domenica 20 marzo 2011

Libia: Londra, comando operazione passi alla Nato entro giorni

Londra, 20 mar. (Adnkronos/Dpa) - La Gran Bretagna auspica che il comando e controllo dell'operazione contro la Libia sia strasferito ''entro i prossimi giorni'' alle strutture della Nato, pur chiarendo che quella in corso ''non e' una missione della Nato''. A parlare in questi termini, e' il ministro della difesa, Liam Fox, in una intervista alla BBC, ricordando che sono in corso a Bruxelles riunioni del Consiglio Nord Atlantico proprio per discutere dell'eventuale assunzione di un ruolo formale, da parte dell'Alleanza atlantica e le sue strutture di comando, nell'intervento contro le forze di Gheddafi.

Libia: Tripoli, almeno 64 i civili uccisi in raid

Tripoli, 20 mar. (Adnkronos/Dpa) - Almeno 64 civili sono stati uccisi e 150 feriti nei raid delle forze della coalizione internazionale. Lo denunciano fonti mediche libiche citate dall'emittente al Arabia. Questa mattina, i militari libici denunciavano la morte di 48 civili.

Libia: USA, dispiegati su teatro operazioni anche aerei militari Qatar

Washington, 20 mar. (Adnkronos) - Dispiegati oggi 'sul teatro delle operazioni'', nelle vicinanze della Libia anche gli aerei militari del Qatar che prenderanno parte all'operazione contro le forze di Gheddafi. Lo ha reso noto l'ammiraglio Usa, Mike Mullen, capo degli stati maggiori riuniti degli Stati Uniti, in una intervista all'emittente televisiva americana CBS. ''Altri paesi stanno facendo lo stesso, ma lascio a loro la parola per annunciare la forma con cui si impegnano nell'intervento'', ha aggiunto.

Riparte attacco, bombe sulla Libia

Parigi, 20 mar. (Adnkronos/Aki) - Secondo giorno dell'intervento militare 'Odyssey Dawn' (Odissea all'alba) contro il regime libico.

In azione aerei Usa, inglesi e francesi. Sono 19, tra caccia e bombardieri, compresi gli Stealth, gli aerei da guerra Usa che stamattina hanno condotto attacchi contro la Libia. Lo affermano fonti militari americane, secondo quanto riportato dalla Cnn. Inoltre, una fonte del Pentagono, ha confermato che i missili da crociera lanciati dagli aerei hanno colpito obiettivi nei pressi di Misurata e della capitale Tripoli. Hanno iniziato a effettuare raid anche i Tornado britannici. Lo ha reso noto questa mattina un portavoce della difesa a Londra, il generale John Lorimer. ''Posso ora confermare che anche la Raf ha lanciato missili da crociera Storm Shadow da alcuni aerei Tornado GR4'', ha precisato Lorimer. Anche gli aerei francesi hanno ripreso a bombardare obiettivi in Libia.

Per quanto riguarda il dispiegamento delle forze italiane, al momento non ancora impiegate, tre Tornado provenienti dalla base militare del sesto stormo di Ghedi, nel bresciano, sono diretti all'aeroporto militare di Trapani Birgi. Si tratta dell'ennesimo arrivo di velivoli militari dopo l'atterraggio di 4 Eurofighter arrivati poco dopo le 13 sempre nella base militare del 37° stormo dell'Aeronautica militare.

Per il capo degli stati maggiori riuniti Usa, l'ammiraglio Mike Mullen, la ''no fly zone'' è stata attuata sui cieli della Libia. Anche perché, ha aggiunto, le forze della coalizione sono riuscite a fermare l'offensiva delle truppe fedeli a Gheddafi contro Bengasi.

Secondo fonti mediche libiche citate da 'al-Arabiya', è di 64 morti e 150 feriti il bilancio delle vittime civili dei raid aerei compiuti a partire da ieri. Mentre oggi è stata colpita una base aerea a sud di Tripoli, secondo una fonte del regime citata dalla tv satellitare 'al-Arabiya'.

Ieri, i caccia francesi hanno bombardato diversi mezzi militari mentre il Pentagono ha reso noto che un totale di 110 missili da crociera Tomahawk sono stati lanciati da unità americane, insieme a quelle britanniche.
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Gheddafi: l'Italia ci ha tradito

Gheddafi

Gheddafi

"La nostra terra sarà un inferno per voi". E' la nuova minaccia del leader libico Muammar Gheddafi contro la coalizione internazionale che sta attaccando la Libia. "Subiamo crociata con metodi terroristici".

"Siete dei barbari, dei terroristi, dei mostri", "avete attaccato il civile popolo libico che non vi aveva fatto nulla": lo ha detto il leader libico in un discorso in audio trasmesso in diretta da Al Jazira e da altre tv.

"Cadrete come sono caduti Hitler e Mussolini. E' questa l'epoca dei popoli e non delle guerre organizzate. Tutti i libici si stanno armando. La terra libica diventerà un inferno e vi combatteremo se continuerete ad attaccarci". "I magazzini di armi sono aperti per il popolo e abbiamo armato i cittadini - ha aggiunto - questa è una nuova guerra crociata ma l'Islam non perderà e loro perderanno".

