venerdì 16 dicembre 2011

Addio al quartiere a luci rosse


Amsterdam prende nuovi provvedimenti: dopo i coffee shop, si riqualifica anche la zona dedicata alla prostituzione
Amsterdam sta prendendo provvedimenti per mettere un freno anche al famigerato quartiere a luci rosse. “È giunto il momento”, sostieneNick Foster del Telegraph.
UNA PULIZIA GENERALE - Non segnerà la fine immediata dei week end “loschi” dei turisti di Amsterdam, ma il turismo ne risentirà comunque: la capitale olandese ha deciso di eliminare non solo i coffee shop, o almeno vietare la vendita di marijuana ai non residenti, ma anche i bordelli presenti nel notissimo quartiere a luci rosse. Lo schema che si dipana in dieci anni di lavori e iniziato nel 2008, chiamato Project 1012 dal codice postale della zona contenente il quartiere a luci rosse, prevede un taglio sostanziale nel numero di bordelli e di coffee shop. Solo ora, a tre anni di distanza, iniziano a vedersi i primi risultati della “pulizia”. Sono 200 su un totale di 480 bordelli con “vista su strada” spariranno. La città ha ottenuto la chiusura della metà di questi e un piano per l’acquisto degli altri 100 è pronto ad entrare in azione. Dei 76 coffee shop nell’area, 26 chiuderanno a breve. La sensazione è quella che il Consiglio Comunale si sia deciso a fare i conti con l’industria del sesso e del riciclaggio di denaro sporco nel “red light district”, sempre più nelle mani delle mafie dell’Est europeo, in particolare dalla Bulgaria e dell’Ucraina.
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Istat: gli stipendi con l'aumento più alto sono quelli di Palazzo Chigi


Spetta ai dipendenti della Presidenza del Consiglio la palma d'oro dei 'travet' con l'aumento di stipendio più alto nel 2010

Palazzo ChigiPalazzo Chigi
MILANO - Costi della politica. E gente infuriata che si vede erodere la capacità di spesa (questo è certo) mentre nei Palazzi si sussurra (e discute) di quanto potrebbero essere ritoccate le "paghe" di chi governa. E ora c'è da scommettere che l'Annuario statistico dell'Istat, sarà ulteriore causa di bile per i «normali cittadini». In un Paese con due milioni di disoccupati, e 252.000 in cassa integrazione, numeri, dati e confronti sono uno schiaffo a chi vede lavoro e stipendi allontanarsi nel tempo, per esempio a quel 48,4% di disoccupati, senza lavoro dopo un anno di ricerca. È, soprattutto, alla voce «retribuzioni» che il confronto con caste, Palazzi e privilegi si fa particolarmente furioso. In testa alle "disparità statistiche" gli aumenti di stipendi dei travet di Palazzo Chigi . Tra il 2009 e il 2010, sono cresciuti del 15,2% (+9,9% se si tiene conto delle retribuzioni orarie), staccando di gran lunga qualsiasi altra categoria, sia pubblica sia privata. Per portuali e impiegati delle telecomunicazioni, tanto per fare un esempio, gli aumenti salariali non hanno superato il 4%. Come per chi è impiegato nella ricerca. Sotto lo zero per cento stanno le retribuzioni dei dipendenti delle agenzie fiscali, dei monopoli (cresciuti dello 0,7%), delle Forze dell'Ordine (0,9%), della Pubblica Istruzione (0,6%). Mentre per i Vigili del fuoco l'aumento non è andato oltre lo 0,4%. In mezzo, tra il privilegio di lavorare a Palazzo Chigi e la "sfortuna" di fare il ricercatore, i servizi a terra negli aeroporti (+5,2%), seguiti dai giornalisti, per i quali l'incremento è stato del 4,7%.
DISOCCUPAZIONE - Se i confronti schiaffeggiano quella parte di Paese che su uno stipendio può far conto, drammatica è la situazione di chi lavoro non ha e non ne trova. Nel 2010 il tasso di occupazione è sceso al 56,9 (nel 2009 era al 57, 5%). Peggio è per le donne lavora solo il 46,1%: media tra il 68,5% del Trentino Alto Adige e il 39,9% della Campania. Tra i disoccupati, circa il 40% non ha ancora trent'anni. Crescita speculare al tasso di disoccupazione passato dal 7,8% all'8,4%. Una crescita che riguarda qualsiasi classe d'età. E particolarmente significativa tra i 35 e i 54 anni (+8,1 per cento, pari a 63 mila persone rimaste senza impiego).
TAGLI A TAVOLA - La voce “spese” registra un aumento esiguo. Le famiglie italiane, rispetto al 2009, hanno speso 11 euro in più per un totale di 2.453 euro medi al mese (+0,5%). L'Istat, nell'Annuario Statistico, spiega che «poichè tale aumento incorpora sia la dinamica inflazionistica (che nel 2010, in base all'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, è risultata in media pari al 1,5 per cento) sia la crescita del valore del fitto figurativo (+0,2 per cento)». In pratica, in termini reali, la spesa dei consumi delle famiglie è rimasta stabile.

