giovedì 24 febbraio 2011

Bavaglio e processo breve Nuova accelerazione del Pdl

E spunta una "Cirielli bis" per salvare il premier con la mini-prescrizione. Caso Ruby, governo verso il conflitto di attribuzione e la richiesta di improcedibilità
di LIANA MILELLA

ROMA - Offensiva a tutto campo sulla giustizia, e per salvare Berlusconi. Ripartono subito le intercettazioni e il processo breve. Decolla la riforma costituzionale su carriere e Csm. Forse cade l'azione penale obbligatoria. E si fa una nuova legge, "un restyling della Cirielli" come rivela ai suoi Niccolò Ghedini, cucita a misura sul Cavaliere: una mini-prescrizione per gli imputati incensurati che tagli di un quarto quella prevista oggi. Per condannare a morte certa i dibattimenti Mills e Mediaset e liberare il premier da una (altamente probabile) condanna per corruzione. Ma non basta ancora: per arginare la valanga del Rubygate ecco un doppio intervento della Camera, una delibera che stabilisca apriori e al di fuori di qualsiasi previsione giuridica che Berlusconi non è penalmente "procedibile", in quanto il suo è un reato ministeriale sul quale comunque Montecitorio non autorizzerebbe il processo. In aggiunta, pure un conflitto d'attribuzione davanti alla Corte costituzionale perché i pm di Milano sarebbero degli "abusivi" in quell'inchiesta che, per via della concussione, compete, semmai il reato ci fosse (e per i berlusconiani non c'è), al tribunale dei ministri.
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Berlusconi potrà comprare il Corriere?

Il governo va verso il maxiemendamento al decreto Milleproroghe. Le opposizioni già denunciano: sarà soppresso il comma che impedisce le concentrazioni editoriali.

Nel maxi-emendamento che il governo sta preparando per andare incontro ai rilievi di Giorgio Napolitano sul decretone Milleproroghe – giudicato troppo omogeneo – sarà annullata la proroga del divieto, stabilito verso operatori dei media, di acquisire importanti partecipazioni in giornali cartacei. Dopo vari emendamenti delle opposizioni al testo del decreto, il Quirinale ha imposto la tagliola del riordino: e il governo, pronto e lesto a tali richiami, non ha esitato.

SILVIO, L’EDITORE – Così, sostanzialmente, a partire dal 1 di aprile la Mediaset del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potrà entrare nel capitale del Corriere della Sera, o di altri giornali.

Salta, in extremis, il comma del maxiemendamento al decreto Milleproroghe che introduceva la data del 31 dicembre 2011 come scadenza del divieto di ‘incroci’ tv-giornali, che viene fissata al 31 marzo. Dal primo aprile sara’ dunque possibile, per le imprese che esercitano attivita’ televisiva in ambito nazionale, acquisire partecipazioni in societa’ editrici di giornali. Si torna cosi’ al testo originario, varato dall’esecutivo, che prevede comunque la possibilita’ per il presidente del Consiglio di emanare un decreto, di concerto con il ministro dell’Economia, di prorogare ulteriormente il termine a fine anno.

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Caso Ruby: tra i regali per le escort, auto per 280 mila euro

Caso Ruby: tra i regali per le escort, auto per 280 mila euro

MILANO - Continuano gli accertamenti della Procura di Milano sul giro di escort che frequentavano la villa di Arcore del Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi. In particolare trova conferma, almeno come possibilità, la dichiarazione che a suo tempo fece Ruby Rubacuori, a proposito della promessa del premier di regalarle un'Audi R8. In effetti, si è verificato che diverse autovetture sono state comprate con soldi riferibili al premier alle ragazze in questione. Due Mini One sono state acquistate alle ragazze con bonifici intestati SIlvio Berlusconi; altre quattro Mini, cinque Mercedes Smart Fortwo e una cabriolet Volkswagen New Beetle, che sono intestate ad altrettante ragazze, sono pagate con assegni circolari ottenuti con i soldi provenienti dai conti correnti presso la Banca Popolare di Sondrio, gestiti dal ragionier Spinelli, commercialista di lunga data del premier, Stiamo parlando comunque di utilitarie o poco più. Ma ci sono delle eccezioni, come una Land Rover da 70 mila euro, comprata e poi intestata ad un'altra delle ragazze. Il totale accertato è di 280 mila euro.

Ma non è finita qui: una Honda Jazz ed una Mini sono state pagate in contanti dalle ragazze; e non è escluso che avessero avuto i soldi da Berlusconi o da Spinelli. Un'altra Mini, di proprietà di una delle ragazze, ha una buffa storia: è stata comprata a Cagliari, ma i titolari della concessionaria sono stati arrestati pochi giorni dopo in quanto gestivano un giro di auto di lusso vendute a Vip senza pagare l'Iva.

