martedì 29 novembre 2011

Messico: scoperto un mattone con inquietanti riferimenti al 2012


L’istituto Nazionale di Antropologia e Storia ha recentemente rivelato di aver ritrovato nel tempio Maya di Comalcalco in Messico, un mattone con un chiaro riferimento alla data del fatidico 2012 proprio com’era accaduto per le famose tavolette di Tortuguero, da cui erano nate tutte le speculazioni riguardo il 21 dicembre 2012.
I lati del mattone intagliati sono rivolti verso l’interno e non sono visibili, come se qualcuno volesse ometterli agli occhi degli osservatori. Il mattone attualmente non si trova più nel tempio perché è in deposito presso l’istituto stesso per gli approfondimenti delcaso.
Arturo Mendez portavoce dell’istituto afferma che leincisioni riportate sul misterioso manufatto coincidono con la fine del Baktun, ossia la conclusione del calendario Maya, il 21 dicembre 2012. Il termine b’ak’tun, che rispecchia il sistema vigesimale utilizzato dai maya, è di creazione moderna; si compone delle parole maya b’ak (quattrocento) e tun (anno), quindi pari ad un periodo di 144.000 giorni (ossia circa 400 anni). Ogni b’ak’tun è formato da venti k’atun (periodi di circa 20 anni).
Il messaggio nascosto riportato sul mattone scolpito circa 1300 anni fa, riporterebbe alcune indicazioni su ciò che dovrebbe accadere nel 2012, più precisamente la venuta o la discesa di un Dio chiamato Bolon Yokte, divinità misteriosa maya, collegata alla creazione e alla guerra. Sul mattone sembra essere riportata un'inquietante promessa: "Che accadrà”, “egli scenderà” riferito alla fatidica data del 21 dicembre 2012.
Cosa ci aspetta dunque? La visione profetica dei maya descrive la fine dei tempi o ci prospetta un cambiamento già in atto che vedrà il suo culmine proprio in tal periodo? C’è ancora poco da aspettare, il 2012 è alle porte.
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Bambini, l'inglese è a rischio. Senza docente 15 mila classi


Nessuno sa come verrà assicurato a 300 mila alunni l'insegnamento della prima lingua veicolare d'Europa. La causa della carenza di personale, secondo Flc Cgil, i tagli dell'ex ministro Gelmini. Sono rimasti solo 6.500 specialisti e i corsi per formarli procedono a rilento
 di SALVO INTRAVAIA


Insegnamento dell’Inglese all’elementare nel caos più totale: i maestri specialisti sono stati sacrificati sull’altare dei risparmi e i corsi di formazione per i docenti curricolari che li avrebbero dovuti sostituire procedono a rilento. Così, da quest’anno le scuole sono costrette ad arrangiarsi con quello che passa il convento e nessuno sa spiegare in che modo viene assicurato l’insegnamento dell’Inglese a 300 mila bambini. I tempi delle tre “I” (Inglese, Informatica e Impresa), che avrebbero dovuto far decollare la scuola italiana, di berlusconiana memoria sembrano lontani anni luce.

Da quest’anno, le scuole fanno fatica ad assicurare quello che in passato era un servizio consolidato. E in parecchi casi l’Inglese viene insegnato da maestri che non hanno nessuna specializzazione, ma tanta buona volontà. Basterà per colmare le differenze con gli altri partner europei sulla conoscenza delle lingue straniere? Per comprendere cosa sta accadendo quest’anno occorre fare un passo indietro. Fino al 2009, la scuola elementare italiana poteva contare su 9.299 specialisti di Inglese: maestri con un alto livello di specializzazione, spesso laureati in lingue straniere, che insegnavano esclusivamente Inglese in 7/8 classi.

Poi arrivò la Finanziaria del 2008 che avrebbe messo in ginocchio la scuola italiana con 8 miliardi di tagli in tre anni. Una delle misure per “racimolare” questi 8 miliardi era proprio il taglio degli specialisti di lingua Inglese, che sarebbero dovuti essere sostituiti con un numero equivalente di insegnanti “comuni”, ma ancora da formare con un adeguato numero di ore di corso: 340 ore.

