domenica 20 marzo 2011

Gheddafi ha ostaggi italiani?

Un rimorchiatore con otto nostri connazionali a bordo fermato ieri a Tripoli

L’equipaggio di un rimorchiatore d’altura italiano e’ stato trattenuto nel porto di Tripoli da uomini armati: lo apprende l’ANSA da fonti qualificate, secondo le quali le persone a bordo sono otto italiani, due indiani e un ucraino.I fatti, secondo le scarne informazioni disponibili, si sarebbero verificati ieri pomeriggio, quando il rimorchiatore stava sbarcando a Tripoli dei lavoratori libici. Alcuni uomini armati, tra cui uno che si sarebbe qualificato come il comandante del porto, hanno fermato l’equipaggio, impedendo al rimorchiatore di ripartire. Gli italiani e gli altri si troverebbero tuttora a bordo.

Libia: regime arresta quattro giornalisti di al-Jazeera

Tripoli, 20 mar. - (Adnkronos/Aki) - Il regime libico di Muammar Gheddafi ha arrestato ieri sera quattro giornalisti della tv araba 'al-Jazeera' che operano nel paese. Secondo quanto riferisce l'edizione inglese della tv qatariota, i quattro giornalisti arrestati sono il corrispondente Ahmed Vall Ould Addin, cittadino mauritano, il cameraman Kamel Atalua, cittadino britannico, l'altro cameraman Ammar al-Hamdan, cittadino norvegese, e il corrispondente Lotfi al-Messaoud, cittadino tunisino.

Al via l'attacco, raid sulla Libia. Sequestrato rimorchiatore italiano

Parigi, 20 mar. (Adnkronos/Aki) - E' iniziato ieri pomeriggio l'intervento militare 'Odyssey Dawn' (Odissea all'alba) contro il regime libico.

Secondo una fonte del regime di Tripoli, citata dalla tv araba 'al-Jazeera', è di 48 morti e 150 feriti il bilancio provvisorio fornito dal regime libico delle vittime dei raid aerei compiuti ieri in diverse zone della Libia. I caccia francesi hanno bombardato diversi mezzi militari mentre il Pentagono ha reso noto che un totale di 110 missili da crociera Tomahawk sono stati lanciati da unità americane, insieme a quelle britanniche

E' di oggi, invece, la notizia di un rimorchiatore italiano trattenuto in porto a Tripoli da personale armato. La nave ha a bordo undici persone tra cui otto italiani, due indiani ed un ucraino. La nave aveva sbarcato al porto di Tripoli personale libico dell'Eni. Il sequestro del rimorchiatore è avvenuto alle 17 di ieri.

Francia, Gb, Usa: blitz contro Gheddafi Tripoli in fiamme. L'Italia nella coalizione

Ieri pomeriggio, la decisione nel vertice di Parigi. Poi partono i cacciabombardieri francesi che attaccano i tank libici a Bengasi. Quindi i missili Usa e il raid franco-britannico notturno sulla capitale. Gheddafi minaccia rappresaglie contro i civili in tutto il Mediterraneo. La Russa "I nostri aerei pronti". Berlusconi: "Credo che non serviranno". Molto critico Bossi

ROMA - Adesso è guerra nel Mediterraneo. Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Italia, Canada e Spagna hanno scatenato l'offensiva contro Muammar Gheddafi e il suo regime. L'hanno chiamata "Odissey Dawn" ("Alba di Odissea"). Nel pomeriggio, si sono mossi per primi i ricognitori e i caccia di Sarkozy. Poi, le navi e i sommergibili americani hanno scatenato una pioggia di oltre un centinaio di missili "Tomawhak" su obiettivi strategici (installazioni militari, caserme, depositi d'armi e di carburante, strutture di comunicazione). Più tardi, nella notte, altri raid francesi e poi anche inglesi. Tripoli è in fiamme e la contraerei libica spara (un po' alla cieca) nel cielo della capitale contro i Mirage francesi e i Tornado britannici praticamente irraggiungibili. Dalle postazioni libiche si alzano anche grida di "Allah è grande".
La Libia, adesso, si lamenta: il comunicato del governo parla di "azione dei crociati" che "ha colpito strutture civili e ospedali e ha causato almeno 48 vittime tra cui donne, vecchi e bambini e 150 feriti". Gheddafi, invece, interviene con un messaggio radio piuttosto violento: ''Il Mediterraneo è diventato un campo di battaglia - ha detto ieri in tarda serata -. Attaccheremo obiettivi civili e militari''. Dietro a queste parole c'è la minaccia che fa più paura: quella del terrorismo.
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"Sarà una guerra lampo prima che il raìs incendi i pozzi"

I piani della coalizione: pioggia di fuoco giorno e notte. Nel mirino radar, cisterne e contraerea. Non ingaggerà in campo aperto: troppa la sproporzione delle forze Gheddafi non controlla né cielo né mare. I suoi Mig accecati dalla guerra elettronica
di CARLO BONINI

