venerdì 22 aprile 2011

Vita da Scilipoti: insulti per strada, 50 minuti dal premier e no alla poltrona

«Io sottosegretario? L'offerta l'ho rifiutata. Alla prossima legislatura vedremo. Temo aggressioni fisiche»

Domenico Scilipoti
Domenico Scilipoti
ROMA - È risuccesso. Il deputato Scilipoti passava davanti a Palazzo Chigi, quando una signora sui 45 gli ha strillato: «Vergognati di quello che hai fatto, ha ragione Bersani!». Scilipoti la signora non saprebbe nemmeno descriverla, ma se l'è presa con Bersani, che mercoledì aveva suggerito di cambiare così la Costituzione, un solo articolo: «La Repubblica è basata su Scilipoti».

«Bersani ha scatenato un clima di odio nei miei confronti», dice il deputato Scilipoti. Le parole di Bersani possono istigare violenza? «Certo, comincio ad avere paura di aggressioni fisiche. Ma Bersani non è il solo. Mi ha attaccato Veltroni, Fini per primo parlò di un governo Berlusconi-Scilipoti e poi la Bindi, vicepresidente della Camera, non mi difese mentre in aula mi gridavano munnizza».

Domenico «Mimmo» Scilipoti, classe 1957, è quel deputato di Terme Vigliatore, provincia di Messina, che il 14 dicembre abbandonò l'Italia dei Valori di Di Pietro e con altri ha salvato il governo Berlusconi. Medico specializzato in ginecologia, e anche agopuntore. È uno dei «Responsabili», così chiamati per il sostegno al governo. Poiché proviene da un partito ultrà contro Berlusconi, poiché ha un fisico compatto e mobile, Scilipoti è subito scattato dall'anonimato alla fama, sia pur quella del traditore. Bambolotto puntaspilli dell'antiberlusconismo.

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http://www.corriere.it/politica/11_aprile_22/vita-da-scilipoti-insulti-per-strada-50-minuti-dal-premier-e-il-no-alla-poltrona-andrea-garibaldi_1b8dad7a-6ca4-11e0-902f-2f9ba9bc9f1b.shtml

Siria, attivisti: polizia spara su dimostranti

(Xinhua)
Damasco, 22 apr. (Adnkronos/Aki) - E' salito a 23 morti il bilancio delle vittime della repressione del regime di Bashar al-Assad contro i manifestanti scesi in piazza oggi in diverse città del paese. Lo ha annunciato la tv satellitare 'al-Arabiya' che cita fonti degli attivisti dei diritti umani locali.

In particolare gli attivisti accusano la polizia di aver aperto il fuoco contro i manifestanti che sfilavano in diverse città del paese. In particolare si registrano cinque morti solo nella zona di Duma.

Nella cittadina siriana di Salamiya, poco fuori Hama, sono almeno diecimila le persone scese in strada in queste ore. Lo ha annunciato Aktham Nuayssa, noto dissidente siriano, nel corso di un collegamento telefonico con la tv araba 'al-Jazeera'. In migliaia manifestano contro il regime anche nella città di Daraa, nel sud della Siria.

A Damasco, la polizia siriana è intervenuta, secondo quanto riferiscono alcuni testimoni ad 'al-Jazeera', lanciando alcuni lacrimogeni in una piazza del centro cittadino per disperdere i manifestanti.

Non sembra aver sortito effetti sull'opposizione, quindi, l'abrogazione dopo quasi 50 anni della legge sullo stato d'emergenza annunciata ieri dal governo siriano. Il provvedimento permette in teoria all'opposizione di manifestare pacificamente.

Intanto, alcune ong denunciano che oltre 200 persone sono morte nelle proteste in Siria delle ultime settimane.

"Occorre trovare un accordo tra la maggioranza sunnita e le minoranze religiose ed etniche per evitare la guerra civile, basato su ciò che abbiamo in comune, ovvero la coscienza nazionale siriana e araba e la resistenza contro l'occupazione israeliana del territorio nazionale. In un certo senso c'è una causa nazionale che va salvata", dice a AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL padre Paolo Dall'Oglio, gesuita e fondatore della Comunità monastica siro-cattolica di Deir Mar Musa.

