venerdì 27 gennaio 2012

Consigliere Guida Suprema: se Iran non vende greggio nessun altro lo puo’


Consigliere Guida Suprema: se Iran non vende greggio nessun altro lo puo’
TEHERAN – Il Consigliere della Guida Suprema iraniana per gli Affari Internazionali Ali Akbar Velayatì ha annunciato che se l’Iran non potrà vendere il suo petrolio, il mondo deve essere sicuro che nemmeno gli altri saranno in grado di farlo. Secondo Press TV, questo il monito di Velayatì, Ministro degli Esteri dei primi anni seguenti alla rivoluzione islamica e massimo consigliere della guida suprema iraniana il sommo Ayatollah Khamenei. Velayatì ha definito inutili le sanzioni Ue contro il petrolio dell’Iran ricordando che queste porteranno sicuramente all’aumento del prezzo mondiale del greggio; Velayatì ha comunque ribadito che l’Iran non se ne starebbe con le mani in mano davanti ad uno scenario in cui tutti sarebbero autorizzati a produrre petrolio e l’Iran fosse messo in condizione di non poterlo fare. “Le sanzioni europee non sono a favore di nessuno ed i politici europei sanno benissimo che queste sanzioni sono solo una manovra politica”, ha detto Velayatì che ha proseguito: “L’Iran non ha bisogno del favore di alcun paese per vendere il suo petrolio; la domanda globale di greggio è sempre lì ed è sempre crescente”. L’Iran ha informato in precedenza che qualora gli venisse impedita l’esportazione del petrolio avrebbe chiuso lo Stretto di Hormuz, attraversp cui passa ogni giorno il 40% del petrolio del mondo intero. La chiusura di questo Stretto potrebbe creare una crisi globale ed un aumento difficilmente prevedibile del prezzo del barile.

Siria: Russia contraria alla bozza di risoluzione Onu


Siria: Russia contraria alla bozza di risoluzione Onu
MOSCA - La Russia giudica inaccettabile la bozza di risoluzione Onu sulla Siria proposta dalla Lega Araba in accordo con i Paesi occidentali. Lo ha dichiarato il viceministro degli esteri, Ghennadi Gatilov. La bozza, che oggi sarà esaminata del Consiglio di sicurezza, secondo Gatilov non contiene alcuna considerazione fondamentale sulla nostra posizione e non contiene aspetti chiave che per noi sono fondamentali. La bozza chiede che Bashar Assad, ceda il potere al suo vice.

Iran: probabile immediata interruzione esportazioni petrolio verso Europa

 
Iran: probabile immediata interruzione esportazioni petrolio verso Europa
TEHERAN – Il Parlamento iraniano risponde con forza alle sanzioni Ue: il Majles ha intenzione di interrompere da subito le furniture di petrolio all’Europa per punire i 27 per le sanzioni al petrolio ed al settore finanziario che entreranno in vigore dal mese di giugno. Secondo Nasser Soudani, deputato iraniano, il Parlamento iraniano lavorerà in fretta e furia per far approvare una legge che interrompa ben prima di giugno le esportazioni di petrolio all’Europa, in modo che i paesi europei incontrino problemi ancora maggiori nella diversificazione dei fornitori e nell’adattamento delle raffinerie a tipi di petrolio diversi da quello iraniano. Il deputato Soudani spiega: “Il Parlamento iraniano intende dare una lezione esemplare ai partner europei in modo che imparino a non giocare più con il fuoco”. Secondo fonti vicine al Parlamento la nuova legge potrebbe passare già la settimana prossima al Parlamento ed entrare in vigore ai primi di Febbraio, nei simbolici giorni dell’anniversario della rivoluzione islamica in Iran.

