giovedì 28 luglio 2011

La Corte di giustizia dà torto a Mediaset: «Gli incentivi ai decoder aiuti di Stato»


La corte di giustizia Ue ribadisce la sentenza sui decoder per il digitaele terrestre

Dovrà restituire circa 220 milioni di euro e i vantaggi economici derivanti dall'aumento di share.

MILANO - Altra tegola su Mediaset, alle prese anche con la crisi di Endemol. La Corte di giustizia dell'Unione europea ha ribadito che Mediaset dovrà rimborsare lo Stato per gli aiuti erogati negli anni scorsi per l'acquisto dei decoder. La Corte ha quindi respinto il ricorso presentato dall'azienda televisiva dopo la sentenza dell'anno scorso. E ha perciò confermato che i contributi italiani per l'acquisto dei decoder digitali terrestri nel 2004 e 2005 «costituiscono aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune. Le emittenti radiotelevisive che hanno beneficiato indirettamente degli aiuti di Stato sono tenute a rimborsare le somme corrispondenti ai vantaggi in tal modo ottenuti». Mediaset dovrà rimborsare non solo i 220 milioni di euro del contributo dello Stato, ma anche i vantaggi economici conseguenti all'aumento dello share causato dall'operazione.
LA SENTENZA UE - Con la legge finanziaria del 2004 - si ricorda nel dispositivo - l'Italia ha concesso un contributo pubblico di 150 euro ad ogni utente del servizio di radiodiffusione che acquistasse o noleggiasse un apparecchio per la ricezione, in chiaro, dei segnali televisivi digitali terrestri. Il limite di spesa del contributo è stato fissato a 110 milioni. La legge finanziaria del 2005 ha reiterato tale provvedimento nello stesso limite di spesa di 110 milioni, riducendo tuttavia il contributo per ogni singolo decoder digitale a 70 euro. Il consumatore che avesse però scelto un apparecchio che consentisse esclusivamente la ricezione di segnali satellitari non poteva ottenere il contributo: contro i contributi le emittenti televisive Centro Europa 7 e Sky Italia hanno inoltrato esposti alla Commissione. Con la decisione del 2007, Bruxelles osservava, in effetti, che detti contributi costituivano aiuti di Stato a favore delle emittenti digitali terrestri che offrivano servizi televisivi a pagamento nonché degli operatori via cavo fornitori di servizi televisivi digitali a pagamento, ordinando il recupero degli aiuti. Mediaset ha allora presentato un ricorso ma, nel giugno del 2010, il Tribunale lo ha respinto, confermando che il contributo costituiva un vantaggio economico a favore delle emittenti terrestri. Giovedì anche la successiva impugnazione di Mediaset è stata respinta. Ora «spetterà al giudice nazionale fissare l'importo dell'aiuto da recuperare sulla base delle indicazioni delle modalità di calcolo fornite dalla Commissione».

Avvocato ex moglie chiede arresto Pato

(ANSA) - RIO DE JANEIRO - L'avvocato di Stephany Brito, ex moglie di Alexandre Pato, ha chiesto l'arresto dell'attaccante del Milan per aver sospeso il pagamento degli alimenti dovuti dopo il divorzio. In Brasile il coniuge che non paga gli alimenti sanciti dalla giustizia al momento del divorzio rischia davvero la galera. "La verita' e' che Pato non ha mai pagato un centesimo dopo la separazione", ha affermato Gisele Pazini, avvocato della Brito, attrice di telenovelas.

Melania: pm, confermare arresto marito

(ANSA) - TERAMO - La Procura della Repubblica di Teramo chiedera' al Gip di confermare l'arresto di Salvatore Parolisi ritenendolo l'assassino della moglie, Melania Rea, scomparsa il 18 aprile a Folignano (Ascoli Piceno) e ritrovata morta il 20 aprile nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). Parolisi e' gia' in carcere per decisione del gip di Ascoli Piceno, il quale - con la stessa ordinanza di custodia cautelare - si' e' dichiarato incompetente per territorio.

