martedì 30 agosto 2011

Le baby pensioni delle signore Bossi e Tremonti

Ecco la lista dei privilegiati di lusso che non vengono toccati dalla manovra

C’è chi può e chi non può.Ad esempio Angela Tremonti e Fausta Beltrametti, rispettivamente sorella e consorte di Giulio, e Manuela Bossi, moglie di Umberto. Loro percepiscono oggi una baby pensione ma la politica non intende chiedere sacrifici (anche simbolici) a questa fetta di popolazione. Chissà perché. Eppure metà Italia vip e politico-sindacale, ricorda oggi Franco Bechis su Libero, è in pensione da una vita. Senza che nessuno voglia aprire bocca sul punto. Sul quotidiano di Belpietro il vicedirettore ricorda che fu il Mondo nel 1997 a portare all’attenzione del pubblico i baby pensionati di lusso. Che oggi non vengono toccati. Perché?

Chi avrebbe dovuto varare quella norma – il ministro dell’Economia Giulio Tremonti – si sarebbe trovato addirittura in doppio conflitto di interesse personale. Sono baby pensionate da anni infatti sia Fausta Beltrametti, consorte del ministro, che la sorella Angiola Tremonti. Entrambe hanno sfruttato una normativa di cui solo l’Italia si era dotata, che consentiva ai dipendenti pubblici di andare in pensione di anzianità avendo versato 14 anni, sei mesi e un giorno di contributi. Molti insegnanti ad esempio sono andati in pensione grazie a quella legge. La signora Beltrametti in Tremonti – nata il 18 giugno 1947, cioè due mesi esatti prima del futuro marito – andò in pensione nel settembre del 1986, a 39 anni compiuti da poco. All’epoca dell’inchiesta del Mondo, 14 anni fa, percepiva circa mille euro al mese di pensione. Poi l’im – porto sarà stato rivalutato negli anni. La cosa sicura è che la consorte del ministro dell’Economia ha versato contributi per 181 mesi e al momento ha già riscosso 300 ratei di pensione, 119 mesi più di quanto versato.
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“Michele Santoro non lo vuole più nessuno”

Libero all’attacco dell’autore televisivo di Annozero

“Non lo vuole più nessuno, costretto alle tv locali”: a Libero Michele Santoro non sta simpaticissimo, e si capisce perché, visto che l’autore televisivo è orfano di mamma Rai, veda con molta ostilità quel progetto di “Telesogno” accantonato secoli fa e che oggi torna attuale grazie al web. Scrive Enrico Paoli:

E così per poter andare «contro ogni bavaglio incontrato nelle tv pubbliche e private», come ha spiegato Dagospia anticipando il progetto, Santoro, nella prossima stagione, sarà comunque in onda grazie ad un circuito di tv private che verrà creato per l’occasione in modo da coprire tutto il territorio, sul digitale. E poi, ovviamente nella rete, su Internet. Rispetto al passato, la vera novità è questa. Certo, resta da sciogliere il dubbio se sarà davvero Cielo, il canale digitale di Sky che si vede anche sul satellite, a mandare in onda il prodotto, come anticipato da Libero, o un altro marchio presente sul bouquet della piattaforma satellitare. Rispetto al progetto di Santoro, però, si tratta di un dettaglio, non certo della sostanza.
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Che succede nel cervello di una donna durante un rapporto?

Alla domanda risponde una ricerca della Rutgers University

Cosa succede nella testa di una donna durante un rapporto sessuale? Alla domanda, a cui hanno già cercato di rispondere in maniera più o meno piccante il cinema e la letteratura, dà una risposta scientifica la ricerca della Rutgers University (New Jersey, Usa).

