Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
giovedì 15 settembre 2011
Silvio è triste sul New York Times
“Non educhi tua figlia? E io ti tolgo casa”
I genitori di due baby bulle devono fronteggiare i provvedimenti del giudice
Pagheranno per non aver educato e ben vigilato sulle figlie. Oppure verrà loro pignorata la casa. Questo l’epilogo di una storia che ha quasi dieci anni, e che oggi il Corriere della Sera racconta con dovizia di particolari:
Valeria e Sara, due amiche quindicenni, prendono a calci e pugni Federica, una ragazzina di 13 anni, colpevole solo di averle guardate insistentemente. «Un episodio spiacevole — sottolinea l’avvocato Giovanni Grillo, legale della vittima — che comunque mi auguro possa servire da monito a tutti quei giovani che pensano di poter liberamente prevaricare, molestare e offendere i propri coetanei, solo perché sono tanti e più forti». La vicenda avviene ai giardinetti pubblici di via Falconi, a Crescenzago, periferia nord-est di Milano, vicino al San Raffaele. Valeria e Sara, che appartengono ai «gabber », la baby gang che si scatena in stadi e discoteche, la nuova tribù dei giovanissimi che balla con il ciuccio in bocca, prendono a schiaffi e pugni Federica, ricoverata in ospedale con 15 giorni di prognosi. E, dopo le botte la rapinano del telefonino. Scattano le indagine e la denuncia alle due baby bulle «per rapina aggravata». E da allora, cause e udienze, avvocati e giudici.Un altro processo per Silvio
Il Gip di Milano dispone l’imputazione coatta per l’intercettazione tra Fassino e Consorte.
Il Gip di Milano Stefania Donadeo ha disposto l’imputazione coatta per Silvio Berlusconi nell’ambito della vicenda sul passaggio di mano dell’intercettazione tra Fassino e Consorte nell’inchiesta Bnl-Unipol.
LA STORIA – Scrive il Corriere, che con Luigi Ferrarella è il primo a riportare la notizia:
L’intercettazione, captata il 17 luglio, in quel dicembre 2005 era segreta nel senso che non soltanto non era ancora depositata agli atti (lo sarebbe stata solo molti mesi dopo), e neppure era trascritta o anche solo riassunta in brogliacci, ma esisteva esclusivamente come file audio nei computer della Guardia di Finanza, dei pm milanesi dell’inchiesta Antonventa/Unipol, e dell’azienda privata «Research control system» che per conto della Procura aveva svolto in estate le intercettazioni. Proprio l’allora suo amministratore, Roberto Raffaelli, dopo aver a lungo negato, nell’estate ammise di aver trafugato e portato un computer con l’audio della telefonata nella villa di Arcore a Silvio e a Paolo Berlusconi, alle 7 di sera della vigilia di Natale 2005 in un incontro organizzato tramite un ex socio di Paolo, l’imprenditore Fabrizio Favata. Il 10 giugno scorso in udienza preliminare Raffaelli aveva patteggiato 20 mesi, Favata era stato condannato a 2 anni e 4 mesi e a risarcire Fassino con 40.000 euro per i danni morali, Paolo Berlusconi era stato rinviato a giudizio. Il giudice Donadeo aveva invece convocato una apposita udienza per approfondire la richiesta di archiviazione proposta dai pm per il premier, e si era riservata la decisione. Ora ha sciolto la riserva, respingendo l’archiviazione e ordinando alla Procura di chiedere a un altro gip il rinvio a giudizio di Berlusconi per concorso nella rivelazione di segreto d’ufficio.
LE RICHIESTE DEI PM – I Pm avevano chiesto tutt’altro :in effetti le notizie di stampa che ricostruiscono la vicenda raccontano tutto un altro scenario per la vicenda Unipol a casa Berlusconi.
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http://www.giornalettismo.com/archives/148215/un-altro-processo-per-silvio/
Da Manuela Arcuri a Sabina Began: ecco le carte dell’inchiesta che Silvio temeva
Fukushima: al via i lavori di un grande parco eolico. Un centro offshore: a largo delle coste di Fukushima
Pdl alla carica contro i pm: "Ispettori in Procura a Napoli"
Terza interrogazione al Guardasigilli: "Intervenga".
Tarantini, chiusa inchiesta a Bari. "La Arcuri rifiutò di prostituirsi".
