lunedì 18 luglio 2011

Melania aveva le unghie intatte non ha cercato di difendersi


Novità dell'autopsia: il dna sulla sua mano non è di una donna

Melania Rea
di Nino Cirillo
ROMA - Mentre il giudice Calvaresi lavora sulle carte - la sua è stata una domenica per modo dire - la relazione medico legale sul corpo di Melania Rea continua a riservare frammenti di terribile verità. In attesa che Calvaresi decida sulla richiesta di arresto del marito Salvatore Parolisi, cioè - e questo potrebbe avvenire, verosimilmente, a metà settimana - dalle 88 pagine del professor Adriano Tagliabracci continuano a venire fuori altri elementi utili alle indagini e tutti, ancora una volta, sono contro il caporal maggiore. Melania Rea, quel pomeriggio di aprile, non ha avuto neppure il tempo di difendersi. Ha cercato di scappare, questo sì, questo lo ipotizza anche l’autopsia, ma non di difendersi fisicamente dal suo assassino. Una certezza che il professor Tagliabracci ricava dalle condizioni in cui è stato trovato il corpo: «Le mani sono curate, con unghie integre e di discreta lunghezza...».

Non c’è mai stata, insomma, quella colluttazione che si era immaginata all’indomani della scoperta del cadavere
, altrimenti delle unghie di discreta lunghezza non sarebbero rimaste integre come le descrive la relazione medico legale. E se colluttazione non c’è stata vuol dire che fino all’ultimo - come la stessa tranquilla e fiduciosa pipì nel bosco ha sempre fatto pensare - Melania ha ritenuto di trovarsi al sicuro, in una situazione a lei familiare, con persone a lei conosciute. Sono queste le considerazioni che rimandano a Parolisi, che rendono ancora più vacillante la sua posizione. La relazione chiarisce, a una lettura un poco più approfondita, anche la storia del famoso dna femminile trovato sul dito anulare della mano sinistra di Melania, il dito dell’anello di fidanzamento recuperato quel giorno stesso proprio accanto al cadavere. Innanzitutto si tratta di un profilo genetico misto, di diversi dna quindi, uno sicuramente femminile ma impastato con altre tracce, forse addirittura con il dna di Melania. Usava la destra, la moglie di Parolisi, il che offre almeno altri due spunti. Primo: se anche per assurdo quella traccia di dna femminile volesse essere interpretata come l’abbozzo di uno scontro fisico con un’altra donna, resta difficile immaginare che Melania l’abbia affrontata con la mano sbagliata e perfino con un dito solo. Secondo: risulta molto più credibile, a questo punto, l’idea della banale stretta di mano, con un’altra donna, magari la mattina del giorno del delitto. Melania che la incontra, che le offre la sua mano destra e poi sempre con quella va a giocherellare con l’anello sull’altra mano, creando così quel profilo genetico misto rilevato dall’autopsia. Un anello che per giunta, essendo da un po’ di tempo dimagrita, le stava proprio largo. Lo hanno raccontato spesso anche i suoi genitori.
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Caso Ruby, il processo resta a Milano Giudici: "No al Tribunale dei Ministri"


Respinte tutte le 16 riserve sulle eccezioni presentate da Ghedini e Longo, compresa quella sull'incompetenza a favore del Tribunale di Monza. "A decidere è il reato più grave". In questo caso quello di concussione avvenuto nel capoluogo lombardo. Rinviata al 3 ottobre l'udienza sul caso

ROMA - I giudici della IV Sezione Penale di Milano hanno deciso. Il processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi, accusato di concussione, resta nel capoluogo lombardo. Hanno bocciato tutte le 16 eccezioni dei difensori del premier, compresa quella che voleva trasferirlo al Tribunale dei Ministri. Nella lunga ordinanza, letta per circa un'ora, il collegio ha sottolineato "la propria competenza funzionale" nel giudizio e ha rigettato la tesi difensiva "che avrebbe voluto sovrapporre la qualità e la funzione". Nel respingere le eccezioni presentate, la IV Sezione ha anche più volte sottolineato che non è stato "violato o compresso" il diritto di difesa del presidente del Consiglio. Sono state poi ricordate le modalità dei fatti contestati riguardo al reato di concussione aggravato dal fatto di avere agito "per coprire la prostituzione della minore e salvaguardare la propria immagine". Il premier oggi non era a Milano. E' stato ricevuto al Quirinale 1 dal capo dello Stato per discutere della manovra economica appena approvata.

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http://www.repubblica.it/politica/2011/07/18/news/processi_berlusconi_18_luglio-19264452/

M.O.: ISRAELE COSTRUISCE 336 NUOVE ABITAZIONI COLONI IN CISGIORDANIA

(ASCA-AFP) - Gerusalemme, 18 lug - Prosegue la controversa politica di insediamenti da parte di Israele in Cisgiordania.
Un portavoce del Ministero delle Costruzioni israeliano, ha annunciato il prossimo ''stanziamento per la realizzazione di 336 abitazioni per ebrei in Giudea e Samaria'', utilizzando il termine biblico per definire la Cisgiordania.

