domenica 1 gennaio 2012

Gran Bretagna, aperti gli archivi nazionali di Kew


Dalla lettura dei documenti degli archivi nazionali britannici di Kew, resi pubblici dopo 30 anni, emergono oggi le conversazioni interne al governo di Margaret Thatcher. Veniamo così a scoprire che dopo i disordini del 1981, scoppiati a Londra, Manchester e Liverpool, i ministri del governo consigliarono alla lady di ferro di abbandonare Liverpool ad un “declino pilotato”. Fu il cancelliere dello Scacchiere dell’epoca, Geoffrey Howe, a intimare alla Thatcher, che avrebbe avuto intenzione di predisporre un piano di riordino della città, di non sprecare le già scarse risorse per un fallimento annunciato. Investire denaro su Liverpool sarebbe stato “come far scorrere acqua in salita su una collina”. Nelle carte si può leggere anche che Howe avvertì il primo ministro britannico di non usare mai l’espressione “declino pilotato”, neanche in privato.
Particolarmente interessanti le somiglianze tra il 1981 e il 2011: i riots, le nozze tra Carlo e Diana e un quadro economico caratterizzato da disoccupazione di massa.
Altri episodi di interesse si trovano negli archivi: Margaret Thatcher nel 1981 si oppose a un discorso di Papa Giovanni Paolo II alle Camere del parlamento britannico perché non era il capo di “una Chiesa ufficiale” in Gran Bretagna e perché temeva una reazione del leader del partito democratico unionista, Ian Paisley.
Gli archivi confermano anche che nello stesso anno la premier britannica fece delle concessioni all’Ira per far cessare lo sciopero della fame di alcuni prigionieri politici nel carcere di Maze, in Irlanda del Nord. La decisione fu presa dalla Thatcher dopo che dieci scioperanti erano morti, ma i leader del movimento respinsero l’offerta. Fu anche presa in considerazione l’idea di ricorrere all’alimentazione forzata dei detenuti.

Cuneo, fiaccolata contro le spese militari


“Che vinca la Vita! No alle spese militari – Sì al disarmo”. Questo lo slogan della Fiaccolata della Pace organizzata per domenica 1 gennaio 2012 dalla Scuola di Pace di Boves, Cuneo, con l’adesione delle amministrazioni comunali di Boves, Cuneo e Borgo San Dalmazzo e in collaborazione con la parrocchia San Bartolomeo di Boves, Emmaus, l’Associazione Qui e Là, il Centro di Formazione Santos-Milani, il Tavolo delle Associazioni del Cuneese, il Tavolo delle Associazioni Bovesane, la Consulta Giovani, la Consulta Famiglie, la Comunità di Mambre e l’Anpi.
Prendendo spunto dalla conclusione di un appello di Alex Zanotelli fatto in vista della marcia per la pace Perugia-Assisi dello scorso settembre, la mobilitazione pacifica intende far prendere coscienza delle ingenti spese militari italiane a fronte dei tagli alle spese sociali e dei sacrifici richiesti agli italiani.
Nel 2010 l’Italia ha speso per la difesa 27 miliardi di euro. A questi si aggiungono la spese dei prossimi anni di 17 miliardi di euro per acquistare i cacciabombardieri F35 che vengono assemblati a Cameri, vicino a Novara e costano ognuno 130 milioni di euro
La marcia parte alle 17.45 in Piazza dell’Olmo – davanti alla chiesa parrocchiale – per snodarsi nelle vie cittadine, lungo le quali saranno fatti alcuni interventi in materia. La conclusione è nel teatro Borelli, dove don Renato Sacco, della Segreteria Nazionale di Pax Christi, parroco nella diocesi di Novara, da tempo impegnato su questi temi,  attivo e convinto animatore del movimento “Diciamo NO agli F35”, parlerà aprendo il dibattito. “Si possono tagliare le ali alle armi – ha commentato -. La guerra non può servire mai alla pace”.

