sabato 23 aprile 2011

Pakistan: drone Usa fa decine di vittime tra civili

Pakistan: drone Usa fa decine di vittime tra civili
ISLAMABAD - Almeno 25 persone, fra cui donne e bambini, sono state uccise ieri da un drone americano nel Nord Waziristan, in una nuova giornata di sangue nel Pakistan nord-occidentale che coincide con un inasprirsi della crisi delle relazioni fra Islamabad e gli Stati Uniti sulla strategia da seguire nella cosiddetta lotta ai talebani. L'attacco ha sollevato una nuova ondata di risentimento contro gli Usa e il governo di Yusuf Raza Gilani.

MAFIA: BELISARIO(IDV), GASPARRI USA ARRESTO CIANCIMINO PER INTIMIDIRE

(ASCA) - Roma - ''Il senatore Gasparri usa strumentalmente l'arresto di Massimo Ciancimino per intimidire le procure e i giornalisti che non piacciono a Berlusconi''.
Lo afferma il capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, sottolineando che ''l'indipendenza della magistratura e' una garanzia per tutti. Gasparri invece con certe dichiarazioni sembra preparare una nuova marcia su Roma per dare un po' di olio di ricino a chi non e' allineato''.
''Fare del caso Ciancimino il paradigma di quello che Gasparri definisce ''uso spregiudicato' dei pentiti -conclude Belisario- rappresenta solo un altro tentativo di ostacolare il lavoro deimagistrati, che invece proprio grazie alle dichiarazioni dei pentiti, opportunamente verificate, hanno accertato verita' importanti''.

Siria: attivisti su Facebook, 112 morti ieri in repressione regime

Damasco, 23 apr. - (Adnkronos/Aki) - E' di 112 morti il bilancio delle vittime della repressione attuata ieri in Siria nei confronti dei manifestanti contro il regime di Bashar al-Assad. E' quanto si legge sulla pagina creata su Facebook dalla Rivoluzione siriana 2001, ovvero dagli attivisti che dal 15 marzo sono scesi in piazza per chiedere riforme politiche, maggiori liberta' e le dimissioni del presidente.

Mediatrade, da un nuovo teste accuse nei confronti del Cavaliere

Il produttore Sardi ai pm: "Diritti tv, prezzi gonfiati senza giustificazioni". E Berlusconi anche dopo essere approdato a Palazzo Chigi "mantiene il controllo e rapporti diretti coi venditori americani"

di EMILIO RANDACIO
MILANO - Format televisivi americani acquistati a prezzi quasi cinque volte superiori al loro valore. Una gestione economica da parte dei vertici Mediaset "senza giustificazioni plausibili", e in cui Silvio Berlusconi, anche dopo essere approdato a Palazzo Chigi, continua a mantenere il controllo e i "rapporti diretti con i venditori americani".
Lo spaccato che il produttore cinematografico Silvio Sardi tratteggia del mondo della televisione italiana, sembra essere in contrasto con le più banali regole del mercato. Il 24 marzo scorso il nuovo teste è stato convocato dalla procura di Roma per fornire la sua versione nell'inchiesta sulla presunta "frode fiscale" sui diritti tv Mediaset, in cui dall'ottobre scorso Silvio Berlusconi, il figlio Pier Silvio e una manciata di manager del gruppo, sono indagati dal pm Barbara Sargenti. Tre giorni fa, il produttore è stato ascoltato per quattro ore anche dai pm milanesi Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, che hanno ora incluso il suo verbale nel fascicolo Mediatrade, la cui udienza preliminare è in corso davanti al gup Maria Vicidomini. Un ulteriore tassello, per la procura, per rafforzare la tesi secondo cui proprio attraverso l'acquisto dei diritti tv, i vertici Mediaset avrebbero costituito fondi neri all'estero. Tra gli imputati in questo procedimento c'è ancora il premier, accusato di appropriazione indebita e frode fiscale.
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Il Gange a Manhattan riti indù nell'East River