Referendum, Di Pietro: ''Ora il governo punta a scippare quello sull'acqua''

(foto Adnkronos)
Roma, 22 apr. (Adnkronos/Ign) - ''Dopo il nucleare l'acqua. L'appetito viene mangiando e visto che nessuno, tranne noi dell'Idv, ha protestato più di tanto per lo scippo del referendum sul nucleare, quelli che stanno al governo si sono detti: 'Perché fermarsi qui?'". E' quanto scrive il leader dell'Italia dei valori,Antonio Di Pietro, sul suo blog, dove chiede al presidente della Repubblica di non firmare la legge sullo stop al nucleare, vista come un escamotage per evitare la consultazione popolare. ''Stanno studiando - aggiunge - il modo di dare un'altra fregatura ai cittadini e alla Costituzione. Stanno per inventarsi un trucchetto per evitare il referendum sull'acqua senza nemmeno pagare dazio, cioè senza rinunciare a privatizzarla. Come hanno fatto per il nucleare. Tutto pur di evitare che sia superato il quorum sul referendum che fa paura a Berlusconi: quello su di lui e sulle sue leggi per restare impunito".

"Ogni giorno di più - prosegue - si capisce che questo governo, pur di fermare i processi che vedono Berlusconi imputato, è pronto davvero a tutto. Ma lo è ancora di più perché nessuno si muove per fermare le sue porcate che sono ormai quotidiane. Dopo lo scippo dei referendum, la prossima mossa è già scritta: una legge che obblighi a sospendere i processi tutte le volte che viene sollevato un conflitto di attribuzione".

"Per questo - sottolinea l'ex pm - gli avvocati del presidente del Consiglio hanno cominciato a sollevare conflitti di attribuzione uno dopo l'altro: perché sanno che fra un po' grazie a quei conflitti potranno imporre la sospensione dei processi. Pur di difendere se stesso Berlusconi sta facendo a pezzi la Costituzione, la dignità delle istituzioni, il rispetto dei cittadini per la politica e per lo Stato. Pur di difendere Berlusconi i suoi dipendenti, perché questo sono i parlamentari e i ministri della maggioranza, stanno stracciando i principi basilari della civiltà politica e giuridica nel nostro Paese".

"Accettare senza muovere un dito che il governo rubi ai cittadini il più essenziale tra i diritti, quello al voto, significa - denuncia Di Pietro - preparare il terreno per forzature ancora peggiori. Berlusconi deve essere fermato ora, prima che sia troppo tardi. Se riuscirà a scippare i referendum si convincerà di poter fare quello che gli apre e di poter calpestare impunemente ogni regola. A quel punto fermarlo sarà molto più difficile e molto più costoso per tutto il Paese".
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Trapani: operazione Gdf contro sfruttamento prostituzione

Roma, 22 apr. (Adnkronos) - Maxioperazione della dalla Guardia di Finanza di Trapani, nei confronti di un’organizzazione criminale italo-colombiana attiva in tre Regioni italiane e dedita al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione di ragazze sudamericane.
Guarda il video:

L’Italia è “meno libera” del Ghana?

Come si calcola il tasso di democrazia di un paese? Ci sono vari indici. E si scopre che il nostro…

“Viviamo in un paese libero!”, si sente dire: sì, ma libero quanto? Ci sono degli indici, dei criteri, per calcolare la libertà di un paese? Su Slate Magazine vengono riassunti gli indicatori che nelcorso del tempo gli organismi di analisihanno elaborato per calcolare il grado di libertà – appunto – che ogni paese garantisce ai suoi cittadini. Perchè è proprio questo, il problema: per calcolare una quantità serve un metro. E stabilire quale è la misura della libertà non è sempre facile.

ANALISISono molte le organizzazioni di analisi, i centri di ricerca indipendenti spesso collegati con l’una o l’altra parte politica che si sono impegnati per stabilire quanto e in che modo un paese possa definirsi libero. La libertà è un concetto abbastanza inafferrabile, ma molte organizzazioni (principalmente think tanks) sono usciti con parecchi possibili criteri per caratterizzarla – partendo dalla trasparenza nel governo, fino alle elezioni libere, le tariffe fissate o la disponibilità di droghe. E c’è anche qualcuno che ha persino elaborato un meta-indice che permette ai visitatori di pesare le libertà che per l’utente sono le più importanti, generando poi una lista di paesi dal più al meno libero sulla base di questi parametri.

AMERICA – Una user-generated liberty chart, insomma, una classifica voluta e creata dall’utente che stabilisce quali criteri sono più importanti. La rivista di politica e commento sull’attualità ha così facile gioco a riassumere i parametri, incentrati ovviamente sull’analisi della società americana.