Oggi, l’organico degli insegnanti specialisti di Inglese conta un poco più 6 mila e 500 sopravvissuti. Ma i corsi per formare i loro sostituti procedono a rilento. “La vicenda dell’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria è semplicemente scandalosa: l’ex ministro Gelmini ha tagliato in due anni gli insegnanti specialisti di lingua inglese senza prevedere piani straordinari di formazione del personale”, tuona Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil, che sull’argomento ha chiesto ripetutamente all’ex ministro un incontro e i dati dell’operazione, che non sono mai usciti da viale Trastevere. “Le scuole – continua Pantaleo – sono state lasciate sole ad affrontare questa situazione: da una parte la legge che impone l’insegnamento dell’inglese e dall’altra l'insufficienza del personale”.

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http://www.repubblica.it/scuola/2011/11/28/news/inglese-25750770/?ref=HREC2-3

“Silvio rispolvera minaccia comunista”


Il New York Times critica le ultime dichiarazioni di Berlusconi
“La criticità della situazione finanziaria del paese lo ha costretto a lasciare la carica, ma Silvio Berlusconi non è ancora andato via. Domenica, il primo ministro deposto è tornato in pubblico” e – domanda il giornale – cosa pensate che abbia detto? La risposta è lineare, e impietosa: da Berlusconi non abbiamo sentito, scrive, “nessun mi dispiace, nessun rimorso e, senza dubbio, nulla di costruttivo. L’ex premier sembra non aver capito”. Ancora una volta, invece, l’ex premier è tornato a evocare “la minaccia comunista”. Queste le parole di Frank Bruni, opinionista del New York Times.
LO STUPORE STATUNITENSE - “La minaccia comunista! Questo – prosegue il quotidiano – è stato il bersaglio che Berlusconi ha usato per tutta la sua carriera politica e con un successo che ha dello scioccante, considerato che si tratta di qualcosa che non ha nulla a che fare con la situazione attuale dell’italia”. Nella versione Berlusconi degli ultimi 17 anni di storia italiana non c’è un paese che ha sofferto della sua apparente leadership e dell’oligarchia solipsistica imposta. L’Italia è invece un paese salvato dalla “minaccia rossa” da un cavaliere in “armatura arancione”, ovvero il colore che risulta dal sole e dal fondotinta di cui era solito coprirsi il volto. Mentre la maggior parte dei leader europei veniva schiacciato dalla crisi del debito del continente, Berlusconi era quello maggiormente esposto alla luce dei riflettori per il conflitto di interesse sui media, per i processi penali che lo coinvolgono e per la sua mancanza di guida reale alla situazione del paese.
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Vendola imputato per diffamazione


Il presidente della Regione Puglia accusato del reato a mezzo stampa e via internet
Il gip del Tribunale di Bari Vito Fanizzi ha oggi disposto l’imputazione coatta a carico del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, per il reato di diffamazione a mezzo stampa e via internet in relazione a un’intervista rilasciata nell’estate 2009 al quotidiano spagnolo El Pais, nella quale il leader di Sel avrebbe diffamato l’ex parlamentare e attuale coordinatore regionale del partito regionale ‘La Puglia prima di tutto’, Salvatore Greco. Per la stessa intervista Vendola fu querelato anche dall’ex ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto. In questo caso la Procura di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio di Vendola per diffamazione; il gup Oliviero Del Castillo ha fissato l’udienza per il prossimo 2 dicembre.
LE PAROLE DI VENDOLA - Nell’intervista Vendola commentava le inchieste giudiziarie della Procura di Bari a ridosso del primo processo all’imprenditore Tarantini in cui e’ imputato anche Greco. Il pm titolare del fascicolo aperto a Bari sulla base della querela di Greco, Francesco Bretone, aveva chiesto l’archiviazione. Il legale di Greco, Cristian Di Giusto, ha presentato opposizione che è stata accolta dal gip il quale ha chiesto al pm di formulare la richiesta di rinvio a giudizio. “Si tratta – commenta il legale di Vendola, Vincenzo Muscatiello – delle dichiarazioni riferite in un articolo di stampa di El Pais in cui il presidente Vendola stigmatizzava fortemente il sistema Tarantini a cui non sarebbe estraneo l’onorevole Greco. Su questa specifica questione, l’on.le Greco è coimputato con i fratelli Tarantini di reati gravi fra cui associazione per delinquere, truffa e corruzione di pubblici ufficiali. Attendiamo il seguito della vicenda dove dimostreremo la fondatezza e la legittimità della critica politica espressa dal presidente Vendola”.
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Creato il virus che può uccidere la metà della popolazione mondiale