Gli immigrati indiani affluiscono di notte e all'alba per lasciare le loro offerte rituali. Ceneri, gusci di cocco, scodelle di terracotta: finisce tutto in un'area protetta

dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI
NEW YORK - Il primo segnale furono le noci di cocco. Le avvistò a dozzine, che galleggiavano nella corrente, la guardia forestale John Zuzworsky. Quando fai la guardia forestale a Jamaica Bay sulla punta meridionale di Long Island, sai benissimo che i gusci di cocco lì non sono di casa. Le palme da cocco crescono solo a 1.500 km più a Sud. Così Zuzworsky cominciò i suoi lunghi appostamenti sulla spiaggia. C'è voluta tanta pazienza, solo a notte fonda, o con le prime luci dell'alba, il mistero si sarebbe svelato. Non solo il giallo delle noci di cocco ma anche i lunghi sari variopinti, i tronchi di bambù, le bandiere colorate, le monete esotiche: quel bendiddio che la corrente rigetta sulla spiaggia newyorchese riducendola a un immondezzaio, tutto ha la stessa origine. A Jamaica Bay noi crediamo di essere sulla East Coast americana, dove la Baia di New York si congiunge con l'Atlantico. Per altri quella è Madre Ganga, la dèa protettrice del fiume Gange sacro agli indù. Gli immigrati dall'India, a New York sono un esercito in crescita continua. Erano 206.228 dieci anni fa, con l'ultimo censimento del 2010 sfiorano i trecentomila.
La maggioranza, il 63%, vive nel quartiere di Queens, nei paraggi dell'aeroporto internazionale John Fitgerald Kennedy. Le acque più vicine sono quelle di Jamaica Bay, e per nessuna ragione al mondo un induista praticante può rinunciare ai riti sacri che si svolgono al cospetto di Madre Ganga.
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La Moratti regala una scuola alla Lega

L’edificio che ospitava un istituto elementare trasformato in un quartier generale della Guardia Padana. Con il beneplacito del sindaco

Ne parla Gianni Barbacetto sul Fatto quotidiano: una scarna nota dell’ufficio stampa del Comune di Milano comunica che l’edificio di via Lessona 65, nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro, è stato assegnato alla Guardia Nazionale Padana. È una ex scuola elementare, da anni inutilizzata.

“Il bando di gara per l’assegnazione dell’immobile si è tenuto lo scorso nove m b re ”, ci informa la nota. “La destinazione si inserisce nell’ambito delle funzioni di protezione civile assegnate al Comune di Milano. L’Amministrazione ha sviluppato nel corso di questi ultimi anni numerose forme di collaborazione con soggetti pubblici e privati in grado di supportare le strutture comunali ed in particolare proprio la Protezione Civile. Lo stabile di via Amoretti, che si estende su circa 1000 metri quadrati, pur trovandosi in discrete condizioni necessita di una seria opera di manutenzione, si trova in una zona a rischio vandalismi e occupazioni abusive. Si è ritenuto che l’utilizzo dell’immobile da parte di un’associazione onlus quale la Guardia Nazionale Padana possa essere funzionale alle strategie di sviluppo sociale perseguite dall’amminis t ra z i o n e ”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/122534/la-moratti-regala-una-scuola-alla-lega/

Siria: 88 morti, Obama condanna violenza

(ANSA) - WASHINGTON - Mentre l'ultimo bilancio della sanguinosa repressione della manifestazioni di ieri in Siria e' salito a 88 morti, Barack Obama ha condannato ''l'atroce ricorso alla violenza'' da parte del regime di Damasco, affermando che ''deve finire subito''. Il presidente americano ha anche accusato il presidente siriano di ''cercare l'aiuto dell'Iran nel reprimere la liberta' dei cittadini siriani'' e chiesto a Bashar al Assad di ''cambiare strada e ascoltare la voce del suo popolo.