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http://www.giornalettismo.com/archives/122428/litalia-e-meno-libera-del-ghana-e-della-giamaica/

Viva Rita: 102 anni e non sentirli

Il segreto per arrivare a cent’anni l’aveva svelato in un’intervista: “Bisogna essere ottimisti e coltivare il totale disinteresse alla persona”. Poi c’è il motto: “Meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita”. Pare che funzioni. Domani Rita Levi Montalcini compie 102 anni. E per festeggiarla Altra tv, stasera, mette in rete centinaia ricercatrici che lavorano in Italia e all’estero per confrontarsi sui loro studi. Quella di Rita Levi Montalcini è una vita spesa per la ricerca (che continua nonostante la parziale cecità) con una passione speciale per la causa delle donne. Il premio Nobel, ricevuto nel 1986, viene spesso indicata come modello e motivo d’orgoglio nazionale alle ragazze italiane. Tra gli altri, anche da Beppe Severgnini, che lo scorso 8 marzo la citò accanto a Margherita Hack. Due signore “storiche” e un po’ sole in una fase che ha visto rinascere in Italia il desiderio di trovare più modelli (e meno modelle).

Ma quali potrebbero essere i nomi a cui ispirarsi domani? Una scelta complicata. Il motivo? Sembra quasi che in italia ogni modello (e qui mi riferisco anche a quelli maschili) venga percepito come ideologicamente orientato. Mentre Rita Levi Montalcini e Margherita Hack, nonostante le loro scelte di campo in politica, sono due personaggi che riescono a mettere d’accordo tutte.

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http://27esimaora.corriere.it/articolo/viva-rita-102-anni-e-non-sentirli/

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Federalismo, arriva la stangata sull’auto

I passaggi di proprietà rincareranno anche del 600%

Ne parla Roberto Petrini su Repubblica: il decreto legge sul federalismo fiscale regionale e provinciale, approvato in via definitiva il 31 marzo dal Consiglio dei ministri, riserva una amara sorpresa per chi comprerà una autovettura: prima dell’estate scatteranno salati rincari dell’Imposta provinciale di trascrizione, quella che si paga sui passaggi di proprietà delle autovetture nuove e usate. Rincari che arriveranno, in alcuni casi, fino 600% delle attuali tariffe.

Scrive Repubblica:

La sorpresa è contenuta all’articolo 13 (Tributi connessi al trasporto su gomma), comma 5-bis del decreto che sta per uscire sulla Gazzetta Ufficiale. Il decreto dovrà essere oggetto solo di un ulteriore provvedimento attuativo da parte del ministero dell’Economia che entro fine maggio farà scattare gli aumenti. Il testo abolisce il vantaggio fiscale che gli automobilisti hanno oggi quando acquistano un veicolo nuovo o usato da un concessionario: attualmente chi compra un’autoda un soggetto Iva, un concessionario o un salonista, paga semplicemente l’Imposta provinciale di trascrizione (in sigla l’Ipt) in cifra fissa. Varia, a seconda delle province, da 151 a 196 euro ed è indipendente dai kilowatt dell’autoacquistata.

Diverso, e più oneroso, è attualmente il trattamento per chi compra un’auto da un privato che non è soggetto all’Iva:

Chi segue questa strada (si tratta soltanto del 10 per cento delle transazioni) è tenuto a pagare l’Ipt in modo proporzionale. Se l’auto è sotto i 54 kw (è il caso, ad esempio, di una Fiat Panda) paga 196 euro. Ma se la potenza massima cresce, allora la tassa provinciale sale proporzionalmente fino ad arrivare a prevedere – per un passaggio di proprietà di una Bmw X6, ad esempio – ben 1.026 euro di imposta.

Mafia. Le dichiarazioni choc di Tranchina sulla strage di Capaci, sui Graviano, Riina e sui voti a Forza Italia

