martedì 29 marzo 2011

Foto e video agghiaccianti dall’Afghanistan: Rolling Stone pubblica nuove foto scattate da militari Usa (immagini)

Foto e video agghiaccianti dall’Afghanistan: Rolling Stone pubblica nuove foto scattate da militari Usa (immagini)
KABUL - Rolling Stone America pubblica nuove immagini raccapriccianti scattate dai soldati americani in Afghanistan con corpi di afghani uccisi e mutilati. Ma non solo, anche due video. Il primo, realizzato nel 2009, è un " videoclip" girato dai militari nel quale vengono trucidati alcuni civili, su cui i soldati hanno montato una colonna sonora rock, e titoli di coda con i crediti del cortometraggio. Rolling Stone mostra sul proprio sito un estratto del filmato, il cui originale dura ben 15 minuti.
Il secondo video, girato sempre da un commando statunitense, poi diffuso tra i commilitoni, è la documentazione agghiacciante dell'agguato compiuto a due uomini afghani in bicicletta, freddati senza aver loro prima intimato di fermarsi e poi ripresi e fotografati ormai cadaveri tra le risate dei soldati.
Già nei giorni scorsi il magazine tedesco Der Spiegel aveva pubblicato alcune foto "horror" dal fronte afghano, molto imbarazzanti non solo per il Pentagono, ma forse per tutti gli occidentali, impegnati nelle cosiddette guerre umanitarie e giuste. Rolling Stone ne pubblica altre, insieme con questi due video, che completano se possibile il quadro.
A giudicare da quello che si vede sembrerebbe che l’uccisione di civili inermi sia per le truppe statunitensi un motivo per festeggiare. “La maggior parte delle persone all’interno dell’unità non amava il popolo afgano” ha spiegato uno dei soldati sotto processo.
Tra i soldati, la collezione di queste foto veniva visto come un macabro “ricordo” di guerra.

La cervicale sembra incurabile? Potrebbe essere una malattia reumatica

Le risposte dell'esperto alle domande dei lettori: dal ginocchio a scatto alla frattura della tibia, dalla distorsione alla rottura del legamento

risponde FERDINANDO PRIANO*
Cervicale e mal di schiena
D. Gentile dottor Priano, ho 51 anni e sono impiegata. Da anni soffro di cervicale e mal di schiena. Con gli anni le cose sono peggiorate, da ricoveri in ortopedia è risultato che ho "protusioni discali multiple" non riesco più a curarmi, o meglio, non ci sono più antidolorifici che mi diano sollievo, ho provato di tutto adesso non riesco più a fare vita sociale. Vado avanti prendendo antiinfiammatori e antidolorifici. Non so più dove sbattere la testa. Ogni anno mi ricovero presso una struttura di ortopedia e faccio terapie specifiche. Per qualche settimana provo sollievo, ma poi ricomincia tutto daccapo. Ha qualche consiglio da darmi?
R. Potrebbe trattarsi di una malattia reumatica di quelle minori, quelle da curare specificamente e non genericamente (come fa lei). Ha provato a recarsi da un reumatologo?
Ginocchio a 'scatto'
D. Salve, ho 16 anni e ho il ginocchio che scricchiola, ma non sempre. Di cosa si tratta?
R. In fase di accrescimento esistono delle strutture articolari quali la cartilagine e l'osso subcondrale che sono molto elastiche e suscettibili alle sollecitazioni di carico. Reagiscono spesso con reazioni elastiche. Per questo il ginocchio scricchiola o scatta a volte con evidenza anche sonora. Non si preoccupi la funzionalità articolare resta inalterata.
Frattura alla tibia
D. Slave, ho 22 anni. A febbraio dello scorso anno, giocando a calcetto, mi sono fratturato il piatto tibiale; ho tenuto il gesso per un mese e i vari esami hanno escluso problemi ai legamenti. Attualmente, però, quando sottopongo il ginocchio ad uno sforzo fisico (corsa), si gonfia, provocandomi fastidio e, talvolta, dolore. Vorrei sapere se è normale o meno, e in ogni caso cosa posso fare per evitare il gonfiore.
R. Il gonfiore dopo una frattura di piatto tibiale anche guarita perfettamente è una complicanza frequente. Si tratta di solito di fenomeni di irritazione sinoviale conseguente ad un equilibrio instabile dell'articolazione. Le consiglio di effettuare una risonanza magnetica per vedere se esiste una sofferenza ossea nell'area di frattura o un ispessimento sinoviale secondario al precedente trauma.
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Alimenti da animali clonati salta l'accordo nell'Ue