Nuovi ticket sanitari su pannoloni, prodotti per diabetici e cibi per celiaci


Le Regioni frenano sul documento tecnico Chiudono gli ospedali
con meno di 120 posti

PAOLO RUSSO
ROMA
Niente più pediatra per gli adolescenti tra 6 e 14 anni, colpo di acceleratore sulla chiusura dei 220 piccoli ospedali da riconvertire in strutture per l’assistenza territoriale e ticket nuovi di zecca per i così detti dispositivi medici: dai pannoloni all’ossigeno terapeutico, dai prodotti per i diabetici agli alimenti per i celiaci. Sempre chiamando gli assistiti a contribuire in misura commisurata al reddito, riveduto a corretto dal «sanitometro».

Si arricchisce di altri particolari il documento tecnico messo a punto mercoledì dal conclave degli assessori regionali alla sanità e del quale oggi, dopo le anticipazioni a mezzo stampa, nessuno vuole rivendicare la paternità. Uscito dalla Conferenza di ieri convocata proprio per discutere il nuovo Patto per la salute 2013-2015, il presidente delle Regioni Vasco Errani, si è affrettato a precisare «che non c’è nessun documento messo a punto dagli assessori sui ticket». Una smentita che non cancella le 51 pagine del documento discusso per un’intera giornata ieri l’altro, e che, del resto, parte dalla stessa considerazione di Errani, ossia che il finanziamento 2013-2014 della sanità, «così come previsto dalla manovra d'agosto è per le regioni insostenibile».

Come dire che qualche soluzione va trovata per tamponare il taglio da 8 miliardi per i prossimi due anni. O con nuove risorse, magari derivati dalla tassa sul cibo spazzatura o tagliando sprechi dove ancora c'è da tagliare, come negli ospedali da meno di 120 posti letto.

Soluzione, quest'ultima, sulla quale nessuno vuole metterci la faccia, ma alla quale le regioni «amiche» del Governo stanno lavorando per evitare il default del servizio sanitario nazionale.
Nel frattempo fa già discutere l’ipotesi di assegnare ai pediatri unicamente i bambini da 0 a 6 anni, affidando i ragazzi da 7 a 14 anni alle cure del medico di famiglia.

Ipotesi contro la quale insorge la federazione dei pediatri, la Fimp, per la quale il progetto «contrasta con i convincimenti di tutta la comunità scientifica internazionale, concorde nel ritenere inamovibile il principio che l'età pediatrica va da zero a 14 anni».

A preoccupare il presidente della Federazione di Asl e ospedali (Fiaso), Giovanni Monchiero, è invece il fatto che «già oggi la carenza di risorse rende difficili i rapporti con gli operatori sanitari e i fornitori delle aziende sanitarie».
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Architetto si uccide all'ufficio imposte: «Volevate la mia pelle, ora l'avete»


A Créteil, periferia di Parigi, il gesto estremo di un uomo di 55 anni che doveva al fisco francese circa 26mila euro

Il luogo del suicidio (da «Le Parisien») Il luogo del suicidio (da «Le Parisien»)
MILANO - Giovedì pomeriggio, 14 e 30 circa. Un architetto francese di 55 anni entra nell'ufficio imposte di Créteil, periferia di Parigi. Dopo un rapido scambio di battute con un impiegato allo sportello, raggiunge il cortile dell'edificio e si spara un colpo alla tempia con una calibro 38. L'uomo, padre di due figli adolescenti, non lavorava da tempo ed era travolto dalle difficoltà economiche. Doveva al fisco 26mila euro. Prima di suicidarsi, ha lasciato agli uscieri del centro delle imposte un biglietto drammatico: «Volevate la mia pelle, ora l'avete».
«UNA COSA MAI VISTA» - «Abbiamo sentito una forte detonazione - ha testimoniato un impiegato al quotidiano francese Le Figaro -. E' vero che le persone che vengono qui sono spesso snervate, ma una cosa del genere non l'avevamo mai vista».
«RACCOMANDATE TUTTI I GIORNI» - «Tutti i giorni riceveva raccomandate - ha raccontato invece una vicina del 55enne che aveva notato negli ultimi tempi il gran numero di lettere con l'intestazione Centre des impots - lettere dell'ufficio delle tasse, sembrava martoriato dai debiti».
L'INCHIESTA - Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta. La pistola con cui l'uomo si è sparato era stata caricata con sei colpi. Sembra tuttavia che non avesse alcuna intenzione di fare del male ad altri: il suo è stato solo un gesto eclatante dovuto alla disperazione. Sul suo cadavere è stata in ogni caso disposta un'autopsia.