ROMA - Giorni. Pochi giorni. Non mesi. Tantomeno settimane. Le ragioni, l'agenda e i delicati equilibri che tengono insieme le cancellerie di Parigi e Londra, la Casa Bianca e la Lega Araba, definiscono i "battle plans" degli stati maggiori alleati. Promettono - lo ha sottolineato ieri Barack Obama, lo annuncia questo incipit di guerra con gli attacchi al suolo francesi su bersagli in movimento e con i 110 missili da crociera americani e inglesi rovesciati in meno di un'ora sui quadranti di Tripoli e Misurata - un conflitto rapido. Con fuoco dal mare e dall'aria su obiettivi militari libici indicati come "circoscritti": installazioni radar, centri di controllo e comando, fortificazioni e rifugi sotterranei, caserme, difese costiere, unità meccanizzate e corazzate, batterie di lancio della difesa aerea e missilistica, depositi di carburante, basi aeree.
Una violenta spallata pianificata, di qui ai prossimi giorni, da una routine di fuoco in diverse e ripetute ondate. Di giorno e di notte. Cui saranno chiamati a partecipare i caccia dell'intera coalizione. Che accechi il sistema di difesa libico e ne pieghi la resistenza. Che risparmi alle opinioni pubbliche occidentali e arabe lo spettacolo di un nuovo cruento pantano nel deserto utile solo a rafforzare Muhammar Gheddafi.
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La festa nella città dei ribelli Ma i raid non cancellano la paura

Gli insorti si preparano a combattere a terra. Bandiere della "Nuova Libia" e segni di vittoria salutano l'arrivo della missione militare internazionale. Sulle piazze si spara in aria come per festeggiare una vittoria
di BERNARDO VALLI

TOBRUK - Dicono gli shabab, i giovani combattenti, spesso imberbi, che da ieri sera la democrazia arriva dal cielo. Scende sulla Libia portata da "Rafale" e "Mirage", i quali volano non sempre visibili tra le nubi mediterranee, sparando per ora missili nei dintorni di Bengasi, minacciata dalle forze del male. Un primo messaggio dall'alto è arrivato poco prima del tramonto: un proiettile francese ha centrato un automezzo di Gheddafi che insidiava il capoluogo della Cirenaica. Il missile è stata una spada biblica del nostro millennio. Non solo gli shabab, ma tutti, a terra, insorti e testimoni, contano su quell'azione aerea appoggiata da occidentali e da arabi, per stanare infine il raìs, rinchiuso nel bunker di Tripoli.
Nell'86, quando gli shabab non erano ancora nati, gli americani tentarono invano di seppellirlo per sempre sotto le rovine provocate dai jet decollati dalle portaerei della VI flotta. Gheddafi riemerse, ringagliardito da quella punizione inflittagli dalla superpotenza. Penso proprio che in quell'occasione si convinse di essere risorto. La sua invulnerabilità viene adesso messa di nuovo alla prova. Gli europei, francesi in testa, ritentano l'operazione, con la benedizione dell'Onu, e con gli americani di retroguardia, riluttanti a impegnarsi direttamente, in prima fila. Dopo il disastro iracheno e con su le spalle il pesante fardello afgano, Barack Obama ci va cauto. Lui non è Bush junior. Non promuoverà un altro conflitto in terra.
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Libia: bombardata Tripoli

(ANSA) - ROMA - Tripoli e' stata bombardata prima dell'alba oggi. Lo riferisce la tv di stato libica. La contraerea e' entrata in azione e si sono sentite esplosioni. Secondo un giornalista dell'Afp, un aereo ha sorvolato la residenza-caserma di Gheddafi, nel sud della capitale. Intanto il ministero della Difesa britannico ha comunicato che anche la Raf (Royal air force) di Londra ha lanciato missili Stormshadow da alcuni Tornado GR4. Ieri erano stati lanciati oltre 110 missili cruise da navi Usa.

Giappone, sale pressione in reattore n.3

(ANSA) - HONG KONG - La pressione nel serbatoio di contenimento del reattore n.3 della centrale nucleare di Fukushima e' in aumento. Il gestore dell'impianto aprira' le valvole per ridurre i livelli con un'operazione che potrebbe ''causare il rilascio di vapore radioattivo''. Sulla zona della centrale c'e' una leggera pioggia e in serata i venti si dirigeranno verso sudovest, e Tokyo e' 240 km a sud della centrale. Si aggrava il bilancio delle vittime: i morti sono saliti a 8.133 unita' e i dispersi a 12.272.

Libia: Cina rammaricata per attacco

(ANSA) - PECHINO - La Cina esprime ''rammarico'' per l'attacco militare contro la Libia. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Yang Jiechi, spiegando che il suo Paese ''non concorda con il ricorso alla forza nelle relazioni internazionali''. Pechino si era astenuta all'Onu sulla risoluzione sul'istituzione della No Fly Zone. Intanto il comitato dell'Unione africana sulla Libia ha chiesto lo ''stop immediato a tutte le ostilita'''. Suoi esponenti non hanno avuto l'autorizzazione per portesi recare a Tripoli.

