domenica 23 ottobre 2011

Berlino, nessun bilaterale con Berlusconi Il premier: "Pronto a riformare le pensioni"

Fonti governative tedesche smentiscono il colloquio tra il Cavaliere e la Merkel. Il presidente del Consiglio in un vicolo cieco: "Posso agire sulla previdenzo solo se lo chiede l'Europa, altrimenti Bossi..."dal nostro inviato FRANCESCO BEI

BRUXELLES - Per Berlusconi è la riforma delle pensioni l'ultima spiaggia. Il Consiglio europeo che si apre oggi, ufficialmente dedicato al fondo Efsf, avrà infatti un altro grande tema sul tavolo. Ovvero la malattia italiana. Ieri, alla vigilia dell'incontro, lo ha scritto impietosamente ilSuddeutsche Zeitung, quotidiano bavarese - "il vero tema del vertice è l'Italia" - chiedendosi come potrà Roma e soprattutto il governo Berlusconi, che finora "in modo quasi criminale" non ha fatto nulla per la crescita, "resistere alla prossima ondata della speculazione". Sul banco degli imputati per la sua inazione, terrorizzato per un attacco speculativo all'Italia di portata devastante, il premier è dunque deciso a uno scatto improvviso, andando a recuperare l'unico vero dossier che potrebbe rassicurare le cancellerie europee e i mercati sulla buona volontà dell'Italia: la riforma previdenziale. "Solo se ce lo chiede l'Europa possiamo farla. Altrimenti la Lega - ha spiegato il premier prima di partire per Bruxelles - su due piedi è capace di mettere in crisi il governo".
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Metteremo dei fiori nei nostri serbatoi

Quando sarà finito il petrolio continueremo a guidare automobil e illuminare case e strade. Con cosa? "Con un nuovo tipo di carburante tratto dalle piante che coltiveremo nei deserti e negli oceani". Parola di Robert Laughlin, premio Nobel per la fisicadi FEDERICO RAMPINI

SAN FRANCISCO - "Proiettiamoci nel futuro: quando gli esseri umani non bruceranno più carbone, petrolio o gas naturale. Continueremo a guidare qualche tipo di auto? Viaggeremo in aereo? Da dove verrà la luce per l'illuminazione?" Comincia così l'ultimo saggio di Robert Laughlin, premio Nobel per la fisica, docente all'università di Stanford nel cuore della Silicon Valley californiana: Powering the Future (Basic Books, 2011). Puntando sulle proprie competenze, parla da fisico, non da economista né da scienziato dell'ambiente: questo gli consente di tenere i piedi per terra, ragionando su vincoli e leggi della fisica fondamentali. E sfocia su una conclusione sorprendente: dovremo continuare a fabbricarci qualcosa che assomigli a petrolio, benzina e cherosene, perché né l'idrogeno né l'atomo né il solare potranno completamente sostituirsi all'efficienza di questi carburanti. Ma li produrremo sinteticamente grazie all'agricoltura. "Non sottraendo raccolti alla stessa agricoltura che alimenta gli esseri umani; bensì coltivando oceani e deserti". Laughlin adotta un approccio originale per riuscire a parlare alla sinistra e alla destra, agli ambientalisti e agli "industrialisti": si proietta in un futuro inevitabile, "quando i carburanti fossili nelle viscere della Terra saranno finiti", lasciando ad altri le diatribe sulla data esatta in cui ciò accadrà. Non vuole schierarsi con il partito dei "limiti dello sviluppo" che vede un esaurimento imminente del petrolio, né con gli esperti alla Daniel Yergin secondo cui l'innovazione tecnologica ci consentirà di valorizzare nuovi giacimenti e di spostare più in là il giorno dell'"ultima goccia". Tutto questo non gli sembra troppo rivelante, come spiega quando lo incontro al World Affairs Council di San Francisco. Come si fa a evitare di schierarsi con i profeti dell'esaurimento imminente delle risorse, o con gli ottimisti del progresso tecnologico? "Basta scegliere un orizzonte temporale un po' più lungo, per esempio due secoli. Nell'arco di vita della nostra Terra equivale a un battere di ciglio; ma anche nella storia dell'umanità è un periodo breve: appena sei generazioni. A quel punto sarà iniziata l'Era post-fossile, su questo non c'è dubbio". Davvero si possono escludere nuove scoperte di giacimenti finora ignoti, e nuove tecnologie che rendano economicamente sostenibili queste nuove estrazioni? "È vero che sono state fatte nuove scoperte di giacimenti simil-petroliferi, per esempio nelle sabbie del Canada e del Venezuela. Ma lo U. S. Geological Survey ha dimostrato in modo inequivocabile che le nuove scoperte non saranno sufficienti a compensare il declino. Le riserve complessive dell'Arabia Saudita, per esempio, già entro sessant'anni entreranno in una "zona d'instabilità", e questo è un arco temporale che ci costringe a riflettere seriamente: riguarda già i nostri nipoti. È questo il problema che io mi pongo: esercito i miei studenti a interrogarsi su come vivranno i nostri discendenti".
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“Berlusconi è più pericoloso della Grecia”

