sabato 2 aprile 2011

Allarme a Fukushima, perdite radioattive in mare. Il premier Kan visita aree colpite

Il primo ministro giapponese Naoto Kan in visita nelle aree colpite
Tokyo, 2 apr. (Adnkronos) - Riversata in mare acqua altamente radioattiva proveniente dal reattore numero due della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Lo rende noto l'agenzia di stampa giapponese Kyodo, citando una fonte del governo, in grado di confermare la notizia.

Nel frattempo, proseguono gli sforzi della compagnia che gestisce la centrale, la Tepco, per rimuovere l'acqua contaminata dagli impianti della centrale, dai reattori e dai deposititi di barre di combustibile usato.

La Tepco ha annunciato la scoperta di una crepa su una struttura di cemento del reattore numero due. Da questa apertura è uscita l'acqua altamente radioattiva, contaminata dalla parziale fusione dell'impianto avvenuta a causa del mancato funzionamento del sistema di raffreddamento. La radioattività misurata in corrispondenza della crepa è di mille milliSieverts l'ora.

La crepa, larga almeno venti centrimetri, si trova nel rivestimento in cemento del box che contiene i cavi usati per trasferire l'acqua marina al reattore, nel tentativo di raffreddare l'impianto dopo il guasto del sistema 'ad hoc' subito dopo il terremoto.L'acqua altamente radioattiva finisce così direttamente nell'Oceano.

Il box crepato è inondato di acqua altamente radioattiva, arrivata a un'altezza di 10-20 centimetri, ammettono i gestori della centrale. Il vice direttore dell'Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese, Hidehiko Nishiyama, ha denunciato che ''materiali'' con radioattività superiore al normale sono stati rinvenuti a una distanza di 37 chilometri dall'impianto. Il segretario dell'energia Usa, Steven Chu, ieri ha precisato che il reattore due ha subito una fusione del 33 per cento e che il reattore uno della centrale è rimasto danneggiato al 70 per cento.

Intanto, una nuova scossa di terremoto ha colpito l'est del Giappone. Secondo quanto rende noto l'agenzia di stampa Kyodo, la scossa ha raggiunto magnitudo cinque.
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Siria: raffica arresti a funerali vittime proteste a Daraa

New York, 2 apr. (Adnkronos/Aki) - Decine di persone sono state arrestate a Daraa durante i funerali delle vittime delle proteste di ieri nella citta' che e' stata l'epicentro della rivolta contro il regime del presidente Bashar al-Assad. Lo riferiscono gruppi di attivisti.

Allarme Antitrust: ''Liberalizzazioni al palo e sulla concorrenza la politica è in ritardo''

Roma, 2 apr. (Adnkronos/Ign) - La politica è in ritardo, colpevole, sul terreno della concorrenza. Il ddl, che andava presentato entro il 31 maggio 2010, ancora non c'è. Le liberalizzazioni sono al palo, mentre il loro rilancio è cruciale per tornare a crescere. E ancora: poste, ferrovie, gestioni autostradali e aeroportuali restano i settori meno aperti al mercato. Così come insoddisfacente è la governance di banche e assicurazioni e continua ad essere inefficiente il settore della distribuzione dei carburanti. Nella relazione annuale trasmessa il 30 marzo a Palazzo Chigi, che l'Adnkronos è in grado di anticipare, l'Antitrust lancia un allarme concorrenza a 360 gradi.

Il rilancio del processo delle liberalizzazioni, secondo l'Autorità guidata da Antonio Catricalà, è un "tassello cruciale di una vigorosa politica per la crescita" e "l'attuale situazione deve, in particolare, essere l'occasione per incidere sulle cause strutturali del deficit di produttività del Paese".

In particolare, è "prioritario è aumentare la produttività e il modo migliore, perché duraturo, per garantire il raggiungimento di tale obiettivo è consentire ai meccanismi di mercato di operare pienamente, adottando quegli interventi di riforma degli assetti regolatori la cui urgenza, in tempi normali, non viene avvertita con la necessaria intensità". Si tratta, sostiene l'Antitrust, di una scelta "non soltanto corretta, ma obbligata per il Paese".