Polemiche infuocate nel mondo scientifico sulla pubblicazione dello studio. «Arma chimica». «No, aiuta a prepararsi alla pandemia»

MILANO - I ricercatori dell'Erasmus Medical Centre di Rotterdam (Paesi Bassi) hanno prodotto una variante estremamente contagiosa del virus dell'influenza aviariaH5N1 in grado di trasmettersi facilmente a milioni di persone, scatenando, così, una pandemia. Gli scienziati, guidati dal virologo Ron Fouchier, hanno scoperto che bastano cinque modificazioni genetiche per trasformare il virus dell'influenza aviaria (che finora ha ucciso 500 persone nel mondo) in un agente patogeno altamente contagioso che potrebbe scatenare una pandemia in gado di uccidere la metà della popolazione mondiale. La sua elevata capacità di diffusione è stata dimostrata in esperimenti condotti sui furetti, che hanno un sistema respiratorio molto simile a quello dell'uomo.
LE RICERCHE - Le ricerche di Fouchier fanno parte di un più ampio programma mirato a una maggiore comprensione dei meccanismi di funzionamento del virus H5N1. È stato lo stesso virologo ad ammettere che la variante geneticamente modificata è uno dei virus più pericolosi che siano mai stati prodotti. Un altro gruppo di virologi dell'Università del Wisconsin in collaborazione con l'Università di Tokyo è arrivato a un risultato simile a quello di Fouchier.
LE POLEMICHE SULLA PUBBLICAZIONE - Ora il dibattito è se pubblicare o no la ricerca. Molti scienziati che sono infatti preoccupati che, in mani sbagliate, il virus potrebbe trasformarsi in un'arma biologica. Negli Stati Uniti le polemiche sono roventi. Thomas Inglesby, scienziato esperto di bioterrorismo e direttore del Centro per la Biosicurezza dell’Università di Pittsburgh è categorico. «E’ solo una cattiva idea quella di trasformare un virus letale in un virus letale e altamente contagioso. E’ un’altra cattiva idea quella di pubblicare i risultati delle ricerche che altri potrebbero copiare». Critico anche Richard Ebright, biologo molecolare della Rutgers University in New Jersey: «Questo lavoro non andava fatto». Pubblicare lo studio però, come sostiene lo stesso Fouchier, aiuterebbe la comunità scientifica a prepararsi a una pandemia di H5N1. Sulla stessa linea d'onda l'italiano Fabrizio Pregliasco, virologo all'Università di Milano: «Non pubblicare lascerebbe i ricercatori al buio su come rispondere a un focolaio. Lo scambio di conoscenze è fondamentale per prevedere la reale gravità di una pandemia. L'aviaria era sì una "bestia" nuova, ma non apocalittica. Con un maggiore scambio di conoscenze la diffusione di informazioni sarebbe stata più precisa e meno allarmistica».
Cristina Marrone

Ad ottobre divario salari-prezzi da record


La differenza tra gli incrementi di stipendi e l'inflazione sale all'1,7%, il massimo dall'inizio dei rilevamenti nel 1997.

MILANO - Sale ad ottobre, su base annua, la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,7%)e il livello d'inflazione(+3,4%), toccando una differenza pari a 1,7 punti percentuali. Il precedente record era a 1,3 punti percentuali. Si tratta del divario più alto almeno dal 1997. È quanto risulta dal confronto dei dati Istat.
DIVARIO - Nella media del periodo gennaio-ottobre 2011 l'indice è cresciuto dell'1,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Guardando ai principali macro-settori, a ottobre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell'1,9% per i dipendenti del settore privato e dello 0,6% per quelli della pubblica amministrazione, che subisce l'effetto del blocco contrattuale. I comparti che hanno presentano gli aumenti annui maggiori sono: militari-difesa (+3,7%), forze dell'ordine (+3,5%), gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%). Si registrano, invece, variazioni nulle per ministeri, scuola, regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale. Inoltre, fa sapere sempre l'Istat nel mese di ottobre, nessun accordo in attesa di rinnovo, tra quelli monitorati dall'indagine, è stato siglato.

Iran, irruzione nell'ambasciata britannica


Sassi e molotov contro il compound. Liberati sei ostaggi
Il governo inglese: «Anche altri Paesi impongano sanzioni».