Terremoto a L'Aquila, nove indagati per i lavori di ricostruzione della questura

I soccorsi del dopo terremoto
L'Aquila, 28 lug. - (Adnkronos) - Nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità nell'affidamento dei lavori di ricostruzione della questura del capoluogo, la Procura della Repubblica dell'Aquila ha emesso nove avvisi di garanzia. Il reato ipotizzato è quello di abuso d'ufficio. A far scattare l'inchiesta sarebbe stata la forte lievitazione dei prezzi passati da 3 a 18 milioni di euro.
Destinatari del provvedimento sono Giuliano Genitti, Lorenzo De Feo, ingegnere, Carlo Clementi, dirigente attualmente in servizio all'Aquila; Giovanni Guglielmi, ex provveditore. Con loro quattro esponenti interni ed esterni del comitato tecnico amministrativo tutti provenienti da Roma. Indagato risulta anche il legale rappresentante della ditta Inteco Spa, che aveva ricevuto inizialmente l'affidamento diretto dei lavori, poi ritirato.
Per via dell'urgenza i lavori erano stati assegnati dal provveditorato interregionale alle opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna con affidamento diretto alla ditta Inteco spa, ma dopo i rilievi della Corte dei conti il nuovo provveditore alle opere pubbliche, Donato Carlea, ha ritirato l'affidamento per indire una nuova gara d'appalto vinta dall'associazione temporanea d'imprese (Ati) Nidaco-Califel.

"Siete dei cretini", nuovo scontro tra Brunetta e alcuni contestatori (VIDEO)

Roma, 29 lug. (Ign) - Ancora uno scontro tra il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e un gruppo di contestatori. Invitato lunedì scorso a Viterbo a 'Medioera', il festival della cultura digitale di Viterbo, il ministro è stato fischiato dal pubblico mentre veniva intervistato dal direttore del quotidiano 'Il Tempo' Mario Sechi.
"Ma non vi rendete conto di quanto siete disperati e disgraziati? Ogni urlo che fate dimostra la vostra cretineria. Ho il consenso di 60 milioni di italiani e posso tollerare qualche cretino", ha detto il ministro al gruppo di contestatori.
Guarda il video:

Giustizia: Buttiglione, con 'processo lungo' Berlusconi affossa possibilità nuovo Guardasigilli di aprire dialogo con la magistratura

Roma, 28 lug. (Adnkronos) - Berlusconi nomina Nitto Palma mentre arriva il 'processo lungo', "è un modo di affossare la possibilità del nuovo Guardasigilli di aprire un dialogo con la magistratura". E' quanto sostiene il presidente Udc Rocco Buttiglione che sulla disputa sui ministeri al nord aggiunge: "Il federalismo è un'altra cosa".

Mora: Fede indagato per bancarotta su fallimento societa' ex agente vip

Milano, 28 lug. - (Adnkronos) - Emilio Fede e' indagato per concorso in bancarotta nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento della LM Managment di Lele Mora, gia' dichiarata fallita dal Tribunale. Nei giorni scorsi, dopo aver ricevuto un invito a comparire, il direttore del Tg4 e' stato ascoltato dai magistrati milanesi titolari dell'inchiesta.

Giustizia, fiducia su allunga-processi.