L'attivazione di efficaci dinamiche concorrenziali "richiede un generale processo di riforma della regolazione in senso pro-concorrenziale, una rigorosa applicazione della disciplina antitrust e un'altrettanto incisiva azione a tutela del consumatore". Se questi ultimi due versanti sono di competenza diretta dell'Autorità, i processi di apertura dei mercati "ricadono nella responsabilità esclusiva della politica, che deve rimuovere le tante ''zavorre'' che opprimono il Paese.
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Usa: Obama, energia alternativa per ridurre dipendenza da petrolio straniero

Washington, 2 apr. (Adnkronos) - "Scavare nuovi pozzi non e' una vera strategia per sostituire la dipendenza dal petrolio straniero". E' quanto ha detto Barack Obama che, nel discorso tradizionale del sabato, e' tornato ad illustrare il suo piano energetico che ha, appunto, come obiettivo principale quello di ridurre di un terzo entro i prossimi dieci anni le importazioni di petrolio.

Immigrati: Bocchino, fallita promessa miracolistica di Berlusconi

Roma, 2 apr. (Adnkronos) - "A Lampedusa sono scadute le 60 ore indicate da Berlusconi per risolvere il problema migranti e ancora una volta gli italiani devono prendere atto che si e trattato di uno show mediatico e non di un'azione di governo. Intanto a Napoli tornano in strada i cumuli di spazzatura, nonostante le reiterate promesse che non sarebbe mai piu' accaduto". Lo scrive Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e liberta' per l'Italia, sul sito www.futuroeliberta.com., e aggiunge: "Al di la' dell'evidente fallimento della politica della promessa miracolistica berlusconiana, alla quale non crede piu' nessuno, serve un momento di impegno comune per affrontare queste emergenze e il governo dovrebbe venire in Parlamento per tenere un dibattito al fine di ricercare insieme con maggioranza e opposizioni le soluzioni che risolvano davvero i problemi, lasciando stare la fiction politica di stampo propagandistico-elettorale".

Lampedusa, trasferimenti ancora fermi. Migranti protestano: fateci partire

Lampedusa, 2 apr. (Adnkronos) - C'è tensione al porto di Lampedusa dove i tunisini, ormai stremati da nottate passate all'addiaccio sferzati dal forte vento di Maestrale che ne impedisce il trasferimento, dicono di non credere più alla promessa di essere trasferiti altrove. E all'ora di pranzo si sono rifiutati di mangiare: "Prima vogliamo partire e poi mangeremo", hanno detto temendo di prolungare ancora l'attesa. Uno sciopero della fame poi rientrato in parte, con alcuni che hanno in seguito deciso di accettare il cibo.

Trecento di loro, i primi che sarebbero dovuti partire, hanno strappato in segno di protesta i ticket contenenti i numeri che vengono distribuiti dopo le operazioni di identificazione. Alcuni iniziano a pensare che l'attesa indichi il rimpatrio in Tunisia. Ecco perché hanno strappato i biglietti con i numeri e si sono mescolati agli altri migranti non ancora identificati.

Ma la tensione è sfociata anche in un gesto di violenza. Un immigrato è stato fermato infatti per aver incendiato una roulotte usata come biglietteria dalla Ustica Lines. A denunciare il giovane, Samil Allaghi Santerville, sono stati gli stessi compagni tunisini disapprovandone il gesto. Per lui già entro oggi dovrebbe essere firmato il decreto di espulsione

Intanto un funzionario di polizia, il commissario Corrado Empoli, diventato punto di riferimento per i migranti, da stamane tenta di rassicurarli: "State tranquilli, oggi riuscirete tutti a lasciare Lampedusa".

Ma la nave 'Superba' che doveva attraccare alle 12 per imbarcare i primi 2mila immigrati non è ancora riuscita a raggiungere il molo.