Libia: Gheddafi bombarda Zawia e fa affluire altri mercenari

Il regime ordina ai capi della rivolta di deporre le armi

Libia: Gheddafi bombarda Zawia e fa affluire altri mercenari

TRIPOLI (LIBIA) - Continuano a giungere dalla Libia notizie sempre più tragiche. Secondo quanto riferito da Al Arabiya, poi confermato dall'Ansa, aerei libici stanno bombardando la città di Zawia, 30 chilometri ad est di Tripoli. "Ci stanno massacrando", avrebbe detto un testimone al giornalista dell'Ansa. Intanto il leader libico Muhammar Gheddafi non intende cedere: lo dimostrerebbe il fatto che, secondo il New York Times, nella capitale libica stanno affluendo sia gli eserciti personali dei figli di Gheddafi, sia truppe di mercenari, addestrate e che hanno già combattutto in Sudan. Sono probabilmente le ultime carte che ha a disposizione il leader libico, per soffocare nel sangue la rivolta. E a Tripoli sono stati istituiti decine e decine di posti di blocco, che non si limitano a chiedere documenti, ma impongono di dimostrare di essere fedeli al leader libico.

Contemporaneamente un comunicato, diffuso dalla TV di Stato, invita i rivoltosi a deporre le armi e a fare delazione contro i compagni: "Chi depone le armi e dà prova di pentimento sarà esente dall'essere perseguito legalmente. Il Comitato si appella ai cittadini affinchè collaborino, e forniscano informazioni sul conto di coloro che si sono messi alla testa dei giovani, o che li hanno provvisti di denaro, equipaggiamento, oppure di sostanze tossiche e di pillole allucinogene, Una lucrosa ricompensa monetaria sarà elargita a chiunque dia il proprio contributo, o comunichi informazioni su tali individui". Da notare come si insista sul denaro e sulle droghe, in conformità con quanto dichiarato dal leader in TV, di agitatori provenienti dall'estero e che hanno imbottito di droghe i giovani libici. In TV si è mostrata anche Aisha Gheddafi, figlia di Muhammar, che ha negato il fatto di aver tentato ieri di raggiungere Malta con un aereo: "Dico ai libici che amo e che mi amano, che io resisto davanti a questa casa distrutta (la dichiarazione è stata resa davanti alla residenza distrutta nel 1986 da un bombradamento aereo americano, ndr). I libici che mi conoscono sanno bene che io resterò qui come ambasciatrice di buona volontà del popolo libico". Nella rivolta libica cerca di intromettersi anche al Qaeda, dichiarandosi disponibile ad appoggiare i rivoltosi; ma la rabbia popolare è difficile che possa saldarsi col fanatismo dell'organizzazione terroristica

Libia: Ue, 5-6mila cittadini europei ancora da evacuare

Bruxelles, 24 feb. - (Adnkronos/Aki) - Le cifre sono "incerte" e occrre "usare cautela", ma ci dovrebbero essere ancora in Libia "da 5 a 6 mila cittadini europei ancora da evacuare, di cui alcune migliaia a Bengasi". E' quanto ha affermato il portavoce della commissaria Ue agli aiuti umanitari e gestione delle crisi Kristalina Georgieva.

Wikileaks: tribunale londinese autorizza l'estradizione in Svezia di Assange

Londra, 24 feb. - (Adnkronos) - Il tribunale di Londra di Belmarsh ha concesso alla Svezia l'estradizione di Julian Assange. Il fondatore di Wikileaks ha ora sette giorni di tempo per ricorrere in appello, altrimenti verra' estradato entro dieci giorni.

Libia, insorti sotto attacco: morti Tra breve discorso di Gheddafi

Tripoli, 24 feb. (Adnkronos/Ign) - Sempre più drammatica la situazione in Libia dove sono ripresi gli attacchi contro i rivoltosi e si attende un nuovo intervento del colonnello Muammar Gheddafi. "A breve trasmetteremo un discorso del nostro fratello leader della rivoluzione alla gente di al-Zawiyah", si legge in un banner di colore verde apparso sugli schermi dela tv di Stato libica,.

Le milizie fedeli al colonnello libico Muammar Gheddafi stanno attaccando in queste ore i manifestanti e i rivoltosi che si trovano nel centro di al-Zawiyah, 40 chilometri a ovest di Tripoli. Lo riferiscono testimoni della zona citati dalla tv satellitare 'al-Arabiya'.

"E' in corso un massacro nella mia città, chiedo alla comunità internazionale di intervenire", ha affermato un ex ufficiale dell'esercito libico, Ahmad Miqdam, nel corso di un collegamento telefonico con la tv. "La città in queste ore è assediata dalle forze fedeli a Muammar Gheddafi che ci stanno attaccando - ha aggiunto - ci sono molti morti e feriti. Non possiamo soccorrere le persone colpite perché siamo assediati".