www.siciliainformazioni.com
"Una settimana prima della strage di Capaci Giuseppe Graviano mi disse di non passare dall'autostrada e poi compresi l'avvertimento dopo che avvenne l'attentato. Lo stesso per la morte del dottor Borsellino". E' uno dei passaggi dell'interrogatorio reso lo scorso 16 aprile da Fabio Tranchina, 40 anni, arrestato due giorni fa per la strage di via D'Amelio. Nel primo interrogatorio, reso davanti al pm di Firenze, Tranchina ha deciso di parlare, ma dopo appena pochi giorni ha cambiato idea ritrattando quanto detto. "Prima dell'attentato -ha riferito ancora Tranchina dell'interrogatorio- piu' volte (Giuseppe Graviano, ndr) mi fece passare da via D'Amelio riaccompagnandolo e io non capivo cosa dovesse vedere. Poi mi chiese di trovargli un appartamento in via D'Amelio, ed infine, visto che non l'avevo trovato, ebbe a dirmi che allora si sarebbe messo comodo nel giardino. In via D'Amelio, dove e' avvenuta la strage, in effetti c'era un muro e un giardino. La mattina della strage lo consegnai ad altra persona e poi seppi che era avvenuto l'attentato".
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Libia, gli Usa mandano droni Gheddafi ora minaccia l'Italia

Il raiss: inferno se inviate soldati

Gli Stati uniti sono pronti ad inviare droni sui cieli libici. Una decisione, quella di utilizzare gli aerei senza pilota, legata alla «situazione umanitaria» nel Paese e alla possibilità di fare ricorso a «potenzialità» di cui non dispongono altri tipi di velivoli, in particolare per evitare vittime civili.
L'annuncio del segretario alla Difesa Robert Gates è giunto ieri, nelle stesse ore in cui da Tripoli si levavano nuove minacce contro l'Italia e i suoi alleati francesi e britannici, colpevoli di avere annunciato l'invio di istruttori per i ribelli in lotta contro le forze governative. «Questi Paesi devono stare attenti alle conseguenze di una simile decisione», ha fatto sapere il ministero degli Esteri attraverso la televisione di Stato.
Una minaccia poi estesa all'intera comunità internazionale: se la Nato dovesse decidere di invadere Misurata o qualunque altra città libica, il regime armerà i civili e farà in modo di scatenare un inferno. Intanto, il segretario di Stato Hillary Clinton ha affermato che la campagna Nato in Libia può essere paragonata all'intervento del 1999 in Kosovo, che aveva segnato l'inizio della fine del presidente serbo Slobodan Milosevic. «Siamo in azione da relativamente poco tempo», ha detto il segretario di stato Usa alla stampa, «vi ricordo che gli Stati uniti con i loro partner hanno bombardato i bersagli in Serbia per 78 giorni», ha spiegato ieri sera. Interrogata sull'assedio della città libica di Misurata, il capo della diplomazia americana ha parlato di «disumanità» e ha denunciato il regime del colonnello Muammar Gheddafi «per aver attaccato direttamente i civili».
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Earth Day, fai un gesto per il Pianeta

La Giornata della Terra si celebra il 22 aprile

Israele: spot pubblicitario, la Subaru con cui investirete i bambini palestinesi

Israele: spot pubblicitario, la Subaru con cui investirete i bambini palestinesi
TELAVIV – Una foto, usata come spot pubblicitario da una compagnia israeliana distributrice di automobili Subaru ha suscitato lo sconcerto della comunità internazionale. La foto, infatti, raffigura la scena di un vero incidente, verificatosi nell’Ottobre del 2010, in cui un colono israeliano di Silwan investì due bambini palestinesi di 10 e 12 anni rompendo loro le gambe. La scritta ebraica nell’angolino a destra in basso alla foto dice: “Vedremo chi potrà resistere contro di voi”. Il capo dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas ha dichiarato che la criminalità degli israeliani è arrivata al punto di “fare propaganda incitando a investire ed uccidere i bambini palestinesi”.

L’onorevole denunciato dalla moglie per percosse

Il Fatto racconta un episodio su Remiglio Ceroni, che voleva cambiare l’articolo 1 della Costituzione

Semisconosciuto fino all’altroieri, Remigio Ceroni è balzato agli onori della cronaca per il progetto di cambiare l’articolo 1 della Costituzione italiana, per dare “tutto il potere al Parlamento” contro le “ingerenze” del presidente della Repubblica e della Consulta. Ma chi è Ceroni? Ce ne parla Sandra Amurri sul Fatto, che racconta della sua vicinanza all’onorevole Sandro Bondi:

E voglio vedere se il Principe non me ne renderà merito, si sarà detto Ceroni sfregandosi le mani forte di quella furbizia contadina marchigiana che ha respirato fin da piccolo e che gli ha insegnato ad ingraziarsi il padrone portando in dono alle feste comandate capponi e uova fresche. Doni che la modernità e la luccicante carriera politica ha magari trasformato in scarpe (il distretto calzaturiero da cuiproviene è il più grande d’Italia e uno dei più grandi d’E u ro p a ) , prosciutti e salami, vere tipicità del territorio da porgere a capo chino al suo protettore, Sandro Bondi. Attenzioni che l’ex ministro ricambiava rispondendo prontamente alle chiamate di Ceroni per ogni inaugurazione possibile dal piccolo teatro di Rapagnano al Conservatorio di Fermo, fino al sostegno della sua candidatura. E per un politico locale portare in pellegrinaggio un leader nazionale, meglio se ministro, equivale a una tacca sulla cintura da ostentare con fierezza al bar del paese il che creava una bella partita di giro: Ceroni metteva la compagnia e i sorrisi delle sue tante amiche, e Bondi portava il suo potere. Un bel movimento di dare avere spezzatosi all’improvvi – so lasciando un Ceroni che si squagliava al primo sole di primavera.

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Galan insiste: “E’ Tremonti il problema”

Il ministro della Cultura non cede dopo l’intervista al Giornale: “Tutto il governo contro di lui”. Ma la Lega…

“Non fa retromarcia, deve piacergli l’idea di passare alla ‘storia’ come l’anti-Tremonti. Dopo la fiammeggiante intervista al ‘Giornale’, – scrive Fabio Martini sulla Srampa – Giancarlo Galan non nasconde il cerino, neppure quando gli dicono che ilministro dell’Economia se l’e’ presa.

DICA QUEL CHE CREDE - ‘Lui puo’ dire quel che crede, ma nel governo c’e’ un problema di collegialita’ e Tremonti non puo’ presentarsi sempre col pacchetto gia’ chiuso. Parliamone in Consiglio dei ministri, non credo che saro’ solo…’. Ecco il punto, ecco la novita’ lievitata nel corso degli anni e giunta a maturazione: contro il piu’ potente ministro del governo oramai si sono coalizzate due entita’. Il presidente del Consiglio, affiancato da Gianni Letta e da quasi tutta la “guardia repubblicana” raccolta a Palazzo Chigi. Ma anche buona parte dei ministri del Pdl, diversi dei quali hanno litigato – pubblicamente e riservatamente – con Tremonti. Un fronte formato dal premier piu’ diversi ministri, non e’ poco. Certo, ieri di prima mattina il Presidente del Consiglio non era entusiasta dell’intervista di Galan al “Giornale”: a Berlusconi e’ parsa l’ennesima rappresentazione di un governo diviso, ma soprattutto il premier ha capito che Tremonti avrebbe colto l’occasione – e cosi’ e’ stato – per lamentarsi di un attacco a freddo. La giornata si e’ conclusa con un faccia a faccia tra i due, culminato in una interlocutoria stretta di mano.

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Giappone altre citta' off-limits

(ANSA) - TOKYO - Il governo giapponese ha incluso altre citta' fuori dal raggio di 20 km dalla centrale nucleare di Fukushima (la 'no-entry zone') nell'ordine di evacuazione. Il timore e' che gli abitanti accumulino livelli di radiazioni superiori ai limiti di legge. Lo ha annunciato il capo di gabinetto, Yukio Edano, per il quale i residenti di Katsurao, Namie e Iitate e parte di quelli di Kawamata e Minamisoma, tutte nella prefettura di Fukushima, devono lasciare le abitazioni al piu' tardi a fine maggio.

Siria: forze sicurezza in massima allerta, attesi cortei in tutto il paese

Damasco, 22 apr. - (Adnkronos/Aki) - E' massima allerta tra le forze di sicurezza siriane in vista dei cortei anti-governativi organizzati in tutte le principali citta' del paese che partiranno dopo la preghiera di mezzogiorno. L'opposizione ha gia' annunciato che le manifestazioni odierne saranno le piu' imponenti dall'inizio della protesta contro il presidente Bashar al-Assad. Testimoni oculari, citati dal sito web dell'emittente 'Bbc', parlano di molti agenti di sicurezza schierati in particolare nei punti strategici di Homs, citta' teatro nelle ultime settimane di violenti scontri tra manifestanti e polizia.