MILANO- Si alza la tensione in Iran. L'ambasciata britannica a Teheran è stata sotto assedio per ore. Decine di studenti sono entrati nella sede diplomatica distruggendo l'edificio con sassi e molotov. L'intervento della polizia ha riportato la calma. Ma i manifestanti hanno provato più volte a entrare. Quindi le forze dell'ordine hanno usato gas lacrimogeni per cercare di disperdere la folla davanti ai cancelli dell'ambasciata. L'irruzione è avvenuta al termine di un sit-in di protesta davanti alla sede diplomatica britannica. Nel mirino le nuove sanzioniportate avanti da Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada. L'attacco è stato trasmesso in diretta dalla televisione di Stato, che ha mostrato anche l'immagine di un giovane che stringe tra le mani i resti di un ritratto della regina Elisabetta II strappato dal muro. Dura la reazione del governo inglese. «È uno scandalo». Il ministro degli Esteri William Hague dice di aspettarsi che «anche altri Paesi impongano le sanzioni». E la Gran Bretagna «Prenderà seri provvedimenti». Londra ha avvisato tutti i concittadini in Iran di «non uscire di casa».
Assalto all'ambasciata inglese a TeheranAssalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran
LA MANIFESTAZIONE- «È un covo di spie», hanno detto i ragazzi davanti alla sede diplomatica. Le stesse parole usate nel 1979 quando un gruppo di studenti (tra questi anche l'attuale presidente Ahmandinejad) avevano occupato l'ambasciata americana prendendo in ostaggio 52 diplomatici per 444 giorni. E così centinaia di persone sono entrate nell'ambasciata. I giovani hanno saccheggiato gli uffici, gettando pile di fogli fuori dalle finestre, tra cui documenti riservati. Si sono scontrati con la polizia che è entrata nella sede diplomatica. Alcune manifestanti sono rimasti feriti. Non è chiaro se l'ambasciatore fosse presente al momento dell'assalto.
GLI OSTAGGI- Alcuni diplomatici sono riusciti a scappare da un'uscita secondaria, mentre il compound veniva preso d'assalto. Ma sei dipendenti sono stati presi in ostaggio e liberati dalle forze dell'ordine dopo ore. Secondo l'Irna, invece, centinaia di persone hanno preso d'assalto anche la residenza dell'ambasciatore inglese a nord della capitale.
LA LEGGE- Il presidio è stato organizzato anche per esprimere sostegno al recente disegno di legge parlamentare che abbassa il livello dei rapporti tra il ministero degli Esteri iraniano e il Foreign Office britannico. In base al disegno di legge, i rapporti tra Teheran e Londra saranno ridotti al livello di incaricati d'affari e per questo l'ambasciatore britannico avrà due settimane di tempo per lasciare l'Iran.
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«Conflitto d'interessi? Saremo trasparenti»


Giurano viceministri e sottosegretari, completata la squadra di governo. Monti: «Siamo un gruppo snello e forte»