Secondo quanto riferiscono fonti mediche locali alla tv araba 'al-Jazeera' il primo bilancio delle vittime dell'attacco è di 7 morti e 40 feriti . Ma un testimone residente nella città afferma: ''Al momento non posso dare un bilancio delle vittime ma dall'ospedale mi hanno detto che c'erano decine di morti e feriti". Altre fonti, citate da 'al-Arabiya', denunciano invece alla tv di proprietà saudita il fatto che "in città è in corso una vera e propria strage".

L'attacco è stato condotto dalle brigate dell'esercito libico, fedeli a Gheddafi, composte in buona parte dai mercenari provenienti dai paesi africani. Ma secondo la pagina 'Facebook' del sito di opposizione libico 'al-Manara', che da giorni riporta notizie su quanto sta accadendo nel paese arabo, tra i mercenari ci sarebbero anche europei, compresi italiani.
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Fonti Ue: allo studio opzione intervento militare umanitario

Bruxelles, 24 feb. - (Adnkronos) - Tra le opzioni che l'Unione Europea sta considerando nella preparazione dei piani sulla Libia c'è anche l'ipotesi di un intervento militare a carattere umanitario. Lo hanno rivelato fonti Ue, secondo cui "questa è una possibilità su cui stiamo lavorando". Si tratta di "una questione difficile e complessa", hanno sottolineato le fonti, ricordando che "qualsiasi tipo di intervento militare richiede ovviamente una cornice legale".

Un intervento militare di questo tipo potrebbe essere organizzato "sulla base di un'emergenza umanitaria, come mancanza di cibo, acqua, medicinali, ma per il momento non abbiamo informazioni di questo tipo dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni internazionali", hanno spiegato ancora le fonti a Bruxelles, ricordando che al momento l'Ue sostiene il lavoro che le agenzie dell'Onu e le ong stanno facendo in Tunsia ed Egitto, con la messa a punto di piani d'emergenza per ricevere i profughi che dovessero arrivare dalla Libia.

Secondo le cifre fornite dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), tra le 5mila e le ottomila persone si trovano al confine la Tunisia ed un numero minore alla frontiera con l'Egitto. Ma "per il momento - hanno precisato le fonti Ue - non registriamo movimenti verso l'Europa".

L'Ue inoltre sta "passando al vaglio la possibilità di evacuazioni via mare, incluso attraverso il ricorso a navi militari che si trovano al momento nell'area mediterranea", ha poi affermato il portavoce della commissaria Ue alla gestione delle crisi e aiuti umanitari Kristalina Georgieva.

La Cina ha offerto all'Ue la sua disponibilità ad evacuare con una nave che ha nella regione diverse centinaia di cittadini europei, ha affermato Raphael Brigandi. "C'è una nave attualmente coordinata dalla Cina che ha 500 posti disponibili per i cittadini Ue", ha detto il portavoce, ricordando che il problema principale è quello dell'evacuazione degli europei rimasti bloccati a Bengasi, dove l'aeroporto è fuori uso.Per questo grazie all'attivazione del Mic, il sistema di coordinamento tra gli stati membri in caso di emergenza umanitaria, tutti i paesi Ue ora stanno "cercando di identificare i mezzi di trasporto disponibili per metterli in comune e accelerare i tempi dei rimpatri", ha sottolineato Brigandi. I costi dei mezzi messi a disposizione dai paesi Ue saranno rimborsati da Bruxelles.

Libia: anche l'India decide evacuazione propri cittadini

New Delhi, 24 feb. (Adnkronos/Dpa) - Anche l'India ha deciso di evacuare i propri cittadini dalla Libia a seguito della drammatica evoluzione della situazione nel Paese. In una nota, il ministero degli Esteri indiano annuncia che, "a causa del grave deteriorarsi della situazione in Libia il governo ha deciso di dare il via all'immediata evacuazione dei nostri cittadini presenti nel Paese". L'evacuazione, spiega la nota, verra' effettuata con navi e aerei. Nuova Dehli, hanno spiegato alcuni funzionari, ha noleggiato una nave passeggeri in grado di trasportare 1.200 persone che attualmente si trova in Egitto e si sta preparando a salpare per Bengasi. In Libia sono presenti circa 18mila cittadini indiani.

mercoledì 23 febbraio 2011

“Processate Gheddafi per crimini contro l’umanità”

Human Rights Watch lo chiede alla corte dell’Aja per aver ordinato di bombardare la popolazione

Il leader libico Muammar Gheddafi dovra’ essere processato da un tribunale internazionale, se possibile presso la Corte Penale (Cpi) dell’Aja, per aver ordinato di bombardare la popolazione civile del suo stesso paese, la Libia. Lo chiede l’organizzazione non governativa Human Rights Watch (Hrw), che ha illustrato all’ANSA quali sono le strade da percorrere, ma anche quali saranno gli ostacoli da superare per portare in tribunale il Colonnello.