Roma, 28 lug. (Adnkronos) - Il governo ha deciso di porre la fiducia sul cosiddetto testo di legge allunga-processi in discussione al Senato. Nel corso della seduta il ministro per i Rapporti con il parlamento, Elio Vito, ha chiesto la parola per dare l'annuncio della scelta operata dal governo. Successivamente la presidente di turno Rosi Mauro ha sospeso la seduta per informare il presidente Renato Schifani, che si trovava a un convegno sull'emergenza carceri a Palazzo Giustiniani, convocando nel contempo la conferenza dei capigruppo.
Dichiarazioni di voto domani alle 9 e poi, a partire dalle 10, la prima chiama per il voto sono le modalità di svolgimento della fiducia stabilite dalla conferenza dei capigruppo a Palazzo Madama.
"Se il governo si assume la grave responsabilità di mettere la fiducia su un provvedimento di natura parlamentare come quello sul processo lungo, è necessario che il neoministro della Giustizia Nitto Palma venga subito in Senato a spiegare il perché. Una decisione del genere, assolutamente ingiustificata non si spiega se non con la necessità di salvare il presidente del Consiglio da uno dei suoi tanti processi. E' una cosa inaccettabile. E tutto questo avviene nel silenzio più totale e nel totale asservimento della Lega ai bisogni del Presidente del Consiglio, Berlusconi", afferma la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. Che continua: "In una situazione del Paese gravissima, testimoniata anche oggi dalle notizie sulla Borsa in cui servirebbe un clima politico positivo e costruttivo, ci troviamo invece di fronte a un governo e una maggioranza di irresponsabili che, per gli interessi di un premier disperato, ancora una volta umiliano il Parlamento, la Giustizia, il nostro Paese".
''Il giorno dopo che le parti sociali hanno chiesto un cambio di passo per affrontare la crisi il governo ha risposto mettendo la fiducia al Senato sul ddl allunga-processi, che serve solo al presidente del Consiglio.Mi chiedo se questo sia il primo atto da ministro della Giustizia di Nitto Palma...'', dice il capogruppo del Pd Dario Franceschini, in Aula alla Camera.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Giustizia-fiducia-su-allunga-processi_312291886818.html

Risolto il mistero di 'Elephant Man', un gene il colpevole della mutazione

Elephant man, dal film di David Lynch  (1980)
Roma, 28 lug. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Scienziati americani risolvono il 'mistero' Elephant Man, oltre un secolo dopo la morte dell'uomo gravemente sfigurato, diventato una sorta di curiosità medica. L'equipe dei 'National Institutes of Health' ha identificato una mutazione genetica che causa la sindrome di Proteo, rara malattia congenita caratterizzata da una crescita fuori misura dei tessuti e delle ossa. Nel mondo vivono circa 500 'uomini elefante', con grosse deformità alla testa, alle mani e ai piedi. Vite ai margini.
I ricercatori sperano che l'identificazione della mutazione genetica possa portare a un trattamento per questa sindrome al momento senza cura, ma anche allo sviluppo di molecole efficaci contro i tumori, causati dalla crescita fuori controllo delle cellule in diverse parti dell'organismo.
La mutazione alla base della sindrome di Proteo si verifica spontaneamente nell'embrione durante la gravidanza. I ricercatori - si legge sul quotidiano britannico The Indipendent - puntano adesso ad analizzare il Dna dallo scheletro di Joseph Merrick, l'Elephant man divenuto un secolo fa una celebrità in mostra in giro per l'Inghilterra e il resto d'Europa, per stabilire se questa sindrome è stata la causa della sua deformita'. Merrick è morto a 27 anni nel 1890 nell'ospedale di Londra, dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita e dove è conservato il suo scheletro.
I test non saranno un'impresa semplice per l'equipe Usa, visto che la mutazione genetica responsabile della sindrome di Proteo non è distribuita uniformemente nel corpo: prelevando un piccolo campione potrebbero non trovare le cellule portatrici del gene e rimanere beffati dal mistero di Elephant man.

Sfrattati, soli e senza soldi la parabola discendente dei pentiti


Oltre 90 hanno perso la casa e vivono in conventi o sistemazioni di fortuna. E mancano anche i fondi per farli deporre ai processi. "Prima ci hanno spremuti poi buttati"

di ATTILIO BOLZONI
Coccolati alla bisogna, assecondati nelle loro bizze, per un bel po' qualcuno li ha creduti in tutto e per tutto. Erano le voci della verità. Quando non sono serviti più li hanno buttati via. Si sa, lo Stato italiano ha sempre avuto la memoria corta. Pentiti. A Palermo, quasi trent'anni fa era parola d'offesa. Come cornuto e sbirro. Se volevi insultare qualcuno dicevi: "Sei un Buscetta". O lo apostrofavi proprio in quel modo: pentito. Il capo dei capi di Cosa Nostra quando parlava di loro scandiva le sillabe - pen-ti-ti - e si difendeva raccontando che "quelli camminano mani per mani e sono tutta una bugiarderia". Giulio Andreotti - ce n'erano trentasette che lo accusavano - rispondeva a tutti loro così: "Vendono bufale a rate". Uno, Leonardo Messina, alla fine dell'estate del 1992 giurò che il divo Giulio era addirittura 'punciuto', cioè non un semplice simpatizzante ma un affiliato alle famiglie mafiose. Allora, se ne parlò tanto di quella rivelazione. Se Leonardo Messina la dovesse ripetere oggi, lo chiuderebbero in un manicomio giudiziario e getterebbero la chiave a mare.