Gheddafi: ''operazione militare come crociata''

Russia e Cina, rammaricate dalle operazioni militari

Gheddafi: ''operazione militare come crociata''

Tripoli - L'operazione militare "Odissea all'alba" con Italia, Usa, Francia, Gran Bretagna e Spagna, intrapresa nella giornata di Sabato dalle forze occidentali per far cessare il fuoco alle truppe fedeli al colonello Muammar Gheddafi e mettere così fine al suo regime, è andata avanti tutta la notte e secondo la televisione di stato libica, 48 persone sono state uccise e 150 ferite nei raid aerei alleati.

Dopo che gli aerei francesi avevano inaugurato l'operazione militare sparando i primi colpi, distruggendo carri armati e veicoli blindati nella regione orientale della roccaforte dei ribelli, Bengasi, è toccato poi alle navi e sottomarini da guerra, americani e britannici, proseguire le operazioni, lanciando 110 missili Tomahawk contro le difese aeree intorno alla capitale Tripoli e la città occidentale di Misurata. L'intervento militare è stato accolto a Bengasi con un misto di apprensione e di sollievo da parte dei ribelli, che nella giornata di Sabato avevano lanciato grida disperati d'aiuto alla comunità internazionale affinchè intervenisse per evitare la presa delle truppe di Gheddafi della città di Bengasi. Gheddafi, ha definito l'attacco militare degli alleati come un operazione: "coloniale,crociata'', e poi ha minacciato mezzo mondo, invitando le masse a lottare con lui: '' E 'ora necessario aprire i negozi e il braccio a tutte le masse con tutti i tipi di armi per difendere l'unità, l' indipendenza e l'onore della Libia", ha detto in un messaggio audio trasmesso sulla televisione di stato. Russia e Cina, hanno espresso il loro«rammarico» per gli attacchi della coalizione internazionale contro le truppe del Colonnelo Muammar Gheddafi. Le due nazioni, membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con diritto di veto si erano astenute al momento dell’approvazione della risoluzione 1973. Ieri pomeriggio, l'equipaggio di un rimorchiatore d'altura italiano e' stato trattenuto nel porto di Tripoli da uomini armati. Tra le persone che sarebbero presenti a bordo, ci sono: otto italiani, due indiani e un ucraino.

Libia: Londra, missili da crociera lanciati anche da Tornado britannici

Londra, 20 mar. (Adnkronos) - Hanno iniziato a effettuare raid sulla Libia anche i Tornado britannici. Lo ha reso noto questa mattina un portavoce della difesa a Londra, il generale John Lorimer. ''Posso ora confermare che anche la Raf ha lanciato missili da crociaere Storm Shadow da alcuni aerei Tornado GR4'', ha precisato Lorimer.

Libia: Iran scettico su intervento militare occidentale

Tehran, 20 mar. - (Adnkronos/Dpa) - Reazioni di scetticismo da parte di Teheran ai bombardamenti della coalizione internazionale sulla Libia. "La storia passata degli interventi militari da parte delle potenze straniere e' piuttosto sospetta", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehmanparast, secondo quanto riportato dall'agenzia Isna. "Fino ad ora questi interventi sono generalmente stati attuati dalle potenze mondiali per mettere al sicuro i propri interessi, stabilire delle basi militari in Paesi importanti e, di fatto, continuare le proprie politiche imperialiste con nuove forme e con altri pretesti", ha detto ancora Mehmanparast.

Libia: CBS, 3 aerei USA B-2 sganciano 40 ordigni su base aerea

Washington, 20 mar. (Adnkronos) - Tre bombardieri invisibili ai radar B-2 americani, decollati da una base negli Stati Uniti, hanno sganciato 40 ordigni su una delle principali basi aeree del colonnello Gheddafi. Lo rende noto l'emittente televisiva CBS. Allo stesso tempo, sempre secondo CBS, caccia dell'aviazione Usa hanno condotto missioni di ricognizione per individuare forze di terra libiche.

Più di 100 arrestati di fronte alla Casa bianca

Era l'ottavo anniversario della guerra in Iraq

Era l'ottavo anniversario della guerra in Iraq

Washington, 20-03-2011

Più di 100 manifestanti pacifisti, incluso un uomo sospettato di aver diffuso documenti segreti del Pentagono, sono stati arrestati ieri davanti alla Casa Bianca nell'ottavo anniversario della guerra in Iraq condotta dagli Stati Uniti. Non hanno obbedito all'ordine di sgomberare la zona dei cancelli d'entrata e la polizia è intervenuta. Anche a New York circa 80 persone hanno manifestato contro la guerra davanti al centro di reclutamento a Times Square.

Federalismo, stangata subito sbloccate le addizionali regionali

Costi da 230 euro. Nuove tasse sul rumore e sui Suv. Manovra anticipata: chi ha un reddito oltre 28 mila euro pagherà 862 euro in più nel 2015
di ROBERTO PETRINI