Buste con proiettili a Monti e Berlusconi


Nel mirino anche i direttori di alcuni quotidiani
Lamezia Terme, la procura apre un'inchiesta

Il premier Mario Monti (Ansa)Il premier Mario Monti (Ansa)
MILANO - Dieci buste indirizzate al premier Mario Monti, a Silvio Berlusconi e ad alcuni direttori di quotidiani nazionali. Dieci buste contenti proiettili e un volantino di minacce firmato dal Movimento Armati proletari sono state intercettate al Centro meccanografico di Poste Italiane di Lamezia Terme. Gli involucri sono al vaglio degli inquirenti da giovedì sera.
I DESTINATARI- Tra gli altri destinatari ci sono anche Pier Luigi Bersani (con bossoli del calibro 7.65), al ministro del Welfare Elsa Fornero (calibro 9.21). Plichi con un proiettile calibro 12 sono stati inviate a Pierferdinando Casini e ai direttori Ferruccio De Bortoli (Corriere della Sera), Ezio Mauro (La Repubblica), Maurizio Belpietro (Libero), Leonardo Boriani (La Padania), Mario Sechi (Il Tempo)
TENSIONE- Insomma si alza la tensione. Dopo i pacchi bombainviati dalla Fai, ecco nuove minacce. Nel volantino, oltre alle ingiurie, si legge: «Ve la faremo pagare a tutti. Vi colpiremo e sarà una guerra all'ultimo sangue». E poi continua: «Vi faremo maledire queste misure col sangue. Non dovrete più dormire sonni tranquilli. Il piombo non manca e adesso arriva anche il tritolo dagli amici arabi. La finanziaria è pronta come è pronto il vostro funerale. Ci vedremo a Roma. Non siamo contro le forze dell'ordine però se c'è qualcuno che vuole fare l'eroe pensi prima alla sua famiglia. È una lotta giusta e coerente - è scritto - contro i poteri forti a difesa della povera gente. Le misure prese per colpire sempre i più deboli non devono essere approvare se non con modifiche radicali a difendere quel poco che le fasce deboli hanno. Ma vi rendete conto - è scritto testualmente - che colpite gli operai con le loro famiglie che sono già sul lastrico?». La Procura della repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme ha aperto un'inchiesta per minacce aggravate dalla finalità terroristica che è stata trasferita alla Dda di Catanzaro, competente sui reati legati ad atti di terrorismo. Sulla vicenda indaga la Digos del capoluogo.
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Olanda, migliaia di vittime abusi preti

(ANSA) - BRUXELLES - ''Decine di migliaia'' sono le vittime degli abusi sessuali da parte di circa 800 preti pedofili in Olanda dal 1945 al 2010: e' quanto ha concluso la commissione d'inchiesta istituita all'Aja nel suo rapporto che chiude l'indagine sulla Chiesa e la pedofilia in Olanda. "Sulla base di 1.795 segnalazioni - afferma il rapporto - la commissione è potuta risalire a 800 autori degli abusi che hanno lavorato o lavorano per il vescovato, e almeno 105 sono ancora vivi".

