Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
martedì 29 marzo 2011
Foto e video agghiaccianti dall’Afghanistan: Rolling Stone pubblica nuove foto scattate da militari Usa (immagini)
La cervicale sembra incurabile? Potrebbe essere una malattia reumatica
Le risposte dell'esperto alle domande dei lettori: dal ginocchio a scatto alla frattura della tibia, dalla distorsione alla rottura del legamento
risponde FERDINANDO PRIANO*Alimenti da animali clonati salta l'accordo nell'Ue
Europarlamento e Consiglio non hanno trovato la soluzione di compromesso sulla tracciabilità totale dei prodotti e sulla disciplina dei nuovi alimenti. I consumatori europei rischiano di trovarsi nel piatto i discendenti della pecora Dolly. Stop alle carni "gonfiate" dal Canada
di MONICA RUBINOMEDIATRADE: BERLUSCONI, DIRIGENTI MEDIASET FECERO LA ''CRESTA''
“L’Italia sta organizzando la fuga di Gheddafi”
Una via di uscita dalla Libia anche con la collaborazione passiva degli Usa. Ecco cosa sta mediando Roma alla vigilia della conferenza internazionale di Londra
Gli sforzi della comunità internazionale sono ora diretti ad offrire a Muammar Gheddafi una via di uscita dallaLibia, con l’Italia che sta cercando di organizzare la sua partenza e gli Stati Uniti che promettono di non impedirne la fuga. Lo scrive il Guardian, spiegando che alla vigilia della conferenza internazionale di Londra – a cui parteciperanno l’Onu, gli Stati arabi, l’Unioneafricana e più di 40 ministri degli Esteri – Roma si è offerta di mediare un accordo per il cessate il fuoco in Libia, assicurando l’esilio al rais in un paese africano.
L’ATTO DI CORAGGIO – “Gheddafi deve fare un atto di coraggio”, ha detto il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, augurandosi che l’Unione africana riesca a presentare “una proposta valida” per risolvere la questione libica. Quella italiana è una soluzione che sembra trovare anche il consenso degli Usa, che tramite un alto funzionario dell’amministrazione Obama ha fatto sapere di non avere nulla in contrario se Gheddafi fuggisse in un paese fuori dalla portata della Corte penale internazionale che sta indagando sui suoi crimini di guerra. Anche i britannici hanno detto che preferirebbero vedere Gheddafi sotto processo, aggiungendo però che se la sua fuga è il prezzo da pagare per una soluzione pacifica della crisi libica, allora sopporteranno. David Cameron e Nicolas Sarkozy hanno cercato di perpetuare la pressione su Gheddafi, rilasciando una dichiarazione congiunta alla vigilia della conferenza che dichiara finita la sua era, e indicando che i suoi luogotenenti potrebbe sottrarsi al procedimento penale se lo abbandonassero immediatamente. “Chiediamo a tutti i suoi seguaci di lasciarlo prima che sia troppo tardi”, hanno detto.
IL DISCORSO DI OBAMA – Nel frattempo Obama ha tenuto un discorso televisivo al popolo americano in cui ha spiegato perché gli Stati Uniti sono coinvolti nel conflitto, come risposta ai suoi critici interni rispetto alla crisi. Il presidente Usa ha aumentato la pressione su Gheddafi dicendo che la sua era è finita. “Continuiamo a perseguire l’obiettivo più ampio di una Libia che non appartiene a un dittatore, ma alla sua gente,” ha detto. “Gheddafi non si è ancora dimesso e finché resterà la Libia sarà in pericolo”. Ha anche sottlineato che gli scioperi contro le forze di Gheddafi sarebbero continuati anche nei giorni successivi. “La nostra coalizione non mancherà di premere sulle forze di Gheddafi,” ha detto.