30 DIVERSE PARTI – Per svelare il mistero gli scienziati hanno scansionato il cervello femminile e hanno scoperto che nei momenti piu’ ‘piccanti’ si attivano fino a 30 diverse parti della materia grigia. “Comprese quelle responsabili dell’emozione, del contatto, della gioia e della memoria – afferma la ricerca – un ‘mix’ che rende la donna piu’ propensa, dopo il rapporto, a innamorarsi del partner rispetto all’uomo”. Gli scienziati hanno inoltre scoperto che due minuti prima del raggiungimento dell’orgasmo si attivano i centri di ricompensa cerebrali. Le stesse aree che lavorano quando mangiamo o beviamo. “Immediatamente prima che si arrivi al culmine – si legge nello studio – anche altre aree del cervello femminile sono colpite dalla forti ‘vibrazioni’ dell’eccitazione, ad esempio la corteccia sensoriale. Questo fa sì che il sistema nervoso venga intorpidito a tal punto che sente solo piacere”. “L’ultima parte ad attivarsi e’ l’ipotalamo – avvertono gli scienziati sul quotidiano britannico ‘Daily Mail’ – la zona deputata al ‘controllo’, ma ormai la donna e’ gia’ stata conquistata”. La prossima sfida dei ricercatori e’ quella di mappare il cervello di un uomo, sempre durante i momenti piu’ ‘hot’.

Jacko, rifiutate testimonianze ex medici

(ANSA) - ROMA - Il dottor Murray - sara' giudicato a settembre per la morte di Michael Jackson con l'accusa di omicidio colposo - non potra' chiamare alla sbarra i medici che lo avevano avuto in cura prima, che avrebbero dovuto sostenere la tesi della dipendenza da farmaci della popstar. Il giudice che presiedera' la Corte ha infatti accolto una richiesta del pm che chiedeva l'esclusione di 6 ex medici di Jacko dalla lista dei testimoni, tra cui il suo dermatologo, perche' l'argomento non sarebbe ''pertinente''.

Fukushima: operaio morto leucemia

(ANSA) - TOKYO - Un operaio di 40 anni, impegnato presso la centrale nucleare di Fukushima, è morto a seguito di leucemia acuta. Lo ha reso noto la Tepco, gestore dell'impianto, spiegando che la sua morte non è da collegare al lavoro nella struttura. L'uomo, che non ha mostrato segni interni di esposizione a radiazioni, ha lavorato in un ambiente contaminato con dosi di 0,5 millisievert, meno dei 5 o più annui che sono riconosciuti come livello per la morte collegata "ai pericoli dell'ambiente di lavoro".

Taiwan: organi di donatore Hiv positivo trapiantati in 5 pazienti

Roma, 30 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Cinque pazienti trapiantati con alcuni organi di un donatore positivo all'Hiv. Il tragico errore e' accaduto al National Taiwan university hospital di Taipei. ll donatore, un uomo di 37 anni, era entrato in coma lo scorso 24 agosto. Il suo cuore, il fegato, i polmoni e i reni sono stati trapiantati lo stesso giorno a cinque pazienti. Ora, fa sapere l'ospedale, i cinque sono in trattamento con farmaci anti-Aids.

Cani, gatti, serpenti o maiali in casa: il condominio non può dire no

ROMA – Avere uno zoo in casa? Cani, gatti, serpenti, pesci, capre o maiali potrebbero presto fare il loro ingresso in famiglia, senza che i condomini possano mettere i bastoni tra le ruote, sempre che passi alla Camera la proposta di legge della deputata Gabriella Giammanco del Pdl.

In Italia ci sono 45 milioni di animali, sette milioni di cani, quasi otto di gatti, sedici milioni di pesci e 12 di uccellini. I serpenti «dichiarati» sono 10 mila e tremila sono i leoni, le tigri e i ghepardi. Adesso gli amanti di quattro zampe, rettili e pesci potrebbero portarsi un’intera arca di Noè senza che i vicini di casa possano più lamentarsi.

Con la proposta di Giammanco verrebbero cancellati con un colpo di spugna tutti i regolamenti che vietano di tenere un animale in famiglia se si vive in un palazzo e si condividono croci e delizie del pianerottolo.

