martedì 2 agosto 2011

Idv: sui vitalizi la casta ha paura

(ANSA) - ROMA - ''Altro che metodo! L'ordine del giorno di Italia dei Valori sui vitalizi e' stato respinto per tutt'altra ragione, ovvero la paura di dover sostenere le critiche dell'opinione pubblica nel bocciarlo, o, peggio ancora, il rischio di doverlo votare proprio per non essere travolti dalla critiche'': lo dichiara Massimo Donadi, presidente dei deputati IdV. ''La Casta preferisce nascondere la testa sotto la sabbia, pur di non mettere mano ai proprio privilegi''.

Il cannibale slovacco e le sue vittime. S'indaga su 30 ragazze italiane scomparse


La polizia ha chiesto ai colleghi prove biologiche e test
sui reperti ritrovati in casa di Matej Curko

Matej Curko
Matej Curko
MILANO - Sono circa trenta le ragazze italiane scomparse tra l’inizio del 2009 e il maggio del 2011 il cui profilo — età intorno ai 25-28 anni e corpo mai ritrovato — potrebbe coincidere con quello della vittima consenziente del cannibale slovacco Matej Curko. A rivelarlo è una fonte della Polizia che sta seguendo il dossier dopo la segnalazione dell’Interpol. Le indagini del Nucleo operativo e della Scientifica non sono semplici, non solo per la delicatezza dell’argomento ma anche per gli scarsi elementi per ora nelle mani degli investigatori: la notizia di una vittima italiana era emersa da un contatto via email tra Curko, morto il 12 maggio scorso dopo uno scontro a fuoco con la polizia slovacca, e una potenziale vittima consenziente che si era pentita all’ultimo momento, lo svizzero Markus Dubach. Ma nella corrispondenza in formato digitale si parlava solo della nazionalità italiana e dell’età. Questo giustifica il perimetro molto ampio delle ricerche allargato infatti a trenta casi di cronaca nera o comunque irrisolti nel periodo in cui sembra aver operato Curko. Inoltre la Scientifica, messa sotto pressione negli ultimi tempi dagli errori nella raccolte di prove del caso Meredith, vuole essere sicura prima di dare qualunque riscontro sul caso del cannibale.
L’ARCHIVIO FRIGORIFERO DELL’ORRORE - In realtà alcuni casi — uno in particolare — sembrano offrire maggiori indizi. La polizia ha già richiesto ai colleghi slovacchi delle prove biologiche e dei test sui reperti che sarebbero stati trovati nell’archivio «frigorifero» dell’orrore di Curko. Il cannibale aveva l’abitudine di conservare oltre a delle informazioni anche delle parti di corpo umano. L’obiettivo è ottenere dei test del Dna per poterli confrontare con quelli delle famiglie delle ragazze scomparse. Sembra dunque che gli investigatori slovacchi abbiano trovato altri corpi o parti di essi rispetto ai due già identificati, quelli di Lucia Uchnarova e Elena Gudjakova, le ragazze slovacche la cui scomparsa risaliva al 2010.
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Intercettazioni, il ministro Nitto Palma: "Si dovrà intervenire su talune anomalie"

Roma, 2 ago. (Adnkronos) - Sulle intercettazioni telefoniche ''si dovrà intervenire''. Lo dice il Guardasigilli Francesco Nitto Palma, in un'intervista al vicedirettore del TG5, Andrea Pucci. ''Io conto, per quello che mi compete -spiega il ministro della Giustizia- di muovere il percorso legislativo delle proposte sulle intercettazioni che attualmente giacciono alla Camera, per cercare di intervenire su talune anomalie tra cui la trascrizione e la successiva pubblicazione di telefonate non particolarmente rilevanti. E tornare quindi a un corretto bilanciamento tra l'uso dello strumento investigativo e le esigenze di riservatezza e di privatezza che vengono garantite dalla nostra Costituzione''. Quanto al protagonismo di certe toghe che vanno a spettacolarizzare le loro inchieste, Nitto Palma sottolinea: ''Il protagonismo non giova alle carriere. Alle carriere giova l'efficienza dell'azione e la riservatezza''.
Per alleviare la tensione tra le toghe e il Palazzo, l'intenzione del Guardasigilli "è quella di avere il massimo del confronto e del dialogo possibile. Disponibile fin d'ora a cambiare idea se verrò convinto che sul piano tecnico le mie iniziative sono sbagliate. Il dialogo è però reciproco: io non sono sordo e non vorrei incontrarmi con dei sordi''. ''Al Presidente della Repubblica'' nell'incontro avuto oggi, ''ho chiesto il suo conforto -rimarca il ministro della Giustizia- per un'azione di governo che'' in una fase come questa ''non è certamente tra le più facili''.
In merito allo sciopero della fame e della sete del leader radicale Marco Pannella, per denunciare il degrado in cui versano le carceri italiane, il Guardasigilli, Francesco Nitto Palma commenta: ''Anche in questa occasione, Pannella indica alla responsabilità della politica un problema vero e importante''. E poi anticipa: ''Mi auguro che da qui a settembre -rimarca il titolare del dicastero di via Arenula- riusciremo a mettere in campo un pacchetto'' di misure ''che ci possa consentire per un verso di diminuire la popolazione carceraria e per altro verso di rendere realmente umane le condizioni di chi deve stare in carcere''.