Cpi: morte Gheddafi forse crimine guerra

(ANSA) - L'AIA - La morte dell'ex leader libico Muammar Gheddafi, catturato e ucciso dagli insorti a ottobre, potrebbe essere un crimine di guerra. Lo ha detto il procuratore capo della Corte penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo. "Penso che il modo in cui Gheddafi è stato ucciso generi il sospetto di... crimini di guerra - ha detto Moreno-Ocampo ai giornalisti -. Penso che sia una questione molto importante. Stiamo sollevando questa preoccupazione alle autorità nazionali''.

Carceri, approvato 'pacchetto' Severino

(ANSA) - ROMA - Il Consiglio dei Ministri ha approvato i provvedimenti per l'emergenza carceri proposti dal ministro della Giustizia, Paola Severino, insieme ad alcune misure per velocizzare la giustizia civile. Il 'pacchetto' prevede diverse misure normative, tra cui il cosiddetto decreto 'svuota carceri' che consente di scontare ai domiciliari gli ultimi 18 mesi della pena, e di evitare la reclusione breve ricorrendo, in alcuni casi, all'uso delle camere di sicurezza dei commissariati.

Sudan: liberato Azzara',rapito 4 mesi fa

(ANSA) - ROMA - Il cooperante italiano di Emergency Francesco Azzara' e' stato liberato. Lo ha confermato all'ANSA il sindaco del paese di origine di Azzara', Motta San Giovanni, Paolo Laganà, cosi' come ha fatto Emergency dopo rassicurazioni dalle autorita' di Nyala. Le conferme sono seguite a informazioni di stampa provenienti dal Sudan che segnalavano la liberazione di un italiano. Azzara' era stato rapito lo scorso 14 agosto.

Stefania Craxi: «Ho deciso, lascio il Pdl Silvio comanderà sempre»


«Il centrodestra è finito. Casini va sostenuto, purché non vada con il Pd. Fini? Per mio padre era il "compagno"»

Stefania Craxi (Fotogramma)Stefania Craxi (Fotogramma)
ROMA - Stefania Craxi va via. Via dal Popolo della libertà, via da Berlusconi. Si iscrive al gruppo misto della Camera: «Berlusconi ha detto che assume poteri straordinari, che diventa Lord protettore del partito. Ho aspettato venti giorni che qualche dirigente ponesse un interrogativo su questa decisione». Invece, niente. «Ci saranno il congresso, un segretario, le primarie, ma Berlusconi continuerà a comandare. Quale organo ha deciso tutto questo? È normale un partito che non sa fare a meno di un leader che ha perso (lo dicono i sondaggi) un terzo del suo elettorato?». Signora, lei è amica personale di Berlusconi: non gli ha parlato di tutto questo? «Ho chiesto più di una volta un appuntamento, ma non l'ho ottenuto. Da prima che il governo cadesse».
Due giorni fa, Stefania Craxi ha dichiarato: il 14 dicembre, quando Fini promosse la mozione di sfiducia al governo Berlusconi, forse eravamo noi nel torto. Spiega: «Si doveva tentare una mediazione con Fini. Invece abbiamo perso elettori con quello schifo del reclutamento dei "responsabili"». È anche l'ultimo capitolo di un'amicizia? «L'amicizia non è negoziabile. Ma il centrodestra è finito».
Pare il capolinea di una storia lunga. Elezione di Stefania alla Camera con Forza Italia nel 2006. Sottosegretario agli Esteri nel governo del 2008. I genitori di Stefania, Bettino e Anna, testimoni di nozze di Berlusconi e Veronica Lario. Craxi che protegge per decreto le tv di Berlusconi. Berlusconi che non va ad Hammamet, finché Craxi è vivo. I figli di Stefania amici dei figli di Berlusconi. Stefania al fianco di Berlusconi, nel nome della battaglia contro Tangentopoli. Poi, lo scorso aprile, le parole di Stefania: «Berlusconi è al tramonto, esca di scena». E inoltre: «Deve smetterla di raccontare queste barzellette oscene».
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Palermo: voto di scambio, due anni e mezzo a eurodeputato Antinoro