The Protester 2012, nasce l’Internazionale degli indignati


Come è ormai universalmente noto i social network da facebook a twitter hanno avuto un ruolo importante se non fondamentale nelle proteste, sollevazioni, insurrezioni che hanno costellato il 2011, dal Nord Africa al Nord America, dalle Primavere Arabe a Occupy Wall Street. E mentre i sociologi discutono se un social network sia virtuale, ma reale, o reale ma virtuale, insomma se abbia la stessa corposità sociale del reparto di una fabbrica o di una assemblea in una scuola o di un corteo in una strada, si sta preparando nel movimento un salto di qualità, tecnico ma anche politico. Diciamola così: come può diventare possibile fare una democratica assemblea che voti e decida le azioni, le iniziative, gli obiettivi eccetera dispiegata sull’intera terra? Facebook è troppo esposto alla sorveglianza degli stati, a possibili provocazioni e/o interruzioni e/o oscuramenti, lo stesso si può dire per twitter.
Allora un gruppo di militanti sta lavorando per costruire Global Square, la Piazza Globale, tagliato su misura per le esigenze di comunicazione e lotta degli indignati, siano tunisini, egiziani, spagnoli, greci, italiani, americani e chi più ne ha più ne metta. L’iniziativa nasce sull’onda della giornata mondiale dell’indignazione che ha visto il 15 ottobre 2011 mobilitarsi persone, gruppi, manifestazioni un poco dappertutto, quasi in ogni angolo del pianeta Terra. I primi risultati dovrebbero vedersi a partire da gennaio, ma alcune caratteristiche sono in parte note. Secondo quanto scritto su Roarmag.org dagli ideatori, Global Square prevederà mappe interattive delle assemblee in corso in tutto il pianeta, archivi dei documenti prodotti, la possibilità di modificarli in modo collaborativo e di discutere e votare le proposte formulate. Si tratterà inoltre, precisa Wired.com, di una piattaforma open source (a codice aperto) ma a ingresso limitato, per accedere infatti servirà la ‘garanzia’ di un iscritto conosciuto offline. Insomma si accede per cooptazione, onde ovviare al rischio che comporterebbe diffondere comunicazioni militanti e magari delicate a una catena di Sant’ Antonio più o meno casuale, composta anche di sconosciuti, e quindi con possibili “intercettazioni”, “deviazioni”, “provocazioni” , nonché accumulo di informazioni sui soggetti militanti a disposizione degli stati, e dei loro apparati repressivi.
Continua ...

“Addio conflitto di interessi”: il ministro Passera vende le azioni di Intesa Sanpaolo


Il ministro per lo Sviluppo economico spiega com'è stata gestita l'operazione "Nuova Alitalia" e i suoi rapporti con le imprese di famiglia.
Il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera, dopo le polemiche su presunti conflitti di interesse legati alle sue partecipazioni in Intesa Sanpaolo, decide di vendere tutte le azioni “pur non avendo alcun obbligo di farlo, come avevo preannunciato in una recente intervista televisiva“ .

Lo ha comunicato in un’intervista rilasciata alCorriere della Sera: “Mi sono liberato, anche della minima partecipazione che avevo nella società Day Hospital International, donandola a un altro azionista che condivideva con me le finalità filantropiche con cui l’iniziativa nacque parecchi anni fa”.

Facendo riferimento all’articolo comparso ieri sul quotidiano di via Solferino in cui Milena Gabanelli e Giovanna Boursier chiedevano esplicitamente al ministro di essere “super partes”, e dopo i numerosi articoli sulla questione pubblicati dal Fatto Quotidiano, Passera spiega di non svolgere “alcuna attività” gestionale o amministrativa nella società della sua famiglia d’origine, alla quale fanno capo due alberghi e due immobili a Como. “Quanto all’incarico non retribuito che mio fratello -ha  proseguito – da esperto riconosciuto in campo turistico, è stato chiamato a ricoprire in maniera ufficiale e trasparente in una società del settore partecipata dalla banca che dirigevo, non mi appare che configuri alcuna forma di conflitto”.

“L’operazione Nuova Alitalia – ha aggiunto il ministro -  è stata del tutto trasparente e rispettosa delle regole, comprese quelle della concorrenza. Con capitali privati si sono salvati almeno 15 mila posti di lavoro ed è stato drasticamente ridotto l’onere che lo Stato avrebbe dovuto sostenere se fosse avvenuto l’inevitabile fallimento dell’intera vecchia Alitalia”.