Libia: Nato, attacco a tv giustificato, incitava a violenza

Bruxelles, 2 ago. (Adnkronos/Aki) - L'attacco condotto dalla Nato contro la tv di stato libica e' stato "giustificato" in quanto da questa venivano trasmesse "incitazioni a compiere attacchi e atti di violenza". Lo ha affermato il colonnello Roland Lavoie, portavoce delle operazioni Nato in Libia.

Simona Ventura: "In Rai desertificazione culturale negli ultimi due anni"

Roma, 2 ago. (Adnkronos) - ''Ho passato gli ultimi due anni in Rai a lottare, a difendere la gente che lavorava con me. Invece che guardare avanti, dovevo guardarmi le spalle''. Sono le parole di Simona Ventura, le prime dopo aver lasciato la Rai per passare a Sky, affidate in esclusiva a 'Vanity Fair', che le dedica la copertina in edicola dal 3 agosto.
Nonostante la Rai l'avesse già inserita nei palinsesti della prossima stagione, la conduttrice ha scelto di andarsene firmando un contratto biennale con la tv italiana di Rupert Murdoch. Raidue perde la sua regina. Che cosa è andato storto, dopo 10 anni? ''Sono sempre stata una persona libera, ma ultimamente non c'erano più le condizioni per questa libertà''. E quindi che cosa rischia, la sua ex rete? ''Di diventare un negozio senza clienti. Lei capisce che, se si fa festa per l'8% di share, allora siamo messi bene. E negli ultimi due anni è stata perpetrata, a danno della rete, una vergognosa desertificazione culturale''.
Si spieghi meglio: ha subito condizionamenti politici? ''I veri guai arrivano quando vengono imposte persone che non sanno fare questo lavoro. Un colore politico credo che in tv lo si possa avere: ma bisogna avere anche la professionalità. Invece, piano piano, sono arrivati gli incapaci, e anche presuntuosi: servi della politica e niente più. La Rai si potrebbe fare con 9 dirigenti, invece che 54: il problema è che ci sono dirigenti capaci costretti a cercare protezioni per sopravvivere a quelli incapaci, che sono lì solo perché protetti... Non saprei dire chi è stato il migliore tra i dirigenti con cui ho condiviso questi anni. In compenso non ho dubbi sul peggiore: Massimo Liofredi''.

Dalla Camera via libera al rifinanziamento delle missioni militari internazionali

(Xinhua)
Roma, 2 ago. (Adnkronos) - La Camera ha approvato a larghissima maggioranza in via definitiva il decreto legge di rifinanziamento delle missioni militari internazionali. 493 i si', 22 i no, 15 gli astenuti.
Si sono astenuti i deputati radicali Matteo Mecacci, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco. ''Il nostro voto di oggi del Decreto legge relativo al rinnovo delle missioni internazionali (e di alcuni interventi per la cooperazione internazionale) è stato di astensione - hanno detto - perché riteniamo che sia ormai evidente, che la procedura del rinnovo semestrale per decreto è del tutto inadeguata alle esigenze della promozione della sicurezza internazionale nelle quali l'Italia è impegnata''. ''In particolare -spiegano gli esponenti radicali in una nota congiunta- i tempi di discussione parlamentare di quest'ultimo decreto, che sono stati praticamente annullati alla Camera, confermano l'affanno con il quale il governo ha cercato di mantenere insieme impegni finanziari e politici assunti a livello di Nazioni Unite e di Nato, e le grida di contrarietà all'impegno internazionale dell'Italia da parte dei ministri della Lega''.

