venerdì 29 aprile 2011

SIRIA: STRAGE NEL VENERDI' DELLA COLLERA, OLTRE 30 MORTI

(ASCA-AFP) - Nicosia, 29 apr - Il regime siriano ha utilizzato anche oggi il pugno di ferro per reprimere le manifestazioni del ''venerdi' della collera''. Almeno 32 persone, quasi tutti civili, sono morte nelle citta' di Daraa e Homs secondo quanto riferito all'AFP da alcuni attivisti per i diritti umani contattati telefonicamente.
A Daraa la polizia ha ucciso almeno 16 persone dopo aver aperto il fuoco sulla folla. L'agenzia di Stato SANA ha parlato di quattro morti anche fra i militari, ma secondo alcune testimonianze sarebbero stati uccisi perche' si rifiutavano di sparare sulla gente e cercavano di proteggere i civili.
A Homs i morti sono stati almeno 12, fra i quali tre agenti delle forze dell'ordine.
La protesta contro il presidente Bashar al-Assad e' scattata dopo le preghiere del venerdi' e ha coinvolto decine di migliaia di persone in tutto il paese.

Corruzione, indagato il braccio destro di Tremonti

Marco Milanese, collaboratore del ministro, nel mirino della procura di Milano. Ma lui smentisce

Come ai bei tempi di Tangentopoli: corruzione e finanziamento illecito dei partiti sono le due accuse che deve fronteggiare il deputato del Popolo delle Libertà Marco Milanese, per tanto tempo indicato come braccio destro del ministro Giulio Tremonti. L’inchiesta, condotta dal pm Paolo Ielo come scrive Repubblica, è una costola dell’istruttoria aperta su Milanese dalla procura di Napoli e ha al centro la vendita per 500 mila euro dello yacht di proprietà del parlamentare. Una vendita fittizia che, secondo l’accusa, dissimulerebbe un finanziamento illecito allo stesso Milanese. Nell’indagine sono indagati anche l’imprenditore Tommaso Di Lernia (latitante negli Usa per l’inchiesta Enav) e l’ex presidente di Techno- sky Fabrizio Testa.

CHI È MARCO MILANESE? – Marco Milanese nasce a Milano l’8 settembre 1959, da genitori irpini di Cervinara. Nel corposo curriculum sul sito della Camerasi legge: “Laurea in giurisprudenza, Laurea in scienza della sicurezza economico-finanziaria, Master in diritto tributario internazionale; Avvocato, Professore ordinario di diritto tributario”. Prima di diventare collaboratore di Tremonti, Milanese è stato un capitano della Guardia di Finanza – una storia che assomiglia vagamente a quella di Massimo Maria Berruti, anch’egli finanziere, poi passato alla corte di Silvio Berlusconi. Nella XIV legislatura Milanese entra a far parte dello staff di Tremonti. Nel 2008 viene eletto nella circoscrizione Campania 2, candidato dall’attuale sottosegretario Nicola Cosentino – scriveConchita Sannino sempre su Repubblica – “per fare un favore a Tremonti, ché a Milano, regno del berlusconismo, era interminabile la lista dei pretendenti al seggio parlamentare”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/123254/corruzione-indagato-il-braccio-destro-di-tremonti/

“Il Pd vuole salvare Berlusconi sulla Libia”

L’accusa di Donadi (IdV): un patto per sostenere il governo sulla politica estera

‘Da Roma arrivano notizie preoccupanti. La prima e’ che la maggioranza non esiste piu’. Una maggioranza che si divide in politica estera e una maggioranza che non c’e', un governo che non ha piu’ titoli e diritti di governare. Ancora piu’ di questo, quello che riterremmo grave e inaccettabile, direi vergognoso, sarebbe se la settimana prossima al voto parlamentare la maggioranza si dividesse ma il governo non cadesse perche’ gli arriva la stampella delle opposizioni e del Pd in particolare’. Lo ha affermato il capogruppo di Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi, questa mattina a Reggio Calabria rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di un’iniziativa politica a sostegno dei candidati alle prossime elezioni amministrative.

