giovedì 24 marzo 2011

Iran mette in guardia libici da interessi "coloniali" Occidente

Iran mette in guardia libici da interessi

TEHERAN - L'Iran oggi ha avvertito i libici di non fidarsi delle potenze occidentali che stanno lanciando attacchi aerei contro le forze di Muammar Gheddafi. TEHERAN - L'Iran oggi ha avvertito i libici di non fidarsi delle potenze occidentali che stanno lanciando attacchi aerei contro le forze di Muammar Gheddafi, dicendo che il loro obiettivo è di ottenere il controllo neo-coloniale sulla nazione ricca di petrolio.

La Repubblica islamica pur mostrando sostegno alla rivolta contro il leader libico, parte di quello che considera il "risveglio islamico" del mondo arabo, ha espresso sospetti sugli intenti dell'intervento occidentale in Libia dato che la coalizione che sta attaccando il paese nordafricano, e' praticamente guidata dagli Stati Uniti che negli ultimi anni hanno invaso Iraq e Afghanistan.

"Testimonianze e azioni dei Paesi dominanti nell'occupare Paesi oppressi indicano che le loro intenzioni in simili operazioni sono sempre dubbie", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Ramin Mehmanparast, citato dall'agenzia stampa Isna.

Il portavoce ha detto che la posizione dell'Iran "è sempre di sostegno al popolo e di difesa delle loro legittime richieste", ma ha messo in guardia i libici da un'eventuale occupazione da parte dei Paesi occidentali che dicono di volerli proteggere.

"Questi Paesi entrano normalmente con slogan seducenti di sostegno al popolo ma perseguono i propri interessi governando i Paesi e proseguendo il colonialismo in una nuova forma", ha spiegato.

«Uccise tre civili afghani per gioco» Soldato Usa condannato a 24 anni

Uno dei feriti della guerra in Afghanistan (foto d'archivio)

KABUL - Un soldato americano è stato condannato da una Corte marziale statunitense a 24 anni di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di aver fatto parte di una squadra della morte che ha ucciso per gioco tre civili afghani inermi. Lo scrive oggi l'agenzia di stampa afghana Pajhwok. Jeremy Morlock, 22 anni, è il primo condannato di un gruppo di cinque militari statunitensi sotto processo per aver ucciso civili indifesi afghani lo scorso anno nella provincia meridionale di Kandahar. Dopo aver ammesso le sue responsabilità, Morlock testimonierà ora contro gli altri suoi compagni, compreso il sergente Calvin Gibbs, considerato l'organizzatore della banda. Il processo contro il gruppo di militari statunitensi è cominciato lo scorso anno, ma è diventato di pubblico dominio dopo la pubblicazione sull'ultimo numero del settimanale tedesco Der Spiegel di foto impressionanti sugli assassinii commessi.

Non sembra, ma ti sto fregando. Parola di B

L'atteggiamento è quello di un ordinario furfante. Si nasconde nel buio, aspetta la preda nell’ombra. Poi, appena questa entra nel suo raggio d’azione, prende un oggetto e lo scaglia lontano. Il rumore sorprende la vittima, che si volta da quella parte. A quel punto, il furfante esce allo scoperto e la prende alle spalle. Se il delitto riesce, allora il diversivo più scemo del mondo ha funzionato.

Non sembra, ma Berlusconi, ancora una volta, ci sta fregando. Si dirà, lo fa da sempre, ma questa volta la sua strategia è davvero un capolavoro di furbizia, fortuna e sfacciataggine. Mentre tutti gli occhi sono puntati sulla guerra in Libia e sul disastro nucleare giapponese, il piazzista del Consiglio continua, oggi più di ieri, a tessere le sue trame all’interno del Palazzo. Vediamo allora di mettere da parte Gheddafi e i ribelli e cerchiamo di ricostruire il grande bluff che B. ci sta riservando.