In Italia, è andata come è andata anche con i pentiti. Osannati prima, "schifiati", disprezzati poi.
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http://www.repubblica.it/cronaca/2011/07/28/news/pentiti_abbandonati-19715067/

mercoledì 27 luglio 2011

Tangenti per la sanità in Abruzzo All'asta i vestiti del re delle cliniche


In vendita a prezzi stracciati capi firmati appartenuti a Vincenzo Angelini, reo confesso di aver pagato 15 milioni di mazzette. Le sue dichiarazioni portarono all'arresto dell'ex governatore Ottaviano Del Turcodi GIUSEPPE CAPORALE

CHIETI - Vincenzo Angelini, il re delle cliniche privata in Abruzzo, era capace di spendere, in un solo mese, anche un milione e mezzo di euro. In un giorno comprò 40mila euro di sigari, raccontano le carte delle procure di Pescara e Chieti. Ora che è sotto processo per tangenti (dopo aver confessato di aver pagato 15 milioni di euro di mazzette) sono all'asta perfino i suoi vestiti. Centinaia e centinaia di vestiti, per un valore complessivo di 179 mila euro.

GUARDA LE IMMAGINI 1

La vendita servirà non tanto per risanare il crac da 200 milioni di euro che ha portato al fallimento delle sue aziende (sostiene la Procura della Repubblica di Chieti), ma quanto meno a tentare di pagare gli stipendi arretrati di oltre mille e cinquecento dipendenti, molti dei quali in passato sono saliti sul tetto delle sue cliniche per disperazione e minaccia.

Così da una settimana dentro la clinica Villa Pini (la casa di cura dello scandalo che portò all'arresto dell'ex governatore Ottaviano Del Turco 2), dentro quello che fu il regno di Angelini (con tanto di busto del padre all'ingresso) è stato aperto un negozio. Un negozio di vestiti e abiti firmati, gestito direttamente dalla curatela fallimentare del gruppo societario. All'interno, su stendini e scaffali, centinaia e centinaia di vestiti, scarpe, giacche, giacconi. E poi bottiglie e calzini. Ogni giorno in orario da negozio, la gente affolla il piccolo locale ricavato nella struttura, si mescola tra malati in via di ricovero (perché nel frattempo la casa di cura è stata affidata ad altro gestore che ha rilevato anche la gran parte del personale) e compra.

Giacconi di Loro Piana e Ralph Lauren a 150 euro, giacche Brioni a 250 euro, trench Burberry a 150 euro, cappotti Brioni a 500 euro, Gilet imbottiti Etro a 40 euro, cappotti con pelliccia a 400 euro, giaccone Burberry a 700 euro, completi da uomo Brioni a 500 euro, pantaloni Brooks Brothers a 50 euro, stivali Prada a 70 euro, vestaglie Loro Piana a 80 euro. E poi polo, camice e ancora centinaia e centinaia di scarpe di tutte le marche più prestigiose, alcune fatte su misura.

"Signor giudice, lo sanno anche in Tibet che ho le mani bucate...", raccontò di sé al pool di magistrati della Procura di Pescara che era riuscito a farlo confessare e raccontare dei 15 milioni di tangenti pagate sia al centrodestra che al centrosinistra. Una "confessione" che portò, nel luglio 2008, all'arresto di Del Turco all'epoca governatore dell'Abruzzo e di buona parte della sua giunta. E così, mentre a Pescara si celebra il processo di primo grado sulla tangetopoli abruzzese nella sanità, mentre sul banco dei testimoni sfilano le segretarie dell'imprenditore che preparavano le mazzette, l'autista che portava le "buste" a Del Turco, a Chieti si vendono vestiti. E in Abruzzo, complice il debito sanitario, le tasse aumentano.