"Ci dicono di stare calmi da tre giorni -spiega Hamed- ma noi non ce la facciamo più, siamo allo stremo.Dormiamo all'addiaccio con un vento fortissimo e un freddo gelido. Per favore vogliamo partire". E il commissario Empoli invita i tunisini a sistemarsi in gruppetti per iniziare ad organizzarsi per ottenere i 'ticket', cioè i biglietti numerati che consentiranno loro di potere partire.
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Afghanistan: proteste contro rogo Corano a Kandahar, 9 morti

Kabul, 2 apr. - (Adnkronos/Aki) - Nove persone sono morte e 81 sono rimaste ferite nelle violenze scoppiate durante una protesta a Kandahar contro il rogo di una copia del Corano in Florida, dopo che ieri e' stato assaltato di un ufficio Onu nella citta' settentrionale di Mazar-e-Sharif hanno perso la vita sette operatori delle Nazioni Unite e cinque manifestanti afghani.

Libia, diciassette ribelli uccisi dal raid Nato su Brega. Da Tripoli no al cessate il fuoco

(Xinhua)
Tripoli, 2 apr. - (Adnkronos/Aki) - Sarebbero 17 le vittime, tra civili e rivoltosi, di un raid della coalizione in un'area tra le città di Ajdabiya e Brega, nella parte orientale della Libia. Secondo la tv araba al-Jazeera i miliziani di Gheddafi si sarebbero infiltrati tra le file dei ribelli provocando l'errore dei militari della coalizione. Dalla Nato non smentiscono il caso di fuoco amico ma, dice il portavoce Oana Lungescu, “stiamo verificando queste informazioni” anche se è difficile perché “non abbiamo fonti affidabili sul posto”. D’altra parte, precisa Lungescu, “i caccia della colazione hanno diritto all'autodifesa”.

Nel frattempo le milizie di Gheddafi stanno cercando di riconquistare la città di Yafran. Nel corso dei combattimenti quattro civili sono morti. A riferirlo alcuni testimoni, citati dall'emittente al-Arabyia. La città è da giorni sotto l'assedio delle truppe del colonnello per strapparla dal controllo dei rivoltosi.

Mentre si continua a combattere, da Londra si fa sempre più concreta l'ipotesi di dare le armi agli insorti. "La risoluzione Onu permette di armare i rivoltosi" ha detto il ministro della Difesa britannico Liam Fox durante un'intervista ad Al-Arabyia. "La coalizione sta molto attenta per evitare che vi siano vittime civili - ha aggiunto Fox -. Gheddafi è l'unico uomo che può porre fine alla guerra lasciando il potere", sottolineando che l'ex ministro degli Esteri Moussa Koussa, fuggito nei giorni scorsi a Londra, "sta fornendo infomazioni importanti" alla Gran Bretagna. Poco dopo la fuga di Moussa, rivela il quotidiano britannico Daily Telegraph, la moglie dell'ex ministro degli Esteri sarebbe stata "catturata" dalle forze di Gheddafi.

Stando a fonti riservate del Daily Mail il figlio di Gheddafi Saif al-Islam avrebbe cercato di mettersi in contatto con i servizi segreti di Italia e Gran Bretagna. "Nelle ultime settimane ci sono stati diversi contatti - afferma la fonte - Saif conosce molte persone in Gran Bretagna e sa come entrare in contatto con i servizi". "Di recente Saif è ricorso a degli intermediari, ci sono stati diversi tentativi di verificare il clima" aggiunge la fonte, sostenendo che Gheddafi junior sta "trattando anche con gli italiani". Intanto è stato in missione a Londra di Mohammed Ismail, funzionario libico molto vicino al figlio del colonnello, a nome di Saif e dei fratelli Saadi e Mutassim, per dei colloqui con esponenti del ministero degli Esteri.

Nella tarda serata di ieri il governo libico ha respinto la proposta di cessate il fuoco del Consiglio di transizione di Bengasi. ''Non so proprio come altro definirla se non come un'idea folle'', ha dichiarato il portavoce del governo, Musa Ibrahim nella tarda serata di ieri. ''Non rinunceremo alle nostre citta''', ha aggiunto.

venerdì 1 aprile 2011

Afghanistan, attacco Onu: forse 20 morti

(ANSA) - WASHINGTON - Potrebbero essere fino a 20 i morti nell'attacco alla sede delle Nazioni Unite di Mazar-i-Sharif, nel nord dell'Afghanistan: lo dicono funzionari dell'Onu. Ferma condanna dalla Casa Bianca e dalla Nato, mentre l'alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Catherine Ashton, si dichiara ''scioccata''. E si apprende che gli addetti stranieri uccisi nell'attacco sono di nazionalita' rumena, norvegese e svedese. Nell'assalto condotto da manifestanti anche dei talebani.