È da parecchio tempo, oramai, che si continua a parlare di questa riforma “epocale” della giustizia. Per quanto la sua approvazione sarebbe un disastro irreversibile, anche ai più acerrimi detrattori di B. non sono sfuggite alcune curiose incoerenze. Partendo dal presupposto che qualsiasi legge su cui B. si spende anima e corpo non partorisce da un mero spirito democratico quanto dall’impellente esigenza del suo personale tornaconto, non ci sono molte garanzie che la megariforma della giustizia vada in porto. Perché è una legge costituzionale, il cui passaggio si misura in tempi tanto lunghi da non assolvere alla necessità di una rapida fuga dai processi che lo incalzano. In più, non godendo in Parlamento dei due terzi della maggioranza necessari alla sua approvazione, si prospetta un probabile ricorso al referendumcostituzionale. E B., visto anche l'andamento dei sondaggi, nutre il forte dubbio che i cittadini, quella riforma, gliela possano stracciare in mille pezzi. Insomma, è una pistola scarica, ma pur sempre una pistola.

Ma, al di là di questo, è il tempo ciò che manca al piazzista arcoriano. Il Processo Mills, quello più temuto, infatti è ripreso. E sta per arrivare al capolinea. In questo senso, la riforma della giustizia risulta per nulla incisiva. Ma vale la pena alzare il polverone, e spostare l’attenzione. Perché l’obiettivo di B. è un altro.La prescrizione. La commissione Giustizia alla Camera ha infatti approvato l’emendamento sul processo breve redatto da Maurizio Paniz - per intenderci, quel genio che, violentando la dignità del Parlamento, ha parlato a nome della maggioranza asserendo che B. fosse davvero convinto della parentela di Ruby con Mubarak. Tale emendamento prevede la riduzione dei tempi di prescrizione per i processi agli incensurati con più di 65 anni. Se la norma venisse approvata dall’aula, il processo Mills, invece di essere prescritto a febbraio 2012, sarà prescritto a maggio di questo anno. Il tempo necessario a celebrare una sola udienza. Quindi, impunità per B.

Ma non finisce qua.

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http://www.agoravox.it/Non-sembra-ma-ti-sto-fregando.html

Un premier sotto ricatto

di MASSIMO GIANNINI
UN PRESIDENTE del Consiglio sotto ricatto. Un governo a responsabilità e a sovranità limitata. Da qualunque parte la si osservi, l'Italia offre di sé un'immagine da fine Impero. Sul palcoscenico vediamo la tragedia della guerra e i grandi orrori della dittatura gheddafiana. Nel retropalco, al riparo dagli sguardi di un'opinione pubblica confusa e disinformata, non vediamo la commedia della destra e i piccoli orrori della "democratura" berlusconiana. La "promozione" di Saverio Romano a ministro è l'ultimo insulto al buon senso politico e alla dignità istituzionale. L'emendamento sulla prescrizione breve per gli incensurati è l'ennesimo schiaffo allo Stato di diritto.
Ciò che è accaduto ieri al Quirinale è la prova, insieme, della debolezza e della sfrontatezza del presidente del Consiglio. Berlusconi paga a caro prezzo la vergognosa "campagna acquisti" che in questi mesi gli ha consentito prima di evitare il tracollo al voto di sfiducia del 14 dicembre, poi di puntellare la maggioranza dopo la fuoriuscita dei futuristi di Gianfranco Fini. La sparuta pattuglia dei cosiddetti "responsabili", assoldati tra le anime perse dei "disponibili" di Transatlantico, gli ha presentato il conto: i nostri voti alla Camera, in cambio di poltrone di governo e di sottogoverno. Esposto a questo ricatto pubblico subito in Parlamento (che si somma ai ricatti privati patiti sul Rubygate) il premier non si è potuto tirare indietro.
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Trovato nel computer il diario di Ruby "Silvio mi disse che poteva ottenere tutto"

