lunedì 24 gennaio 2011

Afgani infuriati per oltraggio degli Usa al sacro corano

Afgani infuriati per oltraggio degli Usa al sacro corano
KABUL - Mentre sono in aumento i sentimenti anti-USA in Afghanistan, ultimamente sono resi pubblici dei nuovi filmati in cui si vedono i soldati americani insultando il sacro Corano, dopo l'uccisione dei civili in un villaggio afghano. Secodo le ultime notizie almeno tre civili sono stati uccisi e altri quattro sono rimasti feriti dopo che le forze Usa hanno fatto irruzione in una scuola islamica in provincia di Ghazni. Intanto Le truppe americane insultando gli elementi e simboli islamici hanno inoltre sparato diversi colpi al santo Corano, lo ha segnalato un corrispondente della Press TV.
Le autorità locali hanno annunciato che l’aggressione americana è avvenuta senza alcun coordinamento con l'esercito afghano. Il presidente afghano Hamid Karzai ha promesso di avviare al più presto un'inchiesta sull'incidente.
Il governo afgano ha ripetutamente invitato gli Stati Uniti a prestare maggiore attenzione alla protezione dei civili afghani durante le loro operazioni militari.
Nel frattempo, centinaia di afghani infuriati sono scesi nelle strade di Ghazni per protestare contro contro il crescente numero delle vittime civili e l’oltraggio alle credenze dei musulmani dalle forze militari a guida Usa.
Nel corso degli ultimi mesi centinaia di civili afghani hanno perso la vita durante le operazioni militari a guida Usa in varie zone dell'Afghanistan.

Fini: indagata la escort 'Rachele'

(ANSA) - ROMA - Lucia Rizzo, la escort nota come 'Rachele', che sostiene di avere avuto rapporti sessuali con Gianfranco Fini, e' indagata dalla Procura di Roma per diffamazione e concorso in tentata estorsione. L'iscrizione nel registro degli indagati e' scattata dopo la querela presentata dal presidente della Camera. Indagato, per tentata estorsione, anche un uomo il quale avrebbe contattato la segreteria di Fini annunciando che ci sarebbero state delle rivelazioni a proposito della presunta relazione.

MALTEMPO/ AERONAUTICA: OGGI ANCORA NEVE AL CENTRO-SUD

Anche a quote basse, con mareggiate lungo tutte le coste esposte
Maltempo/ Aeronautica: oggi ancora neve al centro-sud
Roma, 24 gen. (TMNews) - Prosegue la tornata di maltempo che da venerdì si è abbattuta sull'Italia. Oggi ancora neve al centro-sud, anche a quote basse: secondo l'ultimo allerta diffuso dal servizio meteorologico dell'aeronautica militare, per le prossime 12-18 ore ci saranno ancor nevicate su Abruzzo, Molise, Puglia garganica, Basilicata e Calabria. Per le prossime 12 ore sono previsti anche venti forti nord-occidentali su Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Basilicata, con mareggiate lungo tutte le coste esposte al vento.

Ruby/ Pm Milano: Verificate attentamente dichiarazioni Macrì

"Decideremo se inserirle in richiesta rito immediato"
Ruby/ Pm Milano: Verificate attentamente dichiarazioni Macrì
Milano, 24 gen. (TMNews) - "Abbiamo verificato attentamente le dichiarazioni rese prima a Palermo e poi a Milano in due deposizioni dalla signora Nadia Macrì. Decideremo nei prossimi giorni se inserirle nella richiesta di processo con rito immediato per Silvio Berlusconi", accusato di concussione e prostituzione minorile nell'ambito dell'inchiesta sul 'caso-Ruby'. Lo dice ai giornalisti il capo della Procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati. Il magistrato spiega che per il momento non intende esprimere valutazioni sull'attendibilità di Nadia Macrì. "Sono delle conclusioni che tireremo prossimamente e non intendo anticipare nulla", conclude Bruti Liberati. In procura a Milano è durata oltre un'ora la seconda deposizione in pochi giorni di Nadia Macrì, la escort che ha testimoniato sulle feste ad Arcore e sulle ragazze che avrebbero avuto rapporti sessuali con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, coinvolto nell'inchiesta sul caso Ruby per concussione e prostituzione minorile.

Russia/Attentato kamikaze in aeroporto Mosca: 31 morti,130 feriti

Mosca, 24 gen. (TMNews) - Trentun morti e 130 feriti all'aeroporto di Domodedovo, e Mosca ripiomba nell'incubo del terrorismo kamikaze. Una violentissima esplosione oggi nello scalo di Domodedovo - 46 chilometri a sud del centro della capitale russa - ha fatto una strage nella zona degli arrivi internazionali e secondo gli inquirenti non vi sono molti dubbi: si è trattato dell'azione di un attentatore suicida, che ha fatto esplodere un ordigno della potenza equivalente a 5 chilogrammi di tritolo, riempito di schegge metalliche. L'onda d'urto dello scoppio e i frammenti di metallo hanno colpito la folla che si accalcava come di prassi nella sezione degli arrivi internazionali, seminando morte e panico. Fonti della polizia hanno ipotizzato anche lo scoppio di una bomba dentro un bagaglio, ma per ora quella dell'attentatore suicida - probabilmente di origine Nord Caucasica - sembra prevalere. Qualcuno assicura anche di aver udito due esplosioni e quindi non viene escluso neppure che vi sia stato più di un terrorista. L'Ambasciata italiana e il Consolato generale a Mosca hanno subito avviato verifiche dell'eventuale presenza di italiani tra le vittime. I voli dall'Italia non arrivano in questo scalo, ma in quello di Sheremetevo, tuttavia non è ovviamente possibile escludere a priori la presenza di connazionali anche a Domodedovo.