Palermo, 16 dic. - (Adnkronos) - I giudici della terza sezione penale del Tribunale di Palermo hanno condannato l'eurodeputato Pid Antonello Antinoro a due anni e mezzo di carcere, escludendo l'aggravante mafiosa.

giovedì 15 dicembre 2011

«Unipol-Bnl, Fazio regista dell'operazione»


Le motivazioni della sentenza di Milano: «Stesso grado di coinvolgimento tra Cimbri (attuale ad) e Consorte»

Antonio Fazio (Ap)Antonio Fazio (Ap)
MILANO - L'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio ha perso «il ruolo di vigile equidistanza per assumere consapevolmente quello di "regista occulto" e di istigatore, determinato a perseguire - con ogni mezzo fraudolento e/o elusivo della normativa (...) - il suo fine di mantenere saldo il principio dell'italianità della banca». Così scrivono i giudici di Milano nelle motivazioni della condanna per Fazio a 3 anni e 6 mesi, per l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte a 3 anni e 10 mesi e altri per la tentata scalata di Unipol a Bnl.
CONSORTE - Secondo i giudici di Milano Giovanni Consorte, ex presidente e ad di Unipol, è stato «assoluto protagonista» della tentata scalata di Unipol a Bnl nel 2005. «Tenuto conto sia del ruolo formalmente rivestito all'interno della società (quale amministratore delegato) sia per quanto operativamente posto in essere nell'ambito della vicenda», si legge nelle motivazioni, «è infatti del tutto evidente che Consorte abbia agito, nell'ambito degli eventi sviluppatisi da marzo a luglio 2005, da assoluto protagonista, essendo e apparendo quale l'ideatore, promotore ed esecutore dell'iniziativa (in qualunque prospettiva la si voglia considerare, ossia se lecita od illecita), ruolo mai smentito e, anzi, rivendicato».
CIMBRI - Per quanto riguarda Carlo Cimbri, già direttore generale di Unipol, attualmente ad della compagnia bolognese, nella tentata scalata del 2005 ha avuto secondo i magistrati «lo stesso grado e misura di coinvolgimento di Consorte e Sacchetti». Cimbri è stato condannato a tre anni e sette mesi per il concorso in aggiotaggio e interdetto da uffici direttivi di persone giuridiche e imprese (ma la sentenza non è esecutiva immediatamente, ma solo dopo i tre gradi di giudizio). «Per quanto riguarda Cimbri, egli rivestiva la posizione di direttore generale di Unipol e risulta avere - dal complesso degli elementi probatori acquisiti - lo stesso grado e misura di coinvolgimento di Sacchetti (Ivano, l'allora vicepresidente di Unipol, ndr) e Consorte nelle vicende sopra indicate, con la differenza - non di poco conto - che le sue competenze specifiche facevano di lui, in tutto lo snodarsi della vicenda, il soggetto che gestiva in prima persona gli acquisti di azioni Unipol», scrivono i giudici, sottolineando che Cimbri si muoveva «in totale autonomia nella ricerca e nell'acquisto dei pacchetti».
BONSIGNORE E D'ALEMA - Per i giudici anche l'europarlamentare del Pdl Vito Bonsignore, condannato a 3 anni e 6 mesi, ha avuto «un ruolo attivo e di grande rilievo» in tutta «la vicenda», da punto di riferimento «per l'acquisto del pacchetto argentino, a partecipe dell'accordo (...) a parte attenta ed esigente nella vendita delle proprie azioni». I magistrati esaminano anche il suo rapporto con l'ex premier Massimo D'Alema. Il 14 luglio 2005, ricordano i giudici della prima sezione penale di Milano, «alle ore 9,46, D'Alema telefona a Consorte e gli riferisce che è andato a trovarlo Bonsignore, in quanto voleva un consiglio, se rimanere dentro o vendere tutto. Voleva sapere da D'Alema "se lui gli chiedeva di fare quello che Consorte gli aveva chiesto di fare, perchè voleva alcune altre cose, diciamo"». E il collegio riporta anche parte del contenuto dell'intercettazione D'Alema-Consorte: «Massimo: a latere su un tavolo politico ... ti volevo informare che io ho regolato la parte mia e lui ha detto che resta» Consorte: «gli ho detto 'Se lei vuole uscire, noi onoreremo gli impegni subito, come facciamo con gli altri. Se lei rimane ci fa piacerè». Massimo: «Gianni, andiamo al ... al sodo. Se vi serve resta» Gianni: «Si si esatto». E poi, scrivono ancora i giudici: «D'Alema raccomanda: "Noi non ci siamo parlati". E Gianni lo rassicura». Peraltro, si legge ancora, «nella telefonata del 14.7.2005 ore 17,35, Consorte dirà a Sacchetti (Ivano, suo ex braccio destro condannato a 3 anni e 7 mesi, ndr) che Bonsignore è andato da D'Alema ( »una roba veramente demenziale«) per risparmiare uno 0,20 dell'investimento e dice di sè che è veramente esasperato».
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Chiesto un riscatto di 145mila euro per il rilascio del volontario di Emergency Azzarà