LE AUTORITA’ LIBICHE – Philippe Bolopion, responsabile di Hrw per le questioni legate alle Nazioni Unite, spiega che Gheddafi e i suoi uomini dovranno essere processati ‘non solo per quello che hanno fatto negli ultimi giorni, ma per quanto commesso in tutti gli anni del regime’, un quarantina in tutto. Ma la strada verso il Cpi, ammonisce Bolopion, e’ irta di ostacoli perche’ non essendo la Libia tra le parti costituenti del tribunale, dovranno essere le autorita’ libiche – dopo la caduta di Gheddafi, se succedera’ – a chiedere espressamente l’intervento del procuratore del tribunale, Luis Moreno-Ocampo. ‘C’e’ un precedente ed e’ la Costa d’Avorio, che nel 2003 aveva chiesto l’intervento della Corte dell’Aja anche se non faceva parte dello Statuto di Roma’, l’atto che ha sancito la nascita del Cpi, ricorda il responsabile di Hrw, ‘per indagare, identificare e processare persone e complici responsabili degli atti commessi in territorio ivoriano dagli eventi del 19 settembre 2002′, quando scoppio’ cioe’ la guerra civile.

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Gli Ogm sempre piu' diffusi

(ANSA) - ROMA - Nonostante le proteste e gli allarmi che li hanno accompagnati fin dalla loro introduzione nel 1996, gli ogm sono sempre piu' diffusi nel mondo. Solo l'anno scorso l'area coltivata con colture geneticamente modificate e' aumentata del 10% e oltre 1mld di ettari sono stati coltivati cosi' in questi 15 anni. A fare le stime e' il Servizio internazionale per l'acquisizione di applicazioni agri-biotech (Isaaa). In particolare l'uso degli ogm e' decollato in Brasile mentre e' diminuito in Europa.

Libia: Usa valutano sanzioni per fermare brutale repressione

Washington, 23 feb. (Adnkronos/Dpa) - Gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione l'imposizione di sanzioni contro la Libia per fermare la brutale repressione delle manifestazioni. Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato, PJ Crowley, ci sono "una serie di misure che si possono prendere a livello bilaterale e multilaterale"contro la Libia. E tra queste, ha aggiunto, "sicuramente anche la valutazione di sanzioni che potrebbero essere imposte".

Libia: attivista, Gheddafi potrebbe usare armi chimiche a Bengasi

Libia: attivista, Gheddafi potrebbe usare armi chimiche a Bengasi
TEHERAN – L’attivista politico libico Ashraf Al-Qaraboli dice che considerando le dichiarazioni di ieri di Gheddafi è probabile che lui usi armi chimiche e batteriologiche contro la gente a Bengasi. Intervistato dalla rete Al-Alam, l’attivista politico ha fatto notare che Gheddafi ha chiamato ratti e cani i rivoluzionari e che quindi potrebbe usare pure armi proibite per riprendere il controllo della città di Bengasi, liberata dalle forze popolari. Al-Qaraboli spiega poi che Gheddafi ha cercato di terrorizzare l’Occidente con il suo discorso sventolando la probabilità della salita al potere in Libia di un governo estremista.

Yemen: si dimettono sette senatori per protesta contro repressione

Yemen: si dimettono sette senatori per protesta contro repressione
SANAA - Sette membri del Parlamento yemenita, membri del partito del presidente Ali Abdullah Saleh, hanno rassegnato le dimissioni dall'Assemblea in segno di protesta per la brutale repressione del regime nei confronti delle manifestazioni popolari a favore di riforme nel Paese. Le defezioni avvengono mentre il presidente Saleh ha fatto un nuovo appello per la formazione di un governo di unita' nazionale. La decisione seguono di poco la morte nella notte di due studenti, uccisi a colpi di arma da fuoco da attivisti pro regime durante uno dei sit-in nel campus dell'universita' di Sanna, nella quale dal 12 febbraio, 3000 manifestanti chiedono le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh. Si tratta delle prime vittime nella capitale yemenita dall'inizio delle proteste. Dal 16 febbraio in Yemen ci sono stati 12 morti e decine di feriti a Aden, dove le manifestazioni anti-Saleh si saldano con le aspirazioni secessioniste.