COSA E’ PIU’ IMPORTANTE – ‘Il Pd -ha attaccato- lo deve dire con chiarezza agli italiani se e’ piu’ importante mandare a casa Berlusconi o bombardare la Libia’. Donadi ha aggiunto, riferendosi alle forze di opposizione in Parlamento, che ‘non si puo’ per mesi, come hanno fatto Pd, Udc e Fli, dire che Berlusconi e’ un caudillo, che e’ un eversore, che sta distruggendo la Costituzione italiana, che e’ fuori dalle regole democratiche e poi, al momento in cui questo governo puo’ cadere, tenerlo con il proprio voto in Parlamento”. “Il presidente della Camera ci ha assicurato che la nostra mozione ci sara’, si tratta solo di intervenire con dei piccoli ritocchi, con delle limature”, dice poi Donadi, interpellato dalla ‘Dire’, a proposito dello ‘stop’ momentaneo alla mozione dei di pietristi sulla Libia. Il documento e’ contro i bombardamenti, e Gianfranco Fini sta ancora valutando se questo non confligga con il voto espresso dal Parlamento sulla risoluzione Onu lo scorso 24 marzo, anche secondo le indicazioni del capo dello Stato Giorgio Napolitano. In attesa della decisione di Fini, per ora, nel calendario di martedi’ 3 maggio figurano solo le mozioni del Pd e del Terzo Polo (Udc, Fli, Api, Mpa) che invece non sono contro i bombardamenti. “Per inserire una mozione in aula- spiega Donadi- c’e’ tempo fino all’avvio del dibattito. Quindi, teoricamente, abbiamo tempo fino a martedi’. Con gli uffici della presidenza della Camera ci sentiremo”.

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Emilio Fede ci riprova: “La procura ha sbagliato numero”

Secondo il direttore del Tg4 le utenze attribuitegli dai magistrati di Milano per il caso Ruby appartengono invece a Lele Mora

Nella telefonata chiave delle ore 16 del 14 febbraio 2010 l’utenza che Karima El Mahroug contatta non è quella di Emilio Fede ma di Lele Mora. A riferirlo nel corso di un incontro con la stampa è lo stesso direttore del Tg4 Emilio Fede, assistito dai legali Nadia Alecci e Gaetano Pecorella, accusato di favoreggiamento e induzione alla prostituzione nel caso Ruby. “Avrei difficoltà a dire se si tratti di una origine dolosa o di una svista”, è quanto afferma il difensore Gaetano Pecorella. La difesa ha presentato una istanza di archiviazione. Insieme alla registrazione e alla trascrizione il legali chiedono che la posizione del direttore del Tg 4 sia archiviata.

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“I fascisti hanno disegnato svastiche e sono tornati a picchiare gli studenti”

Napoli: quattro feriti in una rissa fra Casapound e gli antifascisti, il web ne discute; tentato assalto anche al candidato PdL, distrutto il suo comitato.

Ultimi giorni di campagna elettorale per le elezioni comunali di Napoli ed esplode la violenza: fascisti di Casapound campania aggrediscono studenti universitari della facoltà di lettere chevolantinavano davanti ai muri della facoltà; poche ore più tardi il candidato del PdL Gianni Lettieri subiva un tentativo di assalto sventato dagli agenti Digos che ne assicurano la scorta.

SVASTICHE – Le notizie sull’aggressione fascista agli studenti antifascisti dell’Università Federico II di Napoli rimbalza sulla rete, i social network ne discutono, anche animatamente.

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I Nobel a Silvio: “Abbandona il nucleare”

Nove giganti della pace inviano al presidente del Consiglio una lettera aperta: “Molla l’atomo”.

Sono nove i premi nobel per la Pace che hanno inviato una vera e propria lettera aperta a Silvio Berlusconi e ad altri leader mondiali per invocare la dismissione di qualsiasi programma sull’utilizzo civile dell’energia nucleare. Sono grandi nomi del pensiero internazionale, campioni dei diritti e, appunto, premi nobel per la Pace: che chiedere di più?