Khartoum, 15 dic. - (Adnkronos/Aki) - I rapitori del volontario di Emergency, Francesco Azzarà, rapito a Nyala, nel Sud Darfur, il 14 agosto, hanno chiesto un riscatto di 500mila lire sudanesi, pari a circa145mila euro, in cambio del suo rilascio. Lo riferisce il quotidiano sudanese 'Al-Sudani'. I sequestratori avrebbero fatto sapere che le condizioni di salute di Azzarà sono in peggioramento, sottolineando di accettare contatti solo con l'ambasciata italiana a Khartoum.
In particolare, uno dei presunti rapitori, che non ha svelato il proprio nome, ha dichiarato ieri al quotidiano che "il medico sara' rilasciato se l'ambasciata italiana pagherà un riscatto di 500mila lire", ribadendo il rifiuto di una mediazione da parte del governo per la liberazione dell'ostaggio. "Accettiamo solo contatti con l'ambasciata italiana", ha precisato.
I rapitori non hanno svelato il luogo esatto in cui si trovano, accennando in modo vago a un'area nella parte nordoccidentale del Nord Darfur.
Dal canto suo Emergency rassicura: "In relazione alla notizia riguardante le condizioni di salute di Francesco Azzarà si precisa che le autorità sudanesi, impegnate per la sua liberazione, hanno confermato ripetutamente nei giorni passati che Francesco sta bene e che si aspettano la sua liberazione in tempi molto brevi".

Appartamento Scajola, verso la richiesta di citazione diretta a giudizio per l'ex ministro