Iran/MezzaLuna Rossa pronta inviare aiuti umanitari in Libia

Iran/MezzaLuna Rossa pronta inviare aiuti umanitari in Libia
TEHERAN – Segretario generale della Luna Rossa iraniana, Zaher Rostami ha detto mercoledì che la Repubblica islamica dell'Iran è pronta ad inviare gli aiuti umanitari alle vittime dell'insurrezione popolare in Libia. Parlando all'IRNA, egli ha espresso rammarico per le vittime e per i feriti dei cittadini libici per l'uso eccessivo della forza da parte del regime dittatoriale di Gheddafi, contro i civili innocenti durante i recenti disordini in Libia. L'Iran ha manifestato la propria disponibilità in coordinamento con il comitato della Croce rossa internazionale di intraprendere un'azione tempestiva in tal senso, e ha sottolineato che la Mezza Luna Rossa iraniana è disposta a rendere servizio sanitario ai feriti.

Libia, accordo tra stati Ue per preparare sanzioni

Libia, accordo tra stati Ue per preparare sanzioni

BRUXELLES - I governi dell'Unione Europea hanno raggiunto un accordo oggi per preparare possibili sanzioni contro la Libia in risposta alle violenti repressioni del regime di Muammar Gheddafi nei confronti dei contestatori. Lo hanno detto diplomatici Ue. "Hanno concordato in un comunicato di prendere ulteriori misure. In termini diplomatici, questo significa sanzioni", ha detto un diplomatico Ue dopo un meeting a Bruxelles. Esperti ora stileranno una lista di possibili misure, che potrebbero includere blocchi alle carte di credito, congelamento di asset, embargo sulle armi e altre restrizioni, prima che i governi europei raggiungano un accordo su quando imporle.

Libia, ultimi sviluppi

Libia, ultimi sviluppi

BENGASI - In Libia tentativi del regime di Muammar Gheddafi di schiacciare la rivolta contro i suoi oltre 40 anni di potere hanno provocato la morte di migliaia di persone e la secessione della parte orientale del paese. A Bengasi, nell'est della Libia, da dove è partita la rivolta contro il regime, la gente ha cominciato a riconsegnare le armi, facendo scoppiare petardi e suonando i corni per celebrare la fine della carneficina.Gran parte della Libia orientale sarebbe sotto il controllo degli oppositori. Un carcere vuoto è andato in fiamme a Bengasi e la tv britannica Sky News ha mostrato immagini di missili anti-aerei in una base militare abbandonata vicino a Tobruk.Mentre i paesi che hanno più strette relazioni con il terzo produttore africano di petrolio si danno da fare per evacuare i loro cittadini, e gli abitanti della capitale restano nascosti nel timore di bande armate fedeli a Gheddafi, la Francia, per prima, ha chiesto di adottare sanzioni."Vorrei la sospensione delle relazioni economiche, commerciali e finanziarie con la Libia fino a ulteriore avviso", ha detto il presidente Nicolas Sarkozy.Ma, in quello che è solo l'ultimo segnale di divisioni internazionali su come comportarsi con Gheddafi, il premier del Qatar ha detto invece di non voler isolare la Libia, dove numerosi esponenti istituzionali - tra cui il ministro dell'Interno e un consigliere dell'influente Saif, uno dei figli di Gheddafi - hanno dichiarato il proprio appoggio alle proteste iniziate una settimana fa.Gli oppositori hanno preso il controllo della regione orientale, quella dove si estrae il petrolio,Gheddafi ha schierato truppe all'ovest della capitale per cercare di bloccare l'estensione di una rivolta partita dall'est. A oriente intanto molti soldati hanno disertato.Le attività economiche sembrano bloccate, tra cui circa un quarto della produzione petrolifera, scatenando il timore che la crisi comprometta la ripresa economica globale.Gheddafi ha intanto chiesto oggi una manifestazione di massa per mostrargli sostegno, ma nella centrale Piazza Verde di Tripoli si sono riunite solo circa 150 persone.La maggior parte delle strade, di solito affollate, sono quasi deserte. Solo pochi caffé sono aperti, nonostante gli appelli del governo a tornare al lavoro inviati anche per sms agli utenti."Moltissima gente ha paura di lasciare casa a Tripoli e uomini armati fedeli a Gheddafi girano minacciando le persone che si raggruppano", ha raccontato un tunisino, mentre attraversava la frontiera per tornare nel paese natale.Secondo le stime sarebbero circa un milione e mezzo gli stranieri che vivono o viaggiano in Libia, e un terzo della popolazione è composta da immigrati provenienti dall'Africa sub-Sahariana.Testimoni descrivono scene di caos, mentre in molti cercano di partire. Nel frattempo il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini ha parlato di "esodo biblico", prevedendo che almeno 300mila migranti potrebbero giungere sulle coste meridionali dell'Europa.

Peter Gomez e Leo Sisti condannati a risarcire Dell’Utri

La condanna in appello dopo l’assoluzione in primo grado. I due giornalisti avevano raccontato le trattative politiche tra Dell’Utri e Cosa nostra, le indagini per droga a carico del senatore e i suoi contatti con i fratelli Graviano. Secondo la Corte gli articoli raccontano fatti veri, ma sono lo stesso diffamatori. Gomez: "Sentenza sconcertante".