Rea, nuovo ordine d'arresto per Parolisi. Il legale di Melania: l'auto in foto non è sua

Teramo, 2 ago. (Adnkronos) - Nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Salvatore Parolisi, arrestato il 19 luglio per l'omicidio della moglie Melania Rea e trasferito lo scorso 30 luglio nel carcere della città abruzzese. A emettere il provvedimento è stato il gip di Teramo Giovanni Cirillo, che ha accolto le richieste dei pm. La misura cautelare disposta dal gip abruzzese si aggiunge a quella già emessa nei confronti di Parolisi dal gip di Ascoli Piceno.
L'avvocato Mauro Gionni, legale della famiglia di Melania Rea, in una nota parla della foto che, secondo gli avvocati di Salvatore Parolisi, farebbe crollare ''il castello accusatorio nei confronti del caporal maggiore dell'Esercito''.'La foto agli atti - dice Gionni - ritrae chiaramenteun'automobile di colore amaranto, non una Renault Scenic,parcheggiata in luogo completamente diverso da quello indicato da Parolisi (in prossimità di una casetta sulla strada principale e non su quella delle altalene). Ciò, oltretutto, alle 15.13, in orario persino compatibile con l'omicidio commesso a Ripe''.
Quanto alle dichiarazioni della difesa di Parolisi sul ritrovamento di un capello femminile sul corpo di Melania, l'avvocato della famiglia della vittima ribatte: ''Purtroppo, ancora una volta - dice l'avvocato Mauro Gionni - , le affermazioni della difesa di Parolisi non sono vere. Nessun capello è stato trovato sul cadavere della povera Melania, tantomeno di donna. Sono state trovate solo cinque formazioni pilifere di colore nero, in sede di autopsia, oggi all'esame dei Ris. Un capello di colore nero, come quelli della vittima, è stato trovato sulla sua scarpa sinistra dai carabinieri di Teramo, primi intervenuti'', aggiunge il legale.
''L'unico capello di colore diverso, che non sia un pelo, di 22 centimetri, di colore castano - continua Gionni - è stato trovato non sul cadavere, ma dopo alcuni giorni, il 23 aprile 2011, dai Ris, sulla casetta di Ripe (a 10 centimetri dalla parte nord e 70 centimetri dalla proiezione della parete est), non nell'angolo, dove è stata commessa la prima parte dell'omicidio (angolo nord-est-lato est). Reperto comunque all'esame dei Ris''.


Appalti: Verdini, travolto da tritacarne, si riveda legge intercettazioni

Roma, 2 ago. (Adnkronos) - "Da due anni sono travolto in un tritacarne mediatico e giudiziario e per questo chiedo che venga concesso l'uso delle intercettazioni perche' ne voglio uscire velocemente". Lo ha detto in aula alla Camera, Denis Verdini, poco prima del voto della Camera che ha negato l'uso delle intercettazioni che lo riguardano.