Gheddafi: "Colpiremo obiettivi civili, il Mediterraneo diverrà un campo di battaglia"

(Xinhua)
Tripoli, 19 mar. - (Adnkronos) - “Il Mediterraneo diverrà un campo di battaglia, colpiremo obiettivi civili”. E' la minaccia di Muammar Gheddafi, ieri in un messaggio audio nel quale ha invitato il popolo a difendere la Libia: “I depositi delle armi sono stati aperti, reagite all'aggressione coloniale dei crociati”. Un invito, quello del raìs, esteso a tutti, "agli africani, agli arabi e ai latino americani”.

Ieri sera, in diretta da Tripoli, era intervenuto anche il portavoce del governo libico: "Alcuni paesi occidentali hanno preso di mira diversi obiettivi, Tripoli e Misurata. Notevoli danni a strutture e civili. Questo attacco violento - riportava SkyTg24 - contro il popolo libico arriva quando abbiamo annunciato di aver rispettato il cessate il fuoco contro i ribelli che fanno parte di al Qaida".

"Attacchi che arrivano contro la Libia dopo l'annuncio di riforme - ha continuato -. Molti siti sono stati colpiti da questa aggressione militare. I nostri ospedali sono pieni di civili feriti. Questa aggressione barbarica non ha giustificazioni. La Libia ha accettato la risoluzione Onu e cessate il fuoco".

"Invece di mandare osservatori per verificare i fatti hanno aggredito la Jamahirya. Questa aggressione non potrà sconfiggere i libici". ha aggiunto il portavoce. "Seppure abbiamo definito ingiusta la risoluzione Onu, non per questo non l'abbiamo rispettata. Noi abbiamo rispettato il cessate il fuoco e noi abbiamo chiesto a tutti gli stati di mandare osservatori per verificarlo. Quello che riceviamo invece sono solo missili. Sarà possibile domani visitare i feriti.

Gli obiettivi colpiti, specifica ancora il portavoce "sono alcuni militari e alcuni civili, case di civili".

Odissea all'alba, missili sulla Libia

Parigi, 19 mar. (Adnkronos/Aki) - Al via l'intervento militare 'Odissea all'alba' contro il regime libico.

Aerei francesi hanno iniziato i bombardamenti alle 17.45 di oggi, concentrandosi su una zona compresa entro un raggio di 100-150 chilometri da Bengasi. Lo ha reso noto il ministero della Difesa francese, precisando che gli aerei francesi che prendono parte al raid sono una ventina in totale. Secondo fonti della Difesa di Parigi, i caccia hanno distrutto numerosi carri armati delle forze libiche fedeli a Gheddafi. L'emittente televisiva in lingua araba al Jazeera ha parlato di quattro tank distrutti.

Unità della marina americana dispiegate nel Mediterraneo hanno poi iniziato a lanciare missili cruise contro obiettivi in Libia. Lo rendono noto fonti del Pentagono citate dalla CNN, precisando che l'obiettivo di questi primi attacchi sono la batteria della contraerea schierata nei dintorni di Tripoli. Più tardi il Pentagono ha parlato di un totale di 110 missili da crociera Tomahawk lanciati da unità americane, insieme a quelle britanniche.

In azione dunque anche le forze britanniche. Il primo ministro David Cameron, citato dal sito web dell'emittente 'Bbc', ha riferito che l'operazione militare nel paese nordafricano è "necessaria, legale e giusta".

L'emittente 'al-Arabiya' ha riferito poi che aerei italiani hanno avviato una "missione di sorveglianza" sulla Libia. Fonti della Difesa, interpellate dall'ADNKRONOS, però non confermano, precisando che non risultano decolli di velivoli italiani.

Nel mirino dei raid, secondo un portavoce delle forze armate libiche, citato dalla tv di stato di Tripoli, "le città libiche di Tripoli, Bengasi, Zuara e Misurata". "I caccia stranieri stanno bombardando degli obiettivi civili a Tripoli", ha denunciato sempre la tv di stato. Tra gli obiettivi colpiti, secondo la stessa fonte, ci sarebbe anche l'ospedale Bir Usta Milad della capitale. L'agenzia di stampa libica 'Jana' ha riferito di diversi feriti. La tv di stato libica dà anche notizia di un aereo francese abbattuto vicino Tripoli. Bombardata - secondo quanto annunciano invece i siti dell'opposizione libica - una base militare utilizzata dalle brigate di Gheddafi nella città di Misurata.

L'iniziativa militare aveva ottenuto il via libera oggi nel corso di un summit convocato a Parigi. ''Abbiamo deciso di applicare la risoluzione Onu che esige un cessate il fuoco immediato e l'arresto delle violenze contro le popolazioni civili'', ha spiegato al termine del vertice all'Eliseo il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy.
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sabato 19 marzo 2011

Libia: Obama, la nostra coalizione e' pronta ad agire e a farlo con urgenza

Brasilia, 19 mar. - (Adnkronos) - ''La nostra coalizione e' pronta ad agire e a farlo con urgenza''. Lo ha affermato il presidente americano, Barack Obama, nella conferenza stampa congiunta che ha tenuto a Brasilia insieme alla sua controparte brasiliana, Dilma Rousseff. ''La nostra preoccupazione e' forte, la nostra determinazione chiara: la popolazione libica deve essere protetta'', ha aggiunto Obama, come unico altro commento sulla crisi libica in corso. La conferenza stampa si e' esaurita nelle dichiarazioni dei due presidenti, nessun giornalista ha potuto fare domande.