Berlusconi e Napolitano: si parla della situazione economica

Berlusconi e Napolitano: si parla della situazione economica
ROMA - Un colloquio al Quirinale: si apre così la settimana di Silvio Berlusconi, che in tarda mattinata incontrerà il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per discutere della situazione economica del Paese, in seguito all'approvazione della manovra ed in vista del vertice europeo straordinario, messo in calendario per giovedì a Bruxelles. La manovra economica, approvata in tempi rapidissimi dal Parlamento, è stata pubblicata sabato sulla Gazzetta Ufficiale. Aumenta il bollo per le comunicazioni sui depositi titolo sopra i 50  mila euro e l'aggravio per la tassa sulle supercar. In vigore anche il ticket per i codici bianchi al pronto soccorso e da 10 euro per visite specialistiche e analisi, ma al momento lo applicheranno soltanto alcune regioni. "Tutti i mesi il povero Tremonti deve vendere dei titoli di Stato, se non lo facesse non si pagherebbero più pensioni e ospedali: sarebbe un disastro. Arrivati a questo punto meglio far la secessione, che andrebbe bene al sud e al nord, con patti chiari e amicizia lunga.
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http://www.julienews.it/notizia/politica/berlusconi-e-napolitano-si-parla-della-situazione-economica/82922_politica_0.html

Ruby: giudici, competenza e' nostra

(ANSA) - MILANO - I giudici di Milano davanti ai quali si celebra il processo a carico del premier per il caso Ruby, hanno respinto l'eccezione della difesa per chiedere il trasferimento del procedimento per competenza al Tribunale dei ministri. I giudici hanno anche stabilito che il processo resta a Milano e che "non e' consentito il proscioglimento nel merito" del presidente del Consiglio. Dopo aver respinto tutte le 16 eccezioni presentate dalla difesa, i giudici hanno dichiarato aperto il dibattimento.

Mafia: pm Ingroia, parte paese non vuole verita' su via D'Amelio

Palermo, 18 lug. - (Adnkronos) - "Una parte del paese non vuole conoscere la verita' sui misteri italiani, come la strage di via D'Amelio". Lo ha detto il Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia intervenendo alla manifestazione di solidarieta' ai magistrati di Palermo organizzata da Salvatore Borsellino e il popolo delle Agende rosse alla vigilia della strage di via D'Amelio.

Caso Ruby: giudici respingono eccezioni, processo al 3 ottobre

Milano, 18 lug. - (Adnkronos) - I giudici di Milano hanno respinto tutte le eccezioni presentate dai difensori di Silvio Berlusconi al processo sul caso Ruby, dove il premier e' accusato di concussione e prostituzione minorile e hanno aperto ufficialmente il dibattimento. I legali del premier hanno chiesto la revoca dell'ordinanza del tribunale che pero' ha impiegato pochi istanti per confermare quanto aveva appena stabilito. Il procedimento e' stato aggiornato al 3 ottobre.

Caso Mills: difesa premier, Berlusconi impegnato ma nessun legittimo impedimento

Milano, 18 lug. - (Adnkronos) - "Silvio Berlusconi non puo' essere presente oggi in aula per un impegno istituzionale noto alle cronache: e' a colloquio con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Ma non intendiamo fare valere il legittimo impedimento". E' quanto ha dichiarato Niccolo' Ghedini, uno dei difensori del presidene del Consiglio, in apertura d'udienza del caso Mills. Per la difesa del premier, quindi, l'udienza puo' aver corso nonostante gli impegni istituzionali rendano impossibile a Berlusconi, essere presente, come avrebbe voluto, in aula.

San Raffaele, suicida il manager braccio destro di don Verzè

Milano, 18 lug. (Adnkronos/Ign) - Mario Cal, l'uomo che per anni è stato il braccio destro di don Verzè nella gestione del San Raffaele, si è suicidato.
Mario Cal si è sparato un colpo alla testa questa mattina nel suo ufficio ed è deceduto poco dopo all'ospedale San Raffaele. Il decesso è avvenuto alle 10.57 dopo vari tentativi di rianimazione, secondo quanto ha spiegato Michele Carlucci, primario del pronto soccorso dell'azienda ospedaliera che ha letto un breve bollettino medico. Cal è arrivato al pronto soccorso alle 10.21 e "dopo ripetute manovre rianimatorie" è deceduto alle 10.57. Il primario del pronto soccorso parla di una "situazione immediatamente critica" che è precipitata dopo un periodo di stabilizzazione. Solo 36 minuti dopo il suo ricovero al pronto soccorso per Cal non c'è stato nulla da fare ed è stato decretato il decesso. Il braccio destro di don Verzè era arrivato nel suo studio intorno alle 9, poi si è sparato ed è stato trovato dalla sua segretaria.
Sul posto si è recato il pm Luigi Orsi, il magistrato che si era interessato, ma non a livello penale, dell'indebitamento del San Raffaele, prima dell'ingresso di una cordata per 'salvare' l'istituto.
Secondo fonti del San Raffaele, don Verzè non è ancora a conoscenza di quanto accaduto al suo braccio destro. "Piano piano. Con le dovute cautele": così, riferiscono dall'azienda ospedaliera, don Verzè verrà informato di quanto accaduto all'amico Cal.
Mario Cal era stato sentito nei giorni scorsi come testimone dal pm Luigi Orsi nell'ambito di una procedura (non penale ndr) che era volta a chiarire le condizioni economiche dell'istituto.
"Ho sempre cercato di sorreggerlo nei momenti difficili ma questa volta non ce l'ho fatta. Era preoccupato perché non c'era liquidità per pagare i fornitori - ha detto Rosario Minniti, legale di Mario Cal - Per me è un grande dolore perché ho perso più che un cliente un caro amico".