I file sul pc della ragazza marocchina. "La prima volta mi diede un collier e 46 mila euro". Negli appunti un attacco al pm Forno: "Vuole colpire Mora e Berlusconi"

di PIERO COLAPRICO e EMILIO RANDACIO
MILANO - C'è una Ruby che piange con i pubblici ministeri e una che con i pubblici ministeri s'arrabbia, e di brutto. C'è una Ruby che nei verbali dice una cosa e che nei suoi appunti sul computer, che riteneva a prova di ladro, ne dice una simile, ma non proprio uguale. "Trattiamola non come se fosse un pentito, ma come un testimone di mafia. Bisogna cercare i riscontri di quello che dice", si sono imposti in procura dal luglio dello scorso anno e, dal bunga bunga alle case gratis per le papi-girl, dalle auto in regalo ai soldi in busta, riscontri ne sono stati trovati una montagna, tant'è vero che è stato chiesto e ottenuto il processo con rito immediato per il premier Silvio Berlusconi. Ma vediamo le ultime novità delle indagini.
I file nel computer
I detective, dal portatile della diciottenne, nella "cartella "3.9", sottocartella "documenti"" estraggono e trasmettono appena lo scorso febbraio un file di appunti dal nome "ho conosciuto Emilio Fede nei vari concorsi di bellezza a... ". È uno scritto in cui Ruby indica nel direttore del Tg4 il "vettore nella conoscenza di Lele Mora e Silvio Berlusconi". Questo il testo recuperato: "Ho conosciuto Emilio Fede nei vari concorsi di bellezza a cui ho partecipato (miss muretto, miss curva del sud, miss venere). Lo stesso Fede mi diede il suo contatto promettendomi lavoro a Milano. Il sig. Fede mi portò nell'agenzia di Lele Mora".
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Fukushima, sale la radioattività in mare ricoverati due operai della centrale

Gli addetti al reattore 3 sono venuti a contatto con l'acqua contaminata. Nuova scossa sismica di magnitudo 6 nel nord del Paese. A Tokyo l'acqua del rubinetto torna potabile per i neonati. Ispra: In Italia nessuna traccia della nube.

TOKYO - Mentre continuano le scosse di assestamento in Giappone - l'ultima di magnitudo 6,1 è stata avvertita nel nord del Paese - è sempre complicata la situazione intorno alla centrale nucleare di Fukushima. La presenza di iodio nell'acqua di mare nei pressi della struttura è aumentata fino a 147 volte i livelli fissati dalla legge. E tre dipendenti della centrale sono stati colpiti da radiazioni, rendendo necessario il ricovero in ospedale per due di loro. Intanto sono ripresi i lavori di riattivazione dell'impianto di raffreddamento al reattore n.3 dell'impianto, dopo quasi un giorno di stop per la fuoriuscita di fumo nero. Dopo l'allarme dei giorni scorsi, l'acqua del rubinetto di Tokyo è di nuovo potabile, con il livello di iodio radioattivo tornato sotto il limite legale ammesso per i bambini: lo hanno annunciato le autorità municipali. E' stato intanto diffuso l'ultimo bilancio ufficiale delle vittime del sisma e dello tsunami: 26mila, fra dispersi e vittime certe. E centinaia di migliaia sono gli sfollati che hanno trovato rifugio nelle strutture d'emergenza.
Nuova scossa, possibile onda anomala. La terra è tornata a tremare oggi: una nuova scossa di terremoto di magnitudo 6.1 è stata registrata nel Giappone nordorientale alle ore 17.21 locali (le 9.21 in Italia), ha riferito la Japan Meteorological Agency (Jma) che ha rilevato l'epicentro poco lontano dalle coste della prefettura di Iwate, a una profondità di 20 km.
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Nicaragua, la prostituzione minorile dilaga E i clienti sono considerati benefattori