lunedì 1 agosto 2011

Il ghetto dove si rifugiano i nani


Lo vogliono a tutti costi gli “unanos” delle Filippine. Per sfuggire dalle vessazioni che sono costretti a subire quotidianamente
Subiscono tante umiliazioni e sono costretti ad una vita ai margini della società. Da sempre bersaglio di scherno e offesi nella loro dignità, ora vogliono liberarsi delle loro misere condizioni di vita. I nani della Filippine sono seriamente intenzionati a costruire una colonia in cui andare a vivere serenamente, da soli, lontani dalle consuete vessazioni.
L’IDEA – Sono circa in 30 a partecipare all’iniziativa. Un misterioso investitore ha deciso di donare loro un terreno di 16mila metri quatrati nei pressi della capitale, Manila. Le case non sono ancora state costruite, le imprese non sono ancora all’opera, e i fondi difficile da ottenere, ma i protagonisti del progetto si mostrano fiduciosi che il loro sogno si realizzerà, che i politici locali contribuiranno con fondi pubblici, che la nuova cittadina diventerà una simpatica meta turistica. L’idea ambiziosa incontra anche lo scetticismo. Centri simili sono già nati altrove, aConey Island, alla fine del secolo scorso, è più recentemente a Kumming, in Cina. Ma non tutti sono convinti della bontà della loro nascita. “La soluzione non è la segregazione – dice GaryArnold dell’opera benefica Little People of America -. La risposta può essere la sensibilizzazione nei confronti delle differenze”.
LA TESTIMONIANZA - A guidare la pattuglia dei nani volenterosi è Alejandro Doron jr, 117 centimetri di altezza, capelli corvino, pelle dorata, occhi nocciola, aspetto tipico degli unanos, così vengono sopannominati i piccoli abitanti del paese. Alejandro ha 35 anni e lavora in un bar di Manila. Un locale nano. L’altezza dei dipendenti varia dai 76 ai 135 centimetri. Servono bistecche e birra ai turisti, ufficialmente. In realtà sono comici e imitatori che intrattengono gli ospiti esibendosi anche sul palco. Alejandro è uno degli unanos più fortunati. Molti sono impiegati in lotte, altri devono spogliarsi per assecondare i desideri sessuali dei turisti.
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“Ecco il file delle tangenti pagate a Penati”



Un file in formato Pdf nello studio di Renato Sarno inguaia gli esponenti della sinistra lombarda
‘Documento finanziamento sig. Penati’. E’ stato archiviato cosi’ uno dei file in formato pdf e che e’ spuntato tra il materiale informatico e non sequestrato 10 giorni fa nello studio di Renato Sarno, l’architetto indagato, assieme a una ventina di persone tra cui lo stesso Penati, nell’inchiesta della Procura di Monza su un presunto giro di tangenti per operazioni immobiliari sulle ex aree Falck e Marelli e per la gestione del Sitam.
LA DOCUMENTAZIONE - Sarno, professionista quotato e stimato al punto da aver ricevuto in passato incarichi anche dal San Raffaele, per quel che si sa, avrebbe anche contribuito a finanziare la campagna elettorale del 2009 di Penati in corsa per il secondo mandato alla Provincia di Milano. Ma quel file catalogato come ‘finanziamento Sig.Penati’, trovato in uno dei computer nel suo ufficio assieme ai documenti contabili, come ‘il libro giornale dal 2006 al 2010′, ‘i mastrini dal 2001 al 2010′, e’ ora comunque al vaglio degli inquirenti e degli investigatori per accertare se eventualmente possa fornire nuovi spunti di indagine. Cosi’ come le altre carte di lavori e progetti sequestrate all’architetto: cartelline con dentro ‘varia documentazione’ di colore blu o azzurro denominate ‘Caltagirone’, ‘Torri Sesto S.G. Soc. Pace (Intini)’, ‘H.S.R. San Raffaele’, ‘Serravalle’ e ’287 Penati Rev.1 Rev.2′, ’287 Penati Di Martino Rev.1 aggiornamento Asl’, ’287 Penati Di Martino’.
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Capelli femminili sul corpo di Melania La difesa: "Abbiamo altri assi" Delitto Rea, Meluzzi: "Regolamento di conti tra donne"

DELITTO REA I legali di Parolisi critici con gli inquirenti: "Lacune nelle indagini". Il comandante dei carabinieri Patrizio: "A me non risulta". Mercoledì forse la decisione del gip sulla custodia cautelare di Parolisi.