NOBEL PER LA PACE – Fra i firmatari, Desmond Tutu, Shirin Ebadi e Wangari Maathai. Il testo della lettera viene rilanciato da Greenpeace, che lo diffonde in tutto il mondo.

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Grillo attacca Santoro: chiudi Annozero

La replica del giornalista: «Pensi la stessa cosa che pensa Berlusconi».

MILANO - Un siparietto Grillo-Santoro ha aperto la puntata di Annozero del 28 aprile. Da una parte il comico genovese, che ha chiesto al giornalista di chiudere il programma, accusandolo di tenere in vita «gente ormai morta». Dall'altra parte il conduttore, che dopo aver mandato in onda l'rvm con il monologo di Grillo, ha voluto replicare: «Chiudere Annozero? Lo pensa anche Berlusconi».

L'INVETTIVA DEL COMICO - Ospite, ma non in studio, del programma di Raidue, il comico genovese si è lasciato andare a invettive e insulti. Innanzitutto contro chi vuole il nucleare, che lui considera una fonte di energia ormai morta: «Guardate Fukushima e Chernobyl, amen. Chiunque cerchi una sorta di spiegazione scientifica, desista» l'invito del comico. Che poi se l'è presa direttamente con il giornalista. «Ho letto un libro - ha spiegato nel suo intervento registrato e mandato in onda a inizio puntata - che mi ha fatto aprire gli occhi. Si intitola I volenterosi carnefici di Hitler». Da qui l'attacco a Santoro: «Quelli che hai tu in studio, i politici, sono i volenterosi carnefici della democrazia, per questa gente qui è finita, tu Santoro tieni in vita queste persone, non sei un media ma un medium, fai parlare la gente alle tue spalle invece di far parlare i politici in studio».

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http://www.corriere.it/politica/11_aprile_29/grillo-attacca-santoro_d5c9bd14-7230-11e0-8477-9f85e9060fe2.shtml

Ciancimino, si prepara interrogatorio

(ANSA) - PALERMO - Si prepara la prossima settimana un nuovo interrogatorio di Massimo Ciancimino indagato per aver calunniato Gianni De Gennaro e per detenzione di esplosivi. La Procura chiedera' al Dap il trasferimento dell'indagato da Parma a Palermo dove dovra' comparire il 10 maggio,davanti ai giudici che processano il generale Mario Mori per favoreggiamento di Cosa nostra.La Procura ha anche messo a punto le prossime iniziative nell'ambito dell'inchiesta sull'esplosivo trovato nel giardino dell'indagato.

Libia, Nato: "Bene gli interventi italiani".

Tunisi, 29 apr. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Scontri tra le forze lealiste al leader libico Muammar Gheddafi e le truppe di frontiera tunisine, dopo che gli uomini del Colonnello hanno oltrepassato il confine con la Tunisia.Gli uomini dell'armata verde hanno sparato contro la città di Dehiba, danneggiando gli edifici e ferendo almeno una persona. La Tunisia aveva oggi denunciato la violazione del proprio territorio nazionale da parte dell'esercito di Tripoli.

E proprio in territorio tunisino è entrata un'unità delle brigate di Gheddafi che, abbandonata la Libia, si è consegnata all'esercito del paese confinante. Secondo quanto rieferiscono fonti locali ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL, sono 162 i soldati libici che hanno deciso di disertare varcando il valico di confine di Dehiba a bordo di 30 veicoli, dopo gli scontri a fuoco di ieri con i ribelli. L'esercito tunisino, che sorveglia il confine con la Libia, ha preso in consegna le loro armi e ha vietato alla carovana di veicoli di entrare nella città.

La Nato invece ringrazia l'Italia. "Gli interventi degli aerei italiani hanno portato grande beneficio alle operazioni Nato in Libia", dichiara il generale di brigata Rob Weigheill, sottocapo di Stato maggiore per l'operazione Unified Protector. "Siamo grati al'Italia - aggiunge - per il contributo fornito alla Nato fin dall'istituzione della zona di interdizione aerea, e poi con l'embargo navale nei confronti della Libia".