L'insopportabile mercato avviene circondato da una diffusa tolleranza, sia delle pubbliche autorità, che della gente. Ci sono due visioni contrapposte del diritto: da una parte il reato di abuso sessuale su bambine e bambini viene sancito, dall'altra però le vittime, non gli avventori, vengono considerate "viziose"

di VERONICA RANZA
MANAGUA - Il tema dello sfruttamento della prostituzione minorile venne alla ribalta negli anni Novanta per la tragicità delle condizioni in cui migliaia di bambine e bambini erano costretti a vivere e a mantenersi nei paesi del Sud Est Asiatico, principalmente in Thailandia. L'America Latina invece, nonostante studi indichino che il fenomeno sia presente già da tempo, solo recentemente ha iniziato ad essere considerata un centro importante della lotta contro lo sfruttamento della prostituzione dei minori. In particolare, in paesi come il Costa Rica e il Nicaragua, bambini, bambine e adolescenti sono facilmente oggetto di traffici oltre frontiera, venduti a turisti stranieri o costretti a vendere il proprio corpo, nella più totale indifferenza.
Tutto avviene sotto occhi inermi. A Managua un numero imprecisato di bambine, bambini e adolescenti, ogni giorno sono vittime dello sfruttamento e della vendita del loro corpo a scopo sessuale, sotto gli occhi inermi della popolazione e delle moltissime Ong che coraggiosamente combattono questa pratica. Il problema ha radici profonde nella cultura e nel machismo Nicaraguense, che vede le donne e i bambini, e ancor di più le bambine, come subordinati alla volontà e alla presenza dell'uomo, come fosse una sua proprietà. Una cultura che, alla stessa maniera, condanna e re-vittimizza le ragazze, le quali per necessità o sopravvivenza si trovano a dover vendere il loro corpo. Tutto ciò fa sì che l'impunità sia fortissima, non solo per i clienti, ma anche per chi favorisce la prostituzione, come proprietari di bar e night club.
Due visioni contrapposte. C'è una netta contrapposizione tra come il diritto internazionale affronta il tema dello sfruttamento sessuale di minori a fini commerciali, e come questo delitto è concepito in Nicaragua. Mentre il diritto riconosce che le bambine coinvolte in questo genere di attività sono vittime di abuso, e condanna chi trae profitto da quest'attività, in Nicaragua queste stesse bambine sono viste come poco di buono, che fanno questo mestiere non per necessità ma perché lo scelgono e lo desiderano. Al contempo, i loro clienti invece di venir perseguiti e condannati, sono guardati con gratitudine e rispetto e considerati persone buone e generose che aiutano delle povere ragazze e le loro famiglie.
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SIRIA: SCONTRI A DARAA. ATTIVISTI, ''IERI UCCISI 100 DIMOSTRANTI''

(ASCA-AFP) - Nicosie, 24 mar - Almeno 100 dimostranti antiregime sono stati uccisi dalla polizia siriana durante gli scontri avvenuti ieri a Daraa. Lo riferiscono attivisti per i diritti umani presenti sul posto.
Daraa, citta' tribale nei pressi del confine con la Giordania, e' stata testimone di proteste quasi giornaliere dalla scorsa settimana contro il regime di Assad e del partito Baath, al governo da quasi 50 anni. InSiria, dal 1963, vige una legge di emergenza che mette al bando le manifestazioni pubbliche.

GIAPPONE: 27 MILA TRA VITTIME E DISPERSI. 2.779 FERITI

(ASCA-AFP) - Osaka, 24 mar - Sale a 27 mila il bilancio delle vittime e dei dispersi in Giappone. Lo riferisce la polizia nazionale, che parla di 9.811 vittime certe, 17.541 dispersi e 2.779 feriti. Centinaia di migliaia gli sfollati che hanno trovato rifugio nelle strutture d'emergenza.
L'11 marzo scorso un violento terremoto/tsunami ha colpito le coste orientali nipponiche.

Il pentito accusa: “Quel ministro è un mafioso”

Le parole di Francesco Campanella su Saverio Romano che tengono ancora in piedi l’accusa davanti al Gip

Mentre il neoministro all’agricoltura Saverio Romano dà prova di grandissima sagacia istituzionale dichiarando che la nota del Quirinale non risponde al pensiero del Capo dello Stato (?), il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Giovanni Bianconi, riesuma le parole del pentito Francesco Campanella su di lui. La testimonianza è ciò a cui si tiene appeso il processo nei confronti di Romano, con il Gip che ancora non ha firmato l’archiviazione:

Il pentito di mafia Francesco Campanella — quello che fabbricò la falsa carta d’identità con cui Bernardo Provenzano, da latitante, andò a farsi operare in Francia — ha raccontato che un giorno del 2001, a Roma, pranzò con ilcandidato alle elezioni politiche Saverio Romano. Campanella era un ex giovane democristiano divenuto vicepresidente del Consiglio comunale di Villabate, alle porte di Palermo. Intorno al tavolo c’erano pure Totò Cuffaro e altre persone. Una delle quali disse a Romano che Campanella non l’avrebbe votato. Scherzava, ma il candidato non la prese a ridere: «Si alzò e disse seriamente, rivolgendosi a me: “Tu mi devi votare, perché nuatri semo ’ra stessa famigghia (siamo della stessa famiglia, ndr), vai a Villabate e t’informi”, lasciando attoniti tutti i commensali».

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http://www.giornalettismo.com/archives/118942/il-pentito-accusa-quel-ministro-e-un-mafioso/

“La nube radioattiva è ora sull’Italia”

Il climatologo dell’Enea: “Ma i rischi per la salute sono minimi”

La nube radioattiva è arrivata sull’Italia, ma è indebolita avendo perso per strada gran parte del suo carico radioattivo e oggi è innocua o quasi. Ne parla il climatologo dell’Enea Vincenzo Ferrara in un’intervista ad Antonio Cianciullo di Repubblica:

Il remake della catastrofe ucraina non è possibile innanzitutto per le distanze in gioco. Se da Roma pigliamo un aereo per Tokyo voliamo per 10 mila chilometri, ma la nube ha fatto un percorso molto più lungo. Ha seguito i venti che l’hanno spinta verso il Pacifico. Ha attraversato l’oceano ed è arrivata già indebolita inAmerica. Poi ha superato gli Stati Uniti e l’Atlantico continuando a perdere progressivamente per strada il suo carico radioattivo. In Italia arriva sfiancata da un viaggio di 30 mila chilometri. «È un tragitto lunghissimo se teniamo presente che solo una particella su mille miliardi riesce a superare il percorso tra il Giappone e gli Stati Uniti», ricorda il climatologo dell’Enea Vincenzo Ferrara. «Inoltre in questo caso entrano in gioco altri due fattori. Il primo è la quantità di radioattività emessa a Fukushima che è mille volte inferiore a quella prodotta a Chernobyl. Il secondo è l’altezza della colonna dei fumi: il disastro del 1986 spinse le particelle a diversi chilometri di quota, questa volta sono restate entro i mille metri, quindi con un raggio d’azione ridotto».

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“Il Tg1 secondo Minzolini”: l’ex CdR mette nero su bianco la propaganda del Direttorissimo

Il Comitato di Redazione uscente invia all’Usigrai un libro bianco con tutte le nefandezze della gestione augustea. E Minzo non gradisce

‘Il Tg1 secondo Minzolini’, ovvero una serie di casi, da giugno 2009 a marzo 2011, che dimostrano ‘le tecniche di disinformazione raffinate che caratterizzano la direzione di Minzolini’: cosi’ il cdr uscente del Tg1, composto da Alessandra Mancuso, Alessandro Gaeta e Claudio Pistola definisce il libro bianco, ‘frutto di un lavoro collettivo’, che ha presentato oggi nella sede della Federazione nazionale della stampa a Roma e che sara’ consegnato dall’Usigrai ai vertici dell’azienda, attraverso la direzione Risorse umane.

‘La redazione del Tg1 – ha sottolineato Alessandra Mancuso – e’ fatta di straordinarie professionalita’ e in periodi di crisi, come quello che stiamo vivendo a livello internazionale, sa dare il meglio di se’. Non a caso in questi momenti vengono richiamati in servizio fior di professionisti spesso tenuti ai margini: sono tante le storie di demansionamento’. Il libro bianco mette piuttosto nel mirino ‘la linea editoriale del tg: i servizi rispondono, infatti, alle indicazioni della dirigenza’. A titolo esemplificativo, il cdr uscente ha consegnato undici cartelle con l’elenco dei casi del mese di gennaio 2011, ‘uno spaccato di faziosita’ e di omissioni – ha aggiunto Mancuso – o, per dirla con Maria Luisa Busi (presente alla conferenza stampa, ndr) – di dirottamento del Tg1 da tg istituzionale a strumento di propaganda’.