Carlo Parodi, direttore dell’ufficio studi dell’Associazione nazionale amministratori di condominio spiega: “Da uno dei rapporti Censis sulle principali cause di liti condominiali la questione degli animali è in realtà al terzo posto. Personalmente faccio da 30 anni l’amministratore di condominio e non ho trovato grosse conflittualità. Il problema è che si deve fare attenzione quando si acquista una casa a leggere bene il regolamento condominiale”.

“Non ci si può opporre ma devo dire – precisa Parodi – che le difficoltà arrivano se il cane di casa sporca parti comuni o se abbaia anche di notte. Di solito sono ben accolti anche quando il regolamentolo vieta”.

Che dire allora dei campanellini che cadono sul pavimento a tutte le ore, cattivi odori dai balconi, lamenti e magari capre? In realtà la proposta della Giammanco darebbe permessi solo per scopi “affettivi e non alimentari”, cioè se si vuole tenere un maialino in casa come pet vanno segnalati all’Asl.

30 agosto 2011 | 09:29

Due militari italiani feriti in un'esplosione in Afghanistan

Un ordigno artigianale è scoppiato vicino la base di Camp Snow, le condizioni dei soldati non sarebbero gravi

Roma, 30 ago. (TMNews) - Questa mattina due paracadutisti italiani sono rimasti lievemente feriti dallo scoppio di un ordigno artigianale improvvisato (Ied) che ha coinvolto il mezzo Lince sul quale viaggiavano nelle vicinanze della base italiana di Camp Snow, nell'Ovest dell'Afghanistan. I militari italiani, riferisce il comando militare di Herat, stavano svolgendo una attività di ricognizione e di affiancamento con i colleghi del Reggimento San Marco che a breve sostituirà il 186esimo Reggimento di Paracadutisti della Folgore nella zona sudest di responsabilità del contingente italiano. I due paracadutisti, che non sono in pericolo di vita, sono al momento ricoverati presso l'ospedale Militare di Farah ed hanno già avvisato le rispettive famiglie.

Finanziaria: studiare diventa un handicap, gli anni universitari non varranno più per la pensione

Nel nostro paese il numero dei laureati è inferiore a quello della media degli altri paesi avanzati, ma se l'ultima versione della manovra del governo Berlusconi dovesse andare in porto, c'è da scommettere che le cose peggioreranno. Il governo ha deciso il mantenimento dei provvedimenti di macelleria sociale già decisi nella prima versione di cancellare il "contributo di solidarietà" ipotizzato per i percettori di redditi elevati, compensando il buco agendo sul fronte delle pensioni con l'introduzione del criterio degli "anni effettivamente lavorati" per il computo degli anni necessari all'ottenimento della pensione. Il resto della manovra si compone dell'abolizione delle province e del dimezzamento del numero dei parlamentari, ma questi due provvedimenti sono demandati al futuro, quando e se in parlamento si riuscirà a mettere insieme i due terzi dei votanti per la maggioranza richiesta per le modifiche costituzionali necessarie o al termine del lungo iter che concede l'approvazione a maggioranza semplice, sulla quale comunque incomberà ancora la minaccia di un successivo referendum confermativo. Quindi mese al mese del poi dell'anno del mai e sicuramente oltre la fine del mandato di questo governo. Il classico provvedimento a babbo morto al quale ci ha abituato Berlusconi.

Questo vuol dire che tutti i laureati italiani, abbiano o meno riscattato gli anni di laurea ad oggi versando volontariamente i contributi all'INPS, sono destinati ad andare in pensione almeno quattro anni più tardi 8 aseconda della durata del corso frequentato), quattro anni in più che ora dovranno ora passare al lavoro per arrivare al fatidico limite oltre il quale scatta la pensione. A questi si aggiungeranno un anno relativo al servizio militare per gli uomini che lo hanno fatto e i periodi di maternità per le donne che hanno "goduto" di questo beneficio. Periodi ugualmente esclusi dal computo degli anni "lavorati". Una schifezza inaudita, che difficilmente diventerà realtà, si toglie il contributo da parte di chi percepisce redditi più elevati e si colpisce chi ha studiato, fatto figli o regalato un anno alla patria.