ROMA - Si appesantisce la stangata che il federalismo porterà nelle tasche degli italiani. Il nuovo testo sul fisco regionale e provinciale, contenuto nel parere del relatore di maggioranza al provvedimento, Massimo Corsaro (Pdl), scongela anche l'ultimo ostacolo rimasto sulla strada dell'aumento delle addizionali regionali: i governatori avranno mani libere fin da quest'anno. In sostanza quelle Regioni che non hanno sfruttato la possibilità di portare l'aliquota al tetto massimo dell'1,4 per cento adesso potranno farlo liberamente avendo a disposizione un anticipo di un anno rispetto alla precedente stesura del provvedimento che apriva le porte agli aumenti solo dal 2012.
Come è noto la corsa dei rincari non si fermerà qui: il decreto conferma la scalettatura delle possibilità di aumento delle aliquote che stabilisce il tetto del 2 per cento nel 2014 e del 3 per cento nel 2015. Secondo uno studio della Uil, se tutte le Regioni si avvalessero della possibilità di portare l'aliquota al 3 per cento nel 2015, l'aggravio sarebbe di 226 euro pro-capite (82,8 per cento) con punte che possono arriaver, per le fasce sopra i 28 mila euro, a 862 euro.
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Tokyo capitale in agonia "Qui non vivremo più"

Paura e incubo radiazioni: in quattromila sono già fuggiti da quella che era percepita come una città modello

DAL NOSTRO INVIATO GIAMPAOLO VISETTI
TOKYO - Per otto giorni Tokyo è stata una metropoli spaventata ma in attesa di buone notizie. Oggi è una capitale in agonia. Si presenta come prossima al collasso e prevede il peggio. In poche ore la residua fiducia ha ceduto allo sconforto. L'esodo lento dei giorni scorsi ha assunto la dimensione della fuga. Oltre quattro milioni di abitanti hanno lasciato la città in treno, o ammassati in auto. Colletti bianchi, stranieri e famiglie con bambini cercano di raggiungere le località a sud del Kansai, per mettersi al riparo dal pericolo della nube atomica. Nella periferia nord di Tokyo arriva invece l'onda dei disperati che scappano da Fukushima e dalle città distrutte dallo tsunami. A far precipitare la situazione, l'innalzamento del livello di rischio nei reattori, nuove scosse di terremoto e la convinzione che il governo minimizzi una crisi fuori controllo. È scattato però anche il primo vero allarme-contaminazione. Il governo ha ammesso che tracce di iodio radioattivo sono state rinvenute nell'acqua potabile di Tokyo e delle aree vicine. Livelli anomali, ufficialmente sotto i limiti di legge e non immediatamente pericolosi per la salute, ma l'impatto pubblico della notizia è stato tremendo. Radioattivi anche il latte proveniente da Fukishima e alcune partite di spinaci prodotti nella prefettura di Ibaraki.
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Ruby, no dei giudici alla difesa il processo al premier non slitta

I legali di Berlusconi avevano chiesto di acquisire i nuovi atti della procura ruby difesa. E la Minetti disse: "Se mi arrabbio io, guai per tutti"
di EMILIO RANDACIO e PIERO COLAPRICO

MILANO - Il processo a Silvio Berlusconi si farà senza rinvii e comincerà, come previsto, il 6 aprile. È la prima sconfitta per gli avvocati di Silvio Berlusconi.Hanno chiesto un posticipo, con la motivazione delle "troppe pagine in poco tempo". E questo perché, due settimane fa, era stato consegnato loro un supplemento d'inchiesta. La procura ha replicato a brutto muso: primo, "l'invito a comparire per il premier è stato consegnato il 14 gennaio" e per la richiesta d'immediato al gip Cristina Di Censo non s'era atteso troppo. Secondo, gli ultimi accertamenti "riguardano il conto corrente personale" di Silvio Berlusconi, qualcosa che l'imputato dovrebbe conoscere bene. È quello da cui, come ha rivelato Repubblica, sono stati prelevati con assegni, e solo nel 2010, ben 12 milioni e 882mila euro, tutti trasformati in contanti. E con un incremento notevole a dicembre.
Soppesate le varie ragioni, il collegio presieduto da Giulia Turri, e con Carmen D'Elia e Orsola De Cristofaro, dà dunque ragione alla procura. Peraltro, la prima udienza è tecnica: serve solo a precisare il calendario, ma è chiaro che la battaglia procedurale è serrata. Gli avvocati del primo ministro, notando i vari "omissis", hanno chiesto di eliminarli, per poter organizzare una lista testi adeguata.
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Gheddafi ha ostaggi italiani?

Un rimorchiatore con otto nostri connazionali a bordo fermato ieri a Tripoli

L’equipaggio di un rimorchiatore d’altura italiano e’ stato trattenuto nel porto di Tripoli da uomini armati: lo apprende l’ANSA da fonti qualificate, secondo le quali le persone a bordo sono otto italiani, due indiani e un ucraino.I fatti, secondo le scarne informazioni disponibili, si sarebbero verificati ieri pomeriggio, quando il rimorchiatore stava sbarcando a Tripoli dei lavoratori libici. Alcuni uomini armati, tra cui uno che si sarebbe qualificato come il comandante del porto, hanno fermato l’equipaggio, impedendo al rimorchiatore di ripartire. Gli italiani e gli altri si troverebbero tuttora a bordo.

Libia: regime arresta quattro giornalisti di al-Jazeera

Tripoli, 20 mar. - (Adnkronos/Aki) - Il regime libico di Muammar Gheddafi ha arrestato ieri sera quattro giornalisti della tv araba 'al-Jazeera' che operano nel paese. Secondo quanto riferisce l'edizione inglese della tv qatariota, i quattro giornalisti arrestati sono il corrispondente Ahmed Vall Ould Addin, cittadino mauritano, il cameraman Kamel Atalua, cittadino britannico, l'altro cameraman Ammar al-Hamdan, cittadino norvegese, e il corrispondente Lotfi al-Messaoud, cittadino tunisino.