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http://www.giornalettismo.com/archives/119001/il-tg1-secondo-minzolini-lex-cdr-mette-nero-su-bianco-la-propaganda-del-direttorissimo/

Libia, i lealisti bloccano gli aiuti. È emergenza umanitaria

Libia, i lealisti bloccano gli aiuti. È emergenza umanitaria

Gli Usa fanno sapere che i pro-Gheddafi stanno trattando.

MISURATA - È emergenza umanitaria a Misurata e nelle altre città libiche attualmente sotto l’assedio delle truppe fedeli a Muammar Gheddafi. Allo stato attuale, infatti, l’operazione di assistenza su larga scala attuata da diverse organizzazioni non sembra avere chissà quale buon esito. Nella notte i carri armati del raìs sono rientrati a Misurata, dove solo per alcune ore nel pomeriggio i residenti erano riusciti a tirare un sospiro di sollievo, e hanno ripreso a sparare, come ha testimoniato un medico dell’ospedale principale della città, in una intervista al Washington Post. “Stanno bombardando ovunque”, ha spiegato la fonte al telefono, raccontando che i pazienti vengono operati sul pavimento e che si stanno esaurendo le medicine, così come il combustibile. Inoltre è stata sospesa anche la fornitura di acqua corrente. La preoccupazione adesso è quella di una possibile crisi umanitaria: e questo nonostante diverse Ong stiano cercando di intervenire con aiuti diretti per la popolazione libica. Anche il World Food Program e la Commissione internazionale della Croce rossa, per esempio, hanno già reso disponibili quasi 2 mila tonnellate di alimenti e altri beni di emergenza, fra cui medicine per curare 40 mila persone. Il punto però è un altro. La distribuzione di questi aiuti, infatti, viene ritardata dalla situazione sul terreno e in particolare dalla difficoltà dei militari della coalizione internazionale a colpire le forze del colonnello, ammassate a ridosso dei centri urbani. Un atto di pura spietatezza insomma: infatti gli aiuti arrivano, via terra attraverso il confine con l’Egitto o via mare al porto di Bengasi, ma poi i militari libici ostacolano la loro distribuzione ai civili in difficoltà, non consentendola affatto.
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I conti del Raìs: la lista segreta

Cento miliardi di dollari della Banca centrale distribuiti tra Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Esiste presso il Consiglio di sicurezza dell'Onu una notifica che intende risparmiare ai libici il destino toccato, fra gli altri, ai cittadini di Panama, della Nigeria o di Haiti. Una costante tiene insieme questi popoli così diversi: al termine di paurose dittature, hanno perso il filo di certi conti bancari in precedenza controllati dal regime. In quei casi erano fondi depredati da tiranni come Sani Abacha, Manuel Noriega o François Duvalier. Stavolta in gioco c'è il patrimonio della Banca di Libia: oltre cento miliardi di dollari da tutelare perché restino ai libici se e quando Muammar Gheddafi non sarà più il leader di quel che resta della Jamahiria.
La lista è depositata al Palazzo di Vetro da prima che il Consiglio di sicurezza desse il via ai bombardamenti. Da tempo era chiaro che i dettagli in quel pezzo di carta un giorno potrebbero tornare utili: in futuro nessuno in Libia o fuori potrà dire che le cose stavano diversamente, che quei soldi non sono libici, o non sono mai esistiti. Si tratta di una precauzione non da poco. Non lo è, perché ciò che emerge dal documento è il profilo di uno Stato finanziariamente molto più robusto di quanto gli analisti immaginassero fino a qui. Che la Libyan Investment Authority (Lia) gestisse circa 60 miliardi di dollari in investimenti esteri era in effetti ormai chiaro. Ciò che non si sapeva, è che quella somma non costituisce neppure la metà delle riserve ufficiali di Tripoli. Molto più di quanto detiene la Lia resta nei conti che la Banca di Libia, l'istituto centrale del Paese, ha distribuito presso decine di importanti banche private occidentali.
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Cucchi: processo, 12 imputati, 150 testi