MILANO - «Bisogna stare attenti a parlare di conflitto di interessi, in ogni caso noi saremo di una trasparenza assoluta». Il presidente del Consiglio, Mario Monti, a margine del giuramento dei viceministri e dei sottosegretari - passaggio che di fatto completa la squadra di governo - ha scelto di non girare attorno ad una delle questioni più volte sollevate nei confronti dell'esecutivo. Ha spiegato che le precedenti esperienze nella società civile non devono essere viste negativamente e che anzi molti di coloro che hanno deciso di accettare gli incarichi lo hanno fatto mettendo da parte trattamenti economici superiori alle indennità ministeriali e le proprie occasioni di carriera. Molti, ha evidenziato il professore, hanno accettato l'incarico di governo «per spirito di servizio» nei confronti del Paese. Trattandosi poi di un governo tecnico, ha spiegato Monti, per far entrare in squadra alcune personalità «ho dovuto esercitare opera di convincimento, e questo vale anche per alcuni ministri». In ogni caso, ha sottolineato ribadendo che il suo è «un governo di impegno nazionale», «cercheremo di essere al servizio del Paese, del Parlamento e delle forze politiche».
«AIUTEREMO L'ITALIA» - Quanto all'attività dell'esecutivo, ha precisato Monti, il governo «si pone al servizio del Parlamento» che «sarà un punto di riferimento costante». «Aiuteremo l'Italia ad uscire da questa situazione difficile - ha detto ancora - e aiuteremo le forze politiche» a ritrovare un clima «di riconciliazione con l'opinione pubblica». Monti ha poi spiegato che il ritardo nella definizione del governo è dovuto al fatto che «le condizioni di emergenza non mi hanno consentito di dedicarmi 24 ore su 24 alla composizione della squadra».
D'ANDREA E GRILLI - Sulle polemiche per la nomina di un ex parlamentare all'interno di un esecutivo tecnico, Monti ha evidenziato che aveva lasciato alle forze politiche la possibilità di indicare, per gli incarichi di sottosegretari per i Rapporti con il Parlamento, sia tecnici sia persone con esperienze parlamentari pregresse e che le due principali forze politiche hanno compiuto due scelte diverse. L'intervento ha fatto seguito alle polemiche riportate dalla stampa e legate alle proteste del Pdl, che ha polemizzato sulla nomina di Giampaolo D'Andrea, ex deputato della Margherita e già sottosegretario nel governo Prodi. Ha infine precisato che il vice ministro all'Economia, Vittorio Grilli, sarà «permanentemente invitato ad assistere al Consiglio dei ministri». Grilli è di fatto il vice dello stesso Monti nel dicastero di via XX Settembre di cui il premier ha mantenuto la gestione ad interim.
IL RAPPORTO CON I PARTITI - In generale, ha poi concluso Monti, va rimarcato che con le forze politiche c'è «un rapporto costruttivo, con una innovazione statico-dinamica». «Abbiamo la fiducia di forze politiche che fino a ieri erano in perenne dissenso - ha commentato -. Apprezziamo il loro sforzo. Con loro in ogni momento ci sarà un rapporto essenziale, costruttivo. Abbiamo veramente molto rispetto per le forze politiche».

Costi politica: incontro Fini-Schifani-Fornero su vitalizi

Roma, 29 nov. (Adnkronos) - E' in corso a Montecitorio un incontro tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il presidente del Senato, Renato Schifani, il ministro del Welfare, Elsa Fornero e i questori di Senato e Camera. La riunione, a quanto si apprende, ha come oggetto l'esame della questione attinente al riassetto previdenziale per i parlamentari, dopo la decisione di tagliare i vitalizi a partire dalla prossima legislatura.

lunedì 28 novembre 2011

Fukushima, lascia il direttore Riserbo sulla sua malattia


Fukushima, lascia il direttore  Riserbo sulla sua malattia

Lo annuncia la Tepco, senza spiegare se le deteriorate condizioni di salute di Masao Yoshida, 56 anni, siano conseguenza dell'altà radioattività presente nell'impianto. Nei giorni dell'emergenza nucleare, il dirigente restò al suo posto lavorando in condizioni estreme. Ai giornalisti aveva confessato di temere per la sua vita.

TOKYO - Dopo la vicenda di Otsuka Norikazu, il presentatore ammalatosi di leucemia dopo aver mangiato cibi provenienti dall'area di Fukushima per tranquillizzare i telespettatori e aiutare i coltivatori (VIDEO 1), un'altra notizia riporta in primo piano la vicenda della centrale nucleare giapponese che nel marzo scorso tenne il mondo col fiato sospeso.

Masao Yoshida, 56 anni, direttore dell'impianto di Fukushima, presente nei giorni dell'incidente verificatosi l'11 marzo a seguito del terremoto e del successivo tsunami che investirono il nord est del Giappone, lascia il suo posto per ragioni di salute. A partire dal 1 dicembre, Yoshida sarà ufficialmente sostituito alla direzione della centrale di Fukushima da Takeshi Takahashi, 54 anni, che fino ad oggi si è occupato di gestione di installazioni nucleari. 

Lo rende noto un comunicato della Tepco, che gestisce la centrale, senza fornire ulteriori dettagli e soprattutto senza rivelare quale tipo di malattia abbia contratto il dirigente. In particolare, se le deteriorate condizioni di salute di Yoshida siano da mettere in relazione con gli elevati livelli di radioattività presenti nell'impianto nucleare, a dispetto degli indumenti di sicurezza e delle altre misure precauzionali adottate per minimizzarne gli effetti sul personale. In conferenza stampa, la Tepco si è trincerata dietro la necessità di "proteggere la vita privata" di Yoshida, aggiungendo per voce di un responsabile che in ogni caso i medici non avrebbero riscontrato una relazione tra la malattia del direttore e la radioattività. 