“La casta ci costa 646 euro a testa”



In Italia un milione e trecentomila persone campano di politica. Tre miliardi per le consulenze
Non è una casta, ma una piccola città. A vivere di politica, in Italia, sono un milione e trecentomila persone. E, scrive Vladimiro Polchi di Repubblica, il problema, oltre ai parlamentari, sono aziende municipalizzate e consulenze allegre:
Perché in Italia a “campare di politica” sono in tanti. Partiamo da chi è chiamato ogni anno ad approvare la legge finanziaria: i parlamentari. Quanto guadagnano? Oltre 11mila euro al mese. Più di tedeschi (7mila) e francesi (6.800), molto più degli spagnoli (2.921 euro). Non solo. Il parlamentare italiano gode di una serie di rimborsi per trasferte in Italia e all’estero, taxi, bollette telefoniche, spese mediche. «Sono tante le voci da sommare e il calcolo non è facile – conferma l’ex vicedirettore dell’Istituto Cattaneo, Gianfranco Baldini, che insegna “Partiti e gruppi di pressione nella Ue” all’Università di Bologna – altrove hanno optato per una maggiore trasparenza».
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 http://www.giornalettismo.com/archives/134058/la-casta-ci-costa-646-euro-a-testa/

"Salvatore è pericoloso, potrebbe uccidere ancora"


Ascoli, il gip deve decidere sulla richiesta di arresto per il marito di Melania

GRAZIA LONGO
ASCOLI
No, non sono stati il timore di inquinamento delle prove o del pericolo di fuga a spingere la procura a chiedere l’arresto di Salvatore Parolisi, accusato di aver massacrato con 32 coltellate la moglie Melania Rea, il 18 aprile scorso.

L’efferatezza del delitto, la lucidità con cui ha agito (anche nei giorni successivi) e, soprattutto, l’aver esposto la figlia di 21 mesi a una simile situazione (la piccola dormiva verosimilmente in auto mentre la mamma veniva uccisa nel bosco a Ripe di Civitella), per la pubblica accusa rendono il caporalmaggiore dell’Esercito un soggetto «estremamente pericoloso». In altre parole: potrebbe uccidere ancora.

Davvero il fascinoso istruttore della caserma femminile Clementi è uno spietato assassino? Il gip Carlo Calvaresi, sta valutando se accogliere o no la richiesta della custodia cautelare presentata dal pm Umberto Monti. I documenti da esaminare sono tanti, più di mille pagine, tra cui una posizione di rilievo spetta certamente alla perizia medico legale del professor Adriano Tagliabracci.

La bella casalinga di 29 anni aveva dentro la bocca il Dna del marito. Un bacio mortale? O quel che resta di una mano che, prendendola alle spalle, le ha tappato la bocca? Queste le ipotesi del perito della procura. Mentre l’avvocato Valter Biscotti, che insieme al collega Nicodemo Gentile, difende Parolisi taglia corto: «Solo fantasie, si è trattato di un normalissimo bacio alla fine del pasto». Eppure nella perizia è evidenziato come la saliva avrebbe cancellato un bacio precedente al momento dell’omicidio.
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Una poltrona a Reguzzoni per placare la guerra nella Lega


Ma la mina vagante è Romano: Maroni non difenderà un
indagato per mafia

AMEDEO LA MATTINA
ROMA
Il dietrofront di Bossi sul caso Papa rende felice Berlusconi, ma non è gratis. Certo, il Senatur condivide il ragionamento del premier, quello di non aprire il portone di Montecitorio alle procure perchè da lì può entrare lo tsunami che travolgerebbe la maggioranza. E poi questo Woodcock («un esaltato») non ne ha mai azzaccata una. Il risultato, chiosa lo stesso capo leghista, che sembra avere rimesso il cappio nel cassetto, è che a guadagnarci sarebbe Di Pietro, come ai tempi di Craxi. Poi, aggiunge Berlusconi, se dovesse finire in carcere Papa con i voti leghisti, a settembre la vittima successiva sarebbe Milanese, che si trascinerebbe Tremonti. Ma sul ministro dell’Economia il leader del Carroccio tira il freno a mano. Sabato sera alla festa del Redentore a Venezia si è lanciato in una sperticata difesa. «Tremonti non si tocca: è appoggiato dalla Lega, non lo uccide nessuno. Io i miei amici li difendo, Tremonti è una persona perbene».