Grigliate ‘elettorali’ per la Moratti Nessuno ha mai pagato il conto


La ditta che si è occupata di fornire il cibo per gli appuntamenti con gli elettori dell'ex sindaco azzurro di Milano in vista del ballottaggio con Pisapia è pronta a ricorrere alle vie legali per incassare quanto dovuto: si tratta di 22.550 euro. A batter cassa, anche la società piccola società che si era occupata dell'audio dei quattro eventi.
Sono trascorsi più di sette mesi e il comitato elettorale di Letizia Moratti non ha ancora pagato il conto di alcuni fornitori. L’ex sindaco di Milano, da poco passata con il Fli di Gianfranco Fini, durante la sfida elettorale con Giuliano Pisapia, al secondo turno, aveva infatti tentato il tutto per tutto per assicurarsi la vittoria e riconfermarsi alla guida del capoluogo lombardo. E in previsione del ballottaggio che si sarebbe tenuto il 29 e 30 maggio con il rappresentante del centrosinistra in vantaggio, decise di organizzare quattro gigantesche grigliate nei quartieri meneghini più periferici. La prima si tenne il 22 maggio al centro sportivo Arca di Milano (parteciparono, tra gli altri, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, l’eurodeputata Licia Ronzulli, il coordinatore regionale del Pdl Mario Mantovani e l’ex ministro Ignazio La Russa). Poi predispose altre tre grigliate, rispettivamente il 24 maggio alla società Aldignana di via Graf, mercoledì 25 alla Macallesi di viale Ungheria e giovedì 26 alla bocciofila Caccialanza di via Padova.

Quattro eventi da oltre cinquecento persone l’uno, che dovevano far conquistare alla Moratti favori e simpatie e avevano reso necessario l’acquisto di parecchie derrate di carne. Peccato che ad oggi nessuno abbia ancora pagato il conto delle migliaia di salsicce e costolette grigliate cotte in quantità durante quelle quattro serate. In fumo, insomma, non è andata solo la vittoria dellaMoratti - che poi perse sonoramente la sfida con Pisapia nonostante la scorpacciata di salamelle e spiedini -, ma anche i soldi dell’azienda a cui era stato affidato il catering. Un boccone amaro per la ditta che attende dal 31 maggio 2011 il pagamento della fattura emessa al Comitato della Moratti, che ammonta a ben 22.550 euro (vedi foto).

Uno scoperto non da poco per un piccolo consorzio dell’hinterland che deve pur pagare dipendenti e fornitori e che da gennaio, se nessuno dell’entourage della Moratti pagherà il conto delle derrate per grigliate, si troverà costretta a chiedere in Tribunale l’emissione di un’ingiunzione di pagamento nei confronti del comitato dell’ex sindaco azzurro.

Ma non è finita qui. Perché in attesa di ricevere il dovuto, per una somma inferiore, è anche una piccola società che si era occupata dell’audio dei quattro eventi. E che, per evitare di pagarci pure l’Iva, sta aspettando ad emettere la fattura per le 2.500 euro che le spettano, in attesa che qualcuno del comitato si faccia vivo. Conclusa la campagna elettorale con una sconfitta, probabilmente Letizia Moratti non solo ha deciso di farsi vedere poco in Consiglio comunale a Milano, ma avrà anche cercato di dimenticare tutto ciò che l’aveva preceduta. Con buona pace della ditta che spera almeno con l’anno nuovo di poter vedere i 40 milioni delle vecchie lire che nessuno gli ha ancora versato

Se il cane uccide, il padrone è un killer


La sentenza conferma la condanna di duplice omicidio colposo per un proprietario. I suoi cani avevano ucciso due uomini.

Un esemplare di RottweilerUn esemplare di Rottweiler
MILANO - Se il cane toglie la vita a qualcuno il padrone è responsabile. A dirlo è una sentenza della Cassazione che fa ricadere le responsabilità degli atti di un animale direttamente sul padrone.
LESIONI E MORSI - La Quarta sezione penale con la sentenza 48429 ha dichiarato inammissibile il ricorso di G. M., 40enne pugliese, e, convalidando la condanna del padrone per duplice omicidio colposo stabilita per due casi di decesso causati dai suoi cani, ha fatto notare che «non può essere messo in discussione che la morte dei due uomini è riconducibile ai due cani di proprietà del ricorrente». A dimostrarlo «la presenza sul corpo delle vittime di plurime lesioni da morsi di cane in punti vitali e le concordi testimonianze delle persone, compresi i carabinieri intervenuti sul posto, che hanno assistito alla parte finale dell'aggressione, quando gli animali stavano ancora infierendo» sui due malcapitati.
ATTEGGIAMENTO AGGRESSIVO - Ma non è finita. Per la Suprema Corte, ha pesato «l'atteggiamento palesemente aggressivo tenuto dai cani quando, rifugiatisi nell'abitazione dell'imputato, dopo il fatto, manifestarono palese aggressività anche nei confronti di chiunque tentasse di avvicinarsi a loro, compreso il padrone». E a nulla è valso il tentativo dell'imputato di discolparsi dicendo che non poteva essere a lui attribuita la responsabilità della morte dei due uomini visto che nella notte ignoti avevano lasciato il cancello della sua villa aperto, favorendo così l'uscita dei due feroci cani. Insomma, conclude la Cassazione, «è accertata la colpa» di G.M., il padrone dei cani «per la mancata adozione delle cautele e sussistente il rapporto di causalità tra la sua condotta e l'evento verificatosi». Quanto al presunto tentativo di furto da parte di ignoti, la Suprema Corte si limita a rilevare che il proprietario dei cani, presentatosi dai carabinieri per denunciare la scomparsa dei cani, «non aveva fatto alcun cenno» del fatto.