Europarlamento e Consiglio non hanno trovato la soluzione di compromesso sulla tracciabilità totale dei prodotti e sulla disciplina dei nuovi alimenti. I consumatori europei rischiano di trovarsi nel piatto i discendenti della pecora Dolly. Stop alle carni "gonfiate" dal Canada

di MONICA RUBINO
ROMA - Il Parlamento europeo ha bocciato dopo dodici estenuanti ore di negoziazioni il compromesso con il Consiglio dell'Unione europea sui "nuovi alimenti", cheavrebbe vietato l'utilizzo di animali clonati per preparazioni alimentari 1. E il rischio che i consumatori europei si ritrovino nel piatto i discendenti della pecora Dolly si fa di nuovo reale. Secondo la presidenza di turno ungherese del Consiglio , l'accordo avrebbe assicurato i più alti standard di sicurezza alimentare, grazie al divieto dell'uso di animali clonati e all'introduzione di una tracciabilità completa, oltre alla graduale introduzione di etichette informative per i consumatori. Ma la delegazione dell'Europarlamento chiedeva di più, un vero e proprio "albero genealogico" per gli alimenti, e così rispedisce al mittente la responsabilità del fallimento della conciliazione.
Fallita la trattativa, si dovrà ripartire da capo. E la disciplina dei nuovi alimenti rimarrà ancorata al vecchio regolamento (CE) n. 258/97, la cui complessità ha di fatto ostacolato la ricerca e lo sviluppo di prodotti potenzialmente utili alla popolazione europea. "L'attuale legislazione europea in materia di 'novel foods' - spiega Dario Dongo, responsabile politiche regolative di Federalimentare - prescrive l'autorizzazione preventiva all'immissione in commercio dei prodotti realizzati a partire da animali clonati. Rimane tuttavia un dubbio, cioè se i prodotti derivati dalla progenie di animali clonati siano soggetti a tale normativa. Inoltre, c'è da considerare che nei Paesi extra-europei dove è consentito l'impiego commerciale di alimenti derivati da animali clonati e loro progenie non sono previsti obblighi di informazione specifica in merito al metodo riproduttivo utilizzato nella genealogia".
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MEDIATRADE: BERLUSCONI, DIRIGENTI MEDIASET FECERO LA ''CRESTA''

(ASCA) - Roma, 29 mar - Il presidente del Consiglio, SilvioBerlusconi, si scarica dalle responsabilita' sul caso Mediatrade accusando invece i dirigenti di Mediaset di aver preso soldi in nero da Agrama, a sua insaputa, e di aver quindi fatto ''la cresta'' sugli acquisti dei diritti di Paramount.
''L'aspetto incredibile di tutta questa vicenda - afferma Berlusconi - e' che nel corso degli anni Agrama, purtroppo, verso' ad alcuni dirigenti dell'Ufficio acquisti di Mediaset ingenti somme di denaro in nero (in un caso addirittura 4 milioni e mezzo di euro) per far si' che Mediaset continuasse ad acquistare da lui i diritti di Paramount. Risulta pacificamente dagli atti processuali che tutti questi denari sono stati da loro utilizzati per i propri interessi''.
''E qui la domanda che faccio e' semplice: e' possibile - chiede Berlusconi - che un imprenditore paghi parecchi milioni di euro al capo dell'Ufficio acquisti della sua azienda che fa la cresta sugli acquisti? No, non e' possibile! Invece, la Procura di Milano ha risposto, incredibilmente, di si'''.

“L’Italia sta organizzando la fuga di Gheddafi”

Una via di uscita dalla Libia anche con la collaborazione passiva degli Usa. Ecco cosa sta mediando Roma alla vigilia della conferenza internazionale di Londra

Gli sforzi della comunità internazionale sono ora diretti ad offrire a Muammar Gheddafi una via di uscita dallaLibia, con l’Italia che sta cercando di organizzare la sua partenza e gli Stati Uniti che promettono di non impedirne la fuga. Lo scrive il Guardian, spiegando che alla vigilia della conferenza internazionale di Londra – a cui parteciperanno l’Onu, gli Stati arabi, l’Unioneafricana e più di 40 ministri degli Esteri – Roma si è offerta di mediare un accordo per il cessate il fuoco in Libia, assicurando l’esilio al rais in un paese africano.