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http://www.agoravox.it/Finanziaria-studiare-diventa-un.html

Stop ai pranzi quasi gratis per i parlamentari siciliani

È una delle misure del pacchetto taglia-costi approvato dal collegio dei questori dell'Assemblea regionale. Gli onorevoli dovranno rinunciare alla tariffa agevolata che, per un menu completo, prevedeva una spesa di soli 9 euro. Ma serve l'ok definitivo del consiglio di presidenza

di EMANUELE LAURIAIn Sicilia niente più sconto al ristorante per i deputati e gli ex parlamentari dell'Assemblea regionale. Gli "onorevoli" (nell'Isola i consiglieri regionali si vantano del titolo dei colleghi di Camera e Senato) pagheranno di tasca propria per pranzare alla buvette. Rinunceranno così alla tariffa agevolata che, per un menu completo, prevedeva una spesa di soli 9 euro. È una delle misure del pacchetto taglia-costi approvato stamattina dal collegio dei questori dell'Ars. Le proposte vanno ora all'esame del consiglio di presidenza, già convocato per il 6 settembre. I questori hanno deciso anche l'abolizione dell'indennità di aggiornamento politico-culturale, assegno di importo sino a 6.500 euro annui finora corrisposto agli ex componenti dell'Ars che non percepiscono il vitalizio. Ne godono ex deputati di diversa estrazione politica, dal coordinatore del Pdl Giuseppe Castiglione all'esponente di Sel Franco Cantafia, dal presidente della Provincia di Trapani Mimmo Turano al sindaco di Acicatena Filippo Drago. Nell'elenco dei beneficiari anche l'ex esponente dell'Udc Antonio Borzacchelli, condannato a dieci anni nell'inchiesta Talpe in procura. La spesa per la concessione di questo bonus, per il 2011, ammonta a 640 mila euro. Il collegio dei questori convocato dal presidente Giovanni Ardizzone dell'Udc (componenti Baldo Gucciardi del Pd e Paolo Ruggirello dell'Mpa) ha proposto inoltre il raddoppio della quota mensile che ogni singolo deputato versa al fondo di solidarietà costituito per coprire la polizza assicurativa e sanitaria degli onorevoli. Per quanto riguarda gli interventi più consistenti, taglio dell'indennità e riduzione del numero dei parlamentari (sono 90), i questori hanno deciso un rinvio, in attesa che Camera e Senato si pronuncino sulla manovra del ministro Tremonti, che contiene i provvedimenti che riguardano i tagli per Consigli regionali delle Regioni a statuto ordinario e speciale. "Ma non c'è dubbio - afferma Gucciardi - che occorra intervenire sul numero dei deputati per ridurlo e dobbiamo farlo con una apposita legge-voto e sui compensi che vanno ridotti".

La manovra delle bollicine

di MASSIMO GIANNINIUna volta tanto il presidente del Consiglio è stato di parola. "Ho messo da parte le bottiglie per brindare all'accordo", ha detto durante il vertice di maggioranza ad Arcore. Dopo oltre sette ore l'intesa è arrivata. Ma dall'estenuante braccio di ferro di Villa San Martino è uscito esattamente quello che Berlusconi auspicava: una "manovra-champagne". All'apparenza, spumeggiante e piena di bollicine. Nella sostanza, sempre più inconsistente e piena di buchi. La partita politica dentro il centrodestra si chiude con un esito chiarissimo. Ora tutti alzano i calici, fingendo di aver portato a casa il risultato. La verità è ben diversa. L'unico vincitore è il Cavaliere, che ha messo in riga Tremonti e Bossi. "Non metto le mani nelle tasche degli italiani", aveva tuonato il premier. In nome di questo slogan da propaganda permanente, ha preteso e ottenuto la cancellazione del contributo di solidarietà sui redditi superiori ai 90 mila euro. Così, almeno in parte, ha evitato quel bagno di sangue perpetrato soprattutto ai danni del ceto medio, che avrebbe avuto un costo elettorale per lui insopportabile. Era l'unico obiettivo che gli stava a cuore. L'unico vessillo, psicologico e quasi ideologico, che voleva issare di fronte ai cittadini-elettori.
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Nigeria, 98 vittime per le alluvioni oltre duemila evacuati ad Ibadan