LA GIORNATA DELLA MEMORIA SIA ... TUTTI I GIORNI

LA GIORNATA DELLA MEMORIA SIA ... TUTTI I GIORNI

Per tutti i bimbi del mondo ...

per quelli a cui abbiamo rubato il futuro,
per quelli nati sotto ad una cattiva "stella",
per quelli brutalizzati dalla "religione del silenzio",
per quelli che nascondiamo dentro di noi e che ... lasciamo piangere senza ascoltarne le suppliche,
per quelli che giocano nonostante tutto,
per quelli a cui è rimasto solo ... un dolcissimo sorriso.
(pasdan)

Hanno rovinato l’Italia e li fanno ancora parlare


Hanno rovinato l’Italia e li fanno ancora parlare
Lui, il principale responsabile del disastro italiano, Silvio Berlusconi, soltanto qualche giorno fa ha avuto il coraggio di affermare: “È cambiato il governo ma le cose non sono migliorate. Mi aspetto che mi richiamino”. Il suo omologo Umberto Bossi gli ha intimato di dare la sfiducia ad un “governo infame”, senza provare nemmeno un po’ di vergogna per il cumulo di nefandezze compiute in dieci anni di governo e undici di dissennata alleanza.
Come se non bastasse tutto questo spettacolo indecente, i loro fogli, “Libero” e “Il Giornale”, quotidianamente sparano a zero sui provvedimento economici del governo Monti, come se l’ex presidente della Bocconi fosse a palazzo Chigi da venti anni e si portasse appresso la responsabilità delle disastrose politiche economiche che hanno gettato sul lastrico la maggior parte della popolazione italiana.
Naturalmente, la realtà è esattamente il contrario di quella disegnata da queste fonti inattendibili e dal giornalismo propagandistico che le anima. Le drammatiche condizioni economiche in cui versa il nostro Paese sono da addebitare, al cento per cento, alla incapacità del governo Berlusconi e dei suoi ministri, dimostratisi molto più inetti di quanto anche la più pessimistica previsione potesse mai ipotizzare. Quando erano al governo, il differenziale fra i titoli di Stato tedeschi e italiani era arrivato a superare i 550 punti base (ora sono sotto la soglia dei 400), mentre il premier era oramai un uomo isolato e dileggiato da tutte le Cancellerie europee e mondiali.
L’attuale governo, pur con difficoltà quasi insormontabili e non sempre con equità, ha provveduto ad approvare norme sulle liberalizzazioni che finalmente potrebbero (ma il condizionale è obbligatorio) aprire il mercato dei servizi fino ad ora in mano a corporazioni medievali che decidono i prezzi da praticare e il numero degli operatori, scaricando sui consumatori la loro agiatezza economica, perlomeno quella degli anni di vacche grasse. Il centro-destra non ha fatto che coprire queste categorie – il famoso “ceto medio” affluente che ogni giorno Maurizio Belpietro difende come se fosse una razza in via di estinzione, quando la percentuale di poveri in Italia ha superato oramai la soglia del 14 per cento – mistificando poi la propria azione come una “rivoluzione liberale” propugnata dal monopolista televisivo miliardario, capo del ramo di azienda definito Pdl.
In un Paese serio, come ad esempio la Spagna dove Zapatero non si sa più nemmeno che cosa faccia, dopo che si è responsabilmente assunto le colpe della crisi economica, diverse bocche che oggi strepitano ed annaspano nelle pagliacciate parlamentari in stile leghista, rimarrebbero rigorosamente cucite, provando vergogna per la situazione prodotta dalla loro incompetenza. Ed invece Giulio Tremonti pubblica un nuovo libro di profezie, Berlusconi è continuamente intervistato, ai soldatini pagani si concedono titoli di testa e servizi televisivi, quando invece meriterebbero soltanto un lungo quanto repentino oblio politico ed una influenza pari a quella della “Sudtiroler Volkspartei”.
Per fortuna che gli elettori sembrano aver compreso la necessità di archiviare il centro-destra berlusconiano, relegandolo nei sondaggi  sempre più in basso e mostrando più fiducia nella competenza di Mario Monti. Ed ora, che il Pdl sembra volersi sfilare dalla maggioranza che sostiene l’attuale governo e puntare ad elezioni anticipate, sarebbe forse il caso che lo stesso Monti diventasse il leader di una coalizione di centro-sinistra per continuare nella sua opera di ricostruzione delle macerie di diciassette anni di berlusconismo. In questo modo, l’Italia potrebbe entrare nuovamente in un periodo di crescita, con una classe dirigente finalmente all’altezza dei complessi problemi che deve affrontare, lasciando al magnate di Arcore la frequentazione delle sue allegre olgettine e a Umberto Bossi le serate degli ossi mangiati con i membri del suo cerchio magico.