Roma, 15 dic. (Adnkronos) - Per l'ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, che ieri ha presentato alla procura di Roma una memoria difensiva per respingere l'accusa di finanziamento illecito dei partiti, si profila la possibilità che l'ufficio del pm chieda una citazione diretta a giudizio con riferimento alla compravendita della sua abitazione di via del Fagutale. La memoria difensiva è stata presentata nell'imminenza della scadenza del termine concesso dalla procura all'ex ministro per depositare atti a sua giustificazione.
Nella memoria Scajola secondo quanto si è appreso ha ribadito ancora una volta la sua estraneità ai fatti, ma la giustificazione non avrebbe fatto cambiare indirizzo al procuratore aggiunto Alberto Caperna e ai pubblici ministeri Roberto Felici e Ilaria Calò i quali se formuleranno la richiesta di citazione diretta a giudizio dovranno poi ricevere dal tribunale comunicazione circa la data in cui avverrà l'inizio del processo.
Processo che vedrà anche sul banco degli imputati il costruttore Diego Anemone accusato di concorso nel reato contestato a Scajola. L'imprenditore "quale amministratore di fatto delle società Redim 2002 Srl, Amp Srl, Medea Progetti e Consulenze Srl, Tecnolocos Srl e Impresa Costruzioni Srl, corrispondeva a Scajola membro della Camera dei deputati un contributo/finanziamento attraverso l'erogazione dapprima di un milione e 100 mila euro per l'acquisto dell'immobile di via del Fagutale 2 (rogito del 6 luglio 2004), quindi l'ulteriore somma di 100 mila euro mediante la messa a disposizione di servizi consistiti nella ristrutturazione dell'appartamento (lavori effettuati o retribuiti fino al maggio 2006) senza che fosse intervenuta la deliberazione degli organi societari e senza che i contributi medesimi venissero regolarmente iscritti nei bilanci delle società".
Durante l'indagine né Scajola né Anemone hanno accettato l'interrogatorio da parte degli investigatori e ieri l'ex ministro ha fatto presentare dai suoi difensori la memoria per respingere ancora una volta l'accusa di aver commesso atti illeciti. Ma a confermare quanto sostiene l'accusa sono state le ex proprietarie dell'appartamento Beatrice e Barbara Papa. Per quanto riguarda l'accusa i magistrati hanno indagato per stabilire quando avvenne la vendita e i lavori di ristrutturazione. In particolare se la data del rogito avvenne nel 2004 il reato sarebbe già prescritto se invece si conteggia il tempo relativo all'esecuzione dei lavori (maggio 2006) i termini di prescrizione si verificherebbero nel 2013.
"Di quella casa mi voglio assolutamente liberare e mi rimprovero di averla acquistata - ha affermato Scajola ospite di Agorà su Rai Tre - . L'ho messa tra le mie priorità. Quando mi sono dimesso non sono più entrato in quella casa, sono stato 6 mesi in albergo, ma ho continuato a pagare l'affitto e il condominio. Non la vivo, ci dormo solo una o due notti a settimana quando sono a Roma''. Ma ''non mi rimprovero - ha chiarito l'ex ministro - di non essermi dimesso subito, tra l'altro l'inchiesta della Procura di Perugia ha dimostrato la mia estraneità. Mi rimprovero invece - ha aggiunto - delle dichiarazioni fatte subito dopo (''Ho scoperto dai giornali che qualcuno a mia insaputa ha comprato la casa in cui vivo e me le sta pagando, non posso accettare una cosa del genere'', ndr) perché hanno contribuito a fare solo confusione. Mi rimprovero però di non aver seguito, come avrei dovuto fare, l'acquisto della casa. Ma per quella casa nessuno mi ha mai accusato di aver fatto qualcosa di storto. Spero di poter andar via presto e che qualcuno se la prenda''.