Ascoli Piceno, 1 agosto 2011 – Ci sarebbero dei capelli femminili sul cadavere di Melania Rea, la 29enne di Somma Vesuviana scomparsa il 18 aprile scorso e trovata morta due giorni dopo nel Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella (Teramo). A dirlo sono i legali di Salvatore Parolisi, accusato dell'omicidio della moglie.
“La consulenza medico-legale della Procura - affermano gli avvocati Nicodemo Gentile e Valter Biscotti - racconta che sul corpo della povera Melania sono stati ritrovati più capelli. I primi rilievi dicono che si tratta di capelli di donna ma che molto probabilmente, anche per la lunghezza, non appartengono a Melania. Ci chiediamo perché, prima di arrestare Parolisi, questa fondamentale traccia non sia stata analizzata ed esaminata con l’urgenza del caso, tenuto conto anche del Dna femminile ritrovato sotto l’unghia di Melania”.
"Ci muoviamo non sulla base di sms o di Facebook ma sulla base di cose concrete”. “Questa evidente lacuna - concludono i difensori di Parolisi - evidenzia un ulteriore macroscopico buco in un’indagine a senso unico sempre più fragile, sempre più ricca di palesi contraddizioni e di tanti, tantissimi dubbi’’.
“I capelli di un'altra donna sul corpo di Melania? A me non risulta”. Questa la secca replica del comandante provinciale dei Carabinieri di Ascoli Piceno, Alessandro Patrizio. Il quale però ha precisato: “E’ un dato che non è emerso, ciò non significa che non sia presente nella relazione di Adriano Tagliabracci”.
Nessuna conferma, ma neanche nessuna smentita, da parte della Procura di Teramo sull’aggiunta, tra le aggravanti contestate a Parolisi, della minorata difesa, del fatto cioè che Melania sia stata uccisa in un momento in cui non poteva opporre alcuna resistenza al suo aggressore. Ancora non è stata depositata, intanto, l’ordinanza del gip di Teramo, Giovanni Cirillo, relativa alla richiesta di custodia cautelare in carcere chiesta dalla Procura nei confronti di Parolisi.
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Caso Penati, l'accusa: tangenti fino al 2007 Spunta la lista dei versamenti

Di Caterina consegna ai pm le ricevute. Il politico Pd: "Calunnie". A fianco dei versamenti, che variano da 2500 a 7000 euro, compaiono solo sigle: ‘DG’ e ‘Giulia per DG’.

Sesto S. Giovanni (Milano), 1 agosto 2011 - Tangenti pagate fino al 2007.Lo rivelerebbero ricevute, estratti conto e appunti che l’imprenditore Piero Di Caterina, ex amico e oggi accusatore di Filippo Penati, ha consegnato ai Pm di Monza, Walter Mapelli e Franca Macchia. Per chi erano questi soldi? Secondo Di Caterina, per Penati e i suoi collaboratori. Le carte dovranno però essere interpretate: a fianco dei pagamenti da 2.500 a 7.500 euro, compaiono solo sigle: «DG» e «Giulia per DG». Prima del 2001, invece, buste da 10 a 25 milioni di lire a favore di un certo «Big Bruno» (o semplicemente «Bruno»), «Antonella», «V/P» e «VP36».

La vita e gli affari degli indagati della Tangentopoli sestese passerà sotto la lente d’ingrandimento. I pm guarderanno i conti di Fare Metropoli, l’associazione fondata da Penati (indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti) nel dicembre 2008. Ma nella storia dell’ex uomo forte del Pd, prima di Fare Metropoli (organismo che raccolse contributi per le sue campagne elettorali 2009 e 2010) c’è anche Eventus srl. E poi c’è Intesa Casa spa, dove Penati non c’entra, ma troviamo uno dei suoi più stretti collaboratori, pure lui indagato: l’ex capo di gabinetto in Provincia di Milano, Giordano Vimercati.
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Italia/ discoccupazione: a rischio 76 mila posti dopo la fine delle vacanze


Italia/ discoccupazione: a rischio 76 mila posti dopo la fine delle vacanze
ROMA - Sono 76 mila posti di lavoro che rischiano di non esserci più dopo le vacanze. È la stima fatta dalla Cgia di Mestre, un dato sicuramente preoccupante, «nonostante i timidi segnali di ripresa, sul fronte occupazionale c' è il pericolo che al rientro dalle ferie molti operai e impiegati restino senza lavoro».
La Cgia, l'associazione di Mestre, riprende i dati delle previsioni fatte dall'Istate Prometeia, che ritengono che "nel terzo trimestre potrebbero essere 76mila i posti di lavoro a rischio in Italia".
Il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, commenta i dati sottolineando che si tratta di "Un numero preoccupante anche se inferiore ai 98mila persi nello stesso trimestre del 2010 e agli 82mila del 2009. Le cose, anche se molto lentamente, stanno infatti migliorando.
Il tasso di disoccupazione medio nel 2011 si dovrebbe attestare all'8,2% e rispetto al 2010 la riduzione potrebbe essere di 0,2 punti".
E bisogna anche considerare che "Con la probabile perdita di questi 76mila posti di lavoro a pagare il prezzo più alto saranno ancora una volta le fasce più deboli del mercato del lavoro.
Mi riferisco ai giovani, alle donne e agli stranieri.Tutte e tre queste categorie hanno raggiunto tassi di disoccupazione molto elevati: i primi il 29,6%, le seconde il 9,6% e i terzi il 12,1%".