L’onorevole viaggia gratis: i cittadini pagano 17 milioni di euro l’anno


ROMA – Aereo, nave, treno o autostrada loro non pagano nulla. Gli onorevoli viaggiano gratuitamente sul territorio nazionale. Ed oltre a biglietti gratis e a non pagare il pedaggio autostradale ricevono anche rimborsi tra i 3 mila ed i 4 mila euro per percorrere la distanza che separa la loro casa dall’aeroporto più vicino. Ovviamente anche il trasporto Montecitorio-Fiumicino è rimborsato o comunque gratuito per loro. Il Fatto Quotidiano spiega che a pagare per loro i 17 milioni di euro l’anno sono sempre i “soliti”. I cittadini che pagano loro viaggi, e vacanze, e che ogni giorno devono fare i conti con i rincari dibenzina e gasolio, che nessuno rimborsa loro per andare a lavoro, o con trasporti pubblici ed eventuali scioperi.
Viaggi gratuiti non solo per fini istituzionali, ma anche per pagare l’onorevole vacanza. I Questori della Camera, spiega il Fatto Quotidiano, hanno stimato di poter risparmiare 1 milione di euro l’anno sui propri rimborsi viaggi, mentre al Senato il risparmio potrebbe raggiungere 1.5 milioni di euro l’anno.
Il risparmio sui trasporti sarebbe possibile solo se i parlamentari imparassero a spendere meno, spiega il Fatto Quotidiano. Nel Bilancio della Camera del 2010 sono stati spesi 11.605.000 euro, di cui 8.180.000 in aerei, 1.650.000 per i treni , 600.000 per i pedaggi autostradali e 200.000 per autonoleggio. Per le “altre spese di trasporto” sono stati spesi altri 15 mila euro. Senza contare poi i soldi degli eletti all’estero, 12 parlamentari che viaggiano in business class per il prezzo all’anno di 950 mila euro.
A viaggiare a spese dei cittadini poi anche gli ex deputati e gli ex senatori. Chi è stato eletto almeno una volta ha diritto a 10 voli gratis ogni anno e può viaggiare su treni intercity e regionali gratis, ma non sui Frecciarossa. Sobrio però il comportamento degli ex senatori, come mostrano le cifre riportate dal Fatto quotidiano: su una previsione di 1.9 milioni di euro per le loro spese di trasporto, ne hanno utilizzati solo 1.3 milioni. Ma dove gli ex senatori risparmiano, i senatori in carica sprecano:  5.2 erano i milioni di euro previsti per le spese di trasporto, arrivate invece alla “modica” cifra di 5,8 milioni di euro.