Al via l'attacco, raid sulla Libia. Sequestrato rimorchiatore italiano

Parigi, 20 mar. (Adnkronos/Aki) - E' iniziato ieri pomeriggio l'intervento militare 'Odyssey Dawn' (Odissea all'alba) contro il regime libico.

Secondo una fonte del regime di Tripoli, citata dalla tv araba 'al-Jazeera', è di 48 morti e 150 feriti il bilancio provvisorio fornito dal regime libico delle vittime dei raid aerei compiuti ieri in diverse zone della Libia. I caccia francesi hanno bombardato diversi mezzi militari mentre il Pentagono ha reso noto che un totale di 110 missili da crociera Tomahawk sono stati lanciati da unità americane, insieme a quelle britanniche

E' di oggi, invece, la notizia di un rimorchiatore italiano trattenuto in porto a Tripoli da personale armato. La nave ha a bordo undici persone tra cui otto italiani, due indiani ed un ucraino. La nave aveva sbarcato al porto di Tripoli personale libico dell'Eni. Il sequestro del rimorchiatore è avvenuto alle 17 di ieri.

Francia, Gb, Usa: blitz contro Gheddafi Tripoli in fiamme. L'Italia nella coalizione

Ieri pomeriggio, la decisione nel vertice di Parigi. Poi partono i cacciabombardieri francesi che attaccano i tank libici a Bengasi. Quindi i missili Usa e il raid franco-britannico notturno sulla capitale. Gheddafi minaccia rappresaglie contro i civili in tutto il Mediterraneo. La Russa "I nostri aerei pronti". Berlusconi: "Credo che non serviranno". Molto critico Bossi

ROMA - Adesso è guerra nel Mediterraneo. Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Italia, Canada e Spagna hanno scatenato l'offensiva contro Muammar Gheddafi e il suo regime. L'hanno chiamata "Odissey Dawn" ("Alba di Odissea"). Nel pomeriggio, si sono mossi per primi i ricognitori e i caccia di Sarkozy. Poi, le navi e i sommergibili americani hanno scatenato una pioggia di oltre un centinaio di missili "Tomawhak" su obiettivi strategici (installazioni militari, caserme, depositi d'armi e di carburante, strutture di comunicazione). Più tardi, nella notte, altri raid francesi e poi anche inglesi. Tripoli è in fiamme e la contraerei libica spara (un po' alla cieca) nel cielo della capitale contro i Mirage francesi e i Tornado britannici praticamente irraggiungibili. Dalle postazioni libiche si alzano anche grida di "Allah è grande".
La Libia, adesso, si lamenta: il comunicato del governo parla di "azione dei crociati" che "ha colpito strutture civili e ospedali e ha causato almeno 48 vittime tra cui donne, vecchi e bambini e 150 feriti". Gheddafi, invece, interviene con un messaggio radio piuttosto violento: ''Il Mediterraneo è diventato un campo di battaglia - ha detto ieri in tarda serata -. Attaccheremo obiettivi civili e militari''. Dietro a queste parole c'è la minaccia che fa più paura: quella del terrorismo.
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"Sarà una guerra lampo prima che il raìs incendi i pozzi"

I piani della coalizione: pioggia di fuoco giorno e notte. Nel mirino radar, cisterne e contraerea. Non ingaggerà in campo aperto: troppa la sproporzione delle forze Gheddafi non controlla né cielo né mare. I suoi Mig accecati dalla guerra elettronica
di CARLO BONINI

ROMA - Giorni. Pochi giorni. Non mesi. Tantomeno settimane. Le ragioni, l'agenda e i delicati equilibri che tengono insieme le cancellerie di Parigi e Londra, la Casa Bianca e la Lega Araba, definiscono i "battle plans" degli stati maggiori alleati. Promettono - lo ha sottolineato ieri Barack Obama, lo annuncia questo incipit di guerra con gli attacchi al suolo francesi su bersagli in movimento e con i 110 missili da crociera americani e inglesi rovesciati in meno di un'ora sui quadranti di Tripoli e Misurata - un conflitto rapido. Con fuoco dal mare e dall'aria su obiettivi militari libici indicati come "circoscritti": installazioni radar, centri di controllo e comando, fortificazioni e rifugi sotterranei, caserme, difese costiere, unità meccanizzate e corazzate, batterie di lancio della difesa aerea e missilistica, depositi di carburante, basi aeree.
Una violenta spallata pianificata, di qui ai prossimi giorni, da una routine di fuoco in diverse e ripetute ondate. Di giorno e di notte. Cui saranno chiamati a partecipare i caccia dell'intera coalizione. Che accechi il sistema di difesa libico e ne pieghi la resistenza. Che risparmi alle opinioni pubbliche occidentali e arabe lo spettacolo di un nuovo cruento pantano nel deserto utile solo a rafforzare Muhammar Gheddafi.
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La festa nella città dei ribelli Ma i raid non cancellano la paura

Gli insorti si preparano a combattere a terra. Bandiere della "Nuova Libia" e segni di vittoria salutano l'arrivo della missione militare internazionale. Sulle piazze si spara in aria come per festeggiare una vittoria
di BERNARDO VALLI