Pdl Choc: via dalla Costituzione la norma antifascista

La proposta del Senatore Cristiano De Eccher. Non è un pesce d’aprile

C’è un rigurgito fascista? Così sembrerebbe a leggere il disegno di legge costituzionale presentato in questi giorni in Senato da Cristiano De Eccher del Pdl, secondo cui sarebbe giunta (finalmente?) l’ora di eliminare quell’obsoleta norma costituzionale che vieta la ricostituzione del partito fascista. Quando si dice il governo del fare, eh?

FATTI - Dunque via dalla Costituzione la dodicesima disposizione transitoria e finale che vieta la riorganizzazione del partito fascista. A chiederlo è appunto il disegno di legge costituzionale presentato in Senato da Cristiano De Eccher con cofirmatari tre senatori del Pdl Fabrizio di Stefano, Francesco Bevilacqua e Achille Totaro, e il collega di Futuro e liberta’ Egidio Digilio. Il testo, dal titolo ‘Abrogazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione’, e’ stato depositato a Palazzo Madama il 29 marzo e annunciato in Aula il giorno seguente, ma non e’ ancora stato assegnato a una commissione per l’inizio dell’esame. “Sono passati 65 anni e che ‘transitoria’ e’?”, spiega Bevilacqua contattato telefonicamente, “da transitoria sta diventando definitiva”. Beh, e allora? Facciamola diventare definitiva no? Con tanti problemi che ci sono, proprio la pulce nella Costituzione bisogna andare a trovare? E la crisi? E l’evasione? E l’immigrazione? Ma soprattutto, e i processi del Premier? Niente, secondo i senatori, l’esigenza di cancellare la norma è perentoria: potere dell’etimologia della parola, vieni a me. Il comma di cui si chiede l’abrogazione e’ il primo. “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”, si legge. I padri costituenti aggiunsero poi un secondo comma, nel quale si stabilirono per un massimo di cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione “limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilita’ per i capi responsabili del regime fascista”. Sulla base del primo comma, nel 1952 fu approvata la ‘legge Scelba’ che sanci’ il reato di ‘apologia del fascismo’. Che attentato alla libertà di pensiero! Che vile atto immondo! Adesso che torniamo, vi spacchiamo le reni a suon di manganellate, vili vermi senza spina dorsale.

WHO ARE YOU? - Ma chi è questo prode paladino della logica che si batte solo in nome del fatto che una cosa o è “transitoria” o è “definitiva”? Intensa attività politica dentro Avanguardia Nazionale, “un’organizzazione politica della destra estremista ed eversiva italiana, fondata nel 1960 da Stefano Delle Chiaie e disciolta, legalmente, nel 1976″, di cui è stato responsabile per il Triveneto. Ruolo di coprotagonista nell’inchiesta sulla bomba di Piazza Fontana a Milano, che il 12 dicembre 1969 provocò la morte di 17 persone (e il volo da un davanzale della questura di un innocente, Pino Pinelli): ecco chi è Cristiano De Eccher.

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http://www.giornalettismo.com/archives/120033/pdl-choc-via-dalla-costituzione-la-norma-antifascista/

Vescovo Tripoli: uccisi altri 8 civili

(ANSA) - ROMA - I bombardamenti Nato in Libia fanno altre otto vittime fra i civili a Sirte, soprattutto donne e bambini, e oltre 40 morti fra le file dei militari di Gheddafi. Lo conferma ad AsiaNews monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, vicario apostolico di Tripoli. 'Gli effetti della guerra si fanno sentire e nella citta' iniziano a scarseggiare acqua, cibo e carburante'. Le bombe stanno stremando la popolazione - racconta il prelato - oggi vi sono stati oltre 50 aborti nell'ospedale di Tripoli.