Descrivendo la situazione in Libia, Weigheill dice che le forze dell'Allenza hanno respinto i lealisti, "tuttavia essi continuano a bombardare i cittadini di Misurata avvalendosi di artiglieria, di mortai e di missili di più lunga gittata".
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Siria, spari sulla folla a Daraa: 15 morti

Damasco, 29 apr. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Siria nel caos in un nuovo venerdì di proteste contro il presidente Bashar al-Assad e la sua amministrazione. Almeno 15 persone sono state uccise dalle forze di sicurezza siriane che hanno aperto il fuoco contro le migliaia di abitanti della zona di Hawran, che dopo le preghiere del venerdì si sono messi in marcia verso Daraa, nel sud della Siria. Lo riferisce la tv al-Arabiya, che cita fonti mediche di un ospedale della zona di Daraa.

Secondo testimoni oculari citati dall'emittente, gli agenti delle forze di sicurezza siriane stanno sparando contro migliaia di persone riunite alle porte di Daraa.

Il bilancio odierno della repressione a Daraa sarebbe molto più alto secondo altre fonti. Stando a notizie non confermate che circolano sulle pagine di Facebook dedicate alla mobilitazione contro il presidente Assad, circa 30 persone sarebbero state uccise e centinaia sarebbero rimaste ferite.

Intanto, proprio a Daraa quattro soldati siriani sono morti e altri due sono stati catturati da un gruppo di miliziani armati. Ad annunciarlo è stata la tv di stato di Damasco.

Tante le manifestazioni oggi in diversi centri del Paese. Migliaia di persone sono scese in strada a Homs, città a nord di Damasco. Su Twitter circolano messaggi in cui si parla di diecimila persone scese in strada per l'ennesimo venerdì di proteste antigovernative. ''La gente vuole la caduta del regime'', è stato uno degli slogan intonati dai manifestanti. ''Via via'', hanno anche gridato i dimostranti rivolgendosi al presidente Assad.
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Gb: e ora si punta sul primo erede di Will e Kate

Roma, 29 apr. (Adnkronos) - Sposi solo da poche ore, ma per i bookmaker e' gia' caccia al nome del primo erede di William e Kate. Gia' archiviato il matrimonio, gli allibratori britannici passano subito alla questione del rampollo: in particolare, spiega Agicos, si punta sull'anno di nascita e sul nome del primo figlio della coppia.

Lamberto Sposini colpito da emorragia cerebrale, in corso un intervento

(Foto di Stefano Bolognini)
Roma, 29 apr. - (Adnkronos) - Lamberto Sposini è in coma dopo essere stato colpito da un'emorragia cerebrale. Trasportato d'urgenza al Policlinico Gemelli di Roma Sposini, a quanto apprende l'Adnkronos Salute, è attualmente sotto i ferri per un intervento di nerochirurgia per ridurre l'emorragia che lo ha colpito.

Il giornalista e conduttore di 'La vita in diretta' è stato colpito dal malore poco prima delle 14, ovvero subito prima dell'inizio della trasmissione. Portato in un primo momento all'ospedale Santo Spirito già privo di sensi, è stato poi trasferito con urgenza al Gemelli per l'aggravarsi delle condizioni

Secondo quanto riportato da chi era presente quando è stato colto dal malore, avrebbe perso sangue dalla bocca. Immediatamente soccorso dai colleghi presenti, il giornalista sarebbe stato prelevato dall'ambulanza circa 40 minuti dopo essersi sentito male.

La trasmissione del programma è stata sospesa ed è stata mandata in onda una puntata d'archivio di 'Dadada'.

Al capezzale di Sposini si è recato tra i primi Enrico Mentana. Visibilmente teso il direttore del Tg La7, che con Sposini ha condiviso l'avventura del Tg5, non ha rilasciato dichiarazioni all'uscita dall'ospedale. Il direttore del Tg5 Clemente Mimun e il vice Andrea Pucci, dopo aver atteso l'esito della visita del conduttore al pronto soccorso del Santo Spirito, hanno accompagnato al 'Gemelli' i congiunti di Sposini: la figlia Francesca e Sabina Donadio, dalla quale il giornalista ha avuto una bambina. Al 'Gemelli' sono stati subito raggiunti da Luciano Onder, curatore delle rubriche mediche del Tg2. Sul posto si sono recati anche i colleghi Massimo Giletti, Bruno Vespa, Lucia Annunziata , MaraVenier, il direttore di Sky Tg24, Emilio Carelli, e il presidente della Rai, Paolo Garimberti.
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giovedì 28 aprile 2011

