Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
martedì 17 maggio 2011
Corsa ai ballottaggi, ecco chi deciderà Dal Terzo Polo agli astenuti. E i 5 Stelle...
Fukushima, guai senza fine tempi lunghi per la bonifica
Il governo conferma l'impegno a chiudere i reattori in panne entro il 2012, ma gli osservatori sono scettici. Nuovi problemi per la gestione dell'acqua radioattiva: la Tepco ammette il rischio di contaminazione in mare
SALUTE: FUMO, SCOVATO GENE RESPONSABILE GRAVITA' ASTINENZA DA NICOTINA
ALIMENTARE: MARTINI VIETA COMMERCIO ANGUILLE ALLA DIOSSINA LAGO GARDA
ALIMENTARE: MARTINI VIETA COMMERCIO ANGUILLE ALLA DIOSSINA LAGO GARDA
IRLANDA: MANIFESTAZIONE CONTRO LA REGINA, BRUCIATA LA UNION FLAG
ELEZIONI: GRILLO, A BALLOTTAGGI NON CI AGGREGHIAMO CON NESSUNO
ELEZIONI: TERMINATO VERTICE LEGA, NESSUNA DICHIARAZIONE
Clemente, corda o pistola?
De Magistris l’ha schiacciato. E ora per Mastella ci vuole la soluzione d’onore
Clemente Mastella, si sa, è un uomo di parola. “Se vince De Magistris mi suicido”, aveva detto qualche giorno fa durante la campagna elettorale, nella quale era stato anche talmente sveglio da insultare Nunzia De Girolamo con le solite battute sulle donne orizzontali di marca Santanchè, che, notoriamente, portano un sacco di fortuna dal punto di vista elettorale.
Ebbene, adesso per Clemente è il momento di tirare le somme. E’ vero che De Magistris non ha ancora vinto, anzi: affronta la tornata elettorale più difficile tra due settimane, con un centrodestra che a Napoli rischia di compattarsi sotto il nome di Lettieri (e i voti dell’Udeur potrebbero andare proprio lì).
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http://www.giornalettismo.com/archives/125640/clemente-corda-o-pistola/
Arrestato per mafia il deputato vicino a Sgarbi
Giuseppe Giammarinaro, accusato di condizionare la giunta di Salemi
L’ex deputato regionale siciliano Giuseppe Giammarinaro, a cui oggi Polizia e Guardia di Finanza hanno sequestratro beni per circa 35 mln di euro, avrebbe tentato di “cooptare fidati soggetti tra imprenditori, medici, operatori sanitari e dirigenti dell’allora Asl di Trapani, cosi’ da costituire un sodalizio informato, in particolare ma non soltanto, allo scopo di ottenere il controllo di una serie di strutture di assistenza convenzionate con la stessa Asl di Trapani, collegate tra loro da una rete di insospettabili prestanome”. E’ quantro scrivono gli inquirenti nel provvedimento del sequestro.
INFILTRAZIONE MAFIOSA - L’obiettivo di Giammarinaro, secondo Polizia e Guardia di Finanza sarebbe stato quello di “infiltrarsi nella struttura amministrativa della sanita’ locale e nella pubblica amministrazione regionale, per ottenere il sistematico controllo di ingenti rimborsi, ma anche di determinare le nomine di manager e dirigenti sanitari nei vari plessi ospedalieri, cosi’ da garantire un tornaconto elettorale e, soprattutto, assicurare il favore amministrativo per autorizzazioni sanitarie, cospicui contributi conseguenti alla stipula delle convenzioni con la Asl e, quindi, in ultima analisi imporre i desiderata del gruppo politico legato all’ex onorevole regionale presso la macchina amministrativa e politica della Regione Sicilia”. Sono stati individuati vari prestanome i quali, formalmente figuranti quali soci e amministratori di societa’ operanti nel campo delle attivita’ assistenziali e parasanitarie della provincia di Trapani, “di fatto e scientemente ne hanno consentito l’occulta gestione di Giammarinaro”, scrivono gli investigatori, “all’epoca sottoposto al regime della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno”.
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“Bastardo, vergogna, pedofilo”: i carcerati insultano Don Seppia
La legge dei penitenziari, come è noto, non perdona.
Benvenuto di fuoco per don Riccardo Seppia, il prete di Sestri Levante arrestato con accuse di violenze sessuali su minorie e di maneggio di droga. Come è noto, c’è una gerarchia anche fra i carcerati: e i responsabili di di reati connessi alla violenza sessuale su minore hanno poche, se non pochissime speranze di una quieta sopravvivenza nelle patrie galere. In effetti, nel penitenziario di Marassi dove il sacerdote è stato rinchiuso, l’accoglienza non è stata delle migliori.
LEGGE DEL CARCERE – O forse sì, nel senso che i carcerati hanno allestito un comitato di benvenuto in piena regola, che ha preso ad insultare il sacerdote nelle maniere più diverse.
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Milano choc per il Cavaliere e il senatur. Di chi la colpa?
Il Carroccio vuole rivedere l’asse con il Pdl.