P4: perquisizioni a Roma e Napoli

(ANSA) - ROMA - Perquisizioni sono state effettuate su disposizione dei magistrati di Napoli che indagano sulla cosiddetta P4, nei confronti di Agostino Roda', 76 anni, suocero del deputato Alfonso Papa (Pdl) - membro della commissione Giustizia, indagato - e del consulente immobiliare romano Tricarico. L'obiettivo e' ricostruire i rapporti tra vari soggetti con Papa, accusato di essere uno degli organizzatori della associazione segreta che avrebbe interferito sulle funzioni di organi costituzionali.

Fukushima, contaminata la falda L'appello disperato del sindaco

Il primo cittadino di Minamisoma, vicina alla centrale. "Non funzionano i mezzi, soccorsi difficili. Ci manca il cibo. Non abbiamo informazioni"

dal nostro inviato PIETRO DEL RE
TOKYO - Il peggio è forse già accaduto, a prescindere da quanto sostiene l'azienda che gestisce la centrale nucleare di Fukushima. In altre parole, è verosimile che la falda acquifera sottostante all'area degli impianti sia già stata contaminata da materiale radioattivo, anche se a riguardo la Tepco aveva fornito dati che potevano sembrare aberranti. A dirlo è stato Hidehiko Nishiyama, portavoce dell'Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese, auspicando nuove misure della quantità di Iodio radioattivo rinvenuta nella falda, inizialmente valutata dalla Tepco pari a 10.000 volte i limiti legali.
L'abnorme presenza di Iodio 131 è stata confermata nella falda, così come di tellurio, molibdeno e zirconio. Roberto Mezzanotte, già direttore del Dipartimento delle Scienze nucleari dell'Ispra, azzarda l'ipotesi seguente: "A Fukushima, che si trova a poche decine di metri dal Pacifico, la falda è piuttosto superficiale. È perciò probabile che l'enorme quantità d'acqua usata per raffreddare il reattore 1 vi sia poi penetrata attraverso una qualche via d'uscita, così com'è anche defluita nel mare". Non dovrebbe quindi essere finito il nocciolo stesso nella falda acquifera, o quanto meno non ancora, bensì l'acqua che è entrata in contatto con lui, caricandosi di particelle radioattive.
"Siamo abbandonati a noi stessi, e rischiamo di morire di fame". Comincia così il drammatico appello lanciato su YouTube da Katsunobu Sakurai, sindaco di Minamisoma, una città nella zona compresa nell'anello fra i 20 e i 30 chilometri di distanza dalla centrale danneggiata. Ora, se l'area nel raggio di 20 chilometri è stata interamente evacuata, in quella dei successivi dieci chilometri agli abitanti è stato solo suggerito di evacuare altrove, altrimenti devono rispettare l'ordine di rimanere chiusi in casa. Il sindaco accusa il governo di Tokyo e la Tepco di non fornire informazioni sufficienti, di non provvedere agli approvvigionamenti dei beni di prima necessità e di non fornire neanche i mezzi necessari a chi volesse andare via ma non ha un'auto per farlo.
Dice ancora il sindaco: "Molti abitanti della zona cercano di fuggire con propri mezzi malgrado il pericolo di radiazioni. A complicare la situazione c'è il fatto che non vi sono più mezzi pubblici funzionanti". In questo filmato di una decina di minuti e sottotitolato in inglese, il primo cittadino spiega anche come i volontari e gli operatori che consegnano gli aiuti umanitari sono costretti a entrare in città a proprio rischio e pericolo. "Perciò, da un giorno all'altro, molti di noi possono davvero ritrovarsi senza più nulla da mangiare".
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Video di Yara, pronta la denuncia per Bruno Vespa?

Ieri a Porta a Porta mandato in onda un video della Gambirasio da bambina. I genitori esprimono disappunto

I genitori di Yara hanno espresso il loro disappunto per il video che ritrae la figlia durante una gara di ginnastica artistica, mandato in onda da diverse televisioni. Fulvio e Maura Gambirasiosarebbero orientati a presentare una formale denuncia, che pero’ al momento non e’ ancora stata depositata.