Libia, rilasciato il rimorchiatore italiano Asso 22. Equipaggio in buone condizioni

Napoli, 23 apr. (Adnkronos) - Il rimorchiatore Asso Ventidue è stato rilasciato dopo un sequestro durato oltre un mese. La nave, bloccata dal 17 marzo scorso da un gruppo di libici, ha disormeggiato alle 22.45 di ieri e ha lasciato il porto di Tripoli alle 23.09. Alle 23.15 il comandante dell'Asso Ventidue, Luigi Chiavistelli, ha preso contatto con una nave italiana della coalizione Nato che è stata poi raggiunta dal rimorchiatore intorno all'1.30. Gli 11 membri dell'equipaggio, 8 dei quali italiani, sono in buone condizioni.

"Siamo molto felici che l'equipaggio sia stato rilasciato", ha dichiarato l'armatore Mario Mattioli dell'Augusta Offshore, la società a cui fa capo l'Asso Ventidue. "L'ultimo mese - ha aggiunto - è stato un periodo di grande incertezza per noi e ancora di più per l'equipaggio e per i loro familiari. Mi congratulo per il fatto che sono riusciti a mantenere il loro equilibrio durante tutto questo periodo. Ringrazio anche tutti i miei collaboratori in Augusta Offshore che si sono impegnati in modo eccezionale in questo periodo. Senz'altro il loro comportamento e professionalità hanno permesso di portare questa vicenda ad una conclusione felice. Ringraziamo anche il lavoro costante svolto dal Ministero degli Affari Esteri e la sua Unità di Crisi che ha contribuito in modo decisivo a questo risultato".

venerdì 22 aprile 2011

Cronaca di una settimana di morti nelle carceri Tre sono morti, altrettanti tentano il suicidio

Le informazioni arrivano dall'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, gestito da Radicali Italiani, Associazione "Il Detenuto Ignoto", Associazione "Antigone", Associazione A "Buon Diritto", Redazione "Radiocarcere", Redazione "Ristretti Orizzonti".

ROMA - Dalle carceri italiane, arriva l'ennesima cronaca di un'altra settimana di disperazione, tensioni e violenze, suicidi, decessi per droga e per malattia. Una cronaca che proviene dall'Osservatorio permanente sulle morti in carcere pubblicato sul sito di Ristretti Orizzonti 1, a cura di diverse organizzazioni politiche e di volontariato nelle carceri, come Radicali Italiani, IL Detenuto Ignoto, Antigone, A Buon Diritto, Radiocarcere. Tre detenuti sono morti, uno per suicidio, uno per (probabile) overdose, il terzo per malattia. Altri tre hanno tentato di togliersi la vita, il primo tagliandosi la gola, altri due impiccandosi.
Il tragico bilancio di un mese.
Sono morti 11 detenuti.
- 5 suicidi.
- 2 per malattia.
- 4 per "cause da accertare".
Da inizio anno.
Salgono a 50 i decessi nelle carceri italiane:
- 19 per suicidio.
- 21 per "cause naturali".
- 10 per "cause da accertare".
La loro età media era di 35 anni, 15 erano stranieri e 35 italiani; 2 le donne: Loredana Berlingeri, di 44 anni, morta per "cause naturali" il 18 marzo nel carcere di Reggio Calabria ed Adriana Ambrosini, 24 anni, che si è impiccata lo scorso 3 aprile nell'Opg di Castiglione delle Stiviere (Mn).
Gli ultimi episodi nel dettaglio. Un detenuto nigeriano di 34 anni, W. D. si è impiccato con una maglietta alle sbarre della sua cella nel carcere di Sollicciano. Per riuscirci è rientrato dall'ora d'aria nel cortile dei passeggi in anticipo rispetto ai compagni. Pochi minuti gli sono stati sufficienti: quando lo trovano era già morto.
Era in custodia cautelare con l'accusa di detenzione di droga e di rissa. Era stato arrestato il 5 ottobre scorso assieme alla sua fidanzata e a 3 connazionali.
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Fukushima, la vignetta dell’Herald Tribune che offende il Giappone

I diplomatici nipponici protestano per un disegno pubblicato dal giornale americano

Questa volta Biancaneve è più attenta. E nel ricevere doni valuta bene se si tratti di regali ingannevoli. Dubbiosa, alla strega che le pone una mela chiede se il frutto provenga dal Giappone, riferendosi, ovviamente, ai rischi per le radiazioni diffusesi nel paese asiatico dopo il disastro diFukushima.