Amy, parla l'ex marito "Ci amavamo distruggendoci"


L'uomo con cui la cantante era stata sposata racconta il loro tormentato rapporto. Intanto il padre, Mitch Winehouse, annuncia di voler creare un centro di rehab in nome di sua figlia. E spunta un pusher che dice di aver accompagnato l'artista, la notte prima della morte, a rifornirsi di droga

LONDRA - Una settimana fa moriva Amy Winehouse. Oggi, l'album Back to Black è tornato al primo posto della classifica in Inghilterra, mentre si continua a cercare la causa della morte della cantante scomparsa a 27 anni. La famiglia ha annunciato l'intenzione di creare un centro di riabilitazione per tossicodipendenti a suo nome. Il padre Mitch, scrive il Times, discuterà di politiche a sostegno dei tossicodipendenti con alcuni membri del governo britannico. Già nei giorni immediatamente successivi alla morte di Amy, l'uomo aveva rivelato la sua intenzione di creare una fondazione per aiutare quanti lottano contro l'abuso di sostanze e non possono permettersi cure private.

La famiglia sta aspettando l'esito dei test tossicologici per conoscere la causa del decesso. L'esame autoptico infatti non è stato sufficiente per capire cosa sia successo. Dalle pagine del Daily Mirror un pusher sostiene di aver aiutato la cantante a comprare 1.200 sterline di crack, cocaina e eroina la notte prima del decesso. Tony Azzopardi, questo il nome dell'uomo che sarà interrogato oggi dalla polizia, sostiene di aver accompagnato la cantante a rifornirsi di sostanze nelle prime ore del 23 luglio, lo stesso giorno nel quale è stato ritrovato il suo corpo senza vita. Azzopardi, 56 anni, conosceva Amy tramite il suo ex marito Blake Fielder-Civil e racconta di aver incontrato la cantante vicino al pub The Eagle verso le 23.30 del 22 luglio. Molte persone hanno testimoniato di averla incontrata fuori dal bar The Good Mixer a Camden, quella notte. Azzopardi racconta che Amy gli avrebbe domandato di accompagnarla a comprare droga e che insieme, in taxi, si sarebbero diretti a West Hampstead, dove lui avrebbe chiamato uno spacciatore che poco dopo avrebbe consegnato, nelle mani della cantante, crack e eroina. Poi Amy avrebbe fatto scendere Azzopardi a Archway, a Nord di Londra e avrebbe proseguito per casa sua, dove è stata trovata senza vita il pomeriggio del giorno successivo. Ma secondo la famiglia Winehouse la storia non coincide con i movimenti di Amy.
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http://www.repubblica.it/persone/2011/08/01/news/amy_winehouse_parla_il_pusher-19865655/

Rai: ancora in bilico Serena Dandini, senza contratto


Rai: ancora in bilico Serena Dandini, senza contratto
ROMA - Chiusa la vertenza con Michele Santoro, sistemato il contratto di Fabio Fazio, assicurata la copertura legale al giornalismo d'inchiesta di Milena Gabanelli e del suo Report, alla Rai hanno ancora una casella da riempire. E' quella della seconda serata su RaiTre. Nel palinsesto è indicato il programma "Parla con me", ma resta il problema del contratto di Serena Dandini, che ancora non è stato rinnovato.
Per questo due consiglieri del Cda della Rai, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, hanno fatto un appello al direttore generale Lorenza Lei, affinchè si sbrighi a concludere il rinnovo del contratto. Infatti, è chiaro che non è possibile approntare un programma all'ultimo momento, e che i mesi estivi - in cui la programmazione in Tv è praticamente nulla - sono il momento giusto per l'organizzazione. Nel loro appello, i consiglieri Rai fanno anche presente che anche il programma della Dandini era nella lista nera dei programmi che Berlusconi voleva far chiudere.