RUSSIA/ MOSCA: MANIFESTAZIONE ANTI-PUTIN, 40 ARRESTI

Mosca, 1 gen. (TMNews) - Almeno 40 persone sono state arrestate a Mosca mentre cercavano di partecipare a una manifestazione non autorizzata contro il primo ministro russo, Vladimir Putin. Lo riferiscono fonti sul posto. La protesta, organizzata dallo scrittore Eduard Limonov, leader del partito illegale Altra Russia, si doveva tenere sulla piazza Triumfalnaia, nel centro della capitale. Le forze dell'ordine, in assetto anti sommossa, ne hanno impedito lo svolgimento fermando numerosi manifestanti che uscivano dalla stazione della metropolitana situata in prossimità. Tra gli arrestati c'è anche lo stesso Limonov. Oltre alle dimissioni di Putin, i manifestanti - tra cui è stata segnalata la presenza anche di una delle attiviste più giovani di Russia, Daria Gormonenko - hanno chiesto, come tutti i 31 del mese il rispetto dell'articolo 31 della Costituzione che garantisce la libertà di riunione. Nelle ultime settimane il premier russo è stato messo a dura prova dalle forze di opposizione che hanno organizzato le manifestazioni più imponenti da quando divenne presidente nel 2000. Putin si è candidato per un terzo mandato presidenziale alle elezioni che si terranno a marzo. In un discorso rivolto ai russi in occasione dell'inizio del nuovo anno e trasmesso in televisione, Putin ha detto che non vi è nulla di "anormale" nelle manifestazioni delle ultime settimane poiché, a suo avviso, si tratta del "prezzo da pagare per la democrazia".

India. Topi mangiano il pene a paziente in ospedale, morto dissanguato


KOLKATA, INDIA – Un indiano di 53 anni, Arun Sandhukka, è morto dissanguato tra orribili sofferenze dopo che in un ospedale statale il suo pene è stato è stato mangiato dai topi,a quanto riferisce il quotidiano Asian Age.
Sandhukka era rivoverato per una polmonite nell’ospedale SSKM di Kolkata (la ex-Calcutta) dall’11 dicembre. Secondo il giornale, quando la sua famiglia gli ha fatto una delle consuete visite lo ha trovato a letto in un lago di sangue senza che fosse accudito da medici o infermiere.
”Era solo e contorto dal dolore dopo che i topi gli avevano mangiato il pene”, ha dichiarato uno dei suoi parenti. Successivamente, scrive the Asain Age, le autorità hanno ammesso che l’ospedale era infestato dai topi. Sandhukka è morto poco dopo la visita della sua famiglia.
L’orrenda vicenda di Sandhukka è solo l’ultima che ha suscitato clamore nell’opinione pubblica indiana. Lo scorso 23 dicembre un medico statale è stato scoperto mentre curava i pazienti in stato di ubriachezza.
In un caso ancora più grave, un medico, anche lui ubriaco, ha tolto la maschera dell’ossigeno ad un neonato di tre settimane causandone la morte, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa malesiana Bernama.
Infine, in una tragedia che è stata riportata dai giornali di tutto il mondo, 89 persone sono morte lo scorso 9 dicembre in un incendio che ha devastato un ospedale di Kalkata. Il personale medico ha abbandonato l’edificio mentre le fiamme divampavano, e sei dirigenti sono stati accusati di omicidio colposo.