NUOVO CARTELLO

Italia: morte misteriosa del giornalista scrittore Fausto Biefeni Olevano

Italia: morte misteriosa del giornalista scrittore Fausto Biefeni Olevano

ROMA- E’ deceduto a Roma, all’età di 49 anni, per cause ancora da accertare, il giornalista scrittore Fausto Biefeni Olevano. Autore del libro “La verità nascosta”, edito da Arkadia Editore.

Il libro inchiesta narra la misteriosa scomparsa dell’imam Moussa Sadr e dei suoi accompagnatori nel 1978. Un’opera appassionante che rivela i rapporti complessi e non sempre chiari tra il governo italiano e quello libico.

Le indagini sulle morte dell’Imam rivelano un intreccio di interessi politici ed economici, intrighi e cospirazioni che hanno quale protagonista assoluto il colonnello Gheddafi.

Un’inedito spaccato, ricco di dettagli ed indiscrezioni, sull’arroganza del potere, sulla sete di ricchezza ed il disprezzo delle libertà civili a tutela dei privilegi di casta e dei vantaggi economici.

Durante la presentazione del libro avvenuta a Cagliari lo scorso 24 marzo, presso al sede della Provincia di Cagliari, alla presenza del Presidente Graziano Milia, Biefeni aveva detto “Se qualche magistrato leggerà attentamente questo libro immagino sia difficile che non ravvisi quantomeno alcune ipotesi di reato, comportamenti non propriamente degni che hanno calpestato i diritti umani di tre persone e delle rispettive famiglie, che attendono da oltre trent’anni di conoscere la verità!

”In questi giorni si svolgerà l’autopsia sul corpo del giornalista per accertare le cause dell’improvviso decesso.

Scoperto “l’accordo Libia” fra Stati Uniti e Arabia Saudita

Scoperto “l’accordo Libia” fra Stati Uniti e Arabia Saudita

Fonte: Eurasia./// Voi invadete il Bahrain. Noi cacciamo Muammar Gheddafi dalla Libia. Questa, in breve, è l’essenza di un accordo raggiunto fra l’amministrazione Obama e la dinastia saudita. Due fonti diplomatiche, presso le Nazioni Unite, confermano indipendentemente che Washington, tramite il Segretario di Stato, Hillary Clinton, abbia dato il via all’Arabia Saudita di invadere il Bahrain e schiacciare i movimenti pro democrazia dei loro vicini, in cambio di un voto affermativo, da parte della Lega Araba, per la realizzazione della no-fly zone sulla Libia – il fondamento principale che ha condotto alla risoluzione del 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La rivelazione proviene da due differenti funzionari diplomatici, uno europeo ed uno membro del BRIC, ed è stata fatta separatamente ad uno studioso statunitense, e alla redazione dell’Asia Times Online. Secondo il protocollo diplomatico i loro nomi non possono essere comunicati. Uno dei diplomatici ha riferito “Questa è la ragione per la quale non possiamo sostenere la risoluzione 1973. Abbiamo discusso del fatto che Libia, Bahrain e Yemen erano dei casi simili, ed abbiamo richiesto una missione esplorativa. Manteniamo la nostra posizione ufficiale, ovvero che la risoluzione non è chiara, e che possa essere interpretata in modo belligerante”.

Come l’Asia Times Online ha riportato, una piena adesione alla no-fly zone, da parte della Lega Araba, è pura fantascienza. Dei 22 membri a pieno titolo, solo 11 erano presenti alla votazione. Sei di loro erano membri del Consiglio di Cooperazione per gli Stati Arabi del Golfo (CCASG, sigla in inglese), il club dei regni e degli emirati appoggiati dagli Stati Uniti, di cui l’Arabia Saudita è il capo banda. Siria e Algeria hanno votato contro. Lasciando così all’Arabia Saudita il compito di “sedurre” i restanti tre membri in grado emanare un voto.