Ma, appunto, non c’è solo questo nella piroetta del capo leghista che ha mandato in bestia Maroni. No, ci sarebbe il trasferimento del capogruppo del Carroccio Reguzzoni al ministero per le Politiche comunitarie. Lasciando libera una casella destinata a Stucchi, uomo di Maroni. Così, si illudono Bossi e Berlusconi, il ministro dell’Interno si tranquillizza e se ne sta calmo. Questo ministero è rimasto vacante in attesa che Ronchi, dimessosi per seguire Fini, rientrasse come il figliol prodigo. In effetti è tornato, ma è stato lo stesso Ronchi a rinunciare a quella poltrona che aveva lasciato tra tormenti e sofferenze. Si è consultato con Alemanno e altri amici romani ex An, e tutti gli hanno consigliato di rimanere fuori dal governo: «Ti sputtaneresti».
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Quel sangue sull'asfalto che dieci anni non cancellano


Luglio 2001: Genova diventa teatro degli scontri durante il G8. Centinaia i feriti: a terra rimase Carlo Giuliani, ucciso mentre assaltava un mezzo dei carabinieri

MARCO NEIROTTI
INVIATO A GENOVA
Cessate di uccidere i morti / Non gridate più, non gridate / Se li volete ancora udire». Il ragazzo messicano legge nel dehors del BarLino, poi alza lo sguardo: cinque metri davanti a lui ci sono sull’asfalto macchie scure, olio di scooter, che stregano l’occhio perché anche dieci anni fa quello stesso punto di piazza Alimonda si colorò, ma di sangue.
Era il 20 luglio 2001, i giorni del G8 affumicati e soffocati da una guerriglia devastante e da una repressione in parte impazzita e in parte me- Etodica. Oggi in piazza Alimonda Elias Ulebro, 22 anni, originiario del Chiapas, venuto in Italia a esplorare il nostro secondo Novecento poetico, legge Giuseppe Ungaretti, ma anche indaga fatti di quand’era piccolo e voce dei quali arrivava a casa sua. Dieci anni fa in questa piazza un proiettile calibro nove - sparato da un carabiniere di leva chiuso in un Defender arenato tra bidoni di immondizie e assediato - lasciò a terra Carlo Giuliani, 23 anni, che sollevava contro il blindato un estintore. Fra due giorni in questo slargo, ricordando Giuliani, entrerà nella fase più sofferta il mese di manifestazioni dedicate al decennale da «Verso Genova 2011», arcipelago di sigle e organizzazioni. Una settimana di serpentina fra i temi svaporati nel 2001 e il film di queste strade allora abbrutite e poi rinate. Un’attesa cercando di intuire chi vincerà tra intenti di pacifismo e proclami bellicosi dell’antagonismo più duro. Elias, nel dehors, indaga il secondo dei suoi tre libri, Pier Paolo Pasolini: «Testimoniare / con forza giovanile / il tormento, con la violenza e la pietà».
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Caso Melania, se il delitto diventa una sceneggiatura


Tra mille verità, conto alla rovescia per la sorte di Salvatore. Dai dettagli sul Dna al "bacio della morte": troppe certezze sul delitto. Se l'omicidio di Melania si trasforma in sceneggiatura. Come nel film Rashomon: una storia con troppe certezze, a seconda di chi la racconta