Assunzioni in cambio di denaro Arrestato giornalista che accusò Bocchino


Il reato ipotizzato è quello di calunnia. Giancarlo Battista presentò un esposto contro il vicepresidente di Fli, sostenendo che aveva  ricevuto denaro da numerose persone in cambio della promessa di farle assumere alla Camera dei deputati

ROMA - Sono scattate le manette e un ordine di custodia in carcere per il giornalista pubblicista Giancarlo Battista, che due mesi fa accusò, con un esposto, il vicepresidente di Fli Italo Bocchino d'aver ricevuto denaro da numerose persone in cambio della promessa di farle assumere alla Camera dei deputati. Il provvedimento con il quale si contesta a Battista il reato di calunnia è stato firmato dal gip Barbara Callari su richiesta del procuratore aggiunto Alberto Caperna. A carico di Battista, arrestato oggi dai carabinieri del nucleo investigativo comandato dal maggiore Lorenzo Sabatino c'è un altro procedimento che lo vede indagato per truffa e associazione per delinquere con Massimiliano Polzelli e Giorgio Limardi. In questa indagine sono anche indagati per favoreggiamento altre due persone.

Secondo il procuratore aggiunto Alberto Caperna, che ha ottenuto dal gip l'ordine di cattura per Battista, che è difeso dall'avvocato Donato Prillo, il denunciante e le persone a lui collegate, tra il 2006 e il 2011, spendendo il nome di numerosi esponenti politici di vari partiti e, a cominciare dal 2011 anche quello di Bocchino, avrebbero truffato almeno 40 persone che complessivamente hanno sborsato più di 2 mln di euro nella speranza di trovare un posto di lavoro.

L'indagine, cominciata nel maggio scorso sulla base dell'esposto di Battista, aveva sin dal primo momento provocato l'iscrizione del denunciante nel registro degli indagati per le accuse di calunnia e truffa. Alla denuncia Battista aveva allegato diversi documenti a sostegno delle sue accuse. Tra l'altro è stata sottoposta dal magistrato una perizia tecnica su una conversazione registrata. L'esperto che ha esaminato il materiale aveva dato per possibile che uno degli interlocutori potesse essere Bocchino. Ma alla fine della registrazione si sente chiaramente una frase che ha insospettito Caperna. In particolare una delle voci dice "Come sono andato?" e l'altro interlocutore risponde "Benissimo". Ciò ha fatto ritenere che si tratta di un documento fatto ad arte e da qui i provvedimenti del magistrato.

L'arresto di Battista è stato contemporaneo a varie perquisizioni tra le quali una in una tipografia e l'altra a casa di Polzelli. Gli investigatori hanno sequestrato oggetti di cancelleria, falsi documenti intestati alla Camera dei deputati e anche per quanto riguarda Polzelli buste paga e lettere di assunzione tutte regolarmente false che secondo il magistrato servivano per convincere gli aspiranti all'assunzione ad accettare le proposte e a pagare somme di danaro.