Mafia: trattativa tra Stato e boss, pm Palermo risentono ex capo Dap Amato

Palermo, 24 gen. - (Adnkronos) - Nuovo interrogatorio, a distanza di poco meno di 2 mesi, per l'ex direttore del Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Nicolo' Amato, che e' stato sentito oggi nell'ambito dell'indagine sulla cosiddetta trattativa tra lo Stato e Cosa nostra dopo le stragi di mafia del '92. L'ex magistrato e' stato interrogato oggi nei locali della Direzione antimafia di Roma per fornire alcuni chiarimenti dopo l'interrogatorio avvenuto nella Procura di Palermo il 18 novembre 2010. Ma, secondo quanto apprende l'ADNKRONOS Amato non sarebbe riuscito a fornire ai magistrati che lo hanno interrogato i chiarimenti richiesti.

Pdl: risarcimento per ''ingiusta intercettazione'' e sanzioni ai pm

Roma, 24 gen. (Adnkronos/Ign) - Chi è stato "ingiustamente" intercettato ha diritto ad un'"equa riparazione", ossia un risarcimento che può arrivare a 100mila euro. E' la proposta sottoscritta da 30 deputati del Pdl, di cui primo firmatario è Luigi Vitali, già sottosegretario alla Giustizia. La proposta prevede inoltre che il Guardasigilli e il Procuratore generale presso la Cassazione valutino la sussistenza di profili disciplinari nei confronti del pm e del gip "che hanno richiesto, autorizzato ed eventualmente prorogato l'ingiusta intercettazione".
Leggi tutto:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Pdl-risarcimento-per-ingiusta-intercettazione-e-sanzioni-ai-pm_311585759829.html

Ruby, indagini difensive: le carte ai pm. Procura conferma: rito immediato

Milano, 24 gen. (Adnkronos/Ign) - Sono arrivate a Milano, negli uffici della Procura, le carte relative alle indagini difensive svolte dagli avvocati Niccolò Ghedini e Pietro Longo, difensori di Silvio Berlusconi, nell'ambito del caso Ruby, che vede il premier indagato per concussione e prostituzione minorile.
Tra le carte inviate dai legali del Cavaliere ci sono gli 'interrogatori' effettuati nell'ambito delle indagini difensive a circa una ventina di persone. Le persone ascoltate dai legali sarebbero in gran parte ragazze invitate in passato alle serate organizzate per il presidente del Consiglio nella sua residenza ad Arcore. E' quanto si apprende negli ambienti giudiziari dove gli inquirenti stanno esaminando "con attenzione" tutto il materiale inviato, circa una settantina di pagine.
Nonostante l'invio delle indagini difensive, non cambia l'orientamento dei pm milanesi che chiederanno il processo con rito immediato per il presidente del Consiglio. Per la formalizzazione della richiesta di processo al gip, però, ci vorranno non meno di una decina di giorni. In procura assicurano che sono stati esaminati da tempo anche i problemi giuridici relativi al rito immediato. Come giurisprudenza contraria, a quanto pare, ci sarebbe una sola sentenza della Cassazione secondo cui non si può chiedere il rito immediato quando c'è di mezzo un reato come la prostituzione per il quale si può procedere con la citazione diretta.

Intanto, nuova audizione oggi per Nadia Macrì, l'ex escort che giovedì scorso nel corso della trasmissione 'Annozero' ha dichiarato di aver visto Ruby a Villa San Martino il 24 aprile dello scorso anno ed ha raccontato di rapporti sessuali a pagamento con Berlusconi. L'interrogatorio è terminato dopo circa due ore. Dopo la prima testimonianza di venerdì scorso, durata circa 5 ore, gli inquirenti milanesi hanno voluto risentire l'ex escort per alcuni riscontri. Il confronto è avvenuto in procura, nell'ufficio del pm Antonio Sangermano. La giovane è comparsa per la prima volta nelle carte nell'ambito di una inchiesta sviluppatasi a Palermo e poi trasferita per competenza a Milano.

"Abbiamo verificato attentamente le dichiarazioni di Nadia Macrì, sia quelle rese a Palermo sia quelle rese a Milano in due occasioni'' ha detto il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.

Sul fronte politico, Massimo D'Alema, intervenuto a '28 minuti' su Radio2, ha attaccato duramente Berlusconi che per il presidente del Copasir ha ''mentito al paese: ha detto che non ha mai pagato una donna, che non ha mai avuto rapporti con minorenni... In un paese civile chi mente non può guidare un paese". D'Alema ha anche ricordato la telefonata in Questura: Berlusconi "ha ingannato le forze dell'ordine non è compatibile con un'idea minima di sicurezza", e inoltre "il fatto che non si sia presentato ai pm dimostra l'imbarazzo di fronte all'evidenza schiacciante di prove".

Il Pdl nel frattempo aspetta le prossime mosse dei pm e si prepara al peggio senza mollare la presa sul caso Ruby. Da palazzo Grazioli l'input è preciso: resistere fino a quanto è possibile e solo se non ci sono altre strade percorribili si va al voto. Silvio Berlusconi è atteso per domani a Roma. Sarà una nuova settimana sull'ottovolante, ma lui tira dritto, farà di tutto per scongiurare in questo momento le urne (i sondaggi riservati in suo possesso attestano un lieve calo del suo gradimento, -1,2% ma non il temuto crollo d'immagine). Prima di passare al contrattacco, il Cavaliere vuol capire cosa uscirà ancora dalla Procura di Milano.