TOBRUK - Dicono gli shabab, i giovani combattenti, spesso imberbi, che da ieri sera la democrazia arriva dal cielo. Scende sulla Libia portata da "Rafale" e "Mirage", i quali volano non sempre visibili tra le nubi mediterranee, sparando per ora missili nei dintorni di Bengasi, minacciata dalle forze del male. Un primo messaggio dall'alto è arrivato poco prima del tramonto: un proiettile francese ha centrato un automezzo di Gheddafi che insidiava il capoluogo della Cirenaica. Il missile è stata una spada biblica del nostro millennio. Non solo gli shabab, ma tutti, a terra, insorti e testimoni, contano su quell'azione aerea appoggiata da occidentali e da arabi, per stanare infine il raìs, rinchiuso nel bunker di Tripoli.
Nell'86, quando gli shabab non erano ancora nati, gli americani tentarono invano di seppellirlo per sempre sotto le rovine provocate dai jet decollati dalle portaerei della VI flotta. Gheddafi riemerse, ringagliardito da quella punizione inflittagli dalla superpotenza. Penso proprio che in quell'occasione si convinse di essere risorto. La sua invulnerabilità viene adesso messa di nuovo alla prova. Gli europei, francesi in testa, ritentano l'operazione, con la benedizione dell'Onu, e con gli americani di retroguardia, riluttanti a impegnarsi direttamente, in prima fila. Dopo il disastro iracheno e con su le spalle il pesante fardello afgano, Barack Obama ci va cauto. Lui non è Bush junior. Non promuoverà un altro conflitto in terra.
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Libia: bombardata Tripoli

(ANSA) - ROMA - Tripoli e' stata bombardata prima dell'alba oggi. Lo riferisce la tv di stato libica. La contraerea e' entrata in azione e si sono sentite esplosioni. Secondo un giornalista dell'Afp, un aereo ha sorvolato la residenza-caserma di Gheddafi, nel sud della capitale. Intanto il ministero della Difesa britannico ha comunicato che anche la Raf (Royal air force) di Londra ha lanciato missili Stormshadow da alcuni Tornado GR4. Ieri erano stati lanciati oltre 110 missili cruise da navi Usa.

Giappone, sale pressione in reattore n.3

(ANSA) - HONG KONG - La pressione nel serbatoio di contenimento del reattore n.3 della centrale nucleare di Fukushima e' in aumento. Il gestore dell'impianto aprira' le valvole per ridurre i livelli con un'operazione che potrebbe ''causare il rilascio di vapore radioattivo''. Sulla zona della centrale c'e' una leggera pioggia e in serata i venti si dirigeranno verso sudovest, e Tokyo e' 240 km a sud della centrale. Si aggrava il bilancio delle vittime: i morti sono saliti a 8.133 unita' e i dispersi a 12.272.

Libia: Cina rammaricata per attacco

(ANSA) - PECHINO - La Cina esprime ''rammarico'' per l'attacco militare contro la Libia. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Yang Jiechi, spiegando che il suo Paese ''non concorda con il ricorso alla forza nelle relazioni internazionali''. Pechino si era astenuta all'Onu sulla risoluzione sul'istituzione della No Fly Zone. Intanto il comitato dell'Unione africana sulla Libia ha chiesto lo ''stop immediato a tutte le ostilita'''. Suoi esponenti non hanno avuto l'autorizzazione per portesi recare a Tripoli.

Gheddafi: "Colpiremo obiettivi civili, il Mediterraneo diverrà un campo di battaglia"

(Xinhua)
Tripoli, 19 mar. - (Adnkronos) - “Il Mediterraneo diverrà un campo di battaglia, colpiremo obiettivi civili”. E' la minaccia di Muammar Gheddafi, ieri in un messaggio audio nel quale ha invitato il popolo a difendere la Libia: “I depositi delle armi sono stati aperti, reagite all'aggressione coloniale dei crociati”. Un invito, quello del raìs, esteso a tutti, "agli africani, agli arabi e ai latino americani”.

Ieri sera, in diretta da Tripoli, era intervenuto anche il portavoce del governo libico: "Alcuni paesi occidentali hanno preso di mira diversi obiettivi, Tripoli e Misurata. Notevoli danni a strutture e civili. Questo attacco violento - riportava SkyTg24 - contro il popolo libico arriva quando abbiamo annunciato di aver rispettato il cessate il fuoco contro i ribelli che fanno parte di al Qaida".

"Attacchi che arrivano contro la Libia dopo l'annuncio di riforme - ha continuato -. Molti siti sono stati colpiti da questa aggressione militare. I nostri ospedali sono pieni di civili feriti. Questa aggressione barbarica non ha giustificazioni. La Libia ha accettato la risoluzione Onu e cessate il fuoco".

"Invece di mandare osservatori per verificare i fatti hanno aggredito la Jamahirya. Questa aggressione non potrà sconfiggere i libici". ha aggiunto il portavoce. "Seppure abbiamo definito ingiusta la risoluzione Onu, non per questo non l'abbiamo rispettata. Noi abbiamo rispettato il cessate il fuoco e noi abbiamo chiesto a tutti gli stati di mandare osservatori per verificarlo. Quello che riceviamo invece sono solo missili. Sarà possibile domani visitare i feriti.

Gli obiettivi colpiti, specifica ancora il portavoce "sono alcuni militari e alcuni civili, case di civili".

Odissea all'alba, missili sulla Libia

Parigi, 19 mar. (Adnkronos/Aki) - Al via l'intervento militare 'Odissea all'alba' contro il regime libico.