Nitto Palma, un uomo chiamato cavillo



Il prossimo ministro della Giustizia è stato uno dei “falchi” di Forza Italia
Tutte le volte che c’è stato bisogno di salvaguardare gli interessi giudiziari di Silvio Berlusconi e promuovere l’aggressiva linea del centrodestra in materia di giustizia, Nitto Francesco Palma, in Parlamento dal 2001, non ha fatto mai mancare il suo apporto. E’ uno dei “falchi” del Cavaliere ad essere oggi promosso alla carica di ministro della Giustizia, in sostituzione di Angelino Alfano, Guardasigilli da poco relegato al ruolo di segretario politico di quel Pdl che vuol scrollarsi di dosso il peso dell’ingobrante leadership berlusconiana.
PROMOTORE DELL’IMMUNITA’ PARLAMENTARE - Magistrato, ex sostituto della procura di Roma, Palma, eletto per la prima volta a Montecitorio, e poi confermato alSenato nel 2006 e nel 2008, è balzato agli onori della cronaca politica nel luglio 2002, quando ha messo la sua firma ad un emendamento che mirava a congelare i processi contro i parlamentari e rendere la sospensione retroattiva anche per i giudizi già iniziati (quindi anche quelli contro Berlusconi). Una proposta prontamente bollata dalle opposizione come uno “scandalo” o una “vergogna”, un tentativo di scudare il presidente del Consiglio indigesto perfino agli allora fedeli alleati di Udc e di Alleanza Nazionale, ignari delle leggi ad personam che avrebbero caratterizzato il resto del quinquennio 2001-2006 di governo della Casa delle Libertà. Occorre mettere mano in fretta ad una riforma delle immunità parlamentari, era quanto sottolineavano i berluscones facendosi carico delle prerogative del premier. Il provvedimento promosso da Palma rispondeva a questa necessità, ancor prima che gli uomini del premier mettessero nero su bianco Legge Cirami, Lodo Schifani, Legge Pecorella, Lodo Alfano. L’emendamento fu ritirato in un batter di ciglio allo scoppio delle infuocate reazioni di deputati e senatori. Qualche mese dopo, a novembre, fu trasformato in una proposta di legge che si ispirava al “modello spagnolo” e che prevedeva la possibilità di non essere sottoposti a procedimenti penali per la durata del loro mandato per parlamentari, ministri, capo dello Stato e giudici costituzionali. Il “Nitto Palma” fu negli anni a venire preso a modello e più volte rievocato come testo dal quale partire per la reintroduzione dell’immunità parlamentare.
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Anna Maria Bernini: ministro, avvocato e urlatrice in tv



Il nuovo ministro per le Politiche Comunitarie è una dei fedelissimi del Cavaliere
Il nuovo ministro per le Politiche Comunitarie è uno di quei politici che fa proprio al caso di Silvio Berlusconi. Anna Maria Berniniè una di quelle parlamentari mediaticamente esposte ed apprezzate dal Cavaliere per la loro abilità di controbattere con rapidità ed efficacia comunicativa alle argomentazioni dell’opposizione.
FEDELISSIMA DEL PREMIER – E’ grazie a queste doti che la Bernini ha fatto rapidamente carriera ed è finita in onda in prima serata sulle reti Rai a difendere le ragioni della maggioranza e del Pdl berlusconiani nei talk show politici più seguiti. Non è un caso che quando ad inizio anno c’era da rifare l’appello nella maggioranza, numericamente in difficoltà per l’abbandono dei finiani di Futuro e Libertà e salvata solamente dall’arrivo tra le fila del centrodestra deiResponsabili capeggiati dal neo ministro Romano, il suo nome è finito sul taccuino del premier alla voce onorevoli da piazzare al governo. Fedelissima del premier, la Bernini era riuscita alle Politiche del 2008 ad essere posizionata in posizione vantaggiosa nella lista bloccata della circoscrizione Emilia Romagna, ad essere eletta alla Camera dei Deputati, ad essere, successivamente, nominata portavoce del partito.
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5 cose che non sai su Amy Winehouse


Alcune curiosità sulla cantante morta quattro giorni fa
Su Amy Winehouse, la cantante britannica trovata morta nella sua casa 4 giorni fa, è stato detto di tutto. La sua voce soul è stata immortalata, sono stati elencati i suoi premi più prestigiosi, sono state raccontate le sue storie sentimentali, i suoi vizi. Eppure ci sono curiosità della sua vita passate inosservate. Anche gli ultimi attimi della sua esistenza possono rivelare sorprese. “Sapere che Amy non era depressa, ma felice nel momento della scomparsa, ci fa sentire tutti più sollevati”, ha detto il padre Mitch Winehouse in una dichiarazione resa ieri. L’uomo ha precisato come Amy negli ultimi giornid i vita fosse “la più felice mai vista negli ultimi anni”.
CANZONE PREFERITA - Amy Winehouse amava Carole King. La sua canzone preferita era So far away. E pare sia stata tanto influenzata da giganti del jazz come Thelonious Monk, Charlie Mingus e Miles Davis e da esponenti dell’hip hop come Mos Def e Busta Rhymes.
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Borghezio finisce sotto inchiesta