LE INDAGINI - E’ quanto e’ trapelato da un incontro di questa mattina, nella stazione dei carabinieri di Ponte San Pietro (Bergamo), tra i Gambirasio, il comandante provinciale dell’Arma, Roberto Tortorella, e il medico legale Cristina Cattaneo, l’anatomopatologa che ha effettuato l’autopsia sul corpo di Yara, scomparsa il 26 novembre scorso e trovata morta il 26 febbraio. La famiglia e’ stata aggiornata, come e’ gia’ successo altre volte, sull’andamento delle indagini. Flavio e Maura Gambirasio avevano infatti saputo che alcune emittenti televisive stavano tentando di procurarsi immagini della Prima Comunione e dei saggi di danza della figli. Per questo hanno fatto sapere, con il tramite del sindaco di Brembate Sopra Diego Locatelli, di essere contrari alla diffusione di ulteriori immagini della figlia, e che potrebbero decidere di passare alle vie legali contro chi pubblichera’ quelle immagini. E infatti due saggi di ginnastica ritmica con Yara Gambirasio protagonista sono stati mandati in onda dalla trasmissione “Porta a Porta” nella puntata del 31 marzo. Si tratta dei primi filmati della ragazzina di Brembate di Sopra trasmessi dai mezzi di comunicazione in oltre 4 mesi, e sono stati girati tra il 2008 e il 2010. Si tratta, spiega Bruno Vespa di “filmati di Yara che vince una gara di ginnastica ritmica regionale, ottenuti, senza nessun tipo di trattativa commerciale o economica, dall’inviato di Panorama Carmelo Abate ospite in studio”.

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Giappone,Tepco: valori abnormi di iodio

(ANSA) - TOKYO - La quantita' di iodio radioattivo nella falda sotto il reattore numero 1 di Fukushima presenta valori abnormi di iodio, pari a 10.000 volte i limiti legali. E' quanto afferma la Tepco in una nota, confermando la validita' delle analisi annunciate ieri notte e messe in dubbio dall'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare. Per evitare che le particelle radioattive possano essere disperse nell'ambiente da venti e pioggia, la Tepco ha iniziato i test sulla stesura di resina solubile in acqua.

Libia: da domani Usa cessano raid aerei contro forze terra Gheddafi

Washington, 1 apr. (Adnkronos/Washington Post) - Gli aerei americani cesseranno a partire da domani i bombardamenti contro obiettivi in Libia nel quadro dell'operazione a comando Nato. Lo ha reso noto il capo degli stati maggiori riuniti Usa, l'ammiraglio Mike Mullen, in una audizione al Congresso, di fronte alle Commissioni difesa di Camera e Senato, precisando che gli aerei rimarranno in 'standby', pronti a rientrare in azione se la Nato lo richiedera'. 'Ci sono numerosi paesi che hanno le capacita', gli armamenti e le abilita' per poter essere in grado di svolgere questi compiti''.

Il 2 Aprile, manifestazione nazionale contro la guerra

Il 2 Aprile, manifestazione nazionale contro la guerra

Sabato 2 Aprile a Roma, il luogo è Piazza Navona, a partire dalle ore 15, ci sarà una manifestazione nazionale contro l'intervento militare.
Ritengo che sia doveroso partecipare, specialmente per chi ritiene come me che la sinistra ha perso la sua identità da molto tempo, i mezzi di informazione sono tutti a senso unico, che ancora una volta tutti i Partiti rappresentati nel Parlamento appoggiano come intervento di risoluzione dei problemi il bombardamento, calpestando ancora una volta la nostra Costituzione.Forse non basta quello che è accaduto negli altri interventi come l'Iraq o l'Afghanistan. Oggi più che mai dobbiamo farci sentire. Io personalmente parteciperò con la convinzione che sarà anche un'occasione per ricostruire qualcosa di nuovo. E ritrovare la nostra identità, ritornare a fare una vera politica dal basso, non uniformarsi al pensiero unico anti e pro Berlusconiano, ma ricominciare a colpire il vero bersaglio.
Ovvero questo Potere che tende ad omologare l'intero Pianeta, colpire intere popolazioni con le bombe all'uranio impoverito, ma anche quelle "finanziarie" che non sono altro quelle politiche neoliberiste che oltre ad impoverire la cosiddetta "Periferia del Mondo", stanno distruggendo anche la nostra. Basti pensare al precariato, alla distruzione dei contratti nazionali a favore di quelli privati "alla Marchionne", la distruzione della Scuola Pubblica e la Sanità, le continue morti sul lavoro, le morti nel carcere,le politiche becere nei confronti degli extracomunitari, le privatizzazioni di massa, la fine dello Stato Sociale e di Diritto, l'oligarchia delle Banche e tanto altro. Quindi basta a tutte le guerre, comprese quelle a casa nostra. Noi occidentali non abbiamo nessun diritto o presunzione di esportare il nostro modello democratico. E tanto meno con la forza.