di GABRIELE ROMAGNOLIFin qui l'unica certezza è che quello di Melania Rea è stato un assassinio di gruppo. Non nel senso che l'abbiano uccisa, come sostengono alcune ricostruzioni, il marito e una complice. Il branco è ben più folto. Lo compongono: il medico legale, gli esperti della polizia scientifica, il procuratore, gli avvocati di parte, i familiari della vittima e i giornalisti che seguono il caso. Ogni giorno c'è una nuova puntata e la stessa scena, quella del delitto, viene riscritta secondo una tecnica tra le più sperimentate, quella del relativismo: cambia il punto di vista del narratore, si modifica il contenuto della narrazione. Proprio come accade nel film capolavoro di Akiro Kurosawa, "Rashomon". Non a caso, anche lì si parla di un delitto nel bosco. E ci sono una vittima, una donna, un assassino. Forse. Giacché, suggerisce l'autore: ogni omicidio, ogni avvenimento, l'esistenza stessa altro non sono che una fantasia collettiva. Potrà sembrare improprio proiettare "Rashomon" in provincia di Teramo. Ma, finché non ci sarà una certezza avvalorata da ammissioni, siamo a questo teatro delle ombre, in cui gli effetti speciali sono parole.
L'ultimo capitolo è il più significativo. A cominciare dal titolo: "Il bacio della morte". Memorabile e fatale. Accade che il perito sostenga di aver rilevato tracce di Dna del marito sulle labbra della vittima e riveli addirittura (una di quelle affermazioni che spesso crollano strada facendo) che sono state lasciate "pocoprima del decesso". Ora, la traduzione mediatica di quel "poco prima" è: l'attimo precedente. Non cinque minuti (prima che lei si avviasse nel luogo appartato dove intendeva soddisfare le sue necessità fisiologiche, per esempio). Un attimo. Poi l'uccisione. E se anche così fosse stato, perché considerare la possibilità (non meno ferale) della traccia lasciata dalla mano che tappa la bocca per zittire l'urlo quando si può evocare "il bacio della morte"?
Presi singolarmente i vari tasselli di questa ricostruzione collettiva già appaiono improbabili, ma cuciti insieme creano un vero e proprio vestito di Arlecchino più adatto a una commedia che a un giallo. Un marito e una moglie sono da tempo in evidente crisi. Lui ha amanti di cui lei è a conoscenza. Un giorno escono di casa e vanno nel bosco, portando con sé la bambina, che se potesse parlare sarebbe l'unico affidabile narratore di "Rashomon", ma ne è il testimone muto e la vittima ulteriore. Il litigio tra i due viene sospeso da una richiesta di break perché lei deve appartarsi. Mentre ha i pantaloni abbassati viene prima baciata e poi colpita, o viceversa. Inseguita e finita, da due o quattro mani, un paio delle quali ritornano sul luogo nei giorni seguenti per colpire ancora e per aggiungere particolari volti a depistare le indagini: una svastica male incisa sulla pelle, una siringa piantata nel petto.
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http://www.repubblica.it/dal-quotidiano/reportage/2011/07/18/news/caso_melania_se_il_delitto_diventa_una_sceneggiatura-19260641/

Plancton e foreste divorano CO2 salveranno il mondo


Uno studio di "Science" ha calcolato per la prima volta l'esatto ammontare dell'assorbimento dei gas serra. Risultati oltre ogni ottimistica previsione. Ma resta necessario ridurre l'emissione di combustibili fossili. 500 milioni di anni fa i microrganismi marini aiutarono a rendere respirabile l'aria

di ELENA DUSIQuel che l'uomo sporca con una mano, la natura si sforza di ripulire con due. Un colpo di spugna sulla terraferma lo danno alberi e foreste, l'altro nel mare arriva dalle microalghe che formano il plancton. La vegetazione di terra e di mare mette insieme le sue forze per togliere dalla circolazione l'anidride carbonica prodotta dai combustibili fossili. La loro unione permette al pianeta di sbarazzarsi di poco più della metà delle emissioni: 4,6 miliardi di tonnellate di carbonio su 8,7 prodotte ogni anno. Il resto finisce in quel ripostiglio che è l'atmosfera, da dove alimenta l'effetto serra spingendo sempre più in alto il termostato del pianeta.
La prima stima finalmente precisa del bilancio del carbonio sulla terra arriva oggi dal Forest Service americano, che l'ha pubblicata su Science, mettendo in colonna l'anidride carbonica prodotta dai combustibili fossili e quella assorbita dalle foreste, calcolata secondo la loro età e la collocazione geografica. La CO2 catturata dagli alberi è risultata (al di là delle più ottimistiche previsioni) di poco superiore a quella "inghiottita" dal plancton degli oceani. La terraferma infatti ripulisce ogni anno il pianeta da 2,4 miliardi di tonnellate di carbonio contro le 2,2 delle alghe marine. E a dare il massimo del contributo sono le giovani foreste tropicali, frutto del graduale rimboschimento dell'ultimo decennio che è seguito alla fase precedente di disboscamento selvaggio. La vegetazione tra il tropico del Cancro e quello del Capricorno da sola assorbe il 55% del carbonio catturato dalle foreste. "E se smettessimo oggi di tagliare alberi - commenta Josep Canadell, uno degli autori dello studio - grazie al contributo della vegetazione potremmo arrivare a ripulire la metà delle emissioni di combustibili fossili".
Se spegnere le motoseghe è la strada ideale per rendere più efficace la spugna della terraferma, per aumentare l'efficienza del plancton in mare non ci sono ancora soluzioni d'oro. Le alghe che nuotano sulla superficie degli oceani, esattamente come le piante sulla terra, assorbono anidride carbonica durante il processo di fotosintesi. Quando poi gli alberi o i microrganismi marini muoiono, il carbonio che contengono finisce nel suolo o sui fondali oceanici: comunque al di fuori di quell'atmosfera ormai sovraccarica di inquinamento.
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http://www.repubblica.it/dal-quotidiano/r2/2011/07/18/news/plancton_e_foreste_divorano_co2_la_strana_coppia_che_salver_il_mondo-19260975/