Aerei francesi hanno iniziato i bombardamenti alle 17.45 di oggi, concentrandosi su una zona compresa entro un raggio di 100-150 chilometri da Bengasi. Lo ha reso noto il ministero della Difesa francese, precisando che gli aerei francesi che prendono parte al raid sono una ventina in totale. Secondo fonti della Difesa di Parigi, i caccia hanno distrutto numerosi carri armati delle forze libiche fedeli a Gheddafi. L'emittente televisiva in lingua araba al Jazeera ha parlato di quattro tank distrutti.

Unità della marina americana dispiegate nel Mediterraneo hanno poi iniziato a lanciare missili cruise contro obiettivi in Libia. Lo rendono noto fonti del Pentagono citate dalla CNN, precisando che l'obiettivo di questi primi attacchi sono la batteria della contraerea schierata nei dintorni di Tripoli. Più tardi il Pentagono ha parlato di un totale di 110 missili da crociera Tomahawk lanciati da unità americane, insieme a quelle britanniche.

In azione dunque anche le forze britanniche. Il primo ministro David Cameron, citato dal sito web dell'emittente 'Bbc', ha riferito che l'operazione militare nel paese nordafricano è "necessaria, legale e giusta".

L'emittente 'al-Arabiya' ha riferito poi che aerei italiani hanno avviato una "missione di sorveglianza" sulla Libia. Fonti della Difesa, interpellate dall'ADNKRONOS, però non confermano, precisando che non risultano decolli di velivoli italiani.

Nel mirino dei raid, secondo un portavoce delle forze armate libiche, citato dalla tv di stato di Tripoli, "le città libiche di Tripoli, Bengasi, Zuara e Misurata". "I caccia stranieri stanno bombardando degli obiettivi civili a Tripoli", ha denunciato sempre la tv di stato. Tra gli obiettivi colpiti, secondo la stessa fonte, ci sarebbe anche l'ospedale Bir Usta Milad della capitale. L'agenzia di stampa libica 'Jana' ha riferito di diversi feriti. La tv di stato libica dà anche notizia di un aereo francese abbattuto vicino Tripoli. Bombardata - secondo quanto annunciano invece i siti dell'opposizione libica - una base militare utilizzata dalle brigate di Gheddafi nella città di Misurata.

L'iniziativa militare aveva ottenuto il via libera oggi nel corso di un summit convocato a Parigi. ''Abbiamo deciso di applicare la risoluzione Onu che esige un cessate il fuoco immediato e l'arresto delle violenze contro le popolazioni civili'', ha spiegato al termine del vertice all'Eliseo il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy.
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sabato 19 marzo 2011

Libia: Obama, la nostra coalizione e' pronta ad agire e a farlo con urgenza

Brasilia, 19 mar. - (Adnkronos) - ''La nostra coalizione e' pronta ad agire e a farlo con urgenza''. Lo ha affermato il presidente americano, Barack Obama, nella conferenza stampa congiunta che ha tenuto a Brasilia insieme alla sua controparte brasiliana, Dilma Rousseff. ''La nostra preoccupazione e' forte, la nostra determinazione chiara: la popolazione libica deve essere protetta'', ha aggiunto Obama, come unico altro commento sulla crisi libica in corso. La conferenza stampa si e' esaurita nelle dichiarazioni dei due presidenti, nessun giornalista ha potuto fare domande.

Via libera all'attacco contro Gheddafi Caccia francesi sorvolano già Bengasi

Offensiva del colonnello contro gli insorti. Il raìs minaccia Sarkozy e Cameron: ve ne pentirete. Tripoli ricorre agli scudi umani.

L'aereo in fiamme caduto su Bengasi (foto Anja Niedringhaus - Ap)

ROMA - Via libera all'attacco contro Gheddafi per far rispettare la no fly zone. La decisione è giunta dal vertice di Parigi, mentre il raìs attacca Bengasi da terra, dall'aria e dal mare. Gli insorti annunciano però di aver respinto l'offensiva.
Gheddafi «e tutti coloro che sono ai suoi ordini devono immediatamente porre fine agli atti di violenza contro i civili, ritirarsi da tutte le aeree in cui sono entrati con la forza, rientrare nelle loro caserme, e consentire un pieno accesso umanitario», si legge nella dichiarazione finale del vertice di Parigi.
Aerei francesi sorvolano i cieli della Libia. Numerosi caccia Rafale francesi stanno sorvolando Bengasi e l'intero territorio libico in missione di ricognizione. A Sigonella sono giunti intanto sei F16 danesi.
«I caccia francesi sulla Libia stanno impedendo attacchi aerei delle forze di Gheddafi contro Bengasi - ha detto Sarkozy - Già da adesso le nostre forze aeree si opporranno ad ogni aggressione contro il popolo di Bengasi. Abbiamo già impedito attacchi aerei sulla città. Altri aerei sono pronti a intervenire contro i blindati che aggrediscono civili disarmati». Gheddafi «è ancora in tempo per evitare il peggio conformandosi senza ritardi a tutte le richieste della Comunita internazionale - ha aggiunto Sarkozy al - La porta della diplomazia si riaprirà quando la sua aggressione finirà, la nostra determinazione è totale. Ognuno è messo davanti alle sue responsabilità».
«Non sono al corrente che ci siano caccia francesi in volo su Bengasi, ma ben vengano anche se avrei preferito fossero arabi». Lo ha affermato l'ex ministro dell'Interno libico, Abdul Fattah Younis, in un'intervista ad al-Arabiya. L'ex ministro che ha dichiarato di non essere stato reintegrato nel governo, ha rivelato che gli insorti hanno respinto l'attacco della milizia di Muammar Gheddafi per conquistare Bengasi e ha confermato che era dei ribelli l'aereo abbattuto stamani a Bengasi.
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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=142386&sez=HOME_NELMONDO