Il bilancio diffuso dalla Croce Rossa: nel weekend quasi cento vittime nell'area di Ibadan. Causa delle inondazioni: la carenza dei sistemi fognari

IBADAN - Almeno 98 persone sono morte in seguito alle alluvioni che nel corso del fine settimana hanno colpito l'area di Ibadan, una città situata nel sud-ovest della Nigeria. Il bilancio è stato fornito da un portavoce della Croce Rossa nigeriana. Molti cadaveri sono stati recuperati solo nella giornata di oggi. A causa delle alluvioni dei giorni scorsi, secondo la Croce Rossa, più di duemila persone che vivono nella zona colpita sono state costrette ad abbandonare le loro case. Le inondazioni colpiscono il paese africano con una certa frequenza. In genere sono dovute alla mancanza di adeguati sistemi fognari in zone densamente popolate.

Manovra, il Cavaliere canta vittoria ma il Tesoro avverte: "Mancano 4 miliardi"

Il vertice ad Arcore approva gli emendamenti al provvedimento da 45,5 miliardi di euro approvato alla vigilia di Ferragosto. Ma le nuove norme rischiano di non bastare per mantenere i saldi previsti. Rischio di una nuova correzione a dicembre. Il premier contro Tremonti: "Oggi sembrava un agnellino, non pareva lui"di CARMELO LOPAPA

ARCORE - "È fatta, siamo riusciti a non mettere le mani in tasca agli italiani, ma è stata dura". Quando il corteo di auto blu lascia Villa San Martino dopo sette ore di qualcosa che ha somigliato più alla trattativa sindacale che a un vertice, Berlusconi resta da solo in casa con Alfano e Ghedini ed è allora che tira il sospiro di sollievo. Ha voglia di stappare lo champagne che aveva messo in fresco per festeggiare la svolta che, dice, gli "spianerà il cammino fino al 2013". È riuscito a cambiare i connotati alla manovra approvata 17 giorni prima, certo. Quel che il Cavaliere non può sapere è che negli stessi istanti, lontano da lì, i tecnici del ministero delle Finanze stanno già facendo due conti sulla manovra appena rivoltata come un calzino scoprendo che ora mancano all'appello almeno 4,2 miliardi di euro sui 45 che si dovranno reperire col decreto. E a sera tanto bastava per lasciar serpeggiare dentro lo stesso Pdl lo spettro di un nuovo intervento sui conti a fine anno. Molto dipenderà dalla reazione dei mercati da oggi e da quella di Bruxelles nei prossimi giorni. Ma è un altro genere di saldo che in queste ore interessa al presidente del Consiglio: quello politico. Si considera il vincitore indiscusso al tavolo di Arcore, soprattutto per aver cancellato del tutto il contributo di solidarietà che sapeva di "tassa alla Visco". Colpo di spugna, perfino sopra i redditi da 200 mila euro. "Avete visto Giulio? Sembrava un agnellino, non pareva lui", commenta compiaciuto a fine giornata, sebbene proprio con il suo ministro dell'Economia si sono registrati i momenti di maggiore tensione. Soprattutto quando si è aperto il capitolo Iva. Berlusconi, e con lui Alfano e i capigruppo Pdl, decisi ad alzarla di un punto per garantire un gettito da 5 miliardi di euro. Tremonti che non recede e rilancia col suo consueto stile professorale ("Ora vi spiego..."). Alla fine la spunterà il ministro, nella misura in cui dopo molteplici insistenze riuscirà a convincere tutti che l'aumento dell'Iva andrà fatto, ma in un secondo tempo. E che ora si può provvedere diversamente. Raccontano che abbia messo a punto lui, forte della pluriennale esperienza da tributarista, la stretta fiscale per colpire barche, auto di lusso e velivoli intestati a società di comodo. Sebbene anche qui resti l'incognita sull'effettivo gettito.
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Così la P3 teneva in mano i magistrati La rete di Cesare in 66mila pagine