(ANSA) - ROMA - Sono 150 i testimoni che saranno ascoltati nel dibattimento a Roma per la morte di Stefano Cucchi, il giovane fermato per droga e morto all'ospedale 'Sandro Pertini'. Il processo si e' aperto oggi, gli imputati sono 12, 6 medici che ebbero in cura Cucchi, 3 infermieri e 3 guardie carcerarie. A seconda delle specifiche posizioni processuali, sono contestati i reati di lesioni e abuso di autorita', favoreggiamento, abbandono di incapace, abuso d'ufficio e falsita' ideologica.

Fukushima, evacuato il personale del reattore 3. Operai colpiti da forti radiazioni

Tokio, 24 mar. (Adnkronos) - La Tepco, gestore dell'impianto di Fukushima, ha evacuato parte del personale che lavora al reattore 3, dove tre operai sono risultati contaminati oggi da radiazioni e due di loro sono stati ricoverati in ospedale. I tre sono stati esposti ad una dose euqivalente d 170-180 millisievertsmentre lavoravano sui cavi al reattore numero 3 di Fukushima. I due ricoverati hanno riportato ustioni alle gambe.

Caso Cucchi: sorella vittima, inizio processo e' grande cosa

Roma, 24 mar. - (Adnkronos) - ''E' iniziato questo processo. Guardandomi indietro dico che e' una grande cosa. Oggi e' successo poco ma non dobbiamo dimenticare la nostra difficolta' ad essere qui, ricordando quanto e' accaduto. Stentiamo a credere che mio fratello sia morto. Ora iniziamo un percorso lungo e la verita' e' ancora lontana''. Lo ha detto la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, al termine della prima udienza del processo per la morte del fratello che si sta celebrando davanti alla terza Corte d'Assise di Roma presieduta da Evelina Canale.

Libia: NYT, Sarkozy faccia passo indietro e consenta a Nato di assumere comando

New York, 24 mar. - (Adnkronos) - Il New York Times sollecita il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, ''a fare un passo indietro e a consentire il passaggio del comando (dell'operazione in Libia, ndr) alla Nato''. Pur riconoscendo l'importanza del ruolo assunto dalla Francia nel ''salvare la gente di Bengasi'', il quotidiano americano chiede che ''vengano definiti velocemente'' i dettagli dell'accordo raggiunto al telefono da Sarkozy e Barack Obama per la transizione dei poteri. ''Senza le pressioni costanti e tempestive per una 'no fly zone' sostenuta dall'Onu del presidente Nicolas Sarkozy, l'intervento militare avrebbe potuto arrivare troppo tardi per salvare la gente di Bengasi dalle minacce assassine del colonnello Muammar Gheddafi'', si riconosce. ''Ma gli sforzi della Francia per apparire il leader e coordinatore principale di questo intervento hanno stressato senza necesita' le relazioni con gli altri paesi partecipanti. E' il momento che la coalizione si unisca, non che si divida. E' irresponsabile che la catena di comando non sia stata decisa prima dell'inizio dell'operazione militare'', si denuncia. L'idea avanzata dalla Francia per una ''cabina di regia'' politica dell'intervento, si aggiunge, ''e' la ricetta per la paralisi e per il disaccordo, e per possibili defezioni nella coalizione'', a partire dall'Italia e dalla Norvegia.

Idv: De Magistris, assolto a Salerno da accusa omissione atti d'ufficio

Roma, 24 mar. (Adnkronos) - "Oggi il tribunale di Salerno mi ha assolto dall'accusa di omissione di atti di ufficio in riferimento ad un fatto che avrei commesso quando ero pm a Catanzaro. Si trattava di un'accusa per me ingiusta e infamante. Ho dedicato, infatti, alla giustizia e alla legalita' quindici anni della mia vita, giorno e notte, sempre e solo per mantenere vivo il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alle legge. Per questo, ho pagato sulla mia pelle la ferocia di pezzi deviati dello stato, a cui non piace la magistratura autonoma e indipendente, non piegata e suddita al potere politico". Lo ha affermato l'eurodeputato dell'Idv, Luigi De Magistris, responsabile Giustizia del partito.