Non sono bastati divieti e sequestri Due morti e oltre 100 feriti per i botti


A Roma l'esplosione di un petardo ha devastato un appartamento uccidendo un trentunenne e ferendo quattro bambini. Nel Napoletano un uomo è morto per ferite alla bocca, causate probabilmente da un proiettile vagante

ROMA - Due morti e più di cento feriti. Questo il primo bilancio dei botti in quella che ancora una volta da notte di festa si è trasformata in una notte di guerra. A Roma l'esplosione di petardi e botti ha devastato un appartamento causando la morte di uomo di 31 anni e il ferimento di quattro bambini, uno dei quali è in condizioni gravissime. L'altra vittima è un trentanovenne di Casandrino, in provincia di Napoli: non è ancora chiaro se sia stato ucciso da un proiettile vagante o da fuochi d'artificio che stava posizionando davanti al suo ristorante. Il bollettino del Capodanno 2012 registra per ora 73 feriti nel Napoletano e 27 nel Salernitano. A Palermo 1 un ragazzino di 14 anni ha perso le dita di una mano e rischia di perdere un occhio. Almeno un'altra persona è rimasta ferita nella capitale.

Roma. L'esplosione è avvenuta in un appartamento del quartiere di San Basilio, in uno stabile in cui qualche giorno fa, all'interno del vano ascensore, la polizia aveva sequestrato 30 chili di fuochi simili a quelli che hanno causato la deflagrazione. La vittima aveva precedenti, tra cui detenzione di materiale esplodente, ed era stato in passato agli arresti domiciliari. Secondo i vigili del fuoco, al momento dell'esplosione nell'appartamento, situato al primo piano dell'edificio, c'erano 15-20 persone. E diversi chili di botti. Intorno a mezzanotte e quaranta l'uomo ha tentato di accenderne uno ancora dall'interno, per affacciarsi poi all'esterno, ma il petardo è esploso innescando la deflagrazione a catena. I vetri sono esplosi e si sono deformate le inferriate del balcone, alcuni oggetti sono finiti in strada fino a a una decina di metri di distanza, danneggiato anche l'esterno del palazzo. 

Napoli e provincia.
 Marco D'Apice, 39 anni, è morto a Casandrino, nel Napoletano, per ferite alla bocca causate molto probabilmente da un'arma da fuoco. Secondo una prima ricostruzione, verso mezzanotte l'uomo, incensurato, stava posizionando alcune batterie di fuochi d'artificio davanti al suo ristorante quando all'improvviso è finito a terra. Un familiare lo ha soccorso e lo ha portato in macchina all'ospedale San Giovanni Bosco" di Napoli. Ma i medici non hanno potuto fare altro che costatarne il decesso. Davanti al locale la polizia ha ritrovato cinque bossoli calibro 7,65. Gli agenti della scientifica hanno eseguito un accurato sopralluogo ma sul posto non è stata trovata alcuna arma. Il sostituto procuratore della
Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Francesco Falconi, ha disposto l'autopsia. Sarà, invece, compito degli esperti balistici della polizia accertare da dove sia partito il colpo che ha raggiunto lo sfortunato ristoratore, descritto come una persona tranquilla molto dedita al lavoro.

Chavez: grazie a Dio ci sono Cina,Russia

(ANSA) - CARACAS - "Grazie a Dio esistono la Cina e la Russia": lo ha detto oggi il presidente venezuelano Hugo Chavez nel suo discorso di fine anno trasmesso a reti unificate. Pechino "ci ha concesso prestiti per oltre 30 miliardi di dollari" e "senza Mosca non avremmo nemmeno i fucili", ha detto Chavez, che si e' detto sicuro di vincere "per Ko" le presidenziali di ottobre. A gionri e' atteso a Caracas il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, nell'ambito di una visita nella regione. 

Iran: ok a ripresa colloqui su nucleare

(ANSA) - ROMA - Timidi segnali di apertura dall'Iran sul nucleare: Teheran propone all'Ue una ripresa dei colloqui con l'occidente e rinvia l'annunciato i test dei suoi missili a lungo raggio. In Usa nuove sanzioni contro le istituzioni finanziarie che hanno rapporti con la banca centrale iraniana. Oggi cambio presidenze di Ue (alla Danimarca), G8 (agli Usa) e G20 (al Messico).

Iraq: premier proclama 31 dicembre giornata nazionale per ritiro Usa

Baghdad, 31 dic. - (Adnkronos/Aki) - Il 31 dicembre sara' d'ora in poi la Giornata nazionale dell'Iraq. A proclamarlo e' stato oggi il primo ministro iracheno Nuri al- Maliki in seguito al completo ritiro delle truppe statunitensi dal Paese, dove erano presenti dal 2003.

sabato 31 dicembre 2011

HAPPY NEW YEAR !!!!!!!!!!!