Le carte dell'inchiesta sull'associazione segreta svelano un'enorme rete di complicità che coinvolge politici e magistrati. Il fascicolo in mano al procuratore Capaldo e al sostituto Sabelli. Per gli indagati Berlusconi era "Cesare". E alla fine del 2010 entra in scena anche la P4 con l'inchiesta dei pm Woodcock e Curcio. Tra i protagonisti il deputato del Pdl Alfonso Papa, che poi finirà in carcere. "Metteva le mani dappertutto"di ELENA LAUDANTE, FABIO TONACCI E MARIA ELENA VINCENZI

ROMA - Dalle pressioni sui giudici, agli affari per l'eolico in Sardegna. Dai condizionamenti sulla politica, ai legami con la malavita e con il mondo dello spettacolo e le sue eminenze grigie, una su tutte Lele Mora, l'agente dei vip. La P3 non conosceva confini. Come testimoniano le sessantaseimila pagine, massacrate dagli omissis, depositate dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli per la chiusura delle indagini sulla P3. Un metodo già descritto ma che trova ulteriori e schiaccianti conferme nelle nuove informative dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Roma e del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. LEGGI La P3, la P4 e quei milioni regalati 1 di CONCITA DE GREGORIO L'ONNIPRESENTE "CESARE" Che dietro alle attività della loggia ci fosse Berlusconi è sempre stato più che un sospetto. Che fosse lui il "Cesare" di cui parlano gli indagati, quello a cui riferire tutto, è un'ipotesi che ha trovato conferma, l'estate scorsa, in una nota a piede di pagina di una richiesta di proroga di intercettazioni che per un errore non fu cancellata. Cesare, quello che veniva nominato decine e decine di volte. Una su tutte quella del 10 febbraio 2010. Carboni chiama Martino: "Ecco, informeremo Cesare solo domani perché non c'è". Poi, ancora, un'altra telefonata del 22 settembre 2009. Martino e Carboni discutono su come guadagnare il favore dei giornali e pensano addirittura al Wall Street Journal, "giornale di diffusione mondiale", oppure a Le Figaro. Martino dice: "Ottimo, io l'ho anticipato questo fatto qua. Gli ho anche detto, gli ho fatto capire che su questa cosa qua ti stai muovendo solo tu". Carboni risponde: "Sì, ecco io". Martino chiarisce: "Con Cesare... Con Cesare".
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Sms al volante vizio italiano guidatori sempre più distratti

Nel 2010 in Italia il numero delle vittime su strada è sceso al di sotto dei 4000. "Ma l'utilizzo del cellulare vanifica in parte questi traguardi", spiega il presidente dell'Asapsdi SARA FICOCELLI