mercoledì 14 settembre 2011
"Un dovere riconoscere la Palestina"
IL CAIRO- «Lo Stato palestinese deve essere riconosciuto. Non ci sono altre scelte. È un dovere». Così si è espresso il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, davanti ai ministri degli Esteri della Lega Araba riuniti al Cairo senza indietreggiare di un millimetro dalla linea dura anti-israeliana. «Dobbiamo lavorare insieme con i nostri fratelli palestinesi. La loro causa è una questione di dignità umana», ha esordito Erdogan aggiungendo: «È tempo che la bandiera palestinese sventoli alle Nazioni Unite. Uniamo gli sforzi e facciamo che questa bandiera diventi un simbolo di pace e di giustizia in Medio Oriente». Durissimo l’affondo contro Israele, definito «un bambino viziato» che usa il terrorismo di Stato e sta determinando la rovina del suo popolo attraverso le sue politiche. L’unica via per il regime di Israele per uscire dalla solitudine, secondo Erdogan, «è agire in modo responsabile come uno Stato responsabile e serio». E fino a quando questo non avverrà, è l’Erdogan-pensiero, non ci sarà nessuna normalizzazione tra Turchia e Israele. Quest’ultimo deve scusarsi ufficialmente per il blitz contro la Mavi Marmara, risarcire le vittime (nel blitz del maggio 2010 morirono 7 turchi), e porre fine all’assedio della Striscia di Gaza. Condizioni che Israele rifiuta. A evidenziare ulteriormente la rottura fra Tel Aviv e Ankara, il quotidiano turco «al-Zaman» ieri rivelava che la Turchia ha cambiato un vecchio software militare destinato ai suoi caccia, navi da guerra e sottomarini. Quello nuovo non riconosce più come «amici» aerei e imbarcazioni israeliane impedendo in questo modo di colpirli. Di fronte alla platea dei responsabili della diplomazia araba, Erdogan ha indicato la ricetta per dare il via alle riforme e al riscatto verso la modernità e lo sviluppo, quella peraltro adottata a suo tempo da Ankara: «Rispetto della libertà, della democrazia e dei diritti umani. Valori che devono costituire uno slogan unico per i nostri popoli.
Manovra, sì della Camera alla fiducia Scontri a Montecitorio, centro Roma in tilt
Fumogeni, petardi e cariche. Corteo verso il Colosseo. Sì a odg Fli su Ici su attività economiche Chiesa. Marcegaglia: manovra di sole tasse. Faccia a faccia Napolitano-Berlusconi.
ROMA - Tensione di fronte alla Camera dei deputati dove polizia e carabinieri sono intervenuti per disperdere un gruppo di manifestanti dei Cobas e della sinistra radicale, che protestavano contro la manovra in discussione a Montecitorio. I manifestanti si erano radunati intorno alle 16 sulla piazza e per due ore circa si erano limitati a spiegare le ragioni della loro protesta con interventi a rotazione. Intorno alle 18.30 la protesta è degenerata: sono stati fatti esplodere dei fuochi d'artificio e, in rapida successione, alcune bombe carta. I manifestanti hanno anche appiccato il fuoco ai candelotti fumogeni e una spessa coltre di fumo colorato ha avvolto la piazza. E' seguito un lancio di palloncini pieni di vernice colorata e infine una sorta di fuoco di sbarramento indirizzato verso i blindati delle forze dell'ordine schierate in assetto antisommossa, fatto da monetine, scarpe vecchie e interiora di animale, molto probabilmente cuori e fegati di maiale. Le forze dell'ordine hanno reagito con una carica che ha disperso i manifestanti nelle vie adiacenti piazza Montecitorio e piazza Colonna. Allontanandosi i cobas e gli esponenti della sinistra radicale hanno gettato a terra moto e motorini parcheggiati di fronte l'ingresso principale della Camera e danneggiato alcune vetture in sosta. Poi è tornata la calma anche se la piazza è chiusa dai blindati di polizia e carabinieri messi di traverso agli accessi. Alcuni gruppi di agenti, scudo, manganello ed elmetto, controllano le strade intorno a Montecitorio. I manifestanti si sono diretti in corteo verso il Colosseo. Alcune centinaia di persone hanno sfilato per Via dei Fori Imperiali, chiusa al traffico. La manifestazione è terminata poco dopo le 20. Fischi per la manovra ed insulti al governo che secondo i manifestanti deve andar via: «Oggi è successo qualcosa di grave - ha detto uno degli organizzatori dal megafono - e a nulla è servita l'indignazione che abbiamo fatto sentire in questi giorni sotto i palazzi del potere a Roma. La protesta non si deve fermare perchè il nostro futuro non è nelle mani di nessuno. Con queste piazze piene e con la nostra rabbia li manderemo tutti a casa».
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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=162949&sez=HOME_ECONOMIA
Il computer che ti dice se soffri
E’ stato creato all’università di Stanford, California
E’ possibile che un calcolatore riesca a misurare il dolore fisico accusato da una persona? Per gli scienziati dell’Università di Stanford, in California, la risposta è affermativa.LO STUDIO - Uno studio pubblicato sulla rivistaPlos One spiega come scienza e tecnica sono in grado oggi di rilevare informazioni relative al dolore grazie ad alcuni software che analizzano scansioni cerebrali. “La domanda che ci siamo posti è se sia possibile utilizzare il neuroimaging (risonanza magnetica funzionale, nda) per rilevare oggettivamente se una persona è in uno stato di dolore o meno”, ha fatto sapere il dottor Sean Mackey, che ha guidato il team di ricerca. Lo studio si è reso necessario per l’impossibilità di scoprire in alcuni casi se i pazienti, soprattutto quelli affetti da demenza, giovanissimi o anziani, avvertono dolore. Gli scienziati si sono messi alla ricerca di un metodo capace di una misurazione oggettiva. “Siamo fiduciosi di poter finalmente utilizzare questa tecnologia per ottenere una migliore rilevazione e un migliore trattamento del dolore cronico”, ha affermato l’esperto.