Berlusconi è crollato anche in Borsa


Per il Cavaliere il 2011 è stato un anno nero. Anche a Piazza Affari
L’anno che volge al termine ha visto crollare tutti i principali titoli della Borsa Italiana. Della crisi hanno risentito anche i più ricchi titolari di partecipazioni nelle società quotate. Tra loro chi ci ha perso di più, nel 2011, è stato Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, terzo nella classifica dei Paperoni italiani di Piazza Affari, detiene azioni per un valore di 1,9 miliardi di euro, un valore in dodici mesi crollato del 40%. Nel 2006 l’ex presidente del Consiglio controllava azioni per un valore di 6,6 miliardi di euro. Ha sentito il peso della congiuntura economica sfavorevole anche la Famiglia Rocca, leader della graduatoria. Possiede azioni per circa 10 miliardi di euro, ma ha visto nel 2011 il valore delle proprie partecipazioni calare del 26%. Come al Cavaliere è andata male anche al predisente dell’Inter Massimo Moratti, le cui azioni sono scese del 39%.
SOLO I GARAVOGLIA (CAMPARI) CRESCONO – Di come sono andati i listi dei più influenzi azionisti parla oggi Ettore Livini su Repubblica:
Inutile reclamarla a gran voce. La patrimoniale sui ricchi c’è già. Il merito non è – almeno non del tutto – del governo Monti, ma della roulette di Piazza Affari che in uno dei suoi anni più neri (-25%, bruciando 100 miliardi di capitalizzazione) ha democraticamente sforbiciato con senso di equità sia i sudati risparmi dei piccoli azionisti che i tesori dei Paperoni tricolori. Tra i dieci uomini d’oro del listino milanese solo la famiglia Garavoglia, titolare non a caso del 51% della Campari, può brindare a un 2011 positivo, con un tesoretto personale cresciuto del 5,6% a 1,5 miliardi. Per gli altri è stata una Caporetto. In cima alla classifica resistono i Rocca. Hanno perso tre miliardi in dodici mesi, d’accordo, ma grazie alla corsa in Borsa della loro Tenaris (siderurgia) negli anni scorsi hanno in tasca ancora una decina di miliardi di euro di scorta. Resiste, anche se a fatica, pure Leonardo Del Vecchio. La diversificazione all’estero della sua Luxottica, come per Campari e per l’acciaio dei Rocca, ha consentito di tamponare a un onesto -8% il suo passivo per l’anno lasciandogli in portafoglio una fortuna personale di 7,3 miliardi. Dietro di loro c’è il vuoto pneumatico.
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 http://www.giornalettismo.com/archives/184053/berlusconi-e-crollato-anche-in-borsa/

Quando Bossi voleva Monti premier


Nel 1993 il Senatur “candidava” il Professore alla guida del governo
Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera racconta dei tempi in cui Umberto Bossi amava il Professor Mario Monti al punto da proporlo come presidente del Consiglio. Era il 1993.
“OCCORRE UN GOVERNO MONTI” - Viene ricordata così la vecchia idea del leader del Carroccio:
«Con un Parlamento delegittimato occorre un governo di tecnici affidato a Mario Monti». Indovinello: chi l’ha detto? Bersani? Nooo! Casini? Nooo! Fini? Nooo! Sono parole di Umberto Bossi. Dette in una situazione non così dissimile da quella di oggi. Ma abissalmente distanti dalle pernacchie e dagli insulti di questi giorni. È il 23 aprile 1993. Il mondo politico è scosso dall’inchiesta Mani pulite, Bettino Craxi è stato costretto a lasciare dopo molti anni la segreteria del Psi, Giorgio La Malfa quella del Pri, Renato Altissimo quella del Pli. Il 18 aprile una schiacciante maggioranza di italiani ha appena spazzato via la quota proporzionale al Senato e il finanziamento pubblico dei partiti. Non passa giorno senza un arresto per tangenti o un allarme sulla gravità del momento economico. La maggioranza parlamentare uscita dalle elezioni del 1992 con 206 seggi democristiani, 92 socialisti, 17 liberali, 16 socialdemocratici, sarebbe teoricamente ancora salda.
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San Raffaele, è morto don Verzé