“LA MELA VIENE DAL GIAPPONE?” – La scenetta non fa parte di un nuova versione della fiaba, si tratta piuttosto di vignetta, pubblicata oggi dall’International Herald Tribune, autorevole testata del gruppo New York Times, che generato parecchio disappunto tra i giapponesi. Il consolato nipponico a New York ha fortemente criticato il fumetto nato dalla matita del disegnatore Luojie, in cui la perplessa Biancaneve è rappresentata mentre valuta con una lente d’ ingrandimento la mela offertale e, con in mano un quotidiano dal titolo “Radiazioni nucleari in Giappone”, chiede: ”Aspetta un attimo, vieni dal Giappone?”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/122494/vignetta-herald-tribune-fukushima-offende-giappone/

Siria: oltre 60 morti in repressione

(ANSA) - BEIRUT - Oltre 60 persone sono state uccise oggi dalle forze di sicurezza durante le proteste anti-regime che hanno scosso quasi tutte le citta' siriane, da Damasco ad Aleppo e Banias, stabilendo il triste record del giorno piu' sanguinoso dall'inizio delle manifestazioni cinque settimane fa. Ieri e' stato revocato lo stato di emergenza, ma i dimostranti devono chiedere in anticipo il permesso di manifestare, ammonisce il regime.

Cinque anni a ex senatore Di Girolamo

(ANSA) - ROMA - L'ex senatore del Pdl Nicola Di Girolamo ha patteggiato una condanna a cinque anni e la restituzione di quattro milioni e 700 mila euro, provento dell'attivita' di riciclaggio nell'ambito del processo per il presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro che coinvolge anche ex manager delle societa' telefoniche Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Condannate anche altre nove persone.

Anche tendopoli Trapani diventera' Cie

(ANSA) - PALERMO - Anche la tendopoli di Kinisia, realizzata nei pressi dell'aeroporto di Trapani Birgi per ospitare 700 immigrati tunisini sbarcati nelle settimane scorse a Lampedusa, sara' trasformata in Centro per l'identificazione e l'espulsione. E' il 3/o Cie dopo quelli di Palazzo S.Gervasio (Potenza) e Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Per il cambio di destinazione, tuttavia, saranno necessarie alcune trasformazioni strutturali e il rafforzamento delle misure di protezione e sicurezza del campo.

Ciancimino: ''Da me nessun falso'' Trovato esplosivo nell'abitazione

Palermo, 22 apr. (Adnkronos/Ign) - "Non ho falsificato alcun documento". Massimo Ciancimino nega tutto e respinge le accuse della Procura di Palermo che ieri ha firmato il provvedimento di fermo nei confronti del figlio dell'ex sindaco di Palermo accusato di calunnia pluriaggravata nei confronti dell'ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro. Ciancimino, durante le due ore circa di interrogatorio davanti al procuratore aggiunto Antonio Ingroia e ai pm Antonino Di Matteo e Paolo Guido, ha negato qualunque tentativo di manomettere documenti tra quelli consegnati alla Procura.

In particolare, Ciancimino è accusato di avere manomesso un documento consegnato il 15 giugno 2010 nel quale c'è il nome di Gianni De Gennaro cerchiato a penna. Ma, a quanto si apprende, Ciancimino non sarebbe stato convincente per i magistrati di Palermo. Spetta adesso al gip di Parma, dove si è tenuto l'interrogatorio, decidere se convalidare il fermo.