Peter Gomez e Leo Sisti condannati a risarcire Dell'Utri

Avevano scritto due articoli sul passato grigio di Marcello Dell’Utri, che li ha querelati per diffamazione. In primo grado erano stati assolti, adesso la terza sezione della Corte di Appello penale di Roma li ha prescritti e condannati a risarcire al braccio destro di Berlusconi 50mila euro di danni più le spese. Le motivazioni della sentenza sono state depositate il 2 febbraio.
Il processo riguarda due articoli pubblicati su L’Espresso nel marzo del 1999. Il primo, a firma del solo Leo Sisti, parlava delle indagini per traffico di stupefacenti a carico di Dell’Utri che, tramite Vittorio Mangano, «socio in affari di droga», «sarebbe stato disponibile a finanziare una partita di cento chili di cocaina colombiana». La notizia era vera, ma secondo la Corte l’articolo sarebbe diffamatorio perché Sisti non aveva scritto che il GIP aveva respinto la richiesta di arresto per partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti a carico di Dell’Utri «per insufficienza di gravi indizi di colpevolezza». Nello stesso articolo Leo Sisti scriveva che Vittorio Mangano «andava a cena nei ristoranti milanesi con Dell’Utri e alcuni pericolosi mafiosi» e cercava «aiuto dall’amico Marcello perché, Berlusconi premier, si facessero leggi meno pesanti per gli uomini d’onore». Nonostante lo stesso Dell’Utri abbia ammesso cene con Mangano e altri esponenti di Cosa nostra a Milano negli anni settanta, la Corte ha ritenuto queste frasi «una gratuita insinuazione», «una circostanza meramente asserita senza alcun riscontro negli atti giudiziari». Eppure Dell’Utri era sotto processo da quasi tre anni proprio per quegli incontri con Mangano fino a prima delle elezioni politiche del '94. Soltanto il giudizio di appello di questa estate ha ritenuto quelle accuse infondate (e il pg ha presentato ricorso contro la sentenza per manifesta illogicità delle motivazioni).
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Libia: Gheddafi ordino' strage Lockerbie

(ANSA) - LONDRA - L'ex ministro della giustizia libico ha detto a un giornale svedese di avere le prove che Muammar Gheddafi ordino' 'personalmente' la strage di Lockerbie. Lo riporta SkyNews. Mustafa Mohamed Abud Al Jeleil si e' dimesso lunedi' per protesta contro l'uso eccessivo della violenza contro i manifestanti anti-governativi. 'Ho la prova che Gheddafi diede l'ordine di Lockerbie', ha detto Abdel Jalil in arabo al tabloid svedese Expressen. A Lockerbie hanno perso la vita 270 persone.

Libia: protesta dinanzi ambasciata Roma

(ANSA) - ROMA - Oppositori di Gheddafi hanno organizzato una protesta davanti all'ambasciata libica di Roma. Dopo aver sostituito la bandiera della grande Jamahiyria con quella della Libia pre-Gheddafi, i dimostranti hanno a lungo intonato cori contro il colonnello mostrando alcune foto di 'corpi dilaniati dagli scontri di Tripoli'. Prima di andar via gli oppositori hanno assicurato: 'Torneremo qui ogni giorno fino a che la Libia sara' libera'. Registrati momenti di tensione tra polizia a manifestanti.

Libia: commissario Onu, necessaria apertura inchiesta crimini umanita'

Bruxelles, 23 feb. (Adnkronos/Aki) - "E' necessario l'avvio di un'inchiesta indipendente per crimini contro l'umanita'" per quanto sta accadendo in Libia e "mi aspetto che venerdi' mattina il Consiglio di sicurezza dell'Onu per i diritti umani approvi l'appello che chiede l'apertura di un'inchiesta" in materia. Lo ha affermato l'Alto commissario Onu per i diritti dell'uomo Navi Pillay a Bruxelles al termine di un incontro con il presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Barroso.

Libia: stampa maltese, figlia Gheddafi su aereo respinto a Malta

La Valletta, 23 feb. - (Adnkronos/Aki) - Ci sarebbe stata anche la figlia del leader libico Muammar Gheddafi, Aisha, sul volo ATR 42 della compagnia di bandiera di Tripoli che ha cercato di atterrare all'aeroporto internazionale della Valletta, a Malta. Lo scrive il 'Times of Malta', precisando che la notizia non ha per il momento conferme ufficiali.
L'aereo e' arrivato in modo inatteso sui cieli di Malta con a bordo 14 persone e le autorita' aeroportuali gli hanno negato l'atterraggio, costringendolo a tornare indietro. All'inizio della settimana le autorita' libanesi hanno negato l'atterraggio a un jet privato proveniente dalla Libia che trasportava Aline Skaff, moglie di Hannibal, un altro figlio di Gheddafi.