L’ATTO DI CORAGGIO – “Gheddafi deve fare un atto di coraggio”, ha detto il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, augurandosi che l’Unione africana riesca a presentare “una proposta valida” per risolvere la questione libica. Quella italiana è una soluzione che sembra trovare anche il consenso degli Usa, che tramite un alto funzionario dell’amministrazione Obama ha fatto sapere di non avere nulla in contrario se Gheddafi fuggisse in un paese fuori dalla portata della Corte penale internazionale che sta indagando sui suoi crimini di guerra. Anche i britannici hanno detto che preferirebbero vedere Gheddafi sotto processo, aggiungendo però che se la sua fuga è il prezzo da pagare per una soluzione pacifica della crisi libica, allora sopporteranno. David Cameron e Nicolas Sarkozy hanno cercato di perpetuare la pressione su Gheddafi, rilasciando una dichiarazione congiunta alla vigilia della conferenza che dichiara finita la sua era, e indicando che i suoi luogotenenti potrebbe sottrarsi al procedimento penale se lo abbandonassero immediatamente. “Chiediamo a tutti i suoi seguaci di lasciarlo prima che sia troppo tardi”, hanno detto.

IL DISCORSO DI OBAMA – Nel frattempo Obama ha tenuto un discorso televisivo al popolo americano in cui ha spiegato perché gli Stati Uniti sono coinvolti nel conflitto, come risposta ai suoi critici interni rispetto alla crisi. Il presidente Usa ha aumentato la pressione su Gheddafi dicendo che la sua era è finita. “Continuiamo a perseguire l’obiettivo più ampio di una Libia che non appartiene a un dittatore, ma alla sua gente,” ha detto. “Gheddafi non si è ancora dimesso e finché resterà la Libia sarà in pericolo”. Ha anche sottlineato che gli scioperi contro le forze di Gheddafi sarebbero continuati anche nei giorni successivi. “La nostra coalizione non mancherà di premere sulle forze di Gheddafi,” ha detto.

Paura radioattiva dal Giappone all’Italia

Tracce di iodio 131 nell’acqua. Ma l’Ispra: nessun pericolo

Le tracce dello iodio 131, la sostanza tossica che costituisce il primo segnale di radioattività in caso di incidente atomico, sono arrivate in Italia. Ma sia il ministro della Salute Ferruccio Fazio che l’Ispra precisano che non c’è alcun pericolo. Ne parla Margherita De Bac in un articolo sul Corriere della Sera:

Le masse d’aria provenienti dalle aree contaminate di Fukushima sono arrivate fino noi, ma con valori «infinitesimali, non significativi come rischio per la salute e non rilevanti dal punto di vista radiologico ». A specificarlo è l’Ispra, l’istituto per il controllo del nucleare che ieri ha aggiornato il bollettino con i dati ricevuti dalla rete di sorveglianza. Dosi «a livelli minimi» di iodio 131 sono state monitorate dalle apparecchiature di alcune Regioni: Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte, Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Umbria. È probabile che alla lista si aggiungeranno altre segnalazioni. «Non c’è motivo di preoccuparsi — chiarisce Lamberto Matteocci, esperto dell’Ispra —. Parliamo di quantità davvero minime, centinaia di volte inferiori a quelle che hanno interessato Stati Uniti e Canada. La stessa situazione si sta verificando in Francia e Spagna. Queste tracce non determinano l’alterazione dei valori del cosiddetto fondo di radioattività ambientale, quello che è presente in natura».

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http://www.giornalettismo.com/archives/119549/paura-radioattiva-dal-giappone-allitalia/

La Chiesa diffonde uno spot omofobo. E i finlandesi si sbattezzano in massa

Migliaia di fedeli lasciano la religione per un obbrobriosa campagna contro l’omosessualità.