Nel Popolo della libertà si temono nuove rivelazioni e i legali Niccolò Ghedini e Pietro Longo stanno studiando le contromosse per attutire eventuali colpi. Nel partito raccontano di un premier sotto assedio, chiuso nel suo fortino ma pronto a dar battaglia fino all'ultimo senza esclusioni di colpi. Il Cavaliere non si fida del terzo polo e considera l'ultima proposta dell'Udc alla Lega un ennesimo tentativo di farlo fuori con esecutivi tecnici e congiure di palazzo.

A preoccupare il premier non è tanto il Carroccio, che oggi ha rinnovato la sua lealtà condizionata al federalismo, ma la reazione della Chiesa. Da Ancona il cardinale Angelo Bagnasco è stato chiaro: ''Occorre fare chiarezza in modo sollecito e pacato, e nelle sedi appropriate''.

L'inghippo sugli stipendi dei prof

Ministero e parte dei sindacati avevano assicurato che gli scatti, bloccati dalla manovra, erano stati reintegrati. Ma ora, guardando le buste paga, per circa 400mila, questo avverrà con tre anni di ritardo. E parte l'allarme. di SALVO INTRAVAIA. Sorpresa amara in busta-paga per 300 mila docenti e 70 mila non docenti della scuola. Nel prospetto dello stipendio di gennaio, nonostante le rassicurazioni di parecchi sindacati e dello stesso governo, migliaia di insegnanti, bidelli e personale di segreteria scoprono che per ottenere il prossimo scatto di stipendio dovranno attendere otto anni, non più sei come stabilito dal contratto. Una enormità se si considera che il contratto della scuola è scaduto a fine 2009 e che nel frattempo il costo della vita crescerà almeno di 15 punti. La notizia circola da diversi giorni in alcuni siti specializzati. Al momento, i più cauti battezzano la questione come semplice "giallo sugli scatti". Ma basta confrontare i prospetti di dicembre e gennaio inviati dal ministero dell'Economia agli interessati per comprendere la portata del blocco degli scatti, che alcuni sindacati giurano di avere disinnescato. Per comprendere la questione occorre fare un passo indietro, ritornando al mese di giugno del 2010, quando il governo sotto i colpi della crisi economica mondiale e della speculazione internazionale vara una megamanovra finanziaria da 25 miliardi.In un primo momento, gli stipendi degli insegnanti vengono colpiti in tre modi: congelamento del rinnovo del contratto, già scaduto il 31 dicembre del 2009; blocco per un triennio degli scatti stipendiali automatici previsti dal contratto vigente e dirottamento della quota di risparmi destinata al merito per coprire debiti del governo nei confronti delle scuole. Di fronte ad una simile batosta, opposizioni e sindacati alzano la voce e dopo diverse manifestazioni di piazza e una complessa trattativa con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, Cisl e Uil scuola e Snals strappano un impegno: il blocco degli scatti automatici viene scongiurato e saranno coperti con la quota di risparmi destinata al merito. Le scuole che vantano crediti nei confronti del ministero faranno come hanno fatto finora: si arrangeranno. Ma, come sarebbe stato più logico fare, al momento di convertire in legge il decreto sulla manovra il Parlamento non cancella il famigerato comma 23 dell'articolo 9, che blocca gli scatti per il 2010, 2011 e 2012. Preferisce invece aggiungere a tre diversi articoli altri tre commi che solo letti insieme e con notevole sforzo interpretativo riconsegnano gli scatti a coloro che avrebbero dovuto percepirli nel 2010, 2011 e 2012. E, a riprova che "il pericolo è superato", pochi giorni fa arriva il decreto di Tremonti che assegna i fondi per il 2010. Lasciando intendere che una soluzione analoga sarebbe stata adottata anche per il 2011 e per l'anno successivo. Ma la verità sembra un'altra: coloro che hanno ricevuto lo scatto di stipendio nel 2010, nel 2009 e nel 2008 restano fregati. Roberta è una insegnante di scuola dell'infanzia che ha ricevuto l'aumento di stipendio a settembre dello scorso anno e fino alla busta-paga del mese di dicembre il suo cedolino indicava il successivo scatto, pari a 2 mila euro l'anno circa, per il 2016. Ma nel prospetto del mese di gennaio, a sorpresa, scopre di "scattare" nel 2018: due anni dopo. Dovrà in sostanza attendere ben otto anni prima di ricevere un aumento di stipendio pari a 100 euro al mese netti. Il conteggio effettuato da Osvaldo Roman, uno che se ne intende di questioni scolastiche, spiega che tutti i docenti con nove anni di anzianità di servizio perderanno 25 mila euro fino a fine carriera. Saranno un po' più fortunati coloro che devono rimanere in cattedra per meno tempo: da 18 mila euro a 4 mila per coloro che hanno 35 anni di servizio. Del resto, non è un segreto che con questa manovra sugli stipendi di docenti e Ata il governo intendeva racimolare un bel gruzzolo: 18 miliardi di euro con effetti fino al 2050, come si legge nella relazione tecnica allegata alla manovra.