Sanità in pericolo senza le riforme - di MARIO PIRANI

La caterva di e-mail, proposte, proteste ricevute dopo la rubrica (4 luglio) sugli scarsi successi raggiunti dai ripetuti piani d'integrazione tra ospedale e territorio meritano almeno una citazione. Si tratta di argomenti collegati oggi dall'incombente minaccia dei tagli imposti dalla manovra finanziaria. Il Dipartimento welfare della Cgil denuncia: "Il livello di finanziamento previsto è dello 0,5% nel 2013 e dell'1,4% nel 2014. Ben al di sotto del Pil nominale, non copre nemmeno l'inflazione. I tagli programmati nel 2013-2014 risultano di otto miliardi, ma se si conteggiano gli effetti delle precedenti manovre i tagli sullo stesso biennio superano i 13 miliardi. Per il Ssn è allarme rosso, ha detto il presidente della Conferenza Stato-Regioni, e comporta l'impossibilità di siglare il futuro patto per la salute. A pagare i costi della crisi vengono chiamati proprio i cittadini più deboli. Insistere coi tagli lineari invece che riqualificare la spesa vuol dire programmare il disavanzo di tutte le Regioni e stroncare il percorso di risanamento di quelle impegnate nei piani di rientro. Bisogna rovesciare questa impostazione regressiva e agire in modo selettivo sulla spesa inappropriata, vera causa dei disavanzi, concentrati in alcune regioni, e dove è evidente che per governare la spesa occorre sostenere cambiamenti coraggiosi, ad esempio chiudere ospedali inappropriati per offrire più assistenza territoriale e cure primarie. Se i tempi di recupero di questa spesa inappropriata sono più lunghi di quelli necessari alla manovra, si apra un confronto su questo problema, non si spaccino come fa il governo tagli lineari per misure virtuose e strutturali".
Un'altra nota sindacale, assai più drammatica, che mi proviene dalla Campania, bolla come "vergognosa" la deroga al blocco del turn over del personale esclusivamente a favore dei primari, laddove risulti come necessaria per assicurare il rispetto dei Lea (livelli essenziali di assistenza), quasi questa esigenza non possa verificarsi per la mancanza di altri operatori di diversa qualifica. Per cui l'eccezione andrebbe esercitata partendo da una verifica della situazione concreta e tenendo conto che in Campania dal 2007 fino al 2009 il personale del Servizio sanitario è stato ridotto di 8500 unità, con una ulteriore diminuzione nel 2010 di altre 1409 unità (solo 2000 sono stati sostituiti da precari). Questa situazione ha comportato una riduzione di orario di alcuni servizi, soppressione e chiusura di altri mentre quei servizi che operano nelle 24 ore, come i pronto soccorso, le medicine d'urgenza, la rianimazione, e tutte le unità afferenti ai Dea (dipartimenti a elevata assistenza) sono al limite del collasso, i medici e gli infermieri lavorano al limite delle proprie capacità psico-fisiche a causa dei maggiori carichi di lavoro, ma anche per coprire i turni vacanti derivanti dalla mancata sostituzione del personale. Del resto un recente rapporto del ministero della Sanità ha evidenziato che la Campania non è in grado di assicurare ai cittadini i Lea sia in termini quantitativi che qualitativi.

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http://www.repubblica.it/dal-quotidiano/rubriche/2011/07/18/news/sanit_in_pericolo_senza_le_riforme-19261193/

Onorevoli, in arrivo un’ondata d’arresti?



Nuove richieste in partenza per altri deputati. La Camera costretta al superlavoro
L’aria che tira è quella della maxiretata. Dopo i rumors dei giorni scorsi si parla in maniera sempre più specifica di nuove richieste d’arresto per altri onorevoli nei guai con la giustizia. Liana Milella su Repubblica dice:
Graziato Papa (perché potrebbe essere il risultato grazie al voto segreto), arrivederci a dopo le ferie per Milanese, per la mozione del Pd su Romano, per le intercettazioni di Verdini, per la nuova richiesta in arrivo per il pdl ligure Eugenio Minasso (i boatos del Transatlantico rivelano che gli contesterebbero il voto di scambio). Un mix esplosivo. Torna il clima del ‘92-93, quando le richieste di autorizzazione erano continue. Da questo si vuole difendere Berlusconi («Se cediamo su Papa saremo ostaggio dei pm»). Lo attacca Di Pietro e lo accusa di «violare la Costituzione» se si mette d’accordo con Bossi «per non consentire alla magistratura di fare il proprio dovere».
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Le telefonate di Silvio sulle escort