Via libera all'attacco contro Gheddafi Caccia francesi sorvolano già Bengasi

Offensiva del colonnello contro gli insorti. Il raìs minaccia Sarkozy e Cameron: ve ne pentirete. Tripoli ricorre agli scudi umani.

L'aereo in fiamme caduto su Bengasi (foto Anja Niedringhaus - Ap)

ROMA - Via libera all'attacco contro Gheddafi per far rispettare la no fly zone. La decisione è giunta dal vertice di Parigi, mentre il raìs attacca Bengasi da terra, dall'aria e dal mare. Gli insorti annunciano però di aver respinto l'offensiva.
Gheddafi «e tutti coloro che sono ai suoi ordini devono immediatamente porre fine agli atti di violenza contro i civili, ritirarsi da tutte le aeree in cui sono entrati con la forza, rientrare nelle loro caserme, e consentire un pieno accesso umanitario», si legge nella dichiarazione finale del vertice di Parigi.
Aerei francesi sorvolano i cieli della Libia. Numerosi caccia Rafale francesi stanno sorvolando Bengasi e l'intero territorio libico in missione di ricognizione. A Sigonella sono giunti intanto sei F16 danesi.
«I caccia francesi sulla Libia stanno impedendo attacchi aerei delle forze di Gheddafi contro Bengasi - ha detto Sarkozy - Già da adesso le nostre forze aeree si opporranno ad ogni aggressione contro il popolo di Bengasi. Abbiamo già impedito attacchi aerei sulla città. Altri aerei sono pronti a intervenire contro i blindati che aggrediscono civili disarmati». Gheddafi «è ancora in tempo per evitare il peggio conformandosi senza ritardi a tutte le richieste della Comunita internazionale - ha aggiunto Sarkozy al - La porta della diplomazia si riaprirà quando la sua aggressione finirà, la nostra determinazione è totale. Ognuno è messo davanti alle sue responsabilità».
«Non sono al corrente che ci siano caccia francesi in volo su Bengasi, ma ben vengano anche se avrei preferito fossero arabi». Lo ha affermato l'ex ministro dell'Interno libico, Abdul Fattah Younis, in un'intervista ad al-Arabiya. L'ex ministro che ha dichiarato di non essere stato reintegrato nel governo, ha rivelato che gli insorti hanno respinto l'attacco della milizia di Muammar Gheddafi per conquistare Bengasi e ha confermato che era dei ribelli l'aereo abbattuto stamani a Bengasi.
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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=142386&sez=HOME_NELMONDO

Elettori Pdl contro la guerra in Libia: “Silvio ci ha tradito”

Sul forum del partito sono centinaia i messaggi contrari all’azione armata in Libia. E qualcuno difende anche il colonnello

“Ma che vi ha fatto Gheddafi? Ci da Gas, petrolio, combatte il terrorismo e i clandestini, ma che volete?” Questo è solo uno dei tanti messaggi che in queste ore giungono su Spazio Azzurro, forum degli elettori Pdl, dopo l’annuncio dell’azione militare contro la Libia. Sono furiosi, sdegnati.

RABBIA - Si sentono traditi, presi in giro. E sono tanti. Gli elettori del Pdl reagiscono con rabbia alla decisione del governo di partecipare alla missione internazionale in Libia che prevede l’uso della forza contro l’ex alleato Gheddafi. E si sfogano su Spazio azzurro, il forum ufficiale del sito del partito. Nelle ultime ore la bacheca e’ sospesa, l’aggiornamento riprendera’ lunedi’. Ma i tanti messaggi che restano in bella evidenza bastano per spiegare tutto il malumore che serpeggia nell’elettorato di Silvio Berlusconi. C’e’ chi attacca il governo perche’ ha tradito il fidato colonnello libico, amico dell’Italia fino all’altro ieri; c’e’ chi s’infuria per i soldi che questa guerra costera’; c’e’ chi e’ terrorizzato dalla possibile ondata di clandestini che cerchera’ rifugio in Italia; chi indica il neutralismo di Umberto Bossi come un modello da seguire. Un clima talmente pesante che il messaggio di un navigatore che si firma Doge risulta l’unico pro-intervento: “Italia come Quinto Fabio Massimo- accusa- il temporeggiatore. Parlo di Libia. Dovremmo essere in primissima linea a garantire sicurezza nel Mediterraneo, casa nostra”. A leggere gli altri messaggi, invece, c’e’ poco da stare allegro per Silvio Berlusconi e la sua maggioranza. “Che Berlusconi stia alla larga dalla Libia. Come le Germania!”, grida uno. “Un consiglio- offre un altro- se vi venisse ancora l’idea di fare i salvatori del mondo, prima fate un referendum popolare: se ogni giorno dite che la nostra volonta’ e’ quella che conta…”. In tanti sono preoccupati dall’esborso economico: “L’appoggio all’Onu ci costera’ una valanga di soldi, di mezzi e speriamo non di vite umane. Perche’ dobbiamo pagare noi che non siamo membri permanenti?”. Una militante si firma Angela B. e dice: “No all’intervento in Libia! Non per vigliaccheria, ma almeno per coerenza!!! E poi, quanto ci costera’?”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/118370/elettori-pdl-contro-la-guerra-in-libia-silvio-ci-ha-tradito/