Sms al volante vizio italiano guidatori sempre più distratti
In materia di sicurezza stradale i francesi non scherzano: se guidi e contemporaneamente invii un sms ti becchi una multa di 1500 euro. Da noi la sanzione è dieci volte più bassa (152 euro più la perdita di cinque punti sulla patente). Eppure, secondo il presidente dell'Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) Giordano Biserni, l'utilizzo del telefonino alla guida rappresenta la "cifra oscura" degli incidenti: la causa meno verificabile e fra le più comuni, comunque la più difficile da contrastare. Nel 2010 in Italia il numero delle vittime su strada è sceso sotto quota 4000, un ottimo risultato, impensabile fino a cinque anni fa. "Ma l'utilizzo del cellulare al volante vanifica in parte questi traguardi - spiega il presidente - : noi italiani siamo "campioni del mondo di lancio del telefonino": appena vediamo una pattuglia lo scaraventiamo sul sedile posteriore, ecco perché su fattori come questo è difficile esercitare un controllo". Biserni spiega che le cause di distrazione al volante rientrano in due categorie: quelle endogene, che tutti ci portiamo dietro a prescindere dalla volontà (ansie, preoccupazioni da famiglia e lavoro, sonnolenza), e quelle esogene, provocate direttamente da noi. In queste ultime noi italiani "inciampiamo" sempre più facilmente. A una velocità media di 100km/h in auto si percorrono 28 metri al secondo. Gli esperti hanno dimostrato che distrarsi col cellulare fa rallentare il tempo di ripresa dai
2 ai 3 secondi, che significa che la capacità di controllo sull'auto si riduce al punto da far diventare la nostra berlina una Ferrari. "L'uso del telefono ci fa perdere spazio di manovra - spiega Biserni - come se andassimo a 300 km/h (3 secondi a 100 km/h, corrispondono al tempo di reazione di un secondo a 300 km/h)".
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MANOVRA BIS: CORREZIONI A SORPRESA, ATTESO IL GIUDIZIO EUROPEO (IL PUNTO)

(ASCA) - Roma, 30 ago - Correzioni a sorpresa della manovra nel vertice di maggioranza di ieri pomeriggio ad Arcore. Sono state smentite le voci della vigilia che volevano che il governo si orientasse a non toccare le pensioni - come chiesto inizialmente dalla Lega - e a innalzare di un punto l'Iva, accompagnando le due misure con un prelievo del 5% per i redditi che superano i 200 mila euro (il ''contributo di solidarieta''' resta in vigore solo per i parlamentari in carica). ''Molto bene'' e' stato il commento di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, il piu' convinto oppositore del possibile aumento dell'Iva che a suo avviso avrebbe compresso ulteriormente i consumi. Positivi i giudizi di Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato. Soddisfatti anche i ''frondisti'' del Pdl che nelle scorse settimane avevano criticato i contenuti dellamanovra. Giudizio molto favorevole della Lega. Sulle pensioni il calcolo per il raggiungimento dell'anzianita' non terra' piu' conto del periodo di servizio militare e degli anni universitari eventualmente riscattati. Quanto ai piccoli comuni, si legge del documento finale del vertice: ''Sostituzione dell'articolo della manovra relativo ai piccoli comuni con un nuovo testo che preveda l'obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall'anno 2013 nonche' il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennita' o gettone alcuno per i loro membri''. Le risorse per diminuire le sofferenze economiche degli enti locali saranno reperite da una rimodulazione dei vantaggi fiscali e dall'intervento sulle pensioni. Un apposito emendamento affida piu' poteri agli enti locali nella lotta all'evasione: ''Attribuzione agli enti territoriali di maggiori poteri e responsabilita' nel contrasto all'evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate''.
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“Tagliamo l’otto per mille alla Chiesa”

Acquaviva, che lavorò al Concordato: oggi quella percentuale è troppo alta

Zitto zitto, senza il clamore degli altri ma con la tattica della tortura della goccia, il Corriere della Sera continua a portare in pagina la questione dei privilegi della Chiesa. Oggi tocca alle dichiarazioni di Gennaro Acquaviva, che fu il plenipotenziario di Craxi quando il governo italiano revisionò il Concordato nel 1984:

Acquaviva chiarisce cosa intende dire: «Da almeno 10 anni quella percentuale (l’8 per mille appunto) è troppo alta, andrebbe, secondo me, ridotta almeno di un punto, dall’otto al sette per mille». Ex senatore socialista che si definisce «figlio fedele della Chiesa e cattolico praticante», vede ora la necessità di un cambiamento. «Perché— spiega—in questi anni è cresciuto, e grazie a Dio in maniera cospicua, il gettito Irpef». Dalla metà degli anni Novanta la ricchezza personale degli italiani è molto aumentata. «Quindi il meccanismo che avevamo individuato— continua— è andato molto al di là di quello che potevamo immaginare nell’84, sia da parte italiana sia da parte della Cei». Acquaviva non chiede certo alla Chiesa di pensare a «una rinuncia, ma a una riduzione», questo sì, «per coerenza con lo scopo dell’8 per mille».