Università: i professori dovranno insegnare, basta ricercatori colf


riccardo-galli-opinioni
di Riccardo Galli

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Università

Brutte notizie per la Cepu e per i professori universitari nella bozza del decreto semplificazioni a cui il governo sta lavorando. L’articolo 56, lettera E, stabilisce infatti che vengano escluse “tutte le università telematiche dalla ripartizione di una quota dei contributi di cui alla legge sulle università non statali legalmente riconosciute”. In particolare si tratta dei fondi per il merito, soldi che alle telematiche potevano arrivare grazie ad una norma introdotta dalla riforma Gelmini, e ribattezzata appunto “emendamento Cepu”. Un’altra importante novità riguarderà poi i ricercatori di tutte le università: ai ricercatori a tempo indeterminato infatti, non potranno più essere affidati “compiti di tutorato e didattica integrativa”. Dovranno fare ricerca punto e basta, e i professori dovranno tornare a fare i professori. Cioè dovranno lavorare molto più di quanto non facciano oggi.
Che i ricercatori debbano fare i ricercatori e i professori i professori, appare come un’ovvietà. Ma nelle nostre università tale non è. I ricercatori svolgono infatti spesso, quando non sempre, compiti di “didattica integrativa”. Fanno in altre parole quello che dovrebbero fare i professori, cioè tengono lezioni ed esaminano gli studenti. In questo modo di tempo per la ricerca a loro ne rimane ben poco ovviamente, mentre ai professori di tempo ne rimane, e molto.
Tempo per scrivere libri o concedere munifiche consulenze. O ancora per tenere corsi in università private o magari anche solo tempo per andare al cinema o, visto che di problemi all’interno delle nostre università ne esistono, e che i prof non sono tutti degli scansafatiche, anche tempo da dedicare all’università stessa. Ma che sia per una buona o per una cattiva causa, con i ricercatori che svolgono il compito dei professori, questi fanno per forza di cose altro. Ora, se questo paragrafo del decreto passerà, i professori dovranno tornare a fare i professori. E gli studenti, spesso costretti ad inseguire i loro insegnanti per un colloquio, non saranno più costretti a parlare con un giovane ricercatore, ma potranno sedersi, incredibile ma vero, di fronte al loro professore.
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S'ignora il Signoraggio !!!!!!!!!!!


Regioni, la giungla dei privilegi In Sicilia e Sardegna stipendi record


Tagli per Vendola e Chiodi. Ma a Cota vanno 1.779 euro in più della Bresso

Raffaele Lombardo (Imagoeconomica) Raffaele Lombardo (Imagoeconomica)
ROMA - Al governatore siciliano Raffaele Lombardola sola definizione di gabbie salariali «fa schifo». La sua coerenza è da lodare. Alla guida di una Regione con un numero di abitanti pressoché identico a quello del Veneto, ma un costo della vita inferiore del 9,4%, Lombardo porta a casa fra indennità e rimborsi il 43% in più del suo collega Luca Zaia: 170.319 euro netti l'anno contro 118.703, secondo i dati contenuti nel sito ufficiale della conferenza dei governatori ( www.parlamentiregionali.it ). Senza considerare, poi, la differenza abissale nella ricchezza di quei due territori. Il prodotto interno lordo del Veneto, dice l'Istat, è del 75% superiore a quello della Sicilia.
La verità è che in Italia le uniche gabbie salariali esistenti (quel sistema in voga un tempo per cui gli stipendi erano più bassi dove il costo della vita era inferiore) ce le hanno i politici. Però al contrario. Ha senso che un consigliere regionale molisano, dove la vita costa il 32,8% in meno, intaschi ogni mese fra indennità e rimborsi vari 10.125 euro netti contro gli 8.639 del suo collega della Liguria? E sorvoliamo sul fatto che il Molise ha un quinto degli abitanti della Liguria e una ricchezza procapite del 37% inferiore.
Ha senso che un consigliere regionale dell'Emilia Romagna abbia un appannaggio netto pari a metà di quello del consigliere della Sardegna (5.666 euro contro 11.417)? O che la busta paga del governatore della Calabria, pure dopo essere stata tagliata di 27 mila euro, sia ancora di 43 mila euro l'anno superiore a quella del presidente della Toscana?
Conosciamo le argomentazioni di chi difende il proprio status quo: i dati vanno presi con le molle, anche quelli ufficiali. Vero, ma anche con queste precauzioni certi numeri fanno sempre fare un salto sulla sedia. Per quanto il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder si dica profondamente convinto di meritarsi i 25.620 euro che fra stipendio e rimborsi gli toccano ogni mese, perché lui lavora dall'alba a notte fonda, è stato rilevato che l'impegno del presidente degli Stati Uniti Barack Obama non è certamente inferiore al suo: per 2.600 euro di meno nella busta paga.
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Cancellati i mini-debiti col fisco Non si pagherà fino a 30 euro