Le promesse non mantenute di Berlusconi

Le promesse non mantenute di Berlusconi

All’inizio fu il contratto con gli italiani, lo ricordate?Berlusconi andò da Vespa dicendo che avrebbe attuato almeno quattro dei cinque punti per il quale si impegnava altrimenti non si sarebbe ricandidato per le prossime elezioni.

Era il maggio 2001, e sappiamo com’è andata.

Più o meno nello stesso periodo promise 1 milione di posti di lavoro, e sappiamo com’è andata, promise che nelle scuole si sarebbe insegnato Internet, inglese e d’impresa, le famose 3 i. Sappiamo com’è andata.

Nel luglio 2009, davanti a una platea di giornalisti, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha promesso che l’Italia avrebbe versato, di lì a un mese, la quota per il 2009 al Global Fund e ad oggi l’Italia è l’unico Paese donatore del Fondo Globale che non ha ancora versato la quota 2009… quindi sappiamo com’è andata.

Pochi mesi fa aveva promesso pace e prosperità in un grande abbraccio con la Libia del colonnello, e sappiamo com’è andata a finire.

Adesso per il buon cavaliere non potevano mancare due parole su Lampedusa e visto che gli isolani sono leggermente stanchi il Silvio nazionale alza il tiro e spara: il Nobel per la Pace per l’isola, una moratoria fiscale, previdenziale e bancaria perché Lampedusa diventi zona franca, un piano per il turismo che comprenderà una trasmissione di Rai e Mediaset che parli dell’isola in termini entusiastici, un campo di golf e un casinò. «Anche io diventerò lampedusano» ci tiene a precisare il Cavaliere. «Sono andato suInternet e ho comprato una casa a Cala Francese, si chiama “Le Due Palme”» corriere.it

Chi riesce a credere che Berlusconi sia andato su Internet? Uno che per dire Google dice Gogol? E poi non è curioso sentire un uomo che decide quali programmi metteranno in onda Rai e Mediaset nel prossimo futuro?

Gli abitanti di Lampedusa possono davvero credere un delirio simile? Credono davvero che un uomo statisticamente tendente alla bugia possa dire la verità proprio questa volta, in questo caso particolare?
Ma qualcuno, ancora gli crede?

Vi prego, guardate il video e ditemi se quest’uomo può essere andato su Internet ed essersi comprato una casa, fatelo e ditemi se gli potete ancora credere.

http://www.agoravox.it/Le-promesse-non-mantenute-di.html

http://www.repubblica.it/scuola/2011/04/01/news/seguito_supplenti-14346054/

(AGI) CdV - Otto donne e bambini e una quarantina di militari sono le vittime delle incursioni aeree della scorsa notte a Sirte. Lo riferisce mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, vicario Apostolico di Tripoli, che ha appreso la notizia dall'ospedale di Sirte. Ieri mattina il vescovo aveva gia' denunciato altre 40 vittime civili di un precedente raid, sulle cui morti la Nato si e' detta disposta ad investigare .