Le scorie radioattive, un problema eterno

Le scorie radioattive, un problema eterno
Spesso, quando si parla di centrali nucleari, si sottovaluta il problema delle scorie radioattive. Al massimo vi si accenna debolmente, quasi fosse un argomento secondario. Ma di certo non lo è.
Innanzitutto, da che cosa sono composte le scorie di una centrale nucleare? Sono diversi elementi. Innanzitutto ci sono gli elementi ottenuti dalla fissione nucleare. Sono diversi a seconda del tipo di centrale e del combustibile nucleare utilizzato. Possono essere plutonio, stronzio, cesio, iodio e così via. Alcuni di questi sono in forma gassosa, e vanno recuperati legandoli ad elementi solidi per trasformarli in sali radioattivi; altri sono già in forma solida. Poi ci sono tutti i materiali di cui è composta la centrale nucleare stessa che a poco a poco diventano radioattivi: il cemento, l'acciaio, persino il piombo che si usa per schermare. Infatti le sostanze radioattive emettono vari tipi di energia: raggi alfa (nuclei di elio, con bassa energia), raggi beta (elettroni "eccitati", media energia), raggi gamma (onde di alta energia), raggi X e molto altro. Questi raggi colpiscono le pareti circostanti, trasmettendo energia agli atomi dei materiali circostanti, alterandone la struttura fisica, indebolendoli e rendendoli fragili e radioattivi. Per questo il cosiddetto "decommissioning (cioè lo smantellamento della centrale) è così costoso. Perchè ci sono pezzi enormi che non si possono smaltire facilmente. Per esempio, dove si possono mettere chilometri di tubazioni per l'acqua rese radioattive? C'è un esempio pratico: una centrale nucleare negli Usa, smantellata negli anni '90. Viene propagandata come l'esempio che dove c'era una centrale nucleare si può mettere un parco, perchè è esattamente quello che hanno fatto. Ma c'è il trucco: a meno di due chilometri dal parco è stato creato un avvallamento profondo alcune decine di metri (in modo che non sia visibile da lontano) in cui ci sono enormi silos che contengono tutto il materiale di cui era composta la centrale e che oggi è radioattivo. Senza nessuna possibilità di mettere la zona veramente in sicurezza.
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Il Texas brucia, già due i morti

Il Texas brucia, già due i morti

Evacuate molte abitazioni, paura per il vento forte

TEXAS – Stanno vivendo momenti di tensione gli abitanti del Texas, in queste ore invaso dalle fiamme. Al momento, gli incendi sarebbero 5mila, sparpagliati in 252 delle 254 province dello Stato. Una catastrofe che si sta propagando da est ad ovest e sta distruggendo circa 1, 5 milioni di
acri di territorio. Due i morti accertati: uno è Elias Jaquez, un vigile del fuoco deceduto a seguito delle ustioni di terzo grado riportate nel 60% del corpo.
La catastrofe, che è già stata ribattezzata “Tempesta perfetta di fuoco”, sta mettendo in ginocchio l’intero paese: l’allerta non riguarda solo abitazioni e persone ma anche animali. Il Texas, infatti,
è uno dei maggiori Stati allevatori di bestiame. "E' una situazione di proporzioni storiche", ha detto Victoria Koenig, responsabile delle informazioni del Texas Forest Service. Ieri i venti si sono un po’ calmati, permettendo i soccorsi aerei provenienti dalla California. I focolai, però, restano accesi in gran parte del territorio e si teme una nuova ondata di incendi.

Libia: Usa invieranno Predator armati

(ANSA) - WASHINGTON - Gli Stati Uniti invieranno droni armati sulla Libia. Lo ha annunciato il segretario alla difesa Robert Gates. Secondo il responsabile del Pentagono, si tratterà di un "contributo modesto" nell'ambito degli sforzi della coalizione internazionale. L'invio degli aerei senza pilota 'Predator' è stato autorizzato dal presidente americano Barack Obama, ha aggiunto Gates. L'uso dei droni armati consentirà di effettuare attacchi più precisi contro le forze di Gheddafi.

Iran: Wikileaks, azienda cinese fornisce a Teheran tecnologia per armi chimiche

Gerusalemme, 21 apr. - (Adnkronos) - l'Iran, nei pressi della citta' di Qom, dispone di un impianto segreto che fa parte di un programma per la costruzione di armi chimiche. E' quanto si afferma in un dispaccio segreto, che ha per mittente il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, il cui contenuto fa parte di una serie di documenti in possesso di Wikileaks e ottenuti dal quotidiano israeliano Haaretz. Nel dispaccio, la Clinton da' istruzioni all'ambasciata Usa a Pechino di intraprendere azioni contro un'azienda cinese coinvolta nel trasferimento di materiali e tecnologia all'Iran.