Immigrati, Ue: ''Interverremo quando necessario''. Maroni: ''Sia protagonista''

Roma, 23 feb. (Adnkronos/Ign) - "Sollecitiamo un intervento al massimo livello, che consenta alla Ue di giocare un ruolo da protagonista, nell'individuare e nell'accompagnare la soluzione a questa crisi, per mettere tutta l'area in sicurezza". E' quanto sottolinea il ministro dell'Interno Roberto Maroni, al termine del vertice a villa Pamphili tra i ministri dell'Interno dei 6 Paesi Ue mediterranei: Italia, Francia, Spagna, Grecia, Cipro, Malta. "La questione mediterranea - lamenta il ministro - è stata troppo trascurata".

"Noi sollecitiamo programmi specifici e la suddivisione degli oneri tra tutti i 27 Paesi Ue - spiega il titolare del Viminale - e chiediamo di averele risorse adeguate che è necessario siano messe a carico dell'intera Europa". Infine, in riferimento alle dichiarazioni attribuite al leader della Lega Nord Umberto Bossi circa le intenzioni di trasferire gli immigrati dal Nordafrica dal nostro Paese in Francia e in Germania, Maroni assicura: ''Non vogliamo scaricare un problema su altri Paesi, che fra l'altro sono Paesi amici".

In mattinata, prima dell'intervento del ministro, il portavoce della Commissione Ue Olivier Bailli ha assicurato che in caso di ondate migratorie dal Nord Africa, l'Europa non lascerà sola l'Italia e i Paesi membri a gestire l'emergenza. "Non c'è alcun dubbio sulla necessità di una risposta europea quando lo scenario si materializzerà" ha affermato.

La Commissione ritiene inoltre che, "per il momento, sia difficile fare una valutazione accurata" del numero di immigrati che potranno arrivare nei prossimi giorni dalle coste libiche. "Ci sono cifre diverse da fonti diverse e da diversi Paesi" ha detto il portavoce Bailli in replica all'allarme lanciato dal ministro degli Esteri Franco Frattini, che teme l'arrivo di almeno 300 mila migranti.
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Libia: al-Arabiya, Gheddafi ordina di colpire pozzi petrolio, pilota rifiuta

Tripoli, 23 feb. - (Adnkronos/Aki) - Il leader libico Muhammar Gheddafi avrebbe ordinato il bombardamento di alcuni pozzi di petrolio, ma il pilota a cui sarebbe stato rivolto l'ordine si sarebbe rifiutato di eseguirlo. E' quanto riferisce l'emittente satellitare al-Arabiya, che cita una fonte militare passata dalla parte dei manifestanti.

Polizia: destituito definitivamente Gioacchino Genchi

Palermo, 23 feb. - (Adnkronos) - Il ministero dell'Interno ha destituito definitivamente dalla Polizia di Stato Gioacchino Genchi, l'ex consulente di Luigi De Magistris, indagato per abuso d'ufficio e violazione della privacy. Genchi, che era gia' stato sospeso per un periodo dal servizio di vicequestore aggiunto della Polizia di Stato, e' accusato di avere reso dichiarazioni, in occasione di due convegni, "dal contenuto lesivo del prestigio di organi e istituzioni dello Stato alle quali e' stata data ampia diffusione sui mass media a livello nazionale". La notizia della destituzione, firmata dal capo della Polizia Antonio Manganelli, e' stata data dallo stesso Genchi anche su Facebook.

Caso Mills, Csm conferma il giudice Vitale. Processo riprende, udienza l'11 marzo

Mills (Foto Wikio)
Roma, 23 feb. (Adnkronos) - Il giudice Francesca Vitale deve essere applicata al processo Mills, nel quale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari. Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha infatti approvato la delibera della settima commissione, favorevole all'applicazione, con 19 voti a favore, un voto contrario e tre astenuti.

Ha votato contro il consigliere di maggioranza Bartolomeo Romano, che durante la discussione aveva chiesto il rinvio della delibera in commissione, richiesta poi respinta. Si sono astenuti i consiglieri laici del Pdl Annibale Marini, Filiberto Palumbo e Niccolò Zanon. Il consigliere della Lega Matteo Brigandì, tornato a partecipare ai lavori del plenum dopo due settimane di sospensione, non ha partecipato al voto.

Il documento della settima Commissione, votato a maggioranza dal plenum delibera "di approvare il decreto con cui il presidente vicario della Corte di Appello di Milano in data 26 gennaio 2001 ha applicato 'la dottoressa Francesca Vitale, in servizio presso la Corte di Appello di Milano, al Tribunale di Milano per la prosecuzione del procedimento penale n. 1622/2007 a carico dell'onorevole Silvio Berlusconi e per tutte le udienze che si renderanno necessarie per la sua definizione, con efficacia immediata''.