Prof precari, incubo per il governo 60 parlamentari scrivono alla Gelmini

I ricorsi si moltiplicano dopo le sentenze di risarcimento e pende la più grande class-action. Il blocco dei trasferimenti travolge i deputati meridionali (di tutti i partiti) che si attivano. Riunione d'emergenza con Tremonti: a rischio oltre 4 miliardi
di SALVO INTRAVAIA

Monta la polemica politica sull'aggiornamento delle liste provinciali dei supplenti. Sessanta deputati di tutti gli schieramenti politici chiedono al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, di investire il Parlamento della complessa questione dei precari della scuola. Mentre la maggioranza è intenta a cercare una soluzione per evitare di essere travolta dalle richieste di risarcimento danni e di immissioni in ruolo forzose imposte dai giudici del lavoro di mezza Italia. In ballo ci sono 4 miliardi di euro, ma forse anche sei. Tre giorni fa, per cercare una via d'uscita, si è svolta una segretissima riunione tra quattro ministri e un rappresentante sindacale. Ma non è trapelato nulla della discussione.
"Egregio ministro - scrivono i 60 deputati alla Gelmini - in queste ultime settimane, ognuno di noi è stato interessato da una problematica che riguarda il dicastero da Ella presieduto. Si tratta della, ormai nota, vicenda dell'aggiornamento delle graduatorie dei docenti e dei trasferimenti degli stessi in una provincia diversa da quella di provenienza". La questione sta letteralmente facendo impazzire i parlamentari meridionali, pressati dalle migliaia di supplenti in servizio al Nord che fra qualche settimana saranno costretti a fare le valigie alla volta di casa, restando senza lavoro e stipendio.
Tra i firmatari, spiccano i nomi di quasi tutti i deputati del Pdl eletti nelle circoscrizioni meridionali. "L'argomento interessa, da tempo, il Parlamento e gli ultimi due governi che si sono succeduti. Recentemente continua la missiva - è intervenuta anche una sentenza della Corte costituzionale e l'autorevole intervento del Presidente della Repubblica, in occasione del 'milleproroghe'. Ovviamente, la questione non è semplice né di facile soluzione. Per tale ragione - scrivono piuttosto infastiditi i rappresentanti del popolo - siamo convinti della necessità di un pieno coinvolgimento parlamentare volto ad istruire al meglio il percorso".
Migliaia di supplenti, forse 20/30 mila, temono che la strada tracciata dal ministero per il prossimo aggiornamento delle graduatorie dei precari sia proprio quella delineata nella lettera inviata due giorni fa dai tecnici del ministero all'Avvocatura dello stato per un parere legale. L'ipotesi è quella di aggiornamento del punteggio nella sola graduatoria di merito, senza possibilità di trasferimento di provincia, e cancellazione delle cosiddette graduatorie di "coda", dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale. Ma la complessa decisione, oggi, si intreccia con le migliaia di richieste di stabilizzazione e risarcimento danni avanzate dai supplenti.
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Dall'Afghanistan al deserto libico l'ultima guerra segreta della Cia

Agenti speciali sul terreno per indirizzare i bombardieri. A piccoli gruppi si infiltrano tra le linee per carpire informazioni. Dove ci sono "armi intelligenti" di norma ci sono loro a guidarle sugli obiettivi

di VITTORIO ZUCCONI
L'America in Libia come in Afghanistan, sperando che finisca meglio. Lo scenario già visto della piccola guerra affidata a piccoli commando. Il modello è lo stesso costruito per rovesciare i Taliban 10 anni or sono. Mettere il dito della Cia nell'ingranaggio per muoverlo a proprio favore, ma senza stritolare la mano dell'America come in Iraq.
Forze speciali americane e inglesi, sotto il controllo operativo dalla Cia, sono da settimane attive in Libia per indirizzare i bombardieri, cercare Gheddafi e per sostenere la marcia dei ribelli lasciando poi che siano i clan a proclamare vittoria. Non è la "lunga mano della Cia" o dell'MI6 inglese, come nel golpe in Cile contro Allende, in Vietnam contro Diem o in Iran contro Mossadeq a tirare i fili delle marionette. È stata la ribellione inattesa a muovere la mano della Cia.
È una scelta minima e obbligatoria, che il governo americano passa a giornali come il New York Times, perché rivelino quello che tutti sospettavano. Questo è da decenni, e molto prima delle guerre di Bush jr, il modus operandi dell'America quando vuol condurre guerre per procura e mantenere la "negabilità" della propria presenza ufficiale. Dunque, non essere quella che perde la guerra, se dovesse finire male.
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