Libia: anche Eurofighter schierati con i Tornado italiani a Trapani

Roma, 19 mar. - (Adnkronos) - Anche i nuovi caccia Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto dell'Aeronautica militare sono schierati a Trapani nell'ambito del dispositivo internazionale messo in campo per l'intervento militare in Libia. Schierati anche i Tornado, sia nella versione Ids che in quella Ecr per l'attacco alle batterie contraeree e alle postazioni radar. I Tornado Ids provengono dal sesto Stormo di Ghedi (Brescia) e gli Ecr dal 50mo Stormo di Piacenza.

Scossa di magnitudo 3.4 al largo di Trapani

TRAPANI. Il polo sismico "Alberto Gabriele" della fondazione Ettore Majorana di Erice ha registrato la notte scorsa alle 2,21 una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 della scala Richter, a largo della costa trapanese. L'epicentro è stato localizzato tra le isole di Marettimo ed Ustica.

PREVISIONI ...

Libia: Frattini, pronti a colpire

(ANSA) - ROMA - 'Abbiamo chiesto che la base di coordinamento sia spostata da Stoccarda a Capodichino. Giochiamo un ruolo fondamentale, senza l'Italia questa operazione non si potrebbe svolgere', cosi' il ministro degli Esteri Frattini commenta al Messaggero l'intervento della coalizione internazionale in Libia. 'Nessuna guerra' sottolinea. 'Gli alleati non ci potranno lasciare da soli. Anche la Lega capira' le nostre ragioni'. Siamo esposti ma la Nato ha il dovere di proteggerci. E Gheddafi ha altro da fare.

GIAPPONE: NUOVA SCOSSA TERREMOTO VICINO FUKUSHIMA

(AGI) Osaka - Una nuova scossa di terremoto dalla magnitudo 6.1 ha colpito la prefettura di Ibaraki, in Giappone, a poca distanza dalla centrale di Fukushima. Lo ha reso noto il centro meteorologico. Nessun allarme tsunami e non si riportano al momento danni a persone o agli edifci .

GIAPPONE: TRACCE DI IODIO RADIOATTIVO NELL'ACQUA A TOKYO

(AGI) Osaka - Tracce di iodio radioattivo sono state riscontrate nel'acqua corrente di Tokyo e di altre aree. Lo riporta l'agenzia Kyodo News .

RIPRISTINATA ELETTRICITA' A FUKUSHIMA. GETTI D'ACQUA CONTINUI

(AGI) - Osaka, 19 mar. - Il gestore della centrale nucleare di Fukushima e' riuscito a ripristinare l'elettricita' nel sito danneggiato dal terremoto, un passo importante per cercare di riattivare le pompe di raffreddamento dell'impianto. In giornata l'elettricita' e' tornata nei reattori 1,2 ,5 e 6 mentre domenica dovrebbe essere riattivata nei reattori 3 e 4. Intanto le autopompe speciali dei vigili del fuoco di Tokyo hanno ripreso a sparare acqua sul reattore numero 3. Solo nella giornata di venerdi' sull'impianto nucleare sono state gettate 50 tonnellate di acqua marina . ACQUA A GETTO CONTINUO PER RAFFREDDARE I REATTORI Getti d'acqua continui per raffreddare i reattori nucleari: e' questa la nuova strategia decisa dal ministero della Difesa giapponese per tentare di impedire la fusione del nocciolo nell'impianto di Fukushima. "Invece di gettare acqua a ondate successive, vogliamo avviare un'operazione che ci permetta di iniettare continuamente acqua nei reattori", ha spiegato il portavoce del ministero, Toshimi Kitazawa. CAVO ELETTRICO CONNESSO A FUKUSHIMA Questa mattina le autopompe speciali dei vigili del fuoco di Tokyo hanno ripreso a lanciare acqua sul reattore numero 3. Solo nella giornata di venerdi' sull'impianto nucleare sono state gettate 50 tonnellate di acqua marina. Intanto i livelli di radioattivita' superiori ai limiti legali sono stati riscontrati nel latte prodotto nei pressi di Fukushima e negli spinaci coltivati nella vicina prefettura di Ibaraki e per questo sono state avviate ricerche per rintracciare dove siano stati venduti .

Yemen, scontri tra manifestanti e polizia ad Aden

Sana'a, 19 mar. - (Adnkronos/Aki) - Si registrano nuovi scontri stamani tra manifestanti antigovernativi e le forze di sicurezza ad Aden, nel sud dello Yemen. E' quanto ha riferito il sito web dell'emittente 'Press Tv', sottolineando che gli agenti hanno provato a disperdere una manifestazione di oppositori che chiedevano le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh. Testimoni oculari parlano di un ferito negli scontri. Intanto e' salito a 52 vittime il bilancio degli scontri di ieri tra manifestanti e forze di sicurezza intervenute per interrompere un sit-in dell'opposizione davanti all'universita' di Sana'a. Subito dopo la strage il ministro yemenita del Turismo, Nabil al-Fakih, si e' dimesso dal governo e dal partito di maggioranza in segno di protesta.