Il giudice Vitale deve quindi continuare a far parte del consiglio giudicante dato che "sussistono imprescindibili e prevalenti esigenze", scrive la Commissione, "di ricomporre il medesimo collegio che aveva proceduto alle attività sopra descritte, che hanno richiesto ben tre udienze e che preventivamente aveva provveduto allo studio del fascicolo, ciò in riferimento a un procedimento riguardante un reato il cui termine prescrizionale è previsto il 13 gennaio 2012".
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Libia '10mila morti e 50mila feriti'

(Fermo immagine dal video di OneDayOnEarth.org)
Tripoli, 23 feb. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Diecimila morti. Tante sarebbero le vittime in Libia dall'inizio delle proteste contro il leader Muammar Gheddafi. E' il tragico bilancio fornito da un esponente arabo delTribunale Penale Internazionale (Tpi), ai microfoni di al-Arabiya. Secondo la fonte, i feriti sarebbero oltre 50mila e sarebbe in corso una fuga di massa attraverso il confine con l'Algeria. L'esponente del Tpi ritiene che la situazione possa ulteriormente degenerare e arriva a ipotizzare che Gheddafi decida di usare armi chimiche per sedare la protesta.

Timore condiviso anche da una ex diplomatica libica in una testimonianza raccolta via Skype dal "Mondo di Annibale", blog sugli Esteri di Articolo21. "Il grande timore espresso è che Gheddafi usi le armi chimiche che non ha mai distrutto" spiega. "Ci si prepara ad aiutare Tripoli a combattere l'ultima battaglia. Ci si aspetta che da stasera milizia e mercenari escano in città e si teme il peggio'', scrive la ex diplomatica.

La battaglia infatti continua. Tajura, sobborgo di Tripoli, sarebbe caduto in mano ai manifestanti antigovernativi. Lo scrive il giornalista del 'New York Times' Nicholas Kristof, che su Twitter afferma di aver appreso da testimoni che i ribelli hanno piantato la loro bandiera sulla località a circa sedici chilometri dal centro di Tripoli. Sempre tramite Twitter, altri testimoni raccontano che si sentono ancora colpi di arma da fuoco per le strade di Tajura.

Intanto continua a crescere il numero di militari che voltano le spalle al regime di Muammar Gheddafi. E' di stamattina la notizia di due piloti che per non eseguire l'ordine di bombardare Bengasi, si sono lanciati col paracadute e hanno lasciato precipitare l'aereo. Il fatto, riportato dal sito del quotidiano libico 'Quryna' considerato vicino a Seifulislam Gheddafi, è avvenuto a ovest di Adjabiya. Fonti militari hanno confermato la notizia, sostenendo che il caccia, un Sukhoi 22 di fabbricazione russa, era decollato da Tripoli. "I due piloti a bordo, Abdel Salam Atiya al-Abdali e Ali Omar Gheddafi - ha spiegato un colonnello dell'aviazione - si sono rifiutati di eseguire l'ordine di bombardare Bengasi e hanno fatto precipitare il velivolo dopo essersi lanciati con il paracadute".
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Berlusconi attacca il Parlamento "Ero più potente da imprenditore"

ROMA - "Il nostro assetto istituzionale dà al Governo solo il nome e l'immagine del potere. Ma chi occupa la Presidenza del Consiglio non ha alcun potere". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, intervenendo agli Stati Generali di Roma Capitale. "Da imprenditore invece avevo dei poteri: potevo assumere, licenziare, anche se non ho mai licenziato nessuno", ha proseguito dal palco del Palazzo dei Congressi. "Quando leggo di alcuni ottimi editorialisti che ci rimproverano di non aver fatto le riforme - ha detto il premier - mi viene una gran voglia di raccontare il perché. Il nostro governo come tutti i governi precedenti è dentro quell' assetto istituzionale che i nostri padri costituenti giustamente pensosi sul non rendere possibile un regime dittatoriale, spartirono il potere fra il Presidente della Repubblica, il Parlamento e la Corte costituzionale. Al Governo rimane soltanto il nome e la figura, l'immagine del potere".
Poi ha incalzato. Toccando ogni tema a partire dalla crisi in Libia. "Spero non prevalga il fondamentalismo islamico. Per tutta la notte siamo stati in contatto con i leader europei e americani per monitorare la situazione in Libia e in altri paesi del nord Africa. Quello che è importante è che non ci siano violenze ma dobbiamo anche essere attenti a quello che accadrà dopo quando saranno cambiati questi regimi con cui noi trattiamo e che sono per noi importanti per la fornitura di energia".
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