Anonymous batte Polizia: "Non meritate i soldi che vi diamo"


Anonymous batte Polizia: 'Non meritate i soldi che vi diamo'
ROMA - Ancora una volta, il gruppo di hacker conosciuto come Anonymous attacca le forze dell'ordine sul lato informatico. Questa volta è toccato al sito Vitrociset, che si occupa della gestione di Interpolizie, un sistema di comunicazione multimediale riservato alle forze dell'ordine. SI tratta di un servizio cifrato, che dovrebbe essere inattaccabile, dato che protegge comunicazioni riservate. Invece, Anonymus l'ha liquidato con poche parole: si aspettavano una "fortezza inespugnabile" e invece hanno trovato "un rudere fatiscente", qualcosa che "anche un bambino dotato del tempo e della voglia necessari sarebbe riuscito a compromettere seriamente". E poi la stoccata finale: "E voi Vitrociset dovreste occuparvi di sicurezza e affidabilità delle infrastrutture/sistemi dei più importanti enti e istituzioni del nostro Paese? Rideremmo fino a diventare cianotici se non fosse per il semplice fatto che i soldi che percepite, oltre ad ammontare a cifre incommensurabili, non fossero i nostri".
Danni reali non ce ne sono stati. Gli hacker volevano solo dimostrare che potevano infrangere le difese informatiche del sito e si sono limitati a diffondere qualche dato in forma cifrata, comunque incomprensibile. Tuttavia è significativo l'accenno che è stato fatto dagli hacker alla fatiscenza del sistema di protezione: in mano a chi vengono dati i soldi pubblici, se non sono in grado di reggere un attacco del genere?

I soldi ai partiti? 2 miliardi di euro in 15 anni


I rimborsi elettorali sono diventati un vero e proprio finanziamento pubblico, indispensabile per le formazioni politiche del nostro Paese

2 miliardi e 254 milioni per cinque elezioni politiche, tre regionali e tre europee. A partire dal 1994 è la cifra spesa dallo Stato per rimborsare i partiti dei costi delle loro campagne elettorali. Una cifra davvero ingente, che tra l’altro non computa i rimborsi stanziati per le ultime consultazioni, le europee 2009 e le regionali 2010. Da ormai quindici anni i partiti nel nostro Paese ricevono molti più soldi di quelli che spendono per la loro attività durante i 30 giorni di campagna elettorale, una sorta di finanziamento pubblico surrettizio che però rimane necessario per la loro esistenza.
1993, in piena epoca Tangentopoli, i cittadini italiani abolirono il finanziamento pubblico ai partiti. Nel  1974 era entrata in vigore una legge che stanziava fondi pubblici per le formazioni presenti in Parlamento. Con l’abrogazione referendaria della norma ai partiti fu tolta una, se non la principale, fonte di finanziamento.
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Idv:tagli a benefit ex presidenti Camere

(ANSA) - ROMA - ''Si vota il bilancio di Camera e Senato, cioe' si votano benefici e tagli alla politica. I cittadini giudicheranno quello che uscira' da questo voto, perche' si vedra' chi bluffa e chi lotta contro la casta. Sarebbe bello vedere un taglio che riguardi i benefit degli ex Presidenti della Camera e del Senato, cioe' la macchina a vita, una serie di collaboratori a vita, per non parlare delle abitazioni di questori e vice presidenti e delle cose che non dicono''. Cosi' Stefano Pedica dell'Idv.

Fukushima, livelli record radiazioni

(ANSA) - TOKYO - Livelli record di radiazioni rilevati nei detriti accumulati in un tubo di scarico tra i reattori 1 e 2 della centrale di Fukushima, pari ad almeno 10 sieverts all'ora. Lo ha reso noto la Tepco, il gestore dell'impianto nucleare danneggiato dal sisma/tsunami dell'11 marzo, ricordando che i massimi precedenti risalivano al 3 giugno, pari a 3-4 sieverts all'ora, all'interno del reattore 1.'Stiamo verificando la causa di livelli tanto elevati di radioattivita', ha detto un portavoce della utility.

Siria:Terzo polo,richiamare ambasciatore


(ANSA) - ROMA - Il governo italiano richiami l'ambasciatore a Damasco e, se continua la repressione, rompa le relazioni diplomatiche con la Siria. E' la linea del Terzo polo, all'indomani delle notizie sul sanguinoso pugno di ferro imposto da Assad. ''Non si lasci solo il popolo siriano - dice il segretario Udc Lorenzo Cesa - e non si adottino due pesi e due misure: per il petrolio libico si fa la guerra, per i siriani niente''.