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http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/91606-scoperto-%E2%80%9Cl%E2%80%99accordo-libia%E2%80%9D-fra-stati-uniti-e-arabia-saudita

Wikileaks: Repubblica, Vaticano approvò lager di Guantanamo

Wikileaks: Repubblica, Vaticano approvò lager di Guantanamo

ROMA - Un cable di WikiLeaks pubblicato da Repubblica ed Espresso getta luce sull’atteggiamento delle gerarchie cattoliche nei confronti dei metodi ‘spicci’ degli americani.

Lo scrivono Repubblica e l’Espresso, citando ancora una volta un cable di Wikileaks che illustra le reazioni del Vaticano nei confronti del lager di Guantanamo. E soprattutto, cosa pensa il Papa della prigione per detenuti che molti hanno definito un lager. Il rapporto dice che la Casa Bianca è preoccupata di avere un largo consenso su Guantanamo, il Vaticano fa resistenze, ma per fortuna c’è un monsignore, entusiasta del pugno di ferro di Bush, pronto a dare informazioni importanti e il suo beneplacito.

Nel gennaio di quell’anno l’ambasciatore statunitense in Vaticano è Jim Nicholson, le cui attività per guadagnare Giovanni Paolo II alla causa della guerra contro Al Qaeda sono oggetto anche di altri cablo svelati da WikiLeaks. Nicholson riferisce che nell’ambito delle sue attività alla Santa Sede il dibattito sulla guerra al terrorismo è «diventato uno degli argomenti salienti» e il suo punto di riferimento è monsignor Luis Mariano Montemayor, in quel momento responsabile vaticano per Afghanistan e Pakistan. Il prelato è sollecito nel fornire particolari su come si svolge la discussione sul trattamento dei detenuti, che «potrebbe diventare questione preminente», si legge nel cablo, all’interno del Vaticano, dove «un dibattito teso si è concluso con un solido sostegno, a parte alcune riserve, alla campagna condotta dagli Usa».

A convincere i contrari, sempre secondo Montemayor, sarebbe stato il buon esito umanitario dell’intervento in Afghanistan, ma «il modo in cui ora gli Usa decideranno di trattare i detenuti» potrebbe diventare un ostacolo da superare:

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http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/91605-wikileaks-repubblica-vaticano-approv%C3%B2-lager-di-guantanamo

Italia: missione in Libia costata finora 700 milioni di euro, le spese nel caso di bombardamenti

Italia: missione in Libia costata finora 700 milioni di euro, le spese nel caso di bombardamenti
TEHERAN - Riportiamo la relazione del sito italiano business people sulla spesa che l'Italia ha affrontato e dovra' affrontare per via della crisi libica.Diversi i costi fissi come le portaerei da 130 mila euro al giorno e i caccia Eurofighter da 61 mila euro l’ora, ma il peso maggiore arriva dai costi variabili. Un esempio? Il missile Storm Shadow da 300mila euro…

Per la Lega, tanto contraria ai bombardamenti dell’Italia in Libia, i costi di tre mesi della missione militare in Nord Africa e dei rimpatri sono costati 700 milioni di euro. Che sia questa la cifra oppure no, sicuramente l’impegno rafforzato dell’Italia in Libia comporterà dei costi che, al momento non sono quantificabili. I bombardamenti (o interventi mirati su singoli obiettivi) hanno dei costi variabili che dipendono dal numero delle missioni, dalle armi e dai mezzi impiegati dalle Forze Armate. L’agenzia Ansa riporta, però, delle tabelle di conversione, non ufficiali, che servono per quantificare i costi fissi di navi e aerei per la missione Nato, che vanno dal carburante al personale, dalla manutenzione alle infrastrutture. Ad esempio la Marina militare italiana ha impegnato quattro navi e quattro aeroplani imbarcati sulla portaerei Garibaldi. Il costo della portaeromobili è di a circa 130 mila euro al giorno, mentre gli 8 caccia Av-8B Plus imbarcati costano 9 mila euro per ogni ora di missione (ognuna ne può durare anche 5). A disposizione della Nato anche la un fregata classe Maestrale (la nave Libeccio) che costa giornalmente 60 mila euro; la rifornitrice Etna - 40 mila euro al giorno - e un pattugliatore classe Comandanti, il Comandante Bettica, che costa 15 mila euro al giorno.