Le imprese potranno rientrare negli appalti con l’accordo sulle rate

ROMA — I contribuenti che hanno debiti fiscali di modestissima entità, e magari noie procedurali enormi per assolverli, possono tirare un sospiro di sollievo. Con il decreto per la semplificazione tributaria, atteso in Consiglio dei ministri venerdì prossimo, il governo dovrebbe raddoppiare il limite al di sotto del quale l'amministrazione non darà corso alla riscossione dei crediti dovuti allo Stato o agli enti locali, portandolo a 30 euro per «ciascun tributo» e per «ciascuna annualità d'imposta » (ma con una clausola anti furbi). Nel decreto, inoltre, dovrebbe esserci una norma che consentirebbe alle imprese che hanno debiti fiscali scaduti, ma per i quali è stato concordato un piano di rateizzazione, di rientrare in ballo negli appalti e nelle commesse pubbliche. Mentre dovrebbero cadere alcune incombenze da parte dei contribuenti, come l'indicazione del domicilio fiscale negli atti destinati all'amministrazione.
Le misure a costo zero
Il testo definitivo del provvedimento deve ancora essere messo a punto dal ministero dell’Economia, ma si annuncia corposo. Le misure del pacchetto riguarderanno sia i cittadini che le imprese e il decreto, sottolineano a via XX settembre, non avrà impatto sul bilancio pubblico. La maggior parte degli interventi punta a rimuovere gli ostacoli inutili all'attività delle imprese, e come il decreto sulla semplificazione che il governo approverà oggi, a ridurne gli oneri amministrativi. Eventuali misure che avessero effetti finanziari, assicurano al Tesoro, sarebbero comunque compensate all'interno dello stesso provvedimento.
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Israele: serpente entra nella stanza di un bimbo di un anno che lo divora a morsi


La madre lo ha trovato mentre masticava tranquillamente il rettile che non era di una specie velenosa

Statua di Ercole bambino con il serpenteStatua di Ercole bambino con il serpente
MILANO - La leggenda racconta che Era mise nella camera del piccolo Ercole due serpenti velenosi e che il bimbo semidio li strangolò entrambi con una mano sola. La cronaca dei giorni nostri dimostra che quella che sembrava solo un mito può essere superato dalla realtà.
LA STORIA - Protagonisti questa volta sono stati un bambino di un anno e un serpente di 35 centimetri. È accaduto a Shfaram, nel nord di Israele. Il piccolo Imad Gadir, novello Ercole, con grande sconcerto della madre è stato scoperto nella sua cameretta mentre masticava tranquillamente il rettile, al quale aveva reciso la testa con un morso. Le urla della donna hanno allertato i vicini che sono corsi in casa strappando dalle mani del piccolo Imad i resti del serpente, che fortunatamente non era di una specie velenosa.