Lo stesso Yoshida ha mantenuto uno stretto riserbo, limitandosi a un messaggio diretto ai lavoratori della centrale. "Sono costretto a lasciare l'unità di crisi in un momento importante, su richiesta pressante dei medici", ha fatto sapere con dispiacere il direttore dimissionario, rivolgendosi in particolare agli specialisti impegnati nella gestione della più grande catastrofe nucleare dai tempi di Chernobyl (1986).
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Kosovo: scontri Nato-serbi nel nord

(ANSA) - BELGRADO - Il presidente serbo Boris Tadic ha chiesto la fine immediata degli scontri tra le forze Kfor della Nato e i cittadini serbi nel villaggio Jagnjenica, nel nord del Kosovo. ''Invito gli ufficiali della missione militare Nato Kfor e quelli della missione europea Eulex, e anche i rappresentanti del popolo serbo di adoperarsi per calmare la situazione immediatamente e dialogare. Le vite dei nostri cittadini e i membri delle missioni internazionali devono essere preservati'' ha detto Tadic.

Sfortuna o Dna? Due fratelli morti di infarto, il terzo ha un’ischemia


CATANIA – Sfortuna? Coincidenza? Dna? Due fratelli morti a poche ore per infarto, un terzo salvato dopo essere stato colpito da ischemia, una sorella non informata perché cardiopatica. Una storia incredibile che arriva da Catania. Lo stesso giorno in cui due suoi fratelli, Guido e Alberto Mario, di 45 e 53 anni, sono morti d’infarto, a meno di un’ora l’uno dall’altro, Salvatore Garofalo, 57 anni, è stato salvato da un grave episodio di ischemia cardiaca dai medici dell’ospedale Garibaldi.
Guido Garofalo stava trascorrendo una gita fuori porta nella Pineta di Nicolosi, sull’Etna, quando, durante il pranzo, è stato colpito da un infarto fulminante. Uno dei fratelli della vittima, Alberto Mario, non regge al dolore ed viene stroncato, a sua volta, da un infarto. I medici e il personale del 118, chiamati sul posto per soccorrere Guido, hanno tentato di salvarlo, ma non c’è stato niente da fare. Passano poche ore, siamo sempre alla serata di domenica. Il terzo fratello, Salvatore, sviene mentre è in ospedale per accudire l’anziana madre ricoverata nell’ospedale Garibaldi. Soccorso da infermieri e medici viene trasferito nel pronto soccorso per un’ischemia cardiaca, salvato e ricoverato con la prognosi riservata.
Una quarta sorella, che vive a Roma, non è stata ancora informata della morte di due dei suoi fratelli perché cardiopatica. ”Il paziente – rivela la dirigente del pronto soccorso, la dottoressa Tekia Mauuroff – ha avuto una perdita di coscienza, probabilmente per un problema al cuore, e adesso abbiamo anche rilevato i postumi di un’ischemia cardiaca”. Il medico spiega i casi dei fratelli Garofalo ”con una patologia familiare perché – sottolinea – non è certo abituale una tale situazione, e quindi la malattia dovrà essere studiata anche dal punto di vista genetico”.

Indignati,scontri a Los Angeles, arresti

(ANSA) - WASHINGTON - Gli indignati di 'Occupy Los Angeles' hanno mantenuto la parola resistendo all'ordine delle autorita' di abbandonare il campo base di fronte al City Hall. Una volta scaduto l'ultimatum, la polizia della citta' californiana in assetto anti-sommossa e' entrata nell'accampamento obbligando gli attivisti a retrocedere. Secondo quanto riportato dai media americani, gli agenti hanno gia' arrestato diverse persone.