Sei organizzazioni luterane affiliate alla chiesa finlandese hanno lanciato la campagna intitolata “Resisti”, per la quale è stato preparato uno spotche è tutto un programma. C’è una giovane donna che si fa chiamare Anni, irriconoscibile, che dice di essere stata bisessuale, ma che, dopo aver conosciuto il vangelo e i Comandamenti, è riuscita abbandonare quella “vita di peccato.” La campagna è piaciuta così tanto ai fedeli che, al ritmo di svariate centinaia al giorno, si sono ritirati dalla chiesa finlandese, riferisce il quotidiano francese Le Monde. Cinquecento subito alla prima messa in onda dello spot, e alcune migliaia al giorno nella settimana successiva. L’arcivescovo Kari Makinen, la più alta autorità religiosa finlandese, ha espresso il suo dispiacere in un comunicato in cui dice di “comprendere il dolore e la collera delle persone che sono state offese dalla campagna Resisti”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/119587/la-chiesa-diffonde-uno-spot-omofobo-e-i-finlandesi-si-sbattezzano-in-massa/

Gli aerei americani hanno poco a che fare con la «no fly zone"»

AC 130H «Spectre» e «A 10» sono velivoli per l’appoggio alle truppe dei ribelli anti-Gheddafi

WASHINGTON – Barack Obama vorrà pure ridurre l’impegno militare in Libia e il Pentagono ha richiamato alcune unità navali. Ma i mezzi che gli Usa stanno impiegando rivelano chiaramente le intenzioni. Fonti militari hanno annunciato che nel paese nord africano operano gli AC 130H “Spectre” e gli "A 10". Sono due aerei concepiti per distruggere carri armati, mezzi, pezzi d’artiglieria. Con un potere di fuoco devastante hanno partecipato a tutte le recenti campagne statunitensi, dall’Iraq all’Afghanistan. Lo “Spectre” è un erede di un velivolo impiegato per la prima volta in Vietnam ed è una versione modificata del celebre C 130 Hercules da trasporto. Può essere armato con un pezzo da 105 millimetri, cannoncini da 40 e 25 millimetri guidati da sistemi sofisticati. L’aereo può ingaggiare due obiettivi simultaneamente e i suoi apparati correggono il tiro. E’ devastante quando affronta colonne in movimento ma è anche accurato nell’individuare bersagli singoli. LO “Spectre” può solo sparare dal lato sinistro e per questo “orbita” attorno al bersaglio. L’equipaggio è composto da 5 uomini più 8 addetti alle armi. In Libia è stato probabilmente usato contro i corazzati delle Brigate Khamis che bombardano le città ribelli e che difendono la zona occidentale.

AEREI LONTANI DAI COMPITI DELLA NO FLY ZONE - Il ricorso allo “Spectre” – che è s

Due A10 in volo
Due A10 in volo
tato rischierato in Italia – e all’A 10 – altro distruttore di carri – ha poco a che fare con la no fly zone. Anzi non c’è alcun legame visto che si tratta di aerei per l’appoggio alle truppe. In questo caso ai ribelli anti-Gheddafi. Per cui l’affermazione – ripetuta più volte – che gli Usa non stanno fornendo supporto diretto agli insorti è smentita dai fatti. L’unica giustificazione è che lo “Spectre” e l’“A 10” possono aiutare la coalizione a spezzare l’assedio a Misurata o Zawiya, città martoriate dai cannoni del regime. E dunque proteggono la popolazione, come prevede l’Onu. Del resto gli Stati Uniti, con Francia e Gran Bretagna, interpretano la risoluzione delle Nazioni Unite in modo più ampio e – come dicono loro – “flessibile”. Italia e Spagna, all’opposto, ritengono che il mandato sia quello di applicare la no fly zone.

Guido Olimpio

Libia: al via summit a Londra

(ANSA) - LONDRA - E' appena iniziata a Londra la riunione del Gruppo di Contatto sulla Libia che vede riuniti i ministri degli esteri di 37 paesi oltre a quelli di quattro organizzazioni internazionali (Ue, Lega Araba, Onu e Nato). Riflettori puntati sul dopo-Gheddafi e sulla messa a punto di una strategia condivisa per una soluzione politica che 'crei le condizioni affinche' il popolo libico possa scegliere il proprio futuro, supportato dalla comunita' internazionale''.