Pdl contro Emma Marcegaglia

Il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto: "Sa benissimo lei per prima che non esistono possibilita' in questo momento di un governo che possa fare riforme radicali''. E il Giornale la chiama "la maestrina" ROMA - "Capisco che per Emma Marcegaglia e per Confindustria il momento sia molto difficile, Marchionne ne ha certificato l'inutilita'''. Cosi' il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, ai microfoni di Radio Popolare, commenta l'intervista della presidente di Confindustria 1, Emma Marcegaglia, ieri sera a Che tempo che fa.''Marcegaglia dovrebbe dire cosa vuole e come vuole farlo - prosegue Crosetto - Dire che in poche settimane si devono fare le riforme e' un ritornello banale con cui lancia dei messaggi ai suoi associati per non perdere peso. Sa benissimo lei per prima che non esistono possibilita' in questo momento di un governo che possa fare riforme radicali''.''C'e' un progetto piu' ampio - conclude Crosetto - di un gruppo di cui Marcegaglia fa parte, per cui l'importante e' togliere di mezzo Berlusconi''.Nuovi affondi arrivano anche dalla stampa berlusconiana. Si distingue il Giornale che definisce la Marcegaglia "una maestrina" che parla "per nascondere il suo fallimento".

Cgil: stop a caporalato, diventi reato

(ANSA) - ROMA - La Cgil all'attacco del caporalato: per fermare il fenomeno che vessa nei campi e nell'edilizia oltre 550mila lavoratori, e' stata messa a punto una proposta di legge perche' diventi un reato penale. Le federazioni degli edili e dell'agricoltura, Fillea e Flai, insieme alla Confederazione lanciano la campagna dal titolo 'Stop caporalato'. Oggi, spiegano, in caso di flagranza e' prevista solo una sanzione amministrativa di appena 50 euro per ogni lavoratore ingaggiato.

Muore in ospedale dopo 12 giorni di agonia,procura apre inchiesta

Firenze, 24 gen. (TMNews) - La Procura di Firenze ha disposto l'autopsia sul corpo dell'uomo deceduto ieri all'ospedale di Empoli, dopo 12 giorni di agonia, a seguito di un intervento chirurgico, durante il quale era avvenuta una perforazione dell'ansa ileale. Il paziente, che si era sottoposto ad un'operazione per togliere i calcoli, si chiamava Matteo Di Stefano, aveva 67 anni ed era infermiere in pensione a Castelfiorentino (Firenze). I familiari hanno presentato un esposto e il Pm Lastrucci ha aperto un fascicolo, per ora "come atto dovuto", in attesa del responso medico legale. L'autopsia verrà effettuata questa mattina nel reparto di medicina legale di Careggi e saranno presenti anche i periti di parte. Secondo quanto riportato dai figli, Di Stefano era stato sottoposto il 10 gennaio scorso ad un intervento di colecistectomia laparscopica per rimuovere i calcoli della colecisti. L'operazione duro' circa 40 minuti, ma dopo tre ore l'uomo accusava dolori forti, ed e' stato operato nuovamente la notte del 12 gennaio. A quel punto i medici hanno comunicato che nel corso del primo intervento era avvenuta una perforazione dell'ansa ileale. L'anziano e' stato mantenuto in coma farmacologico ed e' deceduto ieri mattina.

Caso Ruby, la Macrì torna davanti ai pm.

Milano, 24 gen. (Ign) - Sarà ascoltata nuovamente dai pm di Milano oggi Nadia Macrì, l'ex escort che giovedì scorso nel corso della trasmissione 'Anno Zero' ha dichiarato di aver vistoRuby a Villa San Martino il 24 aprile dello scorso anno. Lo riferisce SkyTg24. La ragazza è già stata ascoltata in Procura per circa 5 ore venerdì scorso. Il verbale, fanno sapere negli ambienti giudiziari, è stato secretato ma a quanto pare la giovane avrebbe ribadito la sua ricostruzione dei fatti, e i vari episodi in cui ha incontrato Silvio Berlusconi, in Sardegna e ad Arcore, riferendo agli inquirenti i particolari di quelle visite. E' possibile che la Macrì abbia anche consegnato agli inquirenti gli oggetti ricevuti in dono dal leader del Pdl, ma anche su questo particolare c'è il più stretto riserbo. L'ex escort è comparsa per la prima volta nelle carte nell'ambito di una inchiesta sviluppatasi a Palermo e poi trasferita per competenza a Milano.

Tunisia: sciopero dei docenti di scuole e universita' contro il governo

Tunisi, 24 gen. - (Adnkronos/Aki)- Si sta svolgendo in queste ore uno sciopero del personale docente delle scuole medie superiori e delle universita' tunisine contro il governo di unita' nazionale del paese nord africano. Secondo quanto riferisce l'inviato della tv satellitare 'al-Jazeera', lo sciopero, che coincide con il giorno della riapertura delle scuole e delle universita' dopo le proteste delle scorse settimane, ha registrato un'alta percentuale di adesioni.

Esauriti i farmaci necessari nella Striscia di Gaza

GERUSALEMME - Gli effetti del brutale assedio sionista, che ha trasformato l'intera Striscia di Gaza in un colossale ghetto, vanno facendosi sentire sempre più dopo oltre 4 anni di escalation ininterrotta. Ministero della Salute del legittimo Governo palestinese ha comunicato che le scorte di alcune droghe salvavita come quelle per la chemioterapia, quelle contro il diabete e le malattie renali, nonché altri generi di farmaci utili per contrastare malattie infantili potenzialmente anche molto pericolose sono praticamente esaurite.A garantire un buon servizio sanitario non bastano conoscenze e professionalità, servono anche medicine ed equipaggiamenti. Attualmente le strutture cliniche della Striscia hanno bisogno anche di respiratori, provviste per anestesia, chiodi per chirurgie ortopediche, anche filo da sutura.Dall'inizio dell'assedio sionista oltre 120 cittadini di Gaza sono morti per malattie che, senza l'assedio, avrebbero potuto benissimo essere curate.