Don Verzé (Foto SkyTg 24)
Milano, 31 dic. (Adnkronos) - E' morto nella notte don Luigi Verzé. Aveva 91 anni. Lo apprende l'Adnkronos da fonti vicine al San Raffaele. Al momento non si sa ancora nulla sulle cause e le circostante del decesso.
Don Luigi Maria Verzé, nato il 14 marzo 1920 a Illasi, in provincia di Verona, è stato presidente della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor e presidente e rettore dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Nel 1947 si è laureato in Lettere classiche e Filosofia con padre Gemelli all'Università Cattolica di Milano e nel 1948 è stato ordinato sacerdote. Successivamente è diventato segretario del santo don Giovanni Calabria. Nel 1958 don Verzé ha fondato l'Associazione Monte Tabor e nella seconda metà degli anni Sessanta sono iniziati i lavori di costruzione dell'ospedale a Segrate, alle porte di Milano.
Il 30 aprile 1970 è nata la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, a cui viene conferito il San Raffaele in costruzione. Il 31 ottobre 1971 viene accolto il primo malato, mentre nel 1972 il San Raffaele viene riconosciuto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e dal 1982 è diventato polo universitario della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Statale di Milano. Negli anni Ottanta, a fianco dell'ospedale, che oggi ha una capienza di circa 1.300 posti letto e una struttura di 11 dipartimenti e 45 specialità cliniche, don Verzé si è dedicato alla realizzazione e all'ampliamento di strutture specializzate, come il Dimer, Dipartimento per la Medicina Riabilitativa, il Dicor, Dipartimento per le Malattie Cardiovascolari, il Centro San Luigi Gonzaga per l'assistenza ai malati di Aids, il Dipartimento di Neuroscienze presso il San Raffaele Turro. Nel 1992 è nato il Dibit1, il Dipartimento di Biotecnologie e Centro di Ricerca scientifica.
Nel 1996 don Verzé ha fondato l'Università Vita-Salute San Raffaele, di cui è stato rettore, con le tre facoltà di Medicina e Chirurgia, Psicologia e Filosofia e dal 2010 la Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia. Nel 2003 ha costituito il Movimento Medicina-Sacerdozio e nel 2010 è stato inaugurato il Dibit2 che ospita aule universitarie e nuovi laboratori per la genomica e proteomica. Nel corso del 2011 sono emersi i problemi finanziari del San Raffaele, dovuti all'elevato indebitamento del gruppo. Lo scorso 19 dicembre don Verzé si è autosospeso dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor.

Usa armano il golfo Persico: $3,48mld di missili agli Emirati Arabi


Washington (Usa), 31 dic. (LaPresse/AP) - Gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per vendere missili e teconologie per un valore complessivo di 3,48 miliardi di dollari agli Emirati Arabi Uniti. Il portavoce del Pentagono George Little ha annunciato la vendita durante la notte, sabato mattina in Italia. Little ha notato che gli Stati Uniti e gli Emirati hanno una solida relazione per la difesa reciproca e sono entrambi interessati a garantire che la regione del golfo Persico sia "sicura e stabile".
L'accordo, firmato il giorno di Natale, riguarda 96 missili e tecnologie di sostegno alla formazione che, secondo quanto riferisce ancora Little, rafforzeranno la capacità di difesa missilistica del Paese. Secondo quanto concordato, la Lockheed Martin produrrà per gli Emirati il sofisticato sistema di difesa missilistica Terminal High Altitude Area Defense (Thaad). Tom McGrath, vice presidente di Lockheed Martin e direttore del programma Thaad, ha detto in una dichiarazione rilasciata da Dallas che questa è la prima vendita militare straniera del sistema Thaad. Gli intercettori del sistema sono prodotti nello stabilimento Lockheed Martin di Troy, in Alabama; i lanciarazzi e le unità di controllo del fuoco a Camden, in Arkansas.
Diffidenti nei confronti dell'Iran, gli Usa si sono adoperati per costruire le difese missilistiche degli alleati nel golfo Persico. Tra gli accordi stipulati, uno da 1,7 miliardi di dollari per aggiornare i missili Patriot dell'Arabia Saudita e la vendita di 209 missili Patriot in Kuwait, dal valore di circa 900 milioni di dollari. Soltanto giovedì l'amministrazione Obama ha annunciato la vendita all'Arabia Saudita di caccia F-15 per un valore di 30 miliardi di dollari. In base ai termini dell'accordo, gli Usa manderanno in Arabia Saudita 84 nuovi jet e attrezzature di aggiornamento per altri 70 aerei. I caccia verranno costruiti dalla Boeing e che la loro realizzazione darà lavoro a oltre 50mila persone. L'acquisto degli aerei fa parte di un accordo sugli armamenti più ampio, della durata di dieci anni e del valore di 60 miliardi di dollari che include elicotteri, missili, bombe, sistemi radar e visori notturni.