Libia: al-Jazeera, bombe su campo Croce Rossa a Bengasi

Tripoli, 19 mar. - (Adnkronos/Aki) - Un bombardamento avrebbe interessato il campo della Croce Rossa situato nel centro di Bengasi. Lo ha riferito l'emittente 'al-Jazeera'. Bengasi da stamani e' teatro di violenti scontri tra le truppe del colonnello Muammar Gheddafi e gli insorti che qui hanno stabilito la loro roccaforte.

Gheddafi bombarda Bengasi. All'Occidente: Rimpiangerete ingerenza

Il leader dei ribelli: La comunità internazionale intervenga al più presto per scongiurare catastrofe. Vertice di guerra a Parigi .
Roma, 19 mar. (TMNews) - Mentre sgancia bombe su Bengasi, roccaforte dei rivoltosi, il leader libico Gheddafi attacca la comunità internazionale. Il Raìs ha definito "inaccettabile" la risoluzione dell'Onu e ai leader di Francia e Gran Bretagna, in prima linea nell'attacco da sferrare alla Libia, ha detto: "Rimpiangerete ogni ingerenza".Intanto il leader del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi, l'ex ministro della Giustizia Mustafa Abdel Jalil, ha lanciato un appello alla comunità internazionale, perchè "applichi la risoluzione Onu" al più presto scongiurando una "catastrofe".I leader della comunità internazionale sono riuniti a Parigi per definire il dispositivo militare necessario per lanciare un'operazione aerea. Se Parigi preme per tenere fuori la Nato, preferendo un sistema di comando multinazionale, Londra insiste invece perchè l'Alleanza Atlantica abbia un ruolo di primo piano nell'operazione. Un intervento straniero, ha detto oggi il viceministro degli Esteri Khaled Kaaim, potrebbe indurre i Paesi9 vicini a sostenere Gheddafi.Sul fronte della battaglia, le forze armate del leader libico Muammar Gheddafi sono entrate a Bengasi scossa da pesanti bombardamenti nella zona sud-occidentale e dove è stato abbattuto un aereo militare. Da Tripoli, il regime accusa "le gang di al Qaida" di aver attaccato le forze armate, mentre a Parigi oggi si riuniranno i leader di Ue, Usa, Lega araba e Unione africana per definire l'intervento militare nel paese del Nord Africa.
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venerdì 18 marzo 2011

Proteina regola-colesterolo per trombosi

(ANSA) - ROMA - Un gruppo di ricercatori britannici ha scoperto che una proteina impiegata nella regolazione del colesterolo nel sangue riduce il rischio di pericolosi coaguli capaci di causare trombosi e portare ad infarti e ictus. La scoperta apre la strada per la progettazine di nuovi farmaci, secondo quanto riporta la Bbc on line. Lo studio ha rilevato il ruolo della proteina LXR (Liver X receptors) nelle piastrine. La molecola e' gia' nota per la sua funzione regolatoria del livello di colesterolo.

LIBIA: RIBELLI SMENTISCONO TRIPOLI, "CI ATTACCANO ANCORA"

(AGI) Bengasi - I ribelli libici smentiscono Tripoli sull'attuazione unilaterale del cessate il fuoco. I lealisti, afferma Bengasi, stanno attaccano ancora, dopo quattro ore dall'annuncio di Tripoli .

Libia: Malta, non faremo da base per no fly zone

La Valletta, 18 mar. - (Adnkronos/Dpa) - Malta non intende fare da base per l'attuazione della no fly zone contro la Libia. Lo ha affermato il premier, Lawrence Gonzi: ''la nostra priorita' e' quella di salvaguardare la sicurezza di Malta...e di rispettare la nostra costituzione, di paese neutrale'', ha detto in una conferenza stampa. Gonzi e' stato personalmente informato, al telefono, dal premier libico, Mahmudi Bagdadi, della dichiarazione di un cessate il fuoco immediato.

Vogue Italia: "Fermiamo i siti pro anoressia"