Elettori Pdl contro la guerra in Libia: “Silvio ci ha tradito”

Sul forum del partito sono centinaia i messaggi contrari all’azione armata in Libia. E qualcuno difende anche il colonnello

“Ma che vi ha fatto Gheddafi? Ci da Gas, petrolio, combatte il terrorismo e i clandestini, ma che volete?” Questo è solo uno dei tanti messaggi che in queste ore giungono su Spazio Azzurro, forum degli elettori Pdl, dopo l’annuncio dell’azione militare contro la Libia. Sono furiosi, sdegnati.

RABBIA - Si sentono traditi, presi in giro. E sono tanti. Gli elettori del Pdl reagiscono con rabbia alla decisione del governo di partecipare alla missione internazionale in Libia che prevede l’uso della forza contro l’ex alleato Gheddafi. E si sfogano su Spazio azzurro, il forum ufficiale del sito del partito. Nelle ultime ore la bacheca e’ sospesa, l’aggiornamento riprendera’ lunedi’. Ma i tanti messaggi che restano in bella evidenza bastano per spiegare tutto il malumore che serpeggia nell’elettorato di Silvio Berlusconi. C’e’ chi attacca il governo perche’ ha tradito il fidato colonnello libico, amico dell’Italia fino all’altro ieri; c’e’ chi s’infuria per i soldi che questa guerra costera’; c’e’ chi e’ terrorizzato dalla possibile ondata di clandestini che cerchera’ rifugio in Italia; chi indica il neutralismo di Umberto Bossi come un modello da seguire. Un clima talmente pesante che il messaggio di un navigatore che si firma Doge risulta l’unico pro-intervento: “Italia come Quinto Fabio Massimo- accusa- il temporeggiatore. Parlo di Libia. Dovremmo essere in primissima linea a garantire sicurezza nel Mediterraneo, casa nostra”. A leggere gli altri messaggi, invece, c’e’ poco da stare allegro per Silvio Berlusconi e la sua maggioranza. “Che Berlusconi stia alla larga dalla Libia. Come le Germania!”, grida uno. “Un consiglio- offre un altro- se vi venisse ancora l’idea di fare i salvatori del mondo, prima fate un referendum popolare: se ogni giorno dite che la nostra volonta’ e’ quella che conta…”. In tanti sono preoccupati dall’esborso economico: “L’appoggio all’Onu ci costera’ una valanga di soldi, di mezzi e speriamo non di vite umane. Perche’ dobbiamo pagare noi che non siamo membri permanenti?”. Una militante si firma Angela B. e dice: “No all’intervento in Libia! Non per vigliaccheria, ma almeno per coerenza!!! E poi, quanto ci costera’?”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/118370/elettori-pdl-contro-la-guerra-in-libia-silvio-ci-ha-tradito/

Libia: anche Eurofighter schierati con i Tornado italiani a Trapani

Roma, 19 mar. - (Adnkronos) - Anche i nuovi caccia Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto dell'Aeronautica militare sono schierati a Trapani nell'ambito del dispositivo internazionale messo in campo per l'intervento militare in Libia. Schierati anche i Tornado, sia nella versione Ids che in quella Ecr per l'attacco alle batterie contraeree e alle postazioni radar. I Tornado Ids provengono dal sesto Stormo di Ghedi (Brescia) e gli Ecr dal 50mo Stormo di Piacenza.

Scossa di magnitudo 3.4 al largo di Trapani

TRAPANI. Il polo sismico "Alberto Gabriele" della fondazione Ettore Majorana di Erice ha registrato la notte scorsa alle 2,21 una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 della scala Richter, a largo della costa trapanese. L'epicentro è stato localizzato tra le isole di Marettimo ed Ustica.

PREVISIONI ...

Libia: Frattini, pronti a colpire

(ANSA) - ROMA - 'Abbiamo chiesto che la base di coordinamento sia spostata da Stoccarda a Capodichino. Giochiamo un ruolo fondamentale, senza l'Italia questa operazione non si potrebbe svolgere', cosi' il ministro degli Esteri Frattini commenta al Messaggero l'intervento della coalizione internazionale in Libia. 'Nessuna guerra' sottolinea. 'Gli alleati non ci potranno lasciare da soli. Anche la Lega capira' le nostre ragioni'. Siamo esposti ma la Nato ha il dovere di proteggerci. E Gheddafi ha altro da fare.

GIAPPONE: NUOVA SCOSSA TERREMOTO VICINO FUKUSHIMA

(AGI) Osaka - Una nuova scossa di terremoto dalla magnitudo 6.1 ha colpito la prefettura di Ibaraki, in Giappone, a poca distanza dalla centrale di Fukushima. Lo ha reso noto il centro meteorologico. Nessun allarme tsunami e non si riportano al momento danni a persone o agli edifci .