Paura radioattiva dal Giappone all’Italia
Tracce di iodio 131 nell’acqua. Ma l’Ispra: nessun pericolo
Le tracce dello iodio 131, la sostanza tossica che costituisce il primo segnale di radioattività in caso di incidente atomico, sono arrivate in Italia. Ma sia il ministro della Salute Ferruccio Fazio che l’Ispra precisano che non c’è alcun pericolo. Ne parla Margherita De Bac in un articolo sul Corriere della Sera:
Le masse d’aria provenienti dalle aree contaminate di Fukushima sono arrivate fino noi, ma con valori «infinitesimali, non significativi come rischio per la salute e non rilevanti dal punto di vista radiologico ». A specificarlo è l’Ispra, l’istituto per il controllo del nucleare che ieri ha aggiornato il bollettino con i dati ricevuti dalla rete di sorveglianza. Dosi «a livelli minimi» di iodio 131 sono state monitorate dalle apparecchiature di alcune Regioni: Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte, Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Umbria. È probabile che alla lista si aggiungeranno altre segnalazioni. «Non c’è motivo di preoccuparsi — chiarisce Lamberto Matteocci, esperto dell’Ispra —. Parliamo di quantità davvero minime, centinaia di volte inferiori a quelle che hanno interessato Stati Uniti e Canada. La stessa situazione si sta verificando in Francia e Spagna. Queste tracce non determinano l’alterazione dei valori del cosiddetto fondo di radioattività ambientale, quello che è presente in natura».
Continua ...
http://www.giornalettismo.com/archives/119549/paura-radioattiva-dal-giappone-allitalia/
La Chiesa diffonde uno spot omofobo. E i finlandesi si sbattezzano in massa
Migliaia di fedeli lasciano la religione per un obbrobriosa campagna contro l’omosessualità.
Sei organizzazioni luterane affiliate alla chiesa finlandese hanno lanciato la campagna intitolata “Resisti”, per la quale è stato preparato uno spotche è tutto un programma. C’è una giovane donna che si fa chiamare Anni, irriconoscibile, che dice di essere stata bisessuale, ma che, dopo aver conosciuto il vangelo e i Comandamenti, è riuscita abbandonare quella “vita di peccato.” La campagna è piaciuta così tanto ai fedeli che, al ritmo di svariate centinaia al giorno, si sono ritirati dalla chiesa finlandese, riferisce il quotidiano francese Le Monde. Cinquecento subito alla prima messa in onda dello spot, e alcune migliaia al giorno nella settimana successiva. L’arcivescovo Kari Makinen, la più alta autorità religiosa finlandese, ha espresso il suo dispiacere in un comunicato in cui dice di “comprendere il dolore e la collera delle persone che sono state offese dalla campagna Resisti”.
Continua ...
Gli aerei americani hanno poco a che fare con la «no fly zone"»
AC 130H «Spectre» e «A 10» sono velivoli per l’appoggio alle truppe dei ribelli anti-Gheddafi
WASHINGTON – Barack Obama vorrà pure ridurre l’impegno militare in Libia e il Pentagono ha richiamato alcune unità navali. Ma i mezzi che gli Usa stanno impiegando rivelano chiaramente le intenzioni. Fonti militari hanno annunciato che nel paese nord africano operano gli AC 130H “Spectre” e gli "A 10". Sono due aerei concepiti per distruggere carri armati, mezzi, pezzi d’artiglieria. Con un potere di fuoco devastante hanno partecipato a tutte le recenti campagne statunitensi, dall’Iraq all’Afghanistan. Lo “Spectre” è un erede di un velivolo impiegato per la prima volta in Vietnam ed è una versione modificata del celebre C 130 Hercules da trasporto. Può essere armato con un pezzo da 105 millimetri, cannoncini da 40 e 25 millimetri guidati da sistemi sofisticati. L’aereo può ingaggiare due obiettivi simultaneamente e i suoi apparati correggono il tiro. E’ devastante quando affronta colonne in movimento ma è anche accurato nell’individuare bersagli singoli. LO “Spectre” può solo sparare dal lato sinistro e per questo “orbita” attorno al bersaglio. L’equipaggio è composto da 5 uomini più 8 addetti alle armi. In Libia è stato probabilmente usato contro i corazzati delle Brigate Khamis che bombardano le città ribelli e che difendono la zona occidentale.
AEREI LONTANI DAI COMPITI DELLA NO FLY ZONE - Il ricorso allo “Spectre” – che è s
| Due A10 in volo |