Dal blog del direttore Franca Sozzani una raccolta di firme

MILANO Il mondo della moda - spesso ritenuto responsabile di proporre un modello di donna troppo esile e di spingere i più giovani sulla china dell'anoressia - ribadisce la sua volontà di combattere questo problema così diffuso. A scendere in campo questa volta è Vogue Italia, simbolo massimo del fashion, che dal blog del direttore Franca Sozzani lancia una nuova campagna contro i siti "pro anoressia" di cui il Web è purtroppo costellato. «Leggendo che oggi si incolpa Facebook come causa principale dell'anoressia e non ritenendo possibile che un social network da solo possa prendersi carico della diffusione di questo fenomeno, mi sono documentata e ho trovato che ci sono migliaia di siti e blog pro-anoressia che non solo supportano questo male, ma spingono i giovani alla competizione sulla loro forma fisica» dice Franca Sozzani «Vogue Italia, che è il giornale per antonomasia che si occupa e promuove l'estetica, il visuale e il bello, ha deciso di utilizzare la sua autorità e il suo bacino di utenza sul web (oltre 1 milione di utenti unici al mese), per battersi per combattere l'anoressia e raccogliere le firme con l'obiettivo finale di far chiudere questi siti». L'obiettivo di questa raccolta firme è quello di presentare un progetto di legge che porti alla chiusura di tutti questi siti, senza dubbio capaci di influenzare negativamente quanti si trovano a soffrire di disordini alimentari. Questa campagna rispecchia l'impegno del mensile nel voler promuovere il benessere di tutte le donne, denunciando i pericoli insiti nel voler seguire modelli distorti di falsa bellezza, che mettono in pericolo la vita di moltissimi giovani. Per partecipare alla raccolta firme basta andare sul sito di Vogue al linkwww.vogue.it/magazine/petizione-contro-i-siti-pro-anoressia

Nucleare, le risposte non date e gli interessi nascosti

Gli incidenti nucleari presso la centrale di Fukushima, prodotti dal violento terremoto che ha colpito il Giappone, hanno riacceso il confronto tra i sostenitori dell’energia atomica e coloro che la contrastano con determinazione.

Da una parte ci sono personaggi - qualcuno anche autorevole, come il Commissario all'energia dell'Unione Europea, Guenther Oettinger - che parlano senza mezzi termini di apocalisse. Dall’altra, invece, c’è chi sostiene che si tratta di un incidente di modesta entità, circoscritto all’area geografica in cui si è verificato.

C’è chi accelera la transizione verso le rinnovabili, parlando apertamente della necessità di chiudere alcune centrali nucleari (Merkel, Obama), e chi si conferma sostenitore di questa discutibile soluzione energetica. Tra questi ultimi figura il nostro presidente del consiglio. I reattori giapponesi, secondo Berlusconi e il suo governo, sono di prima generazione e pertanto il loro sistema di raffreddamento, esterno, sarebbe andato in tilt a seguito dell’azione del terremoto prima e dello tsunami dopo. Le centrali che dovrebbero essere costruite in Italia, di terza generazione, avrebbero un sistema di raffreddamento interno e, quindi, sarebbero pressoché inattaccabili da eventi di questo tipo.

Ma come si è arrivati ai reattori di terza generazione e alla progettazione di quelli di quarta, che saranno realizzati tra il 2030 e il 2040?

La risposta è semplice: la tecnologia successiva veniva concepita sulla scorta dei difetti evidenziati dalla precedente.

A questo punto sorgono spontaneamente alcuni interrogativi. Quali sono gli inconvenienti palesati dalla terza famiglia di centrali atomiche? Perché si sta lavorando alla quarta tipologia di reattori se la terza è così perfetta? Perché acquistiamo delle centrali nucleari di terza generazione, le quali, nel momento in cui diverranno operative, saranno già superate? Chi venderà i reattori all’Italia? E, soprattutto, perché sono state tagliate le risorse alle rinnovabili?

Qualcuno dovrebbe dare delle risposte serie e rassicuranti ai cittadini. La storia recente del nostro paese ci insegna che i mercenari, pur di arricchirsi, non si fermano davanti a nulla.

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http://www.agoravox.it/Nucleare-le-risposte-non-date-e.html

Nucleare: le scorie saranno la peggiore catastrofe

Nucleare: le scorie saranno la peggiore catastrofe
Quella nucleare si è rivelata fin dal momento della sua scoperta come una fonte energetica tanto innovativa quanto pericolosa e scarsamente “competitiva” dal punto di vista economico. Nonostante questi presupposti e la manifesta impossibilità da parte del mondo scientifico di valutare concretamente le ricadute di un’applicazione su larga scala degli impianti nucleari, sia in termini di effetti sulla salute umana, sia in termini di conseguenze sull’ambiente, molte nazioni nel corso della seconda metà del novecento hanno investito sul nucleare una quantità sempre più ingente di risorse.
Questo atteggiamento, apparentemente insensato, trova in parte la propria spiegazione nel fatto che l’antieconomicità e la ferale pericolosità dell’energia nucleare sono in larga misura determinate da un unico elemento “di disturbo” che è costituito dallescorie radioattive, essendo stati fino ad oggi gli incidenti alle centrali presentati come rarissime fatalità.
La gestione delle scorie nucleari rappresenta infatti il vero tallone d’Achille dell’atomo, in assenza del quale l’energia prodotta tramite l’uranio potrebbe essere economicamente assimilata a quella prodotta utilizzando altre fonti quali il petrolio, il gas naturale o il carbone.
La reale complessità dei problemi legati alle scorie radioattive è stata fino ad oggi misconosciuta tanto dai governi quanto dagli esperti, nel palese tentativo di accreditare come economicamente convenienti e sostanzialmente sicuri gli impegnativi programmi energetici basati sul nucleare. Parimenti a quello delle scorie anche il problema della sicurezza degli impianti è stato minimizzato, nonostante le terribili conseguenze degli incidenti che sono stati resi pubblici (di molti non se ne è mai avuta notizia) Chernobyl su tutti, abbiano messo in luce la dimensione di estrema pericolosità della scelta nucleare. Almeno fino a questi ultimi giorni, quando la catastrofe di Fukushima sembra avere costretto il mondo intero ad aprire gli occhi.....