La procura di Milano ha aperto un ‘modello 45′ sulle dichiarazioni shock pro killer di Utoya rilasciate dall’eurodeputato leghista
L’europarlamentare della Lega Nord aveva detto che il 100 % delle idee di Breivik sono buone, in qualche caso ottime”. Per il politico leghista “le posizioni di Breivik collimano con quelle dei movimenti che in Europa oramai dovunque vincono le elezioni.”
INDAGINE APERTA – La procura di Milano ha aperto un’inchiesta conoscitiva sulle dichiarazioni rilasciate a ‘Radio24′, che poco fa ha anche dato notizia in diretta dell’avvio delle indagini, dall’europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio in merito alla strage di Oslo. Secondo quanto e’ stato confermato all’ANSA, si tratta di un’indagine a modello 45, ovvero senza titolo di reato e senza indagati. In sostanza si tratta di un’indagine di tipo conoscitivo, volta ad accertare la sussistenza di eventuali reati ravvisabili, in questo caso, nelle dichiarazioni del guerriero padano. Per questo il pm Armando Spataro e Grazia Pradella, in accordo con il Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, hanno aperto un’indagine. E oggi hanno inviato un fax alla redazione dell’emittente per chiedere di acquisire la registrazione-audio dell’intervista integrale dell’ europarlamentare del Carroccio.
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Roma violenta: torna l'ombra della Magliana

ROMA - E' morto in ospedale l'uomo di 30 anni vittima questa mattina di un agguato a Roma, in zona Primavalle. Si chiamava Simone Colaneri ed era un pluripregiudicato con precedenti per droga e rapina. Secondo quanto si è appreso, contro la vittima sono stati esplosi almeno quattro colpi di pistola Magnum 44, calibro 12. L'uomo è morto dissanguato a causa della rottura di un'arteria all'inguine ed è arrivato già in fin di vita all'ospedale San Filippo Neri. L'uomo era stato gambizzato in strada. Sulla vicenda indaga la polizia. L'episodio di Primavalle riporta alla mente due sparatorie avvenute questo mese a Roma con modalità simili, e sempre in strada. Il 5 luglio, nel quartiere Prati, venne ucciso Flavio Simmi, figlio di un gioielliere. Già qualche mese prima, la vittima era stata gambizzata proprio davanti alla gioielleria di famiglia a Campo Dé Fiori. Cinque giorni dopo, il 10 luglio, ennesima sparatoria, questa volta al Tiburtino, in cui rimase ferito un pregiudicato romano. 
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http://www.julienews.it/notizia/cronaca/roma-violenta-torna-lombra-della-magliana/83841_cronaca_2.html

Nuovi controlli per Vasco: «Forse ha un'infezione al polmone»


Vasco Rossi

Il problema del rocker non è più solo la costola fratturata. Ma lui: «Ho deciso che sono guarito, i medici fanno gli esami che devono, io penso ad altro».

BOLOGNA - Il ricovero si allunga, il mistero si infittisce. Come confermato dalla portavoce, Tania Sachs, il problema di Vasco, ormai da dieci giorni a Villalba, clinica privata sui colli di Bologna, non è più la sola costola fratturata, per la quale è già in atto una terapia antidolorifica. Il Blasco «ha effettuato una risonanza per verificare un'eventuale infezione al polmone», dice la Sachs. L'esame è stato effettuato in un'altra clinica privata, sembrerebbe in provincia di Ravenna, in una struttura che fa sempre parte del gruppo di Villalba.
A VILLALBA - Questa mattina, a Bologna, un'ambulanza è uscita dall'ospedale dove è ricoverato Vasco molto presto ed è rientrata attorno a mezzogiorno, arrivando sul retro e aprendo il portellone: a pararsi davanti anche la vigilanza privata della clinica, per impedire ai fotografi di vedere dentro. Subito si è sparsa la voce che all'interno ci fosse il rocker di Zocca, voce smentita dallo staff del cantante, anche se l'improvvisato e inusuale servizio d'ordine farebbe pensare al contrario. Il direttore sanitario della clinica, Paolo Guelfi, non ha confermato nè smentito. Sono ancora otto-nove gli esami in programma per il Blasco, alcuni probabilmente già effettuati, «a ritmo di uno al giorno, con calma», spiega la portavoce. Quindi, dopo dieci giorni di ricovero, ancora non si sa quando il rocker potrà uscire e i tempi per le sue dimissioni, che si pensavano prossime, si allungano.
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