Processo Mills rinviato al 19 dicembre. Scontro tra ordinamenti italiano e inglese

Milano, 28 nov. (Adnkronos/Ign) - E' stato aggiornato al 19 dicembre il processo milanese sul caso Mills dove Silvio Berlusconi è imputato per corruzione. In quella data tornerà la videoconferenza con Londra per stabilire con quali modalità interrogare Davide Mills. In particolare i giudici italiani dovranno decidere se il legale inglese deve essere ascoltato come semplice testimone, quindi con l'obbligo di dire tutta la verità, oppure come teste-imputato in procedimento connesso, con la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere.
L'interrogatorio in videoconferenza del legale inglese era previsto per oggi ma c'è stato uno scontro tra l'ordinamento italiano e quello inglese. I giudici inglesi avevano chiesto preventivamente di sapere che tipo di testimonianza viene sollecitata, su quali argomenti e sulla base di quali documenti perché, hanno spiegato, non è possibile consentire una testimonianza 'al buio'.
Silvio Berlusconi è arrivato questa mattina al Tribunale di Milano per partecipare all'udienza del processo. "Ho fatto fatica a non addormentarmi" ha commentato il Cavaliere per il quale non solo l'udienza di oggi ma tutto il processo "è farraginoso". E' ''incomprensibile la pervicacia dei giudici milanesi'' del caso Mills, ha dichiarato il leader del Pdl in una pausa del procedimento.
''E' un processo che non avrà un esito giudiziario perché a febbraio scatta la prescrizione'' ha sottolineato, e proprio per questo ''quando un processo non può avere effetti giuridici perché interviene la prescrizione è evidente che bisogna abbandonare per doverosi motivi di economia processuale''. Eppure, ''qui c'è un'evidente e persistente volontà di continuare per arrivare al nulla''.
Quanto al legale inglese, "avrei voluto vedere Mills in azione - dice Berlusconi - aspetterò la prossima volta.Da lui mi aspetto la verità perché in questo processo se l'è inventata grossa". L'ex premier si riferisce alla versione data da Mills al fisco inglese sui 600mila dollari che per l'accusa milanese sono il frutto di una corruzione. Mills però "ha preferito dichiarare, per pagare meno tasse, che si trattava di un regalo e ha chiamato in causa, per primo, il manager Carlo Bernasconi, che era morto. Poi in Italia si è deciso a raccontare la verità".

domenica 27 novembre 2011

Messaggio ambientale ...


Germania: 1300 arresti per protesta contro scorie nucleari


Germania: 1300 arresti per protesta contro scorie nucleari
BERLINO - La polizia tedesca ha fatto sapere di aver arrestato 1.300 persone nell'ambito dello sgombero del sit-in vicino a Dannenberg, in Germania, inscenato per bloccare l'arrivo di un carico di scorie nucleari dalla Francia, dirette al sito di stoccaggio di Gorleben. Centinaia di poliziotti sono stati impegnati dalle prime ore di questa mattina ad allontanare i dimostranti dai binari ferroviari occupati, arrestando quanti rifiutavano di andarsene. La polizia ha stimato a 3.500 il numero delle persone che hanno partecipato alla protesta, mentre secondo gli organizzatori si sarebbe trattato di 5mila persone. Queste hanno occupato i binari che saranno usati per far passare il convoglio di 11 container contenenti le scorie. Intanto, la polizia ha reso noto che due gruppi di circa 250 persone ciascuno stanno lanciando sassi e petardi contro gli agenti, nel corso delle proteste. Numerosi agenti sono rimasti feriti e circa 10 persone sono state arrestate sinora a causa delle violenze.

Londra ammette: “La crisi ci colpisce”


Il ministro: “La crescita sarà meno buona di quella prevista”
Il ministro delle Finanze britannico, George Osborne, ha ammesso che la crescita del Regno Unito sarà meno buona di quella prevista nel 2011, annunciando tuttavia la creazione di un fondo di garanzia da 40 miliardi di sterline per permettere alle aziende di ottenere prestiti a tassi preferenziali.
POTRA’ ARRIVARE – “La situazione economica di numerosi paesi in questo momento è molto, molto difficile. Ciò ha chiaramente delle conseguenze sul Regno Unito, sulle nostre prospettive di crescita”, ha dichiarato Osborne all’emittente Bbc. “Le istituzioni internazionali e chi fa previsioni nel settore, dicono tutti la stessa cosa: che la crescita dell’economia (britannica) ha rallentato”, ha aggiunto. “E’ così anche per le economie di America, Germania e Francia”, ha sottolineato. Per rilanciare la crescita, il ministro ha annunciato la creazione di un fondo di garanzia del valore di 20 miliardi di sterline (23 miliardi di euro circa), che potrà arrivare fino a 40 miliardi (46 miliardi di euro circa), per permettere alle piccole e medie aziende di ottenere dei prestiti a tassi preferenziali.