La crisi dell’euro debito ha un vero protagonista, il governo italianoL’Europa si troverà domani a Bruxelles per affrontare la crisi dei debiti sovrani che sta travolgendo l’economia e i governi continentali. Oggi Angela Merkel ha lanciato minacce pesantissime contro i Paesi che non affronteranno con serietà la crisi, e il primo imputato sarebbe il governo italiano. Un pezzo di retroscena di uno dei più importanti quotidiani tedeschi,Süddeutsche Zeitung, riferisce del vero terrore della diplomazia europea.

BERLUSCONI IL VERO PERICOLO – La riunione del Consiglio Europeo sarà l’ennesimo incontro di crisi tra i governi della Ue. La crisi dei debiti sovrani, iniziata ormai due anni fa, pare ancora molto lontana dalla conclusione, ma non è la Grecia che terrorizza la classe dirigente del Vecchio Continente. Secondo le fonti, alti diplomatici, citati da SZ, il più venduto tra i giornali nazionali della Germania, il governo che terrorizza l’Europa e mette a rischio l’euro è quello guidato da Berlusconi. La mancanza di strategia dell’esecutivo e l’assoluto immobilismo con il quale affronta la crisi inquietano tanto i governi quanto i mercati. “Il fattore italiano veste un ruolo importante nelle paure dei mercati, nella valutazione del rischio di tutti i Paesi europei”. Una fonte diplomatica si spinge nel dire: “Il vero tema di discussione sarà l’Italia, non la Grecia”, anche perchè il default ellenico viene dato per scontato. Ma se all’haircut del debito greco l’area euro può sopravvivere, questo non potrebbe avvenire in caso di crisi italiana.

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http://www.giornalettismo.com/archives/160641/berlusconi-e-piu-pericoloso-della-grecia/

Gheddafi, il video degli abusi

Un filmato rilasciato da Global Post mostrerebbe il colonnello poco prima della morte

La notizia ormai ballava su internet da ore, adesso ne da conferma anche l’Agi:

Nei suoi ultimi minuti di vita Muammar Gheddafi avrebbe subito anche un abuso sessuale. In un video di appena 17 secondi diffuso su Youtube, hhttp://www.youtube.com/watch?v=ZLGY5czS1XQ, dall’organizzazione giornalistica Usa ‘Global Post’ si vede un uomo sodomizzare con un oggetto di legno il Colonnello attraverso i pantaloni. Gheddafi era gia’ ferito, si intravede dalla schiena la manica sinistra dell’uniforme beige completamente insanguinata, ma non ancora morto.

Non hostiamo, né linkiamo, il video. Potete comunque trovarlo con l’url che fornisce l’Agi. Le immagini che contiene sono molto forti, sconsigliamo di vederlo. Potrebbero urtare la sensibilità di molti.

Berlusconi punta alle pensioni?

Aria di promesse al vertice europeo

La riforma delle pensioni. Sarebbe questo, secondo Francesco Bei di Repubblica, l’asso che il Cavaliere intende giocarsi al vertice europeo per portare in tranquillità i conti pubblici. Ma c’è un però:

Sul banco degli imputati per la sua inazione, terrorizzato per un attacco speculativo all’Italia di portata devastante, il premier è dunque deciso a uno scatto improvviso, andando a recuperare l’unico vero dossier che potrebbe rassicurare le cancellerie europee e i mercati sulla buona volontà dell’Italia: la riforma previdenziale. «Solo se ce lo chiede l’Europa possiamo farla. Altrimenti la Lega — ha spiegato il premier prima di partire per Bruxelles — su due piedi è capace di mettere in crisi il governo ».

Secondo le cronache, Berlusconi era pronto a muoversi:

L’avrebbe voluto fare già ieri sera veramente, in un colloquio cercato a tutti i costi con la Merkel al castello di Meise, a margine della cena per i leader del Ppe. Ma nonostante i tentativi di approccio del Cavaliere, la Cancelliera si è ben guardata dal concedere udienza. Con i giornalisti italiani il premier si è vantato di averci parlato addirittura «a lungo», mentre fonti di Berlino ci tengono a precisare che «non c’è stato alcun colloquio bilaterale, solo un incontro collegiale». Purtroppo per il capo del governo italiano ancora pesa l’eco di quelle indiscrezioni di stampa su quegli apprezzamenti infelici che il nostro avrebbe (avrebbe) rivolto alla Cancelliera in una presunta telefonata intercettata. Tuttavia Berlusconi non demorde.