GIAPPONE: TRACCE DI IODIO RADIOATTIVO NELL'ACQUA A TOKYO

(AGI) Osaka - Tracce di iodio radioattivo sono state riscontrate nel'acqua corrente di Tokyo e di altre aree. Lo riporta l'agenzia Kyodo News .

RIPRISTINATA ELETTRICITA' A FUKUSHIMA. GETTI D'ACQUA CONTINUI

(AGI) - Osaka, 19 mar. - Il gestore della centrale nucleare di Fukushima e' riuscito a ripristinare l'elettricita' nel sito danneggiato dal terremoto, un passo importante per cercare di riattivare le pompe di raffreddamento dell'impianto. In giornata l'elettricita' e' tornata nei reattori 1,2 ,5 e 6 mentre domenica dovrebbe essere riattivata nei reattori 3 e 4. Intanto le autopompe speciali dei vigili del fuoco di Tokyo hanno ripreso a sparare acqua sul reattore numero 3. Solo nella giornata di venerdi' sull'impianto nucleare sono state gettate 50 tonnellate di acqua marina . ACQUA A GETTO CONTINUO PER RAFFREDDARE I REATTORI Getti d'acqua continui per raffreddare i reattori nucleari: e' questa la nuova strategia decisa dal ministero della Difesa giapponese per tentare di impedire la fusione del nocciolo nell'impianto di Fukushima. "Invece di gettare acqua a ondate successive, vogliamo avviare un'operazione che ci permetta di iniettare continuamente acqua nei reattori", ha spiegato il portavoce del ministero, Toshimi Kitazawa. CAVO ELETTRICO CONNESSO A FUKUSHIMA Questa mattina le autopompe speciali dei vigili del fuoco di Tokyo hanno ripreso a lanciare acqua sul reattore numero 3. Solo nella giornata di venerdi' sull'impianto nucleare sono state gettate 50 tonnellate di acqua marina. Intanto i livelli di radioattivita' superiori ai limiti legali sono stati riscontrati nel latte prodotto nei pressi di Fukushima e negli spinaci coltivati nella vicina prefettura di Ibaraki e per questo sono state avviate ricerche per rintracciare dove siano stati venduti .

Yemen, scontri tra manifestanti e polizia ad Aden

Sana'a, 19 mar. - (Adnkronos/Aki) - Si registrano nuovi scontri stamani tra manifestanti antigovernativi e le forze di sicurezza ad Aden, nel sud dello Yemen. E' quanto ha riferito il sito web dell'emittente 'Press Tv', sottolineando che gli agenti hanno provato a disperdere una manifestazione di oppositori che chiedevano le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh. Testimoni oculari parlano di un ferito negli scontri. Intanto e' salito a 52 vittime il bilancio degli scontri di ieri tra manifestanti e forze di sicurezza intervenute per interrompere un sit-in dell'opposizione davanti all'universita' di Sana'a. Subito dopo la strage il ministro yemenita del Turismo, Nabil al-Fakih, si e' dimesso dal governo e dal partito di maggioranza in segno di protesta.

Libia: al-Jazeera, bombe su campo Croce Rossa a Bengasi

Tripoli, 19 mar. - (Adnkronos/Aki) - Un bombardamento avrebbe interessato il campo della Croce Rossa situato nel centro di Bengasi. Lo ha riferito l'emittente 'al-Jazeera'. Bengasi da stamani e' teatro di violenti scontri tra le truppe del colonnello Muammar Gheddafi e gli insorti che qui hanno stabilito la loro roccaforte.

Gheddafi bombarda Bengasi. All'Occidente: Rimpiangerete ingerenza

Il leader dei ribelli: La comunità internazionale intervenga al più presto per scongiurare catastrofe. Vertice di guerra a Parigi .
Roma, 19 mar. (TMNews) - Mentre sgancia bombe su Bengasi, roccaforte dei rivoltosi, il leader libico Gheddafi attacca la comunità internazionale. Il Raìs ha definito "inaccettabile" la risoluzione dell'Onu e ai leader di Francia e Gran Bretagna, in prima linea nell'attacco da sferrare alla Libia, ha detto: "Rimpiangerete ogni ingerenza".Intanto il leader del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi, l'ex ministro della Giustizia Mustafa Abdel Jalil, ha lanciato un appello alla comunità internazionale, perchè "applichi la risoluzione Onu" al più presto scongiurando una "catastrofe".I leader della comunità internazionale sono riuniti a Parigi per definire il dispositivo militare necessario per lanciare un'operazione aerea. Se Parigi preme per tenere fuori la Nato, preferendo un sistema di comando multinazionale, Londra insiste invece perchè l'Alleanza Atlantica abbia un ruolo di primo piano nell'operazione. Un intervento straniero, ha detto oggi il viceministro degli Esteri Khaled Kaaim, potrebbe indurre i Paesi9 vicini a sostenere Gheddafi.Sul fronte della battaglia, le forze armate del leader libico Muammar Gheddafi sono entrate a Bengasi scossa da pesanti bombardamenti nella zona sud-occidentale e dove è stato abbattuto un aereo militare. Da Tripoli, il regime accusa "le gang di al Qaida" di aver attaccato le forze armate, mentre a Parigi oggi si riuniranno i leader di Ue, Usa, Lega araba e Unione africana per definire l'intervento militare nel paese del Nord Africa.
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