«Non mi rompa i c...». E Castelli se ne va


Puntata dedicata alla «rivolte» italiane. Acceso intervento di un operaio sardo, l'ex ministro lascia lo studio

In onda giovedì 26 l'undicesima puntata di Servizio Pubblico
MILANO - Il senatore della Lega ed ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, non ci sta. E abbandona lo studio televisivo di Michele Santoro, durante la trasmissione «Servizio pubblico», in onda anche su Corriere.it, dopo che un operaio sardo gli dice: «Castelli tu a me non mi devi rompere i c...i». L'ex ministro, poco prima aveva avuto un vivace botta e risposta anche con alcuni lavoratori siciliani, uniti nella protesta insieme a quelli sardi. «La Sicilia è quella che spreca di più - aveva detto - voi avete 23 mila dipendenti pubblici, mentre in Lombardia ce ne sono solo tremila. Ma non solo. Già all'inizio della puntata dedicata a «La rivolta dei forconi» l'esponente leghista si era lamentato del «solito pubblico schierato». Ospiti di Michele Santoro erano, oltre a Castelli, Enrico Letta del Partito Democratico, e Maurizio Zamparini del Movimento per la gente. In collegamento dalla Sardegna, Sandro Ruotolo dal comune occupato di Siliqua, in provincia di Cagliari.
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Egitto,in 200 attaccano ambasciata Siria

(ANSA) - IL CAIRO - Almeno 200 oppositori del presidente siriano Bashar el Assad sono penetrati nell'edificio dell'ambasciata siriana al Cairo, rompendo porte e finestre, prima di essere bloccati e cacciati dalle forze di sicurezza egiziane. Lo riferisce un giornalista dell'agenzia France Presse. Il palazzo oggi era vuoto, essendo venerdì un giorno festivo in Egitto.

Whay Not,Loiero condannato in appello

(ANSA) - CATANZARO - L'ex Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero (centrosinistra) è stato condannato ad un anno di reclusione per il reato di abuso d'ufficio nel processo d'appello scaturito dall'inchiesta Why Not. In primo grado era stato assolto. Non doversi procedere per intervenuta prescrizione per l'ex Presidente della Regione, Giuseppe Chiaravalloti, del centrodestra. Soddisfatto il pg: ''La sentenza ha confermato l' impianto accusatorio". Stupefatti i difensori di Loiero.

Giglio, 14mila euro per ogni passeggero. Ufficiali: manovra errata colpa di Schettino

(Fonte Vigili del fuoco)
Roma, 27 gen. - (Adnkronos) - Accordo raggiunto tra Costa Crociere e le associazioni nazionali dei consumatori per rimborsi pari a 3mila euro e risarcimenti per 11mila euro, per un totale di 14mila euro a passeggero. E' quanto si legge in una nota. La proposta non riguarda le famiglie delle vittime e i passeggeri feriti, per i quali è stato necessario effettuare trattamenti sanitari in loco. Per costoro l'indennizzo terrà conto della gravità del danno subito dai singoli individui.
"Dopo una lunga e serrata trattativa si è conclusa stamane , con un accordo molto soddisfacente la fase della vertenza relativa ai rimborsi e risarcimenti per i passeggeri coinvolti - si afferma nel testo - E' un importante risultato che varrà e potrà coinvolgere, come noi auspichiamo i passeggeri con nazionalità di oltre sessanta paesi senza distinzione alcuna. Per la prima volta inoltre si è affrontato con soddisfazione e in termini extra-giudiziali una questione così rilevante in cui vengono riconosciuti non solo i rimborsi e non solo i danni patrimoniali ma anche quelli per danno esistenziale".
L'accordo tra Costa Crociere e i consumatori riguarda il rimborso integrale del valore della crociera, comprensivo delle tasse portuali; il rimborso dei transfer aerei e bus, inclusi nella pratica crociera; il rimborso totale delle spese di viaggio sostenute per il rientro; il rimborso di eventuali spese mediche sostenute; il rimborso delle spese sostenute durante la crociera. Costa si è impegnata altresì a non dedurre, da tale cifra, quanto eventualmente percepito dai clienti per rimborsi assicurativi legati a polizze individualmente stipulate.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Giglio-14mila-euro-per-ogni-passeggero-Ufficiali-manovra-errata-colpa-di-Schettino_312907161639.html