Sanita': Vendola, Taranto avra' ospedale pubblico con o senza Fondazione San Raffaele

Bari, 1 ago. - (Adnkronos) - E' stato confermato oggi dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l'investimento di 200 milioni per un grande ospedale pubblico a Taranto (sia con la sperimentazione gestionale del 'San Raffaele' di Milano sia con un'altra struttura di eccellenza) ed e' stata confermata anche ''la natura pubblicistica dei contratti per tutti i lavoratori medici e paramedici del futuro ospedale, nel caso in cui fosse la Fondazione San Raffaele del Mediterraneo'', come e' scritto in una nota.

Tav: ricorso a Tar Piemonte contro ordinanza di sgombero a Chiomonte

Torino, 1 ago. - (Adnkronos) - Depositato al Tar del Piemonte il ricorso contro l'ordinanza del prefetto di Torino per lo sgombero dell'area della Maddalena di Chiomonte dove e' stato installato il cantiere per la Torino-Lione. L'ordinanza del 22 giugno scorso metteva l'area nella disponibilita' delle forze dell'ordine che il 27 giugno avevano poi sgomberato la zona, dove c'era un presidio No Tav e consegnato l'area alla societa' Ltf. Secondo i ricorrenti, tra cui la Comunita' Montana Val di Susa e Val Sangone e 25 aziende agricole,"non esistevano i presupposti per quell'ordinanza".

Immigrati in rivolta a Bari: feriti e arresti

Bari, 1 ago. (Adnkronos/Ign) - Circa 50 poliziotti e carabinieri feriti, una decina di cittadini contusi o colti da malore e 30 immigrati bloccati e portati in Questura per essere riconosciuti e interrogati. E' il bilancio, probabilmente provvisorio, di otto ore di guerriglia che si è scatenata stamane alla 6 a Bari, sulla tangenziale e sui binari a ridosso del Cara, il Centro di Accoglienza di Bari-Palese.
Dopo una lunga trattativa, i migranti che protestano per il mancato rilascio dei permessi di soggiorno sono rientrati pacificamente nel Cara. Adesso la situazione e' sotto controllo. Per la maggior parte provengono dall'Africa centrale, da Mali, Nigeria e Camerun (VIDEO).
La situazione ora è tranquilla, molti immigrati sono rientrati ma non tutti i blocchi sui binari delle ferrovie a nord della città, a quanto riferiscono dalla Questura all'Adnkronos, sono stati rimossi.
Secondo l'assessore regionale alle Politiche di inclusione dei migranti, Nicola Fratoianni, ''mercoledì prossimo, in Prefettura, porremo alle Autorità competenti le necessità del rilascio dei permessi''.
La rivolta, iniziata alle 6:30 con l'occupazione dei binari delle ferrovie Bari-Nord, è continuata all'altezza dello svincolo della statale 16 all'altezza dei campi sportivi 'De Palo'. Un centinaio di immigrati del Cara, armati di spranghe, ha assaltato un pullman dell'Amtab e bloccato la tangenziale in entrambe le direzioni di marcia bruciando copertoni e bidoni. Messa a ferro e fuoco anche la struttura del Centro.
Le forze dell'ordine sono intervenute in assetto antisommossa per rimuovere i massi gettati lungo i binari e per spegnere gli incendi, ma gli immigrati hanno iniziato a lanciare pietre contro i poliziotti che hanno risposto con i gas lacrimogeni: tra i feriti anche alcuni automobilisti e passeggeri del pullman. Nessuno sarebbe grave.
Sugli scontri è intervenuto il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. "Nell'esprimere apprezzamento per la professionalità e la generosità delle forze di polizia intervenute (in particolare, per la Polizia di Stato) - ha detto - sono certo che seguiranno interventi sanzionatori verso coloro che saranno riconosciuti come autori degli illeciti. Poiché va perseguito l'obiettivo di perfezionare il sistema di prevenzione di violenze come quelle messe in atto oggi, ma al tempo stesso vanno accelerati i tempi per la trattazione delle domande di asilo e di rafforzamento della struttura del Cara, mercoledì 3 agosto alle 14:30 presiederò nella prefettura di Bari una riunione tecnica dedicata alla questione".