L’Italia, un impero moderno fondato da Berlusconi

ROMA - “Berlusconi ha trasformato l'Italia in un impero moderno controllando i media, l’economia e I politici”, a dirlo è stato il giornaista e il regista americano vincitore di due premi del Emmy, il più importante premio televisivo a livello internazionale. “Questo è un impero moderno fondato da Berlusconi che dominando I mass media, le imprese economiche e in particolare I politici e pagandoli per ingannare il sistema infromativo e il pubblico vuole restare ancora al potere”, lo ha detto Danny Schechter, il redattore esecutivo di MediaChannel.org, in un'intervista esclusiva alla Press TV.Sono in aumento le pressioni sul primo ministro italiano che ha rifiutato di comparire davanti ai pubblici ministeri della Procura di Milano peri suoi reati sessuali.Il premier italiano, 74enne è sotto inchiesta con l’ accusa di aver pagato per avere avuto rapporti sessuali con Ruby quando era 17enne e che abbia abusato della sua posizione di premier per ottenere il rilascio della ragazza dalla questura di Milano quando nel maggio scorso era stata fermata per furto."In un certo senso si può dire che tutti questi eventi è come una serie televisiva interpretata dallo stesso Berlusconi come lo star” ha detto Schechter."Berlusconi essendo ricco, essendo una celebrità ottiene tutto quello che vuole e quindi è molto difficile dirarlo giu dal trono con tutto questo potere che ha" ha concluso il giornalista americano.

domenica 23 gennaio 2011

Cuffaro in carcere, in Sicilia nessuno più è intoccabile

di Pino Finocchiaro
Cuffaro in carcere, in Sicilia nessuno più è intoccabile

La bocca del lupo del carcere di Rebibbia inghiotte Salvatore Cuffaro. Salvatore Cuffaro è in carcere, a Rebibbia per aver favorito i boss di Cosa Nostra. L'ex governatore della Sicilia prega a lungo in attesa della sentenza della Cassazione che lo condanna in via definitiva a sette anni per favoreggiamento di esponenti di Cosa Nostra nel processo per le talpe alla Direzione Distrettuale Antimafia palermitana. Salvatore Cuffaro, ex presidente della della regione siciliana, è costretto alle dimissioni per la condanna in primo grado a Palermo che esclude l'aggravante mafiosa.

Nel complesso, la sentenza del Tribunale di Palermo del 18 gennaio 2008, infligge agli undici coimputati condanne più lievi. Totò Vasa Vasa cade su una foto che lo ritrae con una guantiera di cannoli freschissimi per festeggiare la condanna a quattro anni per favoreggiamento "semplice".

In appello, la condanna riconosce l'aggravante mafiosa, gli anni di reclusione diventano sette. Cuffaro si dice fiducioso del ricorso in Cassazione. Il procuratore generale sembra volergli dare ragione, chiede ancora una volta l'esclusione dall'aggravante mafiosa. Per la pubblica accusa in Cassazione non appare sufficientemente provato che l'ex governatore sapesse che il manager della Sanità Aiello ricevesse le sue confindenze nell'interesse di Cosa Nostra sulla presenza delle cimici dei carabinieri nella casa del boss Guttadauro.

La sentenza della seconda sezione della Cassazione, cancella ogni dubbio, ogni beneficio. Per Salvatore Cuffaro i guai giudiziari non finiscono qui: il 3 febbraio ricomincia, davanti al gup di Palermo, il rito abbreviato a carico dell'ex governatore, per concorso esterno in associazione mafiosa. La pubblica accusa chiede la condanna a dieci anni.

Totò Cuffaro all'ora di pranzo lascia la casa romana. Ai giornalisti dice: "Vado a costituirmi a Rebibbia" In effetti i carabinieri lo portano alla caserma Farnese. Lì gli notificano l'ordine di carcerazione faxato da Palermo. Prima di sparire tra le braccia degli investigatori del Ros, Cuffaro aggiune: "Mi appresto a scontare la mia pena con grande fiducia nelle istituzioni".

Quelle istituzioni che Cuffaro ha tradito raccogliendo notizie sull'inchieste a palazzo di Giustizia a Palermo, inducendo al tradimento impiegati e investigatori come spiega la sentenza che lo inchioda. Tant'è, i carabinieri del Ros di Palermo portano in carcere altri due condannati: un collega, l'ex maresciallo dei carabinieri Giorgio Riolo, concorso esterno in associazione mafiosa, 7 anni, 5 mesi, uno sconto di sei mesi dalla Cassazione che invece conferma a l'ex manager della sanità Michele Aiello 15 anni e mezzo di carcere. Riolo stanotte dorme nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, Aiello al Pagliarelli di Palermo. Totò Cuffaro stanotte riposa e medita in quel di Rebibbia a Roma. Ma l'attende il Pagliarelli nella natìa Sicilia, dove nessuno più è intoccabile.

incredibili rimpianti

Moralità

Israele: 127 prigionieri palestinesi in carcere da oltre 20 anni

Israele: 127 prigionieri palestinesi in carcere da oltre 20 anni
TEL AVIV - Da oggi, 23 gennaio, con Mohammed as-Sabbagh, palestinese 36enne, i prigionieri palestinesi cosiddetti "decani", perché in detenzione da oltre 20 anni, diventano 127. Israele ha condannato as-Sabbagh a tre ergastoli e 20 anni di carcere per per aver preso parte ad alcune operazioni ostili alle forze d'occupazione a fanco delle brigate di "al-Aqsa". Attualmente as-Sabbagh è detenuto nella prigione israeliana di Nafhah.