SCANSIONI E ALGORITMI – Per realizzare lo studio il team di Mackey ha usato una macchina lineare support vector, un algoritmo inventato nel 1995, per classificare i modelli di attività cerebrale e determinare se qualcuno avverte dolore. Per impostare il computer, otto volontari sono stati sottoposti a scansioni cerebrali mentre venivano messi in contatto prima con un oggetto caldo, e poi da uno che caldo al punto di essere doloroso. Nel corso dei test il computer si è dimostrato molto preciso nel distinguere le scansioni cerebrali di persone afflitte da dolore, rispetto a quelle relative a persone non colpite. Sono più di 100 milioni gli Americani che soffrono di dolore cronico. Curarli costa in termini di spese sanitarie e perdita di produttività ogni anno oltre 600 miliardi di dollari, circa 440 milioni di euro.
Caso Orlandi: fratello Emanuela incontra pm e superteste di pista altoatesina
Papa denunciato all'Aja, il giurista: ''Atto senza senso, gode di immunità assoluta''
Corruzione, l'allarme della Corte dei Conti: "Cresce, è terza fonte di danno per lo Stato"
Manovra, si va verso il voto finale Scontri davanti a Montecitorio
Lo spot della scuola di yoga che usa Berlusconi come testimonial
La pubblicità invita a seguire lezioni di ascetismo e meditazione orientale per acquisire maggiore autocontrollo
| La pubblicità prende di mira anche il leader iraniano Ahmadinejad |
PIU' AUTOCONTROLLO - Lo spot, ideato dall'agenzia pubblicitaria «KesselsKramer», parte dall'idea che se si seguono gli insegnamenti dei maestri orientali e si praticano determinati esercizi fisici, a beneficiarne sarà soprattutto la propria anima. Nella pubblicità con Berlusconi, si vede un uomo che ha il volto del nostro Presidente del Consiglio, ma che presenta un corpo giovane e muscoloso mentre esegue alcuni esercizi di yoga. Sul cartellone compare la scritta: «Yoga per maggiore autocontrollo» (in un'altra versione sulla testa di Berlusconi vi è scritto «Yoga per anime turbate»). Riprendendo la fama di gaffeur del nostro Premier e la sua nota esuberanza negli ambienti internazionali, così poco amata dalla stampa straniera, lo spot trasforma Berlusconi in un suo inconsapevole testimonial e lo invita a praticare gli esercizi meditativi orientali per acquisire maggiore autocontrollo ed evitare spiacevoli incidenti diplomatici. In fondo al manifesto si legge l'offerta promozionale dell'istituto: «Ogni essere umano ha diritto di provare lo yoga - dichiara lo slogan della scuola - Per questo invitiamo tutti coloro che ne avessero bisogno ad una lezione di prova per soli 5 euro».
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Teheran, arrivano lezioni di sesso in dvd
Si trovano in farmacia, vendute migliaia di copie «È una guida alla salute coniugale e sessuale»
MILANO – Altro che copia (pirata) dei film hollywoodiani. Altro che peripezie per sfuggire alla censura di regime. In Iran il dvd più venduto quest’estate – con tanto di nulla osta governativo – è un documentario sull’educazione sessuale. Si chiama «Ashenayeh Mahboub» (Amato compagno), è la prima guida del genere mai pubblicata nella Repubblica islamica e si trova un po’ ovunque a Teheran: nelle videoteche, nei mercatini e, soprattutto, nelle farmacie. Per comprarlo bisogna però avere 18 anni. Alcuni farmacisti hanno detto di averne vendute fino a 500 copie alla settimana, «soprattutto alle coppie più giovani».
IL PROFESSORE - Un boom, per un Paese che considera il sesso uno dei più grandi tabù. Tanto da aver affollato il Paese di Guardie rivoluzionarie che, a bordo delle moto, sfrecciano per le città ad assicurare che non ci sia alcun contatto tra uomini e donne non sposati. Il dvd è, per dirla con il produttore Mohammed Reza Alizadeh, «una guida alla salute coniugale e sessuale». Costa circa tre euro, ha un sito web dove si può pure comprare una copia, e si avvale della consulenza del dottor Mohammed Majd, psichiatra e professore di Scienze mediche all’Università di Teheran, che compare in tutto il video. L’inizio del documentario è, a suo modo, scoppiettante: si parte con due fiori a simulare il corteggiamento e non solo, per passare poi all’immagine di milioni di spermatozoi in movimento che si avvicinano all’ovulo. Da lì, in dissolvenza, viene mostrato al feto vero e proprio che poi – con un movimento di bacino – viene fuori. Il tutto con in sottofondo «Così parlò Zarathustra», la musica dominante di «2001 – Odissea nello Spazio». Il dottor Majd, sin dall’inizio, precisa che il video segue i dettami religiosi. E aggiunge che le istruzioni sono rivolte sia agli uomini che alle donne.
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