La speranza, l’ultimo appiglio per il Cavaliere, è infatti l’Europa:

Il premier lo disse apertamente a un attonito presidente Van Rompuy a metà settembre, invocando un «vincolo esterno» europeo per costringere i governi nazionali a fare quello che non avrebbero mai da soli la forza di portare a termine. L’idea è sempre quella, resa oggi impellente dallo stallo totale in cui si è nel frattempo avvitata la maggioranza. Sul decreto sviluppo infatti, al di là della propaganda sulle «100 agevolazioni», non c’è ancora nulla. Nulla di decisivo s’intende. A parte il piano EuroSud, annunciato da Tremonti mettendo il cappello sul lavoro di Raffaele Fitto. Ma si tratta dei vecchi fondi Fas. «Sembra che tutto dipenda da noi!», è sbottato il Cavaliere di fronte all’ennesima rampogna di Confindustria.

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http://www.giornalettismo.com/archives/160689/berlusconi-punta-alle-pensioni/

Beni confiscati, Don Ciotti: «Devastato il Villaggio della legalità»

Il presidente di Libera: «Chiaro gesto di intimidazione: nessuno può pensare di fermare questo impegno»

Don Ciotti (Ansa)
Don Ciotti (Ansa)
ROMA - Il «Villaggio della legalità» dell'associazione Libera contro le mafie, a Borgo Sabotino, è stato devastato nella notte tra venerdì e sabato. La struttura si trova a Borgo Sabotino, borgo in provincia di Latina, su un terreno di circa quattro ettari che era stato confiscato per abusivismo edilizio e che, solo nei mesi scorsi, il prefetto di Latina aveva affidato a Libera per creare un avamposto della legalità nel territorio.

DON CIOTTI - «Un atto grave, vile che colpisce un bene confiscato e restituito alla collettività e dove Libera stava procedendo su un percorso di recupero e valorizzazione del bene con l'aiuto delle associazioni locali. Nessuno può pensare di vandalizzare e di fermare questo impegno delle tante realtà del posto che insieme con fatica,passione e responsabilità stanno realizzando percorsi di democrazia e giustizia sociale» denuncia lo stesso Don Luigi Ciotti, presidente di Libera. «E’ urgente - chiede l'associazione Libera - intervenire, e mettere in campo tutti gli strumenti necessari per individuare in tempi brevi i responsabili per dare un segnale forte della presenza dello Stato in una provincia dove radicamento e contaminazione mafiosa sono un fenomeno assodato e preoccupante».

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http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_22/latina-villaggio-solidarieta-1901906506866.shtml

E Mubarak piange per il Raìs

Ha visto le foto di Gheddafi insanguinato ed esanime e ha avuto una crisi di nervi: hanno dovuto sedarlo

Una foto di archivio
Una foto di archivio
MILANO - Le lacrime. Un pianto così disperato da rischiare un arresto cardiaco. E una crisi di nervi che ha richiesto addirittura la somministrazione di calmanti. L'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, dal suo letto di ospedale, ha reagito male, molto male alla vista delle foto di Muammar Gheddafi insanguinato ed esanime. A raccontarlo sono alcuni siti egiziani che citano fonti mediche dell'ospedale militare del Cairo dove Mubarak è ricoverato. Contro di lui è in corso un processo: l'accusa è quella di aver ordinato di sparare contro i manifestanti a Piazza Tahrir durante le proteste nella capitale egiziana.

«PANICO» - «Mubarak è stato preso dal panico ed è apparso terrorizzato quando ha visto in tv le foto di Gheddafi morto», sostiene il sito del quotidiano Al Ahram. Intanto, dopo i fatti in Libia, l'esercito egiziano ha rafforzato la presenza degli uomini della scorta nei pressi del nosocomio dove è ricoverato l'ex presidente, per evitare che qualcuno possa essere spinto dalla fine di Gheddafi a uccidere anche Mubarak.

«Decreto sviluppo, ipotesi deludenti»

Marcegaglia: «Da quello che sappiamo fino ad oggi le cose di cui si parla sono deludenti»

Emma Marcegaglia (Ansa)
Emma Marcegaglia (Ansa)
MILANO - «Da quello che sappiamo fino ad oggi le cose di cui si parla sono deludenti». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, commentando le indiscrezioni sul decreto sviluppo che il governo si appresta a varare. «Il tempo è scaduto - ha affermato Marcegaglia - adesso bisogna decidere. Chiediamo al governo di non fare piccole cose, ma di avere il coraggio di fare le grandi riforme senza rimanere bloccati a problemi elettoralistici».