Proprio l’incidente di Chernobyl unitamente alla manifesta impossibilità di nascondere a tempo indeterminato le problematiche legate alle scorie radioattive hanno determinato a partire dalla fine degli anni 80 una diminuzione degli investimenti nell’ambito del nucleare, soprattutto da parte dei paesi tecnologicamente più avanzati. In Italia il referendum del 1987 decretò la rinuncia definitiva a produrre energia tramite l’uranio, ma anche nazioni che traggono dal nucleare una cospicua fetta del proprio fabbisogno energetico come Stati Uniti e Germania stanno dimostrando di credere sempre meno nel nucleare, non avendo messo in cantiere nell’ultimo decennio progetti finalizzati alla costruzione di nuove centrali che sostituiscano quelle prossime alla chiusura.
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Paga 10 mila euro per rientrare dal Giappone e denuncia Alitalia

Tanto ha sborsato un ingegnere per tornare in Italia con moglie e due figli. Esposto all'Antitrust: sciacallaggio economico.

Roma, 18 mar. (TMNews) - Diecimila euro per rientrare con la famiglia in Italia dal Giappone. E' il prezzo che ha dovuto pagare Nino Pane, quarantenne, romano, ingegnere, residente in in Giappone da alcuni anni dove ha sposato Rumi, una coetanea giapponese, e dalla quale ha avuto due figli nati a Tokyo.
Dopo il terremoto e la catastrofe nucleare Pane ha deciso di rientrare con tutta la famiglia in Italia. Ha acquistato qualche giorno fa quattro biglietti aerei con la compagnia Alitalia per la tratta Tokio-Roma con arrivo oggi a Fiumicino ed è stato "costretto a pagare una somma corrispondente a circa 10mila euro".
L'uomo ha fatto sapere, tramite i propri legali Anna Orecchioni e Giacinto Canzona, che intende fare causa alla compagnia di bandiera e presentare un esposto all'Antitrust per denunciare "lo sciacallaggio economico" delle compagnie aeree, e di trasporto in generale.
L'"approfittamento" delle condizioni psicologiche e sociali in occasione di una tragedia come quella giapponese, rappresenta, da parte delle Società di trasporto aereo, non solo una violazione del diritto italiano relativo alla eccessiva onerosità del prezzo, ma anche, hanno sottolineato i legali, una grave violazione dei diritti dell'uomo sanzionabile davanti alla Corte Europea.

Fukushima, premier Kan pessimista. Ipotesi sarcofago Chernobyl

Aiea porta a "5" il grado d'emergenza per la centrale giapponese. Il nuovo bilancio è di almeno 17mila tra morti e dispersi.

Roma, 18 mar. (TMNews) - In Giappone si pensa a una soluzione che ricorda Chernobyl per far tacere i reattori nucleari. Allo studio c'è una colata di cemento per seppellire la centrale nucleare di Fukushima, danneggiata dal terremoto e dallo tsunami di una settimana fa. Finora, infatti, non hanno avuto successo i tentativi dei tecnici per raffreddare i reattori della centrale e anche la corrente, che servirebbe a far ripartire il sistema automatico di raffreddamento, non è stata ripristinata. L'Aiea ha innalzato il livello d'allarme portandolo da 4 a 5.
Intanto l'ultimo bilancio è di 17mila tra morti e dispersi. I morti accertati sono 6.911 e questo dato proietta il "Grande terremoto-tsunami del Tohoku e della costa del Pacifico" al primo posto tra i più terribili disastri naturali in Giappone dal "Grande terremoto del Kanto" del 1923. Questo triste primato era finora detenuto dal terremoto di Kobe del 1995, con 6.434 morti.
Il premier giapponese Kan ha ammesso che le operazioni per evitare un disastro nucleare nella centrale Fukushima-1 devono ancora affrontare "enormi difficoltà" e si è detto "non ottimista". "I tecnici dell'esercito, della polizia, tutti gli addetti stanno lavorando con tutte le forze, a rischio della vita", ha esclamato il primo ministro che ha esortato il suo popolo a reagire: "Tutto il popolo deve avere la forte determinazione a superare questa crisi" e ancora: "Ricostruiremo il Paese dalle rovine".
L'ambasciata d'Italia in Giappone, intanto, "rimane esattamente dov'è" ha detto da Tokyo l'ambasciatore italiano in Giappone, Vincenzo Petrone, commentando la decisione di alcuni governi di spostare le loro sedi diplomatiche a Osaka per mettere al riparo il personale diplomatico da possibili fughe radioattive.
Quanto all'economia c'è stato un nuovo intervento della Banca del Giappone, che ha iniettato nel circuito interbancario altre liquidità supplementari per 3.000 miliardi di yen, circa 28 miliardi di euro.
Kan