"Sta male, è molto impaurito e nervoso" e ha negato di "avere mai fatto alcuna contraffazione dei documenti consegnati nei mesi scorsi alla Procura di Palermo" ha detto il suo avvocato Francesca Russo.

"Ha detto di non sapersi spiegare quello che gli viene contestato - ha proseguito il legale - anche perché non sarebbe neppure in grado, come detto da lui stesso ai magistrati, di fare una cosa del genere. Vedremo adesso domani quello che deciderà il gip di Parma".

Durante una perquisizione nell'abitazione di Ciancimino in via Torrearsa a Palermo gli artificieri della Polizia insieme a personale della Dia hanno rinvenuto dell'esplosivo nascosto in giardino.

Sarebbe stato inviato "una settimana fa" allo stesso Ciancimino che però non avrebbe detto nulla "per non creare allarmismi in famiglia". A spiegarlo è stato lui stesso nel corso dell'interrogatorio. L'esplosivo, dei candelotti collegati a dei fili, sarebbe stato prima immerso nell'acqua e poi interrato nel giardino. Il personale della Dia, dopo le sue dichiarazioni, ha effettuato immediatamente un sopralluogo nell'abitazione di via Torrearsa, attualmente disabitata perché la famiglia si trova a Bologna.

Roma-Parigi: ipotesi sospensione Schengen

(ANSA) - PARIGI - Nel vertice Italia-Francia di martedi' prossimo a Roma si ''riflettera''' sulla possibilita' di ''sospendere l'accordo di Schengen in caso di defaillance sistematiche'' come quella del recente flusso di migranti tunisini. Lo ha detto una fonte dell'Eliseo a Parigi, precisando che la sospensione ''sarebbe valida fin quando il problema non sara' risolto''.

Libia, mosse alleati sono azione terra

Tripoli, si tratta di violazione della risoluzione Onu.

(ANSA) - ROMA, 22 APR - L'invio di "consiglieri militari" a Bengasi da parte di Italia, Francia e Gb e il piano di intervento militare-umanitario dell'Ue a Misurata vengono "condannati" dal regime Gheddafi che li "considera" come "l'avvio di un intervento militare terrestre in violazione della risoluzione Onu". Dopo aver minacciato ieri "conseguenze" per Roma, Londra e Parigi, oggi il ministero degli Esteri di Tripoli parla cosi' si "ingerenza negli affari interni dello Stato libico e violazione della sovranità libica".

Pakistan: drone Usa fa decine di vittime

(ANSA) - ISLAMABAD, 22 APR - Almeno 25 persone, fra cui donne e bambini, sono state uccise oggi da un drone americano nel Nord Waziristan, in una nuova giornata di sangue nel Pakistan nord-occidentale che coincide con un inasprirsi della crisi delle relazioni fra Islamabad e gli Stati Uniti sulla strategia da seguire nella lotta ai talebani. L'attacco ha sollevato una nuova ondata di risentimento contro gli Usa e il governo di Yusuf Raza Gilani.

Giappone: scossa magnitudo 5.6 Fukushima

(ANSA) - TOKYO, 22 APR - Una scossa di magnitudo 5.6 e' stata registrata in Giappone alle ore 00.25 locali sabato (le 17.25 di venerdi' in Italia) nella prefettura di Fukushima, con epicentro a 20 km di profondita' e poco al largo dalla costa, non lontano dalla disastrata centrale nucleare di Fukushima n.1. La Japan Meteorological Agency (Jma), che non ha lanciato l'allarme tsunami, ha precisato che l'intensita' e' stata di 5- sulla scala nipponica di rilevazione di 7.