Ecologia: l’esercito degli Stati Uniti in guerra contro il pianeta Terra


Ecologia: l’esercito degli Stati Uniti in guerra contro il pianeta Terra

Nessun organo d’informazione vi informerà mai che il più grande inquinatore del mondo è l’esercito degli Stati Uniti d’America che produce ogni anno almeno 750.000 tonnellate di residui tossici.
È un inquinamento a livello globale dal momento che gli USA possiedono basi in decine di Paesi. Solo in Italia sono installate 113 basi americane e NATO.
Non solo l’esercito americano e NATO rilasciano materiale tossico nell’aria e nell’acqua, ma avvelenano la terra e il mare: anche delle comunità confinanti, provocando un aumento dell’incidenza di tumori, patologie renali, malformazioni congenite, neonati sotto peso e aborti spontanei. La sperimentazione delle tecnologie per sonar a bassa frequenza è accusata di aver avuto un ruolo nella morte di balene in tutto il mondo.
Gli italiani debbono sapere che il Pentagono gestisce basi militari anche fuori degli Stati Uniti come “riserve federali” non sottoposte alla sovranità degli Stati ospitanti. Il Pentagono ha ottenuto anche, dagli Stati servili come l’Italia, deroghe alle leggi che tutelano chi denuncia reati, laddove siano coinvolti militari statunitensi. Vedi il clamoroso caso del Cermis. Molti sono stati i tentativi nei vari Paesi per tentare di obbligare le forze armate americane e NATO al rispetto delle leggi nazionali per la tutela ambientale, ma senza esito.
Nonostante le proteste contro la guerra stiano crescendo in tutto il mondo, la “guerra alla Terra” da parte del Pentagono continua. Gli Stati Uniti sono guidati da una oligarchia criminale che non porta rispetto allo stesso territorio americano come pure non tiene conto della salute dei propri militari che, al ritorno dalle varie “guerre umanitarie”, spesso finiscono in centri di igiene mentale o ospedali per malattie tumorali.
Un rapporto dedicato all’Iraq, dell’unità di Valutazione Postbellica del Programma Ambientale delle Nazioni Unite, ha rivelato che i pesanti bombardamenti USA e i movimenti di un gran numero di veicoli militari, hanno fortemente degradato l’ecosistema naturale e agricolo. L’intenso uso di proiettili all’uranio impoverito ha fatto rilevare livelli di contaminazione radioattiva pericolosi per la salute, per l’acqua e per l’ambiente.
Le centinaia di migliaia di proiettili all’uranio impoverito utilizzati nella guerra di aggressione all’Iraq, hanno lasciato sul terreno ben 75 tonnellate di materiale tossico. Stessa situazione in Serbia, in una guerra infame che ha visto l’intervento diretto anche dell’Italia, ai tempi del governo D’Alema.
In Afghanistan stanno ancora utilizzando materiale bellico altamente tossico con conseguenze devastanti per l’ecosistema naturale e per la salute degli abitanti, e degli stessi militari (compresi gli italiani) fortemente colpiti da malattie tumorali.
Nonostante quanto rilevato dagli organismi internazionali, le forze anglo-americane e NATO continuano ad utilizzare munizioni all’uranio impoverito facendosi beffe di una specifica risoluzione O.N.U. che classifica tali proiettili come armi illegali di distruzione di massa.
Le minuscole particelle radioattive che si sprigionano quando un proiettile all’uranio impoverito colpisce l’obiettivo, vengono facilmente inalate anche attraverso le maschere antigas.
Circa 10.000 veterani della “Guerra del Golfo Persico” sono morti per malattie tumorali. Una ex infermiera dell’esercito americano, Carol Picon, ha raccolto un’estesa documentazione sulle malformazioni congenite riscontrate nella popolazione irachena e sui figli dei veterani statunitensi.
In “The Hidden Killers” è stato messo insieme un originale rapporto dall’Iraq e dalla Bosnia con le interviste ai veterani dell’esercito statunitense malati di tumore; un numero elevato di civili iracheni e bosniaci esposti all’uranio impoverito, hanno presentato gli stessi tipi di tumore dei veterani americani della “Guerra del Golfo Persico”.
Da quando è uscito questo rapporto l’“Union Medical Research Center” ha pubblicato studi che dimostrano l’impatto devastante dell’uranio impoverito in Afghanistan, mentre il “Christian Science Monitor” ha realizzato un ottimo servizio sull’impatto devastante dell’uranio impoverito nelle aree urbane.
Il governo statunitense si dovrebbe vergognare di questi crimini contro l’umanità, come pure si dovrebbero vergognare anche i mezzi d’informazione italiani e stranieri che, pur essendo a conoscenza di quanto sta accadendo, censurano le notizie e continuano a sostenere le cosiddette “guerre umanitarie”.
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M.O.: Islanda riconosce Palestina


M.O.: Islanda riconosce Palestina
REYKJAVIK – L’Islanda ha riconosciuto a tutti gli effetti lo Stato di Palestina, primo Paese dell’Europa occidentale a compiere questo passo politico: lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Oessur Skarphedinsson, nel corso di una solenne cerimonia presso la Casa delle Cultura di Reykjavik cui ha partecipato anche il suo collega dell’Autorita’ Nazionale Palestinese, Riad al-Malki. Skarphedinsson ha citato esplicitamente “la volonta’ dell’Allthingi”, il Parlamento islandese, che il 29 novembre scorso aveva votato a favore del riconoscimento dello Stato palestinese. Per l’Anp si tratta del secondo successo diplomatico del genere, dopo la sua ammissione a pieno titolo nell’Unesco, approvata dall’Assemblea Generale dell’agenzia Onu il 31 ottobre. Nel mondo sono ormai oltre un centinaio gli Stati che hanno riconosciuto formalmente la Palestina. Quelli membri dell’Unione Europea, di cui l’Islanda non fa parte, sono tutti dell’Europa orientale o mediterranea: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Malta e Cipro.