Territori Occupati: 2 mila ettari di terra palestinese confiscata

Territori Occupati: 2 mila ettari di terra palestinese confiscata
GERUSALEMME - Secondo Press Tv è già scattato l'allarme sulla minaccia delle prossime confische annunciate dalle autorità del regime sionista ai danni delle proprietà palestinesi. Oltre 2 mila ettari di terreni palestinesi saranno, infatti, confiscati da Israele nell'area di Wadi 'Arah, zona che collega il nord dei Territori Occupati al sud. Il progetto mira all'ampliamento dell’area ebraica in tutti la Palestina Occupata. Zeidan Badran, locale, ha ammonito i residenti palestinesi a non cedere alle confische. "Anche questo, - ha spiegato Badran, esponente palestinese - rientra nella politica israeliana, che è una politica razzista atta ad ebraicizzare l'intera area e a cancellare esistenza e identità palestinesi attraverso questi progetti di insediamento i quali, all'attuale stato dei fatti, sono tutt'altro che graduali".

Italia: Ministro Calderoli, un nero non può essere italiano, tantomeno parlamentare

Italia: Ministro Calderoli, un nero non può essere italiano, tantomeno parlamentare

ROMA - Secondo Calderoli i neri non possono essere italiani. Il ministro per la Semplificazione non ha voluto accettare critiche rivoltogli da Jean Leonard Touadì, primo deputato nero nel Parlamento italiano, e gli ha intimato di tornare nel Congo sua vera patria. " Un nero non può certo essere un italiano, figuriamoci poi se può restare in Parlamento, tornatene nel Congo..." ha affermato Calderoli. Parole pesanti che alimentano quelle forme di odio e di xenofobia che stanno minando la convivenza civile. Se qualcuno è rimasto stupito da questo linguaggio rozzo, non lo è per migliaia di donne e uomini che faticano in Italia, pagano le tasse, muoiono nelle fabbriche e nei cantieri, ma ai quali si vorrebbe negare qualsiasi diritto, anzi si vorrebbe negare l’esistenza stessa. A questi inquinatori della società dovrebbe essere applicato il fermo preventivo, tipo quello proposto da Gasparri, prima che avvelenino ogni pozzo, seminando i germi dell’odio e dell’intolleranza.

Italia: vescovo, Afghanistan non è missione di pace e soldati morti non sono eroi

Italia: vescovo, Afghanistan non è missione di pace e soldati morti non sono eroi
PADOVA – Secondo il sito di tgcom, Mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, non reputa “missione di pace” quella italiana in Afghanistan e ne deduce che i soldati morti in quel paese, non possono essere descritti eroi."Certo sono dispiaciuto che questo giovane sia morto, ha detto il sacerdote parlando del caso di Matteo Miotto il soldato italiano morto il 31 Dicembre, ma andiamo piano però con l'esaltazione retorica, non facciamone degli eroi. Quelle non sono missioni di pace". L'alto prelato ha aggiunto: "Vanno lì con le armi, e quindi il significato è un altro, non dobbiamo dimenticarlo". Per la ricorrenza del patrono di Padova, San Francesco di Sales, Mattiazzo ha ricordato di non essere andato ai funerali privati di Miotto, a Thiene: "La Diocesi era comunque rappresentata" ma si è limitato ad inviare una lettera di cordoglio, letta in chiesa, nella quale evidenziava "la scelta di alto valore" fatta dall'alpino. "I funerali per questi giovani sono doverosi - ha detto il vescovo come riportano oggi i quotidiani locali - ma non sono d'accordo con una certa esaltazione retorica".

Ruby, Fede: nessuna trasgressione - D'Addario pronta per la politica

Roma, 23 gen. (Adnkronos/Ign) - "Nessuna delle ragazze invitate ad Arcore è stata invitata da me". E' quanto ha dichiarato il direttore del Tg4, Emilio Fede, nel corso del programma 'In mezz'ora' condotto da Lucia Annunziata su Raitre.

"Mai una ragazza - ha ribadito - a partire da Ruby. Io sono stato ben felice di esserci; mi fa piacere essere invitato a casa del presidente del Consiglio, per simpatia umana e condivisione politica nei confronti di Silvio Berlusconi. E quanto a simpatia umana e a intelligenza politica, il premier ne ha tanta".

Le cene ad Arcore, assicura Fede, ''avevano uno svolgimento regolare, sicuro, mai trasgressivo e di questo io posso essere preciso testimone. Si cenava, si parlava molto di politica, Berlusconi amava raccontare aneddoti sui suoi viaggi all'estero e cantava, perché è stato ed è ancora un bravo cantante".

''In casa propria ognuno fa quel che gli pare" sottolinea il giornalista. E in merito a quella che è stata definita come la sala del bunga-bunga, Fede dice che "è un locale sotterraneo, una sorta di discoteca dove chi vuole può scendere dopo aver cenato, per ascoltare musica, ballare ma anche vedere filmati sui viaggi all'estero del premier o partite di calcio".

"Il suo problema - spiega il direttore del Tg4 - è la sua generosità; ha fatto anche costruire un ospedale in Thailandia, ha sempre il senso della solidarietà. Non so quale possa essere il compenso, l'elargizione per queste ragazze, la sua solidarietà. Berlusconi ha aiutato molta gente. Ma non gli ho mai visto passare dei soldi". Riguardo poi alle intercettazioni di telefonate in cui Fede con Mora parla di soldi, il giornalista risponde che se avesse ''davvero avuto bisogno di soldi Silvio, di cui sono molto amico, se glieli avessi chiesti me li avrebbe dati e anche molti di più".