Foto-shock: le aziende in Italia dopo 10 anni di Berlusconi

Foto-shock: le aziende in Italia dopo 10 anni di Berlusconi
Il diritto di rispondere a un agente della Guardia di Finanza o a un ispettore delle Entrate «non rompete più di tanto» è il sogno di qualunque contribuente. Perché alla pressione fiscale da record (43,5% nel 2009; al terzo posto tra i Paesi sviluppati dietro Danimarca e Svezia), si aggiunge quello del numero di adempimenti fiscali e quello dei controlli (...) I documenti si moltiplicano e di pari passo simoltiplicano le ore dedicate alla consegna di faldoni contabili a questo e quell’ufficio. La Banca Mondiale ha fatto la classifica del Fisco complicato. Sulla bellezza di 183 paesi, l’Italia è collocata al 123° posto. Si stima che ogni azienda sia costretta a dedicare alle tasse il doppio del tempo necessario in Francia e Olanda, il 50% in più di Spagna e Germania; 60 ore in più della media europea. Nel corso di quest’anno, per esempio, le scadenze fissate sono 694.
[Fonte: La Stampa - Fonte grafici (click per ingrandire): Il Giornale/Il Corriere della Sera/La Repubblica/Il Sole 24 Ore]
Dal 1994 in poi non ha mai smesso di promettere particolare attenzione al mondo dell'impresa, della competizione, dello sviluppo, dell'efficienza, della libertà economica - meno Stato e più Mercato, il suo motto preferito - assicurandoci "meno tasse per tutti" e scagliandosi contro un fisco vorace, da riformare, ed una burocrazia killer, da sconfiggere. Oggi sappiamo che 10 anni di "Leader imprenditore" - e 17 di promesse mancate - hanno reso quelli italiani gli imprenditori più subissati d'Occidente, prima burocraticamente, poi fiscalmente. Questo era il suo cavallo di battaglia: figuratevi tutto il resto.
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Tranchina: "Cosa nostra votò Forza Italia dopo l’arresto di Riina"

Tranchina: "Cosa nostra votò Forza Italia dopo l'arresto di Riina"

L'uomo arrestato per Via D'Amelio si era autoaccusato di avere comprato il telecomando per la strage. Ma aveva parlato anche di Forza Italia e di Marcello Dell'Utri e confermato le dichiarazioni del pentito Cannella al processo per mafia al senatore. Nel '94 i carabinieri indagavano sui suoi rapporti con Cosa nostra, ma un uomo dei Graviano intimava a tutti di non fare il suo nome.

Emergono altri particolari dei verbali delle deposizioni di Fabio Tranchina, il mafioso di Brancaccio accusato di concorso nella strage di Via D'Amelio arrestato martedì scorso dalla Procura di Palermoper via delle sue stesse dichiarazioni rese a Firenze, la settimana prima, sotto forma di dichiarazioni spontanee.
Tranchina si è autoaccusato davanti ai magistrati di avere comprato il telecomando per la strage che fece saltare in aria Paolo Borsellino. Questa è una parte del suo racconto: «Dopo la strage di Capaci e prima o subito dopo la strage di via D'Amelio, Giuseppe Graviano mi chiese di comprargli un telecomando Uht che gli serviva mi disse per un cancello. Mi mando' da 'Pavan' a Palermo e costo' 1 mln e 400 mila lire o 1 mln e 600 mila lire. Mi disse di non dare il mio nome e infatti dissi al negozio che mi chiamavo Terrano o simile. Questo fatto dell'acquisto dei telecomandi - continua Tranchina - lo sappiamo solo io e Giuseppe Graviano. Mi disse di non aprirli che dovevano essere modificati e mi disse anche che erano ottimi finche' non li trovavano e io chiesi come fosse possibile che qualcuno li trovasse se li consegnavo a lui e lui rispose che magari potevano non funzionare e quindi essere ritrovati se non scoppiavano. Da qui ho capito che servivano per degli attentati».
Poi parla dei rapporti dei Graviano con la politica: «Il giorno dell'arresto di Riina ricordo che Giuseppe Graviano mi disse che ci sarebbe stata una guerra, nel senso che come fare le leggi glielo dovevano fare capire loro, anche se avevano le loro assicurazioni. Ricordo che alle elezioni venivano indicazioni di voto per Forza Italia».
Tranchina era già stato cinvolto nelle indagiini sul senatore Marcello Dell'Utri quando un pentito, Tullio Cannella, raccontò ai magistrati che in seguito a un'interrogatorio subito da Tranchina da parte dei carabinieri che gli chiesero informazioni sui suoi rapporti con Dell'Utri, il cognato di Tranchina, Cesare Lupo, boss di Brancaccio, avvicinò Cannella e gli intimò di negare qualsiasi coinvolgimento di Dell'Utri, nel caso di un interrogatorio analogo, come aveva fatto Tranchina.
Oggi Tranchina conferma: anche lui non fece il nome di Dell'Utri su ordine di suo cognato. «Quando fui sentito a suo tempo prima dell'arresto dai carabinieri di Palermo e mi fu chiesto di Dell'Utri, ne parlai anche con Cannella e con mio cognato e questi mi fece capire di non parlarne, facendo un gesto eloquente con la mano davanti alla bocca». Ma Tranchina sapeva bene chi fosse Dell'Utri e quale ruolo avese: «Giuseppe Graviano non mi ha mai fatto il nome di Dell'Utri, pero' con frasi del tipo: 'noialtri le persone le abbiamo o fanno quello che gli diciamo o noi gli rompiamo le corna', mi faceva comprendere».