MISURE - Secondo la leader degli industriali le misure per lo sviluppo «non» possono essere varate «a costo zero». Ma questo «non vuol dire - ha proseguito Marcegaglia - che dobbiamo aumentare il deficit o il debito, che vanno tenuti sotto controllo. Vuol dire che bisogna tagliare da alcune parti per investire da un'altra parte». Il presidente di Confindustria ha ricordato che la sua associazione ha fatto alcune proposte: per esempio intervento sulla spesa pubblica e sulle pensioni; liberalizzazioni e riduzione delle tasse per lavoratori e imprese. «Alla fine - ha concluso - il risultato sui conti pubblici deve essere zero».

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http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_22/sviluppo-marcegaglia-crisi_83b1b94e-fc98-11e0-92e3-d0ce15270601.shtml

Merkel: «Soluzione entro mercoledì» Ritirato il salvastati per il no di Berlino

Ecofin: «Approvata la ricapitalizzazione delle banche»

Jean Claude Juncker (a sinistra) e il ministro delle Finanze polacco  Jan Vincent Rostowski (Epa)
Jean Claude Juncker (a sinistra) e il ministro delle Finanze polacco Jan Vincent Rostowski (Epa)
MILANO - Si giocano sull'asse franco-tedesco i destini della crisi che affligge i mercati europei e minaccia di mettere in ginocchio interi Stati (a cominciare da quello italiano). Una partita a scacchi, quella in corso tra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, ai margini di una girandola di incontri decisivi. Hanno cominciato i ministri delle finanze della Ue (il cosidetto Ecofin), seguito subito dopo dalla riunione dell'Eurogruppo. Domenica, invece, sarà la volta dei leader Ue per un summit che però potrebbe non bastare. La giornata decisiva sembra essere quella di mercoledì prossimo.

SI' ALLA RICAPITALIZZAZIONE DELLE BANCHE - Il primo risultato concreto viene dall'Ecofin. I ministri delle Finanze Ue hanno infatti raggiunto un accordo di massima sulla ricapitalizzazione nelle banche. Secondo indiscrezioni, l'intesa avrebbe come base l'aumento al 9% del coefficiente patrimoniale degli istituti di credito. Sull'ammontare complessivo delle ricapitalizzazioni da effettuare, le cifre che circolano indicano una cifra tra i 107 e i 108 miliardi rispetto agli 80-100 indicati dall'Eba. Per conoscere i numeri dell'intesa occorrerà però aspettare quanto meno il vertice di domenica.

LA MERKEL: PROTEGGERE L'EURO - Per Angela Merkel nulla è ancora deciso, ma siamo sulla buona strada: «Troveremo i mezzi per proteggere la zona euro», ma saranno «negoziati difficili» ed è «importante» che Francia e Germania siano attive nel preparare le trattative. La cancelliera tedesca ha parlato con i giornalisti al suo arrivo alla cena dei leader Ue iscritti al Ppe. La cancelliera ha anche sottolineato lo spirito di collaborazione che ispira i colloqui tra i leader di Parigi e Berlino. Quando poi le hanno chiesto della situazione greca, a forte rischio default, ha aggiunto: «Ora più paesi hanno una visione più realistica di ciò che può essere fatto».

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http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_22/eurozona-vertici_f80050c4-fc8b-11e0-92e3-d0ce15270601.shtml

Morto don Mazzi a 84 anni Rimosso dalla sua parrocchia dell'Isolotto nel 1968 da allora ha guidato la comunità del popolare quartiere

MILANO - È morto a Firenze Don Enzo Mazzi, il sacerdote rimosso dalla sua parrocchia dell'Isolotto dal card. Ermenegildo Florit nel 1968 da allora ha guidato la comunità di base del popolare quartiere fiorentino. La rottura con la Chiesa avvenne per la solidarietà data da Don Mazzi agli occupanti del duomo di Parma. Aveva 84 anni. IL «PRETE DEL DISSENSO» - La notizia della morte di don Mazzi si è diffusa in serata nel capoluogo toscano ed è stata confermata da fonti vicine alla Comunità dell'Isolotto, la stessa che si è raccolta per oltre 40 anni attorno al "prete del dissenso". La comunità ricorderà la figura di don Mazzi, malato da tempo, domani mattina alle 10,30 nello stesso popolare quartiere fiorentino dove, dopo la sua rimozione da parroco, per decenni è proseguita la celebrazione eucaristica in una piazza sotto le tettoie che abitualmente ospitano un mercato.