Amministrative: Pisapia, Fassino, Merola, De Magistris e il Pdl è KO
MILANO - Una tornata elettorale che non mancherà di lasciare strascichi nella politica nazionale: così si possono riassumere i risultati delle elezioni del 15 e 16 maggio. I risultati principali riguardano innanzitutto Milano, dove Giuliano Pisapia, candidato del centrosinistra, è andato al ballottaggio contro Letizia Moratti, candidata della destra, con un vantaggio del 48,1% contro il 41,5%. A Torino, vittoria schiacciante di Piero Fassino, esponente del Pd e a capo di una coalizione di centrosinistra, col 56,7% contro Michele Coppola, esponente del Pdl, che si ferma al 27,3%. Risultato identico a Bologna, dove Virginio Merola, esponente del Pd e a capo di una coalizione di centrosinistra, ha vinto col 50,5% contro Manes Bernardini, leghista ed esponente della destra. Qui c'è da segnalare l'ottimo risultato ottenuto dal MoVimento 5 Stelle, che con Massimo Bugani ha raggiunto il 9,5%. Risultato a sorpresa a Napoli: Gianni Lettieri, leader di una coalizione di centrodestra arriva al 38,5%, ed andrà al ballottaggio contro un sorprendente Luigi De Magistris, sostenuto dall'Idv, dalla Federazione della Sinistra e a capo di una lista civica, capace di arrivare al 27,5%. L'esponente del Pd era Mario Morcone, che si è fermato al 19,2%. Una vera debacle non solo per i bassoliniani, ma anche per il partito di Berlusconi. Infatti, nonostante la vittoria, c'è un dato che fa (politicamente) paura: De Magistris ha preso quasi la metà dei suoi voti da coloro che hanno votato poi consiglieri aderenti ad altre liste, sia del Pd che del Pdl che dei partiti di centro.
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Milano, lo choc del Cavaliere Telefonata «gelida» con il leader leghista
Lo sfogo: non posso credere che vinca la sinistra estrema E nello staff si parla di «disastro, bagno di sangue».
ROMA — La parola «errori» ad Arcore si pronuncia. Ma per un padrone di casa molto demoralizzato sono ancora quelli degli altri: è colpa del partito che lo costringe sempre a fare tutto da solo, è colpa della Moratti che non sa comunicare e non sta simpatica ai milanesi, è colpa della Lega che non si è impegnata e che ha preso meno voti di quelli attesi.
L’aria che tira, in un pomeriggio che difficilmente Berlusconi dimenticherà, è questa. Il Cavaliere è chiuso a casa, il suo portavoce Bonaiuti non commenta: si sa che il premier ha seguito lo spoglio in tv, che non ha fatto molte telefonate, se non una piuttosto fredda con Umberto Bossi e una con Denis Verdini, chiedendo di enfatizzare i dati nazionali, la raccolta complessiva di consensi e di vittorie, bypassando le notizie e le cifre su Milano. Sono frammenti di un’atmosfera plumbea, resa più pesante dal dato delle preferenze espresse dai milanesi per il Berlusconi capolista: alla fine rischiano di essere la metà delle precedenti Comunali. Nelle prime ore dello spoglio il dato era ancora peggiore; nello staff del premier, con l’accordo dell’anonimato, si esternava la paura di un «bagno di sangue, un disastro ».
Di certo il Cavaliere cercava un test su se stesso e i primi a dire che ha sbagliato i tempi e il campo di gioco sono i suoi uomini. A questo punto contano poco le recriminazioni, appare poco consolatorio il Bondi che assicura un quadro peggiore se il Cavaliere non fosse sceso in campo. «E’ una tragedia di proporzioni bibliche» enfatizzano in via dell’Umiltà, sede del Pdl a Roma; e dunque c’è poco di cui consolarsi. Persino Lassini ha preso una manciata di voti; per qualcuno è la prova che il Cavaliere, per la prima volta, non ha aiutato il suo candidato. Forse il contrario. Berlusconi a cena riceve la figlia Barbara, l’allenatore del Milan Allegri, l’amministratore delegato Galliani. Cena programmata pensando ad altri risultati. Ma non c’è nulla su cui brindare. Si è di fronte al rischio concreto di perdere Milano, di assistere a un cortocircuito imprevedibile con la Lega, alla certezza che la campagna elettorale non ha fatto centro.
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Grillo: abbiamo messo in crisi politica
Strauss-Kahn: economista FMI Nagy denuncio' abuso di potere da parte del capo
Pisapia: ''Non mi apparenterò con altre liste''. Vendola: ''È cambiato il vento nel Paese''
Appello di De Magistris a Pd e Terzo Polo: chi ha a cuore Napoli mi appoggi al II turno
Caso Claps: Processo Restivo in Gb, vacilla l'alibi
Ai ballottaggi schierarsi o no? Dopo l'exploit la scheda bianca tenta i grillini
Milano: Cicchitto, risultato drogato per intervento massiccio toghe
Pdl: ''Siamo in sostanziale parità''. Milano? ''Premier non è contento''
lunedì 16 maggio 2011
Dominique Strauss Kahn, l’ultima vittima del Grande Complotto Globale
Appena Dominique Strauss-Kahn è stato arrestato negli Stati Uniti per tentata violenza carnale, la sorpresa e l’incredulità sono state spontanee in milioni di persone. Uomo tra i più potenti al mondo, alla testa del Fondo Monetario Internazionale e strafavorito per conquistare l’Eliseo l’anno prossimo, DSK sarà ora travolto per sempre da questo scandalo di natura sessuale, e penale. Il suo arresto per stupro ha immediatamente scatenato una nuova ondata di complottismo. Tanto gli internauti che più di un politico francese hanno subito gridato al trappolone teso dai poteri forti del mondo che hanno incastrato DSK. Dopo Osama Bin Laden il nuovo complotto globale ha dunque fregato il direttore del FMI, anche se le prove e i motivi appaiono alquanto incerti. Prima delle rivelazioni sul caso di Giulietto Chiesa, che ha notoriamente un buon rapporto coi servizi segreti mondiali, meglio fare il punto della vicenda.
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