Fede dice di essere ''sereno sulla verità che è la mia verità: c'è un'indagine e ho rispetto per l'indagine; un po' meno per questa campagna mediatica che a memoria mia, tra prima e seconda Repubblica, non ricordo sia mai stata così aggressiva, così drammatica, così lontana dalla verità. Spero di poterla dimenticare ma non sarà facile. Il danno maggiore arriva da certa informazione".

Il deputato Pdl Gaetano Pecorella, nella veste di avvocato che difende Emilio Fede nell'inchiesta sul caso Ruby, ha precisato all'Adnkronos che "la decisione di rilasciare l'intervista a Lucia Annunziata non fa parte di chissà quale controffensiva messa a punto in modo particolare. Gli avvocati decidono in materia di condotta processuale. Credo che Fede abbia deciso sul momento, come spesso accade nel caso delle interviste. Tutto lì". Pecorella non si 'sbottona' su quello che sarà l'asse portante della difesa: "Non lo dichiaro per il semplice motivo che lo farò nel momento e nella sede opportuna. Quale giocatore di poker - conclude - scoprirebbe le sue carte in anticipo?".

Dopo il direttore del Tg4 a 'In mezz'ora' è stata la volta di Patrizia D'Addario che all'Annunziata è tornata a raccontare la sua verità a proposito delle sue relazioni con il presidente del Consiglio. ''Il risarcimento non c'è mai stato, sempre fango sulla mia persona ingiustamente. Io non ho mai percepito soldi dal presidente del Consiglio'', ha detto la D'Addario davanti alle telecamere di Raitre.

"Io non ho chiesto soldi, nulla. Lui era molto attento e sensibile a un problema che mi affliggeva, il suicidio di mio padre - ha ribadito - Io ero lì a palazzo Grazioli per motivi completamente diversi dalle ragazze che erano lì per fare carriera, per prendere quei soldi. Io non ho mai chiesto né preso soldi".

La D'Addario ha poi rivelato: "Mi è stato proposto di scendere in politica, ma per il momento non posso dire nulla di più". ''Devo ancora incontrare alcune persone: sceglierò per il meglio. Quello che si fa in politica - ha concluso - non mi piace per niente".

I berlusconiani all'attacco di Fini Cicchitto: "E' lui che deve dimettersi"

Maroni sollecita maggioranza e opposizione a "deporre le armi". Il presidente della Camera ribadisce: il Cavaliere faccia un passo indietro. Il Guardasigilli Alfano: "Il premier va dai giudici, non dai pm"

ROMA - L'appello alla tregua politica arriva dalla Lega, preoccupata che le tensioni possano bloccare il progetto federalista tanto caro al Carroccio. Ma nelle stesse ore continua lo scontro tra il premier e i suoi fedelissimi e il presidente della Camera Gianfranco Fini. Che, oggi, in un'intervista al Corriere Adriatico, chiede le dimissioni del presidente del Consiglio. Provocando l'irata reazione del Pdl. "Berlusconi è stato eletto dagli italiani, Fini è alla presidenza della Camera con il voto della maggioranza - replica Alfano - Anche noi chiediamo giustizia e non giustizialismo, giudizi e non pregiudizi. Ci sottoponiamo al giudizio di moralità ma non di moralismo". Poi tocca a Fabrizio Cicchitto: "Fini dimostra di non essere affatto super partes e di conseguenza deve essere lui a dimettersi da presidente della Camera e a condurre a viso aperto la sua battaglia politica, senza godere di una posizione istituzionale".
Nel pieno della bagarre il ministro dell'Interno Roberto Maroni, dalle colonne del Corriere della Sera, chiede a maggioranza e opposizione di "deporre le armi" per consentire di "affrontare e risolvere i problemi reali del Paese". Ricordando che il prossimo 2 febbraio il Parlamento voterà o meno il federalismo fiscale targato Carroccio. Snodo decisivo per il proseguimento della legislatura. Cauta la replica dei finiani. Adolfo Urso che apprezza l'appello alla "tregua" ma chiede che il Cavaliere "abbia un comportamento diverso nei confronti delle istituzioni, in sintonia con quanto auspicato dal presidente della Repubblica. Berlusconi si presenti nelle sedi competenti per spiegare quanto accaduto invece di gridare al complotto accusando gli altri organi dello Stato".
L'appello di Maroni, però, giunge nel pieno del ciclone Ruby. Che non accenna a placarsi. "Non è vero che Berlusconi non va dai magistrati: non va dai pubblici ministeri ed è una strategia che la legge consente all'indagato. Credo che si recherà invece dai giudici quando la questione dovesse riguardare appunto i giudici e non i pm", dice il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervistato da Maria Latella su Sky Tg24. N
Ed è proprio sugli scenari futuri che si avvita una nuova polemica. Che prende il via dalle parole di Walter Veltroni 1 che, ieri al Lingotto, aveva parlato di un governo "di tutte le forze per uscire dall'emergenza". Affermazioni in cui Cicchitto vede "il compimento dell'operazione mediatico-giudiziaria" che punterebbe "a riproporre il governo tecnico e di responsabilità". "L'unica via alternativa a questo governo,che invece ci auguriamo possa continuare a governare, sono le elezioni anticipate", taglia corto il capogruppo del Pdl a Montecitorio. Scaccia i timori anche Alfano: "Non c'è alcuna possibilità che la Lega ascolti le 'sirene' dell'opposizione. Non è possibile, quindi, che le cose dette da Veltroni ieri possano far cambiare linea al Carroccio".
Infine il sindaco di Roma Gianni Alemanno, i ministri Ignazio La Russa, Altero Matteoli, Giorgia Meloni, il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano e il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri si schierano con Berlusconi. Mandando una lettera al berlusconiano Giornale. Per la pattuglia degli ex An "il berlusconismo ha avuto il merito di rendere "orgogliosi" gli italiani, almeno quelli che appartengono "a famiglie normali" e quelli che "non rivendicano i matrimoni per gli omosessuali".