La Gdf presenta l’informativa finale delle indagini su Tarantini. Con le intercettazioni del premier
Un’altra ondata di intercettazioni con Silvio Berlusconi che parla con Gianpi Tarantini? Giuliano Foschini su Repubblica dice che potrebbe arrivare, nell’estate torrida della politica, il colpo di grazia alla credibilità del premier:
La notizia circola da qualche giorno in ambienti politici romani vicini al Pdl: il riferimento è ancora una volta all’inchiesta su Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese accusato di aver portato tra il 2008 e il 2009 escort al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il premier è fuori dall’indagine penale: era «un utilizzatore finale », spiegò immediatamente il suo avvocato Nicolò Ghedini. «Non sapeva che fossero escort e non lo pagava per questo» sostiene la Procura. Il problema è che nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha presentato l’informativa finale dell’indagine. E nei prossimi giorni la Procura dovrebbe procedere con l’avviso di conclusione delle indagini per Tarantini (che al momento è indagato per favoreggiamento della prostituzione) oppure chiedendo l’archiviazione al gip.
 Il problema è che, qualsiasi sia la decisione, si dovrà procedere con la “discovery” dell’inchiesta:

la procura dovrà depositare per la prima volta tutte le carte dell’indagine, comprese le intercettazioni telefoniche (centinaia) nelle quali l’imprenditore parla direttamente con il presidente del Consiglio. Oppure quelle nelle quali si organizza con amici per disporre il reclutamento delle ragazze. Agli atti ci sono i verbali delle donne interrogate (una ventina all’incirca: in due, Patrizia D’Addario e Terry de Nicolò raccontano di aver passato una notte con il presidente del consiglio) e le conversazioni sulle feste a Villa Certosa, quelle a Palazzo Grazioli, appuntamenti in un centro benessere in Umbria, incontri ad Arcore dopo le partite del Milan e anche la strana storia di un viaggio in Turchia di Gianpaolo Tarantini mentre Berlusconi era in visita ufficiale.
Nulla di penalmente rilevante per il presidente del Consiglio, ma in quelle conversazioni potrebbe esserci qualcosa di imbarazzante in un quadro già fortemente minato dai racconti delle ragazze sul Bunga Bunga milanese:
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Rebekah Brooks liberata su cauzione

(ANSA) - LONDRA - Rebekah Brooks è stata liberata ieri sera su cauzione. Brooks era fino a venerdì scorso (15 luglio) l'amministratore delegato di News International, la divisione britannica del gruppo News Corporation di Rupert Murdoch. In passato è stata direttrice di News of the World e The Sun. Brooks si era dimessa a causa dello scandalo sulle intercettazioni illegali e la corruzione di poliziotti da parte di News of the World. Con queste accuse era stata arrestata a Londra ieri intorno a mezzogiorno.

Scosse terremoto di magnitudo 4,7 e 3,1 tra Veneto e Lombardia: fermati i treni


Verifiche sulla linea ferroviaria Bologna-Brennero, caos a Verona: cancellazioni di convogli e ritardi di ore.

Un sismografo
ROMA - Due forti scosse di terremoto, una di magnitudo 3,1 Richter alle 20,22 e una di 4,7 alle 20,30 sono state registrate al confine tra Veneto e Lombardia. Le scosse sono state nettamente avvertite dalla popolazione. Quattro in totale le scosse che hanno interessato l'Italia settentrionale. Repliche si sono avute alle 20.38 (magnitudo 2.8) e alle 21.22 (magnitudo 2.3).

L'epicentro di quella più forte, secondo i rilievi dell'Ingv, è stato registrato in provincia di Rovigo, tra Castelmassa e Ficarolo, a una profondità di 5,5 chilometri. Altri comuni vicini all'epicentro sono Bagnolo di Po, Calto, Ceneselli, Gaiba, Giacciano, Salara e Trecenta. Più superficiale la scossa delle 20,22, con epicentro a 1,5 chilometri di profondità, tra Castelmassa e Sermide, a cavallo delle province di Rovigo e Mantova. In Lombardia la scossa è stata avvertita in particolare nelle province di Milano, Cremona, Lodi e Bergamo, nella Bassa Bergamasca e in alcune località della Valle Seriana.

Allarme anche in Emilia Romagna, in particolare nel Ferrarese, nel Modenese, in alcune zone della Bassa Bolognese e ai piani alti del capoluogo. La prima scossa nell'Alto Ferrarese e nel Bondenese è stato sentito in modo distinto, per una decina di secondi con i mobili delle case che hanno traballato, mentre diverse persone sono scese in strada preoccupate. I vigili del fuoco di Ferrara hanno ricevuto numerose chiamate, ma non vengono segnalati danni.

Secondo i primi rilievi non risulterebbero danni a persone o a cose. Intasati i centralini dei Vigili del Fuoco. Nel Rodigino è stata segnalata la caduta di qualche camino e di pezzi di intonaco, ma senza danni a persone.

Le Ferrovie dalle 20.45 hanno sospeso la circolazione ferroviaria sulla linea tra Bologna e Verona per accertamenti. Squadre di tecnici sono al lavoro per le verifiche sull'integrità della struttura e degli impianti di circolazione.