Plutonio a Fukushima, scatta l'allarme. Sarkozy giovedì andrà in Giappone

(Xinhua)
Tokio, 29 Mar. (Adnkronos/Ign) - Tracce di plutonio sul terreno sono state registrate in cinque punti della centrale di Fukushima. Lo ha ammesso la compagnia Tepco che gestisce l'impianto precisando che il plutonio è stato disperso dal combustibile usato dell'impianto. Le concentrazioni di plutonio rilevate fino a ora non pongono alcun rischio per la salute delle persone che vi entrano in contatto, precisa la Tepco.

Intanto da quando è scattata l'emergenza nucleare nella zona della centrale, oltre mille persone, tra residenti locali e addetti alle squadre di soccorso, sono state sottoposte nei centri specializzati a test per la possibile esposizione alle radiazioni. Secondo quanto hanno reso noto le autorità nipponiche, dal 15 marzo all'Istituto nazionale per le scienze radiologiche sono stati controllati 862 addetti alle squadre di soccorso e 230 residenti che vivono in un'area di due miglia dall'impianto nucleare fortemente danneggiato dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo.

Finora, affermano ancora dall'Istituto, in nessuno dei pazienti controllati sono stati riscontrati livelli di radioattività pericolosamente alti. Il caso che finora ha destato più attenzione è quello dei tre operai che hanno riportato ustioni alle gambe dopo aver camminato nell'acqua radioattiva mentre stavano lavorando per riattivare i cavi elettrici della centrale.

Piccole quantità di iodio 131 dal Giappone sono state rilevate nell'acqua piovana raccolta sul tetto di un edificio della Case Western University a Cleveland (Usa). Secondo Gerald Matisoff, geologo e ricercatore autore del rilevamento, la presenza dell'isotopo è collegata all'incidente nella centrale e non espone studenti e professori a rischi per la salute. Stando all'esperto, infatti, i livelli di radioattività sarebbero pari a circa un decimo della radiazione di fondo naturale. "In teoria lo iodio 131 potrebbe derivare da una struttura per il trattamento dei rifiuti radioattivi - prosegue Matisoff - Ma sappiamo che arriva dal Giappone", anche sulla base di analoghi rilevamenti "nel resto del mondo".

Tornando al Giappone un'altra scossa di terremoto di magnitudo 6,4 della scala Richter è stata registrata nel nordest del paese. L'epicentro del sisma delle è stato localizzato al largo della prefettura di Fukushima.

Infine il presidente francese Nicolas Sarkozy visiterà il Giappone giovedì, essendo così il primo capo di Stato straniero a visitare il Paese dal terremoto e dello tsunami dell'11 marzo. Durante la visita in Giappone Sarkozy incontrerà il primo ministro Naoto Kan e la comunità francese nel Paese. La tappa in Giappone farà seguito a una visita di due giorni in Cina. In questi giorni, esperti nucleari francesi si sono recati in Giappone per fornire la loro assistenza nella soluzione della crisi nucleare.

Libia: forze Usa intensificano raid contro forze terra Gheddafi, in azione AC-130

Washington, 29 mar. - (Adnkronos) - Le forze americane hanno intensificato i raid aerei contro le forze di terra del colonnello Gheddafi e, a ora, rimangono il paese della coalizione che ha lanciato il maggior numero di bombe o missili di precisione. Per la prima volta, nei giorni scorsi sono stati impiegati anche gli aerei AC-130, che decollano per questa missione da una base in Italia, e gli A-10 anti carro.

Libia, raid aerei alleati su navi Gheddafi.

Tripoli, 29 mar. - (Adnkronos/Aki) - Oggi, per la prima volta dall'inizio delle operazioni militari della coalizione internazionale in Libia, si sono registrati raid aerei alleati contro imbarcazioni del regime di Tripoli davanti alle coste di Misurata, città del Golfo della Sirte. Secondo quanto si legge sui siti dell'opposizione libica, da tempo i ribelli chiedevano che fossero colpite le navi del colonnello Muammar Gheddafi, dalle quali partono i bombardamenti contro il centro della città, in mano agli insorti.

Intanto i ribelli libici si sono ritirati questa mattina dal villaggio di Harrawa, che dista 60 chilometri da Sirte, fermando la loro avanzata verso la città roccaforte del raìs. Secondo la tv satellitare 'al-Arabiya', le brigate del regime sono riuscite a fermare l'offensiva dei rivoltosi e con un fitto attacco a colpi di artiglieria hanno spinto di nuovo i ribelli verso est, costringendoli a posizionarsi a 100 chilometri di distanza da Sirte.