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Calciopoli, l'ora della verità Tre fronti ancora aperti

Calciopoli, l'ora della verità Tre fronti ancora aperti
Calciopoli: martedì prossimo a Napoli inizia la requisitoria del pm Narducci al processo per associazione a delinquere e frode sportiva. Non si sa ancora quante sedute ci vorranno e quando ci saranno le richieste di condanna. Forse a fine maggio. Il 20 maggio intanto è prevista una tappa importante: se il presidente della giuria, Maria Tesera Casoria, dovesse essere ricusata, come chiesto dai pm, ci sarebbe un forte stop al processo, e dovrebbe essere ricostituita la giuria. Non si comincerebbe da capo, d'accordo, ma i tempi si allungherebbero oltre l'estate. Sicuramente, i pm (Narducci e Capuano che ha preso il posto di Beatrice, trasferito a Roma) hanno sempre tenuto una certa linea durante tutte le udienze: ed è probabile, quindi, che possano puntare, nelle loro richieste di condanna, sulle schede Sim, sui sorteggi, sui pranzi, sulle griglie arbitrali, sui reati associativi (anche se il vincolo esclusivo, come si è visto ultimamente, tanto esclusivo non era...). Ma quanti anni chiederà Narducci per i principali imputati? Considerato come è finito il processo di primo grado ad Antonio Giraudo (che aveva chiesto il rito abbreviato ed era stato condannato a 3 anni), è possibile, secondo alcuni avvocati, che Narducci chieda condanne intorno a 6-8 anni. Di sicuro però sono venuti a galla, a processo in corso, molti fatti nuovi in questi ultimi tempi: numerosissime intercettazioni- che, stranamente, non erano state prese in considerazione dagli investigatori-hanno fatto riaprire addirittura l'inchiesta sportiva, anche se bisogna vedere quale rilevanza avranno a livello penale. Di sicuro però di alcune circostanze, sembra impossibile che non se ne tenga conto.
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Ue: "Clandestini non punibili con carcere" Maroni: "Rischio espulsioni impossibili"

La Corte di Giustizia del Lussemburgo boccia la legge italiana che introduce il reato di clandestinità punibile con la reclusione perché in contrasto con la direttiva comunitaria sui rimpatri. L'organismo invita il giudice nazionale a disapplicare la legge. Il ministro: "Altri Paesi non sono stati censurati"

BRUXELLES - La Corte di Giustizia della Ue boccia la norma italiana che prevede il reato di clandestinità, introdotto nell'ordinamento italiano nel 2009 nell'ambito del "pacchetto sicurezza". Punendo la clandestinità con la reclusione, la norma è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri degli irregolari, spiegano i giudici europei, la cui più importante prerogativa è garantire che la legislazione Ue sia interpretata e applicata in modo uniforme in tutti i paesi dell'Unione.
Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati, non è sorpresa. "La sentenza è coerente e in armonia con quanto già espresso dai giudici italiani - afferma all'Ansa -. La Corte costituzionale e la Cassazione avevano già rilevato come punire con la detenzione il mancato allontanamento del migrante fosse una misura sproporzionata e inutile". Ora l'Unhcr "auspica che la direttiva Ue sui rimpatri venga quanto prima recepita, poiché stabilisce in modo chiaro le modalità di allontanamento dei migranti irregolari e ribadisce anche l'inderogabilità del principio del non respingimento per richiedenti asilo e rifugiati". Anche Oliviero Forti, responsabile nazionale immigrazione della Caritas, si aspetta "che venga recepita la direttiva dell'Unione europea sui rimpatri e sia rispettata la sentenza europea". Ma il ministro dell'Interno Roberto Maroni, dicendosi "insoddisfatto" del verdetto, riapre la polemica con le istituzioni comunitarie.
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