potesse indicare a tutti - e soprattutto a Silvio Berlusconi - un limite. Il confine insuperabile per una democrazia e per le istituzioni che la governano prima che quell'inimicizia privatissima e ostinata e ossessiva le distrugga. Prima che la stessa identità del sistema diventi rovina, macerie.
Quella parola saggia ora è arrivata dal Quirinale. Con una lettera al vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giorgio Napolitano ha deciso di dedicare "il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi" (il 9 maggio) ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane. "Tra loro - scrive il capo dello Stato - si collocano in primo luogo i dieci magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche".
Ricordiamone i nomi: Emilio Alessandrini, Mario Amato, Fedele Calvosa, Francesco Coco, Guido Galli, Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Vittorio Occorsio, Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione.
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La menzogna come bandiera

di BARBARA SPINELLI

DUE mesi prima della marcia su Roma, l'8 agosto 1922, Luigi Einaudi prese la penna e disse quel che andava detto nelle ultime ore della democrazia. Disse alcune cose semplici, profetiche: che "è più facile sperare di risolvere con mezzi rapidi ed energici un problema complesso, che risolverlo in effetto". Che l'idea di sostituire il politico con uomini provenienti dalle industrie, dalla "vita vissuta", è favola perniciosa.
Nella favola i non-politici "trasporteranno al governo i metodi di azione che sono loro familiari; faranno marciare le ferrovie; licenzieranno gli inetti; incuteranno un sano terrore agli altri". Ma è una chimera, e la macchina s'incepperà: "Il problema da risolvere non è già di trovare dei grandi industriali disposti a governare la cosa pubblica con la mentalità industriale. Essi non potranno fare che del male. Saranno degli straordinari improvvisatori". Saranno audaci, ma il primo impulso di simili audaci è di semplificare quel che è complesso: "di tagliare i nodi gordiani, di mandare a spasso il giudice che non decide un processo in ventiquattro ore, di ordinare ai direttori delle banche di emissione di far scendere il cambio del dollaro a 10 lire e così via".
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Berlusconi punta al duello finale "Scontro ormai inevitabile col Colle"

Il premier risponde al Quirinale: "I pm hanno passato il segno, non io. Se prevalessero i pm, sarei costretto a lasciare l'Italia". E attacca: "Napolitano non ha detto nulla sulle intercettazioni date alla stampa". Letta non media
di FRANCESCO BEI

ROMA - La scudisciata lo colpisce mentre è in riunione, ad Arcore, con gli avvocati Ghedini e Longo. Gli portano le agenzie con l'intervento di Napolitano e Berlusconi, inforcati gli occhiali da lettura, scuote la testa indignato: "Non ho nulla di cui rimproverami, l'intervento che ho fatto a Milano lo pronuncerei di nuovo. E questo Lassini nemmeno lo conosco". Il premier dà ordine ai suoi di non replicare al Quirinale, silenzio assoluto, ma chi si fa interprete del pensiero del Cavaliere riferisce del duro sfogo contro il "doppiopesismo" che il capo dello Stato avrebbe usato nei suoi confronti. "Se c'è qualcuno che ha superato il limite sono i magistrati e da tempo. Eppure Napolitano non ha mai detto nulla, nemmeno quando hanno passato alla stampa quelle intercettazioni del presidente del Consiglio che avrebbero dovuto essere distrutte".
Insomma Berlusconi, anche se la diplomazia istituzionale gli impone di non commentare la lettera del presidente della Repubblica, in privato non fa nulla per nascondere la sua irritazione. Oltretutto, sebbene giuri di non sapere nemmeno "che faccia abbia" l'autore dei manifesti sui pm "brigatisti", il premier si sente chiamato in causa in prima persona da Napolitano quasi fosse il mandante dell'iniziativa. Per questo stavolta non farà marcia indietro, non abbasserà i toni come pure gli chiedono molte delle colombe del partito, a partire da Gianni Letta.
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Montezemolo e l’abuso edilizio a Capri

Mentre l’ex rampollo Agnelli pensa alla scalata in politica, va a processo per la sua villa ad Anacapri

Luca Cordero di Montezemolo scalda i motori e pensa alla discesa in campo, in quell’agone della politica dove promette di entrare da anni. Intanto, racconta il Fatto in un articolo a firma di Vincenzo Iurillo, va verso il processo a Capri per l’abuso edilizio nella sua villa:

Raccontano i capresi che Luca di Montezemolo da queste parti non si è fatto più vivo da quando è stato inquisito per gli abusi edilizi di Villa Caprile, la sua magione estiva di Anacapri. L’ex presidente Fiat non c’era neanche ieri all’avvio del processo in cui è accusato di violazioni urbanistiche e falso. Assenti anche i tre coimputati. Ma l’udienza del Tribunale di Capri è stata comunque significativa. L’architetto direttore dei lavori e il legale rappresentante dell’impresa edile, tramite gli avvocati, hanno chiesto di patteggiare 12 e 10 mesi di condanna. Sulla congruità della pena deciderà il 30 maggio un altro giudice: quello del dibattimento, Alessandra Cataldi, non può sentenziare sul punto altrimenti diventerebbe incompatibile.

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Manifesti giudici-Br pagati dal PdL?

La procura indaga: sotto accusa Giacomo Di Capua, braccio destro del coordinatore locale Mantovani. E un sospetto sul reale committente

Roberto Lassini e Giacomo di Capua: al momento sono il presidente della misteriosa Associazione dalla parte della democrazia, autodenunciatosi, e il capo della segreteria di Mauro Mantovani, coordinatore del PdL lombardo, gli indagati per la vicenda deimanifesti “Fuori le Br dalla Procura” che hanno tappezzato Milano fino a provocare la reazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera ci spiega però che l’ipotesi dei magistrati è più complicata:

Di Capua è stato infatti indagato, per l’ipotesi di reato di «vilipendio all’ordine giudiziario», dopo che a indicarne il ruolo nelle recenti campagne pubblicitarie firmate dalla misteriosa «Associazione dalla parte della democrazia» è stato uno dei due titolari dell’azienda di comunicazione politica che la Digos e il pm Armando Spataro avevano interrogato sabato, la «Bergomi&Falcone». Il gioco del cerino ha fatto ricostruire a ritroso il percorso dei manifesti: gli attacchini hanno indicato una ditta, questa ha spiegato che aveva operato, come spesso avviene in questo mercato, dietro mandato di u n ’ a l t r a a z i e n d a , l a «Bergomi&Falcone» (dal nome dei due titolari), che in passato aveva fatto diverse campagne per il Pdl. Falcone ha spiegato che il materiale per le affissioni della fantomatica «Associazione dalla parte della democrazia » (e cioè i precedenti manifesti Silvio resisti e Toghe rosse, ingiustizia per tutti, escluso però a suo dire proprio il manifesto sui pm «brigatisti» riecheggiante alcune esternazioni del premier) era arrivato da una certa tipografia.

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http://www.giornalettismo.com/archives/121961/manifesti-giudici-br-pagati-dal-pdl/

“Nicole Minetti è un caso psichiatrico”

Un avvelenatissimo Emilio Fede se la prende con il consigliere regionale dopo le dichiarazioni sul caso Ruby

Emilio Fede non ci sta. E annuncia una sua partecipazione ad Annozero per rispondere alle polemiche sul caso Ruby. Compresa l’ultima, quella della memoria difensiva di Nicole Minetti che chiama in causa lui e Mora per l’arrivo di Karima El Mahroug in casa Berlusconi. Al Corriere della Sera il direttore del Tg4 si sfoga:

«Questa non è più roba da avvocati. È tutto gran lavoro per gli psichiatri». Emilio Fede è infuriato. Per comprendere l’ira del direttore del Tg4, serve una breve cronologia. Nella tarda mattinata di ieri, si diffonde la notizia che una memoria consegnata ai pm milanesi dall’avvocato di Nicole Minetti, Daria Pesce, chiama in causa Emilio Fede e Lele Mora come coloro che portano Karima «Ruby» El Mahroug alle feste di Arcore. In serata, arriva la precisazione della stessa Pesce, che «smentisce l’interpretazione che viene data alla memoria depositata questa mattina». Tutto a posto, dunque? Niente affatto: «Ho parlato con Pecorella— tuona il direttore del Tg4 — tutta la memoria è ritagliata per far risaltare le mie presunte responsabilità. Sono cose da pazzi. Qui ci vuole lo psichiatra». Ma perché lo psichiatra? Cosa c’entra? «Perché non è vero. Ed è assurdo che qualcuno si difenda dicendo cose non vere. Nessuno dice che sono stato io a portarla. Il presidente del Consiglio mi ha autorizzato a dire pubblicamente che io non ho mai portato ’sta ragazza a casa sua. Le pare che io spenderei a cuor leggero la parola del presidente? No, è una cosa da matti. A meno che…». Ameno che? «A meno che non si punti a guadagnare credito con i magistrati, nella preoccupazione che dall’inchiesta possano emergere altre cose, cose diverse…». Quali cose? Droga? «Io non lo so. Ma non capisco perché si debba insistere con questa versione che la stessa Ruby ha poi corretto». Nel Tg4 non ha parlato di questa vicenda. «Ci mancherebbe altro. Non l’ho fatto per la correttezza che devo a me stesso, ai colleghi, alla testata. Ne parlerò a Telelombardia e, forse, da Michele Santoro ad Annozero». Perché forse? «Dipende dal meteo. Se è brutto tempo, io non prendo l’aereo. Ma, d’altronde, a Michele ho detto che parteciperò solo in studio: voglio il ring. E poi, nei collegamenti da un altro studio non sento bene. Sa lui che cosa mi ha risposto quando gliel’ho detto? “È la prima volta che ti sento fare un riferimento alla tua età”».

Poi il Corriere fa sapere che la polemica non è finita lì:

Fede ha parlato davvero a Telelombardia. E ha detto che Ruby «è arrivata ad Arcore attraverso Lele Mora». L’agente non ha gradito e ha replicato poco dopo: «Il pesce, anzi la Pesce in questo caso, di solito butta l’amo. E oggi Emilio Fede ha abboccato».

Siria: ministero, e' insurrezione armata

(ANSA) - DAMASCO - Annunciando una repressione ancor piu' dura, il regime siriano ha sostenuto che le proteste di piazza in Siria sono un' ''insurrezione armata'' condotta da estremisti islamici radicali di orientamento salafita. La dichiarazione del ministero dell'Interno arriva mentre nel Paese la situazione resta tesissima, con altri morti tra i manifestanti che ormai - anche a decine di migliaia in singole citta' - chiedono le dimissioni del presidente Bashar Al Assad.

Cuba, Pc approva riforme economiche

(ANSA) - L'AVANA - Il VI Congresso del Partito comunista di Cuba (Pcc) ha approvato oggi le riforme economiche proposte dal presidente Raul Castro, le quali ''aggiorneranno'' il socialismo, ma sempre sulla base della pianificazione, anche se ''terranno conto delle tendenze di mercato''.

Giustizia, allarme di Napolitano: siamo al limite dell'esasperazione

Roma, 18 apr. (Adnkronos/Ign) - "Nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull’amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti". E' quanto afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera inviata al vicepresidente del Csm Michele Vietti. (PDF). I manifesti apparsi a Milano 'Via le Br dalle Procure' sono "una ignobile provocazione" e una "intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle Br, magistrati e non", afferma il Presidente della Repubblica, annunciando che il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo che si celebrerà il 9 maggio al Quirinale sara' quest'anno dedicato "ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane". Tra loro, "si collocano in primo luogo -sottolinea Napolitano- i dieci magistrati che per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche".

Nella lettera, Napolitano sollecita Vietti ad invitare alla cerimonia del 9 maggio "i familiari dei magistrati uccisi e, assieme, i presidenti e i procuratori generali delle Corti di Appello di Genova, Milano, Salerno e Roma, vertici distrettuali degli uffici presso i quali prestavano la loro operaEmilio Alessandrini, Mario Amato, Fedele Calvosa, Francesco Coco, Guido Galli, Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Vittorio Occorsio, Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione".

"La scelta che oggi annunciamo per il prossimo Giorno della Memoria -rileva il Capo dello Stato- costituisce anche una risposta all'ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta 'Associazione dalla parte della democrazia', per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo. Quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle Br, magistrati e non".

Immediati i commenti alla lettera del presidente. Di parole "precise e sacrosante", parla il segretario del Pd,Pier Luigi Bersani. "I manifesti ci dicono a quale punto di degrado della coscienza civile possa sospingere una destra berlusconiana e leghista in una citta' civilissima come Milano".

"Napolitano interpreta ancora una volta il sentimento di tutti gli italiani", dice da Trieste il presidente della Camera, Gianfranco Fini.