Dal canto suo il cugino di Gheddafi, Gheddafi al-Damm, ha tentato di avviare ieri una mediazione con i ribelli libici di Bengasi. Secondo quanto riporta il giornale arabo 'al-Sharq al-Awsat', dai suoi uffici del Cairo, dove si trova dall'inizio della crisi in Libia, il cugino del Colonnello ha inviato un appello ai ribelli affinché depongano le armi "perché domani potremmo non essere più noi a potere scegliere tra la pace e la guerra". I ribelli hanno però fatto sapere di non aver accettato la mediazione che a loro dire "è solo un tentativo di fermare la nostra avanzata verso Tripoli".
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Caso Ruby: Procura di Milano cita 132 testi, ci sono i nomi di tutte le 'olgettine'

Milano, 29 mar. - (Adnkronos) - Sono 132 in tutto i testimoni citati dalla Procura di Milano in vista del processo con rito immediato sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi che si aprira' il prossimo 6 aprile. Nella lista depositata oggi dai magistrati milanesi, oltre al nome della giovane marocchina, compaiono quelli delle altre 32 ragazze maggiorenni che, secondo l'accusa, avrebbero partecipato alle serate organizzate ad Arcore.

Libia: Stoccolma e' pronta a inviare aerei militari

Stoccolma, 29 mar. - (Adnkronos/Dpa) -La Svezia e' disposta a contribuire all'intervento contro la Libia con otto aerei militari Gripen, oltre che con un aereo di ricognizione e un aereo cisterna Hercules. Lo ha annunciato il Premier, Frederik Reinfeldt, al termine della riunione di governo in cui e' stato dato il via libera alla partecipazione del Paese all'operazione, precisando che e' ora di passare ''dalle parole ai fatti''.

Nucleare, Rubbia a Veronesi: ''Si faccia un giro a Fukushima''

L'Aquila, 29 mar. (Adnkronos/Ign) - La tragedia del Giappone riapre ''i dubbi sulla sicurezza del nucleare'' e forse avverte che ''siamo partiti con il piede sbagliato perché se c'è un Paese che poteva garantire l'avanzata di un nucleare sicuro, fatto bene, bene organizzato, questo era proprio il Giappone''. Parla ilpremio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia, in occasione dell'inaugurazione dell'esperimento Icarus da lui progettato, nei laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Infn, all'Aquila.

Il premio Nobel per la Fisica sottolinea più volte che l'incidente nucleare alla centrale giapponese, provocato dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo scorso ''è una cosa rilevante che avrà conseguenze profonde''.

Detto questo, lo scienziato coglie l’occasione per lanciare un invito al presidente dell'Agenzia per la Sicurezza nucleare, Umberto Veronesi. Gli ''suggerirei di andare a fare una visita di persona in Giappone, nella centrale di Fukushima perché credo sia importante che la gente capisca ciò che sta accadendo, e quello che sta succedendo avrà delle conseguenze enormi, gravi, che vanno studiate. E credo che il modo migliore sia rendersi conto direttamente di come stanno andando le cose”. Perché “quello che noi riceviamo come informazione dal Giappone è poco chiaro e incompleto, controllato dai mass media” mentre ''serve capire cosa sia realmente successo''.

Siria, il governo ha rassegnato le dimissioni

Damasco, 29 mar. - (Adnkronos/Aki) - Il governo ha rassegnato le dimissioni. Secondo quanto ha annunciato 'al-Jazeera', il primo ministro, Mohammed Naji al-Utri, ha presentato le dimissioni dall'incarico di capo del governo al presidente Bashar al-Assad, che le ha accettate.

L'incarico di primo ministro facente funzioni, in attesa che si nomini il nuovo esecutivo, è stato affidato ad al-Utri.

Domani sera Al-Assad terrà un discorso alla nazione, riferisce una fonte delle autorità di Damasco ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL, e si rivolgerà ai deputati dell'Assemblea del Popolo, ovvero il Parlamento siriano. Poco prima la tv di Stato siriana aveva annunciato per questa sera il discorso del presidente, al potere dal 2000. Il vice presidente Farouq al-Shara aveva anticipato che durante il suo discorso Assad ''rassicurerà la popolazione'' annunciando importanti riforme.