Caso Ruby, la difesa di Berlusconi 'indignata' lascia aula e si fa sostituire

Milano, 27 gen. (Adnkronos) - Il Tribunale non accoglie la proposta di calendarizzazione delle udienze avanzata dalla difesa Berlusconi e gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo perdono la pazienza e se ne vanno. E' successo questa mattina all'avvio della nuova udienza del processo sul caso Ruby che si celebra a Milano nei confronti di Silvio Berlusconi, imputato per concussione e prostituzione minorile.
I legali dell'ex presidente del Consiglio avevano chiesto ai giudici di annullare l'udienza già in calendario lunedì prossimo, 30 gennaio, e di rinviare quella già in agenda per il 10 febbraio perché Berlusconi dovrà comparire davanti al gup che celebra l'udienza preliminare del procedimento relativo al passaggio di mano dell'intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte durante la mancata scalata alla Bnl, mentre il 10 febbraio i legali dell'ex capo del governo saranno impegnati a mettere a punto l'arringa difensiva da pronunciare il giorno immediatamente successivo nell'aula del processo Mills.
Il collegio presieduto da Giulia Turri, però, non ha fornito una risposta nel merito, limitandosi a dire che la questione verrà affrontata a fine udienza. A quel punto Ghedini si è tolto la toga e, dopo aver nominato come proprio sostituto processuale l'avvocato Giorgio Perroni, ha lasciato l'aula. Uno 'strappo' che l'avvocato-deputato giustifica così: ''Siamo indignati. E' intollerabile il modo in cui viene trattata la difesa Berlusconi a Milano. Non è questo il modo di trattare gli avvocati''.

Mills, legali di Berlusconi ricusano i giudici

Milano, 27 gen. (Adnkronos) - I difensori di Silvio Berlusconi hanno depositato pochi minuti fa la richiesta di ricusazione dei giudici del processo Mills.
Stando alle prime anticipazioni, l'ex premier, nell'atto depositato, lamenta il taglio dei testimoni chiesti dai suoi legali e contesta che la data di prescrizione cada il 14 febbraio: per la difesa dell'ex premier, infatti, la prescrizione sarebbe già intervenuta.
Con la ricusazione in corso, comunque, il processo non si ferma fino alla sentenza quando, secondo la giurisprudenza comune, i tribunali congelano il procedimento e attendono l'esito della ricusazione.
A valutare le lamentele dell'imputato sarà la Corte d'appello di Milano, la cui pronuncia finale è comunque ricorribile in Cassazione.

Terra trema ancora al Nord Italia. Sisma di 5.4, epicentro a Parma

Mappa del sisma di mercoledì 25 gennaio
Roma, 27 gen. (Adnkronos) - La terra trema ancora al Nord Italia. Una forte scossa di terremoto è stata avvertita questo pomeriggio, pochi minuti prima delle 16, dal Trentino al Veneto, dal Piemonte fino alla Liguria e alla Toscana.
Secondo le prime informazioni fornite dall'Ingv, l'epicentro è Frignano, in provincia di Parma. Secondo l'Ingv, la magnitudo sarebbe intorno ai 5.4 gradi della scala Richter. A una prima stima il terremoto si sarebbe verificato a 60 km di profondità.
"Stiamo facendo le verifiche per capire se si tratta della stessa faglia interessata dalla scossa di mercoledì scorso con epicentro nel reggiano oppure no. Comunque è stata una scossa molto profonda e per questo motivo è stata avvertita distintamente in un raggio fino a 100 chilometri, fino a Milano e Genova, ma anche in Toscana e in Veneto", ha riferito all'ADNKRONOS il direttore dell'Agenzia regionale della Protezione civile dell'Emilia Romagna, Demetrio Egidi.
Per quanto riguarda i grandi centri urbani, la scossa è stata avvertita nelle città di Bologna, Milano, dove i Vigili del fuoco hanno dato istruzione ai dirigenti scolastici di evacuare temporaneamente le strutture, e Firenze, nei piani alti dei palazzi.
Molte le telefonate arrivate ai vigili del fuoco da parte di cittadini delle regioni del Nord. A quanto si apprende si tratta di chiamate per avere informazioni sulla scossa, ma al momento non si registrato richieste di soccorso.