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http://www.giornalettismo.com/archives/142589/tagliamo-lotto-per-mille-alla-chiesa/

Muore ai Caraibi. Scompare la salma Vittima un pizzaiolo 29enne di Cornalba. Ai genitori sono state consegnate solo le ceneri in un'urna

L'isola di Saint Marteen
L'isola di Saint Marteen
MILANO - È morto ai Caraibi, nel piccolo paradiso tropicale di Saint Martin. Ma quando i suoi genitori sono andati a recuperare la salma, le autorità della piccola colonia olandese hanno consegnato loro solo l'urna con le ceneri.

IL PIZZAIOLO DI CORNALBA - Andrea Leporini aveva 29 anni ed era di Cornalba, in provincia di Bergamo. Era andato a vivere dall'altra parte del mondo sei mesi fa con in testa il sogno di vivere con pochi soldi in un posto dove è estate tutto l'anno. Faceva il pizzaiolo. Era deceduto il 17 agosto scorso a Saint Marteen, il suo datore di lavoro, che ha avvisato la famiglia, ha ricondotto le cause della morte a un'ischemia. Secondo quanto racconta L'Eco di Bergamo, ai genitori nessuno aveva comunicato che il corpo era stato cremato. A quanto si è appreso Leporini sarebbe stato trovato molte ore dopo il decesso nascosto dietro un cespuglio, senza alcun segno di violenza, mentre il suo zaino è stato trovato dall'altra parte dell'isola. Gli esiti dell'autopsia, che pure sarebbe stata eseguita, non sono stati comunicati. Del caso è stata informata anche la questura di Bergamo.

Svizzera, animalisti sconfitti «Legittimo sparare ai gatti»

Erano state raccolte 14 mila firme per bloccare la caccia

MILANO - Lara Croft ci ha provato. Con la sua faccina triste e la zampetta sinistra sollevata da terra ha cercato di convincere gli umani del suo Paese, la Svizzera, a non imbracciare il fucile per sparare a quelle come lei. Niente da fare. È stato un buco nell'acqua. E sì che ne ha raccolte di firme con la sua petizione: in tutto, 13.700.

«Diciamo basta alla caccia dei gatti erranti» c'era scritto in quella benedetta petizione con la sua foto. 13.700 fogli mandati al Bundesrat, il Consiglio federale, perché abolisse - appunto - il permesso di caccia che avviene quasi sempre a fucilate, con il risultato che spesso le pallottole feriscono soltanto e da quel momento in poi i poveri felini si ritrovano a vagare sanguinanti per giorni e giorni. Muoiono sfiniti dal dolore o, se va «bene», restano mutilati. A Lara Croft è andata bene e con il tempo ha imparato a fare a meno della zampa ferita.

Luc Barthassat, deputato del cantone di Ginevra, si è dato un gran daffare per aiutare i ragazzi di Sos Chats che hanno lanciato l'idea della petizione «per fermare questo massacro». Ne ha fatto una campagna sua, l'ha sostenuta nelle sedi pubbliche, ha moltiplicato contatti e firme, «rendiamo possibile la caccia soltanto in caso di allarme sanitario, per esempio un'epidemia di rabbia» ha mediato. Tutto inutile. La risposta del governo (che aveva ricevuto a giugno le firme) è stata «no»: sono i singoli cantoni a decidere delle soppressioni, ha fatto sapere quattro giorni fa il Consiglio federale. E poi, rivelano i siti d'informazione e i giornali elvetici, il Bundesrat ritiene necessario lo «sfoltimento dei gatti randagi» sia perché mettono in pericolo costante uccelli, lepri e rettili, sia perché da «erranti» finiscono con l'accoppiarsi a gatti molto più selvatici di loro minacciando così, con possibili malattie, la sopravvivenza stessa della specie domestica.

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