Intanto alcune centinaia di migliaia di persone stanno manifestandoin queste ore nelle principali città della Siria in sostegno del presidente. La tv di stato siriana trasmette in diretta l'evento, mostrando le immagini delle manifestazioni in corso a Damasco, Aleppo, Homs e in altri centri minori del paese. I manifestanti sventolano bandiere siriane e mostrano le immagini del capo di stato gridando "il popolo vuole Bashar al-Assad" e "il popolo vuole la fine delle divisioni". Le imponenti manifestazioni di oggi sono la risposta del regime siriano alle proteste antigovernative che si sono registrate venerdì scorso in molte città del paese dopo la repressione condotta dalla polizia contro gli oppositori di Deraa, nel sud.

Secondo alcune fonti, negli scontri tra dimostranti antigovernativi e forze di sicurezza sarebbero morte circa 150 persone. A seguito di questo episodio e di violenze nella città di Latakia, il governo siriano ha annunciato la revoca della legge sullo stato d'emergenza in vigore dal 1963 e riforme politiche.

Immigrati, Bossi: ''La soluzione? Fora dai ball''

Roma, 29 mar. (Adnkronos) - La soluzione per l'emergenza immigrati? "Fora da i ball". Questa la risposta del ministro Umberto Bossi ai cronisti alla Camera. Per il leader della Lega l'unica via d'uscita è quella di riportare gli immigrati a casa loro, anche perché "nessuna regione è contenta di prenderseli".

Ma le regioni del Nord sarebbero disposte ad ospitare centri di accoglienza? "Vediamo - ribatte Bossi - meglio tenerli vicino a casa loro... se li porti sull'Alpe devi fare migliaia di chilometri per portarli lì". E comunque "nessuna regione è contenta di prendersi gli immigrati".

"La prima cosa è partire dall'isola e portarli a casa. Ma queste sono cose che Maroni conosce a menadito". Quanto a un possibile accordo con la Tunisia per i rimpatri, Bossi osserva: "Se troviamo qualcuno con cui parlare...".

Poi su Parmalat Bossi assicura che i francesi "non si prenderanno niente". "Noi - aggiunge il leader della Lega - abbiamo già dato la nostra risposta all'ultimo Cdm. Abbiamo spostato il Cda di Parmalat e bloccato tutto. Non prendono niente...".

Lampedusa, oltre 6mila migranti Il sindaco: per 2mila manca il cibo

Palermo, 29 mar.- (Adnkronos/Ign) - Si fa sempre più incandescente la situazione sull'isola di Lampedusa dove sono ormai oltre 6.000 gli immigrati presenti sull'isola e per 2.000 di loro manca il cibo.

"Finora sono stati garantiti 4.000 pasti per gli immigrati mentre ora a Lampedusa le presenze sono oltre 6.000 e quindi in 2.000 si ritroveranno senza cibo", denuncia il sindaco Bernardino De Rubeis. "Si doveva pensare al problema per tempo - attacca - prima di arrivare all'emergenza. Bisogna svuotare l'isola al più presto e tutte le regioni devono fare la loro parte e seguire l'esempio della Sicilia e della Puglia, che ha dato una grande disponibilità".

Questa mattina intanto un gruppo di cittadini ha occupato l'aula consiliare del Comune in segno di protesta chiedono l'immediato trasferimento dei profughi. Diversi gli striscioni affissi davanti al municipio tra cui spicca uno su cui si legge 'Non è razzismo, ma sopravvivenza'. I lampedusani lamentano soprattutto le scarse condizioni igienico-sanitarie in cui sono costretti a vivere a causa degli escrementi che si trovano "ovunque per le strade". Oggi anche le scuole sono rimaste chiuse.

E oggi 1.350 migranti verranno trasferiti verso altri centri di accoglienza italiani. Sei ponti aerei sono previsti in giornata per trasferire 550 persone e una nave civile che dovrebbe trasportarne altre 800. Anche la nave San Marco della Marina Militare dovrebbe raggiungere in serata l'isola di Lampedusa per imbarcare un nuovo gruppo di immigrati, circa 500, per ripartire appena possibile per una destinazione ancora non resa nota.
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