Treni cancellati e ritardi di ore allo snodo ferroviario di Verona. Sono bloccati anche i treni che proseguono verso il Brennero. Poco prima della mezzanotte è stato dato il via libera ai treni verso il Sud.

Brioches, aerei, protesi, cure termali e psicoterapeuti: ché tanto paghiamo noi


E mentre milioni di cittadini stanno per essere inghiottiti dalla manovra finanziaria "lacrime e sangue", ecco che escono alcuni interessanti dati sul Parlamento italiano: nonostante le belle parole, anche a questo giro - tra una sfumatina e l'altra - hanno preferito mantenere il grosso dei propri privilegi. Per dirne alcuni. La sanità di deputati, ex deputati e familiari, ci costa 30 mila euro al giorno, 850 mila al mese, roba da una decina di milioni di euro l'anno. Tra i tanti rimborsi effettuati spiccano "Odontoiatria", "Cure termali" (per la gioia di Scilipoti), "Protesi acustiche", "Visite omeopatiche", e soprattutto "Psicoterapia". Ecco, psicoterapia.

Non solo. In 10 anni il Palazzo ci costa mezzo miliardo di euro in più, un migliaio di miliardi di vecchie lire. Due voci in particolare. Dal 2001 ad oggi le spese per i trasporti ("aerei, treni, autostradali, marittimi"), sono quasi triplicati, +133%, mentre quelle per la ristorazione sono più che raddoppiate, +119%. Mangino brioches.

[Clicca per ingrandire - Fonti: Repubblica e Libero]

Più di un milione di persone a libro paga della Politica Spa


Un sistema-monstre che ci costa 646 euro a testa. L'esempio della Gran Bretagna: i parlamentari devono spiegare online tutte le spese. Accorpare i Comuni minori darebbe forti risparmi. Ma Ischia dimostra che è difficilissimodi VLADIMIRO POLCHI

ROMA - Più che una casta è una grande città, popolata da oltre un milione e 300mila abitanti. Tanti sono oggi gli italiani che vivono, direttamente o indirettamente, di politica: ministri, parlamentari, assessori, consulenti, membri delle municipalizzate. Un esercito che costa circa 24 miliardi di euro l'anno.

Dove tagliare? Un esempio: se si accorpassero gli oltre 7.400 comuni al di sotto dei 15mila abitanti, si risparmierebbero 3,2 miliardi di euro l'anno. E l'abolizione delle Province? Porterebbe nelle casse dello Stato altri 7 miliardi. Facile a dirsi, meno a farsi.

Fa testo il caso di Ischia. Un'isola, sei Comuni: Barano, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana. Poco meno di 63mila abitanti, sei sindaci, sei giunte, sei consigli comunali. Ma guai a parlare di fondersi. Al referendum del 6 giugno si è presentato neanche un elettore su tre.

Perché in Italia a "campare di politica" sono in tanti. Partiamo da chi è chiamato ogni anno ad approvare la legge finanziaria: i parlamentari. Quanto guadagnano? Oltre 11mila euro al mese. Più di tedeschi (7mila) e francesi (6.800), molto più degli spagnoli (2.921 euro). Non solo. Il parlamentare italiano gode di una serie di rimborsi per trasferte in Italia e all'estero, taxi, bollette telefoniche, spese mediche.
"Sono tante le voci da sommare e il calcolo non è facile - conferma l'ex vicedirettore dell'Istituto Cattaneo, Gianfranco Baldini, che insegna "Partiti e gruppi di pressione nella Ue" all'Università di Bologna - altrove hanno optato per una maggiore trasparenza". Un caso per tutti: "In Gran Bretagna dopo lo scandalo dei rimborsi gonfiati, hanno messo tutto per iscritto sul sito della Camera dei comuni. Un parlamentare inglese guadagna 65mila sterline l'anno e oggi deve rendere conto on line delle spese effettivamente sostenute per il soggiorno a Londra e per le eventuali trasferte. Noi invece in Europa ci distinguiamo per il trattamento dei nostri europarlamentari: i più pagati e i più assenti, almeno fino alla scorsa legislatura. Ma gli sprechi non vengono solo dal parlamento, la vera giungla è il mondo delle municipalizzate".
Continua ...
http://www.repubblica.it/politica/2011/07/18/news/pi_di_un_milione_di_persone_a_libro_paga_della_politica_spa-19258883/

Marocco:migliaia a cortei per democrazia

(ANSA) - CASABLANCA - Migliaia di persone, fra cui anche diversi islamici, hanno manifestato pacificamente a Casablanca, Rabat e Tangeri, rispondendo all'appello del Movimento del '20 febbraio', che rivendica cambiamenti politici in Marocco. Il 2 luglio scorso, in un referendum popolare, il 98% dei cittadini ha detto 'si'' a un progetto di riforma costituzionale. Nelle tre citta' si sono tenute anche 'contro-manifestazioni' promosse dai sostenitori di Mohammed VI, che hanno scandito 'viva il re'.