Libia, Putin: le forze speciali Usa coinvolte nell'assassinio di Gheddafi


Libia, Putin: le forze speciali Usa coinvolte nell'assassinio di Gheddafi
MOSCA - Le forze speciali americane sono coinvolte nell'assassinio di Muammar Gheddafi. Lo ha affermato il primo ministro russo Vladimir Putin: "Dei droni americani hanno attaccto la colonna (di veicoli di Gheddafi). Con le radio hanno avvisato le forze speciali sul terreno (americane), che non dovevano nemmeno trovarsi la, le quali hanno fatto affluire i cosiddetti oppositori e combattenti che lo hanno eliminato".

Italia-Libia: riattivato trattato amicizia


Italia-Libia: riattivato trattato amicizia
ROMA - ''Con Jalil abbiamo deciso di riattivare il 'trattato di amicizia' la cui applicazione era stata sospesa e percorso i modi concreti per concentrarsi sulle priorita' della nuova Libia''. Lo afferma il premier, Mario Monti, al termine dell'incontro con il leader del Consiglio nazionale transitorio libico, Mustafa Abdul Jalil.

"Technically incorrect"


i monti non tornano..

Patrimoniale c’è ma non si vede: il ricco paga da 4.000 a 24.000 euro - di Riccardo Galli


Mario Monti
Mario Monti (Lapresse)
ROMA – La patrimoniale c’è, ma non si vede. In realtà, a legger bene, la patrimoniale, nel decreto ““Salva Italia”, si vede eccome. Solo che non è stata chiamata così, vuoi per non stuzzicare animi particolarmente sensibili al tema, vuoi perché frammentata in diverse voci. Chi più ha, più pagherà. Lo farà attraverso la tassa sul lusso, auto potenti, barche e aerei; lo farà attraverso l’Imu e attraverso il prelievo sulle super pensioni. E ancora i ricchi pagheranno sulla casa all’estero, sui patrimoni scudati e sull’imposta sui titoli. Non si chiama patrimoniale perché dispersa in mille voci diverse ma i singoli provvedimenti messi assieme, sono a pieno titolo “patrimoniali”.
Ne va fiero e lo rivendica lo stesso Monti. “Riteniamo di aver introdotto, senza drammi, l’imposta patrimoniale fattibile per il nostro Paese in questo momento”. Fattibile anche perché “non è che alcuni partiti fossero molto entusiasti”. Il presidente del Consiglio spiega di aver “chiesto ai tecnici” se una patrimoniale secca sulle grandi ricchezze fosse praticabile da subito. “Mi hanno risposto che servivano due anni di lavoro”. Inutile farla ora, in fretta e male: “Avremmo abbaiato e non morso”. In più, il rischio di fuga di capitali.
E allora si è cercata la via “fattibile”, quella che avrebbe permesso, da subito e davvero, di colpire quelli che fino ad ora se l’erano cavata, limitando i danni per “i soliti noti”  e chiamando a pagare quelli che Monti battezza “i nuovi noti” . Chi ha barche, auto molto potenti, aerei personali o elicotteri, immobili all’estero, cospicue ricchezze finanziarie in Italia e fuori. E chi riceve pensioni e liquidazioni notevoli. La tassa sul lusso, innanzitutto, anche se limata con un emendamento dell’ultima ora, con sconti che scattano dopo 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione dell’auto e della barca, dopo 20 anni non è più dovuta. Ma che comunque rimane. Per le auto sopra i 185 chilowatt, c’è l’addizionale erariale: 20 euro per ogni chilowatt in più dal 2012. Per le barche, arriva la tassa di stazionamento (dal primo maggio 2012): da 5 a 703 euro al giorno, a seconda della lunghezza degli scafi. Per gli aeromobili privati, in base al peso massimo al decollo: da 1,50 a 7,55 euro al chilo (il doppio per gli elicotteri).
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