G8, Strasburgo assolve l'Italia per la morte di Giuliani. Il padre: non ci arrendiamo

Strasburgo, 24 mar. - (Adnkronos/Ign) - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha assolto l'Italia in merito alla vicenda della morte del giovane Carlo Giuliani, rimasto ucciso il 20 luglio durante gli scontri al G8 di Genova nel luglio del 2001. Nella sentenza della Grande Camera della Corte, presa a maggioranza, è stato stabilito, che non c'è stata violazione dell'articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti umani, in merito al ricorso a un uso eccessivo della forza. Inoltre, sempre a maggioranza, la Grande Camera ha ritenuto che non vi sia stata violazione, dello stesso articolo, per quanto riguarda l'organizzazione e la pianificazione delle operazioni di polizia durante il Vertice. Sempre a maggioranza, la Grande Camera ha escluso che vi siano state lacune nell'inchiesta sulla morte del giovane. La sentenza è definitiva.

ll ricorso alla Corte era stato presentato dalla famiglia Giuliani, il padre Giuliano, la madre, Adele Gaggio, e la sorella Elena.

"Una notizia deludente e negativa - ha detto all'Adnkronos il padre del ragazzo, Giuliano Giuliani - , l'ultima di una serie ricevute in questi dieci anni. Comunque non ci arrendiamo". "Avremo la possibilità di indire una causa civile per avere finalmente un dibattimento in un'aula di tribunale che cerchi di affermare la verità. Il nostro unico scopo è la verità e la speranza che almeno ci sia la dignità della verità. Un motivo in più - conclude Giuliani - per essere a Genova quest'anno per il decennale della morte di Carlo, per ricordare quello che è accaduto e che continua ad avvenire nel mondo".
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Jet francese abbatte aereo libico. Raid nella notte, "colpiti i civili"

Tripoli, 24 mar. (Adnkronos/Aki/Ign) - Un caccia francese ha abbattuto un aereo libico che stava tentando di violare la no-fly zone. E' quanto riporta l'emittente americana Abc che ha citato un alto ufficiale francese. L'aereo libico è stato abbattuto mentre sorvolava Misurata.

Ma la notizia non viene né confermata né smentita dalla Difesa francese. "Non rilasciamo commenti sulle operazioni in corso" ha dichiarato il portavoce, colonnello Thierry Burkhard. Se confermato, l'abbattimento del caccia sarebbe il primo da quando è stata imposta la no fly zone. Un portavoce militare francese ha invece smentito la notizia secondo cui un caccia francese sarebbe stato abbattuto sui cieli di Sirte e il pilota catturato dai lealisti.

TRIPOLI - Sono proseguiti la notte scorsa e alle prime ore di oggi i raid aerei della coalizione sulla Libia. Tra le zone colpite il sobborgo di Tajura, a Tripoli, secondo un portavoce del governo libico. E le stesse fonti denunciano che obiettivi militari e civili situati nel quartiere di Al-Jfara e Tagora della capitale sono stati presi di mira "dai bombardamenti dei crociati". La tv di Stato sta trasmettendo le immagini dei funerali delle vittime dei raid sul lungomare di Tripoli. Nel cimitero sono state portate prima 13, poi altre 9 bare. Centinaia le persone presenti alle esequie che scandiscono slogan contro l'Occidente e a sostegno del regime libico. Tra i presenti in molti gridano: "Sarkozy assassino".

Ieri sera l'agenzia di stampa nazionale 'Jana' aveva parlato di molte vittime nei raid su 'al-Tajura', senza fornire un bilancio preciso, mentre oggi ufficiali libici hanno mostrato ai giornalisti, in un ospedale della città, 18 corpi carbonizzati definendoli militari e civili vittime di bombardamenti effettuati ieri notte dalle forze della coalizione.
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