Ruby, spuntano foto e bonifici. Una modella: “Accompagnata a casa dalla scorta di B.”

La procura avrebbe trovato immagini delle ragazze a casa del premier. Barbara Guerra: “I poliziotti mi hanno dato uno strappo”

Le foto ci sono. Dopo le indiscrezioni di ieri, arriva la conferma da un articolo delFatto Quotidiano a firmaAntonella Mascali, dove però si ricorda una prova che potrebbe essere molto più interessante: i bonifici, effettuati da SilvioBerlusconi, a favore delle ragazze di Arcore:

Nell’avviso a comparire sono indicate solo 2 operazioni bancarie diBerlusconi a favore di Alessandra Sorcinelli, ma, come pubblicato dal nostro giornale, il premier di versamenti a beneficio della ragazza, tra le assidue frequentatrice dei party hard di Arcore, ne ha eseguiti ben 13. Dall’11 gennaio 2010 al 17 gennaio scorso, per un totale di 115 mila euro. Tutti i versamenti sono partiti dal Monte dei Paschi, filiale di Milano 2 e sono finiti al Banco di Sardegna, agenzia di via Solferino, a Milano. L’ultimo versamento, del 17 gennaio, è avvenuto tre giorni dopo la deposizione di Sorcinelli in questura, dove è stata ascoltata per diverse ore. Era anche il giorno delle perquisizioni a casa e nell’ufficio di Nicole Minetti (indagata per favoreggiamento della prostituzione insieme a Lele Mora ed Emilio Fede) e nel residence di via Olgettina, a Milano 2, dove abitano, ance se da tre giorni sotto sfratto, molte delle papi- girls. Non Alessandra, che ha una casa in centro a Milano, vicino all’ex appartamento di Fabrizio Corona.

Le foto potrebbe riuscire a legare senza ombra di dubbio la presenza di alcune ragazze a casa diBerlusconi. Poi, se fossero davvero, come si dice, più esplicite di quanto ci si aspetti, allora il più sarebbe fatto. Intanto Barbara Guerra, modella e simpatizzante di Silvio, ha ammesso di essere stata riportata a casa, in un’occasione, dalla scorta del premier.

In via Olgettina, la polizia ha sequestrato anche materiale fotografico ritenuto “ i n t e re s s a n t e ” . Sarebbero foto scattate con i cellulari da alcune delle ragazze durante le serate “ Bunga bunga” e ritrovate dalla polizia nei pc, oltre che nei telefonini. A diverse di queste feste ha partecipato anche la modella Barbara Guerra. Ieri al Tg3 ha dichiarato che una volta da Arcore è stata riportata casa “ dalla scorta del presidente”, usata come un taxi. Una affermazione che sarà oggetto di indagine, d’altronde gli inquirenti nei giorni scorsi hanno già sentito tre uomini della scorta di Emilio Fede. Anche Ruby – secondo quanto risulta al Fatto – al – meno agli assistenti sociali di Milano ha sostenuto di essere andata a villa San Martino con tanto di auto blu e scorta.

“Contro Nicole Minetti abbiamo raccolto migliaia di firme”

23 gennaio 2011

Sara Giudice, consigliera di zona del PdL, attacca la consigliera e Formigoni

‘Abbiamo gia’ raccolto migliaia di firme’, anche di ‘giovani che non ne possono piu’, vorrebbero lasciare l’Italia perche’ si sentono disgustati da cio’ che sta accadendo, si domandano che cosa studiano a fare se poi c’e’ posto solo per le Minetti’. A dirlo Sara Giudice, la consigliera di zona del Pdl che ha avviato una raccolta di firme per le dimissioni del consigliere regionale NicoleMinetti, una raccolta a cui da oggi si puo’ partecipare anche sul sito www.firmiano.it/dimissioninicoleminetti.

INTERVISTA A REPUBBLICA – ‘Se i veri giovani del Pdl sono come Minetti, la nostra presenza nel partito e’ incompatibile’, afferma la venticinquenne in un’intervista a Repubblica. ‘Mi sono iscritta a Forza Italia quando avevo 18 anni perche’ credo in certi valori – racconta -. Ho fatto la mia tesi su Berlusconi, gliel’ho anche regalata. Continuero’ a credere in questi valori indipendentemente da cio’ che fara’ il partito e dalle scelte che faranno le persone che lo guidano’. ‘I garantisti che mi accusano di giustizialismo si rifugiano nella scorciatoia che bisogna aspettare gli atti del processo’, dichira Giudice. ‘Ma la questione che io pongo non e’ di garantismo, e’ di etica politica. Un vero politico sa far crescere i giovani intorno a se’ per garantire un futuro al suo progetto’. Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni ‘mi pare che una volta pretendesse di rispondere all’elettorato cattolico e di Comunione e Liberazione’, osserva. ‘Non ha nulla da dire sui fatti che stanno emergendo? Pensavo che anche lui credesse in certi valori. Evidentemente ha cambiato idea’.