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http://www.agoravox.it/Tranchina-Cosa-nostra-voto-Forza.html

SIRIA: OPPOSIZIONE IN PIAZZA, POLIZIA SPARA. ALMENO 40 MORTI

(AGI) - Roma, 21 apr. - E' salito ad almeno 40 morti il bilancio dei dimostranti uccisi in Siria nelle massicce manifestazioni anti-regime scoppiate oggi nel giorno ribattezzato dall'opposizione 'venerdi' santo'. Lo rende noto la Bbc, che cita testimoni oculari e attivisti, spiegando che il maggior numero di morti sarebbero stati riportati nella citta' di Azraa, vicino a Deraa, e a Douma, un sobborgo di Damasco. Dall'inizio della rivolta iniziata poco piu' di un mese fa le vitime sarebbero 230.

in tutta la Siria, decine di migliaia di manifestanti sono tornate in piazza dopo la preghiera, nella giornata ribattezzata in rete dall'opposizione il 'Venerdi' santo' per unire musulmani, cristiani e curdi nella protesta.

Cortei contro il regime di Assad sono stati segnalati a Damasco,Aleppo, Deraa, Homs, Banias, Qamishli, e in alcune province remote del Paese. A Damasco, la polizia siriana ha sparato gas lacrimogeni per disperdere centinaia di manifestanti scesi per strada dopo la consueta preghiera del venerdi'. A Duma, sobborgo della capitale, hanno raccontato alcuni testimoni, almeno tre dimostranti sono stati feriti mentre la polizia tentava di disperdere un corteo di decine di migliaia di persone. Anche a Deraa, citta' epicentro della rivolta, 240 chilometri a sud di Damasco, oltre diecimila dimostranti sono scesi per strada, scandendo slogan contro il regime e in favore di maggiore liberta' e democrazia.

Cortei anche a Qamshili, nord est della Siria, dove oltre 5mila persone, partite dal piazzale della spianata della moschea, hanno invaso le strade della citta', con le bandiere siriane e alcuni striscioni in cui chiedono misure contro la corruzione.
A Homs, oltre 10mila persone hanno manifestato dopo la preghiera urlando slogan in favore della liberta', e dove alcuni cecchini appostati sui tetti hanno sparato uccidendo almeno due manifestanti, ha raccontato alla stampa un attivista.

Le proteste dimostrano che non sono bastate a placare la piazza le promesse di riforme e la revoca dello stato di emergenza introdotta 48 anni fa con l'avvento del partito baathista degli Assad nel 1963, l'abolizione dei tribunali speciali e l'approvazione di un terzo decreto che prevede anche la possibilita' di "manifestare pacificamente".
Misure subito giudicate "insufficienti" dall'opposizione, che ha chiesto "piu' liberta'".