Anonymous minaccia nuovi attacchi informatici per Capodanno


TMNews CNN

Contro obiettivi da un lato all'altro degli Stati Uniti.

Washington, 31 dic. (TMNews) - Il collettivo di pirati informatici Anonymous ha minacciato di lanciare nuovi attacchi informatici per l'inizio del nuovo anno, una settimana dopo aver violato il sito di Stratfor Global Security, ottenendo messaggi e dati delle carte di credito dei suoi clienti.

In un comunicato pubblicato su internet da membri di Anonymous, che si fanno chiamare "AntiSec", hanno annunciato che lanceranno oggi attacchi contro "molteplici obiettivi in seno alle forze dell'ordine, da un lato all'altro" del paese. Il gruppo di pirati informatici aveva rivendicato domenica scorsa un attacco contro Stratfor, consulente per agenzie governative e grosse corporations nel campo dell'analisi strategica, economica e della sicurezza informatica.

Caos per le auto blu slitta il censimento


Rimane il mistero su quante siano effettivamente in Italia. Ora le amministrazioni hanno tempo fino al 20 gennaio per la dichiarazione


Caos per le auto blu slitta il censimento
A 20 giorni dall'attivazione del censimento permanente delle auto blu, su 10.354 amministrazioni invitate a rispondere, sono 5.340 le amministrazioni aderenti. Di queste, 4.627 hanno ultimato la compilazione del questionario: dai dati emerge la registrazione dettagliata di 43.044 autovetture blu o grigie. Altre 717 amministrazioni si sono registrati al sito www.censimentoautopa.gov.it e hanno in corso la compilazione.

Le amministrazioni più tempestive nelle risposte sono state le Regioni ( 86% per le giunte e 61% per i consigli ha già proceduto alla compilazione), le Università (84% del totale), le Camere di Commercio (81%), seguite dalle Province (77%), e dai Comuni capoluogo (70%) più in ritardo risulta la P.A. centrale (56%) le ASL (57) e i comuni non capoluogo (44%). Verificando il dato da un punto di vista geografico si nota la alta partecipazione delle regioni del centro nord ( mediamente superiore al 60%, con punta del 68% in Emilia Romagna) mentre le risposte da Sud e Isole sono mediamente sotto al 30%, così come il Lazio che sconta la presenza della maggior parte delle amministrazioni e enti nazionali. A causa della complessità delle informazioni richieste e per consentire la massima adesione delle amministrazioni, il Dipartimento Funzione Pubblica ha prorogato al 20 gennaio 2012 il termine entro il quale tutte le amministrazioni, centrali e locali, sono tenute a fornire il dato al 31 dicembre delle autovetture.
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Iran, test lancio missili lunga gittata

(ANSA) - TEHERAN - L'Iran ha eseguito oggi il lancio di missili a lunga gittata, nell'ambito di una esercitazione navale nel Golfo. Lo riporta l'agenzia Fars. "L'Iran ha testato il lancio di missili terra-mare, anche a lunga gittata, nel Golfo Persico", scrive la Fars.

Lele Mora tenta il suicidio in carcere. Ha provato a soffocarsi, salvato da una guardia

Lele Mora
Roma, 30 dic. (Adnkronos) - Nella tarda mattinata di oggi il noto impresario attivo nel campo dello spettacolo, Lele Mora ha tentato il suicidio per asfissia. Lo riferisce Eugenio Sarno, Segretario generale Uil Pa Penitenziari.
"Lele Mora - spiega Sarno - e' ristretto nel reparto 'Nuovi Giunti' del carcere milanese di Opera, ed era gia' sottoposto a particolare sorveglianza. Il tentato suicidio e' stato posto in essere con dei cerotti, regolarmente detenuti in cella, che Mora ha applicato su naso e bocca. Ovviamente l'intervento dell'agente di sorveglianza e' stato efficace ed immediato. Considerate le modalita' piu' che ad un reale tentato suicidio - sottolinea - e' forse piu' appropriato riferirsi ad un gesto dimostrativo, che non e' escluso possa essere stato messo in piedi per attirare l'attenzione sulla sua vicenda processuale".
"In ogni caso - aggiunge - il clamoroso gesto e' solo uno dei circa 1000 tentati suicidi verificatisi in quest'anno nelle carceri italiane ( di cui per circa 395 e' legittimo parlare di vite salvate in extremis dalla polizia penitenziaria).